venerdì 24 febbraio 2012

mercoledì 22 febbraio 2012

“Terroni” invadono il Teatro dell'Angelo




Di Chiara Campanella

Roma – Il 7 febbraio 2012 si è tenuta, al Teatro dell'Angelo di Roma, la prima di un interessante spettacolo,diretto ed interpretato dall' affermato attore e regista Roberto D'Alessandro, dal titolo “Terroni”, il cui obiettivo è chiaramente quello di diffondere, quanto più possibile, il contenuto dell'omonimo libro di Pino Aprile che tratta la storia dell'unità d' Italia vista da una prospettiva totalmente differente da quella a cui siamo stati finora abituati.
Da sempre, infatti, i libri di storia raccontano la bella favola della gloriosa impresa che ha reso possibile unificare un Paese allora diviso in un regno del Nord, sotto i Savoia, e in un regno del Sud, sotto i Borbone, ma tacciono il non irrilevante dettaglio che l'Italia unita sia stata fatta anche e soprattutto con il sangue degli italiani stessi, e non certo solamente in nome dei grandi ideali di politici e pensatori che aspiravano ad un’unica, grande patria.
Nel 1861 vi furono, infatti, determinanti motivi economici che spinsero un Nord gravemente indebitato ad intraprendere una vera e propria guerra d'annessione che gli avrebbe consentito di risanare le sue casse, ma che avrebbe portato ad un Sud dall'economia allora promettente (a dispetto di quanto si creda), oltre che sfruttamento e distruzione, violenze, saccheggi e stragi piuttosto che libertà, giustizia e progresso.
L'intento comune di D'Alessandro ed Aprile è, quindi, proprio quello di demistificare tutte le false e superficiali credenze che si sono erroneamente radicate nella coscienza popolare in merito a tale questione, fornendo agli italiani un' esauriente documentazione che attesti una realtà ben diversa da quella che ci hanno propinato a scuola su un Sud Italia eroicamente liberato dai Savoia: la realtà di un paese invaso, occupato, depredato, i cui abitanti sono stati brutalmente uccisi o costretti, per sopravvivere, all'emigrazione.
Certamente, l'esigenza di render noto ciò che, fino ad oggi, è stato taciuto dalla storiografia ufficiale scaturisce dalla consapevolezza che una nazione che non riesce a fare i conti con la propria storia non potrà mai diventare una patria, e che un popolo senza memoria storica non ha futuro, ecco perché si rende necessaria una presa di coscienza su quanto di vero è accaduto 150 anni fa in Italia per sperare in un risveglio culturale ed in una riscossa politica, economica e sociale del nostro paese.
In questa prospettiva prende il via l'ironico e graffiante monologo di D'Alessandro, che racconta, senza censure, tutti quegli accadimenti che hanno caratterizzato un periodo cruciale della nostra storia: dagli eccidi compiuti durante la così detta “lotta al brigantaggio”, agli squilibri tra Nord e Sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia, alle modalità che portarono, di fatto, l’unità d’Italia ad essere un atto di conquista scorretto e sleale da parte del Piemonte a danno del Regno delle due Sicilie.
Ed è proprio sulla creazione di un marcato dislivello tra Nord e Sud, sorto solo a seguito dell'Unità e persistito nonostante l'Unità, che viene posto continuamente l'accento, facendo insistentemente riferimento alle attuali condizioni di un mezzogiorno totalmente privo di infrastrutture, e ricordando come sia stato detto e fatto di tutto dai fratelli del Nord perché gli abitanti dell'Italia del Sud diventassero Meridionali.
Uno spettacolo, dunque, estremamente “istruttivo” e coinvolgente, incentrato su tematiche particolarmente attuali per noi che abbiamo da poco festeggiato il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, piacevolmente accompagnato dalle stupende canzoni di Eugenio Bennato e Domenico Modugno (tra queste, particolarmente applaudite “Amara terra mia” e “Malarazza”), abilmente eseguite dai Pandemonium, storico gruppo che si è fatto conoscere nei primi anni settanta e nelle cui fila ha militato Amedeo Minghi.
A chiudere in bellezza il riuscito ed apprezzatissimo spettacolo di teatro-canzone, una magnifica esibizione live di Eugenio Bennato, che ha interpretato, oltre ad alcuni intramontabili successi del passato come “Grande Sud” , peraltro presentato alla cinquantottesima edizione del Festival di Sanremo, anche alcuni brani tratti dal suo nuovo album, regalando ai presenti in sala le consuete, indescrivibili emozioni.

