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Il Partito del Sud sceglie la cornice del Castello Svevo di Barletta e della sua originale "Sala Rossa" per l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”. Parterre internazionale per discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, spinto dal Sud e da una forte accelerazione al cambiamento delle politiche, proveniente dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.
Da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, a Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito, insieme al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, a Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia, e Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno.
Nomi di spessore per una sfida di primaria importanza: ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa, per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.
Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo nel discorso d'apertura di Michele Dell’Edera che, oltre ad essere Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, ne è anche il Coordinatore della Regione Puglia. Dell’Edera ha ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano, a Bari, l’idea che 'Con il Sud si riparte' (tratta dal libro con medesimo titolo, ndr), secondo cui tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud.
“Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile - ha precisato Dell’Edera - e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità plurale. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.
“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie", ha sottolineato con convinzione Dell'Edera, "Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente".
"Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati", ha proseguito, "Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato delle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.
Michele Dell’Edera ha concluso, rinnovando appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano e auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.
Attesissimo e alquanto lusinghiero, per gli organizzatori dell’evento, l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud: “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi, e nel vostro modo di fare politica, la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”.
"In questo scenario - ha precisato Emiliano - il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia 'il riscatto' da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”.
"Perché esiste una scienza - ha spiegato il Presidente della Regione Puglia - la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente e spesso, pare, le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo, e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi".
"Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire NO, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.
A fargli eco dalle frontiere internazionali Fernando Martinez De Carnero di Podemos, il cui fil rouge dell'intervento è stato dipanato sull’immaginario del Sud, tutto da ricostruire nell'ottica giusta, e non falsata, da quella che resta l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante: “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”.
Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”,anche, dell’identità comune, e la responsabilità di questa crisi ricade - spesso - sulle stesse sinistre, emerse negli ultimi anni, che non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della cosiddetta lotta sociale, che non poteva che sfociare in uno sfaldamento della solidarietà con conseguente agonia dell’individuo.
“La priorità è dunque - per Martinez De Carnero - ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: "Fare politica, oggi, significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese, che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali".
"Fare politica, oggi - ripete - significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa".
“Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito", ha ribadito Panagopoulos, "perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa, che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi".
"Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato", ha avvertito, "Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una su tutte è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”.
“In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone", ha ricordato il leader di Syriza, "E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”.
Infine Panagopoulos ha segnalato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile.Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.
Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche” sono stati i tre punti cruciali indicati da Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Che ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”, per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi.
“Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati", ha evidenziato Del Monaco, "Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.
"Seconda questione, per Del Monaco: "Grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste.“Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue.
E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.
Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.
Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di Michele Emiliano si è soffermato su una precisazione ideologica e una presa di posizione politica, che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud: “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.
Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale: “Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.
"In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzarequella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. A tal fine, il Sud dell’Europa - secondo Balia - può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.
La “questione meridionale”, infine, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale” nell'intervento di chiusura - dopo una giornata molto intensa e proficua - di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con tipico accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale.
“Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”
Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente: “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato".
"Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.
Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord: "Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni. Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.
"Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé.Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale".
"Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa".
Il Partito del Sud sceglie la cornice del Castello Svevo di Barletta e della sua originale "Sala Rossa" per l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”. Parterre internazionale per discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, spinto dal Sud e da una forte accelerazione al cambiamento delle politiche, proveniente dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.
Da Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, a Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito, insieme al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, a Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia, e Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno.
Nomi di spessore per una sfida di primaria importanza: ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa, per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.
Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo nel discorso d'apertura di Michele Dell’Edera che, oltre ad essere Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, ne è anche il Coordinatore della Regione Puglia. Dell’Edera ha ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano, a Bari, l’idea che 'Con il Sud si riparte' (tratta dal libro con medesimo titolo, ndr), secondo cui tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud.
“Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile - ha precisato Dell’Edera - e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità plurale. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.
“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie", ha sottolineato con convinzione Dell'Edera, "Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente".
"Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati", ha proseguito, "Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato delle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.
Michele Dell’Edera ha concluso, rinnovando appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano e auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.
Attesissimo e alquanto lusinghiero, per gli organizzatori dell’evento, l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud: “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi, e nel vostro modo di fare politica, la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”.
"In questo scenario - ha precisato Emiliano - il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia 'il riscatto' da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”.
"Perché esiste una scienza - ha spiegato il Presidente della Regione Puglia - la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente e spesso, pare, le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo, e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi".
"Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire NO, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.
A fargli eco dalle frontiere internazionali Fernando Martinez De Carnero di Podemos, il cui fil rouge dell'intervento è stato dipanato sull’immaginario del Sud, tutto da ricostruire nell'ottica giusta, e non falsata, da quella che resta l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante: “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”.
Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”,anche, dell’identità comune, e la responsabilità di questa crisi ricade - spesso - sulle stesse sinistre, emerse negli ultimi anni, che non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della cosiddetta lotta sociale, che non poteva che sfociare in uno sfaldamento della solidarietà con conseguente agonia dell’individuo.
“La priorità è dunque - per Martinez De Carnero - ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: "Fare politica, oggi, significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese, che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali".
"Fare politica, oggi - ripete - significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa".
“Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito", ha ribadito Panagopoulos, "perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa, che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi".
"Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato", ha avvertito, "Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una su tutte è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”.
“In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone", ha ricordato il leader di Syriza, "E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”.
Infine Panagopoulos ha segnalato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile.Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.
Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche” sono stati i tre punti cruciali indicati da Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Che ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”, per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo. Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi.
“Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati", ha evidenziato Del Monaco, "Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.
"Seconda questione, per Del Monaco: "Grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste.“Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue.
E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.
Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.
Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di Michele Emiliano si è soffermato su una precisazione ideologica e una presa di posizione politica, che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud: “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.
Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale: “Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.
"In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzarequella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. A tal fine, il Sud dell’Europa - secondo Balia - può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.
La “questione meridionale”, infine, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale” nell'intervento di chiusura - dopo una giornata molto intensa e proficua - di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con tipico accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale.
“Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”
Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente: “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato".
"Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.
Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord: "Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni. Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.
"Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé.Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale".
"Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa".
È possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
È questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud, il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
Abbiamo grande fiducia nelle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e nella loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere.
Lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud.
Proveremo ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori:
Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa
L’appuntamento, dunque, è per il 4 novembre alle 17 presso la sala rossa del Castello Svevo di Barletta. L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliano assistere ai lavori e magari dare il loro contributo.
Michele Emiliano - Governatore della Regione Puglia
Andrea Balìa - Vicepresidente - Partito del Sud
Natale Cuccurese - Presidente - Partito del Sud
Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia
Michele Dell’Edera - Coordinatore Regionale Puglia - Partito del Sud
Andrea Del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, autore del volume “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”
Pietro Golia - Editore “Controcorrente” - Napoli - Giornalista
Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza
Antonio Russo - Segretario di Presidenza nazionale Acli Responsabile Politiche sociali e welfare
È possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
È questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud, il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
Abbiamo grande fiducia nelle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e nella loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere.
Lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud.
Proveremo ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori:
Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa
L’appuntamento, dunque, è per il 4 novembre alle 17 presso la sala rossa del Castello Svevo di Barletta. L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliano assistere ai lavori e magari dare il loro contributo.
Michele Emiliano - Governatore della Regione Puglia
Andrea Balìa - Vicepresidente - Partito del Sud
Natale Cuccurese - Presidente - Partito del Sud
Fernando Martinez De Carnero - Podemos Italia
Michele Dell’Edera - Coordinatore Regionale Puglia - Partito del Sud
Andrea Del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, autore del volume “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”
Pietro Golia - Editore “Controcorrente” - Napoli - Giornalista
Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza
Antonio Russo - Segretario di Presidenza nazionale Acli Responsabile Politiche sociali e welfare
DI CARLO: "La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale ed internazionale....".
di Piero Mastroiorio
E’ possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
E’ questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre 2016 e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Nel 2014 il “Partito del Sud” lanciò la sfida di pensare a un’Italia che riparta da Sud, ne hanno fatto un progetto e un libro lavorando sul concetto di “Con il Sud si Riparte”.
Da allora ad oggi di strada ne è stata fatta, tanta che il prossimo 4 novembre 2016, a Barletta, gli esponenti del PdelSUD aggiungeranno un altro tassello: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre più il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione alle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera il lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che impongono le migrazioni e il mutamento della società.
Nell’appuntamento del 4 novembre a Barletta gli esponenti del PdelSUD proveranno ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori: un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa.
