mercoledì 2 settembre 2020

“Il rilancio degli asili nido in Puglia contro l’idea della spesa storica”

 Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci"


Bari, 01 settembre 2020. Michele Dell’Edera, Coordinatore regionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, che con la propria lista sostiene la candidatura del Presidente della Regione Puglia di Michele Emiliano alle elezioni regionali del prossimo 20-21 settembre 2020, ricorda in una nota a sua firma, come la vergognosa sperequazione che da decenni subiscono i bambini e le famiglie pugliesi discenda direttamente dalla modifica del Titolo V della Costituzione proposta nel 2001 dalla Lega.

Invece di stabilire i fabbisogni standard per territorio, cioè determinare quali risorse minime sia giusto che lo Stato garantisca con imposte proprie o con la perequazione, si è scelto di ripartire i fabbisogni in base alla “spesa storica”, cioè in funzione di quel meccanismo perverso, quell’imbroglio, per cui in Puglia ci sono percentualmente meno asili che nelleregioni del Nord, nonostante negli ultimi anni ci sia stata una lenta ma sostanziale inversione di tendenza. Questo problema si verifica in virtù del fatto che i finanziamenti relativi non avvengono sulla base delle reali esigenze, ma solo fotografando “storicamente” la situazione esistente, fino all’assurdo che in quei comuni dove ci sono 0 asili, i finanziamenti relativi non dovrebbero mai essere stanziati pur in presenza di un numero elevato di bambini. Il che negli anni ha portato a far si che nelle Regioni del Nord cosiddette “virtuose” (con i soldi sottratti al Sud) si possa fornire l’asilo gratis alle famiglie, assorbendo finanziamenti in surplus per 700 Milioni di Euro all’anno non riconosciuti al Sud, mentre nel Mezzogiorno, l’asilo in parecchie zone e comuni periferici possono solo continuare a sognarlo.

I bambini della Puglia non sono certo di serie B ! Ecco perché bene hanno fatto il presidente Emilianoe la nostra coalizione a pensare a un punto del programma che “supporti la genitorialità investendo su politiche di conciliazione vita-lavoro… A sostegno di ciò certamente il progetto “family friendly”che punta nei prossimi cinque anni a garantire il diritto agli asili nido per tutti non può che essere molto importantee meritorio del nostro pieno sostegno. La cosa più incredibile è che la Lega, responsabile prima di offese razziste e discriminazioni ai danni dei cittadini del Sud, oggi ha l’ardire di presentarsi con propri candidati nelle nostre città in sostegno al candidato del centro destra Raffaele Fitto, che ha dichiarato in televisione che è d’accordo che i soldi del Recovery Fund, che la Ue chiede di mandare al Sud per iniziare a recuperare il differenziale con il Nord, vadano ancora al Nord.

Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci, rimandando al mittente, con il voto, queste assurde politiche ai danni del Sud! Il riscatto del Sud parte dalla Puglia!

Michele Dell’Edera, Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


Fonte: StatoQuotidiano




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 Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci"


Bari, 01 settembre 2020. Michele Dell’Edera, Coordinatore regionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti, che con la propria lista sostiene la candidatura del Presidente della Regione Puglia di Michele Emiliano alle elezioni regionali del prossimo 20-21 settembre 2020, ricorda in una nota a sua firma, come la vergognosa sperequazione che da decenni subiscono i bambini e le famiglie pugliesi discenda direttamente dalla modifica del Titolo V della Costituzione proposta nel 2001 dalla Lega.

Invece di stabilire i fabbisogni standard per territorio, cioè determinare quali risorse minime sia giusto che lo Stato garantisca con imposte proprie o con la perequazione, si è scelto di ripartire i fabbisogni in base alla “spesa storica”, cioè in funzione di quel meccanismo perverso, quell’imbroglio, per cui in Puglia ci sono percentualmente meno asili che nelleregioni del Nord, nonostante negli ultimi anni ci sia stata una lenta ma sostanziale inversione di tendenza. Questo problema si verifica in virtù del fatto che i finanziamenti relativi non avvengono sulla base delle reali esigenze, ma solo fotografando “storicamente” la situazione esistente, fino all’assurdo che in quei comuni dove ci sono 0 asili, i finanziamenti relativi non dovrebbero mai essere stanziati pur in presenza di un numero elevato di bambini. Il che negli anni ha portato a far si che nelle Regioni del Nord cosiddette “virtuose” (con i soldi sottratti al Sud) si possa fornire l’asilo gratis alle famiglie, assorbendo finanziamenti in surplus per 700 Milioni di Euro all’anno non riconosciuti al Sud, mentre nel Mezzogiorno, l’asilo in parecchie zone e comuni periferici possono solo continuare a sognarlo.

I bambini della Puglia non sono certo di serie B ! Ecco perché bene hanno fatto il presidente Emilianoe la nostra coalizione a pensare a un punto del programma che “supporti la genitorialità investendo su politiche di conciliazione vita-lavoro… A sostegno di ciò certamente il progetto “family friendly”che punta nei prossimi cinque anni a garantire il diritto agli asili nido per tutti non può che essere molto importantee meritorio del nostro pieno sostegno. La cosa più incredibile è che la Lega, responsabile prima di offese razziste e discriminazioni ai danni dei cittadini del Sud, oggi ha l’ardire di presentarsi con propri candidati nelle nostre città in sostegno al candidato del centro destra Raffaele Fitto, che ha dichiarato in televisione che è d’accordo che i soldi del Recovery Fund, che la Ue chiede di mandare al Sud per iniziare a recuperare il differenziale con il Nord, vadano ancora al Nord.

Siamo certi che i cittadini pugliesi non cadranno nella trappola tesa da chi ci costringe da decenni ad emigrare per cercare un lavoro, per studiare, per curarci, rimandando al mittente, con il voto, queste assurde politiche ai danni del Sud! Il riscatto del Sud parte dalla Puglia!

Michele Dell’Edera, Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti


Fonte: StatoQuotidiano




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giovedì 2 luglio 2020

Cuccurese (Partito del Sud): 'Perché sosteniamo Emiliano'

Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti conferma la presentazione, per le prossime elezioni regionali in Puglia, di una lista con il proprio simbolo a sostegno del presidente uscente Michele Emiliano. Il Presidente nazionale, Natale Cuccurese, espone alcuni dei motivi alla base della decisione:
Partito Sud
Si dice che il paese non riparte senza il Sud. Ma poi permangono le differenze. Perchè?
Perché come dimostrato anche dall’ultimo Rapporto Eurispes 2020, la sottrazione al Sud di risorse a vantaggio del Nord, dovute in base alla semplice percentuale della popolazione residente (34%) è massiccia e pervasiva ed ammonta a ben 840 Miliardi di Euro solo nel periodo dal 2000 al 2017, a ancora continua al ritmo di 61,3 Miliardi all’anno. 
Basta guardare solamente la differenza in infrastrutture per rendersene conto. Si è arrivati all’attuale situazione di un Paese a due velocità che ha portato alla richiesta egoistica di Autonomia differenziata da parte di alcune Regioni del Nord. Una deriva pericolosa per l’unità nazionale che noi avversiamo. Abbiamo molto apprezzato su questo tema la posizione di Michele Emiliano, è anche questo uno dei motivi, non il solo, che ci ha convinto a sostenerlo anche in queste elezioni regionali, confermando il sostegno che già gli avevamo garantito nelle precedenti. 
Emiliano Cuccurese
Perché votare la lista Partito del Sud?
Quella delle prossime elezioni regionali è un’occasione che la Puglia deve saper cogliere ponendosi come obiettivo quello di ribaltare la prospettiva geografica ed essere tra le Regioni guida del Sud, aiutando la ripartenza di quest’area della penisola e con essa dell’intero sistema Paese. La Lega, con la sua dottrina di odio e rancore, è la nostra principale avversaria. Dobbiamo costruire, insieme alle altre forze di sinistra un argine contro questa destra aggressiva e che si presenta in Puglia con tratti tutt’altro che nuovi, mescolando all’antimeridionalismo che la Lega ha abbandonato solo di facciata, forti pulsioni d'ispirazione neo-fascista, in un crogiolo esplosivo fatto di forze in cerca di radicamento e di leadership nella gestione del malcontento soprattutto in questo momento di emergenza causa pandemia.
Sarebbe un danno molto serio, per la Puglia, per il Sud, per la tenuta democratica del Paese l’affermarsi di queste derive. Bisogna impedirlo! Anche per questo è per noi essenziale sostenere Michele Emiliano. Nel contempo le pretese regionalistiche impongono la presenza meridionalista all’interno delle Regioni in funzione non solo di contrasto ma anche di proposta alternativa.
"Noi del Partito del Sud - conclude Cuccurese - su questi temi non ci arrendiamo e chiediamo a tutti i cittadini pugliesi di unirsi a noi in questa lotta per dare al futuro governo della Puglia un’impronta sempre più meridionalista".
(geormini@gmail.com)


