martedì 7 giugno 2022

A NAPOLI SABATO 11 GIUGNO CONVEGNO: "MEZZOGIORNO RISORSA POSSIBILE TRA DUE MONDI"

Sabato 11 giugno Natale Cuccurese, Presidente/Segretario del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, sarà a Napoli per parlare di “guerra, crisi e #Mezzogiorno”. Quali saranno le conseguenze della crisi in corso per il #Sud.


Vi aspettiamo a questo Convegno organizzato da @ilPCI all’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 10.00









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Sabato 11 giugno Natale Cuccurese, Presidente/Segretario del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, sarà a Napoli per parlare di “guerra, crisi e #Mezzogiorno”. Quali saranno le conseguenze della crisi in corso per il #Sud.


Vi aspettiamo a questo Convegno organizzato da @ilPCI all’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 10.00









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domenica 5 giugno 2022

MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

Di Antonio Luongo

Da sempre nella storia qualsiasi "crisi" non colpisce tutti in modo uguale. Meno reddito hai più sei esposto a rischi sociali perché il margine per cavartela e sopportare un qualsiasi aumento di prezzi è minore, anzi probabilmente inesistente.

1️⃣ Più sei povero, più paghi la crisi.
2️⃣ Più vivi in un territorio in difficoltà socio-economiche, più avresti bisogno di servizi pubblici, di Stato, per sopportare la crisi e non dover reperire sul mercato, pagando di tasca tua, i servizi essenziali (sanità, mobilità, assistenza agli anziani o agli infanti).
➡️ Sommate queste condizioni e vi renderete conto che chi vive al #Sud la crisi la paga tripla: perché ha meno reddito, perché ha meno servizi e perché in tempo di crisi queste condizioni impattano in modo direttamente proporzionale alle possibilità economiche e generano un circolo vizioso:
❗❗❗PIU' SEI POVERO, PIÙ POVERO DIVENTERAI
Eppure solo il Partito del Sud ha il coraggio di raccontare questo punto di vista scomodo. Anche la posizione di presunti partiti di sinistra è annacquata.
La risposta dello Stato è fingere di non vedere. La risposta di #Draghi è fottersene; ricordate le sue parole: quelle del Sud erano "sterili rivendicazioni".
Aspettiamo forse che il supporto alle famiglie in difficoltà arrivi dalla Camorra spa?
E così oggi con l'inflazione che galoppa al +7%, e il governo che regala qualche spicciolo, leggiamo dei primi provvedimenti collegati al "salva Napoli", che non per nulla qualche tempo fa ribattezzai strozza Napoli":

🔴Asili nido concessi in gestione ai privati
🔴Riscossione tributi concessa in gestione ai privati.
🔴Prestito statale non erogabile per la spesa corrente (quella che a un Comune serve a pagare personale e servizi.

Sindaco e giunta approvano e non battono ciglio.
IN PAROLE POVERE MANFREDI, VOTATO PER FARE IL SINDACO, ALTRO NON FA CHE IL COMMISSARIO DI DRAGHI, al solo scopo di evitare tirate d'orecchi europee sul #PNRR. Ad un anno dell'elezione voi avete notizia di qualche iniziativa per provare a risollevare la città?
Di che morte moriranno i concittadini evidentemente non è affar suo.
Ma ora che la crisi inizia ad attanagliare tutt'Italia, possiamo permettere che al governo della terza città di Italia ci sia un passacarte, tra l'altro pagato bene con circa 12.500 euro mensile?
MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

immagine @ilgiorno




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Di Antonio Luongo

Da sempre nella storia qualsiasi "crisi" non colpisce tutti in modo uguale. Meno reddito hai più sei esposto a rischi sociali perché il margine per cavartela e sopportare un qualsiasi aumento di prezzi è minore, anzi probabilmente inesistente.

