venerdì 5 agosto 2022

Natale Cuccurese “Centro-destra-sinistra, autonomia differenziata ed eutanasia della nazione”





Mentre le Anticipazioni del Rapporto Svimez 2022 prospettano un allargamento del divario Nord-Sud, il sistema mediatico-politico dominante spegne i riflettori sulla “nuova questione meridionale” e li accende sull’autonomia differenziata, tanto a destra quanto nel campo del cosiddetto  “centro-sinistra”.

Di recente, sull’argomento è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, dal suo profilo facebook personale, dopo avere riportato i dati Svimez, ha denunciato: “La strada scelta dal centro-sinistra-destra è quella dell’autonomia differenziata, cioè strangolare sempre più il Sud senza rendersi conto che così facendo anche lo sbocco sul mercato interno dei prodotti del Nord si andrà sempre più inaridendo. Un gatto che si morde la coda in modo ridicolo, dispensatore di miseria per tutti i cittadini del Sud così come del Nord”.

Un meccanismo – ha proseguito – che porterà presto all’eutanasia della nazione, conseguenza del razzismo di Stato che ormai pervade ogni aspetto della vita del Paese”.

Un’eutanasia – ha concluso Cuccurese – che, giunti a questo punto, porrebbe fine alle sofferenze di un corpo putrescente che ormai appare irrimediabilmente compromesso grazie alle scelte irresponsabili e ridicole della politica politicante”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.

Leggi tutto »





Mentre le Anticipazioni del Rapporto Svimez 2022 prospettano un allargamento del divario Nord-Sud, il sistema mediatico-politico dominante spegne i riflettori sulla “nuova questione meridionale” e li accende sull’autonomia differenziata, tanto a destra quanto nel campo del cosiddetto  “centro-sinistra”.

Di recente, sull’argomento è intervenuto il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, che, dal suo profilo facebook personale, dopo avere riportato i dati Svimez, ha denunciato: “La strada scelta dal centro-sinistra-destra è quella dell’autonomia differenziata, cioè strangolare sempre più il Sud senza rendersi conto che così facendo anche lo sbocco sul mercato interno dei prodotti del Nord si andrà sempre più inaridendo. Un gatto che si morde la coda in modo ridicolo, dispensatore di miseria per tutti i cittadini del Sud così come del Nord”.

Un meccanismo – ha proseguito – che porterà presto all’eutanasia della nazione, conseguenza del razzismo di Stato che ormai pervade ogni aspetto della vita del Paese”.

Un’eutanasia – ha concluso Cuccurese – che, giunti a questo punto, porrebbe fine alle sofferenze di un corpo putrescente che ormai appare irrimediabilmente compromesso grazie alle scelte irresponsabili e ridicole della politica politicante”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.

mercoledì 20 luglio 2022

Natale Cuccurese: “Draghi inserisce l’autonomia differenziata nel programma di governo. Leghisti e protoleghisti ringraziano”



Nel suo discorso odierno rivolto ad un Senato a lui prostrato e supino, il novello Cesare del XXI secolo, Mario Draghi, ha rilanciato la “secessione dei ricchi”. “Ci sono – ha dichiarato il – altri impegni che l’esecutivo vuole assumere che riguardano, ad esempio, […] la discussione per il riconoscimento di forme di autonomia differenziata”.

Mala tempora currunt”, ha commentato a questo proposito via social il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, per poi proseguire: “Draghi ha inserito ufficialmente l’autonomia regionale differenziata nel programma di Governo, con tutta evidenza per ingraziarsi definitivamente leghisti e protoleghisti. Draghi intende perciò e con tutta evidenza continuare nella sua azione di (mal)governo su quelle stesse direttrici che già lo hanno contraddistinto come il più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica”.

Insomma, la stabilità politica sarà pagata dai soliti noti, le classi popolari ed il Sud. È proprio vero che mala tempora currunt.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.

Leggi tutto »



Nel suo discorso odierno rivolto ad un Senato a lui prostrato e supino, il novello Cesare del XXI secolo, Mario Draghi, ha rilanciato la “secessione dei ricchi”. “Ci sono – ha dichiarato il – altri impegni che l’esecutivo vuole assumere che riguardano, ad esempio, […] la discussione per il riconoscimento di forme di autonomia differenziata”.

Mala tempora currunt”, ha commentato a questo proposito via social il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, per poi proseguire: “Draghi ha inserito ufficialmente l’autonomia regionale differenziata nel programma di Governo, con tutta evidenza per ingraziarsi definitivamente leghisti e protoleghisti. Draghi intende perciò e con tutta evidenza continuare nella sua azione di (mal)governo su quelle stesse direttrici che già lo hanno contraddistinto come il più classista ed antimeridionale della storia della Repubblica”.

Insomma, la stabilità politica sarà pagata dai soliti noti, le classi popolari ed il Sud. È proprio vero che mala tempora currunt.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.

venerdì 15 luglio 2022

La narrazione del Nord virtuoso e del Sud parassita si regge da decenni sui soliti stereotipi

Natale Cuccurese esperto di Questione Meridionale, è presidente del Partito del Sud risponde alle nostre domande su tre temi cruciali: Pnrr e il divario interno; Autonomie Differenziate; ruolo del Sud nel rilancio del Paese

Fonte: Basilicata 24 articolo di Alessandro Cannavale


Natale Cuccurese è originario della provincia di Napoli e vive a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, dove è impegnato come consigliere comunale e dell’Unione dei comuni. Esperto di Questione Meridionale, è presidente del Partito del Sud. Gli abbiamo posto alcune domande che permettono di affrontare – con disarmante chiarezza – tre temi cruciali: il Pnrr e il divario interno; le Autonomie Differenziate; il ruolo del Sud nel rilancio del Paese.

Divario Nord-Sud e Pnrr: Sarà la soluzione o l’ennesima occasione sprecata?

La narrazione del Nord virtuoso e del Sud parassita si regge da decenni sui soliti triti stereotipi. Ad esempio, a dispetto di molti luoghi comuni, la Cassa per il Mezzogiorno assorbiva appena lo 0,5% del Pil italiano (mai più dello 0,7%), mentre i normali investimenti pubblici al Nord ammontavano a circa il 3,5% del Pil. Questo dato da solo spiega in buona parte il divario di sviluppo in essere. Secondo il Rapporto Italia Eurispes 2020, mai smentito da nessuno – dal 2000 al 2017 – calcolando quanto avrebbe dovuto ricevere il Sud in spesa pubblica rispetto alla sua popolazione sul totale, l‘ammanco rispetto a quanto effettivamente ricevuto è di ben 840 miliardi di euro (circa 46,7 miliardi di euro per anno, dal 2000 al 2017). Una predazione di risorse che continua anno dopo anno. Con tutta evidenza il differenziale Nord/Sud è quindi voluto e ricercato da chi da sempre guida la politica del Paese, in barba alla Costituzione. Per quanto riguarda il Pnrr, potrebbe essere se non la soluzione almeno l’inizio di un percorso. Purtroppo, lo stato delle cose non permette di nutrire grandi speranze. Secondo le indicazioni della Commissione europea, l’Italia ha ricevuto la quota di fondi del Pnnr più alta di tutti i Paesi d’Europa (191,5 miliardi di euro) soprattutto per risolvere la situazione drammatica (maggiore disoccupazione e Pil inferiore) del Mezzogiorno. Al Sud, seguendo tali parametri, doveva essere destinato il 65% del Pnrr; il Governo ha retrocesso a suo insindacabile giudizio questa quota al 40%, ma anche questa rischia di rimanere sulla carta senza target territoriali, riducendosi così ulteriormente. Purtroppo, senza un supporto alle amministrazioni con minore capacità progettuale soprattutto per scarsità di personale, le amministrazioni del Sud – che su questo non hanno colpe – rischiano di andare in difficoltà e non riuscire a rispettare i tempi richiesti (2026); per cui, questa quota ridotta potrebbe diminuire ulteriormente, come sempre a favore di territori più ricchi e così come richiesto recentemente da alcuni presidenti e sindaci del Nord. Ovviamente il governo Draghi con tutta evidenza si è prestato a questo gioco, dimenticando che avrebbe potuto richiedere i poteri sostitutivi previsti dall’art.120 della Costituzione per aiutare i Comuni in difficoltà. Avrebbe potuto…

È questa una situazione denunciata a più riprese, ad esempio, dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha spesso evidenziato come, nell’arco dei suoi due mandati alla guida della città, il personale in forze al municipio partenopeo si sia ridotto del 60% (-1.654 unità) e come “quelli che dovrebbero correre più veloci, vengano messi in condizione di non poter correre”. Per quanto riguarda le amministrazioni locali, al Nord ci sono 1.471.000 dipendenti pubblici contro 1.227.000 del Sud e delle Isole. Tra il 2011 e il 2015 il Centro-Nord ha aumentato il numero di dipendenti pubblici di 26.000 unità, mentre il Sud è stato costretto, proprio per i minori trasferimenti, a ridurlo di 14.000.