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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti conferma la presentazione, per le prossime elezioni regionali in Puglia, di una lista con il proprio simbolo a sostegno del presidente uscente Michele Emiliano. Il Presidente nazionale, Natale Cuccurese, espone alcuni dei motivi alla base della decisione:
Partito Sud
Si dice che il paese non riparte senza il Sud. Ma poi permangono le differenze. Perchè?
Perché come dimostrato anche dall’ultimo Rapporto Eurispes 2020, la sottrazione al Sud di risorse a vantaggio del Nord, dovute in base alla semplice percentuale della popolazione residente (34%) è massiccia e pervasiva ed ammonta a ben 840 Miliardi di Euro solo nel periodo dal 2000 al 2017, a ancora continua al ritmo di 61,3 Miliardi all’anno. 
Basta guardare solamente la differenza in infrastrutture per rendersene conto. Si è arrivati all’attuale situazione di un Paese a due velocità che ha portato alla richiesta egoistica di Autonomia differenziata da parte di alcune Regioni del Nord. Una deriva pericolosa per l’unità nazionale che noi avversiamo. Abbiamo molto apprezzato su questo tema la posizione di Michele Emiliano, è anche questo uno dei motivi, non il solo, che ci ha convinto a sostenerlo anche in queste elezioni regionali, confermando il sostegno che già gli avevamo garantito nelle precedenti. 
Emiliano Cuccurese
Perché votare la lista Partito del Sud?
Quella delle prossime elezioni regionali è un’occasione che la Puglia deve saper cogliere ponendosi come obiettivo quello di ribaltare la prospettiva geografica ed essere tra le Regioni guida del Sud, aiutando la ripartenza di quest’area della penisola e con essa dell’intero sistema Paese. La Lega, con la sua dottrina di odio e rancore, è la nostra principale avversaria. Dobbiamo costruire, insieme alle altre forze di sinistra un argine contro questa destra aggressiva e che si presenta in Puglia con tratti tutt’altro che nuovi, mescolando all’antimeridionalismo che la Lega ha abbandonato solo di facciata, forti pulsioni d'ispirazione neo-fascista, in un crogiolo esplosivo fatto di forze in cerca di radicamento e di leadership nella gestione del malcontento soprattutto in questo momento di emergenza causa pandemia.
Sarebbe un danno molto serio, per la Puglia, per il Sud, per la tenuta democratica del Paese l’affermarsi di queste derive. Bisogna impedirlo! Anche per questo è per noi essenziale sostenere Michele Emiliano. Nel contempo le pretese regionalistiche impongono la presenza meridionalista all’interno delle Regioni in funzione non solo di contrasto ma anche di proposta alternativa.
"Noi del Partito del Sud - conclude Cuccurese - su questi temi non ci arrendiamo e chiediamo a tutti i cittadini pugliesi di unirsi a noi in questa lotta per dare al futuro governo della Puglia un’impronta sempre più meridionalista".
(geormini@gmail.com)


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mercoledì 24 giugno 2020

Regionali, Il Partito del Sud lista a sostegno di Emiliano

Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti conferma la presentazione, per le prossime elezioni regionali in Puglia, di una lista con il proprio simbolo a sostegno del presidente uscente Michele Emiliano.
Partito Sud
"Abbiamo scelto di presentare una lista, anche se sarebbe stato molto più semplice chiedere un po’ di visibilità in qualche altra lista presente a questa tornata elettorale", sottolinea Michele Dell'Edera, coordinatore regionale del Partito e vicepresidente nazionale 
emiliano prtito sud10
"Lo facciamo con determinazione - dice Michele Dell'Edera - anche se non è semplice; il nostro impegno è creare una lista dal basso, con chi ci vuole stare e vuole ridare dignità alla nostra terra rivendicando la necessità di servizi e investimenti per il rilancio regionale e per il rilancio dell'intero Mezzogiorno".
"Per farlo non possiamo - continua Dell'Edera - presentare una proposta annacquata. Dobbiamo presentare un simbolo e una lista che rivendichino la necessità di avere un Paese che non vada più a due o tre velocità, ma un Paese che sia unito soprattutto negli investimenti e nelle politiche:
Scuole
Università
Sanità
Trasporti, viabilità e ferrovie
Infrastrutture
Welfare giusto
Per un paese giusto ed equo con tutti i suoi cittadini, che ponga attenzione agli ultimi e ai giovani. Questi sono solo alcuni dei punti sui quali costruire il nostro apporto al futuro Governo regionale".
"Chiediamo quindi alle donne e agli uomini di Puglia - conclude Dell'Edera - di unirsi a noi in questa lotta per dare al futuro governo della Puglia un’impronta maggiormente meridionalista e maggiormente progressista".
(gelormini@gmail.com)



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Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti conferma la presentazione, per le prossime elezioni regionali in Puglia, di una lista con il proprio simbolo a sostegno del presidente uscente Michele Emiliano.
Partito Sud
"Abbiamo scelto di presentare una lista, anche se sarebbe stato molto più semplice chiedere un po’ di visibilità in qualche altra lista presente a questa tornata elettorale", sottolinea Michele Dell'Edera, coordinatore regionale del Partito e vicepresidente nazionale 
emiliano prtito sud10
"Lo facciamo con determinazione - dice Michele Dell'Edera - anche se non è semplice; il nostro impegno è creare una lista dal basso, con chi ci vuole stare e vuole ridare dignità alla nostra terra rivendicando la necessità di servizi e investimenti per il rilancio regionale e per il rilancio dell'intero Mezzogiorno".
"Per farlo non possiamo - continua Dell'Edera - presentare una proposta annacquata. Dobbiamo presentare un simbolo e una lista che rivendichino la necessità di avere un Paese che non vada più a due o tre velocità, ma un Paese che sia unito soprattutto negli investimenti e nelle politiche:
Scuole
Università
Sanità
Trasporti, viabilità e ferrovie
Infrastrutture
Welfare giusto
Per un paese giusto ed equo con tutti i suoi cittadini, che ponga attenzione agli ultimi e ai giovani. Questi sono solo alcuni dei punti sui quali costruire il nostro apporto al futuro Governo regionale".
"Chiediamo quindi alle donne e agli uomini di Puglia - conclude Dell'Edera - di unirsi a noi in questa lotta per dare al futuro governo della Puglia un’impronta maggiormente meridionalista e maggiormente progressista".
(gelormini@gmail.com)