1️⃣ Più sei povero, più paghi la crisi.
2️⃣ Più vivi in un territorio in difficoltà socio-economiche, più avresti bisogno di servizi pubblici, di Stato, per sopportare la crisi e non dover reperire sul mercato, pagando di tasca tua, i servizi essenziali (sanità, mobilità, assistenza agli anziani o agli infanti).
➡️ Sommate queste condizioni e vi renderete conto che chi vive al #Sud la crisi la paga tripla: perché ha meno reddito, perché ha meno servizi e perché in tempo di crisi queste condizioni impattano in modo direttamente proporzionale alle possibilità economiche e generano un circolo vizioso:
❗❗❗PIU' SEI POVERO, PIÙ POVERO DIVENTERAI
Eppure solo il Partito del Sud ha il coraggio di raccontare questo punto di vista scomodo. Anche la posizione di presunti partiti di sinistra è annacquata.
La risposta dello Stato è fingere di non vedere. La risposta di #Draghi è fottersene; ricordate le sue parole: quelle del Sud erano "sterili rivendicazioni".
Aspettiamo forse che il supporto alle famiglie in difficoltà arrivi dalla Camorra spa?
E così oggi con l'inflazione che galoppa al +7%, e il governo che regala qualche spicciolo, leggiamo dei primi provvedimenti collegati al "salva Napoli", che non per nulla qualche tempo fa ribattezzai strozza Napoli":

🔴Asili nido concessi in gestione ai privati
🔴Riscossione tributi concessa in gestione ai privati.
🔴Prestito statale non erogabile per la spesa corrente (quella che a un Comune serve a pagare personale e servizi.

Sindaco e giunta approvano e non battono ciglio.
IN PAROLE POVERE MANFREDI, VOTATO PER FARE IL SINDACO, ALTRO NON FA CHE IL COMMISSARIO DI DRAGHI, al solo scopo di evitare tirate d'orecchi europee sul #PNRR. Ad un anno dell'elezione voi avete notizia di qualche iniziativa per provare a risollevare la città?
Di che morte moriranno i concittadini evidentemente non è affar suo.
Ma ora che la crisi inizia ad attanagliare tutt'Italia, possiamo permettere che al governo della terza città di Italia ci sia un passacarte, tra l'altro pagato bene con circa 12.500 euro mensile?
MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

immagine @ilgiorno




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giovedì 26 maggio 2022

FUORI DALLA GUERRA. AUMENTARE SALARI E SPESA SOCIALE


Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









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Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









lunedì 16 maggio 2022

L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!

 Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.

Come sapete la battaglia per l’Acqua Pubblica è uno degli impegni che porto avanti da oltre 15 anni, una di quelle battaglie che mi ripagano di energie e fatiche profuse grazie ai risultati raggiunti per la comunità: referendum vinto, ripubblicizzazione della gestione idrica a Napoli con la trasformazione di Abc in Azienda Speciale, 11 anni fa.
Mai avrei pensato di ritrovarmi nuovamente in piazza a lottare, dopo conquiste democratiche ottenute grazie al coinvolgimento di milioni di cittadini.
L'Italia è un paese strano, dove anche quando un referendum, quello del 2011, coinvolge davvero il popolo e dà alla classe dirigente un segnale chiaro in difesa dei propri diritti, in questo caso dell'acqua pubblica, si trova sempre il modo per fregarsene.
In un paese serio il Ddl Concorrenza di Draghi non avrebbe mai visto la luce e sarebbe stato fermato innanzitutto dal Parlamento.

DRAGHI CON LA SCUSA DI SOCCORRERE GLI ENTI LOCALI, PUNTA A METTERE SUL MERCATO SERVIZI ESSENZIALI E A SOTTRARLI DAL CONTROLLO STATALE O DEI COMUNI.
Tutto questo è uno sfregio alle famiglie italiane, soprattutto in una fase storica in cui i costi dei servizi stanno lievitando.
É chiaro che se nessun partito dell'arco parlamentare inserisce la questione tra le sue priorità siamo di fronte anche a un problema di rappresentanza. Il Parlamento sembra farsi portavoce solo dei suoi personali interessi.

Non possiamo permetterlo. Ripartiamo dal basso come sempre. Insieme al Partito del Sud sarò sempre in prima linea a difesa dei diritti: L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!



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 Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.