Lo faranno con un’ottica di grande fiducia nei confronti delle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e alla loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere, nonché, con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con i greci di Syriza e gli spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud.
In attesa dell’appuntamento del 4 novembre a Barletta, abbiamo posto alcune domande a Sabrina Di Carlo, coordinatrice del Partito del Sud - San Severo Città Ribelle:
Perché nato il Partito del SUD?
Da troppo tempo il sud non si è dato una rappresentanza politica ed è ormai una necessità avvertita da tutti coloro che hanno a cuore le sorti del sud. Su questo vuoto politico molti se ne approfittano. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, I saccheggi, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte.
Qual'è l’obiettivo prioritario del Partito del SUD?
L’obiettivo prioritario del Partito del Sud è quello della difesa e promozione dell’identità, delle istanze e degli interessi del Sud e della comunità meridionale, in Italia e nel mondo.
Come si colloca il Partito del Sud nello scenario politico italiano?
Dalla sua nascita ad oggi la linea politica del partito si è andata sempre più definendosi fino all’attuale Meridionalisti e Progressisti. Il Partito del Sud si ispira ai grandi artefici del pensiero meridionalista storico: Antonio Gramsci, Guido Dorso, Gaetano Salvemini e, consequenzialmente, un posizionamento naturale a sinistra, o comunque nell’area del centrosinistra.
Quali sono i vostri punti cardine per cambiare la politica italiana?
La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale, europeo e internazionale.
Se vi si desse la possibilità di cambiare oltre al Senato, Camera, Regioni e Province? Eventualmente quali organi potrebbero essere eliminati e perché?
La rinascita del Sud parte dal rispetto dell’attuale Costituzione e dalla sua applicazione. Il Partito del Sud si propone di affermare in Italia una riforma costituzionale che consenta alle identità territoriali di promuovere uno sviluppo autodeterminato e sostenibile coerente con la propria storia e vocazione. Sottolineando che l’articolo 5 della Costituzione Repubblicana Italiana rispetta le autonomie locali, e quindi il movimento persegue una riforma che consenta una gestione la più autonoma possibile. Noi votiamo NO alla riforma costituzionale di Renzi perché centralista e restringe la partecipazione dei cittadini che non eleggerebbero più i senatori. Noi vogliamo un Senato eletto direttamente dai cittadini, un Senato federale con compiti specifici e di bilancio. Già nel programma di Michele Emiliano per le elezioni regionali, il Partito del Sud ha proposto che la Regione Puglia si facesse promotrice di un coordinamento tra le regioni del Sud. Il Presidente della Regione Puglia lo ha proposto e riproposto più volte ai Governatori del Sud, una proposta ancora valida, ed è questa un’altra ragione del nostro No al Referendum Costituzionale.
“Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa” è l’incontro-dibattito promosso dal Partito del Sud, il 4 novembre a Barletta. Quale progetto per il Sud?
Con il convegno, organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si vuole entrare nel merito delle questioni e lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos e con gli uomini e le donne del Partito del Sud. La sfida che il Partito vuole lanciare è quella di un progetto di rilancio del Paese, dell’Europa che parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa Meridionale e del Mediterraneo. “Con il Sud si riparte”, nostro progetto e anche un libro, il 4 novembre il lavoro continua: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione delle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica, alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che ci impongono le migrazioni il mutamento delle società.
L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliono assistere ai lavori e magari dare il loro contributo. Ci vediamo il 4 novembre alle ore 17 presso la Sala Rossa del Castello Svevo di Barletta
DI CARLO: "La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale ed internazionale....".
di Piero Mastroiorio
E’ possibile che un progetto di rilancio del Paese e dell’Europa parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo?
E’ questa la sfida che vuole cogliere e lanciare il convegno organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre 2016 e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Nel 2014 il “Partito del Sud” lanciò la sfida di pensare a un’Italia che riparta da Sud, ne hanno fatto un progetto e un libro lavorando sul concetto di “Con il Sud si Riparte”.
Da allora ad oggi di strada ne è stata fatta, tanta che il prossimo 4 novembre 2016, a Barletta, gli esponenti del PdelSUD aggiungeranno un altro tassello: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre più il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione alle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera il lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che impongono le migrazioni e il mutamento della società.
Nell’appuntamento del 4 novembre a Barletta gli esponenti del PdelSUD proveranno ad entrare nel merito delle questioni, tirando fuori dai contributi dei singoli relatori e dai lavori: un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa.
Lo faranno con un’ottica di grande fiducia nei confronti delle capacità dei popoli che abitano le terre del Sud e alla loro diversità che è sempre risorsa e ricchezza da valorizzare e non problema da risolvere, nonché, con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con i greci di Syriza e gli spagnoli di Podemos, con gli uomini e le donne del Partito del Sud.
In attesa dell’appuntamento del 4 novembre a Barletta, abbiamo posto alcune domande a Sabrina Di Carlo, coordinatrice del Partito del Sud - San Severo Città Ribelle:
Perché nato il Partito del SUD?
Da troppo tempo il sud non si è dato una rappresentanza politica ed è ormai una necessità avvertita da tutti coloro che hanno a cuore le sorti del sud. Su questo vuoto politico molti se ne approfittano. Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, I saccheggi, le disoccupazioni e le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte.
Qual'è l’obiettivo prioritario del Partito del SUD?
L’obiettivo prioritario del Partito del Sud è quello della difesa e promozione dell’identità, delle istanze e degli interessi del Sud e della comunità meridionale, in Italia e nel mondo.
Come si colloca il Partito del Sud nello scenario politico italiano?
Dalla sua nascita ad oggi la linea politica del partito si è andata sempre più definendosi fino all’attuale Meridionalisti e Progressisti. Il Partito del Sud si ispira ai grandi artefici del pensiero meridionalista storico: Antonio Gramsci, Guido Dorso, Gaetano Salvemini e, consequenzialmente, un posizionamento naturale a sinistra, o comunque nell’area del centrosinistra.
Quali sono i vostri punti cardine per cambiare la politica italiana?
La nostra idea è quella di un Meridione nuovo che ha voglia di proporre, un Meridione di eccellenze, di legalità, di lotta al malaffare. Il Meridione degli onesti che desidera affermare con forza la propria dignità e giocare il ruolo che gli compete in ambito nazionale, europeo e internazionale.
Se vi si desse la possibilità di cambiare oltre al Senato, Camera, Regioni e Province? Eventualmente quali organi potrebbero essere eliminati e perché?
La rinascita del Sud parte dal rispetto dell’attuale Costituzione e dalla sua applicazione. Il Partito del Sud si propone di affermare in Italia una riforma costituzionale che consenta alle identità territoriali di promuovere uno sviluppo autodeterminato e sostenibile coerente con la propria storia e vocazione. Sottolineando che l’articolo 5 della Costituzione Repubblicana Italiana rispetta le autonomie locali, e quindi il movimento persegue una riforma che consenta una gestione la più autonoma possibile. Noi votiamo NO alla riforma costituzionale di Renzi perché centralista e restringe la partecipazione dei cittadini che non eleggerebbero più i senatori. Noi vogliamo un Senato eletto direttamente dai cittadini, un Senato federale con compiti specifici e di bilancio. Già nel programma di Michele Emiliano per le elezioni regionali, il Partito del Sud ha proposto che la Regione Puglia si facesse promotrice di un coordinamento tra le regioni del Sud. Il Presidente della Regione Puglia lo ha proposto e riproposto più volte ai Governatori del Sud, una proposta ancora valida, ed è questa un’altra ragione del nostro No al Referendum Costituzionale.
“Un Progetto per il Sud, il Paese, l’Europa” è l’incontro-dibattito promosso dal Partito del Sud, il 4 novembre a Barletta. Quale progetto per il Sud?
Con il convegno, organizzato dal Partito del Sud il 4 novembre e che vede tra gli ospiti il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si vuole entrare nel merito delle questioni e lo faremo con l’aiuto di esperti di fondi europei, con chi si occupa di sociale da sempre, con gli amici greci di Syriza e spagnoli di Podemos e con gli uomini e le donne del Partito del Sud. La sfida che il Partito vuole lanciare è quella di un progetto di rilancio del Paese, dell’Europa che parta proprio dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa Meridionale e del Mediterraneo. “Con il Sud si riparte”, nostro progetto e anche un libro, il 4 novembre il lavoro continua: la possibilità che siano i Sud d’Europa a far cambiare visione e politiche a un’Europa e a Governi che antepongono sempre il dato finanziario, di bilancio e di produzione industriale all’attenzione delle persone, all’ambiente in cui vivono, alla loro salute, alla dignità che genera lavoro, alla forza della partecipazione aperta e democratica, alle decisioni da parte dei cittadini, alle sfide che ci impongono le migrazioni il mutamento delle società.