Come si conciliano le Autonomie differenziate invocate dalle regioni più ricche del Paese con i principi fondamentali della Costituzione?

L’Autonomia differenziata è un progetto liberista che mette in pericolo l’unità stessa del Paese, così come da sempre vuole la Lega, che infatti ha ancora oggi al primo punto del suo statuto la “secessione della Padania”. Chi si accorda a queste richieste così come fanno presidenti, parlamentari, intellettuali, gruppi di potere e governi si assume interamente e a futura memoria la responsabilità di questa possibilità e della conseguente prossima e certo non auspicata “balcanizzazione” del Paese. Il processo è molto avanzato. Doveroso ricordare, per restare alla stringente attualità, che martedì 12 luglio è stato approvato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva avviata tre anni fa su autonomie differenziate in Commissione Bicamerale per le questioni regionali. Tutti a favore, anche i parlamentari meridionali, tranne la senatrice Granato, per procedere con l’Autonomia differenziata, con l’attuazione dell’art.116 della Costituzione e con la definizione della relativa Legge quadro, così come vogliono i governatori delle Regioni del Nord e la ministra Gelmini, senza prima definire i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni ndr). Invece di stabilire finalmente i fabbisogni standard per territorio, cioè determinare quali risorse minime sia giusto che lo Stato garantisca con imposte proprie o con la perequazione, si è scelto di continuare in base alla “spesa storica”, cioè in funzione di quel meccanismo perverso, quell’imbroglio, per cui a Reggio Calabria vi sono solo tre asili, mentre a Reggio Emilia 63, pur con una popolazione inferiore, i finanziamenti relativi non avverranno sulla base delle reali esigenze, ma solo fotografando “storicamente” la situazione esistente. Un vero e proprio insulto e una sfida ai cittadini Mezzogiorno. Così grazie all’applicazione della “spesa storica” un bambino del Sud, per questo Stato, ha sì diritto all’asilo nido, ma solo nella misura in cui gli enti locali del suo territorio siano stati capaci di vincere dei bandi competitivi con altri enti locali in luoghi più ricchi, più collegati e con più personale (anche grazie ai trasferimenti statali da sempre diseguali). In caso contrario, tale diritto decade e lui/lei e la sua famiglia, che paga le stesse tasse delle famiglie che risiedono in territori più ricchi, si devono arrangiare. Notando bene che queste famiglie pagheranno in futuro la stessa quota di tasse per la restituzione del prestito Recovery all’Europa dei territori più ricchi, pur avendo ricevuto molto meno.

Dal che si evidenza come sia stata quanto mai opportuna l’interrogazione alla ministra Gelmini, presentata dal Gruppo Parlamentare Manifesta il 30 maggio e preparata in collaborazione con il Laboratorio del Sud, che verte sui Lep messi ancora “in soffitta”, come dichiarato recentemente dalla ministra. Chi si richiama agli art. 116 e 117 della Costituzione per affermare che l’Autonomia differenziata va realizzata, spesso dimentica di dire che la definizione dei Lep attende da sempre. Anche loro sono previsti (art. 117, comma 2, lett. m), non si capisce perché debbano quindi attendere in “soffitta”.

Ricordiamo che i Lep sono quei servizi e quelle prestazioni che lo Stato deve garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, in quanto consentono il pieno rispetto dei diritti sociali e civili dei cittadini, costituzionalmente garantiti come il diritto alla salute e all’istruzione. Non sono un aspetto secondario da mettere in “soffitta”, almeno se si ritiene ancora di vivere in un Paese unito così come previsto dalla Costituzione. Ecco perché quanto sta accadendo è a dir poco assurdo ed è doveroso parlare di razzismo di Stato.

Qual è, e quale dovrebbe essere, il ruolo del Sud? Cosa si potrebbe e dovrebbe fare?

Circa un anno fa, Bankitalia ha proposto un approccio totalmente diverso rispetto a quello proposto da sempre dai governi nazionali, basato su studi e tabelle inoppugnabili che dimostrano quello che appare sempre più evidente a tutti, tranne che ai liberisti al governo, e cioè che per crescere l’Italia deve ridurre il divario tra Nord e Sud e rilanciare gli investimenti pubblici al Sud: “La competitività delle imprese è strettamente legata alla disponibilità di una rete adeguata di trasporti e di telecomunicazioni”, rete trasporti in particolare che come risaputo al Sud non è adeguata. Il Pil del Nord dipende meno di quanto si creda dalle esportazioni all’estero e più di quanto non si pensi dalla vendita dei prodotti al Sud. La situazione di import-export tra Nord e Sud Italia è resa possibile proprio dai tanto discussi trasferimenti fiscali da Nord a Sud. Detto ancora più semplicemente: se fossero annullati o anche solo ridotti (come all’atto pratico si concretizzerebbe con l’ottenimento dell’autonomia differenziata), il primo a farne le spese sarebbe proprio il Nord, che ne subirebbe le conseguenze peggiori.

Come dimostra un altro studio della Banca d’Italia, i 45 miliardi di euro annui che in media, nel decennio 1995-2005, sono stati trasferiti da Nord a Sud sono tornati indietro con gli interessi grazie ai prodotti che il Nord gli ha nel frattempo venduto: 63 miliardi di euro all’anno. Miliardi che diventano 70,5 l’anno se si aggiungono i soldi che il Nord incassa per i rimborsi della mobilità sanitaria di cui abbiamo parlato sopra. Ci sarebbe come trasferimento fiscale dal Sud al Nord anche la formazione dei giovani laureati che emigrano al Nord per lavorare. Sempre secondo Bankitalia, l’aumento di 1 solo euro del Pil al Sud produce una crescita di 40 centesimi del Pil al Centro-Nord. Mentre non accade il contrario. L’aumento del Pil di 1 euro al Centro-Nord determina infatti una crescita per l’intero Paese di soli 10 centesimi.

Investire sulla crescita del Sud comporterebbe un guadagno per l’intero Paese 4 volte maggiore. Un aumento di spesa dei consumatori del Sud di 100 euro innalza la produzione al Centro-Nord di 51,8 euro (di 20,2 euro al Nord-Ovest, di 14,3 euro al Nord-Est e di 17,3 al Centro). Secondo molti analisti e studiosi «se l’Italia dunque superasse le sue miopi illusioni di poter procedere a pezzi semi-separati, tornando a considerarsi Paese e sviluppando quindi anche il Sud, diverrebbe il Paese più competitivo d’Europa e forse del mondo».

Purtroppo, gli appelli ripetuti di Via Nazionale non paiono aver suscitato particolare attenzione nel Governo attuale così come nei precedenti. Il Sud oggi sembra quasi una nazione a parte ed è senza una reale rappresentanza politica a schiena dritta. È un limite che non possiamo più permetterci.

Fonte: Basilicata 24 articolo di Alessandro Cannavale




.


Leggi tutto »

Natale Cuccurese esperto di Questione Meridionale, è presidente del Partito del Sud risponde alle nostre domande su tre temi cruciali: Pnrr e il divario interno; Autonomie Differenziate; ruolo del Sud nel rilancio del Paese

Fonte: Basilicata 24 articolo di Alessandro Cannavale


Natale Cuccurese è originario della provincia di Napoli e vive a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, dove è impegnato come consigliere comunale e dell’Unione dei comuni. Esperto di Questione Meridionale, è presidente del Partito del Sud. Gli abbiamo posto alcune domande che permettono di affrontare – con disarmante chiarezza – tre temi cruciali: il Pnrr e il divario interno; le Autonomie Differenziate; il ruolo del Sud nel rilancio del Paese.

Divario Nord-Sud e Pnrr: Sarà la soluzione o l’ennesima occasione sprecata?