Fonte:Ytalimedia

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Di Chiara Campanella

Roma – Il 7 febbraio 2012 si è tenuta, al Teatro dell'Angelo di Roma, la prima di un interessante spettacolo,diretto ed interpretato dall' affermato attore e regista Roberto D'Alessandro, dal titolo “Terroni”, il cui obiettivo è chiaramente quello di diffondere, quanto più possibile, il contenuto dell'omonimo libro di Pino Aprile che tratta la storia dell'unità d' Italia vista da una prospettiva totalmente differente da quella a cui siamo stati finora abituati.
Da sempre, infatti, i libri di storia raccontano la bella favola della gloriosa impresa che ha reso possibile unificare un Paese allora diviso in un regno del Nord, sotto i Savoia, e in un regno del Sud, sotto i Borbone, ma tacciono il non irrilevante dettaglio che l'Italia unita sia stata fatta anche e soprattutto con il sangue degli italiani stessi, e non certo solamente in nome dei grandi ideali di politici e pensatori che aspiravano ad un’unica, grande patria.
Nel 1861 vi furono, infatti, determinanti motivi economici che spinsero un Nord gravemente indebitato ad intraprendere una vera e propria guerra d'annessione che gli avrebbe consentito di risanare le sue casse, ma che avrebbe portato ad un Sud dall'economia allora promettente (a dispetto di quanto si creda), oltre che sfruttamento e distruzione, violenze, saccheggi e stragi piuttosto che libertà, giustizia e progresso.
L'intento comune di D'Alessandro ed Aprile è, quindi, proprio quello di demistificare tutte le false e superficiali credenze che si sono erroneamente radicate nella coscienza popolare in merito a tale questione, fornendo agli italiani un' esauriente documentazione che attesti una realtà ben diversa da quella che ci hanno propinato a scuola su un Sud Italia eroicamente liberato dai Savoia: la realtà di un paese invaso, occupato, depredato, i cui abitanti sono stati brutalmente uccisi o costretti, per sopravvivere, all'emigrazione.
Certamente, l'esigenza di render noto ciò che, fino ad oggi, è stato taciuto dalla storiografia ufficiale scaturisce dalla consapevolezza che una nazione che non riesce a fare i conti con la propria storia non potrà mai diventare una patria, e che un popolo senza memoria storica non ha futuro, ecco perché si rende necessaria una presa di coscienza su quanto di vero è accaduto 150 anni fa in Italia per sperare in un risveglio culturale ed in una riscossa politica, economica e sociale del nostro paese.
In questa prospettiva prende il via l'ironico e graffiante monologo di D'Alessandro, che racconta, senza censure, tutti quegli accadimenti che hanno caratterizzato un periodo cruciale della nostra storia: dagli eccidi compiuti durante la così detta “lotta al brigantaggio”, agli squilibri tra Nord e Sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia, alle modalità che portarono, di fatto, l’unità d’Italia ad essere un atto di conquista scorretto e sleale da parte del Piemonte a danno del Regno delle due Sicilie.
Ed è proprio sulla creazione di un marcato dislivello tra Nord e Sud, sorto solo a seguito dell'Unità e persistito nonostante l'Unità, che viene posto continuamente l'accento, facendo insistentemente riferimento alle attuali condizioni di un mezzogiorno totalmente privo di infrastrutture, e ricordando come sia stato detto e fatto di tutto dai fratelli del Nord perché gli abitanti dell'Italia del Sud diventassero Meridionali.
Uno spettacolo, dunque, estremamente “istruttivo” e coinvolgente, incentrato su tematiche particolarmente attuali per noi che abbiamo da poco festeggiato il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, piacevolmente accompagnato dalle stupende canzoni di Eugenio Bennato e Domenico Modugno (tra queste, particolarmente applaudite “Amara terra mia” e “Malarazza”), abilmente eseguite dai Pandemonium, storico gruppo che si è fatto conoscere nei primi anni settanta e nelle cui fila ha militato Amedeo Minghi.
A chiudere in bellezza il riuscito ed apprezzatissimo spettacolo di teatro-canzone, una magnifica esibizione live di Eugenio Bennato, che ha interpretato, oltre ad alcuni intramontabili successi del passato come “Grande Sud” , peraltro presentato alla cinquantottesima edizione del Festival di Sanremo, anche alcuni brani tratti dal suo nuovo album, regalando ai presenti in sala le consuete, indescrivibili emozioni.

Fonte:Ytalimedia

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giovedì 9 febbraio 2012

Presentazione TERRONI su Il Messaggero di Fabrizio Zampa




Intervista con Roberto D'Alessandro che porta in scena lo spettacolo tratto dal libro di Pino Aprile TERRONI.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BkVFFj364uw

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Intervista con Roberto D'Alessandro che porta in scena lo spettacolo tratto dal libro di Pino Aprile TERRONI.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BkVFFj364uw

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mercoledì 8 febbraio 2012

Dal 7 al 19 febbraio al Teatro dell'Angelo a Roma lo spettacolo Terroni...ed il 15 vieni a teatro col Partito del Sud!


Lo spettacolo di Roberto D'Alessandro, basato sul best seller di Pino Aprile "Terroni", dal 7 al 19 febbraio a Roma alTeatro dell'Angelo in zona Prati a Via Simon di Saint Bon 19....solo il 7 febbraio con la partecipazione straordinaria di Eugenio Bennato!