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giovedì 18 giugno 2020

PUGLIA ELEZIONI REGIONALI – IL PARTITO DEL SUD A SOSTEGNO DI MICHELE EMILIANO


Riportare la Nuova Questione Meridionale al centro dell'agenda politica nazionale. Questo l'obiettivo essenziale del Partito del Sud che, continuando nel suo percorso meridionalista gramsciano, con forti e giustificate aspirazioni euromediterranee, ha deciso di sostenere con la propria lista alla presidenza della Regione Puglia la candidatura di Michele Emiliano, di cui nell’azione politica è indubbia l’efficacia organizzativa, messa ulteriormente in mostra negli ultimi drammatici mesi, e l'impronta meridionalista e a cui ci lega da anni un rapporto consolidato di stima ed amicizia.
Quella delle prossime elezioni regionali è un’occasione che la Puglia deve saper cogliere ponendosi come obiettivo quello di essere tra le Regioni guida del Sudaiutando la ripartenza di quest’area della penisola e con essa dell’intero sistema paese. Siamo interessati ad una Puglia che, partendo da valori meridionalisti e progressisti, quali la tutela e la promozione del lavoro e dello sviluppo, dell’ambiente, della salute, della parità di genere ed il contrasto alle mafie, si ponga come Regione in grado di dettare una strada nuova, realizzando una nuova economia ecosostenibile in grado di pensare agli equilibri lavorativi, dalla sicurezza sul lavoro e dai diritti dei suoi cittadini, lottando per eliminare per sempre squilibri e diseguaglianze, come quelle che hanno comportato come da studi Eurispes dal 2000 al 2017 sottrazione di risorse per oltre 840 Miliardi di Euro ai danni di tutte le regioni del Sud. Chiediamo a  Michele Emiliano, dal Partito del Sud già sostenuto cinque anni fa, di puntare con decisione alla missione di rendere questa nostra Regione punto centrale di riferimento per il Sud e per l’intero Paese, faro di esempio e di concreta opportunità per tutte le future generazioni, non più costrette ad emigrare.
La Lega e la sua dottrina di odio e rancore è la nostra principale avversaria, ma se è cresciuta è perchè sono state fatte politiche sbagliate a livello nazionale, a partire dalla modifica del Titolo V nel 2001, grazie anche al sostegno del centro-sinistra. Il Regionalismo differenziato, figlio minore del nazionalismo, è l’esempio più eclatante di come in modo trasversale e miope si stiano legittimando le richieste leghiste di secessione della Padania. L’Autonomia così intesa non è solo rottura dell’unità nazionale e rischio di balcanizzazione del Paese, ma significa aprire le porte a ulteriori privatizzazioni e conseguenti discriminazioni a danno delle fasce più deboli della cittadinanza, sia a Sud che a Nord. Non a caso da sempre ci battiamo come Partito del Sud, recentemente anche in Emilia Romagna in opposizione alle richieste di Autonomia differenziata della Regione, per il ritiro di qualunque forma di autonomia differenziata. Dobbiamo nel contempo e a maggior ragione costruire, insieme alle altre forze di sinistra con cui da tempo collaboriamo un argine contro la peggiore destra fascioleghista in Puglia. Una destra aggressiva e forte che si presenta con tratti tutt’altro che nuovi, mescolando all’antimeridionalismo che la Lega ha abbandonato solo di facciata, forti pulsioni e spontanee intese d'ispirazione neo-fascista, in un crogiolo esplosivo fatto di forze in cerca di radicamento e di leadership nella gestione del malcontento soprattutto in questo momento di emergenza nazionale causa pandemia. Sarebbe un danno molto serio, per la Puglia, per il Sud, per la tenuta democratica del Paese l’affermarsi di queste derive. Bisogna impedirlo! Nel contempo le folli pretese regionalistiche impongono la presenza meridionalista all’interno delle Regioni in funzione non solo di contrasto ma anche di proposta.
Ci rivolgiamo alle fasce sociali colpite dalla crisi, dalla precarietà e da politiche nazionali di feroce liberismo. Ci rivolgiamo agli elettori e alle elettrici della sinistra disorientati di fronte alla frammentazione, alle chiacchiere alate, ma prive di contenuti, e a tutti coloro che si rifugiano nell’astensionismo avendo perso la speranza del cambiamento. A tutte e a tutti costoro diciamo che l’unica alternativa concreta è meridionalista!
La sola in grado di ribaltare la prospettiva geografica e ripartire con forza da Sud!
Se anche tu non sopporti più la descrizione tossica di un Sud col cappello in mano, fatto da media nazionali e politicanti senza scrupoli, partecipa con noi alla “Rivoluzione meridionale”: collabora, candidati, sostienici !
Invitiamo dunque tutti i cittadini pugliesi a contattarci per candidarsi nella nostra lista. E’ una occasione unica anche per Comitati e Movimenti civici di portare, tramite la nostra lista, direttamente le proprie istanze in Regione!

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti

ll Presidente Nazionale – Natale Cuccurese
Il Coordinatore regionale – Michele Dell’Edera

Per informazioni e contatti:

                                          


https://www.facebook.com/partitodelsudpuglia/                                        





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Riportare la Nuova Questione Meridionale al centro dell'agenda politica nazionale. Questo l'obiettivo essenziale del Partito del Sud che, continuando nel suo percorso meridionalista gramsciano, con forti e giustificate aspirazioni euromediterranee, ha deciso di sostenere con la propria lista alla presidenza della Regione Puglia la candidatura di Michele Emiliano, di cui nell’azione politica è indubbia l’efficacia organizzativa, messa ulteriormente in mostra negli ultimi drammatici mesi, e l'impronta meridionalista e a cui ci lega da anni un rapporto consolidato di stima ed amicizia.
Quella delle prossime elezioni regionali è un’occasione che la Puglia deve saper cogliere ponendosi come obiettivo quello di essere tra le Regioni guida del Sudaiutando la ripartenza di quest’area della penisola e con essa dell’intero sistema paese. Siamo interessati ad una Puglia che, partendo da valori meridionalisti e progressisti, quali la tutela e la promozione del lavoro e dello sviluppo, dell’ambiente, della salute, della parità di genere ed il contrasto alle mafie, si ponga come Regione in grado di dettare una strada nuova, realizzando una nuova economia ecosostenibile in grado di pensare agli equilibri lavorativi, dalla sicurezza sul lavoro e dai diritti dei suoi cittadini, lottando per eliminare per sempre squilibri e diseguaglianze, come quelle che hanno comportato come da studi Eurispes dal 2000 al 2017 sottrazione di risorse per oltre 840 Miliardi di Euro ai danni di tutte le regioni del Sud. Chiediamo a  Michele Emiliano, dal Partito del Sud già sostenuto cinque anni fa, di puntare con decisione alla missione di rendere questa nostra Regione punto centrale di riferimento per il Sud e per l’intero Paese, faro di esempio e di concreta opportunità per tutte le future generazioni, non più costrette ad emigrare.
La Lega e la sua dottrina di odio e rancore è la nostra principale avversaria, ma se è cresciuta è perchè sono state fatte politiche sbagliate a livello nazionale, a partire dalla modifica del Titolo V nel 2001, grazie anche al sostegno del centro-sinistra. Il Regionalismo differenziato, figlio minore del nazionalismo, è l’esempio più eclatante di come in modo trasversale e miope si stiano legittimando le richieste leghiste di secessione della Padania. L’Autonomia così intesa non è solo rottura dell’unità nazionale e rischio di balcanizzazione del Paese, ma significa aprire le porte a ulteriori privatizzazioni e conseguenti discriminazioni a danno delle fasce più deboli della cittadinanza, sia a Sud che a Nord. Non a caso da sempre ci battiamo come Partito del Sud, recentemente anche in Emilia Romagna in opposizione alle richieste di Autonomia differenziata della Regione, per il ritiro di qualunque forma di autonomia differenziata. Dobbiamo nel contempo e a maggior ragione costruire, insieme alle altre forze di sinistra con cui da tempo collaboriamo un argine contro la peggiore destra fascioleghista in Puglia. Una destra aggressiva e forte che si presenta con tratti tutt’altro che nuovi, mescolando all’antimeridionalismo che la Lega ha abbandonato solo di facciata, forti pulsioni e spontanee intese d'ispirazione neo-fascista, in un crogiolo esplosivo fatto di forze in cerca di radicamento e di leadership nella gestione del malcontento soprattutto in questo momento di emergenza nazionale causa pandemia. Sarebbe un danno molto serio, per la Puglia, per il Sud, per la tenuta democratica del Paese l’affermarsi di queste derive. Bisogna impedirlo! Nel contempo le folli pretese regionalistiche impongono la presenza meridionalista all’interno delle Regioni in funzione non solo di contrasto ma anche di proposta.
Ci rivolgiamo alle fasce sociali colpite dalla crisi, dalla precarietà e da politiche nazionali di feroce liberismo. Ci rivolgiamo agli elettori e alle elettrici della sinistra disorientati di fronte alla frammentazione, alle chiacchiere alate, ma prive di contenuti, e a tutti coloro che si rifugiano nell’astensionismo avendo perso la speranza del cambiamento. A tutte e a tutti costoro diciamo che l’unica alternativa concreta è meridionalista!
La sola in grado di ribaltare la prospettiva geografica e ripartire con forza da Sud!
Se anche tu non sopporti più la descrizione tossica di un Sud col cappello in mano, fatto da media nazionali e politicanti senza scrupoli, partecipa con noi alla “Rivoluzione meridionale”: collabora, candidati, sostienici !
Invitiamo dunque tutti i cittadini pugliesi a contattarci per candidarsi nella nostra lista. E’ una occasione unica anche per Comitati e Movimenti civici di portare, tramite la nostra lista, direttamente le proprie istanze in Regione!

Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti

ll Presidente Nazionale – Natale Cuccurese
Il Coordinatore regionale – Michele Dell’Edera

Per informazioni e contatti:

                                          


https://www.facebook.com/partitodelsudpuglia/                                        





martedì 3 dicembre 2019

SUD-LAB: LA RISCOSSA DEL SUD FA TAPPA IL 7 DICEMBRE 2019 A SAN GIOVANNI ROTONDO (FG)

SUD-LAB: la riscossa del Sud

Un Sud sfruttato e derubato ogni giorno di promesse, risorse, lavoro, persone e prospettive da una politica che insegue capitali e interessi di pochi e che di fatto vorrebbe realizzare una secessione delle regioni settentrionali più ricche a danno del meridione d’Italia e della sua popolazione.
Vogliamo reagire a questo progetto classista ed elitario e vogliamo farlo nell’unico modo che crediamo possibile: ripartendo dalla nostra gente e dalle nostre terre, intersecando le lotte e unendo tutto ciò che si vorrebbe dividere, frantumare e cancellare.
Un laboratorio permanente sul Sud e per il Sud è la risposta che dobbiamo a noi meridionali per migliorare le nostre condizioni sociali, economiche, di lavoro e di vita e per un’Italia unita, solidale, accogliente, senza disuguaglianze e discriminazioni.

Ne parleremo il prossimo 7 dicembre, alle ore 18:00, a S. Giovanni Rotondo, al Chiostro di Palazzo di Città, Corso Umberto n. 1, in un evento organizzato con Left e Trasform Italia.
Interverranno:
- Loredana Marino - Resp. Meridione PRC
- Michele Dell’Edera - Vice pres. Partito del Sud
- Daniele Iacovelli - Segr. Prov. Flai CGIL Fg
- Cosimo D. Matteucci - Pres. MGA sindacato nazionale forense
Introduce e modera Roberto Cappucci - Segr. cittadino PRC




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SUD-LAB: la riscossa del Sud

Un Sud sfruttato e derubato ogni giorno di promesse, risorse, lavoro, persone e prospettive da una politica che insegue capitali e interessi di pochi e che di fatto vorrebbe realizzare una secessione delle regioni settentrionali più ricche a danno del meridione d’Italia e della sua popolazione.
Vogliamo reagire a questo progetto classista ed elitario e vogliamo farlo nell’unico modo che crediamo possibile: ripartendo dalla nostra gente e dalle nostre terre, intersecando le lotte e unendo tutto ciò che si vorrebbe dividere, frantumare e cancellare.
Un laboratorio permanente sul Sud e per il Sud è la risposta che dobbiamo a noi meridionali per migliorare le nostre condizioni sociali, economiche, di lavoro e di vita e per un’Italia unita, solidale, accogliente, senza disuguaglianze e discriminazioni.

Ne parleremo il prossimo 7 dicembre, alle ore 18:00, a S. Giovanni Rotondo, al Chiostro di Palazzo di Città, Corso Umberto n. 1, in un evento organizzato con Left e Trasform Italia.
Interverranno:
- Loredana Marino - Resp. Meridione PRC
- Michele Dell’Edera - Vice pres. Partito del Sud
- Daniele Iacovelli - Segr. Prov. Flai CGIL Fg
- Cosimo D. Matteucci - Pres. MGA sindacato nazionale forense
Introduce e modera Roberto Cappucci - Segr. cittadino PRC




sabato 22 settembre 2018

CUCCURESE ( PDELSUD): «SOLIDARIETA' AI MANIFESTANTI COLPITI. E' EMERGENZA DEMOCRATICA, INTERVENGA IL PRESIDENTE MATTARELLA »

COMUNICATO STAMPA

 "Nel clima di odio che pervade il Paese, grazie allo sdoganamento in atto da tempo di razzismo, violenza, idee, atteggiamenti e parole d’ordine in uso nel ventennio, usate anche recentemente dal ministro dell’interno, tornano in azione le squadracce fasciste. È emergenza democratica"- dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

"Palese da tempo la violazione della Costituzione in merito al divieto di ricostituzione del partito fascista. Auspichiamo che il Presidente Mattarella, garante della stessa, prenda subito una posizione chiara ed inequivocabile dopo questo grave episodio. Solidarietà a tutti i manifestanti aggrediti in modo vigliacco ieri sera a Bari durante la manifestazione “Bari Non Si Lega”, a cui abbiamo dato adesione come Partito del Sud.

Alla luce della grave aggressione accaduta ieri sera a Bari viene subito alla mente la lungimirante petizione approvata a fine luglio dal Comune di Castelforte (LT), proposta dal consigliere comunale del nostro Partito Antonio Rosato, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita."

22 settembre 2018


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COMUNICATO STAMPA

 "Nel clima di odio che pervade il Paese, grazie allo sdoganamento in atto da tempo di razzismo, violenza, idee, atteggiamenti e parole d’ordine in uso nel ventennio, usate anche recentemente dal ministro dell’interno, tornano in azione le squadracce fasciste. È emergenza democratica"- dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti.

"Palese da tempo la violazione della Costituzione in merito al divieto di ricostituzione del partito fascista. Auspichiamo che il Presidente Mattarella, garante della stessa, prenda subito una posizione chiara ed inequivocabile dopo questo grave episodio. Solidarietà a tutti i manifestanti aggrediti in modo vigliacco ieri sera a Bari durante la manifestazione “Bari Non Si Lega”, a cui abbiamo dato adesione come Partito del Sud.