L’evento è aperto a tutti i cittadini e movimenti che vogliono assistere ai lavori e magari dare il loro contributo. Ci vediamo il 4 novembre alle ore 17 presso la Sala Rossa del Castello Svevo di Barletta
Mentre è in atto un tentativo di comprimere i diritti alla partecipazione dei cittadini, la Regione Puglia, guidata da Michele Emiliano, in controtendenza ha varato la Legge Regionale sulla Partecipazione. Il Circolo del Partito del Sud di Cagnano Varano (FG) propone un incontro con l'On.le Titti de Simone tra le artefici della Legge. L'incontro si terrà Giovedì 27 Ottobre alle ore 16,00
Mentre è in atto un tentativo di comprimere i diritti alla partecipazione dei cittadini, la Regione Puglia, guidata da Michele Emiliano, in controtendenza ha varato la Legge Regionale sulla Partecipazione. Il Circolo del Partito del Sud di Cagnano Varano (FG) propone un incontro con l'On.le Titti de Simone tra le artefici della Legge. L'incontro si terrà Giovedì 27 Ottobre alle ore 16,00
Nasce on-line e muove i primi passi il "Circolo del Partito del Sud - Cagnano Varano - Città Ribelle". Benvenuti nel Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti !
Il referente pro tempore sul territorio è Fernando Stefania.
Buon Lavoro per la #Puglia e per il #Gargano.
Nasce on-line e muove i primi passi il "Circolo del Partito del Sud - Cagnano Varano - Città Ribelle". Benvenuti nel Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti !
Il referente pro tempore sul territorio è Fernando Stefania.
Buon Lavoro per la #Puglia e per il #Gargano.
Circolo Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti - “San Severo – Città Ribelle”
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud di San Severo sostiene le ragioni del NO al referendum Costituzionale Nei giorni scorsi la delegazione del Partito del Sud – meridionalisti progressisti (Circolo San Severo Città Ribelle) ha partecipato alla riunione del comitato cittadino per il NO per confermare la sua adesione attraverso la sua coordinatrice cittadina Sabrina di Carlo. Il Partito da sempre è convinto che la Costituzione della Repubblica Italiana più che essere cambiata debba essere applicata in tutte le sue parti. Se fosse stata applicata non ci sarebbero, oggi, le palesi differenze tra le varie aree del Paese dovute a investimenti scarsissimi da parte dello Stato centrale e a un mal utilizzo dei fondi da parte dei Governi regionali che si sono susseguiti negli scorsi decenni. “Non è possibile pensare a una Costituzione, che è sempre conquista di popolo – ha detto la coordinatrice cittadina del Partito del Sud Sabrina di Carlo – che riduca i diritti dei suoi cittadini piuttosto che aumentarli. Se pensiamo all’aumento delle firme necessarie per l’indizione di un referendum, oppure per la presentazione di una legge d’iniziativa popolare, sia pure ammantate da una diminuzione di quorum nel caso del referendum, capiamo che evidentemente non è una Costituzione per i cittadini quella immaginata dal trio Renzi, Boschi, Verdini. Se pensiamo inoltre che molte delle competenze regionali (tra cui il turismo pensate il disastro per la Puglia) vengono distratte a vantaggio del Governo centrale che comunque avrà sempre l’ultima parola, come Partito del Sud attento alle comunità locali non possiamo che essere contrari.” Il Partito del Sud quindi conferma, come è avvenuto a livello nazionale, anche a livello locale, l’adesione al Comitato del NO e alle sue iniziative e garantisce il suo sostegno per la difesa della Costituzione e la vittoria del NO.
Circolo Partito del Sud – San Severo Città Ribelle
Coordinatrice Cittadina - Sabrina di Carlo
e-mail: sabrinadicarlo33@gmail.com
pdsudsansevero@gmail.com
Circolo Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti - “San Severo – Città Ribelle”
COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud di San Severo sostiene le ragioni del NO al referendum Costituzionale Nei giorni scorsi la delegazione del Partito del Sud – meridionalisti progressisti (Circolo San Severo Città Ribelle) ha partecipato alla riunione del comitato cittadino per il NO per confermare la sua adesione attraverso la sua coordinatrice cittadina Sabrina di Carlo. Il Partito da sempre è convinto che la Costituzione della Repubblica Italiana più che essere cambiata debba essere applicata in tutte le sue parti. Se fosse stata applicata non ci sarebbero, oggi, le palesi differenze tra le varie aree del Paese dovute a investimenti scarsissimi da parte dello Stato centrale e a un mal utilizzo dei fondi da parte dei Governi regionali che si sono susseguiti negli scorsi decenni. “Non è possibile pensare a una Costituzione, che è sempre conquista di popolo – ha detto la coordinatrice cittadina del Partito del Sud Sabrina di Carlo – che riduca i diritti dei suoi cittadini piuttosto che aumentarli. Se pensiamo all’aumento delle firme necessarie per l’indizione di un referendum, oppure per la presentazione di una legge d’iniziativa popolare, sia pure ammantate da una diminuzione di quorum nel caso del referendum, capiamo che evidentemente non è una Costituzione per i cittadini quella immaginata dal trio Renzi, Boschi, Verdini. Se pensiamo inoltre che molte delle competenze regionali (tra cui il turismo pensate il disastro per la Puglia) vengono distratte a vantaggio del Governo centrale che comunque avrà sempre l’ultima parola, come Partito del Sud attento alle comunità locali non possiamo che essere contrari.” Il Partito del Sud quindi conferma, come è avvenuto a livello nazionale, anche a livello locale, l’adesione al Comitato del NO e alle sue iniziative e garantisce il suo sostegno per la difesa della Costituzione e la vittoria del NO.
Circolo Partito del Sud – San Severo Città Ribelle
Coordinatrice Cittadina - Sabrina di Carlo
e-mail: sabrinadicarlo33@gmail.com
pdsudsansevero@gmail.com
Ieri si è tenuta a Barletta la riunione locale del Partito del Sud alla presenza del Coordinatore regionale del Partito, Michele Dell’Edera. Nel corso di una riunione si è costituita ufficialmente la Sezione di Barletta del Partito del Sud.
Nell’occasione è stata ribadita la necessità di proseguire nel percorso meridionalista e progressista a Barletta, con un’attenzione particolare a tutte quelle questioni che interessano questo territorio e, più in generale, la Puglia.
Ecco il nuovo organigramma:
- Presidente Ezio Spina
- Segretario Politico - Luigi Cappabianca
- Vice Segretario - Gaetano Basile
- Tesoriere-Alberto Quarto
- Delegato Giovani-Krizia Spina
Al Presidente Ezio Spina e a tutti gli eletti e gli iscritti del Partito del Sud della città l’augurio di buon lavoro da parte del Presidente Nazionale del
Partito Natale Cuccurese e del Coordinatore regionale Michele Dell’Edera.
Per info e contatti scrivere pure puglia@partitodelsud.eu
Ieri si è tenuta a Barletta la riunione locale del Partito del Sud alla presenza del Coordinatore regionale del Partito, Michele Dell’Edera. Nel corso di una riunione si è costituita ufficialmente la Sezione di Barletta del Partito del Sud.
Nell’occasione è stata ribadita la necessità di proseguire nel percorso meridionalista e progressista a Barletta, con un’attenzione particolare a tutte quelle questioni che interessano questo territorio e, più in generale, la Puglia.
Ecco il nuovo organigramma:
- Presidente Ezio Spina
- Segretario Politico - Luigi Cappabianca
- Vice Segretario - Gaetano Basile
- Tesoriere-Alberto Quarto
- Delegato Giovani-Krizia Spina
Al Presidente Ezio Spina e a tutti gli eletti e gli iscritti del Partito del Sud della città l’augurio di buon lavoro da parte del Presidente Nazionale del
Partito Natale Cuccurese e del Coordinatore regionale Michele Dell’Edera.
Per info e contatti scrivere pure puglia@partitodelsud.eu
Nell'ambito dell'evento organizzato dal Coordinatore della BAT del Partito del Sud - Ezio Spina dal titolo QUALE FUTURO POLITICO NELLA BAT IN PUGLIA
nel quale si analizzerà il voto nella provincia alle amministrative e, si porranno le basi per la presenza del Partito in tutta la Regione.