La narrazione del Nord virtuoso e del Sud parassita si regge da decenni sui soliti triti stereotipi. Ad esempio, a dispetto di molti luoghi comuni, la Cassa per il Mezzogiorno assorbiva appena lo 0,5% del Pil italiano (mai più dello 0,7%), mentre i normali investimenti pubblici al Nord ammontavano a circa il 3,5% del Pil. Questo dato da solo spiega in buona parte il divario di sviluppo in essere. Secondo il Rapporto Italia Eurispes 2020, mai smentito da nessuno – dal 2000 al 2017 – calcolando quanto avrebbe dovuto ricevere il Sud in spesa pubblica rispetto alla sua popolazione sul totale, l‘ammanco rispetto a quanto effettivamente ricevuto è di ben 840 miliardi di euro (circa 46,7 miliardi di euro per anno, dal 2000 al 2017). Una predazione di risorse che continua anno dopo anno. Con tutta evidenza il differenziale Nord/Sud è quindi voluto e ricercato da chi da sempre guida la politica del Paese, in barba alla Costituzione. Per quanto riguarda il Pnrr, potrebbe essere se non la soluzione almeno l’inizio di un percorso. Purtroppo, lo stato delle cose non permette di nutrire grandi speranze. Secondo le indicazioni della Commissione europea, l’Italia ha ricevuto la quota di fondi del Pnnr più alta di tutti i Paesi d’Europa (191,5 miliardi di euro) soprattutto per risolvere la situazione drammatica (maggiore disoccupazione e Pil inferiore) del Mezzogiorno. Al Sud, seguendo tali parametri, doveva essere destinato il 65% del Pnrr; il Governo ha retrocesso a suo insindacabile giudizio questa quota al 40%, ma anche questa rischia di rimanere sulla carta senza target territoriali, riducendosi così ulteriormente. Purtroppo, senza un supporto alle amministrazioni con minore capacità progettuale soprattutto per scarsità di personale, le amministrazioni del Sud – che su questo non hanno colpe – rischiano di andare in difficoltà e non riuscire a rispettare i tempi richiesti (2026); per cui, questa quota ridotta potrebbe diminuire ulteriormente, come sempre a favore di territori più ricchi e così come richiesto recentemente da alcuni presidenti e sindaci del Nord. Ovviamente il governo Draghi con tutta evidenza si è prestato a questo gioco, dimenticando che avrebbe potuto richiedere i poteri sostitutivi previsti dall’art.120 della Costituzione per aiutare i Comuni in difficoltà. Avrebbe potuto…

È questa una situazione denunciata a più riprese, ad esempio, dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha spesso evidenziato come, nell’arco dei suoi due mandati alla guida della città, il personale in forze al municipio partenopeo si sia ridotto del 60% (-1.654 unità) e come “quelli che dovrebbero correre più veloci, vengano messi in condizione di non poter correre”. Per quanto riguarda le amministrazioni locali, al Nord ci sono 1.471.000 dipendenti pubblici contro 1.227.000 del Sud e delle Isole. Tra il 2011 e il 2015 il Centro-Nord ha aumentato il numero di dipendenti pubblici di 26.000 unità, mentre il Sud è stato costretto, proprio per i minori trasferimenti, a ridurlo di 14.000.

Come si conciliano le Autonomie differenziate invocate dalle regioni più ricche del Paese con i principi fondamentali della Costituzione?

L’Autonomia differenziata è un progetto liberista che mette in pericolo l’unità stessa del Paese, così come da sempre vuole la Lega, che infatti ha ancora oggi al primo punto del suo statuto la “secessione della Padania”. Chi si accorda a queste richieste così come fanno presidenti, parlamentari, intellettuali, gruppi di potere e governi si assume interamente e a futura memoria la responsabilità di questa possibilità e della conseguente prossima e certo non auspicata “balcanizzazione” del Paese. Il processo è molto avanzato. Doveroso ricordare, per restare alla stringente attualità, che martedì 12 luglio è stato approvato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva avviata tre anni fa su autonomie differenziate in Commissione Bicamerale per le questioni regionali. Tutti a favore, anche i parlamentari meridionali, tranne la senatrice Granato, per procedere con l’Autonomia differenziata, con l’attuazione dell’art.116 della Costituzione e con la definizione della relativa Legge quadro, così come vogliono i governatori delle Regioni del Nord e la ministra Gelmini, senza prima definire i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni ndr). Invece di stabilire finalmente i fabbisogni standard per territorio, cioè determinare quali risorse minime sia giusto che lo Stato garantisca con imposte proprie o con la perequazione, si è scelto di continuare in base alla “spesa storica”, cioè in funzione di quel meccanismo perverso, quell’imbroglio, per cui a Reggio Calabria vi sono solo tre asili, mentre a Reggio Emilia 63, pur con una popolazione inferiore, i finanziamenti relativi non avverranno sulla base delle reali esigenze, ma solo fotografando “storicamente” la situazione esistente. Un vero e proprio insulto e una sfida ai cittadini Mezzogiorno. Così grazie all’applicazione della “spesa storica” un bambino del Sud, per questo Stato, ha sì diritto all’asilo nido, ma solo nella misura in cui gli enti locali del suo territorio siano stati capaci di vincere dei bandi competitivi con altri enti locali in luoghi più ricchi, più collegati e con più personale (anche grazie ai trasferimenti statali da sempre diseguali). In caso contrario, tale diritto decade e lui/lei e la sua famiglia, che paga le stesse tasse delle famiglie che risiedono in territori più ricchi, si devono arrangiare. Notando bene che queste famiglie pagheranno in futuro la stessa quota di tasse per la restituzione del prestito Recovery all’Europa dei territori più ricchi, pur avendo ricevuto molto meno.

Dal che si evidenza come sia stata quanto mai opportuna l’interrogazione alla ministra Gelmini, presentata dal Gruppo Parlamentare Manifesta il 30 maggio e preparata in collaborazione con il Laboratorio del Sud, che verte sui Lep messi ancora “in soffitta”, come dichiarato recentemente dalla ministra. Chi si richiama agli art. 116 e 117 della Costituzione per affermare che l’Autonomia differenziata va realizzata, spesso dimentica di dire che la definizione dei Lep attende da sempre. Anche loro sono previsti (art. 117, comma 2, lett. m), non si capisce perché debbano quindi attendere in “soffitta”.

Ricordiamo che i Lep sono quei servizi e quelle prestazioni che lo Stato deve garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, in quanto consentono il pieno rispetto dei diritti sociali e civili dei cittadini, costituzionalmente garantiti come il diritto alla salute e all’istruzione. Non sono un aspetto secondario da mettere in “soffitta”, almeno se si ritiene ancora di vivere in un Paese unito così come previsto dalla Costituzione. Ecco perché quanto sta accadendo è a dir poco assurdo ed è doveroso parlare di razzismo di Stato.

Qual è, e quale dovrebbe essere, il ruolo del Sud? Cosa si potrebbe e dovrebbe fare?

Circa un anno fa, Bankitalia ha proposto un approccio totalmente diverso rispetto a quello proposto da sempre dai governi nazionali, basato su studi e tabelle inoppugnabili che dimostrano quello che appare sempre più evidente a tutti, tranne che ai liberisti al governo, e cioè che per crescere l’Italia deve ridurre il divario tra Nord e Sud e rilanciare gli investimenti pubblici al Sud: “La competitività delle imprese è strettamente legata alla disponibilità di una rete adeguata di trasporti e di telecomunicazioni”, rete trasporti in particolare che come risaputo al Sud non è adeguata. Il Pil del Nord dipende meno di quanto si creda dalle esportazioni all’estero e più di quanto non si pensi dalla vendita dei prodotti al Sud. La situazione di import-export tra Nord e Sud Italia è resa possibile proprio dai tanto discussi trasferimenti fiscali da Nord a Sud. Detto ancora più semplicemente: se fossero annullati o anche solo ridotti (come all’atto pratico si concretizzerebbe con l’ottenimento dell’autonomia differenziata), il primo a farne le spese sarebbe proprio il Nord, che ne subirebbe le conseguenze peggiori.

Come dimostra un altro studio della Banca d’Italia, i 45 miliardi di euro annui che in media, nel decennio 1995-2005, sono stati trasferiti da Nord a Sud sono tornati indietro con gli interessi grazie ai prodotti che il Nord gli ha nel frattempo venduto: 63 miliardi di euro all’anno. Miliardi che diventano 70,5 l’anno se si aggiungono i soldi che il Nord incassa per i rimborsi della mobilità sanitaria di cui abbiamo parlato sopra. Ci sarebbe come trasferimento fiscale dal Sud al Nord anche la formazione dei giovani laureati che emigrano al Nord per lavorare. Sempre secondo Bankitalia, l’aumento di 1 solo euro del Pil al Sud produce una crescita di 40 centesimi del Pil al Centro-Nord. Mentre non accade il contrario. L’aumento del Pil di 1 euro al Centro-Nord determina infatti una crescita per l’intero Paese di soli 10 centesimi.

Investire sulla crescita del Sud comporterebbe un guadagno per l’intero Paese 4 volte maggiore. Un aumento di spesa dei consumatori del Sud di 100 euro innalza la produzione al Centro-Nord di 51,8 euro (di 20,2 euro al Nord-Ovest, di 14,3 euro al Nord-Est e di 17,3 al Centro). Secondo molti analisti e studiosi «se l’Italia dunque superasse le sue miopi illusioni di poter procedere a pezzi semi-separati, tornando a considerarsi Paese e sviluppando quindi anche il Sud, diverrebbe il Paese più competitivo d’Europa e forse del mondo».

Purtroppo, gli appelli ripetuti di Via Nazionale non paiono aver suscitato particolare attenzione nel Governo attuale così come nei precedenti. Il Sud oggi sembra quasi una nazione a parte ed è senza una reale rappresentanza politica a schiena dritta. È un limite che non possiamo più permetterci.