Alla luce della grave aggressione accaduta ieri sera a Bari viene subito alla mente la lungimirante petizione approvata a fine luglio dal Comune di Castelforte (LT), proposta dal consigliere comunale del nostro Partito Antonio Rosato, volta a vietare la concessione di spazi pubblici ai soggetti che si ispirano alla ideologia fascista e nazista o che contrastano i valori della Resistenza, anche in chiave razzista, omofoba, xenofoba e antisemita."

22 settembre 2018


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mercoledì 19 settembre 2018

Bari Non Si Lega, il Partito del Sud aderisce alla manifestazione.



Per chi ama il Sud e l’intero Paese non è possibile neanche ipotizzare un’alleanza o una collaborazione con un partito e un modo di leggere la politica e la società come fa la Lega (nord) di Salvini.

E’ per questo motivo che il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti di Puglia aderisce alla manifestazione cittadina “Bari Non Si Lega”.

Nel nostro Statuto da sempre c’è scritto “mai con la Lega e i suoi alleati”.

La manifestazione del 21 coglie in pieno lo spirito di un popolo che si ribella a chi vuole far dimenticare agli italiani e ai meridionali valori come: l’accoglienza, la solidarietà, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alle infrastrutture, ad un ambiente sano.

“Matteo Salvini e il suo partito hanno insultato e denigrato per anni il sud e i meridionali, chiamandoci “terroni” (appellativo che qui rivendichiamo) e invocando catastrofi sulle nostre teste. Oggi che è ministro dell’interno glissa sulle aggressioni a sfondo razzista, mentre rimanda navi cariche di migranti in Libia e nega l’accesso ai porti italiani anche alle navi della guardia costiera con il loro carico di vite. In tante città le sue visite da candidato premier sono state accolte da manifestazioni di dissenso contro la sua presenza, cosa che non è ancora accaduta a Bari, dove Matteo Salvini è venuto più volte pressoché nel silenzio, avvisando all’ultimo momento e blaterando quasi indisturbato i suoi discorsi di becero razzismo.”

Anche il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti contribuirà a costruire una manifestazione antirazzista, trasversale e meridionalista contro chi da sempre vuole dividere e non unire.

 Il Partito del Sud -Meridionalisti Progressisti di Puglia
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Per chi ama il Sud e l’intero Paese non è possibile neanche ipotizzare un’alleanza o una collaborazione con un partito e un modo di leggere la politica e la società come fa la Lega (nord) di Salvini.

E’ per questo motivo che il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti di Puglia aderisce alla manifestazione cittadina “Bari Non Si Lega”.

Nel nostro Statuto da sempre c’è scritto “mai con la Lega e i suoi alleati”.

La manifestazione del 21 coglie in pieno lo spirito di un popolo che si ribella a chi vuole far dimenticare agli italiani e ai meridionali valori come: l’accoglienza, la solidarietà, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alle infrastrutture, ad un ambiente sano.

“Matteo Salvini e il suo partito hanno insultato e denigrato per anni il sud e i meridionali, chiamandoci “terroni” (appellativo che qui rivendichiamo) e invocando catastrofi sulle nostre teste. Oggi che è ministro dell’interno glissa sulle aggressioni a sfondo razzista, mentre rimanda navi cariche di migranti in Libia e nega l’accesso ai porti italiani anche alle navi della guardia costiera con il loro carico di vite. In tante città le sue visite da candidato premier sono state accolte da manifestazioni di dissenso contro la sua presenza, cosa che non è ancora accaduta a Bari, dove Matteo Salvini è venuto più volte pressoché nel silenzio, avvisando all’ultimo momento e blaterando quasi indisturbato i suoi discorsi di becero razzismo.”

Anche il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti contribuirà a costruire una manifestazione antirazzista, trasversale e meridionalista contro chi da sempre vuole dividere e non unire.

 Il Partito del Sud -Meridionalisti Progressisti di Puglia

venerdì 2 febbraio 2018

Mano tesa ai più poveri: questa la priorità di “Potere al Popolo”. A Foggia la presentazione dei candidati

“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Cappucci e Soccio
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.

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“Un programma scritto collettivamente a partire dai bisogni reali del popolo”. È un po’ questa la differenza tra i candidati di Potere al Popolo, che si sono presentati questa mattina a Palazzo Dogana a Foggia, e gli altri movimenti e partiti. La loro base popolare, dal basso, è indiscutibile. “Non facciamo promesse ma siamo ogni giorno impegnati per migliorare la vita dei nostri territori”, hanno spiegato a l’Immediato il capolista alla Camera, il consulente del lavoro Roberto Cappucci, da sempre in Rifondazione comunista e unico candidato territoriale a San Giovanni Rotondo, e la candidata al maggioritario nel collegio camerale Foggia-Gargano Mary Marchesani. Con loro Antonello Socciocandidato nel collegio senatoriale uninominale locale e dipendente di Casa Sollievo, Maria Rollo detta Lucia candidata al Senato nel Cerignola-Manfredonia-Bat e avvocata del lavoro, il sindacalista Cosimo Damiano Matteucci candidato ad Andria, Soccorsa Sabrina Di Carlo insegnante e coordinatrice del circolo Partito del Sud a San Severo in forza al collegio dei Monti Dauni e Savino Franzi, agente di commercio segretario di circolo di Rifondazione a Cerignola che correrà nel collegio Manfredonia-Cerignola alla Camera. Contro il Jobs Act e la precarizzazione del mondo del lavoro, Potere al Popolo propone una politica di coesione tra le classi sociali.
In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perchè sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina. Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti”, hanno commentato.
Cappucci e Soccio
Punta a dar voce alla generazione degli invisibili Mary Marchesani, che si definisce gemminista, antifascista e “terrona”. “L’alternanza scuola-lavoro non forma, non educa, ma fa lavorare gratuitamente minorenni per aziende che invece dovrebbero assumere regolarmente lavoratori per svolgere quella mansione. Il lavoro minorile gratuito è sfruttamento, la scuola è un’altra cosa. Una società che non mette al centro la formazione di individui liberi, coscienti, critici, non ha speranza di sopravvivere”.

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sabato 19 novembre 2016

A San Severo il 26 Novembre parliamo di referendum Costituzionale Italiano in ottica mediterranea. Perché il SUD deve dire NO!

A una settimana dal voto il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti propone a tutti i cittadini, movimenti e partiti un Workshop, un confronto, un incontro per capire meglio perché il SUD, al referendum costituzionale del 4 DIcembre, deve dire un NO convinto e Consapevole.

Un NO al depauperamento del potere decisionale delle regioni e dei territori. Un confronto aperto con i Sud d'Europa e le loro costituzioni con Argyrios Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza (Grecia); con Andrea del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista de La Gazzetta del Mezzogiorno, spesso ospite e commentatore delle politiche italiane dagli schermi LA7 - Autore del libro di prossima uscita “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”. Lo faremo ancora con Michele Dell'Edera Coordinatore Regionale della Puglia del Partito del Sud che ci illustrerà la posizione del partito sul referendum e con Sabrina Di Carlo Coordinatrice Cittadina del Circolo del Partito del Sud di San Severo.

VI ASPETTIAMO NON MANCATE ! Presso Spazio Ripoli il 26 novembre alle ore 18,30 a San Severo.

Evento Facebook:  https://www.facebook.com/events/266922853705677/

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A una settimana dal voto il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti propone a tutti i cittadini, movimenti e partiti un Workshop, un confronto, un incontro per capire meglio perché il SUD, al referendum costituzionale del 4 DIcembre, deve dire un NO convinto e Consapevole.

