domenica 1 dicembre 2019

INTERVENTO DEL VICEPRESIDENTE NAZIONALE MICHELE DELL'EDERA AL VII CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD

Negli ultimi anni abbiamo lavorato come Partito del Sud per uscire dal pantano del sudismo e consolidare sempre più la nostra ferma e chiara posizione di Meridionalisti Progressisti andando a rendere politiche e concrete le nostre posizioni e le nostre interlocuzioni.
Abbiamo aggiunto al nostro nome l’attribuzione “meridionalisti progressisti”, abbiamo modificato il nostro simbolo, non rinunciando al nome “partito” che in un’epoca di una politica liquida, mutante e senza mai una direzione ben precisa è titolo di merito e non certo attributo negativo come oggi vuole la vulgata comune.

In questi ultimi anni si è stretta dapprima una relazione di collaborazione e confronto con alcuni amministratori delle regioni e dei comuni meridionali, tra i quali citiamo certamente il Sindaco di Napoli De Magistris e il Governatore della Puglia Emiliano e altri con i quali abbiamo percorso un pezzo di strada insieme e provato a suggerire idee e soluzioni per invertire una rotta che vede l’Italia sempre più in difficoltà e sempre più intenta a provare a tagliare servizi e fondi a un mezzogiorno che potrebbe essere invece la sua salvezza.

Abbiamo con chiarezza fatto una scelta senza se e senza ma di fedeltà alla Costituzione repubblicana schierandoci con chiarezza nei Comitati per il NO al referendum costituzionale renziano e in quelli che oggi sono i comitati in difesa della costituzione e contro l’Autonomia differenziata.

Negli ultimi due anni abbiamo con altrettanta chiarezza scelto di essere schierati a sinistra entrando attraverso una collaborazione stretta nel Partito della Sinistra Europea e percorrendo dapprima la strada senza uscita di Potere al Popolo, poi quella della Lista “La Sinistra”.
In questo frangente si è evidenziata una bella e stretta collaborazione, sia pure nella reciproca autonomia, con Rifondazione Comunista con la quale sia ai livelli centrali sia sui territori, sia pure a macchia di leopardo, si è creata una buona sinergia.
Negli ultimi mesi inoltre la collaborazione con LEFT e con TransformItalia ha dato vita a un bellissimo numero di Left dedicato al SUD e da quel numero è nata l’idea dei LAB-SUD, incontri di confronto e lavoro sul sud da portare in giro in tutto il sud Italia, si è cominciato da Lamezia, la prossima settimana sarà la volta di San Giovanni Rotondo, in seguito Brindisi e altre tappe ancora in tutto il Sud.
La politica è liquida, si trasforma e a destra ha preso le sembianze di un mostro che si alimenta delle paure, degli egoismi, dei pregiudizi e della disperazione della gente per accrescersi, le cui teste maggiori sono di stampo populista e certamente fascistezzante.

Assistiamo al crollo, almeno così appare, del Movimento 5 Stelle che aveva fatto molto leva sulla rabbia della gente e sulla speranza di un mondo nuovo dove i “cittadini” avrebbero potuto direttamente orientare il futuro del Paese.
Purtroppo queste speranze, ad oggi, sono risultate vane e quel movimento stenta ad essere credibile come partito tradizionale proprio perché nato con prerogative diverse.

Molto interessante e positiva è la mobilitazione delle “Sardine”, se non altro perché nascono con l’intento di combattere i razzismi, i pregiudizi, gli egoismi e per dire no ad ogni forma di fascismo e anche la partecipazione di molti degli apparati di partito a queste manifestazioni non è da intendersi come negativa.
Il problema è:
1.   Le Sardine sono certamente un bel segnale perché riempiono le piazze grazie a sentimenti e visioni positive della società.
2.   Come questi sentimenti e mobilitazioni positive si trasformeranno in proposta politica concreta e risultati all’interno delle urne ?
3.   Sicuramente è sbagliato metterci il cappello come si sta provando a fare
4.   E’ molto importante invece con chiarezza illustrare le proprie proposte come forze politiche e cercare di incontrare la gente di quel popolo sulle questioni concrete e non solo nel campo ideologico o teorico.

Come si sostanzia allora l’impegno del Partito del Sud e più in generale della Sinistra in Italia?