Fonte: Basilicata 24 articolo di Alessandro Cannavale




.


mercoledì 13 luglio 2022

Natale Cuccurese: “La Commissione parlamentare approva l’autonomia differenziata”. De Magistris si mobiliti contro. Se non ora, quando?



Nonostante la qualificata mobilitazione politica e civile, alimentata da costituzionalisti, accademici, studiosi, giornalisti e da forze politiche e culturali di orientamento progressista e meridionalista, contro l’approvazione della legge quadro gelminiana sull’autonomia differenziata  il Governo dei “migliori” procede imperterrito nel perseguire il disegno relativo all’istituzionalizzazione del Sud come “colonia estrattiva interna” di risorse sociali, economiche ed umane, a tutto vantaggio, ovviamente, del solito sistema-Nord bulimico ed onnivoro.

Ancora una volta, a lanciare l’allarme per il pericolo che venga attuato il federalismo estrattivo ed asimmetrico di matrice etno-liberista, che, non solo acuirebbe le diseguaglianze tra il Nord e il Sud del Paese, ma alimenterebbe anche quelle tra zone interne ed urbane, tra centri e periferie, tra ricchi e poveri, è il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Una brutta notizia, – ha scritto Cuccurese sulla sua pagina facebook personale – ieri (12 luglio, n.d.r.) è passato il documento programmatico su autonomie differenziate in Commissione parlamentare questioni regionali. Commissione mista fra Camera e Senato. Tutti a favore i leghisti e proto-leghisti del centrosinistra, tranne la Senatrice Granato, per procedere con l’autonomia differenziata e con la definizione della relativa Legge quadro, così come vogliono i governatori delle Regioni del Nord, senza prima definire i Lep, cioè continuando con la ‘spesa storica. Un vero e proprio insulto e una sfida ai cittadini Mezzogiorno”.

Dal che – ha concluso Cuccurese – si evidenza come sia stata quanto mai opportuna l’interrogazione alla Ministra Gelmini, presentata dal Gruppo Manifesta il 30 maggio e preparata in collaborazione con il Laboratorio del Sud, sui Lep ‘in soffitta’”.

Data la gravità della situazione su cui, tranne rarissime eccezioni, non a caso da sempre i media di regime hanno fatto scendere una vera e propria coltre di silenzio, sarebbe opportuno che il leader in pectore della costituenda forza di sinistra Unione Popolare, l’ex Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, anche questa volta, come fece nel 2019, denunci a chiare lettere la natura chiaramente eversiva, discriminatoria ed anticostituzionale dell’autonomia differenziata in salsa lombardo-veneta ed emiliano-romagnola. Se non ora, quando?  

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



.

.

Leggi tutto »



Nonostante la qualificata mobilitazione politica e civile, alimentata da costituzionalisti, accademici, studiosi, giornalisti e da forze politiche e culturali di orientamento progressista e meridionalista, contro l’approvazione della legge quadro gelminiana sull’autonomia differenziata  il Governo dei “migliori” procede imperterrito nel perseguire il disegno relativo all’istituzionalizzazione del Sud come “colonia estrattiva interna” di risorse sociali, economiche ed umane, a tutto vantaggio, ovviamente, del solito sistema-Nord bulimico ed onnivoro.

Ancora una volta, a lanciare l’allarme per il pericolo che venga attuato il federalismo estrattivo ed asimmetrico di matrice etno-liberista, che, non solo acuirebbe le diseguaglianze tra il Nord e il Sud del Paese, ma alimenterebbe anche quelle tra zone interne ed urbane, tra centri e periferie, tra ricchi e poveri, è il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Una brutta notizia, – ha scritto Cuccurese sulla sua pagina facebook personale – ieri (12 luglio, n.d.r.) è passato il documento programmatico su autonomie differenziate in Commissione parlamentare questioni regionali. Commissione mista fra Camera e Senato. Tutti a favore i leghisti e proto-leghisti del centrosinistra, tranne la Senatrice Granato, per procedere con l’autonomia differenziata e con la definizione della relativa Legge quadro, così come vogliono i governatori delle Regioni del Nord, senza prima definire i Lep, cioè continuando con la ‘spesa storica. Un vero e proprio insulto e una sfida ai cittadini Mezzogiorno”.

Dal che – ha concluso Cuccurese – si evidenza come sia stata quanto mai opportuna l’interrogazione alla Ministra Gelmini, presentata dal Gruppo Manifesta il 30 maggio e preparata in collaborazione con il Laboratorio del Sud, sui Lep ‘in soffitta’”.

Data la gravità della situazione su cui, tranne rarissime eccezioni, non a caso da sempre i media di regime hanno fatto scendere una vera e propria coltre di silenzio, sarebbe opportuno che il leader in pectore della costituenda forza di sinistra Unione Popolare, l’ex Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, anche questa volta, come fece nel 2019, denunci a chiare lettere la natura chiaramente eversiva, discriminatoria ed anticostituzionale dell’autonomia differenziata in salsa lombardo-veneta ed emiliano-romagnola. Se non ora, quando?  

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese



.

.

lunedì 11 luglio 2022

VERSO L' UNIONE POPOLARE!

Di Antonio Luongo 

Sabato a Roma, insieme al Partito del Sud, per costruire una speranza per l'Italia. 
Ce la stiamo mettendo tutta! 

Non ci servono “carrieristi” ma sana militanza attiva. Occorrono persone che possono intercettare i tanti cittadini che non credono più nella politica, perché disincantati proprio dalla politica politicante fatta da trasformisti voltagabbana pronti a vendersi al miglior offerente, da qualche anno tanto di moda. 

Sono stati commessi molti errori nel passato recente, questo progetto deve camminare sulle gambe di persone coerenti e di indiscussa moralità politica per dare forza e sostanza alla UNIONE POPOLARE. Bisogna parlare con le donne e gli uomini in particolare nelle periferie dove la crisi morde di più, spiegare perché bisogna mandare a casa questo governo antipopolare. 
Insieme ce la faremo!







.










Leggi tutto »
Di Antonio Luongo 

Sabato a Roma, insieme al Partito del Sud, per costruire una speranza per l'Italia. 
Ce la stiamo mettendo tutta! 

Non ci servono “carrieristi” ma sana militanza attiva. Occorrono persone che possono intercettare i tanti cittadini che non credono più nella politica, perché disincantati proprio dalla politica politicante fatta da trasformisti voltagabbana pronti a vendersi al miglior offerente, da qualche anno tanto di moda. 

Sono stati commessi molti errori nel passato recente, questo progetto deve camminare sulle gambe di persone coerenti e di indiscussa moralità politica per dare forza e sostanza alla UNIONE POPOLARE. Bisogna parlare con le donne e gli uomini in particolare nelle periferie dove la crisi morde di più, spiegare perché bisogna mandare a casa questo governo antipopolare. 
Insieme ce la faremo!







.










mercoledì 6 luglio 2022

[VIDEO] Conferenza su Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo- L' introduzione di Natale Cuccurese Presidente nazionale del Partito del Sud

 

La Conferenza su "Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo" del 2-3 luglio 2022 a Eboli è una tappa del lavoro svolto sul Mezzogiorno e sulle questioni ad esso connesse e si propone di sviluppare e approfondire analisi e proposte, alla luce delle problematiche di questa modernità, segnata dalla pandemia, dalla guerra e dal cambiamento climatico. Nelle 3 sezioni di lavoro abbiamo provato a indagare il nesso tra la condizione sociale, antropologica e politico-culturale del Sud dell'Italia e quella degli altri Sud, in relazione agli sconvolgimenti epocali e globali.



A questo link tutti gli interventi della due giorni di Eboli: https://transform-italia.it/conferenza-su-mezzogiorno-tra-europa-e-mediterraneo-ii-sessione/?fbclid=IwAR2xSpktHcWU182WPe1v3vPaJmEe3I5ehXn3YpdXlFz9MYLcgZzknxpcHgc


.

Leggi tutto »

 

La Conferenza su "Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo" del 2-3 luglio 2022 a Eboli è una tappa del lavoro svolto sul Mezzogiorno e sulle questioni ad esso connesse e si propone di sviluppare e approfondire analisi e proposte, alla luce delle problematiche di questa modernità, segnata dalla pandemia, dalla guerra e dal cambiamento climatico. Nelle 3 sezioni di lavoro abbiamo provato a indagare il nesso tra la condizione sociale, antropologica e politico-culturale del Sud dell'Italia e quella degli altri Sud, in relazione agli sconvolgimenti epocali e globali.



