venerdì 7 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."



da TUSINATINITALY.it
INTERVISTA A Pino Aprile del 6 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."

Intervista con lo scrittore indicato come il possibile leader politico del nuovo Movimento. Sabato ospiti del sindaco Emiliano incontro tra i simpatizzanti di tutta Italia

"I tempi sono maturi per una svolta e questo raduno potrebbe dar
e davvero il 'la' ad un cambiamento", ci spiega così al telefono Pino Aprile ciò che sarà l'incontro di sabato 8 settembre che vedrà a Bari tutti i rappresentanti e i simpatizzanti dei movimenti meridionalisti, che andranno lì con una proposta per il giornalista e scrittore "Vogliono che diventi il loro leader, una sorta di portavoce o figura di riferimento, qualcuno che, insomma, porti avanti le loro idee". 





Pino Aprile dunque capo di una svolta, questa volta politica, che parte dal Sud per allargare all'intera nazione il proprio ambito di competenza. 
"Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD- spiegano i creatori dell'iniziativa- insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida…noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte. Altra cosa importante- continuano- è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che “se non c’e’ questa cosa non partecipo” oppure “partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado”.


Idee chiare e progetti definiti, dunque...

Pino Aprile, una sfida corposa quella che le viene proposta. Accetterà?
Non ho ancora deciso. Anzi, ho deciso che deciderò all'ultimo minuto, guarderò le facce di quelle persone, ascolterò cosa hanno da dirmi e pronuncerò un si o un no.


Qual è la maggiore novità proposta da questo movimento?
Innanzitutto sarà un evento di enorme portata che, forse, per la prima volta coinvolgerà tutti i gruppi meridiolisti d'Italia che, ci tengo a precisarlo, non sono solo al Sud. Mi hanno parlato di un pullman che arriverà a Bari da Vicenza...





Vicenza?! Dunque oltre ogni 
aspettativa e confine geografico...

Assolutamente. L'evento all'inizio doveva svolgersi a Margherita di Savoia ma il sindaco di Bari Michele Emiliano ha voluto che si tenesse nella sua città proprio per dargli un respiro più ampio e 'cittadino'. E' proprio lui, ad oggi, il maggiore sostenitore dell'iniziativa ed è lo stesso che mi ha proposto di essere capo lista dei sindaci, una buona idea che ancora sto valutando.


Come è nata questa iniziativa?
Tutto è nato dal passaparola sui social network. Esiste un gruppo dal titolo 'Pino aprile leader del Nuovo Sud' che conta tantissimi iscritti ed altrettanti post che invocavano il mio ingresso in politica. C'è stato per ora solo un confronto 'mediatico' ma ci sarà tempo, nel 'mondo reale', per discutere il da farsi. In ogni caso le persone che hanno lanciato questo appello sono troppe per essere ignorate


Allora, immaginiamo che accetti: ha già un programma per il suo futuro politico?
Io ho un programma in ogni caso. Se deciderò di non accettare comunque continuerò a fare quel che sto facendo, anzi, ho intenzione di accelerare. A novembre uscirà il mio nuovo libro (top secret il titolo, ndr) che parlerà ancora di Sud e sarà esclusivamente dedicato ai giovani, a quella generazione che non è più Terrona, non si è più meridionali o settentrionali ora si è solo cittadini. Io faccio parte dell'ultima generazione di Terroni.


Magari ci dirà cosa ha deciso martedì quando sarà ospite de 'A Juta a Montevergine' con Bennato. Oltre all'escusiva dello spettacolo ci concederà anche un'anteprima del suo programma politico....
Chissà...per ora dico che voglio sentire ciò che mi propongono a Bari il resto verrà, intanto ci vediamo martedì e...mi prenoto per presentare il mio nuovo libro in Irpinia, le ultime due volte ha portato fortuna.





Fonte: 
TUSINATINITALY.it

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da TUSINATINITALY.it
INTERVISTA A Pino Aprile del 6 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."

Intervista con lo scrittore indicato come il possibile leader politico del nuovo Movimento. Sabato ospiti del sindaco Emiliano incontro tra i simpatizzanti di tutta Italia

"I tempi sono maturi per una svolta e questo raduno potrebbe dar
e davvero il 'la' ad un cambiamento", ci spiega così al telefono Pino Aprile ciò che sarà l'incontro di sabato 8 settembre che vedrà a Bari tutti i rappresentanti e i simpatizzanti dei movimenti meridionalisti, che andranno lì con una proposta per il giornalista e scrittore "Vogliono che diventi il loro leader, una sorta di portavoce o figura di riferimento, qualcuno che, insomma, porti avanti le loro idee". 





Pino Aprile dunque capo di una svolta, questa volta politica, che parte dal Sud per allargare all'intera nazione il proprio ambito di competenza. 
"Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD- spiegano i creatori dell'iniziativa- insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida…noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte. Altra cosa importante- continuano- è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che “se non c’e’ questa cosa non partecipo” oppure “partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado”.


Idee chiare e progetti definiti, dunque...

Pino Aprile, una sfida corposa quella che le viene proposta. Accetterà?
Non ho ancora deciso. Anzi, ho deciso che deciderò all'ultimo minuto, guarderò le facce di quelle persone, ascolterò cosa hanno da dirmi e pronuncerò un si o un no.


Qual è la maggiore novità proposta da questo movimento?
Innanzitutto sarà un evento di enorme portata che, forse, per la prima volta coinvolgerà tutti i gruppi meridiolisti d'Italia che, ci tengo a precisarlo, non sono solo al Sud. Mi hanno parlato di un pullman che arriverà a Bari da Vicenza...





Vicenza?! Dunque oltre ogni 
aspettativa e confine geografico...

Assolutamente. L'evento all'inizio doveva svolgersi a Margherita di Savoia ma il sindaco di Bari Michele Emiliano ha voluto che si tenesse nella sua città proprio per dargli un respiro più ampio e 'cittadino'. E' proprio lui, ad oggi, il maggiore sostenitore dell'iniziativa ed è lo stesso che mi ha proposto di essere capo lista dei sindaci, una buona idea che ancora sto valutando.


Come è nata questa iniziativa?
Tutto è nato dal passaparola sui social network. Esiste un gruppo dal titolo 'Pino aprile leader del Nuovo Sud' che conta tantissimi iscritti ed altrettanti post che invocavano il mio ingresso in politica. C'è stato per ora solo un confronto 'mediatico' ma ci sarà tempo, nel 'mondo reale', per discutere il da farsi. In ogni caso le persone che hanno lanciato questo appello sono troppe per essere ignorate


Allora, immaginiamo che accetti: ha già un programma per il suo futuro politico?
Io ho un programma in ogni caso. Se deciderò di non accettare comunque continuerò a fare quel che sto facendo, anzi, ho intenzione di accelerare. A novembre uscirà il mio nuovo libro (top secret il titolo, ndr) che parlerà ancora di Sud e sarà esclusivamente dedicato ai giovani, a quella generazione che non è più Terrona, non si è più meridionali o settentrionali ora si è solo cittadini. Io faccio parte dell'ultima generazione di Terroni.


Magari ci dirà cosa ha deciso martedì quando sarà ospite de 'A Juta a Montevergine' con Bennato. Oltre all'escusiva dello spettacolo ci concederà anche un'anteprima del suo programma politico....
Chissà...per ora dico che voglio sentire ciò che mi propongono a Bari il resto verrà, intanto ci vediamo martedì e...mi prenoto per presentare il mio nuovo libro in Irpinia, le ultime due volte ha portato fortuna.





Fonte: 
TUSINATINITALY.it

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giovedì 6 settembre 2012

Diretta web: schietti, orgogliosi allegri e mediterranei

Incontro con Pino Aprile, diretta web sabato 8 settembre dalle 16.30 alle 19.30 Ci scusiamo anticipatamente per i problemi che potranno esserci a causa di un segnale non performante


Live twitting #appelloaprile






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Incontro con Pino Aprile, diretta web sabato 8 settembre dalle 16.30 alle 19.30 Ci scusiamo anticipatamente per i problemi che potranno esserci a causa di un segnale non performante


Live twitting #appelloaprile






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A BARI SABATO L’INCONTRO CON PINO APRILE PER METTERE IN MOVIMENTO IL SUD


Per i movimenti e i cittadini che hanno sottoscritto l’appello a Pino Aprile, giornalista e scrittore, autore di “Terroni” e “Giù al Sud”, libri che sono diventati una sorta di manifesto politico della speranza di rinascita meridionale, sabato arriverà l’ora della verità.
In effetti Sabato, potrebbe essere una data importante per il Sud, una data che, se da un lato, evoca la caduta morale dell’Italia dall’altra evoca la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.  Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sitohttp://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà questa la vera novità, o una delle novità della politica italiana e meridionale in vista delle elezioni politiche del 2013? Potrebbe essere. Il sud fino ad oggi non ha avuto politica che pensi al suo sviluppo, ma che lo ha sempre visto come un problema, come una zavorra da rendere il più leggera possibile. Sabato, se dalle parole i proponenti l’appello passeranno ai fatti, potrebbe essere un inizio.
Certo la concomitanza casuale, in mattinata a Bari, anche della presenza del Presidente del Consiglio che inaugurerà la Fiera del Levante, potrebbe essere un segnale che gli organizzatori danno allo stesso Governo e alla politica italiana tutta. Il Sud deve avere una propria politica e non essere solo una “questione”. Vedremo.