Ed il 15 febbraio un'altra serata speciale, puoi conoscere il Partito del Sud di Roma, unirti a noi nella lotta di riscatto del Sud e puoi comprare il tuo biglietto ad 11 Euro invece che a 25 Euro con più del 50% di sconto....affrettati a prenotare che i posti sono limitati e scrivici a :

partitodelsud.roma@gmail.com

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Lo spettacolo di Roberto D'Alessandro, basato sul best seller di Pino Aprile "Terroni", dal 7 al 19 febbraio a Roma alTeatro dell'Angelo in zona Prati a Via Simon di Saint Bon 19....solo il 7 febbraio con la partecipazione straordinaria di Eugenio Bennato!


Ed il 15 febbraio un'altra serata speciale, puoi conoscere il Partito del Sud di Roma, unirti a noi nella lotta di riscatto del Sud e puoi comprare il tuo biglietto ad 11 Euro invece che a 25 Euro con più del 50% di sconto....affrettati a prenotare che i posti sono limitati e scrivici a :

partitodelsud.roma@gmail.com

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domenica 5 febbraio 2012

Giù al Sud di Pino Aprile - "Il meno che puoi avere qui, vale più del tanto che puoi avere altrove!"




"Il meno che puoi avere qui, vale più del tanto che puoi avere altrove!"
Presentazione di "Giù al Sud" di Pino Aprile alla Scuola di Vela Mascalzone Latino.
Lunedì 30.01.2012


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"Il meno che puoi avere qui, vale più del tanto che puoi avere altrove!"
Presentazione di "Giù al Sud" di Pino Aprile alla Scuola di Vela Mascalzone Latino.
Lunedì 30.01.2012


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sabato 4 febbraio 2012

ROBERTO D'ALESSANDRO IN "TERRONI"

Centocinquant’anni di menzogne, dal Bestseller di Pino Aprile uno spettacolo di Teatro - Canzone adattato diretto e interpretato da Roberto D'Alessandro e con la partecipazione di Eugenio Bennato.

Roberto D'Alessandro in "Terroni" Lo spettacolo nasce esplicitamente dall’esigenza di divulgare il contenuto dell’omonimo libro di PINO APRILE. La necessità di far conoscere al maggior numero di persone la storia dell’unità d’Italia, della sua economia, di quanto fin’ora taciuto dalla storiografia ufficiale sugli eccidi compiuti durante la cosi detta “lotta al brigantaggio”, sugli squilibri tra nord e sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia, su come di fatto l’unità d’Italia fu un atto di conquista sleale e scorretto da parte del Piemonte a danno del Regno delle due Sicilie.

Se non si ristabilirà la verità su ciò che è accaduto 150 anni fa l’Italia non vivrà mai alcuna pacificazione. La creazione di una supposta e sostenuta minorità Meridionale è l’atto più grave che i fratelli del nord hanno fatto ai danni dei fratelli del sud, ancora esiste a Torino il museo Lombroso, che aveva trovato (a dir suo) il cranio del delinquente naturale vicino Catanzaro.

Di come ancora oggi la differenza di trattamento tra nord e sud sia marcata, dell’assenza totale di infrastrutture nel mezzogiorno e della deliberata volontà di mantenere il Sud in una condizione coloniale, poiché questo è stata sin dall’unificazione e da colonia viene ancora trattata. Dalla presa di coscienza si spera poi un risveglio culturale e una riscossa, politica, economica, sociale.

Canzoni di E. Bennato - D. Modugno - Napoli eseguite da I Pandemonium e solo per il 7 febbraio si esibirà dal vivo Eugenio Bennato.

Da martedì 7 febbraio a domenica 19 febbraio 2012
ROMA, Via Simone de Saint Bon n°19,
Teatro dell'Angelo


tel. 06.37513571 - 06.37514258
info@teatrodellangelo.it

I costumi sono curati da
SALVATORE ARGENIO e ANNAMARIA PISAPIA

Regista assistente PAOLO ORLANDELLI
Allestimento scenico CLARA SURRO

www.robertodalessandro.it


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Centocinquant’anni di menzogne, dal Bestseller di Pino Aprile uno spettacolo di Teatro - Canzone adattato diretto e interpretato da Roberto D'Alessandro e con la partecipazione di Eugenio Bennato.

Roberto D'Alessandro in "Terroni" Lo spettacolo nasce esplicitamente dall’esigenza di divulgare il contenuto dell’omonimo libro di PINO APRILE. La necessità di far conoscere al maggior numero di persone la storia dell’unità d’Italia, della sua economia, di quanto fin’ora taciuto dalla storiografia ufficiale sugli eccidi compiuti durante la cosi detta “lotta al brigantaggio”, sugli squilibri tra nord e sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia, su come di fatto l’unità d’Italia fu un atto di conquista sleale e scorretto da parte del Piemonte a danno del Regno delle due Sicilie.