Nel corso dell'evento si terrà la Riunione regionale dei simpatizzanti e dei contatti del Partito del Sud per verificare la possibilità di apertura di sezioni e gruppi nelle città della Regione e si procederà alla impostazione del coordinamento regionale del Partito del Sud.
L'appuntamento è presso la sede di Sant'Antonio a Barletta martedì 28 giugno alle ore19.
Interverranno il Coordinatore Regionale e vicepresidente del Partito del Sud, Michele Dell'Edera e il Coordinatore della BAT Ezio Spina.
La riunione è aperta al pubblico e l'ingresso è libero.
Quale il futuro politico della BAT
Presentazione del Partito del Sud - finalità e collocazione politica
Modalità organizzative del Partito: le sezioni, i circoli
La nostra convinzione è che #conilsudsiriparte
Eventuale tesseramento e creazione sezioni
Coordinamento provvisorio del Partito del Sud in Puglia
Nell'ambito dell'evento organizzato dal Coordinatore della BAT del Partito del Sud - Ezio Spina dal titolo QUALE FUTURO POLITICO NELLA BAT IN PUGLIA
nel quale si analizzerà il voto nella provincia alle amministrative e, si porranno le basi per la presenza del Partito in tutta la Regione.
Nel corso dell'evento si terrà la Riunione regionale dei simpatizzanti e dei contatti del Partito del Sud per verificare la possibilità di apertura di sezioni e gruppi nelle città della Regione e si procederà alla impostazione del coordinamento regionale del Partito del Sud.
L'appuntamento è presso la sede di Sant'Antonio a Barletta martedì 28 giugno alle ore19.
Interverranno il Coordinatore Regionale e vicepresidente del Partito del Sud, Michele Dell'Edera e il Coordinatore della BAT Ezio Spina.
La riunione è aperta al pubblico e l'ingresso è libero.
Quale il futuro politico della BAT
Presentazione del Partito del Sud - finalità e collocazione politica
Modalità organizzative del Partito: le sezioni, i circoli
La nostra convinzione è che #conilsudsiriparte
Eventuale tesseramento e creazione sezioni
Coordinamento provvisorio del Partito del Sud in Puglia
Si chiude anche questa tornata elettorale con alcuni dati incontrovertibili, impossibili da negare, ad esempio l'altissima percentuale di astenuti, segno di una disaffezione sempre più evidente verso larga parte di questa classe politica nazionale. Dati che impongono serie riflessioni sulla necessità reale della presenza di un meridionalismo progressista che possa costituire una alternativa, non velleitaria e credibile, all'attuale sistema per intercettare il voto dei delusi in tutta Italia tramite proposte concrete che soddisfino le reali esigenze dei cittadini, un meridionalismo in chiave zapatista che non può non partire da Napoli grazie all’azione e ai rapporti costruiti in anni di collaborazione e "contaminazione" con Luigi de Magistris, e che serva a spazzar via finalmente le concrezioni della vecchia politica.
A tal fine si dimostra sempre più vano il pensare di creare consenso solo con continue "sparate" e polemiche sul web, in altre parole un “grillismo” sudista senza Grillo, pensando poi che i voti, il sostegno vengano di conseguenza. Importante il web, ma certo non decisivo come andiamo ripetendo già da alcuni anni, serve la costruzione di una fitta rete di rapporti territoriali, sia con soggetti politici corrispondenti, sia continuando, nel nostro caso, collaborazioni con associazioni, movimenti e comitati civici territoriali con cui fare rete e ricercare percorsi sinergici comuni per costruire una unità d'intenti nel sociale e nel politico.
In queste elezioni regionali il Partito del Sud era in campo in tre diversi territori : la Campania, il Lazio e la Puglia, dove il nostro Partito ha adottato diverse strategie ma sempre coerentemente nell’ottica del nostro pensiero e credo politico, nonché dei rapporti privilegiati costruiti in questi anni con persone capaci e oneste. Ed il tutto, ricordiamolo sempre, senza finanziatori occulti o passati rimborsi elettorali come i partiti tradizionali, ma con i pochi mezzi disponibili di auto-finanziamento, generosamente e faticosamente sostenuto in primis dai candidati alle singole competizioni elettorali.
Ottimo ancora una volta il comportamento a queste elezioni del nostro Partito sui territori, dei dirigenti, dei candidati, dei militanti, dei tanti sostenitori che ringraziamo tutti indistintamente per l'ulteriore passo in avanti fatto fare al Partito in termini di visibilità, esperienza, conoscenza, condivisione e organizzazione. Un doveroso ringraziamento agli elettori che hanno dato fiducia ai nostri candidati e alla nostra lista a Napoli, ai nostri rappresentanti a Castelforte e Torremaggiore in corsa con due liste civiche. Stilando comunque un breve resoconto possiamo dire che ottime sono le notizie che da Castelforte (LT) dove il nostro Coordinatore regionale Antonio Rosato è stato eletto consigliere comunale con un ottimo risultato in termine di preferenze. A lui i miei complimenti personali e quelli di tutto il Partito. Il Partito del Sud si conferma così ancora una volta un Partito a visione nazionale e non solo “napolicentrico”, realmente presente nella penisola a sud come a nord, con uomini , eletti, sezioni e rapporti politici locali, cercando di partire dai piccoli comuni per radicarsi su quei territori, come speriamo che ora accada in Alta Terra di Lavoro.
A Torremaggiore ( FG) un buon risultato per Filomena Ercolino nella Lista civica “Rinascita Cittadina” che arriva al 3,9 % nella coalizione che raggiunge il 16,72% . Un plauso enorme anche se non ce l'ha fatta. Un ringraziamento anche al nostro Coord. Regionale Michele Dell'Edera che ha ottimamente coordinato la campagna elettorale.
Anche in Campania il nostro Partito consolida il voto del 2011, quando già, unici meridionalisti e per questo per anni velenosamente criticati da alcuni, eravamo presenti con la nostra lista a sostegno di Luigi de Magistris , passando dai 1294 agli attuali 1796 voti cioè 500 voti in più. Con una percentuale vicina allo 0,5%.
Un grande ringraziamento a tutti i nostri candidati , dirigenti e militanti sul territorio visto anche le peripezie che abbiamo vissuto con la ingiusta ricusazione della lista che ci ha frenato per due settimane, ma non ha minato unità e coesione fra i candidati. Una lista composta da persone perbene, senza presenze strumentali portatrici di voti ma anche di pensieri politici distanti anni luce dalla visione progressista nostra e del Sindaco.
Un plauso e un grazie al nostro capolista, l’Avv. Vincenzo Emilio, che oltre a dare un importante contributo nella “fase giudiziaria di ricusazione della lista”, ha ottenuto un grande risultato personale in termini di preferenze. Preferenze personali, non pilotate dalla lista, che lo mettono davanti a tanti capolista di altri partiti anche al di fuori della nostra coalizione. Complimenti Vincenzo!
Certo ci si poteva aspettare di più, c’è un po’ di delusione in alcuni, ma considerando che questa volta, seguendo nel corso dell’ultimo anno le nostre orme c’erano anche altre due “liste meridionaliste” nella nostra stessa coalizione il risultato non è disprezzabile, seppur sotto l’auspicabile. Inoltre analizzando nel dettaglio, e considerando l'alto numero di liste e candidati sindaci ben superiori rispetto al 2011, vediamo che in una classifica globale delle liste i nostri voti sono superiori ai voti avuti da ben 5 candidati sindaco e da ben 8 liste fra cui socialisti e liberali, Partiti con ben altre strutture e mezzi disponibili per la campagna elettorale.
A tal proposito stiamo leggendo considerazioni a nostro avviso poco condivisibili, in tutto o in parte, intorno al voto meridionalista a Napoli. Considerazioni che evidenziano poco il contributo singolo e globale meridionalista al risultato della coalizione di Luigi de Magistris, visto che la sommatoria totale dei voti meridionalisti, che assommano a 6.833 voti complessivi, porta il totale dei voti del "fronte meridionalista" alla sesta posizione di coalizione, un dato non certo disprezzabile nel complesso e non sottovalutabile da nessuno.
A tal proposito poi ricordiamo ad alcuni analisti, che il “tafazzismo” non fa altro che allontanare i giovani dalle nostre posizioni, creare zizzania e mettere tutto e tutti in ridicolo, così come ogni iniziativa e partecipazione. Meglio ribadire l'evidenza che de Magistris sta facendo sempre più sue alcune tematiche meridionaliste progressiste, alcune delle quali sottoposte in questi anni alla sua attenzione proprio dal nostro Partito, data la vicinanza, e che notiamo con immenso piacere fatte proprie dal Sindaco o rielaborate nel corso degli anni. Alcune di queste tematiche, proposte in chiave zapatista dal Sindaco, sono tra le quelle di maggiore presa anche a livello nazionale. In altre parole le idee meridionaliste, aggiornate all'attualità, non sono mai state così vive.