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Per i movimenti e i cittadini che hanno sottoscritto l’appello a Pino Aprile, giornalista e scrittore, autore di “Terroni” e “Giù al Sud”, libri che sono diventati una sorta di manifesto politico della speranza di rinascita meridionale, sabato arriverà l’ora della verità.
In effetti Sabato, potrebbe essere una data importante per il Sud, una data che, se da un lato, evoca la caduta morale dell’Italia dall’altra evoca la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.  Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sitohttp://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà questa la vera novità, o una delle novità della politica italiana e meridionale in vista delle elezioni politiche del 2013? Potrebbe essere. Il sud fino ad oggi non ha avuto politica che pensi al suo sviluppo, ma che lo ha sempre visto come un problema, come una zavorra da rendere il più leggera possibile. Sabato, se dalle parole i proponenti l’appello passeranno ai fatti, potrebbe essere un inizio.
Certo la concomitanza casuale, in mattinata a Bari, anche della presenza del Presidente del Consiglio che inaugurerà la Fiera del Levante, potrebbe essere un segnale che gli organizzatori danno allo stesso Governo e alla politica italiana tutta. Il Sud deve avere una propria politica e non essere solo una “questione”. Vedremo.

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mercoledì 5 settembre 2012

8 Settembre: Il Sud con Pino Aprile si mette in movimento




Sarà una data importante per il Sud, il prossimo Sabato 8 settembre a Bari, L’8 settembre, in effetti, è  una data che evoca la caduta morale dell’Italia e allo stesso tempo la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, giornalista e scrittore, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.


Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sito http://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà possibile seguire la diretta Twitter utilizzando l’hashtag #appelloaprile

COMITATO APPELLO A PINO APRILE




Comitato Stampa e Comunicazione:

Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone
Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo

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Sarà una data importante per il Sud, il prossimo Sabato 8 settembre a Bari, L’8 settembre, in effetti, è  una data che evoca la caduta morale dell’Italia e allo stesso tempo la necessità di una svolta profonda, che faccia uscire il Mezzogiorno dal torpore e della marginalità degli ultimi anni.
Pino Aprile, giornalista e scrittore, incontrerà a Bari i sottoscrittori dell’appello rivoltogli il 14 luglio scorso a Monte Sant’Angelo (FG) da quattro movimenti meridionalisti e firmato da oltre 1000 tra  intellettuali e cittadini.
All’autore di “Terroni” è stato chiesto di mettersi in gioco in prima persona  e rappresentare le Terre del Sud insieme a tutti coloro, firmatari, cittadini, movimenti e associazioni che lo vorranno.
Nella lettera aperta consegnata a luglio a Pino Aprile, al termine della prima dello spettacolo con Eugenio Bennato “Profondo Sud”, da Marco Esposito, assessore del Comune di Napoli, e dai rappresentanti del Partito del Sud, Partito per il Sud, l’Altro Sud e Insieme per la Rinascita, si afferma che “è il momento di osare. Va promosso un Movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un Movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un Movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.”
L’incontro si svolgerà a Bari nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II, n. 84, dalle 16.30 fino alle 19.30, grazie alla ospitalità del Sindaco Michele Emiliano che sarà presente all’incontro e firmerà l’appello ad Aprile.


Informazioni sull’evento, testo dell’appello e primi firmatari sono disponibili al sito http://partitodelsud.blogspot.com e sul gruppo Facebook “Con Pino Aprile sotto un’unica bandiera”.
Sarà possibile seguire la diretta Twitter utilizzando l’hashtag #appelloaprile

COMITATO APPELLO A PINO APRILE




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Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone
Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo

martedì 4 settembre 2012

Meridione in Movimento aderisce all'appello a Pino Aprile

Meridione in Movimento, una nuova associazione politico-culturale con sede in Gioia Tauro aderisce all'appella a Pino Aprile.

Ringraziamo il segretario Antonio Romano e tutti gli aderenti
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Meridione in Movimento, una nuova associazione politico-culturale con sede in Gioia Tauro aderisce all'appella a Pino Aprile.

Ringraziamo il segretario Antonio Romano e tutti gli aderenti

lunedì 3 settembre 2012

Cosa chiedere a Pino Aprile e a noi stessi...








L'appello a Pino Aprile e l'incontro di Bari dell'8 settembre per molti meridionalisti come me è una tappa, importantissima ma sempre una tappa, di un lungo cammino di liberazione del Sud.
Molti ci chiedono cosa vogliamo fare e come ci organizzeremo dopo, a valle della decisione di Pino...ebbene per me ci sono alcune cose sicure ed altre che dovremmo discutere e verificare tra tutti quelli che parteciperanno al progetto.

Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD, insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida...noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte.
Non perdiamo più tempo in snervanti ed inutili polemiche su chi ha la strategia migliore, solo il tempo ci dirà la verità.

Altra cosa importante è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che "se non c'e' questa cosa non partecipo" oppure "partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado".

Ovviamente noi porteremo le nostre idee di meridionalismo identitario e progressista, agli antipodi dal razzismo leghista e lontani dalla trappola delle nostalgie reazionarie o di concetti e termini oramai vetusti come "tradizionalismo" o "legittimismo", con quattro pilastri programmatici da sviluppare:
1) autonomia del Sud,  sia in termini di riassetto federale dei territori e/o di macro-regione;
2) lotta senza quartiere a tutte le mafie ed all'intreccio criminale tra le lobbies malavitose, politiche ed affaristiche;
3) incentivi all'occupazione per sviluppo hi tech ed economia sostenibile;
4) rivoluzione culturale meridionalista a partire dalla verità storica.

Come già si capisce dal messaggio dell'appello, i paletti sono per chi in passato ha governato con o ha strizzato l'occhiolino alla Lega Nord...non si può iniziare un percorso di liberazione insieme agli ascari del colonizzatore o con chi ha contribuito a dirottare i fondi FAS da Sud a Nord, vedi Micciché e molti politici meridionali che hanno fatto in passato i lacchè del governo Berlusconi-Bossi. Non solo per questo ma anche per un discorso di valori e idee, noi proporremo di allontanarci dalle destre finto-identitarie che ripropongono  i valori razzisti della Lega in salsa meridionale...il meridionalismo che sogno e che voglio è quello che include diverse visioni e con il Sud che riprenda il suo ruolo di ponte tra le civiltà occidentali, orientali ed africane, quel ponte sul Mediterraneo visto non come frontiera, o posto di blocco da presidiare, ma come luogo di scambio di esperienze e culture....andare, andare, simm' tutt' eguale affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciun' è pirata e nisciun' è emigrante...simm' tutt' naviganti...come dice il grande Eugenio Bennato...che Mediterraneo sia!!!
Il meridionalismo che vogliamo come voglia e diritto all'uguaglianza, sia sui fatti di ieri che sulle scelte di oggi e di domani, quindi una politica progressista e sociale, critica rispetto all'appiattimento montiano di una certa sinistra ma di certo lontanissimo da derive nazionaliste con linguaggi violenti o da nostalgie fascio-cattoliche beceramente reazionarie.

Sulle nostre idee e sulle altre proposte siamo invece disposti a confrontarci, con regole chiare che stabiliremo insieme. Ci vorrà molta pazienza e tenacia, dovremmo tener conto anche del possibile cambio di scenario se cambia la legge elettorale, ma siamo pronti a dimostrare a noi stessi ed all'intero paese che siamo capaci di discutere ed organizzarci in modo democratico per costruire quel grande sogno di riscossa, di dignità e giustizia per la nostra terra.
E se Pino Aprile, con altri meridionalisti di provata fede e onestà, vorrà essere un leader di un movimento con questo caratteristiche, non potremmo che essere contenti e guardare alle prossime sfide con maggior fiducia.


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

Fonte: Partito del Sud - Roma

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L'appello a Pino Aprile e l'incontro di Bari dell'8 settembre per molti meridionalisti come me è una tappa, importantissima ma sempre una tappa, di un lungo cammino di liberazione del Sud.
Molti ci chiedono cosa vogliamo fare e come ci organizzeremo dopo, a valle della decisione di Pino...ebbene per me ci sono alcune cose sicure ed altre che dovremmo discutere e verificare tra tutti quelli che parteciperanno al progetto.

Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD, insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida...noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte.
Non perdiamo più tempo in snervanti ed inutili polemiche su chi ha la strategia migliore, solo il tempo ci dirà la verità.

Altra cosa importante è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che "se non c'e' questa cosa non partecipo" oppure "partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado".

Ovviamente noi porteremo le nostre idee di meridionalismo identitario e progressista, agli antipodi dal razzismo leghista e lontani dalla trappola delle nostalgie reazionarie o di concetti e termini oramai vetusti come "tradizionalismo" o "legittimismo", con quattro pilastri programmatici da sviluppare:
1) autonomia del Sud,  sia in termini di riassetto federale dei territori e/o di macro-regione;
2) lotta senza quartiere a tutte le mafie ed all'intreccio criminale tra le lobbies malavitose, politiche ed affaristiche;
3) incentivi all'occupazione per sviluppo hi tech ed economia sostenibile;
4) rivoluzione culturale meridionalista a partire dalla verità storica.

Come già si capisce dal messaggio dell'appello, i paletti sono per chi in passato ha governato con o ha strizzato l'occhiolino alla Lega Nord...non si può iniziare un percorso di liberazione insieme agli ascari del colonizzatore o con chi ha contribuito a dirottare i fondi FAS da Sud a Nord, vedi Micciché e molti politici meridionali che hanno fatto in passato i lacchè del governo Berlusconi-Bossi. Non solo per questo ma anche per un discorso di valori e idee, noi proporremo di allontanarci dalle destre finto-identitarie che ripropongono  i valori razzisti della Lega in salsa meridionale...il meridionalismo che sogno e che voglio è quello che include diverse visioni e con il Sud che riprenda il suo ruolo di ponte tra le civiltà occidentali, orientali ed africane, quel ponte sul Mediterraneo visto non come frontiera, o posto di blocco da presidiare, ma come luogo di scambio di esperienze e culture....andare, andare, simm' tutt' eguale affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciun' è pirata e nisciun' è emigrante...simm' tutt' naviganti...come dice il grande Eugenio Bennato...che Mediterraneo sia!!!
Il meridionalismo che vogliamo come voglia e diritto all'uguaglianza, sia sui fatti di ieri che sulle scelte di oggi e di domani, quindi una politica progressista e sociale, critica rispetto all'appiattimento montiano di una certa sinistra ma di certo lontanissimo da derive nazionaliste con linguaggi violenti o da nostalgie fascio-cattoliche beceramente reazionarie.