Un NO al depauperamento del potere decisionale delle regioni e dei territori. Un confronto aperto con i Sud d'Europa e le loro costituzioni con Argyrios Argiris Panagopoulos - Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza (Grecia); con Andrea del Monaco - Esperto Fondi Europei, opinionista de La Gazzetta del Mezzogiorno, spesso ospite e commentatore delle politiche italiane dagli schermi LA7 - Autore del libro di prossima uscita “SUD COLONIA TEDESCA?, la questione meridionale oggi”. Lo faremo ancora con Michele Dell'Edera Coordinatore Regionale della Puglia del Partito del Sud che ci illustrerà la posizione del partito sul referendum e con Sabrina Di Carlo Coordinatrice Cittadina del Circolo del Partito del Sud di San Severo.

VI ASPETTIAMO NON MANCATE ! Presso Spazio Ripoli il 26 novembre alle ore 18,30 a San Severo.

Evento Facebook:  https://www.facebook.com/events/266922853705677/

venerdì 11 novembre 2016

Il Partito del Sud da Barletta fa da apripista al 'meridionalismo europeo' e alla 'questione' che da meridionale si fa 'internazionale'

Barletta 4 Novembre 2016
- Apertura lavori di Michele Dell'Edera, Vicepresidente PdelSUD https://www.youtube.com/watch?v=ckWoDLg3THo

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del Governatore Michele Emiliano https://www.youtube.com/watch?v=ji6y2iEuDKM

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos https://www.youtube.com/watch?v=yhlR0sGp8ro

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Argyrios Argiris Panagopoulos di Syriza https://www.youtube.com/watch?v=ymgL0rUXBYw

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del giornalista Andrea del Monaco https://www.youtube.com/watch?v=5KuBV2p9kF4

Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Andrea Balia Vicepresidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=r5kakSd8SJQ

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Natale Cuccurese Presidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=vxT_yp89NqE


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La “questione meridionale” diventa “questione internazionale”
Si è svolto il 4 novembre 2016, nella bellissima cornice del Castello Svevo di Barletta, l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”, organizzato dal Partito del Sud. A discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, partendo dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo, sono stati, oltre a Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, Fernando Martinez De Carnero – Podemos Italia, Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Nomi insomma di grandissimo rilievo per quella che da più parti è considerata una sfida di primaria importanza: quella di ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.
Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo
Ad aprire i lavori al Castello Svevo di Barletta è stato Michele Dell’Edera che, oltre a Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, è anche il Coordinatore della Regione Puglia del Partito. Dell’Edera ha esordito ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano a Bari l’idea che Con il Sud si riparte (idea da cui è stato, tra l’altro, tratto un libro intitolato proprio Con il Sud si riparte, ndr), l’idea secondo la quale tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud. “Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile”, ha tenuto a precisare Dell’Edera, “e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.
“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato alle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.
Michele Dell’Edera, infine, chiude auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.
L’appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia
Attesissimo e assolutamente lusinghiero nei confronti del Partito organizzatore dell’evento è stato l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud. “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi nel vostro modo di fare politica la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”. In questo scenario, il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia “il riscatto da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”, ha proseguito Emiliano. Perché esiste una scienza, ha spiegato il Presidente della Regione Puglia, la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente, cioè, spesso le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi. Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire no, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. “Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.

L’immaginario del Sud, tutto da ricostruire. Podemos
L’immaginario di un Sud tutto da ricostruire nella giusta ottica, non falsato cioè da quella che è l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante, è stato invece il fil rouge dell’intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos. “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”. Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”, anche, dell’identità e la responsabilità di questa crisi è da far ricadere spesso sulle stesse sinistre che abbiamo visto emergere negli ultimi anni, le quali non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della nostra possibilità di lotta sociale che non poteva che portare sfociare in uno sfaldamento della solidarietà e all’agonizzare dell’individuo. “La priorità è dunque ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.

Syriza docet: “Siamo condannati a vincere”
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli, singoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa. “Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito, perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi. Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato”. Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una cosa è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. “Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”, ha domandato a se stesso e ai presenti Panagopoulos. “In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone. E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”. Infine Panagopoulos ha ricordato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile. Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.
Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche”. I tre punti cruciali di Andrea De Monaco
Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi, sono quelli che Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno (breve il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”) per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale adriatica e “costruzione di città policentriche” sono per Del Monaco i tre punti cruciali di un sottosviluppo che non può certamente essere considerato casuale. “Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.
Seconda questione: grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste. “Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue. E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.
Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.

Meridionalismo progressista, analisi e storia politica di riferimento. Non “sudismo”!
Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di stima per il Partito del Sud, con cui il Presidente Della Regione Puglia Michele Emiliano ha aperto i lavori, ha cominciato il suo intervento con una precisazione ideologica e una presa di posizione politica che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud. “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.
Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale.
“Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.
In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzare quella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. “A tal fine, il Sud dell’Europa”, secondo Balia, può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.
La “questione meridionale”, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale”
A chiudere i lavori di una giornata molto intensa e proficua è stato Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con il suo accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale. “Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”
Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente. “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.
Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord. Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni.
Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.
Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé. Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.

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Barletta 4 Novembre 2016
- Apertura lavori di Michele Dell'Edera, Vicepresidente PdelSUD https://www.youtube.com/watch?v=ckWoDLg3THo

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del Governatore Michele Emiliano https://www.youtube.com/watch?v=ji6y2iEuDKM

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos https://www.youtube.com/watch?v=yhlR0sGp8ro

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Argyrios Argiris Panagopoulos di Syriza https://www.youtube.com/watch?v=ymgL0rUXBYw

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento del giornalista Andrea del Monaco https://www.youtube.com/watch?v=5KuBV2p9kF4

Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Andrea Balia Vicepresidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=r5kakSd8SJQ

 Barletta 4 Novembre 2016 Convegno PdelSUD
- L' intervento di Natale Cuccurese Presidente Nazionale https://www.youtube.com/watch?v=vxT_yp89NqE


