martedì 1 ottobre 2013

La crisi attuale ed il meridionalismo

In questi giorni di vero e proprio delirio politico con la probabile caduta del governicchio Letta (perché fin dall'inizio è stato un governicchio come obiettivi e soprattutto come composizione) e di crisi economica galoppante che sicuramente peggiorerà sia per il probabile aumento IVA che per la crisi di governo, una crisi arrivata al culmine di un ventennio davvero triste per il paese interno e per il Sud in particolare, non si possono non fare alcune considerazioni sul meridionalismo in generale e sul progetto meridionalista del Partito del Sud. 


Al di là degli strilloni su Facebook che propongono rivoluzioni da operetta alla Totò nel mitico film "Totò contro Maciste" del tipo "armiamoci e partite" o aspirano ad indipendenze del tutto inattuabili con il popolo meridionale di oggi e con lo scenario europeo, si tratta di esaminare quello che si può fare con una seria azione politica meridionalista, progressista e riformista. E' vero che destra e sinistra hanno fallito entrambe per il Sud in questo ventennio ma la stantia litania del sono "tutti uguali" lasciamola al comico genovese che col suo movimento, nonostante il notevole successo alle recenti elezioni politiche nazionali, non ha spostato di una virgola gli equilibri e le politiche di un paese che guarda sempre troppo al Nord e poco al Sud.

E' indubbio che le politiche di centro-destra sono stati letali per il Sud, basti pensare al governo Berlusconi-Bossi che è stato il più anti-meridionale dai tempi di Cavour e se ancora non ci vogliamo credere basta vedere l'andamento del PIL pro-capite e degli investimenti del o al Sud rispetto al Centro-Nord (vedi ad esempio l'ottimo libro di G. Viesti "Mezzogiorno a tradimento" Certo non è che la sinistra sia di Prodi che successivamente, sempre presa dalle sue lotte intestine, abbia riequilibrato la situazione ma non si può dire se si ha un minimo di onestà intellettuale che sia stata ugualmente nefasta come il governo a trazione leghista con le folli scelte di Alitalia e Malpensa, con i fondi FAS dirottati dal Sud ai laghi padani ed alle forme di parmigiano invendute ed i tantissimi altri esempi di ruberie ai nostri danni.

 Questo come reazione non ci deve far scadere nell'inutile "grillismo in salsa meridionale", o il Movimento 5 Stelle decide una volta per tutte di fare alleanze politiche con un movimento meridionalista o rimane nel suo cantuccio con a capo un genovese che fa da leader maximo, o peggio ancora in estremismi non attuabili e non desiderati dalla stragrande maggioranza della popolazione meridionale. Siamo un popolo di indole pacifica che non vuole e non anela a rivolte armate contro il resto del paese (in un paese oramai mescolato dove al centro-nord si sa che c'è una fortissima presenza di meridionali), specie in un contesto europeo oramai le vede giustamente come rivendicazioni totalmente inutili e dannose.

 Un altro estremismo è il pericolo e demagogico sentimento anti-europeo dilagante, una cosa è voler riformare l'Europa, liberarla dalla morsa dell'austerity e dei conti in ordine voluti dalle oligarchie finanziare, trasformandola in un Europa dei popoli, un'altra e' tornare a nazionalismi violenti e razzisti (sia italiani che duosiciliani o siciliani o napolitani) modello Alba Dorata in Grecia che sono più vicini ai modelli del fascismo padano che alle rivolte dei Fasci Siciliani o agli esempi di rivolte dei braccianti meridionali sostenute da un Di Vittorio in Puglia. Il meridionalismo migliore deve imboccare seriamente la via dell'autonomia del Sud, non quella patteggiata dai piccoli lacche' di Berlusconi col governo di centro-nord come fatto in passato dai "Grande Sud" o "MPA" che secondo me ci proveranno ancora a dire "venite con noi che difendiamo il Sud" per poi finire all'ultimo momento nel solito calderone di centro-destra magari pure con la Lega Nord, per discutere da pari a pari e con dignità con le altre regioni europee e deve scegliere da che parte stare e che futuro immaginare e progettare per la nostra terra.

 Non si può infine pensare di difendere la nostra vera storia, con la "malaunità" del 1861 vera e origine della questione meridionale, portandosi dietro valori dell' 800 come il tradizionalismo cattolico e parole vetuste come "la lotta ai giacobini", siamo nel XXI secolo e non possiamo più lottare ne' per il trono ne' per l'altare perché entrambi non rappresentano più la maggioranza del nostro popolo.

 Prendiamo invece gli esempi dei sindaci migliori del Sud, abbiamo iniziato a Napoli con De Magistris e c'è un Emiliano a Bari o un Crocetta in Sicilia, che non hanno niente da invidiare come onestà e come risultati a quelli migliori dei grandi comuni del Nord e non sono "uguali a tutti gli altri", costruiamo se possibile con loro o con il loro aiuto l'alternativa meridionalista, quella seria perché il nostro popolo non ha bisogno di "urlatori" che le loro rivoluzioni le fanno solo dietro un PC o di masaniello contro tutto e tutti che poi si vendono al primo offerente per un piatto di lenticchie in un connubio mortale tra politica e criminalità organizzata che è da debellare.