Se non si ristabilirà la verità su ciò che è accaduto 150 anni fa l’Italia non vivrà mai alcuna pacificazione. La creazione di una supposta e sostenuta minorità Meridionale è l’atto più grave che i fratelli del nord hanno fatto ai danni dei fratelli del sud, ancora esiste a Torino il museo Lombroso, che aveva trovato (a dir suo) il cranio del delinquente naturale vicino Catanzaro.

Di come ancora oggi la differenza di trattamento tra nord e sud sia marcata, dell’assenza totale di infrastrutture nel mezzogiorno e della deliberata volontà di mantenere il Sud in una condizione coloniale, poiché questo è stata sin dall’unificazione e da colonia viene ancora trattata. Dalla presa di coscienza si spera poi un risveglio culturale e una riscossa, politica, economica, sociale.

Canzoni di E. Bennato - D. Modugno - Napoli eseguite da I Pandemonium e solo per il 7 febbraio si esibirà dal vivo Eugenio Bennato.

Da martedì 7 febbraio a domenica 19 febbraio 2012
ROMA, Via Simone de Saint Bon n°19,
Teatro dell'Angelo


tel. 06.37513571 - 06.37514258
info@teatrodellangelo.it

I costumi sono curati da
SALVATORE ARGENIO e ANNAMARIA PISAPIA

Regista assistente PAOLO ORLANDELLI
Allestimento scenico CLARA SURRO

www.robertodalessandro.it


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mercoledì 1 febbraio 2012

Storie d'Italia - RAI3 con Pino Aprile - Giù al Sud

Pino Aprile presenta il libro giù al sud da Corrado Augias.
Durante la trasmissione di fa riferimento alla storia di Antonio Cucco Fiore, da Gravina in Puglia.
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Pino Aprile presenta il libro giù al sud da Corrado Augias.
Durante la trasmissione di fa riferimento alla storia di Antonio Cucco Fiore, da Gravina in Puglia.

lunedì 30 gennaio 2012

I terroni di Pino Aprile tornano a teatro

I Terroni di Pino Aprile sono ormai un vero caso letterario che è riuscito ad essere fonte di ispirazione anche per altri artisti. A dichiararlo recentemente è stata Fiorella Mannoia che ai meridionali del giornalista pugliese si è ispirata per il suo ultimo CD.

Ma prima della cantante romana era stato Roberto D’Alessandro a rivolgersi allo scrittore per avere i diritti teatrali e divulgare il testo di TERRONI. Chi, da meridionale, ha letto il testo non fatica a comprendere l’urgenza di D’Alessandro a fare arrivare al maggior numero di persone la (vera) Storia dell’Unità d’Italia, della sua economia e di quanto finora è stato colpevolmente taciuto dalla storiografia ufficiale sugli eccidi compiuti durante la così detta “lotta al brigantaggio”; sugli squilibri tra nord e sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia; su come di fatto l’unità d’Italia fu un atto di conquista sleale e scorretto da parte del Piemonte a danno del Regno delle due Sicilie.

La forma scelta dagli autori per rappresentare il testo è quella tipica della scena cauntoutoriale impegnata, ovvero il teatro-camzone. Roberto D’Alessandro ha curato anche l’adattamento teatrale e la regia. Le canzoni (musica e parole) musiche sono di Eugenio Tassitano. L’appuntamento è dal 7 al 19 febbraio al Teatro dell’Angelo di Roma. I meridionali a Roma hanno un’occasione in più per conoscere di più e vergognarsi di meno della loro storia e tutti gli altri hanno un’occasione in più per abbattere i pregiudizi.

Fonte: Orastacco.com

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I Terroni di Pino Aprile sono ormai un vero caso letterario che è riuscito ad essere fonte di ispirazione anche per altri artisti. A dichiararlo recentemente è stata Fiorella Mannoia che ai meridionali del giornalista pugliese si è ispirata per il suo ultimo CD.

Ma prima della cantante romana era stato Roberto D’Alessandro a rivolgersi allo scrittore per avere i diritti teatrali e divulgare il testo di TERRONI. Chi, da meridionale, ha letto il testo non fatica a comprendere l’urgenza di D’Alessandro a fare arrivare al maggior numero di persone la (vera) Storia dell’Unità d’Italia, della sua economia e di quanto finora è stato colpevolmente taciuto dalla storiografia ufficiale sugli eccidi compiuti durante la così detta “lotta al brigantaggio”; sugli squilibri tra nord e sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia; su come di fatto l’unità d’Italia fu un atto di conquista sleale e scorretto da parte del Piemonte a danno del Regno delle due Sicilie.

La forma scelta dagli autori per rappresentare il testo è quella tipica della scena cauntoutoriale impegnata, ovvero il teatro-camzone. Roberto D’Alessandro ha curato anche l’adattamento teatrale e la regia. Le canzoni (musica e parole) musiche sono di Eugenio Tassitano. L’appuntamento è dal 7 al 19 febbraio al Teatro dell’Angelo di Roma. I meridionali a Roma hanno un’occasione in più per conoscere di più e vergognarsi di meno della loro storia e tutti gli altri hanno un’occasione in più per abbattere i pregiudizi.