A questo link tutti gli interventi della due giorni di Eboli: https://transform-italia.it/conferenza-su-mezzogiorno-tra-europa-e-mediterraneo-ii-sessione/?fbclid=IwAR2xSpktHcWU182WPe1v3vPaJmEe3I5ehXn3YpdXlFz9MYLcgZzknxpcHgc


.

martedì 28 giugno 2022

Luigi de Magistris a Puianello di Quattro Castella e a Reggio Emilia

Belle suggestioni quelle lanciate ieri da Luigi de Magistris nei due incontri di Puianello nel pomeriggio e a Reggio Emilia in serata.
Attraverso il suo libro ha raccontato l'esperienza di sindaco di una grande città come quella di Napoli portata avanti avendo come riferimento l'attuazione della Costituzione e come prassi amministrativa la partecipazione, i diritti di cittadinanza, i beni comuni e la giustizia sociale. Non è un caso che Napoli sia l'unica grande città italiana ad aver ripubblicizzato l'acqua attuando il referendum sui beni comuni del 2011.
Un'esperienza che per 10 anni è stata sostenuta da una coalizione di reti civiche e dei partiti della sinistra e che ha messo all'opposizione centrosinistra e destre, quelli che oggi stanno tutti assieme a sostegno di Draghi, compresa la finta opposizione della Meloni.
Il suo contributo nella costruzione di un'alternativa nazionale da proporre ed articolare assieme ad un elettorato sempre più ampio, che chiede contenuti diversi e che oggi non ha alcuna rappresenza politica tanto a livello nazionale, e spesso anche a livello locale, può essere molto importante.
Hanno dialogato con de Magistris, a Puianello, il sindaco di Quattro Castella Alberto Olmi, che ha dato il benvenuto a de Magistris, Barbara Castiglioni che ha coordinato la presentazione, Natale Cuccurese consigliere comunale per Sinistra Unita e Maurizio Gambarelli che ha fatto gli onori di casa. Presenti in sala amministratori del territorio, associazioni e cittadini.
A Reggio Emilia Elia Minari ha condotto la serata attraverso gli articoli della Costituzione, il consigliere comunale Dario De Lucia e l’assessora di Rubiera Chiara Albanese che han contribuito al dialogo con la loro esperienza di amministratori.
Anche in questo caso nutrita presenza fra il pubblico di amministratori locali, rappresentanti di associazioni, partiti e tanti cittadini. Da rimarcare la presenza ai due incontri di Enrico Panini, già assessore e vicesindaco di Napoli durante l’Amministrazione de Magistris, che ha contributo alle presentazioni con preziosi ricordi e considerazioni personali.

Una bella esperienza emiliana che ha sicuramente arricchito i partecipanti aumentando in tutti i presenti la consapevolezza che insieme si può e si deve andare senza paura in “direzione ostinata e contraria” per cambiare lo stato attuale delle cose. 





















Leggi tutto »
Belle suggestioni quelle lanciate ieri da Luigi de Magistris nei due incontri di Puianello nel pomeriggio e a Reggio Emilia in serata.
Attraverso il suo libro ha raccontato l'esperienza di sindaco di una grande città come quella di Napoli portata avanti avendo come riferimento l'attuazione della Costituzione e come prassi amministrativa la partecipazione, i diritti di cittadinanza, i beni comuni e la giustizia sociale. Non è un caso che Napoli sia l'unica grande città italiana ad aver ripubblicizzato l'acqua attuando il referendum sui beni comuni del 2011.
Un'esperienza che per 10 anni è stata sostenuta da una coalizione di reti civiche e dei partiti della sinistra e che ha messo all'opposizione centrosinistra e destre, quelli che oggi stanno tutti assieme a sostegno di Draghi, compresa la finta opposizione della Meloni.
Il suo contributo nella costruzione di un'alternativa nazionale da proporre ed articolare assieme ad un elettorato sempre più ampio, che chiede contenuti diversi e che oggi non ha alcuna rappresenza politica tanto a livello nazionale, e spesso anche a livello locale, può essere molto importante.
Hanno dialogato con de Magistris, a Puianello, il sindaco di Quattro Castella Alberto Olmi, che ha dato il benvenuto a de Magistris, Barbara Castiglioni che ha coordinato la presentazione, Natale Cuccurese consigliere comunale per Sinistra Unita e Maurizio Gambarelli che ha fatto gli onori di casa. Presenti in sala amministratori del territorio, associazioni e cittadini.
A Reggio Emilia Elia Minari ha condotto la serata attraverso gli articoli della Costituzione, il consigliere comunale Dario De Lucia e l’assessora di Rubiera Chiara Albanese che han contribuito al dialogo con la loro esperienza di amministratori.
Anche in questo caso nutrita presenza fra il pubblico di amministratori locali, rappresentanti di associazioni, partiti e tanti cittadini. Da rimarcare la presenza ai due incontri di Enrico Panini, già assessore e vicesindaco di Napoli durante l’Amministrazione de Magistris, che ha contributo alle presentazioni con preziosi ricordi e considerazioni personali.

Una bella esperienza emiliana che ha sicuramente arricchito i partecipanti aumentando in tutti i presenti la consapevolezza che insieme si può e si deve andare senza paura in “direzione ostinata e contraria” per cambiare lo stato attuale delle cose. 





















domenica 26 giugno 2022

Luigi de Magistris a Puianello di Quattro Castella e a Reggio Emilia lunedì 27 giugno per presentare il suo libro fotoracconto della più lunga consigliatura di Napoli, terza città d’Italia.

 


▶ alle ore 17.00 del 27 giugno saremo al Cinema Eden di Puianello. Si confronteranno con l’autore e con il pubblico Barbara Castiglioni, con il Presidente nazionale del Partito del Sud e consigliere comunale di Quattro Castella Natale Cuccurese e Maurizio Gambarelli;
▶ alle ore 21.00 saremo alla libreria Punto Einaudi di Via Monzermone 3/d, ed utilizzando lo spazio messo a disposizione da Rebell, de Magistris parlerà dei tratti salienti dalla propria esperienza politico-istituzionale, dialogherà con il consigliere comunale Dario De Lucia, Chiara Albanese ed Elia Minari e si confronterà con quanti saranno presenti fra il pubblico.
Per partecipare agli eventi: presentazionedemagistris@gmail.com
----------------
Gli appuntamenti di Puianello di Quattro Castella e di Reggio Emilia, che sono inseriti nel ricco calendario di presentazioni che ha preso il via nei primi giorni di maggio e che sta toccando le più importanti città del nostro Paese, sono organizzati e promossi dalla nostra Casa editrice e saranno l’occasione, grazie ad autorevoli presenze che si confronteranno con Luigi de Magistris, per una discussione più generale che, a partire dall’esperienza amministrativa napoletana, si rivolge ai temi di una necessaria agenda politica nazionale: dalla pace al lavoro, dalla lotta alla criminalità all’ambiente, dall’acqua pubblica come hanno voluto i cittadini con un netto pronunciamento referendario alla difesa della scuola pubblica.
“Attraverso Napoli, 10 anni di passione” è un libro di foto e storie che raccontano alcuni dei momenti caratterizzanti gli oltre 10 anni che hanno accompagnato il mandato dell’ex sindaco di Napoli. Con la prefazione di Valeria Parrella, i 51 racconti scorrono nelle 160 pagine accompagnati dalle 85 fotografie di Velia Cammarano, Gigi Valentino ed Alessandro Capuozzo.
Il libro è pubblicato dalla Casa editrice “Marotta&Cafiero”, una realtà molto importante nel panorama editoriale nazionale che abbiamo voluto intitolare ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, un ragazzo disabile di 25 anni ucciso per errore a Scampia.

.


Leggi tutto »

 


▶ alle ore 17.00 del 27 giugno saremo al Cinema Eden di Puianello. Si confronteranno con l’autore e con il pubblico Barbara Castiglioni, con il Presidente nazionale del Partito del Sud e consigliere comunale di Quattro Castella Natale Cuccurese e Maurizio Gambarelli;
▶ alle ore 21.00 saremo alla libreria Punto Einaudi di Via Monzermone 3/d, ed utilizzando lo spazio messo a disposizione da Rebell, de Magistris parlerà dei tratti salienti dalla propria esperienza politico-istituzionale, dialogherà con il consigliere comunale Dario De Lucia, Chiara Albanese ed Elia Minari e si confronterà con quanti saranno presenti fra il pubblico.
Per partecipare agli eventi: presentazionedemagistris@gmail.com
----------------
Gli appuntamenti di Puianello di Quattro Castella e di Reggio Emilia, che sono inseriti nel ricco calendario di presentazioni che ha preso il via nei primi giorni di maggio e che sta toccando le più importanti città del nostro Paese, sono organizzati e promossi dalla nostra Casa editrice e saranno l’occasione, grazie ad autorevoli presenze che si confronteranno con Luigi de Magistris, per una discussione più generale che, a partire dall’esperienza amministrativa napoletana, si rivolge ai temi di una necessaria agenda politica nazionale: dalla pace al lavoro, dalla lotta alla criminalità all’ambiente, dall’acqua pubblica come hanno voluto i cittadini con un netto pronunciamento referendario alla difesa della scuola pubblica.
“Attraverso Napoli, 10 anni di passione” è un libro di foto e storie che raccontano alcuni dei momenti caratterizzanti gli oltre 10 anni che hanno accompagnato il mandato dell’ex sindaco di Napoli. Con la prefazione di Valeria Parrella, i 51 racconti scorrono nelle 160 pagine accompagnati dalle 85 fotografie di Velia Cammarano, Gigi Valentino ed Alessandro Capuozzo.
Il libro è pubblicato dalla Casa editrice “Marotta&Cafiero”, una realtà molto importante nel panorama editoriale nazionale che abbiamo voluto intitolare ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, un ragazzo disabile di 25 anni ucciso per errore a Scampia.