Sulle nostre idee e sulle altre proposte siamo invece disposti a confrontarci, con regole chiare che stabiliremo insieme. Ci vorrà molta pazienza e tenacia, dovremmo tener conto anche del possibile cambio di scenario se cambia la legge elettorale, ma siamo pronti a dimostrare a noi stessi ed all'intero paese che siamo capaci di discutere ed organizzarci in modo democratico per costruire quel grande sogno di riscossa, di dignità e giustizia per la nostra terra.
E se Pino Aprile, con altri meridionalisti di provata fede e onestà, vorrà essere un leader di un movimento con questo caratteristiche, non potremmo che essere contenti e guardare alle prossime sfide con maggior fiducia.


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

Fonte: Partito del Sud - Roma

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sabato 1 settembre 2012

COMUNICATO COMITATO APPELLO A PINO APRILE: Incontro con Pino Aprile e i sottoscrittori dell'appello a Bari l'8 settembre


Considerata l'importanza dell'evento e la proposta di ospitalità del Comune di Bari che ringraziamo, si annuncia che l'incontro dell'8 settembre, tra Pino Aprile e i sottoscrittori dell'appello presente su www.appelloaprile.tk, viene spostato da Margherita di Savoia a Bari, Sala Consiliare Comune, Corso Vittorio Emanuele II, n 84, sempre l'8 settembre a partire dalle 16.30 fino alle 19.30.


Ci scusiamo per lo spostamento a pochi giorni dalla data dell'incontro e dei possibili disguidi ma siamo sicuri che sia la maggiore raggiungibilità del capoluogo pugliese e sia soprattutto la possibilità di avere una maggiore visibilità, soprattutto mediatica, possa essere un motivo valido e comprensibile per tutti.

Comitato Organizzatore:
Marco Esposito, Andrea Balia, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo, Francesco Menna, Bruno Pappalardo, Ivan Esposito, Marcello Caronte, Duilio Marolda, Pino Lipari, Giuseppe Spadafora, Guglielmo Di Grezia, Francesco Massimino, Vincenzo Cesario, Filippo Romeo, Christian Fachechi, Renzo Martinelli, Domenico Iannantuoni, Cesare Stranges, Michele Di Cesare, Francesco Schiraldi, Giovanni De Crescenzo, Stefano Lo Passo, Luca Pepe, Antonio Gentile, Alessandro Citarella, Carlo Capezzuto, Antonio De Falco, Giulio Santangelo, Domenico Capobianco, Giuseppe Mazza.

Resp. Coordinamento: Francesco Blosio


Comitato Stampa e Comunicazione:
Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone.

Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo


Scaletta di massima:

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ore 16.30 apertura dei lavori e ringraziamenti

ore 16.35
lettura dell'appello da parte di Emiddio de Franciscis

ore 16.40
saluto del decano dei meridionalisti Antonio Ciano

ore 16.50
parola a Pino Aprile per una breve introduzione

ore 17.00
apertura iscrizioni a parlare con il metodo dell'asta dei tempi: ci sono 40 minuti a disposizione e conquistano il diritto a intervenire per primi gli oratori che si offrono di parlare meno, con possibilità di rilancio


ore 17.00 -1 7.40 quattro interventi politici già programmati di 10 minuti dei big dei primi quattro movimenti fondatori

ore 17.40
chiusura iscrizioni a parlare 

ore 17.40
intervento di Michele Emiliano

ore 17.50
avvio interventi con l'asta dei tempi: prima parla chi ha chiesto un minuto, poi 2 minuti e così via. Si segnala se ci sono persone che rischiano di non parlare e queste possono rilanciare tagliando i tempi del proprio intervento. 

ore 18.30
parola a Pino Aprile per il discorso conclusivo a seguito degli spunti maturati nel dibattito

ore 19.30
chiusura lavori

----------

Per chi vuole pernottare a Bari, è possibile all'Hotel Barion (www.barionhotel.it). 

Tariffe: 

Pernottamento e prima colazione € 59,00 per la doppia a notte in convenzione, 

Pernottamento e prima colazione € 74,00 in camera tripla a notte in convenzione

Caparra: 30% dell’importo dell’intero soggiorno all’atto della prenotazione

(Opzione al: 03 settembre 2012)


COMITATO APPELLO A PINO APRILE


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Considerata l'importanza dell'evento e la proposta di ospitalità del Comune di Bari che ringraziamo, si annuncia che l'incontro dell'8 settembre, tra Pino Aprile e i sottoscrittori dell'appello presente su www.appelloaprile.tk, viene spostato da Margherita di Savoia a Bari, Sala Consiliare Comune, Corso Vittorio Emanuele II, n 84, sempre l'8 settembre a partire dalle 16.30 fino alle 19.30.


Ci scusiamo per lo spostamento a pochi giorni dalla data dell'incontro e dei possibili disguidi ma siamo sicuri che sia la maggiore raggiungibilità del capoluogo pugliese e sia soprattutto la possibilità di avere una maggiore visibilità, soprattutto mediatica, possa essere un motivo valido e comprensibile per tutti.

Comitato Organizzatore:
Marco Esposito, Andrea Balia, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo, Francesco Menna, Bruno Pappalardo, Ivan Esposito, Marcello Caronte, Duilio Marolda, Pino Lipari, Giuseppe Spadafora, Guglielmo Di Grezia, Francesco Massimino, Vincenzo Cesario, Filippo Romeo, Christian Fachechi, Renzo Martinelli, Domenico Iannantuoni, Cesare Stranges, Michele Di Cesare, Francesco Schiraldi, Giovanni De Crescenzo, Stefano Lo Passo, Luca Pepe, Antonio Gentile, Alessandro Citarella, Carlo Capezzuto, Antonio De Falco, Giulio Santangelo, Domenico Capobianco, Giuseppe Mazza.

Resp. Coordinamento: Francesco Blosio


Comitato Stampa e Comunicazione:
Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone.

Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo


Scaletta di massima:

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ore 16.30 apertura dei lavori e ringraziamenti

ore 16.35
lettura dell'appello da parte di Emiddio de Franciscis

ore 16.40
saluto del decano dei meridionalisti Antonio Ciano

ore 16.50
parola a Pino Aprile per una breve introduzione

ore 17.00
apertura iscrizioni a parlare con il metodo dell'asta dei tempi: ci sono 40 minuti a disposizione e conquistano il diritto a intervenire per primi gli oratori che si offrono di parlare meno, con possibilità di rilancio


ore 17.00 -1 7.40 quattro interventi politici già programmati di 10 minuti dei big dei primi quattro movimenti fondatori

ore 17.40
chiusura iscrizioni a parlare 

ore 17.40
intervento di Michele Emiliano

ore 17.50
avvio interventi con l'asta dei tempi: prima parla chi ha chiesto un minuto, poi 2 minuti e così via. Si segnala se ci sono persone che rischiano di non parlare e queste possono rilanciare tagliando i tempi del proprio intervento. 

ore 18.30
parola a Pino Aprile per il discorso conclusivo a seguito degli spunti maturati nel dibattito

ore 19.30
chiusura lavori

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Per chi vuole pernottare a Bari, è possibile all'Hotel Barion (www.barionhotel.it). 

Tariffe: 

Pernottamento e prima colazione € 59,00 per la doppia a notte in convenzione, 

Pernottamento e prima colazione € 74,00 in camera tripla a notte in convenzione

Caparra: 30% dell’importo dell’intero soggiorno all’atto della prenotazione

(Opzione al: 03 settembre 2012)


COMITATO APPELLO A PINO APRILE


giovedì 30 agosto 2012

Antonio Cucco Fiore aderisce all'appello a Pino Aprile

Antonio Cucco Fiore, imprenditore pugliese, presidente di Murgiamadre e tra i protagonisti del libro di Pino Aprile, Giù al Sud, aderisce all'appello.

A 24 anni lavorava nella City. Selezionava personale per le più grandi banche d’affari del mondo (Merrill Lynch, assorbita dalla Bank of America, Goldman Sachs, Lehman Brothers, morta con il crollo di Wall Street, Barclays Capital, Bnp Paribas, Unicredit).
 
Un giorno Antonio Cucco Fiore, nato nell’81, ha deciso di tirare un calcio alla vita londinese e cominciare a giocare in casa. Il pallone era bello e sistemato su un campo di Gravina in Puglia, sua città natale, da un pezzo. Solo che nessuno ci aveva fatto mai caso. Ma lui, che il fiuto ce l’ha e l’ha affinato all’estero, è riuscito a prenderlo al volo e a farne una delle ricchezze della sua città. Il discorso non ha niente di metaforico. E questa è la storia di un ragazzo che, dopo aver fatto tante esperienze di lavoro e vita fuori dai confini nazionali, ha sentito il richiamo della sua terra, il tacco d’Italia, e lì ha cominciato a pensare di commercializzare in modo serio il pallone, che è un formaggio di origine antichissime.
Ma come ha fatto Antonio, con una laurea in Economia Aziendale all’Università di Bari, un Master of Busieness Administration all’ University of Buckingham di Londra, a lasciare una vita dinamica, una città ben organizzata per una cittadina come Gravina in Puglia?

Leggi la sua intervista sul blog tipitosti.com
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Antonio Cucco Fiore, imprenditore pugliese, presidente di Murgiamadre e tra i protagonisti del libro di Pino Aprile, Giù al Sud, aderisce all'appello.