Come sapete la battaglia per l’Acqua Pubblica è uno degli impegni che porto avanti da oltre 15 anni, una di quelle battaglie che mi ripagano di energie e fatiche profuse grazie ai risultati raggiunti per la comunità: referendum vinto, ripubblicizzazione della gestione idrica a Napoli con la trasformazione di Abc in Azienda Speciale, 11 anni fa.
Mai avrei pensato di ritrovarmi nuovamente in piazza a lottare, dopo conquiste democratiche ottenute grazie al coinvolgimento di milioni di cittadini.
L'Italia è un paese strano, dove anche quando un referendum, quello del 2011, coinvolge davvero il popolo e dà alla classe dirigente un segnale chiaro in difesa dei propri diritti, in questo caso dell'acqua pubblica, si trova sempre il modo per fregarsene.
In un paese serio il Ddl Concorrenza di Draghi non avrebbe mai visto la luce e sarebbe stato fermato innanzitutto dal Parlamento.

DRAGHI CON LA SCUSA DI SOCCORRERE GLI ENTI LOCALI, PUNTA A METTERE SUL MERCATO SERVIZI ESSENZIALI E A SOTTRARLI DAL CONTROLLO STATALE O DEI COMUNI.
Tutto questo è uno sfregio alle famiglie italiane, soprattutto in una fase storica in cui i costi dei servizi stanno lievitando.
É chiaro che se nessun partito dell'arco parlamentare inserisce la questione tra le sue priorità siamo di fronte anche a un problema di rappresentanza. Il Parlamento sembra farsi portavoce solo dei suoi personali interessi.

Non possiamo permetterlo. Ripartiamo dal basso come sempre. Insieme al Partito del Sud sarò sempre in prima linea a difesa dei diritti: L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!



sabato 14 maggio 2022

CULTURA BENE COMUNE

Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio sono stato al PAN Palazzo delle Arti Napoli, per partecipare all'assemblea pubblica contro la privatizzazione del beni culturali, in rappresentanza del Partito del Sud.


Oggi la crisi economica che attanaglia il Comune di Napoli rischia di trasformarsi in un cavallo di Troia per scardinare gli ultimi spazi che ancora resistono in un regime di bene pubblico in città, soprattutto all'interno del nostro patrimonio artistico culturale.

La nuova Giunta si sta mostrando latitante e lontana dal pragmatismo che tanto era stato pubblicizzato in campagna elettorale. Lo avevamo anticipato: governare senza soldi è quasi impossibile e per ora, guarda caso, nonostante un atteggiamento governativo ben più morbido, verso il nuovo sindaco, la realtà quotidiana dei napoletani peggiora e non migliora.
Dobbiamo tristemente prendere atto che la nuova maggioranza politica sembra avvolta da una passività e un'inerzia che Napoli non può assolutamente permettersi. Bisogna mettersi pancia a terra a lavorare per limitare i danni ORA, non mettersi alla finestra ad aspettare se e quando arriveranno degli aiuti.
Anche perchè, aspetto su cui più volte sto mettendo in guardia i miei concittadini, IL PATTO DI DRAGHI CON NAPOLI È SOLO UNA TRAPPOLA: dare due minuti di ossigeno e poi soffocare per sempre. In cambio si chiede di piegare la città a schemi neoliberisti che non le sono mai appartenuti storicamente, laddove la città ha sempre avuto un tessuto di energie dal basso, esperienze collettive, di condivisione sempre in movimento, ben al di là delle etichette dei partiti.
E' per dar voce a questa sensibilità trasversale che nel 2011 istituimmo l' Assessorato ai Beni Comuni. Negli anni successivi, rivoluzionammo l'ordinamento del Comune istituendo la categoria giuridica del "Bene Comune" con un delibera che ancora oggi è studiata nelle università di mezza Europa e ispira nuove forme organizzative in tantissimi enti locali, nazionali e non.

Il nuovo corso sta costruendo la strada per la privatizzazione della cultura. Questa "svendita" è davvero il futuro che auspichiamo per una città con uno dei patrimoni artistico culturali più grandi d'Italia? 