Un anno fa scriveva Andrea Balia sul nostro sito nazionale: “Luigi de Magistris, nella sua prefazione al libro prodotto dal Partito del Sud “Con il Sud si riparte” dichiara “ Il futuro? In fondo a sinistra. Cioè, scommettendo sul Mezzogiorno, ed implementando politiche progressiste che puntino all’equità e agli investimenti sul capitale umano e fisico…..Dall’attuale crisi, infatti, se ne esce con un nuovo meridionalismo progressista..il Sud deve rilanciare un suo progetto autonomo e credibile…Responsabile ed etìco. E’ il momento di rilanciare una battaglia politica e delle idee e, per fare questo,serve il meridionalismo e serve un piccolo e coraggioso partito come il PdelSUD!”
Ma nell’accezione comune e per un ”sudismo” unanimista e cialtrone lui è un sognatore, e noi assieme a lui dei pericolosi ”comunisti” settari, a fronte della teoria perdurante di un Sud staccato e al di sopra da riferimenti di valori politici in un’improponibile ammucchiata includente tutto e il contrario di tutto.”
Ora capiremo nei prossimi mesi, vista la recente convergenza di altre liste meridionaliste su de Magistris, se questa è stata solo una operazione elettorale o se la conversione ad un meridionalismo di stampo progressista, come da sempre il nostro , è reale e condivisa come auspichiamo. Questo a maggior ragione visto anche il progetto nazionale annunciato da de Magistris, un progetto che sarà anche “mille colori” come detto dal Sindaco, ma che troverà inevitabilmente, dato anche l’ingresso in coalizione di Comitati popolari napoletani e dato il quadro politico nazionale, una probabile e naturale collocazione a sinistra come da lui scritto un anno fa.
A tal proposito sottolineiamo come l’unico Partito che nei fatti ha presentato una collaborazione meridionalista a queste elezioni, fra soggetti che operano da anni nel mondo meridionalista, è stato il nostro su Napoli.
In lista avevamo infatti due candidati indipendenti dei Comitati Due Sicilie, Assunta Cafiero e Luca Longo. L’esperienza per noi è stata più che positiva ed oltremodo stimolante, sia per l' ottima qualità dei due candidati sia per le sinergie create. Con Fiore Marro, Presidente nazionale dei CDS, c’è in atto già da qualche anno un avvicinamento, è stato infatti gradito ospite ai nostri due ultimi congressi nazionali, altrettanto ha fatto Andrea Balia portando un saluto al loro ultimo congresso. Inevitabilmente con le tesi dei CDS ci sono delle differenze su alcuni temi, ma abbiamo cercato in questi anni di privilegiare i motivi di consonanza anziché quelli di divisione, rispettando reciprocamente in questo caso le diverse vedute, mai polemizzando o interferendo con l’altrui visione o strategia, tantomeno insultando a livello personale o manipolando. Una esperienza oltremodo positiva in una visione collaborativa che auspichiamo prosegua nel reciproco interesse.
Questa potrebbe essere una strada di collaborazione proponibile, nel rispetto reciproco delle differenti visioni. Ovviamente collaborazioni e reciproche sinergie, sempre nel rispetto delle reciproche differenze di idee e vedute, ma necessariamente intraprese fra i paletti del meridionalismo progressista, solidale e antifascista. Collaborazioni da valutare con il nostro Direttivo nazionale ed insieme alla nostra base, nel rispetto della democrazia interna e le regole del nostro movimento.
Riteniamo quindi che le idee meridionaliste non siano mai state così attuali, come dimostra anche l’esperienza de Magistris, bisogna solo perseverare e trovare strumenti di condivisione nel reciproco interesse, se, dove e con chi è possibile. Inutile poi rimarcare come l’organizzazione, abbia un costo anche in termini di tempo e di lavoro, così come una campagna elettorale e una struttura permanente territoriale. Collegarsi ad esperienze come quella di De Magistris è fondamentale per uno sviluppo realizzabile sui territori.
Ora si tratta solo di proseguire il cammino intrapreso, continuare la costruzione del Partito sui territori, l’apertura di nuove Sezioni, la diffusione delle nostre iniziative, la preparazione del prossimo ballottaggio in sostegno a de Magistris a Napoli, senza disperdere l’entusiasmo che persiste dopo l’esperienza elettorale, soprattutto in quei giovani che si sono avvicinati al Partito. In altre parole lavorare, come sempre concretamente e con coerenza, sui territori fra la gente per rafforzare sempre più il nostro Partito e diffonderne il messaggio.
Partito che, come dimostra anche l'ultima elezione di Antonio Rosato, può realmente rappresentare su scala nazionale, anche al nord, dove risiedono 13 milioni di meridionali e dove operiamo da anni con presenze anche elettorali, le necessità di un Sud a schiena dritta che non solo non si arrende ma resiste. Infine siamo certi che l'elezione auspicabile di Luigi de Magistris al prossimo ballottaggio porterà un enorme beneficio a favore non solo di Napoli ma di tutto il Sud e tutto il paese. Sosteniamo Luigi de Magistris al ballottaggio come sempre con tutte le nostre forze, è una battaglia decisiva!!
Da Napoli grazie a de Magistris si alza finalmente quel vento di riscatto e di speranza che attendavamo da tempo, ora non resta che proseguire sulla strada intrapresa con la concretezza ed il pragmatismo che da sempre contraddistinguono l'operato del Partito del Sud, le cui scelte si confermano ancora una volta corrette e vincenti.
Si chiude anche questa tornata elettorale con alcuni dati incontrovertibili, impossibili da negare, ad esempio l'altissima percentuale di astenuti, segno di una disaffezione sempre più evidente verso larga parte di questa classe politica nazionale. Dati che impongono serie riflessioni sulla necessità reale della presenza di un meridionalismo progressista che possa costituire una alternativa, non velleitaria e credibile, all'attuale sistema per intercettare il voto dei delusi in tutta Italia tramite proposte concrete che soddisfino le reali esigenze dei cittadini, un meridionalismo in chiave zapatista che non può non partire da Napoli grazie all’azione e ai rapporti costruiti in anni di collaborazione e "contaminazione" con Luigi de Magistris, e che serva a spazzar via finalmente le concrezioni della vecchia politica.
A tal fine si dimostra sempre più vano il pensare di creare consenso solo con continue "sparate" e polemiche sul web, in altre parole un “grillismo” sudista senza Grillo, pensando poi che i voti, il sostegno vengano di conseguenza. Importante il web, ma certo non decisivo come andiamo ripetendo già da alcuni anni, serve la costruzione di una fitta rete di rapporti territoriali, sia con soggetti politici corrispondenti, sia continuando, nel nostro caso, collaborazioni con associazioni, movimenti e comitati civici territoriali con cui fare rete e ricercare percorsi sinergici comuni per costruire una unità d'intenti nel sociale e nel politico.
In queste elezioni regionali il Partito del Sud era in campo in tre diversi territori : la Campania, il Lazio e la Puglia, dove il nostro Partito ha adottato diverse strategie ma sempre coerentemente nell’ottica del nostro pensiero e credo politico, nonché dei rapporti privilegiati costruiti in questi anni con persone capaci e oneste. Ed il tutto, ricordiamolo sempre, senza finanziatori occulti o passati rimborsi elettorali come i partiti tradizionali, ma con i pochi mezzi disponibili di auto-finanziamento, generosamente e faticosamente sostenuto in primis dai candidati alle singole competizioni elettorali.
Ottimo ancora una volta il comportamento a queste elezioni del nostro Partito sui territori, dei dirigenti, dei candidati, dei militanti, dei tanti sostenitori che ringraziamo tutti indistintamente per l'ulteriore passo in avanti fatto fare al Partito in termini di visibilità, esperienza, conoscenza, condivisione e organizzazione. Un doveroso ringraziamento agli elettori che hanno dato fiducia ai nostri candidati e alla nostra lista a Napoli, ai nostri rappresentanti a Castelforte e Torremaggiore in corsa con due liste civiche. Stilando comunque un breve resoconto possiamo dire che ottime sono le notizie che da Castelforte (LT) dove il nostro Coordinatore regionale Antonio Rosato è stato eletto consigliere comunale con un ottimo risultato in termine di preferenze. A lui i miei complimenti personali e quelli di tutto il Partito. Il Partito del Sud si conferma così ancora una volta un Partito a visione nazionale e non solo “napolicentrico”, realmente presente nella penisola a sud come a nord, con uomini , eletti, sezioni e rapporti politici locali, cercando di partire dai piccoli comuni per radicarsi su quei territori, come speriamo che ora accada in Alta Terra di Lavoro.