A 24 anni lavorava nella City. Selezionava personale per le più grandi banche d’affari del mondo (Merrill Lynch, assorbita dalla Bank of America, Goldman Sachs, Lehman Brothers, morta con il crollo di Wall Street, Barclays Capital, Bnp Paribas, Unicredit).
 
Un giorno Antonio Cucco Fiore, nato nell’81, ha deciso di tirare un calcio alla vita londinese e cominciare a giocare in casa. Il pallone era bello e sistemato su un campo di Gravina in Puglia, sua città natale, da un pezzo. Solo che nessuno ci aveva fatto mai caso. Ma lui, che il fiuto ce l’ha e l’ha affinato all’estero, è riuscito a prenderlo al volo e a farne una delle ricchezze della sua città. Il discorso non ha niente di metaforico. E questa è la storia di un ragazzo che, dopo aver fatto tante esperienze di lavoro e vita fuori dai confini nazionali, ha sentito il richiamo della sua terra, il tacco d’Italia, e lì ha cominciato a pensare di commercializzare in modo serio il pallone, che è un formaggio di origine antichissime.
Ma come ha fatto Antonio, con una laurea in Economia Aziendale all’Università di Bari, un Master of Busieness Administration all’ University of Buckingham di Londra, a lasciare una vita dinamica, una città ben organizzata per una cittadina come Gravina in Puglia?

Leggi la sua intervista sul blog tipitosti.com

L'Associazione Sacco e Vanzetti aderisce all'appello a Pino Aprile

Matteo Merolla, Presidente Associazione Sacco e Vanzetti, ha aderito con entusiasmo all'appello a Pino Aprile.

Ringraziamo il dott. Merolla per l'adesione e gli diamo appuntamento l'otto settembre a Margherita di Savoia
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Matteo Merolla, Presidente Associazione Sacco e Vanzetti, ha aderito con entusiasmo all'appello a Pino Aprile.

Ringraziamo il dott. Merolla per l'adesione e gli diamo appuntamento l'otto settembre a Margherita di Savoia

sabato 18 agosto 2012

TabulaRasa 2012: Intervista a Pino Aprile

http://www.youtube.com/watch?v=3rNZPK-k_lQ .

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http://www.youtube.com/watch?v=3rNZPK-k_lQ .

mercoledì 15 agosto 2012

“Il paese si inverte, ora è il Sud a creare imprese”


Il numero di imprenditori, ricorda il sociologo Ilvo Diamanti, è calato nel 2011 di 25mila unità rispetto al 2010. "Imprenditore" e "Nord" sembrano spesso sinonimi, ma dice a Linkiesta lo scrittore Pino Aprile citando dati delle camere di commercio, «ora il  31 per cento delle nuove imprese nascono al Sud». Certo, aggiunge, spesso questo accade perché non ci sono alternative: se non trovi lavoro te lo devi creare. La provincia dove nascono più imprese under 35? Enna.

«La maggior parte delle nuove imprese italiane, specie quelle create da giovani e da donne, nasce al Sud». Altro che assistenzialismo. Secondo lo scrittore Pino Aprile - autore di “Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali” e “Giù al Sud. Perché i terroni salverano l’Italia” - sta nascendo una nuova generazione di Meridionali. La rete li ha liberati dall’isolamento infrastrutturale a cui «politiche ed economie razziste e colonialiste» avevano costretto i padri. Ora si lanciano alla conquista del mercato. Il 6 per cento degli spin off per creare nuove aziende viene dalla Puglia, dove da qualche anno la Regione finanzia con poche migliaia di euro i progetti più interessanti. La provincia dove nascono più imprese under 35? Enna. Quella dove eccelle l’imprenditoria al femminile? Benevento. «È un nuovo Sud che sta sorgendo - racconta Aprile - ma i grandi giornali non si scomodano a raccontarlo. Non c’è mafia né monnezza. Non fa notizia». Giovani che spesso si scontrano con realtà difficili. «La principale azienda italiana di distribuzione farmaceutica si trova a Matera. Una città senza autostrada, ferrovia e aeroporto». Intanto si inverte la tendenza: sempre più ragazzi decidono di restare al Sud. E chi se n’è andato in cerca di lavoro, adesso torna.
I dati che ha raccolto dalle camere di commercio sembrano dipingere un Paese diverso da come viene raccontato.
Il 31 per cento delle nuove imprese nascono al Sud. E il ruolo principale lo giocano giovani e donne. Certo, spesso questo accade perché non ci sono alternative: se non trovi lavoro te lo devi creare. Ma i numeri raccontano anche gente che non aspetta, che ha voglia, che si rimbocca le maniche. Nella classifica delle città in cui nasce il maggior numero di aziende create da under 35 e da donne ai primi posti ci sono solo province del Meridione. Lo dicono le statistiche dell’Unione delle Camere di Commercio. Vado a memoria: per quanto riguarda i giovani la realtà più virtuosa è Enna. Nel caso dell’imprenditoria femminile primeggiano a pari merito Benevento e Avellino. Milano? Nella prima classifica è penultima, nella seconda terzultima.
Di che tipo di aziende si tratta e come nascono?
Spesso si tratta di progetti molto innovativi. È interessante osservare la realtà pugliese. Negli ultimi anni sono stati banditi alcuni concorsi pubblici: è il caso del programma “Bollenti Spiriti”, con cui la Regione finanzia progetti ideati e realizzati da giovani pugliesi. Si partecipa presentando le proprie idee. E se queste sono buone vengono finanziate. Parliamo di finanziamenti piccoli: dieci, ventimila euro. Neanche due anni dopo la creazione di questo programma la Regione Puglia partoriva già il 6 per cento di tutti gli spin-off del Paese. Seconda solo al Friuli.
Ad esempio?
Il progetto Blackshape. Frutto di due trentenni di Monopoli che si sono incontrati all’estero. Credevano in se stessi e avevano voglia di tornare in Italia. Insieme hanno creato il velivolo più leggero del mondo (finanziato dalla regione Puglia con ventimila euro, ndr). Interamente realizzato in fibra di carbonio, è diventato un successo mondiale. Alla base di tutto c’era la convinzione di poter fare quello che facevano altrove anche a casa loro. Persino se la casa era al Sud.
Una bella storia.
E poi c’è la ragazza che sta costruendo la metropolitana a Honolulu. È la system manager del progetto, gestisce 1.500milioni di dollari. Viene da Ostuni, si è laureata a 23 anni al Politecnico di Bari. Prima di lavorare negli Stati Uniti ha già progettato altre due metropolitane in Grecia e in Germania. E non sono casi. Il Sud è pieno di episodi del genere. Ci sono grandi reti di associazioni che nessuno racconta. “Io resto in Calabria”, una realtà nata attorno all’esperienza di Pippo Callipo: un industriale che di fronte all’ennesimo attacco della ’ndrangheta alla sua azienda ha deciso di rimanere. Ed è diventato il punto di riferimento di questi ragazzi. Peccato che non ne parla nessuno. A ottobre ci sarà un nuovo raduno dell’associazione a Reggio Calabria. Ma non c’è di mezzo né la mafia né la monnezza: perciò i grandi giornali non si scomoderanno. Questo è un nuovo Sud che sta sorgendo. Ma non fa notizia.
Le istituzioni centrali come si rapportano a questo fenomeno?
Devo riconoscere un grande merito al ministro Barca (Fabrizio, titolare della Coesione territoriale, ndr). Sta operando davvero bene. Non voglio sbilanciarmi e dire che abbiamo trovato la soluzione al problema, ma sicuramente siamo sulla strada giusta. Il ministro viaggia, si muove, parla con la gente. Chiede ai giovani imprenditori di cosa hanno bisogno. E così il suo ministero finanzia progetti che hanno bisogno di pochi soldi ma nascondono grandi idee. È così che si deve fare. Non c’è mica bisogno di enormi quantità di denaro. Solo di interventi giusti, anche di poche migliaia di euro, per sostenere i progetti migliori. Penso all’esperienza di Blackshape, l’azienda di Monopoli nata con pochi fondi, che ha già bisogno di una nuova fabbrica per fare fronte alla tante richieste che arrivano da tutto il mondo. Questi sono ragazzi che in alcuni casi non hanno neppure bisogno di essere aiutati. Solo di non essere fermati.
Giovani imprenditori che spesso devono fare i conti con un gap infrastrutturale rilevante.
Ma lo sa che la più grande e moderna azienda italiana per la distribuzione di medicinali è di Matera? Matera: dove non c’è la ferrovia, non c’è l’autostrada e non c’è l’aeroporto. Ma quanto devono essere bravi questi imprenditori?
I giovani del Sud si scoprono imprenditori per necessità?
Anche. È il caso del fondatore di Jobrapido. Un ragazzo pugliese, di Conversano. Ha studiato a Milano, si è trasferito in Gran Bretagna. Poi a un certo punto gli è venuta la nostalgia ed è tornato in Puglia. Si è messo davanti a un computer per cercare un nuovo lavoro. Il risultato? Per risolvere il suo problema ha risolto il problema di tanti nella sua stessa situazione. Ha creato un sistema per connettere in rete chi cerca e chi offre lavoro. Ha cominciato nella cucina di casa. E quando non c’era più spazio - non avendo a disposizione un garage come Steve Jobs - si è trasferito nel sottoscala. Ha trovato finanziamenti per 200mila euro. E il suo è diventato uno dei siti di riferimento a livello mondiale. Tanto che è stato recentemente acquistato da un gruppo britannico per 30 milioni di euro.
Un altro giovane imprenditore di successo. Anche lui del Sud.
La nuova generazione dei meridionali è diversa, rispetto ai padri rappresenta quasi un altro popolo. È un fenomeno che sta studiando anche Vito Teti, uno dei principali etnografi italiani. Sono quei ragazzi che spesso rifiutano offerte economiche incredibili per trasferirsi al Nord. Un popolo di giovani che restano e, se sono già andati via, ritornano. Proprio attorno a loro è nata una nuova branca dell’antropologia, che Teti ha ribattezzato “la restanza”. La considero una generazione Global, perché finalmente libera di muoversi nel mondo. Ma Local: ha come punto di riferimento la propria casa. È una classe imprenditoriale nata dalla necessità, certo. Ma nelle circostanze date: un mondo non più diviso da frontiere. Grazie alla rete è nato un mercato in cui si è tutti alla pari, dalla Nuova Zelanda alla Lapponia. Passando per Matera. Ora finalmente l’isolamento del Sud può essere superato. I padri erano costretti alla "terronicità” dall’isolamento imposto da politiche ed economie colonialiste. Non avevano strade, ferrovie, aeroporti. Loro non hanno più questo problema. Adesso la gente si rivela per quello che è realmente. 