Come ha detto Emiliano pochi giorni fa all'inaugurazione della Fiera del Levante, ricominciamo da Sud. Nei fatti e non nei soliti proclami in rete o nelle solite riunioni di pochissimi che pretendono di parlare per il popolo. Un grande partito meridionalista di massa è necessario ma anche qui, questo va costruito passo dopo passo e con tenacia senza partire dagli ultimi piani della costruzione ma dalle fondamenta, come sta facendo il Partito del Sud, con chiarezza e senz'ambiguità per l'inutile tentativo di imbarcare una cosa ed il suo contrario, con scelte decise specie nell'ultimo periodo.



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In questi giorni di vero e proprio delirio politico con la probabile caduta del governicchio Letta (perché fin dall'inizio è stato un governicchio come obiettivi e soprattutto come composizione) e di crisi economica galoppante che sicuramente peggiorerà sia per il probabile aumento IVA che per la crisi di governo, una crisi arrivata al culmine di un ventennio davvero triste per il paese interno e per il Sud in particolare, non si possono non fare alcune considerazioni sul meridionalismo in generale e sul progetto meridionalista del Partito del Sud. 


Al di là degli strilloni su Facebook che propongono rivoluzioni da operetta alla Totò nel mitico film "Totò contro Maciste" del tipo "armiamoci e partite" o aspirano ad indipendenze del tutto inattuabili con il popolo meridionale di oggi e con lo scenario europeo, si tratta di esaminare quello che si può fare con una seria azione politica meridionalista, progressista e riformista. E' vero che destra e sinistra hanno fallito entrambe per il Sud in questo ventennio ma la stantia litania del sono "tutti uguali" lasciamola al comico genovese che col suo movimento, nonostante il notevole successo alle recenti elezioni politiche nazionali, non ha spostato di una virgola gli equilibri e le politiche di un paese che guarda sempre troppo al Nord e poco al Sud.

E' indubbio che le politiche di centro-destra sono stati letali per il Sud, basti pensare al governo Berlusconi-Bossi che è stato il più anti-meridionale dai tempi di Cavour e se ancora non ci vogliamo credere basta vedere l'andamento del PIL pro-capite e degli investimenti del o al Sud rispetto al Centro-Nord (vedi ad esempio l'ottimo libro di G. Viesti "Mezzogiorno a tradimento" Certo non è che la sinistra sia di Prodi che successivamente, sempre presa dalle sue lotte intestine, abbia riequilibrato la situazione ma non si può dire se si ha un minimo di onestà intellettuale che sia stata ugualmente nefasta come il governo a trazione leghista con le folli scelte di Alitalia e Malpensa, con i fondi FAS dirottati dal Sud ai laghi padani ed alle forme di parmigiano invendute ed i tantissimi altri esempi di ruberie ai nostri danni.

 Questo come reazione non ci deve far scadere nell'inutile "grillismo in salsa meridionale", o il Movimento 5 Stelle decide una volta per tutte di fare alleanze politiche con un movimento meridionalista o rimane nel suo cantuccio con a capo un genovese che fa da leader maximo, o peggio ancora in estremismi non attuabili e non desiderati dalla stragrande maggioranza della popolazione meridionale. Siamo un popolo di indole pacifica che non vuole e non anela a rivolte armate contro il resto del paese (in un paese oramai mescolato dove al centro-nord si sa che c'è una fortissima presenza di meridionali), specie in un contesto europeo oramai le vede giustamente come rivendicazioni totalmente inutili e dannose.

 Un altro estremismo è il pericolo e demagogico sentimento anti-europeo dilagante, una cosa è voler riformare l'Europa, liberarla dalla morsa dell'austerity e dei conti in ordine voluti dalle oligarchie finanziare, trasformandola in un Europa dei popoli, un'altra e' tornare a nazionalismi violenti e razzisti (sia italiani che duosiciliani o siciliani o napolitani) modello Alba Dorata in Grecia che sono più vicini ai modelli del fascismo padano che alle rivolte dei Fasci Siciliani o agli esempi di rivolte dei braccianti meridionali sostenute da un Di Vittorio in Puglia. Il meridionalismo migliore deve imboccare seriamente la via dell'autonomia del Sud, non quella patteggiata dai piccoli lacche' di Berlusconi col governo di centro-nord come fatto in passato dai "Grande Sud" o "MPA" che secondo me ci proveranno ancora a dire "venite con noi che difendiamo il Sud" per poi finire all'ultimo momento nel solito calderone di centro-destra magari pure con la Lega Nord, per discutere da pari a pari e con dignità con le altre regioni europee e deve scegliere da che parte stare e che futuro immaginare e progettare per la nostra terra.