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Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio sono stato al PAN Palazzo delle Arti Napoli, per partecipare all'assemblea pubblica contro la privatizzazione del beni culturali, in rappresentanza del Partito del Sud.


Oggi la crisi economica che attanaglia il Comune di Napoli rischia di trasformarsi in un cavallo di Troia per scardinare gli ultimi spazi che ancora resistono in un regime di bene pubblico in città, soprattutto all'interno del nostro patrimonio artistico culturale.

La nuova Giunta si sta mostrando latitante e lontana dal pragmatismo che tanto era stato pubblicizzato in campagna elettorale. Lo avevamo anticipato: governare senza soldi è quasi impossibile e per ora, guarda caso, nonostante un atteggiamento governativo ben più morbido, verso il nuovo sindaco, la realtà quotidiana dei napoletani peggiora e non migliora.
Dobbiamo tristemente prendere atto che la nuova maggioranza politica sembra avvolta da una passività e un'inerzia che Napoli non può assolutamente permettersi. Bisogna mettersi pancia a terra a lavorare per limitare i danni ORA, non mettersi alla finestra ad aspettare se e quando arriveranno degli aiuti.
Anche perchè, aspetto su cui più volte sto mettendo in guardia i miei concittadini, IL PATTO DI DRAGHI CON NAPOLI È SOLO UNA TRAPPOLA: dare due minuti di ossigeno e poi soffocare per sempre. In cambio si chiede di piegare la città a schemi neoliberisti che non le sono mai appartenuti storicamente, laddove la città ha sempre avuto un tessuto di energie dal basso, esperienze collettive, di condivisione sempre in movimento, ben al di là delle etichette dei partiti.
E' per dar voce a questa sensibilità trasversale che nel 2011 istituimmo l' Assessorato ai Beni Comuni. Negli anni successivi, rivoluzionammo l'ordinamento del Comune istituendo la categoria giuridica del "Bene Comune" con un delibera che ancora oggi è studiata nelle università di mezza Europa e ispira nuove forme organizzative in tantissimi enti locali, nazionali e non.

Il nuovo corso sta costruendo la strada per la privatizzazione della cultura. Questa "svendita" è davvero il futuro che auspichiamo per una città con uno dei patrimoni artistico culturali più grandi d'Italia? 





martedì 12 aprile 2022

A NAPOLI LA GIUNTA PRIVATIZZA TUTTO.

 Di Antonio Luongo

Cosa direste se non poteste più accedere liberamente al Castel dell'Ovo, al Maschio Angioino o al cimitero delle Fontanelle? L'indirizzo della nuova giunta è ormai chiaro: privatizzare tutto.

Dove sia il progresso o il vantaggio per la collettività in questa prospettiva vecchia di 40 anni che ha già mostrato tutti i suoi limiti e cioè crescita dei prezzi e servizi mai davvero ottimizzati, poi qualcuno lo spiegherá.

Noi faremo di tutto per impedirlo. Per questo ieri in rappresentanza del Partito del Sud , ho partecipato al presidio pubblico indetto dall'associazione Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali all'ingresso del Castel dell'Ovo, sul lungomare, per cercare di dire no a questo nuovo indirizzo di Manfredi.

Insieme con noi Partito della Rifondazione Comunista e Italia Nostra ...ma la sinistra comunale dov'era? La salvaguardia del bene pubblico non é argomento dei "solidali" di Palazzo San Giacomo? Un consiglio comunale impalpabile attende passivo senza discutere o proporre una qualsivoglia visione di città, narcotizzato forse dall'attesa delle prebende del Pnrr.

Le poche scelte fatte privano i cittadini dei loro luoghi, in virtù del guadagno per pochi privilegiati.

Intanto Napoli precipita indietro nel tempo e senza prospettive, nonostante la benevolenza governativa. Dobbiamo reagire subito.

Proviamo a lanciare un segnale e votiamo questa petizione:

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 Di Antonio Luongo

Cosa direste se non poteste più accedere liberamente al Castel dell'Ovo, al Maschio Angioino o al cimitero delle Fontanelle? L'indirizzo della nuova giunta è ormai chiaro: privatizzare tutto.