Fonte: http://www.linkiesta.it/pino-aprile-i-giovani-meridionali-alla-conquista-del-mercato-ma-non-fa-notizia#ixzz23XZJn9ig

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Il numero di imprenditori, ricorda il sociologo Ilvo Diamanti, è calato nel 2011 di 25mila unità rispetto al 2010. "Imprenditore" e "Nord" sembrano spesso sinonimi, ma dice a Linkiesta lo scrittore Pino Aprile citando dati delle camere di commercio, «ora il  31 per cento delle nuove imprese nascono al Sud». Certo, aggiunge, spesso questo accade perché non ci sono alternative: se non trovi lavoro te lo devi creare. La provincia dove nascono più imprese under 35? Enna.

«La maggior parte delle nuove imprese italiane, specie quelle create da giovani e da donne, nasce al Sud». Altro che assistenzialismo. Secondo lo scrittore Pino Aprile - autore di “Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali” e “Giù al Sud. Perché i terroni salverano l’Italia” - sta nascendo una nuova generazione di Meridionali. La rete li ha liberati dall’isolamento infrastrutturale a cui «politiche ed economie razziste e colonialiste» avevano costretto i padri. Ora si lanciano alla conquista del mercato. Il 6 per cento degli spin off per creare nuove aziende viene dalla Puglia, dove da qualche anno la Regione finanzia con poche migliaia di euro i progetti più interessanti. La provincia dove nascono più imprese under 35? Enna. Quella dove eccelle l’imprenditoria al femminile? Benevento. «È un nuovo Sud che sta sorgendo - racconta Aprile - ma i grandi giornali non si scomodano a raccontarlo. Non c’è mafia né monnezza. Non fa notizia». Giovani che spesso si scontrano con realtà difficili. «La principale azienda italiana di distribuzione farmaceutica si trova a Matera. Una città senza autostrada, ferrovia e aeroporto». Intanto si inverte la tendenza: sempre più ragazzi decidono di restare al Sud. E chi se n’è andato in cerca di lavoro, adesso torna.
I dati che ha raccolto dalle camere di commercio sembrano dipingere un Paese diverso da come viene raccontato.
Il 31 per cento delle nuove imprese nascono al Sud. E il ruolo principale lo giocano giovani e donne. Certo, spesso questo accade perché non ci sono alternative: se non trovi lavoro te lo devi creare. Ma i numeri raccontano anche gente che non aspetta, che ha voglia, che si rimbocca le maniche. Nella classifica delle città in cui nasce il maggior numero di aziende create da under 35 e da donne ai primi posti ci sono solo province del Meridione. Lo dicono le statistiche dell’Unione delle Camere di Commercio. Vado a memoria: per quanto riguarda i giovani la realtà più virtuosa è Enna. Nel caso dell’imprenditoria femminile primeggiano a pari merito Benevento e Avellino. Milano? Nella prima classifica è penultima, nella seconda terzultima.
Di che tipo di aziende si tratta e come nascono?
Spesso si tratta di progetti molto innovativi. È interessante osservare la realtà pugliese. Negli ultimi anni sono stati banditi alcuni concorsi pubblici: è il caso del programma “Bollenti Spiriti”, con cui la Regione finanzia progetti ideati e realizzati da giovani pugliesi. Si partecipa presentando le proprie idee. E se queste sono buone vengono finanziate. Parliamo di finanziamenti piccoli: dieci, ventimila euro. Neanche due anni dopo la creazione di questo programma la Regione Puglia partoriva già il 6 per cento di tutti gli spin-off del Paese. Seconda solo al Friuli.
Ad esempio?
Il progetto Blackshape. Frutto di due trentenni di Monopoli che si sono incontrati all’estero. Credevano in se stessi e avevano voglia di tornare in Italia. Insieme hanno creato il velivolo più leggero del mondo (finanziato dalla regione Puglia con ventimila euro, ndr). Interamente realizzato in fibra di carbonio, è diventato un successo mondiale. Alla base di tutto c’era la convinzione di poter fare quello che facevano altrove anche a casa loro. Persino se la casa era al Sud.
Una bella storia.
E poi c’è la ragazza che sta costruendo la metropolitana a Honolulu. È la system manager del progetto, gestisce 1.500milioni di dollari. Viene da Ostuni, si è laureata a 23 anni al Politecnico di Bari. Prima di lavorare negli Stati Uniti ha già progettato altre due metropolitane in Grecia e in Germania. E non sono casi. Il Sud è pieno di episodi del genere. Ci sono grandi reti di associazioni che nessuno racconta. “Io resto in Calabria”, una realtà nata attorno all’esperienza di Pippo Callipo: un industriale che di fronte all’ennesimo attacco della ’ndrangheta alla sua azienda ha deciso di rimanere. Ed è diventato il punto di riferimento di questi ragazzi. Peccato che non ne parla nessuno. A ottobre ci sarà un nuovo raduno dell’associazione a Reggio Calabria. Ma non c’è di mezzo né la mafia né la monnezza: perciò i grandi giornali non si scomoderanno. Questo è un nuovo Sud che sta sorgendo. Ma non fa notizia.
Le istituzioni centrali come si rapportano a questo fenomeno?
Devo riconoscere un grande merito al ministro Barca (Fabrizio, titolare della Coesione territoriale, ndr). Sta operando davvero bene. Non voglio sbilanciarmi e dire che abbiamo trovato la soluzione al problema, ma sicuramente siamo sulla strada giusta. Il ministro viaggia, si muove, parla con la gente. Chiede ai giovani imprenditori di cosa hanno bisogno. E così il suo ministero finanzia progetti che hanno bisogno di pochi soldi ma nascondono grandi idee. È così che si deve fare. Non c’è mica bisogno di enormi quantità di denaro. Solo di interventi giusti, anche di poche migliaia di euro, per sostenere i progetti migliori. Penso all’esperienza di Blackshape, l’azienda di Monopoli nata con pochi fondi, che ha già bisogno di una nuova fabbrica per fare fronte alla tante richieste che arrivano da tutto il mondo. Questi sono ragazzi che in alcuni casi non hanno neppure bisogno di essere aiutati. Solo di non essere fermati.
Giovani imprenditori che spesso devono fare i conti con un gap infrastrutturale rilevante.
Ma lo sa che la più grande e moderna azienda italiana per la distribuzione di medicinali è di Matera? Matera: dove non c’è la ferrovia, non c’è l’autostrada e non c’è l’aeroporto. Ma quanto devono essere bravi questi imprenditori?
I giovani del Sud si scoprono imprenditori per necessità?
Anche. È il caso del fondatore di Jobrapido. Un ragazzo pugliese, di Conversano. Ha studiato a Milano, si è trasferito in Gran Bretagna. Poi a un certo punto gli è venuta la nostalgia ed è tornato in Puglia. Si è messo davanti a un computer per cercare un nuovo lavoro. Il risultato? Per risolvere il suo problema ha risolto il problema di tanti nella sua stessa situazione. Ha creato un sistema per connettere in rete chi cerca e chi offre lavoro. Ha cominciato nella cucina di casa. E quando non c’era più spazio - non avendo a disposizione un garage come Steve Jobs - si è trasferito nel sottoscala. Ha trovato finanziamenti per 200mila euro. E il suo è diventato uno dei siti di riferimento a livello mondiale. Tanto che è stato recentemente acquistato da un gruppo britannico per 30 milioni di euro.
Un altro giovane imprenditore di successo. Anche lui del Sud.
La nuova generazione dei meridionali è diversa, rispetto ai padri rappresenta quasi un altro popolo. È un fenomeno che sta studiando anche Vito Teti, uno dei principali etnografi italiani. Sono quei ragazzi che spesso rifiutano offerte economiche incredibili per trasferirsi al Nord. Un popolo di giovani che restano e, se sono già andati via, ritornano. Proprio attorno a loro è nata una nuova branca dell’antropologia, che Teti ha ribattezzato “la restanza”. La considero una generazione Global, perché finalmente libera di muoversi nel mondo. Ma Local: ha come punto di riferimento la propria casa. È una classe imprenditoriale nata dalla necessità, certo. Ma nelle circostanze date: un mondo non più diviso da frontiere. Grazie alla rete è nato un mercato in cui si è tutti alla pari, dalla Nuova Zelanda alla Lapponia. Passando per Matera. Ora finalmente l’isolamento del Sud può essere superato. I padri erano costretti alla "terronicità” dall’isolamento imposto da politiche ed economie colonialiste. Non avevano strade, ferrovie, aeroporti. Loro non hanno più questo problema. Adesso la gente si rivela per quello che è realmente. 