.


sabato 25 giugno 2022

Natale Cuccurese: “Le prossime elezioni incombono e l’asse del Nord vuole mostrare agli elettori plaudenti la testa mozzata della colonia Sud”




Mercoledì 22 giugno si è tenuto a Roma un vertice tra i Presidenti delle Regioni colonizzatrici Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana e la Ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini per la condivisione definitiva della bozza di legge quadro sull’autonomia differenziata, il cui obiettivo strategico consta nel mettere in cassaforte il bottino frutto dei reiterati scippi perpetrati a Costituzione rovesciata ai danni della colonia Sud, grazie alla legittimazione definitiva del “piede di porco” della spesa storica.  

Di recente, sul tema è intervenuto il Presidente del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Il vertice di ieri fra ‘governatori’ leghisti e proto-leghisti delle sole regioni del Nord somiglia più ad una seduta segreta di una loggia massonica che ad un consesso democratico. Il popolino non deve sapere e infatti nessuna forza politica presente nel Parlamento commissariato reagisce e mette un argine a questo esproprio di democrazia. Se la cantano e se la suonano da soli, esautorando il Parlamento, le Regioni meridionali, i cittadini”.

Ovviamente – ha proseguito Cuccurese – vista la situazione guai parlare di barricate da Sud o di secessione, quello può farlo e minacciarlo solo la Padania, i meridionali non hanno neanche più il diritto di protestare, peggio ancora di lamentarsi. Tanto sui media nazionali non hanno voce. I governatori del Nord fanno esclusivamente i fatti loro e cercano le ‘condizioni per fare presto’ e in silenzio questo esproprio di democrazia e di futuro ai danni di tutto il Paese insieme alla ministra Gelmini, grande amica della ministra del Sud (?) Carfagna, che, infatti, colpevolmente tace”.

Le prossime elezioni – ha concluso Cuccurese – incombono, dal palco bisogna mostrare agli elettori plaudenti la testa mozzata del Sud”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.

Leggi tutto »




Mercoledì 22 giugno si è tenuto a Roma un vertice tra i Presidenti delle Regioni colonizzatrici Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana e la Ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini per la condivisione definitiva della bozza di legge quadro sull’autonomia differenziata, il cui obiettivo strategico consta nel mettere in cassaforte il bottino frutto dei reiterati scippi perpetrati a Costituzione rovesciata ai danni della colonia Sud, grazie alla legittimazione definitiva del “piede di porco” della spesa storica.  

Di recente, sul tema è intervenuto il Presidente del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Il vertice di ieri fra ‘governatori’ leghisti e proto-leghisti delle sole regioni del Nord somiglia più ad una seduta segreta di una loggia massonica che ad un consesso democratico. Il popolino non deve sapere e infatti nessuna forza politica presente nel Parlamento commissariato reagisce e mette un argine a questo esproprio di democrazia. Se la cantano e se la suonano da soli, esautorando il Parlamento, le Regioni meridionali, i cittadini”.

Ovviamente – ha proseguito Cuccurese – vista la situazione guai parlare di barricate da Sud o di secessione, quello può farlo e minacciarlo solo la Padania, i meridionali non hanno neanche più il diritto di protestare, peggio ancora di lamentarsi. Tanto sui media nazionali non hanno voce. I governatori del Nord fanno esclusivamente i fatti loro e cercano le ‘condizioni per fare presto’ e in silenzio questo esproprio di democrazia e di futuro ai danni di tutto il Paese insieme alla ministra Gelmini, grande amica della ministra del Sud (?) Carfagna, che, infatti, colpevolmente tace”.

Le prossime elezioni – ha concluso Cuccurese – incombono, dal palco bisogna mostrare agli elettori plaudenti la testa mozzata del Sud”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.

sabato 18 giugno 2022

Natale Cuccurese: “Col Governo dei ‘migliori’ riesplode il divario Nord-Sud e ci si avvia verso la balcanizzazione del Paese”

 Giorno dopo giorno, la costruzione dell’Italia post-pandemica e post-bellica prende sempre più corpo. E vista da Sud non è un’Italia, così come vorrebbe la Costituzione, incentrata sulla solidarietà, sull’equità e sull’uguaglianza dei diritti, Vista da Sud, invece, è la solita Italia matrigna che distingue tra “figli” residente al Nord e “figliastri” residenti al Sud.

Di recente, è tornato sull’argomento il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social ha osservato: “Col governo dei ‘migliori’ si continuano a drenare risorse nel Mezzogiorno per portarle al Nord. Infatti, le famiglie in povertà assoluta calano al Nord e aumentano al Sud. Intanto i partiti che sostengono Draghi sono pronti a far partire l’autonomia differenziata, un progetto che porterà presto alla balcanizzazione del Paese”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.


Leggi tutto »

 Giorno dopo giorno, la costruzione dell’Italia post-pandemica e post-bellica prende sempre più corpo. E vista da Sud non è un’Italia, così come vorrebbe la Costituzione, incentrata sulla solidarietà, sull’equità e sull’uguaglianza dei diritti, Vista da Sud, invece, è la solita Italia matrigna che distingue tra “figli” residente al Nord e “figliastri” residenti al Sud.

Di recente, è tornato sull’argomento il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social ha osservato: “Col governo dei ‘migliori’ si continuano a drenare risorse nel Mezzogiorno per portarle al Nord. Infatti, le famiglie in povertà assoluta calano al Nord e aumentano al Sud. Intanto i partiti che sostengono Draghi sono pronti a far partire l’autonomia differenziata, un progetto che porterà presto alla balcanizzazione del Paese”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.


martedì 7 giugno 2022

A NAPOLI SABATO 11 GIUGNO CONVEGNO: "MEZZOGIORNO RISORSA POSSIBILE TRA DUE MONDI"

Sabato 11 giugno Natale Cuccurese, Presidente/Segretario del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, sarà a Napoli per parlare di “guerra, crisi e #Mezzogiorno”. Quali saranno le conseguenze della crisi in corso per il #Sud.


Vi aspettiamo a questo Convegno organizzato da @ilPCI all’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 10.00









.

Leggi tutto »

Sabato 11 giugno Natale Cuccurese, Presidente/Segretario del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, sarà a Napoli per parlare di “guerra, crisi e #Mezzogiorno”. Quali saranno le conseguenze della crisi in corso per il #Sud.


Vi aspettiamo a questo Convegno organizzato da @ilPCI all’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 10.00









.

mercoledì 1 giugno 2022

Natale Cuccurese: “L’asse Carfagna-Ambrosetti privatizza la questione meridionale”



Dietro la retorica imbonitrice del Governo dei “migliori” sullo storico divario tra Nord e Sud Italia, in realtà, si celano gli interessi dei gruppi imprenditoriali settentrionali, che, grazie alla regia della Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna da Salerno, si apprestano a trarre profitti dalla “nuova questione meridionale”.

Questo, in estrema sintesi, l’allarme lanciato tramite social dal Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Nel convegno di Sorrento, – ha osservato Cuccurese – una specie di ‘sagra del piatto di lenticchie’ tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di ‘svendere’ gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, Mara Carfagna, sostituendo la Svimez con il forum Ambrosetti, ha dato forse inizio ad una nuova stagione di sfruttamento per il Mezzogiorno, ovvero alla privatizzazione della Questione Meridionale”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.


Leggi tutto »



Dietro la retorica imbonitrice del Governo dei “migliori” sullo storico divario tra Nord e Sud Italia, in realtà, si celano gli interessi dei gruppi imprenditoriali settentrionali, che, grazie alla regia della Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna da Salerno, si apprestano a trarre profitti dalla “nuova questione meridionale”.

Questo, in estrema sintesi, l’allarme lanciato tramite social dal Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese.

Nel convegno di Sorrento, – ha osservato Cuccurese – una specie di ‘sagra del piatto di lenticchie’ tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di ‘svendere’ gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, Mara Carfagna, sostituendo la Svimez con il forum Ambrosetti, ha dato forse inizio ad una nuova stagione di sfruttamento per il Mezzogiorno, ovvero alla privatizzazione della Questione Meridionale”.