Dove sia il progresso o il vantaggio per la collettività in questa prospettiva vecchia di 40 anni che ha già mostrato tutti i suoi limiti e cioè crescita dei prezzi e servizi mai davvero ottimizzati, poi qualcuno lo spiegherá.

Noi faremo di tutto per impedirlo. Per questo ieri in rappresentanza del Partito del Sud , ho partecipato al presidio pubblico indetto dall'associazione Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali all'ingresso del Castel dell'Ovo, sul lungomare, per cercare di dire no a questo nuovo indirizzo di Manfredi.

Insieme con noi Partito della Rifondazione Comunista e Italia Nostra ...ma la sinistra comunale dov'era? La salvaguardia del bene pubblico non é argomento dei "solidali" di Palazzo San Giacomo? Un consiglio comunale impalpabile attende passivo senza discutere o proporre una qualsivoglia visione di città, narcotizzato forse dall'attesa delle prebende del Pnrr.

Le poche scelte fatte privano i cittadini dei loro luoghi, in virtù del guadagno per pochi privilegiati.

Intanto Napoli precipita indietro nel tempo e senza prospettive, nonostante la benevolenza governativa. Dobbiamo reagire subito.

Proviamo a lanciare un segnale e votiamo questa petizione:

mercoledì 30 marzo 2022

Natale Cuccurese: Si scrive “Patto per Napoli”, ma si legge “Mani su Napoli”

 



Il “Patto per Napoli” siglato oggi dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi è una vera e propria “sola” per i Napoletani, in quanto, secondo la più classica delle logiche speculative ed estrattive del capitalismo bancario e finanzierio, serve a mettere le “Mani su Napoli”.

Questo in estrema sintesi è l’autorevole parere del Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social denuncia: “Il ‘Patto per Napoli’, le clausole del contratto sono imposte dallo Stato, il Comune firma per accettazione. Un atto, che senza alcuna discussione pubblica, vincolerà le generazioni future per i prossimi venti anni. Esso, nella sostanza, prevede un incremento delle tasse comunali, l’alienazione del patrimonio immobiliare e dei servizi pubblici locali, attraverso l’attuazione di un piano da presentare entro il primo settembre 2022”.    

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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Il “Patto per Napoli” siglato oggi dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi è una vera e propria “sola” per i Napoletani, in quanto, secondo la più classica delle logiche speculative ed estrattive del capitalismo bancario e finanzierio, serve a mettere le “Mani su Napoli”.

Questo in estrema sintesi è l’autorevole parere del Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, che tramite i canali social denuncia: “Il ‘Patto per Napoli’, le clausole del contratto sono imposte dallo Stato, il Comune firma per accettazione. Un atto, che senza alcuna discussione pubblica, vincolerà le generazioni future per i prossimi venti anni. Esso, nella sostanza, prevede un incremento delle tasse comunali, l’alienazione del patrimonio immobiliare e dei servizi pubblici locali, attraverso l’attuazione di un piano da presentare entro il primo settembre 2022”.    

Fonte: VesuvianoNews-articolo di Salvatore Lucchese



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Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.

 



Di Antonio Luongo

Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni" Ieri Draghi nella sua passerella partenopea, ha trovato il tempo di beffarsi del Sud.

Niente di nuovo sotto il sole. Curnut e mazziat.
Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, in una cittá blindata, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.
E nel farlo non nasconde lo snobismo e la sfacciataggine ai limiti della presa in giro.
Tra qualche tempo arriverà l'autonomia differenziata e il quadro sará completo.

Le "sterili rivendicazioni" sono l'etichetta razzista e arrogante sbattuta in faccia a un territorio vittima di desertificazione e sfruttamento storico e livelli ormai patologici di emigrazione intellettuale e giovanile. Il 40% delle risorse, aggiunge il premier nella dichiarazione...peccato che solo un terzo di queste sono garantite, mentre il resto sono solo chiacchiere e promesse non vincolate.