 Non si può infine pensare di difendere la nostra vera storia, con la "malaunità" del 1861 vera e origine della questione meridionale, portandosi dietro valori dell' 800 come il tradizionalismo cattolico e parole vetuste come "la lotta ai giacobini", siamo nel XXI secolo e non possiamo più lottare ne' per il trono ne' per l'altare perché entrambi non rappresentano più la maggioranza del nostro popolo.

 Prendiamo invece gli esempi dei sindaci migliori del Sud, abbiamo iniziato a Napoli con De Magistris e c'è un Emiliano a Bari o un Crocetta in Sicilia, che non hanno niente da invidiare come onestà e come risultati a quelli migliori dei grandi comuni del Nord e non sono "uguali a tutti gli altri", costruiamo se possibile con loro o con il loro aiuto l'alternativa meridionalista, quella seria perché il nostro popolo non ha bisogno di "urlatori" che le loro rivoluzioni le fanno solo dietro un PC o di masaniello contro tutto e tutti che poi si vendono al primo offerente per un piatto di lenticchie in un connubio mortale tra politica e criminalità organizzata che è da debellare.

Come ha detto Emiliano pochi giorni fa all'inaugurazione della Fiera del Levante, ricominciamo da Sud. Nei fatti e non nei soliti proclami in rete o nelle solite riunioni di pochissimi che pretendono di parlare per il popolo. Un grande partito meridionalista di massa è necessario ma anche qui, questo va costruito passo dopo passo e con tenacia senza partire dagli ultimi piani della costruzione ma dalle fondamenta, come sta facendo il Partito del Sud, con chiarezza e senz'ambiguità per l'inutile tentativo di imbarcare una cosa ed il suo contrario, con scelte decise specie nell'ultimo periodo.



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mercoledì 15 maggio 2013

Fabrizio Barca e le sue proposte per il Sud e per un nuovo modo di pensare i "partiti"



Ieri alla storica sede della Villetta alla Garbatella, sede oggi di SEL del popolare quartiere romano, c'è stato
un interessante dibattito con il Professor Barca, ex Ministro della Coesione Territoriale.
Con molta curiosità ci sono andato ed ho capito subito, non ci vuole molto a percepirlo, che la sinistra italiana
(ed il suo popolo...) aspetta nuovi leader con maggior chiarezza e determinazione nelle scelte, specie dopo
le disastrose vicende del PD prima nei tentativi di formare un nuovo governo e poi nella scelta del Presidente
della Repubblica....come ha detto lo stesso Fabrizio Barca si tratta di "ricostruire il campo della sinistra" in
questo paese, in modo nuovo e avvincente, scrollandosi di dosso i settarismi velleitari da un lato e i
compromessi da vecchia DC dall'altro, bisogna dire chiaramente cosa si vuole fare e come per spazzare
via l'orribile centro-destra italiano di oggi e il suo principale deus ex machina, le cui vicende giudiziarie e le
penose scusanti della "persecuzione giudiziaria" ci hanno già ammorbato per 20 anni ed è arrivato il giorno
di voltare definitivamente pagina e di abbandonare per sempre questo ventennio berlusconiano che ci ha
impoveriti e resi tutti più insicuri.

Ho trovato molto interessante alcuni passaggi del suo discorso sul come ripensare la politica, agli antipodi
del populismo grillino che riduce tutta la politica ad un'eliminazione del finanziamento pubblico. A proposito
del finanziamento pubblico, sono assolutamente d'accordo con lui quando dice che va ridotto e
ripensato sicuramente ma non eliminato perché questo significherebbe che solo i ricchi o i volti già
famosi potrebbero impegnarsi in politica....prova ne è il fallimento finora di tutti i movimenti di vera
democrazia partecipata senza un megafono famoso come Grillo, al di là delle chimere della rete che "abbatte
gli ostacoli". Del resto il finanziamento pubblico esiste in tutti i paesi europei, con modalità diverse e
ovviamente con somme ridotte...ma perché in questo caso in cui è benefica non dobbiamo seguire la
lezione europea? Certo ci vuole coraggio per dirlo adesso, in questo periodo di populismo quando alla gente
piace sentire solo la litania "sono tutti ladri...non devono avere un euro" (spesso poi è la stessa gente che
non partecipa per niente alla vita democratica del paese né e' molto incline a seguire le regole minime
di convivenza civile...) ma prima o poi usciremo da questa fase buia di retorica e populismo e capiremo
che la politica va finanziata pubblicamente per il bene di tutti, certo specie in tempi di crisi con pochi
soldi e soprattutto con controlli rigorosi certo ma va fatto per evitare di andare "al tutto peggio tanto meglio".