A Torremaggiore ( FG) un buon risultato per Filomena Ercolino nella Lista civica “Rinascita Cittadina” che arriva al 3,9 % nella coalizione che raggiunge il 16,72% . Un plauso enorme anche se non ce l'ha fatta. Un ringraziamento anche al nostro Coord. Regionale Michele Dell'Edera che ha ottimamente coordinato la campagna elettorale.
Anche in Campania il nostro Partito consolida il voto del 2011, quando già, unici meridionalisti e per questo per anni velenosamente criticati da alcuni, eravamo presenti con la nostra lista a sostegno di Luigi de Magistris , passando dai 1294 agli attuali 1796 voti cioè 500 voti in più. Con una percentuale vicina allo 0,5%.
Un grande ringraziamento a tutti i nostri candidati , dirigenti e militanti sul territorio visto anche le peripezie che abbiamo vissuto con la ingiusta ricusazione della lista che ci ha frenato per due settimane, ma non ha minato unità e coesione fra i candidati. Una lista composta da persone perbene, senza presenze strumentali portatrici di voti ma anche di pensieri politici distanti anni luce dalla visione progressista nostra e del Sindaco.
Un plauso e un grazie al nostro capolista, l’Avv. Vincenzo Emilio, che oltre a dare un importante contributo nella “fase giudiziaria di ricusazione della lista”, ha ottenuto un grande risultato personale in termini di preferenze. Preferenze personali, non pilotate dalla lista, che lo mettono davanti a tanti capolista di altri partiti anche al di fuori della nostra coalizione. Complimenti Vincenzo!
Certo ci si poteva aspettare di più, c’è un po’ di delusione in alcuni, ma considerando che questa volta, seguendo nel corso dell’ultimo anno le nostre orme c’erano anche altre due “liste meridionaliste” nella nostra stessa coalizione il risultato non è disprezzabile, seppur sotto l’auspicabile. Inoltre analizzando nel dettaglio, e considerando l'alto numero di liste e candidati sindaci ben superiori rispetto al 2011, vediamo che in una classifica globale delle liste i nostri voti sono superiori ai voti avuti da ben 5 candidati sindaco e da ben 8 liste fra cui socialisti e liberali, Partiti con ben altre strutture e mezzi disponibili per la campagna elettorale.
A tal proposito stiamo leggendo considerazioni a nostro avviso poco condivisibili, in tutto o in parte, intorno al voto meridionalista a Napoli. Considerazioni che evidenziano poco il contributo singolo e globale meridionalista al risultato della coalizione di Luigi de Magistris, visto che la sommatoria totale dei voti meridionalisti, che assommano a 6.833 voti complessivi, porta il totale dei voti del "fronte meridionalista" alla sesta posizione di coalizione, un dato non certo disprezzabile nel complesso e non sottovalutabile da nessuno.
A tal proposito poi ricordiamo ad alcuni analisti, che il “tafazzismo” non fa altro che allontanare i giovani dalle nostre posizioni, creare zizzania e mettere tutto e tutti in ridicolo, così come ogni iniziativa e partecipazione. Meglio ribadire l'evidenza che de Magistris sta facendo sempre più sue alcune tematiche meridionaliste progressiste, alcune delle quali sottoposte in questi anni alla sua attenzione proprio dal nostro Partito, data la vicinanza, e che notiamo con immenso piacere fatte proprie dal Sindaco o rielaborate nel corso degli anni. Alcune di queste tematiche, proposte in chiave zapatista dal Sindaco, sono tra le quelle di maggiore presa anche a livello nazionale. In altre parole le idee meridionaliste, aggiornate all'attualità, non sono mai state così vive.
Un anno fa scriveva Andrea Balia sul nostro sito nazionale: “Luigi de Magistris, nella sua prefazione al libro prodotto dal Partito del Sud “Con il Sud si riparte” dichiara “ Il futuro? In fondo a sinistra. Cioè, scommettendo sul Mezzogiorno, ed implementando politiche progressiste che puntino all’equità e agli investimenti sul capitale umano e fisico…..Dall’attuale crisi, infatti, se ne esce con un nuovo meridionalismo progressista..il Sud deve rilanciare un suo progetto autonomo e credibile…Responsabile ed etìco. E’ il momento di rilanciare una battaglia politica e delle idee e, per fare questo,serve il meridionalismo e serve un piccolo e coraggioso partito come il PdelSUD!”
Ma nell’accezione comune e per un ”sudismo” unanimista e cialtrone lui è un sognatore, e noi assieme a lui dei pericolosi ”comunisti” settari, a fronte della teoria perdurante di un Sud staccato e al di sopra da riferimenti di valori politici in un’improponibile ammucchiata includente tutto e il contrario di tutto.”
Ora capiremo nei prossimi mesi, vista la recente convergenza di altre liste meridionaliste su de Magistris, se questa è stata solo una operazione elettorale o se la conversione ad un meridionalismo di stampo progressista, come da sempre il nostro , è reale e condivisa come auspichiamo. Questo a maggior ragione visto anche il progetto nazionale annunciato da de Magistris, un progetto che sarà anche “mille colori” come detto dal Sindaco, ma che troverà inevitabilmente, dato anche l’ingresso in coalizione di Comitati popolari napoletani e dato il quadro politico nazionale, una probabile e naturale collocazione a sinistra come da lui scritto un anno fa.
A tal proposito sottolineiamo come l’unico Partito che nei fatti ha presentato una collaborazione meridionalista a queste elezioni, fra soggetti che operano da anni nel mondo meridionalista, è stato il nostro su Napoli.
In lista avevamo infatti due candidati indipendenti dei Comitati Due Sicilie, Assunta Cafiero e Luca Longo. L’esperienza per noi è stata più che positiva ed oltremodo stimolante, sia per l' ottima qualità dei due candidati sia per le sinergie create. Con Fiore Marro, Presidente nazionale dei CDS, c’è in atto già da qualche anno un avvicinamento, è stato infatti gradito ospite ai nostri due ultimi congressi nazionali, altrettanto ha fatto Andrea Balia portando un saluto al loro ultimo congresso. Inevitabilmente con le tesi dei CDS ci sono delle differenze su alcuni temi, ma abbiamo cercato in questi anni di privilegiare i motivi di consonanza anziché quelli di divisione, rispettando reciprocamente in questo caso le diverse vedute, mai polemizzando o interferendo con l’altrui visione o strategia, tantomeno insultando a livello personale o manipolando. Una esperienza oltremodo positiva in una visione collaborativa che auspichiamo prosegua nel reciproco interesse.
Questa potrebbe essere una strada di collaborazione proponibile, nel rispetto reciproco delle differenti visioni. Ovviamente collaborazioni e reciproche sinergie, sempre nel rispetto delle reciproche differenze di idee e vedute, ma necessariamente intraprese fra i paletti del meridionalismo progressista, solidale e antifascista. Collaborazioni da valutare con il nostro Direttivo nazionale ed insieme alla nostra base, nel rispetto della democrazia interna e le regole del nostro movimento.
Riteniamo quindi che le idee meridionaliste non siano mai state così attuali, come dimostra anche l’esperienza de Magistris, bisogna solo perseverare e trovare strumenti di condivisione nel reciproco interesse, se, dove e con chi è possibile. Inutile poi rimarcare come l’organizzazione, abbia un costo anche in termini di tempo e di lavoro, così come una campagna elettorale e una struttura permanente territoriale. Collegarsi ad esperienze come quella di De Magistris è fondamentale per uno sviluppo realizzabile sui territori.
Ora si tratta solo di proseguire il cammino intrapreso, continuare la costruzione del Partito sui territori, l’apertura di nuove Sezioni, la diffusione delle nostre iniziative, la preparazione del prossimo ballottaggio in sostegno a de Magistris a Napoli, senza disperdere l’entusiasmo che persiste dopo l’esperienza elettorale, soprattutto in quei giovani che si sono avvicinati al Partito. In altre parole lavorare, come sempre concretamente e con coerenza, sui territori fra la gente per rafforzare sempre più il nostro Partito e diffonderne il messaggio.