Fonte: Orastacco.com

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domenica 29 gennaio 2012

Pino Aprile a Napoli, Lunedì 30/01/2012. Interverrà de Magistris

Vincenzo Onorato e la Scuola Vela Mascalzone Latino, in collaborazione con TechnologyBIZ
presentazione del libro di
Pino Aprile "GIU' AL SUD" - Perché i terroni salveranno l'Italia
che si terrà lunedi 30 gennaio alle ore 18,00 presso la sede di Via Acton 1 a Napoli.
Per l'occasione, oltre all'autore
interverrà il Sindaco Luigi de Magistris.









PINO APRILE


A NAPOLI !









Fonte: vito@technologybiz.it

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Vincenzo Onorato e la Scuola Vela Mascalzone Latino, in collaborazione con TechnologyBIZ
presentazione del libro di
Pino Aprile "GIU' AL SUD" - Perché i terroni salveranno l'Italia
che si terrà lunedi 30 gennaio alle ore 18,00 presso la sede di Via Acton 1 a Napoli.
Per l'occasione, oltre all'autore
interverrà il Sindaco Luigi de Magistris.









PINO APRILE


A NAPOLI !









Fonte: vito@technologybiz.it

venerdì 27 gennaio 2012

Wrong con Pino Aprile ( colonialismo dei rifiuti , movimento forconi e concetto di Italia)


http://www.youtube.com/watch?v=m53lWYN9hMg

Wrong incontra Pino Aprile alla presentazione del suo libro "Giù al Sud" organizzato dall'Associazione culturale Ibris di Giugliano.
Wrong è su facebook https://www.facebook.com/pages/Wrong-trasmissione-Web-Radio/126362477416081

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http://www.youtube.com/watch?v=m53lWYN9hMg

Wrong incontra Pino Aprile alla presentazione del suo libro "Giù al Sud" organizzato dall'Associazione culturale Ibris di Giugliano.
Wrong è su facebook https://www.facebook.com/pages/Wrong-trasmissione-Web-Radio/126362477416081

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mercoledì 25 gennaio 2012

Pino Aprile: ''E' gente di grande valore, non si fermeranno'. Lo Stato ha svenduto l'agricoltura del Sud per favorire le imprese del Nord''


di Stefano Perri
Fonte: Strill

Le proteste degli agricoltori siciliani avanzano dritte verso la Capitale. Sul Movimento si è detto e scritto di tutto, e anche il contrario. Abbiamo provato a mettere qualche punto fermo su questa vicenda intervistando chi i Forconi li conosce bene. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di Terroni, ci aiuta a capirci qualcosa.

Lei ha avuto modo di incontrare gli agricoltori siciliani già molto tempo fa. Che idea si è fatto?

Ho conosciuto il movimento dei Forconi in tempi non sospetti quando ancora nessuno ne parlava. I contadini tentavano di farsi ascoltare in tutti i modi ma nessuno dava loro retta. In quei giorni ho sentito delle storie allucinanti di centinaia di grandi aziende che prosperavano da generazioni, fallite a causa dei debiti contratti per ammodernarsi. Delle storie tragiche che provocavano rabbia nei confronti delle istituzioni che lasciavano i piccoli imprenditori da soli sul mercato.

Dunque il problema è il mercato? Ci spieghi..

In Italia esistono ovviamente una serie di vincoli sui prodotti che mirano alla qualità del ciclo di produzione sia dal punto di vista sanitario che sindacale. Questi vincoli garantiscono un determinato valore al prodotto che però poi una volta arrivato sul mercato non viene tutelato. Capita spesso di trovare sui banchi dei mercati il pomodoro ciliegino a prezzi molto bassi. In pochi sanno che quei pomodori proviengono dall’Egitto dove una giornata di lavoro per un bracciante costa 2 euro. Magari il pomodoro egiziano è buono come quello italiano ma nessuno può darci questa garanzia.

Il confronto obiettivamente non tiene. I prodotti agricoli di casa nostra non reggono sul mercato..

Assolutamente. Le aziende falliscono e l’Inps non riesce a riscuotere i crediti arrivando a chiedere ai singoli piccoli imprenditori addirittura il 100% del fatturato. E’ chiaro che non riescono a pagare. Allora è accaduto che l’Inps ha svenduto i suoi crediti alla Serit al 10-15%. La Serit a sua volta adesso propone degli accordi agli agricoltori per i pagamenti. Ma è chiaro che la situazione è insostenibile. Facendo qualche calcolo si è scoperto che 50 mila delle 200 mila aziende agricole siciliane è fallita per questo motivo. La verità è che questo Paese ha svenduto l’agricoltura meridionale (e non solo quella) per salvaguardare le industrie del Nord.

Nasce da qui quella che chiamano rivoluzione dei Forconi. Ma a quanto pare c’è qualcuno che vorrebbe appropriarsene..