Altro spunto interessante è che i partiti, che sono fondamentali nella vita democratica di un paese anche qui
contro tutte i populismi demagogici che vorrebbero eliminarli, devono rigenerarsi e separarsi
dall'amministrazione dello Stato, superando l'attuale e deleteria fase dei partiti "Stato-centrici" come descritto
anche dal documento diffuso in rete dal Professor Barca. Questo documento è un'ottima base di partenza e
di discussione anche per noi meridionalisti, insieme secondo me alla proposta di una nuova legge sui partiti
che definisce le regole minime di registrazione, costituzione e funzionamento democratico degli stessi...non è
più possibile non averle e lasciare tutto in balia del kapò di turno, che si chiami Grillo o Berlusconi
o Bersani....questa sarebbe vera democrazia e non la fuffa dei "non-Statuti" o le designazioni dall'alto della
classe dirigente di un movimento.

Tutto questo insieme a spunti interessanti del Professor Barca su come spendere i fondi europei
(oggi non riusciamo a spenderli in Italia e soprattutto al Sud!!!) e su come amministrare con un buon governo sia
a livello nazionale che a livello locale, condito da un sano e rigoroso meridionalismo come può portarlo il
nostro movimento in crescita sui vari territori, può essere davvero la ricetta giusta per una svolta
meridionalista progressista e riformista che apra una nuova stagione per il nostro Sud.


Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud



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Ieri alla storica sede della Villetta alla Garbatella, sede oggi di SEL del popolare quartiere romano, c'è stato
un interessante dibattito con il Professor Barca, ex Ministro della Coesione Territoriale.
Con molta curiosità ci sono andato ed ho capito subito, non ci vuole molto a percepirlo, che la sinistra italiana
(ed il suo popolo...) aspetta nuovi leader con maggior chiarezza e determinazione nelle scelte, specie dopo
le disastrose vicende del PD prima nei tentativi di formare un nuovo governo e poi nella scelta del Presidente
della Repubblica....come ha detto lo stesso Fabrizio Barca si tratta di "ricostruire il campo della sinistra" in
questo paese, in modo nuovo e avvincente, scrollandosi di dosso i settarismi velleitari da un lato e i
compromessi da vecchia DC dall'altro, bisogna dire chiaramente cosa si vuole fare e come per spazzare
via l'orribile centro-destra italiano di oggi e il suo principale deus ex machina, le cui vicende giudiziarie e le
penose scusanti della "persecuzione giudiziaria" ci hanno già ammorbato per 20 anni ed è arrivato il giorno
di voltare definitivamente pagina e di abbandonare per sempre questo ventennio berlusconiano che ci ha
impoveriti e resi tutti più insicuri.

Ho trovato molto interessante alcuni passaggi del suo discorso sul come ripensare la politica, agli antipodi
del populismo grillino che riduce tutta la politica ad un'eliminazione del finanziamento pubblico. A proposito
del finanziamento pubblico, sono assolutamente d'accordo con lui quando dice che va ridotto e
ripensato sicuramente ma non eliminato perché questo significherebbe che solo i ricchi o i volti già
famosi potrebbero impegnarsi in politica....prova ne è il fallimento finora di tutti i movimenti di vera
democrazia partecipata senza un megafono famoso come Grillo, al di là delle chimere della rete che "abbatte
gli ostacoli". Del resto il finanziamento pubblico esiste in tutti i paesi europei, con modalità diverse e
ovviamente con somme ridotte...ma perché in questo caso in cui è benefica non dobbiamo seguire la
lezione europea? Certo ci vuole coraggio per dirlo adesso, in questo periodo di populismo quando alla gente
piace sentire solo la litania "sono tutti ladri...non devono avere un euro" (spesso poi è la stessa gente che
non partecipa per niente alla vita democratica del paese né e' molto incline a seguire le regole minime
di convivenza civile...) ma prima o poi usciremo da questa fase buia di retorica e populismo e capiremo
che la politica va finanziata pubblicamente per il bene di tutti, certo specie in tempi di crisi con pochi
soldi e soprattutto con controlli rigorosi certo ma va fatto per evitare di andare "al tutto peggio tanto meglio".

Altro spunto interessante è che i partiti, che sono fondamentali nella vita democratica di un paese anche qui
contro tutte i populismi demagogici che vorrebbero eliminarli, devono rigenerarsi e separarsi
dall'amministrazione dello Stato, superando l'attuale e deleteria fase dei partiti "Stato-centrici" come descritto
anche dal documento diffuso in rete dal Professor Barca. Questo documento è un'ottima base di partenza e
di discussione anche per noi meridionalisti, insieme secondo me alla proposta di una nuova legge sui partiti
che definisce le regole minime di registrazione, costituzione e funzionamento democratico degli stessi...non è
più possibile non averle e lasciare tutto in balia del kapò di turno, che si chiami Grillo o Berlusconi
o Bersani....questa sarebbe vera democrazia e non la fuffa dei "non-Statuti" o le designazioni dall'alto della
classe dirigente di un movimento.