Bisogna entrare nelle case, nelle piazze, nelle fabbriche e nelle campagne andando ad intercettare con chiarezza quelli che sono i bisogni delle persone, delle comunità, delle minoranze.
Bisogna con chiarezza scegliere di diminuire i vari gap che attanagliano questo Paese e che rendono i più deboli sempre più deboli e i forti apparentemente sempre più forti.
C’è bisogno proprio per questo di prendere di petto la questione meridionale e affrontarla nell’unico modo possibile, cioè investendo con decisione al sud puntando a diminuire la distanza che quest’area del Paese soffre fin dalla sua unificazione e negli ultimi decenni ancora di più grazie a politiche leghiste o simil leghiste che hanno bruciato risorse negli enormi buchi neri del nord (Mose, Expo, BREPEMI, e altro) e lasciato a secco le casse del sud e dei suoi enti locali.

 Per brevità rispetto a questo mio saluto provo ad elencare alcune cose, a mio avviso, sulle quali forse vanno dette delle cose con chiarezza:
1.   Bisogna che si faccia nascere un’agenzia nazionale pubblica per gestire e rilanciare quelle aziende e qui servizi strategici italiani che grazie ai tentativi di privatizzazione sono oggi sull’orlo del baratro e che in molti casi sono destinati a creare disastri sociali e ambientali. Ecco alcuni esempi
2.   Sull’ILVA l’unica strada è la nazionalizzazione con due obiettivi sostanziali:
a.   rendere sostenibile la produzione dell’acciaio con sistemi che preservino l’ambiente di Taranto
b.   Far partire una veloce bonifica dell’area
c.   Recuperare la competitività della più grande acciaieria d’Europa, preservando la salute dei tarantini e i livelli occupazionali
3.   Sull’Alitalia anche qui nazionalizzarla, visto che sarebbe una follia occupazionale e strategica chiuderla.
a.   Renderla efficiente e strategica come vettore nazionale che colleghi tutte le parti d’Italia senza discriminazioni su tratte e prezzi a variazione territoriale. Sono macroscopiche le discriminazioni tariffarie della compagnia praticate ad esempio da e per la Calabria.
b.   Renderla competitiva sulle lunghe tratte adeguando la flotta a tali esigenze.
c.   Valorizzare le competenze del proprio personale di volo e di terra
d.   Valorizzare gli aeroporti del sud per diminuire il gap determinato da trasporti pensati ancora in chiave ottocentesca.
4.   Sulle Emergenze. Non è possibile pensare ad un’Italia che lavori solo e sempre in emergenza. I territori vanno difesi, le infrastrutture manutenute, adeguate e in molti casi come al sud costruite.
a.   Non si può intervenire, in caso di calamità, in parti del Paese con milioni di euro, in altre parti, e nella migliore delle ipotesi, con una telefonata.
b.   Non si può continuare a far capire ai cittadini che ne esistano alcuni di serie A, altri di serie B. E’ così che nasce la rabbia, viene meno la fiducia nello stato, nascono i populismi e i ducetti vari
5.   Bisogna redistribuire gli investimenti dello stato in maniera uguale su ogni cittadino e non in maniera differenziata per località di nascita, censo o ceto sociale.
6.   La Sanità, sia pure con delle prerogative regionali deve garantire in loco uguali servizi e soprattutto uguali investimenti. Non è possibile, ad esempio che due Regioni con uguale numero di abitanti come la Puglia e l’Emilia Romagna ricevano erogazioni statali sulla sanità completamente differenti a vantaggio dell’Emilia ovviamente.
7.   I Trasporti si applica a questo settore quella che si chiama una strategia di mercato arrivando a dire che dove c’è traffico si investe dove non c’è non si investe e quindi si lascia il territorio sempre più nell’abbandono e nell’isolamento.
a.   L’unica tratta ferroviaria degna di questo nome nord sud e quella tra Milano e Salerno sulla direttrice tirrenica. Oltre Salerno linee ancora vecchie e poco adatte al materiale rotabile moderno.
b.   L’adriatica è sempre più relegata a tratta secondaria dove il numero di convogli tende a diminuire man mano che si scende al sud. Fino ad Ancona,poi fino a pescara, poi ancora meno fino Termoli e poi ancora meno fino Bari per non parlare di Brindisi, Lecce e Taranto. In questa tratta anche la qualità dei tracciati ferroviari è da migliorare, tra Termoli e San Severo il tracciato è per lunghi tratti ancora a binario unico.
c.   Al sud non esiste una “rete”  ferroviaria degna di questo nome: la rete si dipana solo per direttrici e non per diagonali intraregionali tra regioni del sud. Ad esempio andare da Bari in Calabria in treno è praticamente impossibile, ancora oggi andare da Bari a Napoli in treno è impossibile (pare che a dicembre sia previsto un convoglio giornaliero tra le due più importanti città del sud continentale). Capite bene che così la fuga senza ritorno non è una possibilità, ma l’unica chance.
8.   I porti. Abbiamo uno stato che negli ultimi anni e non solo ha puntato tutto sui porti del nord e Genova (pensate all’accordo sulla via della seta con la CINA) in particolare abbandonando a sé stessi i porti del sud come Taranto e Gioia Tauro. Oggi piangiamo della crisi infrastrutturale di Genova. Chiaro che se avessimo differenziato oggi non avremmo un traffico merci al collasso e altrettanti porti sia pure grandi ed efficienti in totale abbandono. Bisogna rilanciare gli investimenti sui porti dando spazio anche a quelli del sud Italia.
9.   Le scuole e le università del sud per fondi e sostegno sempre discriminate, qui non entro nel merito perché ci vorrebbe un congresso apposito solo su questo tema.
10.               Gli investimenti in infrastrutture al sud restano fondamentali e prioritari nella nostra proposta politica.
11.               Non è accettabile l’esodo giovanile e non solo giovanile a cui si assiste da tutta Italia e ancor più dal Sud.