I tentativi di strumentalizzazione accadono sempre. Potremmo dire che sono risvolti fisiologici quando un movimento sta iniziando ad ottenere qualcosa. Le organizzazioni opportuniste (non necessariamente in senso negativo) cercano di inserirsi nel movimento. Succede per la politica, ma succede anche per la mafia che è anch’essa un organizzazione opportunista. Ma d’altronde la mafia tenta di immettersi un po’ dappertutto. Non avviene la stessa cosa nel Consiglio Regionale della Lombardia? Per carità, siamo garantisti, ma dalle inchieste risulta che il braccio destro di Formigoni avrebbe degli appoggi dalla ndrangheta. Nulla di dimostrato ancora, ma il dubbio c’è. Se poi pensiamo al Parlamento che ha votato contro l’arresto di un presunto affiliato della camorra, l’unico ancora non in carcere di tutto il clan.

In effetti la rabbia è comprensibile..

In Sicilia c’è gente che ha perso tutto. Che ha perso l’azienda ed il lavoro, che ha perso i suoi risparmi ed il suo futuro. Di fronte a tutto questo io posso metterci la mano sul fuoco. Ho conosciuto alcuni di questi agricoltori e nonostante sia gente semplice sono persone incredibilmente sagge ed equilibrate. Sono rimasto ammirato nel sentirli parlare. Hanno le idee molto chiare e riescono ad esprimerle con molto equilibrio. Non ce li vedo proprio in giri loschi o in affari poco chiari.

Ma secondo lei che possibilità hanno di riuscire nell’impresa?

Questo non lo so. Però so che mentre le organizzazioni opportuniste quando vedono che il movimento non ha possibilità di riuscita si allontanano subito, sono certo che loro non si fermeranno. Non torneranno indietro perché non hanno più nulla da perdere. Io spero che questo Paese lo capisca. Queste sono persone di enorme valore. Io non avrei mai avuto il coraggio di fare quello che hanno fatto loro. Ogni volta traditi dallo Stato e abbandonati a se stessi eppure ancora li a lottare per i loro diritti.

Però in questo modo c’è il rischio che la situazione degeneri?

Si, c’è il rischio che possa andare a finire male. Sento già che cominciano a circolare all’interno del movimento idee di separatismo e di indipendenza. Il punto è che se lo Stato lo devi avere contro a questo punto tanto vale non averlo. Il problema è che la rabbia rende fertili i tentativi di strumentalizzazione e arrivati a un certo punto non è neanche molto facile dare torto a chi non riconosce più lo Stato.

E’ vero che la protesta nasce molto tempo fa ma l’ondata di questi giorni è venuta dalla pancia, c’è tanta rabbia e disperazione. Il movimento, evidentemente, ha bisogno di un leader che sappia strutturare analisi e proposte in termini efficaci. Tempo fa gli agricoltori le avevano anche chiesto di unirsi a loro. Oggi cosa si sente di dire a questa gente?

Li osservo con molta attenzione. Voglio fare loro i complimenti perché stanno riuscendo a rifuggire da ogni tentativo di strumentalizzazione. Sono persone di enorme valore. Di me non hanno bisogno.

Fonte: Strill

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di Stefano Perri
Fonte: Strill

Le proteste degli agricoltori siciliani avanzano dritte verso la Capitale. Sul Movimento si è detto e scritto di tutto, e anche il contrario. Abbiamo provato a mettere qualche punto fermo su questa vicenda intervistando chi i Forconi li conosce bene. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di Terroni, ci aiuta a capirci qualcosa.

Lei ha avuto modo di incontrare gli agricoltori siciliani già molto tempo fa. Che idea si è fatto?

Ho conosciuto il movimento dei Forconi in tempi non sospetti quando ancora nessuno ne parlava. I contadini tentavano di farsi ascoltare in tutti i modi ma nessuno dava loro retta. In quei giorni ho sentito delle storie allucinanti di centinaia di grandi aziende che prosperavano da generazioni, fallite a causa dei debiti contratti per ammodernarsi. Delle storie tragiche che provocavano rabbia nei confronti delle istituzioni che lasciavano i piccoli imprenditori da soli sul mercato.

Dunque il problema è il mercato? Ci spieghi..

In Italia esistono ovviamente una serie di vincoli sui prodotti che mirano alla qualità del ciclo di produzione sia dal punto di vista sanitario che sindacale. Questi vincoli garantiscono un determinato valore al prodotto che però poi una volta arrivato sul mercato non viene tutelato. Capita spesso di trovare sui banchi dei mercati il pomodoro ciliegino a prezzi molto bassi. In pochi sanno che quei pomodori proviengono dall’Egitto dove una giornata di lavoro per un bracciante costa 2 euro. Magari il pomodoro egiziano è buono come quello italiano ma nessuno può darci questa garanzia.

Il confronto obiettivamente non tiene. I prodotti agricoli di casa nostra non reggono sul mercato..