Partito che, come dimostra anche l'ultima elezione di Antonio Rosato, può realmente rappresentare su scala nazionale, anche al nord, dove risiedono 13 milioni di meridionali e dove operiamo da anni con presenze anche elettorali, le necessità di un Sud a schiena dritta che non solo non si arrende ma resiste. Infine siamo certi che l'elezione auspicabile di Luigi de Magistris al prossimo ballottaggio porterà un enorme beneficio a favore non solo di Napoli ma di tutto il Sud e tutto il paese. Sosteniamo Luigi de Magistris al ballottaggio come sempre con tutte le nostre forze, è una battaglia decisiva!!
Da Napoli grazie a de Magistris si alza finalmente quel vento di riscatto e di speranza che attendavamo da tempo, ora non resta che proseguire sulla strada intrapresa con la concretezza ed il pragmatismo che da sempre contraddistinguono l'operato del Partito del Sud, le cui scelte si confermano ancora una volta corrette e vincenti.
Come Partito del Sud partecipiamo alla lista Rinascita Cittadina insieme a Italia dei Valori e Rifondazione Comunista. Segnaliamo per le preferenze, Filomena Ercolino e Pietro Napolitano. Due persone trasparenti e impegnate da sempre in città sia a lavoro che nel sociale. Torremaggiore può rinascere. Pensaci il 5 Giugno !
Come Partito del Sud partecipiamo alla lista Rinascita Cittadina insieme a Italia dei Valori e Rifondazione Comunista. Segnaliamo per le preferenze, Filomena Ercolino e Pietro Napolitano. Due persone trasparenti e impegnate da sempre in città sia a lavoro che nel sociale. Torremaggiore può rinascere. Pensaci il 5 Giugno !
Cari amici, sostenitori e compagni di lotta del
Partito del Sud, l’ora della verità si avvicina, il tam tam per
sostenere i nostri candidati in Campania, Lazio e Puglia deve continuare fino
all'ultimo minuto utile.
Esorto tutti nel contattare parenti, amici e conoscenti residenti nei
comuni interessati al voto, ogni contributo può essere decisivo per eleggere una
forte rappresentanza meridionalista progressista. Continuiamo col lavoro fino
alla mezzanotte di venerdì 3 Giugno,
invitiamo tutti a votare per le nostre liste ed i nostri candidati.
Se avete un amico che sapete ancora incerto, magari sfiduciato,
ricordategli che sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità
di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il
livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a
Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra
la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza
numerica dei voti.
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime
elezioni amministrative del 5 Giugno 2016. Il Partito del Sud sarà presente,
come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni
politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, nei seguenti
Comuni:
-Castelforte (LT) con
Antonio Rosato nella lista “Castelforte Futura”
-Torremaggiore (FG)con Filomena Ercolino nella lista “ Rinascita Cittadina”
Un pensiero doveroso va agli amici di Napoli che si apprestano a sostenere
quella che per noi è la prova decisiva. Inutile ricordare le vicissitudini occorse
a Napoli alla nostra lista, le difficoltà superate grazie alla grande coesione e unità dimostrata da sostenitori, candidati, strutture del Partito e il poco tempo
avuto a disposizione per questa campagna elettorale; un motivo in più questo per
lavorare instancabilmente fino all’ultimo secondo utile senza fermarsi mai. Ricordo
ancora che la nostra lista di Napoli presenta ben 18 candidati che discendono
da indicazioni “nazionali” grazie al lavoro delle nostre Sezioni presenti al
sud come al nord. Ricordo che ogni sostenitore del nostro
Partito e di Luigi de Magistris che non
ha la residenza nel Comune di Napoli, deve impegnarsi anche per convincere un residente
amico, un indeciso, ad andare a votare per sostenere i nostri candidati. Un sostegno, quello nazionale, importante
e significativo che indica già l’intenzione del proseguo di questa esperienza
elettorale verso un orizzonte nazionale che necessariamente discende da questa
indicazione di voto verso Luigi de Magistris, inevitabilmente protesi verso
quella “Rivoluzione Meridionale” , democratica e non violenta, a cui tutti aneliamo.
Ora però concentriamo ogni sforzo su Napoli per la riconferma di Luigi de Magistris a
Sindaco della nostra Capitale e per un positivo risultato della nostra lista, possiamo vincere questa sfida.
L'invito quindi è ancora una volta a non fermarsi con il lavoro a sostegno
delle nostre candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni,
continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nei
comuni interessati al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il
Sud. Il Momento è adesso!
Cari amici, sostenitori e compagni di lotta del
Partito del Sud, l’ora della verità si avvicina, il tam tam per
sostenere i nostri candidati in Campania, Lazio e Puglia deve continuare fino
all'ultimo minuto utile.
Esorto tutti nel contattare parenti, amici e conoscenti residenti nei
comuni interessati al voto, ogni contributo può essere decisivo per eleggere una
forte rappresentanza meridionalista progressista. Continuiamo col lavoro fino
alla mezzanotte di venerdì 3 Giugno,
invitiamo tutti a votare per le nostre liste ed i nostri candidati.
Se avete un amico che sapete ancora incerto, magari sfiduciato,
ricordategli che sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità
di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il
livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a
Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra
la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza
numerica dei voti.
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime
elezioni amministrative del 5 Giugno 2016. Il Partito del Sud sarà presente,
come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni
politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, nei seguenti
Comuni:
-Castelforte (LT) con
Antonio Rosato nella lista “Castelforte Futura”
-Torremaggiore (FG)con Filomena Ercolino nella lista “ Rinascita Cittadina”
Un pensiero doveroso va agli amici di Napoli che si apprestano a sostenere
quella che per noi è la prova decisiva. Inutile ricordare le vicissitudini occorse
a Napoli alla nostra lista, le difficoltà superate grazie alla grande coesione e unità dimostrata da sostenitori, candidati, strutture del Partito e il poco tempo
avuto a disposizione per questa campagna elettorale; un motivo in più questo per
lavorare instancabilmente fino all’ultimo secondo utile senza fermarsi mai. Ricordo
ancora che la nostra lista di Napoli presenta ben 18 candidati che discendono
da indicazioni “nazionali” grazie al lavoro delle nostre Sezioni presenti al
sud come al nord. Ricordo che ogni sostenitore del nostro
Partito e di Luigi de Magistris che non
ha la residenza nel Comune di Napoli, deve impegnarsi anche per convincere un residente
amico, un indeciso, ad andare a votare per sostenere i nostri candidati. Un sostegno, quello nazionale, importante
e significativo che indica già l’intenzione del proseguo di questa esperienza
elettorale verso un orizzonte nazionale che necessariamente discende da questa
indicazione di voto verso Luigi de Magistris, inevitabilmente protesi verso
quella “Rivoluzione Meridionale” , democratica e non violenta, a cui tutti aneliamo.
Ora però concentriamo ogni sforzo su Napoli per la riconferma di Luigi de Magistris a
Sindaco della nostra Capitale e per un positivo risultato della nostra lista, possiamo vincere questa sfida.
L'invito quindi è ancora una volta a non fermarsi con il lavoro a sostegno
delle nostre candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni,
continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nei
comuni interessati al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il
Sud. Il Momento è adesso!
Domenica 5 giugno dieci comuni della provincia di Foggia saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale e ad eleggere il nuovo sindaco. Riflettori puntati sui due comuni superiori a 15mila abitanti in cui è prevista la possibilità del turno di ballottaggio fissato il 19 giugno dello stesso mese, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore.
SAN GIOVANNI ROTONDO. Nella città di San Pio al momento è sfida a tre. Ci riproverà il primo cittadino uscente Luigi Pompilio con il progetto ‘#ilcambiamentocontinua insieme a te’ di cui fanno parte la lista del sindaco ‘Amo San Giovanni Rotondo’, il Movimento Federalista di Mario Urbano, i Fratelli D’Italia di Antonio Ritrovato, Noi con Salvini di Saverio Siorini, Capitanata Popolare e IDEA. Ancora da sciogliere il nodo Forza Italia.