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La “questione meridionale” diventa “questione internazionale”
Si è svolto il 4 novembre 2016, nella bellissima cornice del Castello Svevo di Barletta, l’incontro dibattito “Per un’Europa migliore”, organizzato dal Partito del Sud. A discutere del rilancio dell’Italia e dell’Europa, partendo dal rilancio del Sud e da una forte spinta al cambiamento delle politiche che venga dai Paesi dell’Europa meridionale e del Mediterraneo, sono stati, oltre a Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud, Michele dell’Edera e Andrea Balia, entrambi Vice Presidenti del Partito, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, Fernando Martinez De Carnero – Podemos Italia, Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno. Nomi insomma di grandissimo rilievo per quella che da più parti è considerata una sfida di primaria importanza: quella di ripartire dal Sud dell’Italia e dal Sud dell’Europa per creare un’Europa diversa, migliore e più giusta. “Un’Europa che sia più solidale e che diventi un’Europa dei Popoli”, ha dichiarato Natale Cuccurese, sottolineando che “il Sud Italia non può oltremodo essere colonia di una colonia, di un’Italia cioè essa stessa colonia di questa Europa tecnocratica”.
Sviluppo sostenibile e meridionalismo europeo
Ad aprire i lavori al Castello Svevo di Barletta è stato Michele Dell’Edera che, oltre a Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud, è anche il Coordinatore della Regione Puglia del Partito. Dell’Edera ha esordito ricordando alla platea che, già nel 2014, era stata lanciata con Michele Emiliano a Bari l’idea che Con il Sud si riparte (idea da cui è stato, tra l’altro, tratto un libro intitolato proprio Con il Sud si riparte, ndr), l’idea secondo la quale tutta l’Italia potrà ripartire se a ripartire sarà proprio il suo Sud. “Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile”, ha tenuto a precisare Dell’Edera, “e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione”.
“Oggi siamo qui per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Siamo qui per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente. Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte e qui mi riferisco soprattutto alle vicende di Taranto, a quelle della Terra dei Fuochi e a tutte quelle che hanno tristemente campeggiato sulle prime pagine dei nostri quotidiani e contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile. Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria. Già solo questo basterebbe ad arginare quelle che sono le annose problematiche che affliggono la nostra Regione e l’intero Sud Italia. In quest’ottica, credo che tra regioni vicine bisognerebbe aiutarsi l’una con l’altra senza divisioni, fare rete, collaborare per il bene reciproco e comune. E credo anche che le regioni dovrebbero essere in diretto contatto con l’Europa. C’è un bellissimo organo a livello europeo, il Comitato alle Regioni, uno spazio dove le Regioni possono intervenire sulle politiche europee, presentando in maniera diretta esigenze territoriali”.
Michele Dell’Edera, infine, chiude auspicando per il futuro la nascita di un meridionalismo europeo, grazie al quale i paesi del Sud Europa e del Mediterraneo possano sentirsi coinvolti in proposte e modelli nuovi di sviluppo, aiutando in tal modo l’Europa ad uscire dagli egoismi e dall’intolleranza di cui in certi casi ha dato prova anche alle urne.
L’appoggio e la stima reciproca con Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia
Attesissimo e assolutamente lusinghiero nei confronti del Partito organizzatore dell’evento è stato l’intervento di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia che ha esordito dichiarando di avere una particolare attenzione nei confronti del Partito del Sud. “Direi una passione, da subito, perché io sento molto nei vostri interventi nel vostro modo di fare politica la mia storia personale politica. Mi riferisco soprattutto al metodo riformista e al rifiuto del populismo meridionale, un populismo che mira a strumentalizzare le paure delle persone per creare consenso”. In questo scenario, il Partito del Sud ha il merito di non guardare al passato, perché al contrario di molti partiti e movimenti meridionalisti si sforza di guardare al futuro, di costruire ipotesi economiche, sociali e politiche in cui ovviamente ci sia “il riscatto da chi nella storia è stato trascurato, qualche volta anche con responsabilità proprie”, ha proseguito Emiliano. Perché esiste una scienza, ha spiegato il Presidente della Regione Puglia, la vittimologia, secondo cui le vittime hanno un ruolo nel male che viene loro fatto. Inavvertitamente, cioè, spesso le vittime pongono in essere atteggiamenti e comportamenti di cui un avversario può avvalersi. E oggi l’avversario è il detentore del capitale ed è molto più sofisticato di un tempo e ricatta chiunque: potentissime multinazionali, banche, governi. Figuriamoci i molto più indifesi Sud del mondo, i quali però, attenzione, al pari di chi non ha nulla, un asso nella manica ce lo hanno ed è il potere di dire no, di riuscire con un gesto politico a non dare valore alle regole che l’avversario costruisce con lo scopo di annientarlo. “Quando noi riusciremo a ritornare ad un modello economico nel quale produrre beni e servizi sarà più importante, a livello qualitativo, e parlo di qualità della vita, della rendita che da questi beni e servizi si potrà ricavare in termini puramente monetizzabili, avremo restituito al Sud la sua libertà”.

L’immaginario del Sud, tutto da ricostruire. Podemos
L’immaginario di un Sud tutto da ricostruire nella giusta ottica, non falsato cioè da quella che è l’ideologia imperialista di un capitalismo schiacciante, è stato invece il fil rouge dell’intervento di Fernando Martinez De Carnero di Podemos. “In questa sede parliamo di Sud a livello globale ed è questo che va ripensato e addirittura reinventato in toto, così come il concetto di “patria”, che è stato per troppo tempo strumentalizzato e lasciato nelle mani delle destre e dei nazionalismi”. Per l’esponente di Podemos oggi siamo in un periodo di grande crisi di rappresentanza e di “rappresentazione”, anche, dell’identità e la responsabilità di questa crisi è da far ricadere spesso sulle stesse sinistre che abbiamo visto emergere negli ultimi anni, le quali non hanno resistito al fascino di un’espansione neoliberista senza precedenti, con la conseguente frammentazione della nostra possibilità di lotta sociale che non poteva che portare sfociare in uno sfaldamento della solidarietà e all’agonizzare dell’individuo. “La priorità è dunque ricostruire un’alternativa politica, progressista, che parta dal basso, che obbliga ad una riflessione storica e ad una ridefinizione del concetto di nazione che, se non vuole essere un concetto vuoto, non può prescindere dal suo popolo, da quelle che sono cioè le necessità vere di chi in quelle nazioni ci vive e al loro governo deve senza dubbio partecipare”.

Syriza docet: “Siamo condannati a vincere”
Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza, non ha dubbi: fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali della gente, gente colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare un grande lavoro sociale, significa risolvere grandi e piccoli, singoli problemi quotidianamente. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, per legittima difesa. “Ecco perché ho accettato immediatamente il vostro invito a questo dibattito, perché credo che popoli con una cultura e una sapienza millenaria, popoli che hanno fatto da sempre dell’accoglienza e della tolleranza i propri principi basilari, popoli che della democrazia sono stati i padri, non possano che tentare di arginare con tutte le proprie energie questa deriva egoistica e addirittura estremista di un’Europa che dovrebbe aiutare e non ostacolare il progresso di ciascuno degli stati membri con ricatti e ultimatum vergognosi. Chiunque attenti ai diritti costituzionali dei popoli, al suo sistema sanitario, alla dignità dei più deboli, deve essere fermato”. Molte cose uniscono la Grecia all’Italia: l’arte, la filosofia, discipline ed eventi storici che in questa sede è forse superfluo ricordare. Ma una cosa è sicuramente il Mediterraneo e il suo andirivieni di genti e di pensiero. “Chi avrebbe immaginato mai che il Mediterraneo sarebbe diventato un mare di cadaveri?”, ha domandato a se stesso e ai presenti Panagopoulos. “In pochi mesi sono passati dalla Grecia un milione e duecentomila persone. E sapete cosa? Noi non abbiamo cacciato nessuno. I più poveri dei poveri hanno aperto le loro case e hanno accolto con amicizia e come da imperativo morale queste persone in fuga dall’orrore della guerra. Sulle spiagge di Lesbo e di Lampedusa gli esempi di grande umanità non si contano e oggi, più dei millenni di storia, ad unirci è questo. Questa umanità che pochi possono vantare di avere, presi come sono dalla burocrazia, da conti economici che non tornano e dai tagli obbligatori che devono diminuire i debiti pubblici di cui non i popoli, ma ben altri, sono responsabili”. Infine Panagopoulos ha ricordato che per imporsi all’attenzione dell’Europa non bisogna partire in grande stile. Syriza aveva un piccolo 4,7% in Parlamento, ma è sceso per 4 anni nelle piazze dicendo “Siamo condannati a vincere” e “sebbene avessimo tutti contro, stampa e giornali greci compresi, così come succede in Italia”, abbiamo vinto due elezioni e ci siamo imposti all’attenzione internazionale come non capitava ad un partito politico da anni, con grande favore e appoggio popolare”.
Porti strategici, unificazione della dorsali tirrenica e adriatica e “costruzione di città policentriche”. I tre punti cruciali di Andrea De Monaco
Numeri alla mano, numeri forti, ed esempi eclatanti di mancata programmazione nazionale ed europea di investimenti infrastrutturali, su cui i soldi dovrebbero essere spesi, sono quelli che Andrea Del Monaco, Esperto Fondi Europei, opinionista della Gazzetta Del Mezzogiorno, ha illustrato in anteprima alla platea del Convegno (breve il suo libro “Sud, colonia tedesca? La questione meridionale oggi”) per spiegare il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale adriatica e “costruzione di città policentriche” sono per Del Monaco i tre punti cruciali di un sottosviluppo che non può certamente essere considerato casuale. “Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica, a mio parere, fondamentale”.
Seconda questione: grazie alla unificazione della dorsale ferroviaria tirrenica e della dorsale ferroviaria adriatica, passando per Potenza e Matera, noi uniremmo l’Adriatico e il Tirreno, cosa che al momento non esiste. “Perché se io da Torno a Venezia in treno ci impiego quattro ore, per andare invece da Bari a Reggio Calabria ce ne metto nove. Ciò non può che penalizzare le aziende del Sud, costrette ad armare pulmini, o comunque trasporti su gomma, per portare le proprie merci nelle città della stessa regione o delle regioni attigue. E di Matera, capitale della Cultura Europea nel 2019, che non ha una stazione ferroviaria che dire? Che forse le società che detengono gli autobus avrebbero un calo? Ma uno Stato serio fa una stazione, non è che si fa influenzare dalle compagnie di trasporto su gomma”.
Il terzo punto su cui si dovrebbe investire, secondo Del Monaco, riguarda sicuramente la costruzione di città policentriche, ovvero aree geografiche abbastanza ampie nelle regioni del Sud, nelle quali, riattivando le reti ferroviarie locali, le aziende avrebbero la possibilità di dialogare, collaborare e spostare le merci in poco tempo.