Assolutamente. Le aziende falliscono e l’Inps non riesce a riscuotere i crediti arrivando a chiedere ai singoli piccoli imprenditori addirittura il 100% del fatturato. E’ chiaro che non riescono a pagare. Allora è accaduto che l’Inps ha svenduto i suoi crediti alla Serit al 10-15%. La Serit a sua volta adesso propone degli accordi agli agricoltori per i pagamenti. Ma è chiaro che la situazione è insostenibile. Facendo qualche calcolo si è scoperto che 50 mila delle 200 mila aziende agricole siciliane è fallita per questo motivo. La verità è che questo Paese ha svenduto l’agricoltura meridionale (e non solo quella) per salvaguardare le industrie del Nord.

Nasce da qui quella che chiamano rivoluzione dei Forconi. Ma a quanto pare c’è qualcuno che vorrebbe appropriarsene..

I tentativi di strumentalizzazione accadono sempre. Potremmo dire che sono risvolti fisiologici quando un movimento sta iniziando ad ottenere qualcosa. Le organizzazioni opportuniste (non necessariamente in senso negativo) cercano di inserirsi nel movimento. Succede per la politica, ma succede anche per la mafia che è anch’essa un organizzazione opportunista. Ma d’altronde la mafia tenta di immettersi un po’ dappertutto. Non avviene la stessa cosa nel Consiglio Regionale della Lombardia? Per carità, siamo garantisti, ma dalle inchieste risulta che il braccio destro di Formigoni avrebbe degli appoggi dalla ndrangheta. Nulla di dimostrato ancora, ma il dubbio c’è. Se poi pensiamo al Parlamento che ha votato contro l’arresto di un presunto affiliato della camorra, l’unico ancora non in carcere di tutto il clan.

In effetti la rabbia è comprensibile..

In Sicilia c’è gente che ha perso tutto. Che ha perso l’azienda ed il lavoro, che ha perso i suoi risparmi ed il suo futuro. Di fronte a tutto questo io posso metterci la mano sul fuoco. Ho conosciuto alcuni di questi agricoltori e nonostante sia gente semplice sono persone incredibilmente sagge ed equilibrate. Sono rimasto ammirato nel sentirli parlare. Hanno le idee molto chiare e riescono ad esprimerle con molto equilibrio. Non ce li vedo proprio in giri loschi o in affari poco chiari.

Ma secondo lei che possibilità hanno di riuscire nell’impresa?

Questo non lo so. Però so che mentre le organizzazioni opportuniste quando vedono che il movimento non ha possibilità di riuscita si allontanano subito, sono certo che loro non si fermeranno. Non torneranno indietro perché non hanno più nulla da perdere. Io spero che questo Paese lo capisca. Queste sono persone di enorme valore. Io non avrei mai avuto il coraggio di fare quello che hanno fatto loro. Ogni volta traditi dallo Stato e abbandonati a se stessi eppure ancora li a lottare per i loro diritti.

Però in questo modo c’è il rischio che la situazione degeneri?

Si, c’è il rischio che possa andare a finire male. Sento già che cominciano a circolare all’interno del movimento idee di separatismo e di indipendenza. Il punto è che se lo Stato lo devi avere contro a questo punto tanto vale non averlo. Il problema è che la rabbia rende fertili i tentativi di strumentalizzazione e arrivati a un certo punto non è neanche molto facile dare torto a chi non riconosce più lo Stato.

E’ vero che la protesta nasce molto tempo fa ma l’ondata di questi giorni è venuta dalla pancia, c’è tanta rabbia e disperazione. Il movimento, evidentemente, ha bisogno di un leader che sappia strutturare analisi e proposte in termini efficaci. Tempo fa gli agricoltori le avevano anche chiesto di unirsi a loro. Oggi cosa si sente di dire a questa gente?

Li osservo con molta attenzione. Voglio fare loro i complimenti perché stanno riuscendo a rifuggire da ogni tentativo di strumentalizzazione. Sono persone di enorme valore. Di me non hanno bisogno.

Fonte: Strill

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martedì 24 gennaio 2012

La crisi tra i "forconi" e la politica: intervista a Pino Aprile


http://www.youtube.com/watch?v=neG2rxQb4iw&feature=player_embedded

Intervista a Pino Aprile 21/1/2012 - Ponte(Bn) a margine della presentazione del libro Giù al Sud.
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http://www.youtube.com/watch?v=neG2rxQb4iw&feature=player_embedded

Intervista a Pino Aprile 21/1/2012 - Ponte(Bn) a margine della presentazione del libro Giù al Sud.

lunedì 23 gennaio 2012

Passaparola: I Forconi risalgono l'Italia - Pino Aprile


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=C7EXj5O0gSI

I Forconi risalgono l'Italia - Pino Aprile
Una rivoluzione in Italia, se ci sarà mai, partirà dal Sud. Se nelle regioni settentrionali la crisi porterà una diminuzione del livello di vita e sacche di povertà, il Sud è condannato alla miseria e all'emigrazione. Il movimento dei Forconi non nasce dal nulla, ma dalla consapevolezza del fallimento dello Stato e dal rifiuto di fare la fine della Grecia dove i bambini vengono abbandonati a scuola dai genitori perché non riescono a sfamarli. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di "Terroni" ci spiega le origini del movimento dei Forconi e del possibile incendio italiano." Beppe Grillo