Tutto questo insieme a spunti interessanti del Professor Barca su come spendere i fondi europei
(oggi non riusciamo a spenderli in Italia e soprattutto al Sud!!!) e su come amministrare con un buon governo sia
a livello nazionale che a livello locale, condito da un sano e rigoroso meridionalismo come può portarlo il
nostro movimento in crescita sui vari territori, può essere davvero la ricetta giusta per una svolta
meridionalista progressista e riformista che apra una nuova stagione per il nostro Sud.


Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud



lunedì 18 febbraio 2013

Presentazione lista PdSUD al Senato Lazio sabato 16/02 a Roma

Da Partito del Sud - Roma: Sabato a Roma, alla Città dell'Altra Economia a Testaccio, abbiamo presentato la nostra lista di candidati al Senato Lazio per le elezioni politiche nazionali 2013.

Presenti i candidati, ringraziamo in particolare l'amica Rosa Maria Pelliccia che ci ha raggiunti da Milano, ed una delegazione della sezione napoletana "Guido Dorso" del PdSUD.

Interventi e risposte alle domande del pubblico convenuto dei candidati Enzo Riccio (Segretario Organizzativo Nazionale del partito) e dell'attore Roberto D'Alessandro, nonché del co/Segretario Nazionale Andrea Balìa giunto da Napoli. Presenti anche gli amici, scrittori e storici, Valentino Romano ed Enzo Di Brango.


Esplicitata la linea progressista e identitaria del Partito del Sud, unica lista meridionalista autonoma dagli altri schieramenti e soprattutto unica formazione meridionalista presente alle elezioni politiche nazionali 2013 che non gravita nell'area di centrodestra che accoglie le teorie xenofobe e antimeridionali della Lega Nord. 
Dichiarati gli obiettivi di rilancio e riscatto del Sud contenuti nel programma.



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Da Partito del Sud - Roma: Sabato a Roma, alla Città dell'Altra Economia a Testaccio, abbiamo presentato la nostra lista di candidati al Senato Lazio per le elezioni politiche nazionali 2013.

Presenti i candidati, ringraziamo in particolare l'amica Rosa Maria Pelliccia che ci ha raggiunti da Milano, ed una delegazione della sezione napoletana "Guido Dorso" del PdSUD.

Interventi e risposte alle domande del pubblico convenuto dei candidati Enzo Riccio (Segretario Organizzativo Nazionale del partito) e dell'attore Roberto D'Alessandro, nonché del co/Segretario Nazionale Andrea Balìa giunto da Napoli. Presenti anche gli amici, scrittori e storici, Valentino Romano ed Enzo Di Brango.


Esplicitata la linea progressista e identitaria del Partito del Sud, unica lista meridionalista autonoma dagli altri schieramenti e soprattutto unica formazione meridionalista presente alle elezioni politiche nazionali 2013 che non gravita nell'area di centrodestra che accoglie le teorie xenofobe e antimeridionali della Lega Nord. 
Dichiarati gli obiettivi di rilancio e riscatto del Sud contenuti nel programma.



sabato 12 gennaio 2013

PRESENTATO AL VIMINALE IL SIMBOLO DEL PARTITO DEL SUD IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI.

Il Partito del Sud ringrazia i dirigenti e militanti del Coordinamento Organizzativo che, in collaborazione tra di loro da varie regioni, hanno permesso la presentazione del simbolo del Partito oggi al Viminale in vista delle prossime elezioni politiche.

Lo spirito di militanza e di sacrificio permea in questo momento tutte le strutture del nostro Partito che continua, concretamente, il lavoro anche in queste ore sui territori con la raccolta delle firme sotto la supervisione dei Coordinatori Regionali ed Esteri.

Un grazie di cuore a queste donne e uomini che dimostrano con il loro incessante lavoro che c'è ancora un Sud che non si arrende e che resiste!!



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Su 'La Repubblica' di oggi ,pag. 7 ed. Nazionale , la foto con il simbolo del Partito del Sud che Enzo Riccio si appresta a depositare al Viminale. 
Grazie Enzo, grazie ragazzi a nome del Sud che resiste!!












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Il simbolo del Partito del Sud 
anche in home di Repubblica on line



Monti: "Dio ci scampi da destra e sinistra" Berlusconi rilancia: in tv con Bersani

Monti: "Dio ci scampi da destra e sinistra"
Berlusconi rilancia: in tv con Bersani

Lista clonata, Grillo minaccia di ritirare il M5S
Foto Simboli per tutti, fino a "Forza evasori"

Il Cavaliere: "In tv solo contro Bersani". 'Scippati' anche i simboli del Professore e di Ingroia (Vd - foto). Moggi col centrodestra: "In tanti con me". Favia, sì a Ingroia. Il premier: presto mi dovro' riabituare a fare il professore

Fonte: http://www.repubblica.it/
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Foto
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Enzo Riccio Coord. Organizzativo Nazionale del PdSUD, in coda davanti al Viminale ieri 11 gennaio 2013


Il Simbolo del Partito del Sud in bacheca al Viminale dopo la presentazione

Pino Lipari, uno dei Soci fondatori del Partito nel dicembre 2007, al Viminale per la presentazione del simbolo del Partito del Sud...l'unico vero e autentico!