Se non si vuole gettare definitivamente la nostra gente nella disperazione o nell’abulia più totale bisogna ridare la speranza, bisogna far rinascere la speranza con politiche che facciano rinascere il tessuto sociale ed economico di una parte cospicua di questo Paese.
C’è bisogno di intervenire concretamente, decisamente e subito con fondi ed investimenti in grado di invertire una tendenza al declino e all’affogamento delle classi e dei territori più deboli.
Sarà costoso ? Sarà poco apprezzato a livello europeo ? Forse si, ma non c’è altra strada o riaddrizziamo ora la barca o l’affondamento sarà qualcosa di più che semplicemente probabile.
E come  Partito del Sud in questa partita si continui a dire sempre più parole chiare e si aiuti la sinistra intera a fare altrettanto.

Pochi dogmi, tanta passione, molti fatti.

Buon lavoro a tutti !

Michele Dell’Edera




[Relazione presentata al VII° Congresso Nazionale del Partito del Sud approvata all'unanimità- Napoli 30 Novembre 2019]



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Negli ultimi anni abbiamo lavorato come Partito del Sud per uscire dal pantano del sudismo e consolidare sempre più la nostra ferma e chiara posizione di Meridionalisti Progressisti andando a rendere politiche e concrete le nostre posizioni e le nostre interlocuzioni.
Abbiamo aggiunto al nostro nome l’attribuzione “meridionalisti progressisti”, abbiamo modificato il nostro simbolo, non rinunciando al nome “partito” che in un’epoca di una politica liquida, mutante e senza mai una direzione ben precisa è titolo di merito e non certo attributo negativo come oggi vuole la vulgata comune.

In questi ultimi anni si è stretta dapprima una relazione di collaborazione e confronto con alcuni amministratori delle regioni e dei comuni meridionali, tra i quali citiamo certamente il Sindaco di Napoli De Magistris e il Governatore della Puglia Emiliano e altri con i quali abbiamo percorso un pezzo di strada insieme e provato a suggerire idee e soluzioni per invertire una rotta che vede l’Italia sempre più in difficoltà e sempre più intenta a provare a tagliare servizi e fondi a un mezzogiorno che potrebbe essere invece la sua salvezza.

Abbiamo con chiarezza fatto una scelta senza se e senza ma di fedeltà alla Costituzione repubblicana schierandoci con chiarezza nei Comitati per il NO al referendum costituzionale renziano e in quelli che oggi sono i comitati in difesa della costituzione e contro l’Autonomia differenziata.