Fonte: http://www.linkiesta.it/pino-aprile-i-giovani-meridionali-alla-conquista-del-mercato-ma-non-fa-notizia#ixzz23XZJn9ig

martedì 14 agosto 2012

Dal Blog di Beppe Grillo: Passaparola - Lassu' al Sud - Pino Aprile


Fonte: BeppeGrillo.ithttp://www.beppegrillo.it/#*pal3*

Lassu' al Sud
(11:30)
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"Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di Commercio mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale è meridionale, il 31%. Non solo: le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani, i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud, se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole.". Pino Aprile

Il Passaparola di Pino Aprile, giornalista e scrittore

Il Sud parte svantaggiato 
Buongiorno a tutti, sono Pino Aprile, sono un giornalista e uno scrittore, mi dedico da alcuni anni esclusivamente a temi che riguardano il Mezzogiorno d’Italia, e la domanda che tocca ognuno di noi perché riguarda tutti è: “Dove va a finire l’Italia con il Sud in queste condizioni?”. Già l’Italia è messa male, il Sud vale poco più della metà del PIL del Nord e quindi è messo, lo sappiamo da sempre, molto peggio del resto del Paese e la sua economia è molto più difficoltosa,non viene messa nelle condizioni di potersi sviluppare. Provo a fare un esempio. Reggio Calabria ha, con i bronzi di Riace, uno dei richiami turistici più importanti che ci siano e spesso i cittadini di Reggio Calabria vengono accusati di non saper sfruttare questa fonte di lavoro, di guadagno. Si dimentica che raggiungere Reggio Calabria è un’impresa perché sono stati tagliati i treni per raggiungere Reggio Calabria, l’alta velocità se la sognano, i treni diretti sono stati aboliti, decine di voli, vado a memoria, mi pare che 52 voli siano stati soppressi, come ci vai a Reggio Calabria? L’alternativa è la Salerno - Reggio Calabria che va riconosciuto è in fase di ristrutturazione, ma perché ce lo ha imposto l’Europa perché non è un’autostrada e l’Europa ha preteso che l’Italia adeguasse la Salerno - Reggio Calabria ai criteri delle autostrade e ora quasi 300 chilometri dei 440 sono stati messi in condizioni di decente percorribilità. Come fai a sfruttare una risorsa turistica se non puoi risolvere la prima questione che ti pone il turista: "Come arrivo lì?”. Moltiplicate questo per ogni impresa si possa fare al Sud e si capisce come e perché parta svantaggiato, molto squilibrato in questa corsa, è come fare 100 metri con una palla al piede.
Ci sono però dei segnali molto positivi. Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di commercio, mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale di nuove aziende è meridionale, il 31%. Non solo, ma le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo può succedere e succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole. Vi faccio un esempio. Grazie ai concorsi, alle possibilità messe su dalla Regione Puglia per premiare idee innovative, spin-off per start up, idee vincenti che possano far nascere nuove aziende, la Puglia in soli due anni è diventata la prima d’Italia tranne il Friuli e nel 2011 l’azienda più innovativa l’Italia è pugliese.Ci sono esempi clamorosi. Quello più citato è Blackshape. Due giovani di Monopoli in provincia di Bari, dopo avere lavorato in giro per il mondo, dal Sud America alla Cina, si incontrano a Parigi e entrambi con la nostalgia del proprio paese, tornano. Non hanno soldi, le loro famiglie li hanno aiutati come potevano, ma hanno idee e coraggio. Mettono in piedi un progetto per costruire il più leggero velivolo privato del mondo, vincono un concorso della Regione Puglia con cui portano a casa i soldi per il progetto, che erano circa 24/25 mila Euro. Vincono anche un concorso europeo che comporta soldi notevoli, ma non bastano per mettere su l’azienda. Però il loro progetto è così buono che un imprenditore locale mette il resto. Questa fabbrica ora c’è, produce due velivoli al mese, sta a Monopoli e stanno cercando di ampliarla perché non reggono alla richiesta. Questo velivolo si chiama Blackshape e è stato definito dalla rivista internazionale "Voler" la Ferrari dei cieli.
Esempi così se ne possono fare tantissimi, quindi il Sud non è solo la disperazione di 700 mila giovani che se ne sono andati in 10 anni e che continuano a andarsene, non è solo la disperazione di un Paese. Uno Stato che ha abbandonato letteralmente una parte del Paese e della sua popolazione.

Nessuna attenzione per il Sud 
Vi faccio un esempio: alcuni giorni fa Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Trenitalia del Centro – Nord, visto che le ferrovie del Sud per lui non esistono, non le considera, si ricorda che ci sono solo quando deve tagliare qualche altro ramo ferroviario, ha annunciato con legittimo orgoglio che l’Italia è un Paese civilissimo perché finalmente anche i cani di grossa taglia potranno viaggiare sui treni a alta velocità.Accidenti, provate a immaginarvi di essere meridionali, dove sui treni a alta velocità voi non salite o addirittura meridionali di Matera, dove non è che non salgono sui treni a alta velocità, ancora non hanno visto un treno nel 2012 a Matera, basterebbe un treno bestiame anche per dire: siamo anche noi in Europa! Questo è il grado di attenzione per il Mezzogiorno! Il Mezzogiorno sta dando segnali forti, è vero che Monti annuncia il possibile commissariamento della Sicilia perché ha un deficit sul Pil del 7%, colpisce un po’ che a fare la lezione sia Monti alla Sicilia, perché Monti rappresenta lo Stato che ha un debito sul Pil del 120%, quindi chi fa la lezione a chi? Dopodiché va benissimo, la Sicilia dovrebbe essere sicuramente amministrata meglio, però Monti ci ha poi spiegato che lo faceva per dare un segnale all’Italia che bisogna essere tutti più attenti. Allora forse poteva citare il Piemonte, visto che nel rating di Moody’s, cioè nel grado di affidabilità che viene misurato dall’agenzia internazionale Moody’s, la Sicilia è messa molto meglio del Piemonte che è nell’ultima casella.
Quando c’è da costruire su un pregiudizio negativo si va sempre al Sud, ma nello stesso governo c’è Fabrizio Barca, il ministro alla coesione territoriale che sta lavorando benissimo al Nord, al Centro e al Sud. Questo è un Paese che ci può dare anche sorprese positive, basta individuare i punti su cui lavorare e volerlo fare perché la verità è che se questi punti sono al Sud non lo si vuole fare! Chiudo con un esempio, quando dici Sud dici cattiva amministrazione. Davvero? L’ultima città che è fallita è Alessandria, prima c’era stata Parma. Al Sud erano fallite due città: Catania e Taranto, tutte e due amministrate dal Pdl, dal partito di governo allora, il partito di governo ha salvato Catania con i soldi destinati allo sviluppo e ha lasciato affondare Taranto, perché? Perché nel frattempo i cittadini di Taranto hanno votato, punendo giustamente l’amministrazione che aveva fatto fallire la città e mandando al governo un’amministrazione di centro-sinistra, se questo è il modo potete immaginare perché le cose vadano come vadano, però a uno sputo da Taranto c’è Bari, Bari è la città metropolitana con il più basso numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione e un positivo incasso di 140 milioni di Euro che non riesce a spendere per il patto di stabilità.

L’Italia è stata fatta distruggendo 
Il Sud ha bisogno di strade, di ferrovie, di collegamenti aerei, di tutto quello che è stato negato finora perché il sud ce la può fare ma non se qualcuno lo tiene ancorato per impedirgli di prendere il volo!
Non deve produrre, il Sud deve essere cliente, non concorrente! Tutta l’economia tranne dei brevi periodi della Storia dell’Italia unitaria è il Sud deve consumare, non produrre.L’Italia, è stata fatta distruggendo, persino a mano armata e sparando sulle maestranze, le grandi aziende del Sud, i più grandi stabilimenti siderurgici che c’erano allora in Italia e in Calabria, la più grande officina meccanica del tempo, copiata da tutti i paesi industrializzati che era quella di Pietrarsa, l’unica in grado di coprire l’intera industria ferroviaria, dal binario alla locomotiva. Però finché c’era Pietrarsa la Ansaldo non poteva decollare, mandarono i bersaglieri a sparare sugli operai per chiudere Pietrarsa e così è stato fatto.
Quando il Piemonte fece le sue ferrovie, la locomotiva andrò a comprarla a Napoli, quando nel 1861 si fece l’Unità l’Italia, delle 75 locomotive costruite in Italia, circolanti in Italia, 60 erano state costruite al Sud! Questa era la condizione industriale dell’Italia al momento dell’Unità. Il Sud non doveva produrre e quando tutti i soldi d’Italia sono stati messi insieme, è stata fatta cassa comune, Vincenzo Saverio Nitti, il primo Presidente del Consiglio nato nell’Italia unita e non in uno dei Paesi preunitari, scoprì che il 66% dei soldi li avevano messi i meridionali e tutto il resto degli italiani messi insieme avevano messo il restante 34%!
Poi però si è visto i soldi come sono stati distribuiti. Bombrini era il direttore generale della prima Banca Nazionale, da cui sarebbe sorta la Banca d’Italia in mano a privati dai quali Mussolini comprò a prezzo vomitevole, le azioni per farla diventare pubblica, la Banca d’Italia. Bombrini questi soldi per tutta Italia li amministrava dando tot milioni alla Liguria che era la sua Regione, tot milioni al Piemonte e tot milioni alla Lombardia, tot alla Toscana, zero lire, non 10 lire, zero alla Lucania, 10 mila lire alla Calabria. Erano i soldi di tutta Italia rastrellati al Sud e distribuiti così! Poi ci si meraviglia del perché il Sud oggi abbia un grado di efficienza più basso? Non mi meraviglio del grado di efficienza basso, quel grado di efficienza è perfino alto, ha 1/3 del migliore dei casi di infrastrutture in meno rispetto al Nord.
Per questo l’economia del Sud è condannata a essere l’economia di posto pubblico e assistenza, in modo da poter poi rimproverare di volere il posto e non il lavoro e di voler vivere con i contributi, l’assistenza dello Stato. Anche qui ci sono delle favole. I dipendenti pubblici meridionali sono in percentuale esattamente nello stesso numero di quelli del resto d’Italia, tot ogni x di popolazione né più e né meno del resto d’Italia, peccato che siano pagati il 23% in meno.
La Sicilia è un caso particolare, l’unica “fabbrica” che mi rimane è il comune e io da lì devo campare, allora il comune non serve per dare servizi, ma serve per dare risorse, per dare reddito, per cui i soldi che dovrebbe consumare, spendere, investire per fare le in strade migliori, trasporti più efficienti, vengono spesi per dare stipendi, consulenze, per far campare la gente, per impedire che se ne vadano tutti. C’è prima una valutazione da fare e è che la Sicilia, in quanto Regione a Statuto speciale deve svolgere dei compiti che nel resto d’Italia svolge lo Stato, quindi deve dotarsi anche dei dipendenti per quei compiti. Ciò detto restano sempre tanti e mentre per ogni dipendente della Regione un lombardo spende 21 Euro all’anno, in Sicilia per ogni dipendente regionale, per il numero soprattutto di dipendenti regionali, si spendono circa 350 Euro all’anno, che è tantissimo, infatti il dato viene continuamente citato per dare prova dello spreco, per non dire altro, che viene fatto del denaro pubblico della Regione siciliana. Pochissimi ricordano che invece altri territori, Regioni speciali in Italia, la Valle d’Aosta o la Provincia di Bolzano, per ogni dipendente pubblico spendono 2.200 Euro all’anno, cioè 7 volte quello che è in Sicilia, ma questo non fa scandalo, chissà perché! Farei solo un’ultima annotazione, i censori delle regioni meridionali fanno bene, le censure ci devono essere, le critiche ci devono essere, tutti veniamo migliorati dalle critiche, ma quelle fatte in buonafede, non le critiche che si limitano all’insulto. A me pare strano sentire da parte di politici lombardi, le critiche ferocissime e gli insulti e non parlo solo dei leghisti, nei riguardi della Sicilia e dimenticano che la Regione con il più alto numero di indagati, inquisiti e condannati in Italia per reati che hanno veramente tutto, non hanno lasciato quasi nulla del Codice Penale, dalla prostituzione minorile agli affarucci, tangenti etc., è la Lombardia. Non è la Sicilia, non è la Calabria che pure i problemucci loro ce li hanno, ma i primi in Italia in questo senso, nel male, Lombardia, stanno ancora lì, non si è dimesso nessuno, neanche la Minetti, ma prima della Minetti forse si dovrebbero dimettere in tanti altri.Passate parola!