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Il Partito del Sud ringrazia i dirigenti e militanti del Coordinamento Organizzativo che, in collaborazione tra di loro da varie regioni, hanno permesso la presentazione del simbolo del Partito oggi al Viminale in vista delle prossime elezioni politiche.

Lo spirito di militanza e di sacrificio permea in questo momento tutte le strutture del nostro Partito che continua, concretamente, il lavoro anche in queste ore sui territori con la raccolta delle firme sotto la supervisione dei Coordinatori Regionali ed Esteri.

Un grazie di cuore a queste donne e uomini che dimostrano con il loro incessante lavoro che c'è ancora un Sud che non si arrende e che resiste!!



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Su 'La Repubblica' di oggi ,pag. 7 ed. Nazionale , la foto con il simbolo del Partito del Sud che Enzo Riccio si appresta a depositare al Viminale. 
Grazie Enzo, grazie ragazzi a nome del Sud che resiste!!












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Il simbolo del Partito del Sud 
anche in home di Repubblica on line



Monti: "Dio ci scampi da destra e sinistra" Berlusconi rilancia: in tv con Bersani

Monti: "Dio ci scampi da destra e sinistra"
Berlusconi rilancia: in tv con Bersani

Lista clonata, Grillo minaccia di ritirare il M5S
Foto Simboli per tutti, fino a "Forza evasori"

Il Cavaliere: "In tv solo contro Bersani". 'Scippati' anche i simboli del Professore e di Ingroia (Vd - foto). Moggi col centrodestra: "In tanti con me". Favia, sì a Ingroia. Il premier: presto mi dovro' riabituare a fare il professore

Fonte: http://www.repubblica.it/
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Foto
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Enzo Riccio Coord. Organizzativo Nazionale del PdSUD, in coda davanti al Viminale ieri 11 gennaio 2013


Il Simbolo del Partito del Sud in bacheca al Viminale dopo la presentazione

Pino Lipari, uno dei Soci fondatori del Partito nel dicembre 2007, al Viminale per la presentazione del simbolo del Partito del Sud...l'unico vero e autentico!


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giovedì 13 dicembre 2012

La differenza tra valori e partiti


Una breve risposta merita l'articolo dell'amico Mino Errico sul sito eleaml.org, da sempre il sito del pensiero di Nicola Zitara è uno dei punti di riferimento per me e per tanti meridionalisti.
Lo merita sia per alcune considerazioni interessanti sul metodo e sulla novità della nascita di Unione Mediterannea sia perché vengo citato direttamente e sia per il consueto garbo ed acume col quale vengono fatte alcune critiche.