Quindi dopo la beffa l'inganno.
E questi sono i fatti, ormai acclarati giornalisticamente, senza rischio di smentita, ma de Luca e Manfredi sono troppo impegnati a fare le belle statuine e fare da soprammobili alla messa in scena, per ricordarsene.

Il patto per Napoli alla fine costringerá i napoletani a subire aumenti di tasse e privatizzazioni nei servizi essenziali, una ricetta vecchia di oltre 30 anni, dannosa e inefficace, che ha già fallito in Italia e da cui in Europa si prendono le distanze, ma che viene presentata come rivoluzionaria perché nessuno può osare disturbare il manovratore.

Col Partito del Sud abbiamo intuito da tempo lo schema del governo Draghi, e purtroppo i fatti sono solo drammatiche conferme.
Lo stesso vale per un consiglio comunale, che rappresenta solo se stesso e fa da spettatore non pagante, per la classe dirigente del "nuovo corso" fatta per metà di ex demagistriani, ex assessori, ex rappresentanti di ex maggioranze, ex commissari...gente che per 10 anni ha costruito consenso e posizione politica in difesa dei beni pubblici e che ora accetta un pericoloso piano di liberalizzazioni mascherate. A Napoli il fenomeno dei voltagabbana sta toccando vette inarrivabili per poca dignità.
Ma non dubitate...potrete silenziare le proteste per la cerimonia e la photo opportunity, minimizzare, fingere di non vedere...ma questi giochini avranno vita breve. L'inganno sarà svelato presto, le ferite di questo sfregio annunciato bruceranno nelle tasche dei cittadini, la città si ribellerá e nonostante tanti pagliacci, si vedranno poche risate.





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Di Antonio Luongo

Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni" Ieri Draghi nella sua passerella partenopea, ha trovato il tempo di beffarsi del Sud.

Niente di nuovo sotto il sole. Curnut e mazziat.
Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, in una cittá blindata, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.
E nel farlo non nasconde lo snobismo e la sfacciataggine ai limiti della presa in giro.
Tra qualche tempo arriverà l'autonomia differenziata e il quadro sará completo.

Le "sterili rivendicazioni" sono l'etichetta razzista e arrogante sbattuta in faccia a un territorio vittima di desertificazione e sfruttamento storico e livelli ormai patologici di emigrazione intellettuale e giovanile. Il 40% delle risorse, aggiunge il premier nella dichiarazione...peccato che solo un terzo di queste sono garantite, mentre il resto sono solo chiacchiere e promesse non vincolate.

Quindi dopo la beffa l'inganno.
E questi sono i fatti, ormai acclarati giornalisticamente, senza rischio di smentita, ma de Luca e Manfredi sono troppo impegnati a fare le belle statuine e fare da soprammobili alla messa in scena, per ricordarsene.

Il patto per Napoli alla fine costringerá i napoletani a subire aumenti di tasse e privatizzazioni nei servizi essenziali, una ricetta vecchia di oltre 30 anni, dannosa e inefficace, che ha già fallito in Italia e da cui in Europa si prendono le distanze, ma che viene presentata come rivoluzionaria perché nessuno può osare disturbare il manovratore.

Col Partito del Sud abbiamo intuito da tempo lo schema del governo Draghi, e purtroppo i fatti sono solo drammatiche conferme.
Lo stesso vale per un consiglio comunale, che rappresenta solo se stesso e fa da spettatore non pagante, per la classe dirigente del "nuovo corso" fatta per metà di ex demagistriani, ex assessori, ex rappresentanti di ex maggioranze, ex commissari...gente che per 10 anni ha costruito consenso e posizione politica in difesa dei beni pubblici e che ora accetta un pericoloso piano di liberalizzazioni mascherate. A Napoli il fenomeno dei voltagabbana sta toccando vette inarrivabili per poca dignità.
Ma non dubitate...potrete silenziare le proteste per la cerimonia e la photo opportunity, minimizzare, fingere di non vedere...ma questi giochini avranno vita breve. L'inganno sarà svelato presto, le ferite di questo sfregio annunciato bruceranno nelle tasche dei cittadini, la città si ribellerá e nonostante tanti pagliacci, si vedranno poche risate.





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