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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=C7EXj5O0gSI

I Forconi risalgono l'Italia - Pino Aprile
Una rivoluzione in Italia, se ci sarà mai, partirà dal Sud. Se nelle regioni settentrionali la crisi porterà una diminuzione del livello di vita e sacche di povertà, il Sud è condannato alla miseria e all'emigrazione. Il movimento dei Forconi non nasce dal nulla, ma dalla consapevolezza del fallimento dello Stato e dal rifiuto di fare la fine della Grecia dove i bambini vengono abbandonati a scuola dai genitori perché non riescono a sfamarli. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di "Terroni" ci spiega le origini del movimento dei Forconi e del possibile incendio italiano." Beppe Grillo

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Consegnate dal sindaco di Ponte allo scrittore Pino Aprile le chiavi della città.



da MEZZOGIORNOITALIA.IT
di scritto il 22 gennaio 2012

PONTE – In una sala stracolma ieri sera è stato presentato il libro di Pino Aprile “Giù al Sud – Perchè i terroni salveranno l’Italia” organizzato dalla Fondazione il Ponte.

Numerosi gli interventi che hanno preceduto l’autore, tutti concordi nel mettere in evidenza il grande capitale umano del Mezzogiorno d’Italia e lo sforzo che ciascuno deve fare per far decollare il Sud. A prendere per primo la parola il conduttore della serata Giuseppe Mazza a cui sono seguiti gli interventi del Presidente della “Fondazione il Ponte” Libero Sica, di Tony Quattrone italo- americano i cui genitori erano di Ponte ed oggi presidente della Scuola Internazionale di Napoli, Domenico Capobianco Presidente del nuovo Gruppo Sannita del Partito del Sud e del sindaco di Ponte Domenico Ventucci alla sua prima uscita pubblica dopo l’accoltellamento subito da parte di un dipendente comunale nel novembre scorso, accolto con un lungo ed interminabile applauso dal pubblico che affollava la Basilica di Sant’Anastasia . Ha preso poi la parola l’autore che ha fatto una lucida diagnosi dei movimenti di rivolta che hanno attraversato il mediterraneo nell’ultimo anno fino al recente Movimento dei Forconi, che rappresenta il disagio profondo di una condizione di un popolo, quello siciliano, ormai stremato dal mancato sviluppo e dalla lontananza dello Stato. Mai però Pino Aprile, perde la luce della speranza , anzi si dice convinto che il riscatto del Sud è molto vicino, più vicino di quanto si possa pensare. Il libro che sta avendo molto successo, dedica anche un apposito capitolo, il sesto, alle colline del territorio che si affaccia su Ponte. La serata si è chiusa con la consegna da parte del sindaco di Ponte insieme a tutti gli amministratori delle chiavi della città a Pino Aprile, che diventa così cittadino onorario della cittadina di Ponte.




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da MEZZOGIORNOITALIA.IT
di scritto il 22 gennaio 2012

PONTE – In una sala stracolma ieri sera è stato presentato il libro di Pino Aprile “Giù al Sud – Perchè i terroni salveranno l’Italia” organizzato dalla Fondazione il Ponte.

Numerosi gli interventi che hanno preceduto l’autore, tutti concordi nel mettere in evidenza il grande capitale umano del Mezzogiorno d’Italia e lo sforzo che ciascuno deve fare per far decollare il Sud. A prendere per primo la parola il conduttore della serata Giuseppe Mazza a cui sono seguiti gli interventi del Presidente della “Fondazione il Ponte” Libero Sica, di Tony Quattrone italo- americano i cui genitori erano di Ponte ed oggi presidente della Scuola Internazionale di Napoli, Domenico Capobianco Presidente del nuovo Gruppo Sannita del Partito del Sud e del sindaco di Ponte Domenico Ventucci alla sua prima uscita pubblica dopo l’accoltellamento subito da parte di un dipendente comunale nel novembre scorso, accolto con un lungo ed interminabile applauso dal pubblico che affollava la Basilica di Sant’Anastasia . Ha preso poi la parola l’autore che ha fatto una lucida diagnosi dei movimenti di rivolta che hanno attraversato il mediterraneo nell’ultimo anno fino al recente Movimento dei Forconi, che rappresenta il disagio profondo di una condizione di un popolo, quello siciliano, ormai stremato dal mancato sviluppo e dalla lontananza dello Stato. Mai però Pino Aprile, perde la luce della speranza , anzi si dice convinto che il riscatto del Sud è molto vicino, più vicino di quanto si possa pensare. Il libro che sta avendo molto successo, dedica anche un apposito capitolo, il sesto, alle colline del territorio che si affaccia su Ponte. La serata si è chiusa con la consegna da parte del sindaco di Ponte insieme a tutti gli amministratori delle chiavi della città a Pino Aprile, che diventa così cittadino onorario della cittadina di Ponte.




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