Passando al merito delle questioni, posso essere d'accordo che come meridionali non ci appartiene ne' la retorica del fascismo ne' quella dell'antifascismo ma è indubbio che, retorica a parte, lo "spirito mediterraneo" non poteva e non può accettare ideologie violente, razziste e discriminatorie come quella fascista o come quella leghista.
Questo per un discorso di valori e non per andare contro una singola persona presente all'assemblea, tra l'altro un caro amico (e che non è certo lui con la sua onestà intellettuale ad essere il problema...), infatti serve per evitare tutta una melassa di finto-meridionalisti che sono fascisti camuffati o meglio ottusi reazionari, gente che finge di essere indipendente ma poi stranamente si accasa sempre in quelle liste e listarelle di centro-destra con casi perfino di presunti "indipendentisti" che poi si sono trovati vergognosamente in liste di centro o di centro-destra col tricolore nel simbolo! Alla faccia della coerenza!
Personalmente ho trovato sempre ipocrita o destinato al fallimento il discorso di "mettiamoci tutti insieme al di là delle idee e dei valori", basta che parliamo di verità storica sulla "malaunità" del 1861 e che gridiamo "Viva il Sud"! O meglio questo va bene per un'associazione solo culturale o per un gruppo di amici che ogni tanto si riunisce per una pizza. La politica è cosa diversa, non si può mettere insieme ad esempio chi vede negli immigrati un fattore positivo di scambio culturale ed un occasione di arricchimento con quelli che, scimmiottando i Borghezio e i Salvini, vorrebbero i respingimenti o che danno la colpa della crisi ai "cinesi". Sono due modi diversi di vedere il mondo e quindi anche di proporsi politicamente, secondo me inconciliabili. E secondo il mio modesto parere quello mediterraneo e anti-razzista è quello da adottare, tornando al tradizionale ruolo di ponte di civiltà che ha avuto il Sud multi-etnico nei suoi momenti migliori, basta pensare alla Magna Grecia o secoli dopo alla corte di Federico II a Palermo.
Riguardo lo slogan "destra e sinistra sono solo indicazioni stradali", utilizzato spesso in passato da noi del PdSUD e geniale intuizione del nostro maestro Antonio Ciano che l'ha coniato, era da intendere che i PARTITI di destra e di sinistra del belpaese sono stati tutti anti-meridionali.
I valori invece sono un'altra cosa, alla base dei programmi di ogni movimento politico, e io ho sempre detto che i valori da affermare per la rivoluzione meridionale sono quelli progressisti, basta con quella puzza di stantio da vecchi democristiani coi completi grigi e vecchie cravatte un po' sbiadite, col maccartismo e le idee reazionarie ed ultra-cattoliche che ci hanno sempre rinchiuso nel ghetto dei "nostalgici", da guardare come si guardano le manifestazioni "folkloristiche". Nessun appiattimento per i partiti di centro-sinistra di certo, ma stabiliamo da subito la lontananza dalle tentazioni di fare l'ennesimo movimento di ascari dell'asse del nord, quell'asse già annunciato da Berlusconi (della serie La mummia V - il ritorno...) e Maroni...il campo degli ascari per altro è già molto affollato dai vari Micciché, Iannaccone, Lombardo etc etc....non c'è né spazio né voglia di unirsi al coro dei servitori di più padroni.
Ed infine, caro Mino, l'ossessione per la legalità e la lotta alle mafie come valore fondamentale, non è una cosa da vedere con sospetto come se fosse un nostro atteggiamento di moda sinistrorsa, anche qui si tratta di valori e di scelta politica: se ci sono politici come Dell'Utri (degni erede della tradizione di Liborio Romano...) da una parte della barricata, noi saremo sicuramente dall'altra, quello della giustizia e della libertà.
Unione mediterranea farà le sue scelte sia in termini programmatici che di alleanze elettorali e noi del PdSUD dovremmo decidere se sono in linea con le nostre idee ed i nostri valori come speriamo, una cosa è chiara il tempo dei soli slogan e annunci sta finendo....la platea, crescente per fortuna, di meridionalisti si aspetta sempre più fatti e sempre meno chiacchiere.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud



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Una breve risposta merita l'articolo dell'amico Mino Errico sul sito eleaml.org, da sempre il sito del pensiero di Nicola Zitara è uno dei punti di riferimento per me e per tanti meridionalisti.
Lo merita sia per alcune considerazioni interessanti sul metodo e sulla novità della nascita di Unione Mediterannea sia perché vengo citato direttamente e sia per il consueto garbo ed acume col quale vengono fatte alcune critiche.

Passando al merito delle questioni, posso essere d'accordo che come meridionali non ci appartiene ne' la retorica del fascismo ne' quella dell'antifascismo ma è indubbio che, retorica a parte, lo "spirito mediterraneo" non poteva e non può accettare ideologie violente, razziste e discriminatorie come quella fascista o come quella leghista.
Questo per un discorso di valori e non per andare contro una singola persona presente all'assemblea, tra l'altro un caro amico (e che non è certo lui con la sua onestà intellettuale ad essere il problema...), infatti serve per evitare tutta una melassa di finto-meridionalisti che sono fascisti camuffati o meglio ottusi reazionari, gente che finge di essere indipendente ma poi stranamente si accasa sempre in quelle liste e listarelle di centro-destra con casi perfino di presunti "indipendentisti" che poi si sono trovati vergognosamente in liste di centro o di centro-destra col tricolore nel simbolo! Alla faccia della coerenza!
Personalmente ho trovato sempre ipocrita o destinato al fallimento il discorso di "mettiamoci tutti insieme al di là delle idee e dei valori", basta che parliamo di verità storica sulla "malaunità" del 1861 e che gridiamo "Viva il Sud"! O meglio questo va bene per un'associazione solo culturale o per un gruppo di amici che ogni tanto si riunisce per una pizza. La politica è cosa diversa, non si può mettere insieme ad esempio chi vede negli immigrati un fattore positivo di scambio culturale ed un occasione di arricchimento con quelli che, scimmiottando i Borghezio e i Salvini, vorrebbero i respingimenti o che danno la colpa della crisi ai "cinesi". Sono due modi diversi di vedere il mondo e quindi anche di proporsi politicamente, secondo me inconciliabili. E secondo il mio modesto parere quello mediterraneo e anti-razzista è quello da adottare, tornando al tradizionale ruolo di ponte di civiltà che ha avuto il Sud multi-etnico nei suoi momenti migliori, basta pensare alla Magna Grecia o secoli dopo alla corte di Federico II a Palermo.
Riguardo lo slogan "destra e sinistra sono solo indicazioni stradali", utilizzato spesso in passato da noi del PdSUD e geniale intuizione del nostro maestro Antonio Ciano che l'ha coniato, era da intendere che i PARTITI di destra e di sinistra del belpaese sono stati tutti anti-meridionali.
I valori invece sono un'altra cosa, alla base dei programmi di ogni movimento politico, e io ho sempre detto che i valori da affermare per la rivoluzione meridionale sono quelli progressisti, basta con quella puzza di stantio da vecchi democristiani coi completi grigi e vecchie cravatte un po' sbiadite, col maccartismo e le idee reazionarie ed ultra-cattoliche che ci hanno sempre rinchiuso nel ghetto dei "nostalgici", da guardare come si guardano le manifestazioni "folkloristiche". Nessun appiattimento per i partiti di centro-sinistra di certo, ma stabiliamo da subito la lontananza dalle tentazioni di fare l'ennesimo movimento di ascari dell'asse del nord, quell'asse già annunciato da Berlusconi (della serie La mummia V - il ritorno...) e Maroni...il campo degli ascari per altro è già molto affollato dai vari Micciché, Iannaccone, Lombardo etc etc....non c'è né spazio né voglia di unirsi al coro dei servitori di più padroni.
Ed infine, caro Mino, l'ossessione per la legalità e la lotta alle mafie come valore fondamentale, non è una cosa da vedere con sospetto come se fosse un nostro atteggiamento di moda sinistrorsa, anche qui si tratta di valori e di scelta politica: se ci sono politici come Dell'Utri (degni erede della tradizione di Liborio Romano...) da una parte della barricata, noi saremo sicuramente dall'altra, quello della giustizia e della libertà.
Unione mediterranea farà le sue scelte sia in termini programmatici che di alleanze elettorali e noi del PdSUD dovremmo decidere se sono in linea con le nostre idee ed i nostri valori come speriamo, una cosa è chiara il tempo dei soli slogan e annunci sta finendo....la platea, crescente per fortuna, di meridionalisti si aspetta sempre più fatti e sempre meno chiacchiere.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud



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martedì 31 gennaio 2012

Primavera Meridionale con Enzo Riccio su Leoncavallo Tv


http://www.ustream.tv/recorded/20118099

Con Roberto D'Alessandro il Segretario Organizzativo nazionale del Partito del Sud Enzo Riccio, nella trasmissione "Primavera Meridionale" andata in onda lunedì sera alle 21 in diretta su Leoncavallo Tv

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http://www.ustream.tv/recorded/20118099

Con Roberto D'Alessandro il Segretario Organizzativo nazionale del Partito del Sud Enzo Riccio, nella trasmissione "Primavera Meridionale" andata in onda lunedì sera alle 21 in diretta su Leoncavallo Tv

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lunedì 30 gennaio 2012

Oggi alle 21,00 in diretta streaming su www.leoncavallo.tv la trasmissione PRIMAVERA MERIDIONALE ospite in studio ENZO RICCIO


Segui la diretta web streaming ogni lunedì sera, 15 minuti di pillole meridionaliste, "Primavera meridionale". Stasera con Roberto D'Alessandro, ci sarà Enzo Riccio, Segretario Organizzativo nazionale del Partito del Sud.

Si parlerà dello spettacolo teatrale Terroni a Roma dal 7 febbraio, di meridionalismo e di Partito del Sud Collegati alle ore 21 alle diretta streaming su: www.leoncavallo.tv

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Segui la diretta web streaming ogni lunedì sera, 15 minuti di pillole meridionaliste, "Primavera meridionale". Stasera con Roberto D'Alessandro, ci sarà Enzo Riccio, Segretario Organizzativo nazionale del Partito del Sud.

Si parlerà dello spettacolo teatrale Terroni a Roma dal 7 febbraio, di meridionalismo e di Partito del Sud Collegati alle ore 21 alle diretta streaming su: www.leoncavallo.tv

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sabato 21 gennaio 2012

Andrea Balia e Enzo Riccio a Teleakery 27 dicembre 2011

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http://www.youtube.com/watch?v=wujLepU-qMc&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=4fbX4yAhf0Y&feature=related
3

http://www.youtube.com/watch?v=DS0DZizfNuw&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=Gbx8X9Ny-uQ&feature=related
5

http://www.youtube.com/watch?v=PM4MXfjJyMY

Andrea Balia ed Enzo Riccio del PdSUD e Pietro Golia di Controcorrente. Registrato e mandato in onda da Teleakery, Napoli, il 27 dicembre 2011.
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http://www.youtube.com/watch?v=wujLepU-qMc&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=4fbX4yAhf0Y&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=DS0DZizfNuw&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=Gbx8X9Ny-uQ&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=PM4MXfjJyMY

Andrea Balia ed Enzo Riccio del PdSUD e Pietro Golia di Controcorrente. Registrato e mandato in onda da Teleakery, Napoli, il 27 dicembre 2011.

 
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