Fonte: Vesuvianonews-articolo di Salvatore Lucchese


.


sabato 21 maggio 2022

Natale Cuccurese: “Al Sud le prediche, alle Università del Nord i soldi”

Non è trascorsa neanche una settimana dal Forum sorrentino “Vieni al Sud” promosso dalla Ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna da Salerno che si copre che quello che, grazie ai presunti miracoli di “Santo” Mario Draghi da Roma, è stato propagandisticamente presentato come il “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo” continua, invece, a subire “scippi” su “scippi” a tutto vantaggio dell’oramai famigerata locomotiva Nord.

Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Fondi alle Università, Sud penalizzato dal meccanismo iniquo che premia un Nord già ricco. Continuano così le prediche a vuoto, come quella del Forum di Sorrento, sulla volontà di fare sviluppare il Mezzogiorno, mentre si procede come sempre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti privilegiando una parte, la solita”. “Il sistema – ha concluso Cuccurese – ricalca quello aberrante degli asili nido per cui i soldi pubblici vanno alle realtà in cui le strutture già esistono”.

Insomma, altro che “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo”. Purtroppo, il Sud continua ad essere trattato, invece, come la solita colonia estrattiva interna di risorse ad opera di un sistema Nord sempre più bulimico.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese




Leggi tutto »

Non è trascorsa neanche una settimana dal Forum sorrentino “Vieni al Sud” promosso dalla Ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna da Salerno che si copre che quello che, grazie ai presunti miracoli di “Santo” Mario Draghi da Roma, è stato propagandisticamente presentato come il “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo” continua, invece, a subire “scippi” su “scippi” a tutto vantaggio dell’oramai famigerata locomotiva Nord.

Sul tema è intervenuto il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che, tramite i canali social, ha denunciato: “Fondi alle Università, Sud penalizzato dal meccanismo iniquo che premia un Nord già ricco. Continuano così le prediche a vuoto, come quella del Forum di Sorrento, sulla volontà di fare sviluppare il Mezzogiorno, mentre si procede come sempre quando si tratta di passare dalle parole ai fatti privilegiando una parte, la solita”. “Il sistema – ha concluso Cuccurese – ricalca quello aberrante degli asili nido per cui i soldi pubblici vanno alle realtà in cui le strutture già esistono”.

Insomma, altro che “Mezzogiorno capitale del nuovo mondo”. Purtroppo, il Sud continua ad essere trattato, invece, come la solita colonia estrattiva interna di risorse ad opera di un sistema Nord sempre più bulimico.

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese




mercoledì 18 maggio 2022

Forum del Sud: come ti finanzio il Nord

 di Natale Cuccurese

Con la foto fra il sorridente ministro Brunetta (il più acerrimo nemico del South working) che ha dichiarato che non c’è una questione meridionale, ma mediterranea e la ministra Gelmini, che sul tavolo nazionale vuole mettere in “soffitta” i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni) a proposito di Autonomia differenziata (sul tema segnalo l’interrogazione da poco presentata dalla Capogruppo di ManifestA alla Camera, On. Simona Suriano, realizzata in collaborazione con il Laboratorio la Riscossa del Sud), la ministra del Sud Carfagna ci ha deliziato il fine settimana organizzando il Forum del Sud di Sorrento.

Una specie di “sagra del piatto di lenticchie” tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di “svendere” gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, in questo momento quanto mai prezioso. Intendiamoci, è sempre bene che il Governo si interessi al Mezzogiorno e ne discuta, ma indicare i rigassificatori come priorità non pare proprio il massimo.

Particolarmente preoccupante il riferimento alla “sostituzione da parte della cabina di regia delle amministrazioni lente o inadempienti” a proposito di PNRR. Eppure da mesi denunciamo la situazione delle amministrazioni del Sud in condizioni di emergenza, con poco personale tecnico e impossibilitate a rispettati i tempi stretti richiesti nella presentazione dei progetti, causa i tagli imposti dai governi da più di un decennio causa austerity e spending review. Tagli che hanno colpito in misura molto maggiore le amministrazioni del Sud.

Inutile richiamare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 120 di una Costituzione che con tutta evidenza non è più in vigore da tempo in Italia. Certo sarebbe stato carino avvisare i cittadini che, per i fondi del PNRR, fra bandi che spariscono, allocazioni che cambiano, criteri che mancano, sarà molto difficile raggiungere quel 40% di fondi destinati al Mezzogiorno dal totale di 191,5 miliardi in arrivo dalla UE. Percentuale che la ministra del Sud però continua a ripetere che arriverà a destinazione, come un mantra autoassolutorio. Questo a maggior ragione se improvvisamente le “ferree” regole del PNRR, oggi con la guerra in Ucraina, pare diventino carta straccia. Si finanzieranno infatti anche opere inquinanti legate a petrolio e gas, ovviamente partendo dai nuovi rigassificatori da collocarsi nel Mezzogiorno, così come detto dalla ministra Carfagna a Sorrento. E la transizione ecologica? Ma, figuriamoci, il Sud dietro le belle parole, è solo e come sempre visto esclusivamente come colonia estrattiva e se si inquina e sfrutta, poco male.

Eppure il ministro Franco ha snocciolato tutte le problematiche che da sempre affliggono il Mezzogiorno e che da sempre denunciamo e nel suo caso non è neppure la prima volta. Problematiche che con tutta evidenza sono quindi ben conosciute dal Governo, quello che manca sono le soluzioni o forse la volontà di ricercarle e applicarle. Dice infatti il ministro Franco: “Il PIL pro capite è al Sud il 55% di quello del Nord. È un divario enorme”. Per conseguire tassi di crescita più robusti è cruciale imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Il PNRR è un’opportunità nuova”, ma da solo non basta. Bisogna utilizzare tutti i fondi a disposizione e “saper spendere” le risorse, con una capacità “adeguata” di realizzare i progetti. L’ampiezza dei divari e il loro perdurare nel tempo indicano che i ritardi del Mezzogiorno non possono essere riassorbiti solo con un piano di 6 anni, per quanto ben congegnato. Il PNRR è fondamentale, ma non basta, dobbiamo esserne consapevoli. Per un tema di questa portata serve una strategia politica economica del Paese che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione. A partire dai Fondi strutturali europei e dai fondi Sviluppo e coesione in un’ottica di complementarietà che vada oltre l’orizzonte temporale del Piano.

Tutto corretto, ma tutte cose che se restano solo proclami, si rivelano per quello che sono: propaganda utile solo a dare speranze ai cittadini meridionali così da raccattare qualche “voto ingenuo”.

Infatti, resta evidente che a Sorrento ha giocato a tutto campo, ma sempre a favore del Partito Unico del Nord, la ministra del Sud Mara Carfagna. Incalzata (come raramente accade) dalle domande dei giornalisti, ha rassicurato su ogni fronte, spostando l’arrivo di fondi per il Sud in un prossimo immaginifico futuro, ma garantendo sempre e comunque la quota del 40% al Sud, mentre le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha affermato di evitare le “pigre interpretazioni sul Sud” sono consolatorie, ma bisogna capire, appunto, se saranno foriere di iniziative concrete anche sulle infrastrutture, dato che adesso il Mezzogiorno è visto come hub del gas, anche questo principalmente nell’interesse del Nord, data la crisi in corso. Comunque, nel caso, ben vengano infrastrutture e collegamenti migliori che si aspettavano da decenni, anche se ancora una volta si nota il disinteresse riguardo le vocazioni produttive del Mezzogiorno.

Manca ad esempio dal dibattito il potenziamento della capacità produttiva di industria e servizi avanzati al Sud. Il PNRR destina a questo risorse per oltre 13 miliardi a Industria 4.0, che sarà utilizzata in larga parte al Nord, nei soli territori della cosiddetta “locomotiva”. Bisognerebbe accompagnare la transizione digitale ed energetica, non coi rigassificatori, ma con grandi iniziative di politiche pubbliche favorendo la nascita di occupazione di qualità nel Meridione. Non a caso tra le cinque Regioni di Paesi europei nelle quali il tasso d’occupazione è peggiore, ben 4, secondo i dati Eurostat di dieci giorni fa, sono italiane. Si tratta, nell’ordine, di Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%), Campania (41,3%), Calabria (42%) e Puglia (46,7%), mentre il tasso medio per l’Ue a 27 è del 68,4%. Assieme alle quattro regioni italiane c’è anche la Guyana francese, che si trova però in Sudamerica, a testimoniare la condizione coloniale che affligge il Sud. Così si favoriscono solo la fuga dei cervelli e la desertificazione demografica.

Non a caso pochi giorni fa il presidente della SVIMEZ, Adriano Giannola ha denunciato senza mezzi termini un’altra emergenza: “I bandi PNRR sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare: “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.

Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del Paese per realizzare i servizi dove necessario”.