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Lassu' al Sud
(11:30)
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"Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di Commercio mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale è meridionale, il 31%. Non solo: le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani, i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud, se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole.". Pino Aprile

Il Passaparola di Pino Aprile, giornalista e scrittore

Il Sud parte svantaggiato 
Buongiorno a tutti, sono Pino Aprile, sono un giornalista e uno scrittore, mi dedico da alcuni anni esclusivamente a temi che riguardano il Mezzogiorno d’Italia, e la domanda che tocca ognuno di noi perché riguarda tutti è: “Dove va a finire l’Italia con il Sud in queste condizioni?”. Già l’Italia è messa male, il Sud vale poco più della metà del PIL del Nord e quindi è messo, lo sappiamo da sempre, molto peggio del resto del Paese e la sua economia è molto più difficoltosa,non viene messa nelle condizioni di potersi sviluppare. Provo a fare un esempio. Reggio Calabria ha, con i bronzi di Riace, uno dei richiami turistici più importanti che ci siano e spesso i cittadini di Reggio Calabria vengono accusati di non saper sfruttare questa fonte di lavoro, di guadagno. Si dimentica che raggiungere Reggio Calabria è un’impresa perché sono stati tagliati i treni per raggiungere Reggio Calabria, l’alta velocità se la sognano, i treni diretti sono stati aboliti, decine di voli, vado a memoria, mi pare che 52 voli siano stati soppressi, come ci vai a Reggio Calabria? L’alternativa è la Salerno - Reggio Calabria che va riconosciuto è in fase di ristrutturazione, ma perché ce lo ha imposto l’Europa perché non è un’autostrada e l’Europa ha preteso che l’Italia adeguasse la Salerno - Reggio Calabria ai criteri delle autostrade e ora quasi 300 chilometri dei 440 sono stati messi in condizioni di decente percorribilità. Come fai a sfruttare una risorsa turistica se non puoi risolvere la prima questione che ti pone il turista: "Come arrivo lì?”. Moltiplicate questo per ogni impresa si possa fare al Sud e si capisce come e perché parta svantaggiato, molto squilibrato in questa corsa, è come fare 100 metri con una palla al piede.
Ci sono però dei segnali molto positivi. Gli ultimi dati dell’Unione delle Camere di commercio, mostrano che tra le nuove aziende la più alta percentuale di nuove aziende è meridionale, il 31%. Non solo, ma le nuove aziende create da giovani con meno di 35 anni sono in grandissima parte meridionali. Se si fa una classifica delle province in cui nasce il maggior numero di aziende a opera di giovani i primi posti vedono province meridionali. Al primo posto c’è Enna. Per aziende che nascono a opera di donne la classifica vede ai primi posti solo città meridionali. È vero che questo può succedere e succede perché non avendo alternative, non avendo possibilità di trovare lavoro, i giovani, le donne del Sud se lo creano, ma è vero anche che la capacità dei giovani meridionali di creare economia in maniera innovativa è notevole. Vi faccio un esempio. Grazie ai concorsi, alle possibilità messe su dalla Regione Puglia per premiare idee innovative, spin-off per start up, idee vincenti che possano far nascere nuove aziende, la Puglia in soli due anni è diventata la prima d’Italia tranne il Friuli e nel 2011 l’azienda più innovativa l’Italia è pugliese.Ci sono esempi clamorosi. Quello più citato è Blackshape. Due giovani di Monopoli in provincia di Bari, dopo avere lavorato in giro per il mondo, dal Sud America alla Cina, si incontrano a Parigi e entrambi con la nostalgia del proprio paese, tornano. Non hanno soldi, le loro famiglie li hanno aiutati come potevano, ma hanno idee e coraggio. Mettono in piedi un progetto per costruire il più leggero velivolo privato del mondo, vincono un concorso della Regione Puglia con cui portano a casa i soldi per il progetto, che erano circa 24/25 mila Euro. Vincono anche un concorso europeo che comporta soldi notevoli, ma non bastano per mettere su l’azienda. Però il loro progetto è così buono che un imprenditore locale mette il resto. Questa fabbrica ora c’è, produce due velivoli al mese, sta a Monopoli e stanno cercando di ampliarla perché non reggono alla richiesta. Questo velivolo si chiama Blackshape e è stato definito dalla rivista internazionale "Voler" la Ferrari dei cieli.
Esempi così se ne possono fare tantissimi, quindi il Sud non è solo la disperazione di 700 mila giovani che se ne sono andati in 10 anni e che continuano a andarsene, non è solo la disperazione di un Paese. Uno Stato che ha abbandonato letteralmente una parte del Paese e della sua popolazione.

Nessuna attenzione per il Sud 
Vi faccio un esempio: alcuni giorni fa Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Trenitalia del Centro – Nord, visto che le ferrovie del Sud per lui non esistono, non le considera, si ricorda che ci sono solo quando deve tagliare qualche altro ramo ferroviario, ha annunciato con legittimo orgoglio che l’Italia è un Paese civilissimo perché finalmente anche i cani di grossa taglia potranno viaggiare sui treni a alta velocità.Accidenti, provate a immaginarvi di essere meridionali, dove sui treni a alta velocità voi non salite o addirittura meridionali di Matera, dove non è che non salgono sui treni a alta velocità, ancora non hanno visto un treno nel 2012 a Matera, basterebbe un treno bestiame anche per dire: siamo anche noi in Europa! Questo è il grado di attenzione per il Mezzogiorno! Il Mezzogiorno sta dando segnali forti, è vero che Monti annuncia il possibile commissariamento della Sicilia perché ha un deficit sul Pil del 7%, colpisce un po’ che a fare la lezione sia Monti alla Sicilia, perché Monti rappresenta lo Stato che ha un debito sul Pil del 120%, quindi chi fa la lezione a chi? Dopodiché va benissimo, la Sicilia dovrebbe essere sicuramente amministrata meglio, però Monti ci ha poi spiegato che lo faceva per dare un segnale all’Italia che bisogna essere tutti più attenti. Allora forse poteva citare il Piemonte, visto che nel rating di Moody’s, cioè nel grado di affidabilità che viene misurato dall’agenzia internazionale Moody’s, la Sicilia è messa molto meglio del Piemonte che è nell’ultima casella.
Quando c’è da costruire su un pregiudizio negativo si va sempre al Sud, ma nello stesso governo c’è Fabrizio Barca, il ministro alla coesione territoriale che sta lavorando benissimo al Nord, al Centro e al Sud. Questo è un Paese che ci può dare anche sorprese positive, basta individuare i punti su cui lavorare e volerlo fare perché la verità è che se questi punti sono al Sud non lo si vuole fare! Chiudo con un esempio, quando dici Sud dici cattiva amministrazione. Davvero? L’ultima città che è fallita è Alessandria, prima c’era stata Parma. Al Sud erano fallite due città: Catania e Taranto, tutte e due amministrate dal Pdl, dal partito di governo allora, il partito di governo ha salvato Catania con i soldi destinati allo sviluppo e ha lasciato affondare Taranto, perché? Perché nel frattempo i cittadini di Taranto hanno votato, punendo giustamente l’amministrazione che aveva fatto fallire la città e mandando al governo un’amministrazione di centro-sinistra, se questo è il modo potete immaginare perché le cose vadano come vadano, però a uno sputo da Taranto c’è Bari, Bari è la città metropolitana con il più basso numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione e un positivo incasso di 140 milioni di Euro che non riesce a spendere per il patto di stabilità.