Meridionalismo progressista, analisi e storia politica di riferimento. Non “sudismo”!
Andrea Balia, Vice Presidente del Partito del Sud, riallacciandosi alle parole di stima per il Partito del Sud, con cui il Presidente Della Regione Puglia Michele Emiliano ha aperto i lavori, ha cominciato il suo intervento con una precisazione ideologica e una presa di posizione politica che non è mai inutile ribadire per un partito che, in tempi non sospetti, ha deciso coraggiosamente di mettere nel suo nome la parola Sud. “Il Partito del Sud è un partito meridionalista progressista riformista. Un partito che, come ha sottolineato il Presidente Emiliano in apertura, non ha come suo obiettivo la mera rivendicazione storica di un passato che, sebbene glorioso, non può essere anteposto a quelle che sono le priorità odierne: dare al Sud le stesse opportunità e gli stessi diritti come da Costituzione Repubblicana, articoli 3 e 4 per chi volesse andare a vedere cosa c’è scritto dal 1946, e fare del Sud un motore propulsore di sviluppo per tutto il Paese. Perché “Con il Sud si riparte” non è uno slogan da campagna elettorale, ma una nostra ferrea convinzione: se si dà al Sud il modo di ripartire, a ripartire sarà tutta l’Italia e finalmente sarà un’Italia unita non solo sulla carta, ma nei fatti”.
Balia fa sostanzialmente una distinzione tra meridionalismo progressista, quello del Partito di cui è Vice Presidente, e “sudismo”, che poi è un po’ quello che il Presidente della Regione Puglia ha definito populismo meridionale.
“Meridionalismo è un concetto che ha una sua etimologia precisa, una sua storia, suoi padri fondatori. Per il Sud, per la difesa dei Sud, bisogna essere partigiani, di parte, di resistenza”, tiene a sottolineare Balia. “Il sudismo è generico: sui suoi temi e sulla necessità di una verità storica, siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe, ma senza un’analisi e una storia politica di riferimento, senza un vigoroso tendere al futuro, e non al passato, secondo noi, non è pagante”. Il Sud Italia ha bisogno di poter mettere a frutto le proprie potenzialità, nel rispetto delle sue radici e delle sue peculiarità. Deve poter recuperare mestieri e competenze autoctone, la “terra” come simbolo e sapienza, anche agricola. E, per dare valore ai frutti di questa terra, dovranno essere messi a punto, concordati e sviluppati, con grande cautela meccanismi virtuosi di scambi commerciali”.
In più, ovviamente, non si può non pensare all’esigenza di dover rivalorizzare quella che è la punta di diamante non solo del Sud Italia, ma di tutto il Sud Europa: cultura e turismo. “A tal fine, il Sud dell’Europa”, secondo Balia, può essere una realtà federale ben definita, con al suo interno applicato lo stesso concetto federativo tra i vari paesi, nel rispetto delle reciproche autonomie economiche, amministrative e gestionali”.
La “questione meridionale”, da questione nazionale irrisolta, diventa “questione internazionale”
A chiudere i lavori di una giornata molto intensa e proficua è stato Natale Cuccurese, Presidente Nazionale del Partito del Sud, che, con il suo accento emiliano (è nato nel Sud, ma vive da molti anni a Reggio Emilia, ndr), non può che ricordare ogni volta a chiunque lo ascolti parlare di diritti del Mezzogiorno d’Italia, che la questione meridionale va ben oltre gli interessi particolaristici di una zona del Paese e che, al contrario, riguarda l’Italia nella sua interezza, considerando anche che al nord risiedono 14 milioni di cittadini di origine meridionale. “Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!”
Facendo riferimento all’analisi di alcuni dati macroeconomici recenti, la situazione del Sud Italia, per Cuccurese, non è solo preoccupante, ma è devastante, e senza futuro se non si interviene rapidamente. “L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Negli ultimi due-tre anni c’è una novità che non ci conforta: si inizia ad emigrare anche dal Nord, perché con le politiche di austerità europea, la crisi, che magari non è cruenta come al Sud, ha investito in pieno anche il Nord del Paese. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. Persone che per trovare lavoro vanno in Paesi dove con molta probabilità si costruiranno una famiglia e da cui difficilmente torneranno nei territori di nascita”. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di una settimana fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. “Siamo nei fatti colonia di una colonia”, ha dichiarato Cuccurese. “L’Italia, che con la sua Confindustria non si oppone ai potentati nordeuropei è nei fatti colonia. E il Sud è, quindi, a sua volta colonia di una colonia e questo è storicamente sempre più evidente”.
Scenari altrettanto cupi dipingono, secondo Cuccurese, i dati sulla denatalità che, al Sud, al contrario che in passato, è oggi più alta che al Nord. Questo sostanzialmente significa che, tra quindici/vent’anni, il Sud sarà spopolato e abitato da una popolazione certo non giovanissima che avrà necessità dettate dall’invecchiamento e porterà con sé una serie di problematiche che non possono essere sottovalutate già oggi, dato l’abbattimento progressivo del welfare di cui siamo tutti testimoni, i continui tagli alla Sanità pubblica e il problema delle pensioni.
Allarmante per il Presidente del Partito anche la questione povertà, “se pensiamo che nei centri Caritas per la prima volta gli italiani superano gli extra comunitari”.
Detto questo, parlare di lotta di classe oggi è sicuramente bollato come demodé. Ciò non significa che questa lotta non sia tuttora in corso e che a vincere, anzi a stravincere, contro le classi popolari siano i poteri che definiamo forti. Anche perché i media, televisioni e giornali, lottano insieme a loro. L’Italia, per chi non lo sapesse è al 77º posto per libertà di stampa nel mondo. Una stampa che spesso, tranne qualche meritoria eccezione, non solo discrimina i meridionali, con l’obiettivo di tenerci in uno stato di sudditanza, ma che rappresenta anche un problema per quella che dovrebbe essere una corretta, esaustiva e indipendente informazione su tematiche di interesse pubblico e che inevitabilmente si ripercuote sulle scelte politiche, apparentemente libere ma in realtà condizionate, che gli italiani sono chiamati a fare nelle cabine elettorali; dove alla rabbia e al disgusto per la politica, si aggiunge una sempre maggiore disinformazione di regime, pericolosa per lo stato della democrazia reale nel nostro paese. Quello che auspico dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.

 
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