Per contrastare il sindaco-ingegnere, il Partito Democratico, il PSI di Chiumento e Scelta Civica (senza la lista Emiliano che si è sfilata dalla competizione), puntano sul noto avvocato Leonardo Maruzzi. I democratici starebbero per chiudere la coalizione a sei liste, compresa quella che porta il nome del candidato sindaco
Nemmeno il centro sta a guardare. Le voci della candidatura a sindaco di Costanzo Cascavilla, assumeranno a breve i crismi dell’ufficialità. Con lui ci sono i Popolari, l’Unione di Centro, i Conservatori e Riformisti e il Partito della Città, quindi Giuseppe Miglionico, i fratelli Mangiacotti, Pio Mischitelli, Mauro Cappucci, Salvatore Palladino, Claudio Russo e Antonio Placentino, così come riportato da Sangiovannirotondonet.it
TORREMAGGIORE. Nella città dell'Alto Tavoliere sono cinque i candidati sindaco. Il dott. Salvatore Leccisotti per la coalizione ‘Responsabilità e Rinnovamento’ costituita dal Partito Democratico e dal libero movimento di opinione ‘Città Nostra’. Marco Faienza a capo della lista ‘Insieme per la terra nostra’ appoggiato dal Nuovo PSI di Giovanni Alfonzo, Lino Monteleone per la coalizione di centrodestra ‘Innanzitutto Torremaggiore’ formata da Forza Italia, Civica Liberi di Nadia Cardillo e Sergio Gildone, Agire per Torremaggiore, Comitato civico viviamo per Torremaggiore, Civica impegno comune per Torremaggiore, Unione di Centro e Torremaggiore Libera e Democratica. Ai tre uomini si sono aggiunte due donne: Gisella Naturale per il Movimento 5 Stelle e la dott.ssa Anna Lamedica a capo della coalizione ‘Rinascita Cittadina’ appoggiata dall’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Partito del Sud.
SAN MARCO IN LAMIS. Nella cittadina garganica dei due conventi è sfida a due. Se la giocano Pasquale Spagnoli, attuale presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco della lista ‘San Marco nel cuore’, sostenuta da Rifondazione Comunista, Socialismo Dauno e l’Unione di Centro del primo cittadino uscente l’on. Angelo Cera, e l’ex assessore della Giunta Lombardi, Michele Merla, candidato sindaco di ‘Per San Marco’, la civica che va dalla sinistra vendoliana al Partito Democratico, da Possibile all’Arci, dai moderati ai cattolici, dal mondo dell’associazionismo a quello del volontariato. Più incerto il destino di Forza Italia, in difficoltà con la composizione della lista e alle prese con le fresche dimissioni del segretario cittadino, il giovane gattiano Luigi Mossuto, che Angelo Cera vorrebbe in lista tra i sedici. Il mirandiano Angelo Ianzano troverebbe un posto nella lista di Michele Merla. Nessuna notizia, al momento, dei cinquestelle, al cui interno permane la frattura tra lo storico attivista Luigi La Riccia e Sacha De Giovanni del Meetup 5 Stelle San Marco in Lamis.
VIESTE. Sul Gargano riflettori puntati nella città del faro, nelle scorse settimane teatro di una querelle interna al Partito Democratico e della caduta anticipata del sindaco uscente Ersilia Nobile. Giuseppe Nobiletti, candidato sindaco di ‘Vieste sei tu’ e Mauro Clemente, alla guida dei movimenti ‘La mia città’ e ‘Alleanza per Vieste’, sfideranno Nicola Rosiello, ex assessore alla guida di ‘Futura’, la lista composta da uomini e donne degli schieramenti di Forza Italia e Partito Democratico.
GLI ALTRI COMUNI. Ad Ascoli Satriano l’avv. Vincenzo Sarcone proverà a strappare la poltrona da primo cittadino a Nino Danaro, ricandidato per un secondo mandato. A Candela tenterà il bis Nicola Gatta. A Serracapriola toccherà all’esponente del Partito Democratico Vittorio Presutto provare a subentrare a Marco Camporeale, sindaco per due legislature. Dovrà vedersela con ‘Il nostro paese’ di ‘Michele Leombruno’. Al voto anche Casalnuovo Monterotaro, Zapponeta e Alberona.
Domenica 5 giugno dieci comuni della provincia di Foggia saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale e ad eleggere il nuovo sindaco. Riflettori puntati sui due comuni superiori a 15mila abitanti in cui è prevista la possibilità del turno di ballottaggio fissato il 19 giugno dello stesso mese, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore.
SAN GIOVANNI ROTONDO. Nella città di San Pio al momento è sfida a tre. Ci riproverà il primo cittadino uscente Luigi Pompilio con il progetto ‘#ilcambiamentocontinua insieme a te’ di cui fanno parte la lista del sindaco ‘Amo San Giovanni Rotondo’, il Movimento Federalista di Mario Urbano, i Fratelli D’Italia di Antonio Ritrovato, Noi con Salvini di Saverio Siorini, Capitanata Popolare e IDEA. Ancora da sciogliere il nodo Forza Italia.
Per contrastare il sindaco-ingegnere, il Partito Democratico, il PSI di Chiumento e Scelta Civica (senza la lista Emiliano che si è sfilata dalla competizione), puntano sul noto avvocato Leonardo Maruzzi. I democratici starebbero per chiudere la coalizione a sei liste, compresa quella che porta il nome del candidato sindaco
Nemmeno il centro sta a guardare. Le voci della candidatura a sindaco di Costanzo Cascavilla, assumeranno a breve i crismi dell’ufficialità. Con lui ci sono i Popolari, l’Unione di Centro, i Conservatori e Riformisti e il Partito della Città, quindi Giuseppe Miglionico, i fratelli Mangiacotti, Pio Mischitelli, Mauro Cappucci, Salvatore Palladino, Claudio Russo e Antonio Placentino, così come riportato da Sangiovannirotondonet.it
TORREMAGGIORE. Nella città dell'Alto Tavoliere sono cinque i candidati sindaco. Il dott. Salvatore Leccisotti per la coalizione ‘Responsabilità e Rinnovamento’ costituita dal Partito Democratico e dal libero movimento di opinione ‘Città Nostra’. Marco Faienza a capo della lista ‘Insieme per la terra nostra’ appoggiato dal Nuovo PSI di Giovanni Alfonzo, Lino Monteleone per la coalizione di centrodestra ‘Innanzitutto Torremaggiore’ formata da Forza Italia, Civica Liberi di Nadia Cardillo e Sergio Gildone, Agire per Torremaggiore, Comitato civico viviamo per Torremaggiore, Civica impegno comune per Torremaggiore, Unione di Centro e Torremaggiore Libera e Democratica. Ai tre uomini si sono aggiunte due donne: Gisella Naturale per il Movimento 5 Stelle e la dott.ssa Anna Lamedica a capo della coalizione ‘Rinascita Cittadina’ appoggiata dall’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Partito del Sud.
SAN MARCO IN LAMIS. Nella cittadina garganica dei due conventi è sfida a due. Se la giocano Pasquale Spagnoli, attuale presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco della lista ‘San Marco nel cuore’, sostenuta da Rifondazione Comunista, Socialismo Dauno e l’Unione di Centro del primo cittadino uscente l’on. Angelo Cera, e l’ex assessore della Giunta Lombardi, Michele Merla, candidato sindaco di ‘Per San Marco’, la civica che va dalla sinistra vendoliana al Partito Democratico, da Possibile all’Arci, dai moderati ai cattolici, dal mondo dell’associazionismo a quello del volontariato. Più incerto il destino di Forza Italia, in difficoltà con la composizione della lista e alle prese con le fresche dimissioni del segretario cittadino, il giovane gattiano Luigi Mossuto, che Angelo Cera vorrebbe in lista tra i sedici. Il mirandiano Angelo Ianzano troverebbe un posto nella lista di Michele Merla. Nessuna notizia, al momento, dei cinquestelle, al cui interno permane la frattura tra lo storico attivista Luigi La Riccia e Sacha De Giovanni del Meetup 5 Stelle San Marco in Lamis.
VIESTE. Sul Gargano riflettori puntati nella città del faro, nelle scorse settimane teatro di una querelle interna al Partito Democratico e della caduta anticipata del sindaco uscente Ersilia Nobile. Giuseppe Nobiletti, candidato sindaco di ‘Vieste sei tu’ e Mauro Clemente, alla guida dei movimenti ‘La mia città’ e ‘Alleanza per Vieste’, sfideranno Nicola Rosiello, ex assessore alla guida di ‘Futura’, la lista composta da uomini e donne degli schieramenti di Forza Italia e Partito Democratico.
GLI ALTRI COMUNI. Ad Ascoli Satriano l’avv. Vincenzo Sarcone proverà a strappare la poltrona da primo cittadino a Nino Danaro, ricandidato per un secondo mandato. A Candela tenterà il bis Nicola Gatta. A Serracapriola toccherà all’esponente del Partito Democratico Vittorio Presutto provare a subentrare a Marco Camporeale, sindaco per due legislature. Dovrà vedersela con ‘Il nostro paese’ di ‘Michele Leombruno’. Al voto anche Casalnuovo Monterotaro, Zapponeta e Alberona.