L’Italia è stata fatta distruggendo 
Il Sud ha bisogno di strade, di ferrovie, di collegamenti aerei, di tutto quello che è stato negato finora perché il sud ce la può fare ma non se qualcuno lo tiene ancorato per impedirgli di prendere il volo!
Non deve produrre, il Sud deve essere cliente, non concorrente! Tutta l’economia tranne dei brevi periodi della Storia dell’Italia unitaria è il Sud deve consumare, non produrre.L’Italia, è stata fatta distruggendo, persino a mano armata e sparando sulle maestranze, le grandi aziende del Sud, i più grandi stabilimenti siderurgici che c’erano allora in Italia e in Calabria, la più grande officina meccanica del tempo, copiata da tutti i paesi industrializzati che era quella di Pietrarsa, l’unica in grado di coprire l’intera industria ferroviaria, dal binario alla locomotiva. Però finché c’era Pietrarsa la Ansaldo non poteva decollare, mandarono i bersaglieri a sparare sugli operai per chiudere Pietrarsa e così è stato fatto.
Quando il Piemonte fece le sue ferrovie, la locomotiva andrò a comprarla a Napoli, quando nel 1861 si fece l’Unità l’Italia, delle 75 locomotive costruite in Italia, circolanti in Italia, 60 erano state costruite al Sud! Questa era la condizione industriale dell’Italia al momento dell’Unità. Il Sud non doveva produrre e quando tutti i soldi d’Italia sono stati messi insieme, è stata fatta cassa comune, Vincenzo Saverio Nitti, il primo Presidente del Consiglio nato nell’Italia unita e non in uno dei Paesi preunitari, scoprì che il 66% dei soldi li avevano messi i meridionali e tutto il resto degli italiani messi insieme avevano messo il restante 34%!
Poi però si è visto i soldi come sono stati distribuiti. Bombrini era il direttore generale della prima Banca Nazionale, da cui sarebbe sorta la Banca d’Italia in mano a privati dai quali Mussolini comprò a prezzo vomitevole, le azioni per farla diventare pubblica, la Banca d’Italia. Bombrini questi soldi per tutta Italia li amministrava dando tot milioni alla Liguria che era la sua Regione, tot milioni al Piemonte e tot milioni alla Lombardia, tot alla Toscana, zero lire, non 10 lire, zero alla Lucania, 10 mila lire alla Calabria. Erano i soldi di tutta Italia rastrellati al Sud e distribuiti così! Poi ci si meraviglia del perché il Sud oggi abbia un grado di efficienza più basso? Non mi meraviglio del grado di efficienza basso, quel grado di efficienza è perfino alto, ha 1/3 del migliore dei casi di infrastrutture in meno rispetto al Nord.
Per questo l’economia del Sud è condannata a essere l’economia di posto pubblico e assistenza, in modo da poter poi rimproverare di volere il posto e non il lavoro e di voler vivere con i contributi, l’assistenza dello Stato. Anche qui ci sono delle favole. I dipendenti pubblici meridionali sono in percentuale esattamente nello stesso numero di quelli del resto d’Italia, tot ogni x di popolazione né più e né meno del resto d’Italia, peccato che siano pagati il 23% in meno.
La Sicilia è un caso particolare, l’unica “fabbrica” che mi rimane è il comune e io da lì devo campare, allora il comune non serve per dare servizi, ma serve per dare risorse, per dare reddito, per cui i soldi che dovrebbe consumare, spendere, investire per fare le in strade migliori, trasporti più efficienti, vengono spesi per dare stipendi, consulenze, per far campare la gente, per impedire che se ne vadano tutti. C’è prima una valutazione da fare e è che la Sicilia, in quanto Regione a Statuto speciale deve svolgere dei compiti che nel resto d’Italia svolge lo Stato, quindi deve dotarsi anche dei dipendenti per quei compiti. Ciò detto restano sempre tanti e mentre per ogni dipendente della Regione un lombardo spende 21 Euro all’anno, in Sicilia per ogni dipendente regionale, per il numero soprattutto di dipendenti regionali, si spendono circa 350 Euro all’anno, che è tantissimo, infatti il dato viene continuamente citato per dare prova dello spreco, per non dire altro, che viene fatto del denaro pubblico della Regione siciliana. Pochissimi ricordano che invece altri territori, Regioni speciali in Italia, la Valle d’Aosta o la Provincia di Bolzano, per ogni dipendente pubblico spendono 2.200 Euro all’anno, cioè 7 volte quello che è in Sicilia, ma questo non fa scandalo, chissà perché! Farei solo un’ultima annotazione, i censori delle regioni meridionali fanno bene, le censure ci devono essere, le critiche ci devono essere, tutti veniamo migliorati dalle critiche, ma quelle fatte in buonafede, non le critiche che si limitano all’insulto. A me pare strano sentire da parte di politici lombardi, le critiche ferocissime e gli insulti e non parlo solo dei leghisti, nei riguardi della Sicilia e dimenticano che la Regione con il più alto numero di indagati, inquisiti e condannati in Italia per reati che hanno veramente tutto, non hanno lasciato quasi nulla del Codice Penale, dalla prostituzione minorile agli affarucci, tangenti etc., è la Lombardia. Non è la Sicilia, non è la Calabria che pure i problemucci loro ce li hanno, ma i primi in Italia in questo senso, nel male, Lombardia, stanno ancora lì, non si è dimesso nessuno, neanche la Minetti, ma prima della Minetti forse si dovrebbero dimettere in tanti altri.Passate parola!

Fonte: BeppeGrillo.ithttp://www.beppegrillo.it/#*pal3*
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venerdì 10 agosto 2012

Il Prof. Raffaele Giamminelli aderisce all'appello a Pino Aprile

Il prof. Raffaele Giamminelli, docente di Disegno e Storia dell'Arte e autore di numerosi saggi di successo, su siti storici e archeologici di Pozzuoli, aderisce con entusiasmo all'appello a Pino Aprile
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Il prof. Raffaele Giamminelli, docente di Disegno e Storia dell'Arte e autore di numerosi saggi di successo, su siti storici e archeologici di Pozzuoli, aderisce con entusiasmo all'appello a Pino Aprile

mercoledì 1 agosto 2012

Due Sicilie Sviluppo aderisce all'appello

La nascente associazione, Due Sicilie Sviluppo, aderisce con entusiasmo alla lettera aperta a Pino Aprile, inviandoci il seguente messaggio:

"siamo con Pino e con Tutti coloro i quali vorranno aderire all'appello per un unico movimento meridionale attento alle sorti del territorio, per il SUD e non contro qualcuno!"

vai al sito web: http://www.duesiciliesviluppo.it
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La nascente associazione, Due Sicilie Sviluppo, aderisce con entusiasmo alla lettera aperta a Pino Aprile, inviandoci il seguente messaggio:

"siamo con Pino e con Tutti coloro i quali vorranno aderire all'appello per un unico movimento meridionale attento alle sorti del territorio, per il SUD e non contro qualcuno!"

vai al sito web: http://www.duesiciliesviluppo.it

L'associazione MDL aderisce all'appello per Pino Aprile


MDL è un’associazione di liberi professionisti napoletani che è nata con l’intento di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio di Napoli, inteso anche in relazione a quello nazionale, europeo ed extraeuropeo. Ha inoltre particolare interesse alla diffusione di aspetti poco noti della cultura napoletana.

Abbiamo accolto con interesse questa iniziativa e senz'altro la appoggiamo sia per stima verso Pino Aprile sia perchè riteniamo che una rappresentanza in Parlamento di forze realmente a favore del Sud, possa aprire la strada verso la rinascita del nostro territorio di appartenenza, valorizzando le sue numerose risorse ora purtroppo mortificate.  

il Presidente
arch. prof.ssa Lorenza Lanzetta
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MDL è un’associazione di liberi professionisti napoletani che è nata con l’intento di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio di Napoli, inteso anche in relazione a quello nazionale, europeo ed extraeuropeo. Ha inoltre particolare interesse alla diffusione di aspetti poco noti della cultura napoletana.

Abbiamo accolto con interesse questa iniziativa e senz'altro la appoggiamo sia per stima verso Pino Aprile sia perchè riteniamo che una rappresentanza in Parlamento di forze realmente a favore del Sud, possa aprire la strada verso la rinascita del nostro territorio di appartenenza, valorizzando le sue numerose risorse ora purtroppo mortificate.  

il Presidente
arch. prof.ssa Lorenza Lanzetta

martedì 31 luglio 2012

Monologo di Roberto D'Alessandro dallo spettacolo "Terroni"



Quando mi chiedono "ma sei meridionalista, perchè?" non so cosa rispondere perchè tante sarebbero le risposte. 
Prendo spunto dal monologo di Roberto D'alessandro autore di Terroni Lo Spettacolo tratto dall'omonimo libro di Pino Aprile. È solo uno spezzone e consiglio di vedere lo spettacolo intero.
Marco Rossano



http://youtu.be/x3fG3HT3am8

Fonte : Marco Rossano youtube
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Quando mi chiedono "ma sei meridionalista, perchè?" non so cosa rispondere perchè tante sarebbero le risposte. 
Prendo spunto dal monologo di Roberto D'alessandro autore di Terroni Lo Spettacolo tratto dall'omonimo libro di Pino Aprile. È solo uno spezzone e consiglio di vedere lo spettacolo intero.
Marco Rossano



http://youtu.be/x3fG3HT3am8

Fonte : Marco Rossano youtube

 
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