L’immagine più distorta che arriva da Sorrento è ancora quella leghista, cioè del Meridione come un luogo d’elezione dell’impiego pubblico, mentre come detto abbiamo il problema opposto: le strutture statali del Sud sono sotto organico e andrebbero potenziate. Bisognerebbe assumere negli uffici di programmazione come negli asili, mentre il MIUR formula una norma che scaverà un enorme fossato tra università del Nord e del Sud. E così, come da decenni, ancora si parla per il solo Mezzogiorno di investimenti a rischio mafie, pericolo sicuramente vero, ma anche al Nord le mafie sono ben presenti come dimostra, fra gli altri il processo AEmilia. E poi, diciamocelo, perché discriminare e penalizzare solo i territori del Sud quando “la linea della palma” ha da tempo scavalcato le Alpi. Ma, poi, queste mafie non dovrebbe sconfiggerle lo Stato?! Perché non lo fa?!

Fonte: Transform!italia



Leggi tutto »

 di Natale Cuccurese

Con la foto fra il sorridente ministro Brunetta (il più acerrimo nemico del South working) che ha dichiarato che non c’è una questione meridionale, ma mediterranea e la ministra Gelmini, che sul tavolo nazionale vuole mettere in “soffitta” i LEP (Livelli essenziali delle prestazioni) a proposito di Autonomia differenziata (sul tema segnalo l’interrogazione da poco presentata dalla Capogruppo di ManifestA alla Camera, On. Simona Suriano, realizzata in collaborazione con il Laboratorio la Riscossa del Sud), la ministra del Sud Carfagna ci ha deliziato il fine settimana organizzando il Forum del Sud di Sorrento.

Una specie di “sagra del piatto di lenticchie” tutta a vantaggio di prenditori, think tank, multinazionali, politicanti in cerca di visibilità in vista delle prossime elezioni, lobby, multiutility, tutti/e del Nord, evidentemente al fine di “svendere” gli ultimi asset del Mezzogiorno partendo dal settore energetico, in questo momento quanto mai prezioso. Intendiamoci, è sempre bene che il Governo si interessi al Mezzogiorno e ne discuta, ma indicare i rigassificatori come priorità non pare proprio il massimo.

Particolarmente preoccupante il riferimento alla “sostituzione da parte della cabina di regia delle amministrazioni lente o inadempienti” a proposito di PNRR. Eppure da mesi denunciamo la situazione delle amministrazioni del Sud in condizioni di emergenza, con poco personale tecnico e impossibilitate a rispettati i tempi stretti richiesti nella presentazione dei progetti, causa i tagli imposti dai governi da più di un decennio causa austerity e spending review. Tagli che hanno colpito in misura molto maggiore le amministrazioni del Sud.

Inutile richiamare i poteri sostitutivi previsti dall’art. 120 di una Costituzione che con tutta evidenza non è più in vigore da tempo in Italia. Certo sarebbe stato carino avvisare i cittadini che, per i fondi del PNRR, fra bandi che spariscono, allocazioni che cambiano, criteri che mancano, sarà molto difficile raggiungere quel 40% di fondi destinati al Mezzogiorno dal totale di 191,5 miliardi in arrivo dalla UE. Percentuale che la ministra del Sud però continua a ripetere che arriverà a destinazione, come un mantra autoassolutorio. Questo a maggior ragione se improvvisamente le “ferree” regole del PNRR, oggi con la guerra in Ucraina, pare diventino carta straccia. Si finanzieranno infatti anche opere inquinanti legate a petrolio e gas, ovviamente partendo dai nuovi rigassificatori da collocarsi nel Mezzogiorno, così come detto dalla ministra Carfagna a Sorrento. E la transizione ecologica? Ma, figuriamoci, il Sud dietro le belle parole, è solo e come sempre visto esclusivamente come colonia estrattiva e se si inquina e sfrutta, poco male.

Eppure il ministro Franco ha snocciolato tutte le problematiche che da sempre affliggono il Mezzogiorno e che da sempre denunciamo e nel suo caso non è neppure la prima volta. Problematiche che con tutta evidenza sono quindi ben conosciute dal Governo, quello che manca sono le soluzioni o forse la volontà di ricercarle e applicarle. Dice infatti il ministro Franco: “Il PIL pro capite è al Sud il 55% di quello del Nord. È un divario enorme”. Per conseguire tassi di crescita più robusti è cruciale imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Il PNRR è un’opportunità nuova”, ma da solo non basta. Bisogna utilizzare tutti i fondi a disposizione e “saper spendere” le risorse, con una capacità “adeguata” di realizzare i progetti. L’ampiezza dei divari e il loro perdurare nel tempo indicano che i ritardi del Mezzogiorno non possono essere riassorbiti solo con un piano di 6 anni, per quanto ben congegnato. Il PNRR è fondamentale, ma non basta, dobbiamo esserne consapevoli. Per un tema di questa portata serve una strategia politica economica del Paese che utilizzi tutti gli strumenti a disposizione. A partire dai Fondi strutturali europei e dai fondi Sviluppo e coesione in un’ottica di complementarietà che vada oltre l’orizzonte temporale del Piano.

Tutto corretto, ma tutte cose che se restano solo proclami, si rivelano per quello che sono: propaganda utile solo a dare speranze ai cittadini meridionali così da raccattare qualche “voto ingenuo”.

Infatti, resta evidente che a Sorrento ha giocato a tutto campo, ma sempre a favore del Partito Unico del Nord, la ministra del Sud Mara Carfagna. Incalzata (come raramente accade) dalle domande dei giornalisti, ha rassicurato su ogni fronte, spostando l’arrivo di fondi per il Sud in un prossimo immaginifico futuro, ma garantendo sempre e comunque la quota del 40% al Sud, mentre le dichiarazioni del presidente Mario Draghi, che ha affermato di evitare le “pigre interpretazioni sul Sud” sono consolatorie, ma bisogna capire, appunto, se saranno foriere di iniziative concrete anche sulle infrastrutture, dato che adesso il Mezzogiorno è visto come hub del gas, anche questo principalmente nell’interesse del Nord, data la crisi in corso. Comunque, nel caso, ben vengano infrastrutture e collegamenti migliori che si aspettavano da decenni, anche se ancora una volta si nota il disinteresse riguardo le vocazioni produttive del Mezzogiorno.

Manca ad esempio dal dibattito il potenziamento della capacità produttiva di industria e servizi avanzati al Sud. Il PNRR destina a questo risorse per oltre 13 miliardi a Industria 4.0, che sarà utilizzata in larga parte al Nord, nei soli territori della cosiddetta “locomotiva”. Bisognerebbe accompagnare la transizione digitale ed energetica, non coi rigassificatori, ma con grandi iniziative di politiche pubbliche favorendo la nascita di occupazione di qualità nel Meridione. Non a caso tra le cinque Regioni di Paesi europei nelle quali il tasso d’occupazione è peggiore, ben 4, secondo i dati Eurostat di dieci giorni fa, sono italiane. Si tratta, nell’ordine, di Sicilia (con un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 41,1%), Campania (41,3%), Calabria (42%) e Puglia (46,7%), mentre il tasso medio per l’Ue a 27 è del 68,4%. Assieme alle quattro regioni italiane c’è anche la Guyana francese, che si trova però in Sudamerica, a testimoniare la condizione coloniale che affligge il Sud. Così si favoriscono solo la fuga dei cervelli e la desertificazione demografica.

Non a caso pochi giorni fa il presidente della SVIMEZ, Adriano Giannola ha denunciato senza mezzi termini un’altra emergenza: “I bandi PNRR sulla scuola sono anti-costituzionali”. Per poi continuare: “Quando lo Stato individua un’esigenza su un diritto fondamentale, che sia la salute come l’istruzione, non può mica mettere a gara la sua attuazione mettendo in competizione gli enti locali. È lo Stato che deve organizzare l’offerta dei servizi”.

Inoltre, senza tanti giri di parole, sempre Giannola ha dichiarato: “C’è un concetto da sbattere in faccia al governo finché non lo comprende: il suo ruolo non è l’arbitro che garantisce il rispetto delle regole, è quello del regista, che individua i fabbisogni e poi coordina le risorse del Paese per realizzare i servizi dove necessario”.

L’immagine più distorta che arriva da Sorrento è ancora quella leghista, cioè del Meridione come un luogo d’elezione dell’impiego pubblico, mentre come detto abbiamo il problema opposto: le strutture statali del Sud sono sotto organico e andrebbero potenziate. Bisognerebbe assumere negli uffici di programmazione come negli asili, mentre il MIUR formula una norma che scaverà un enorme fossato tra università del Nord e del Sud. E così, come da decenni, ancora si parla per il solo Mezzogiorno di investimenti a rischio mafie, pericolo sicuramente vero, ma anche al Nord le mafie sono ben presenti come dimostra, fra gli altri il processo AEmilia. E poi, diciamocelo, perché discriminare e penalizzare solo i territori del Sud quando “la linea della palma” ha da tempo scavalcato le Alpi. Ma, poi, queste mafie non dovrebbe sconfiggerle lo Stato?! Perché non lo fa?!

Fonte: Transform!italia



 
[Privacy]
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | Hot Sonakshi Sinha, Car Price in India