Negli ultimi due anni abbiamo con altrettanta chiarezza scelto di essere schierati a sinistra entrando attraverso una collaborazione stretta nel Partito della Sinistra Europea e percorrendo dapprima la strada senza uscita di Potere al Popolo, poi quella della Lista “La Sinistra”.
In questo frangente si è evidenziata una bella e stretta collaborazione, sia pure nella reciproca autonomia, con Rifondazione Comunista con la quale sia ai livelli centrali sia sui territori, sia pure a macchia di leopardo, si è creata una buona sinergia.
Negli ultimi mesi inoltre la collaborazione con LEFT e con TransformItalia ha dato vita a un bellissimo numero di Left dedicato al SUD e da quel numero è nata l’idea dei LAB-SUD, incontri di confronto e lavoro sul sud da portare in giro in tutto il sud Italia, si è cominciato da Lamezia, la prossima settimana sarà la volta di San Giovanni Rotondo, in seguito Brindisi e altre tappe ancora in tutto il Sud.
La politica è liquida, si trasforma e a destra ha preso le sembianze di un mostro che si alimenta delle paure, degli egoismi, dei pregiudizi e della disperazione della gente per accrescersi, le cui teste maggiori sono di stampo populista e certamente fascistezzante.

Assistiamo al crollo, almeno così appare, del Movimento 5 Stelle che aveva fatto molto leva sulla rabbia della gente e sulla speranza di un mondo nuovo dove i “cittadini” avrebbero potuto direttamente orientare il futuro del Paese.
Purtroppo queste speranze, ad oggi, sono risultate vane e quel movimento stenta ad essere credibile come partito tradizionale proprio perché nato con prerogative diverse.

Molto interessante e positiva è la mobilitazione delle “Sardine”, se non altro perché nascono con l’intento di combattere i razzismi, i pregiudizi, gli egoismi e per dire no ad ogni forma di fascismo e anche la partecipazione di molti degli apparati di partito a queste manifestazioni non è da intendersi come negativa.
Il problema è:
1.   Le Sardine sono certamente un bel segnale perché riempiono le piazze grazie a sentimenti e visioni positive della società.
2.   Come questi sentimenti e mobilitazioni positive si trasformeranno in proposta politica concreta e risultati all’interno delle urne ?
3.   Sicuramente è sbagliato metterci il cappello come si sta provando a fare
4.   E’ molto importante invece con chiarezza illustrare le proprie proposte come forze politiche e cercare di incontrare la gente di quel popolo sulle questioni concrete e non solo nel campo ideologico o teorico.

Come si sostanzia allora l’impegno del Partito del Sud e più in generale della Sinistra in Italia?

Bisogna entrare nelle case, nelle piazze, nelle fabbriche e nelle campagne andando ad intercettare con chiarezza quelli che sono i bisogni delle persone, delle comunità, delle minoranze.
Bisogna con chiarezza scegliere di diminuire i vari gap che attanagliano questo Paese e che rendono i più deboli sempre più deboli e i forti apparentemente sempre più forti.
C’è bisogno proprio per questo di prendere di petto la questione meridionale e affrontarla nell’unico modo possibile, cioè investendo con decisione al sud puntando a diminuire la distanza che quest’area del Paese soffre fin dalla sua unificazione e negli ultimi decenni ancora di più grazie a politiche leghiste o simil leghiste che hanno bruciato risorse negli enormi buchi neri del nord (Mose, Expo, BREPEMI, e altro) e lasciato a secco le casse del sud e dei suoi enti locali.

 Per brevità rispetto a questo mio saluto provo ad elencare alcune cose, a mio avviso, sulle quali forse vanno dette delle cose con chiarezza:
1.   Bisogna che si faccia nascere un’agenzia nazionale pubblica per gestire e rilanciare quelle aziende e qui servizi strategici italiani che grazie ai tentativi di privatizzazione sono oggi sull’orlo del baratro e che in molti casi sono destinati a creare disastri sociali e ambientali. Ecco alcuni esempi
2.   Sull’ILVA l’unica strada è la nazionalizzazione con due obiettivi sostanziali:
a.   rendere sostenibile la produzione dell’acciaio con sistemi che preservino l’ambiente di Taranto
b.   Far partire una veloce bonifica dell’area
c.   Recuperare la competitività della più grande acciaieria d’Europa, preservando la salute dei tarantini e i livelli occupazionali
3.   Sull’Alitalia anche qui nazionalizzarla, visto che sarebbe una follia occupazionale e strategica chiuderla.
a.   Renderla efficiente e strategica come vettore nazionale che colleghi tutte le parti d’Italia senza discriminazioni su tratte e prezzi a variazione territoriale. Sono macroscopiche le discriminazioni tariffarie della compagnia praticate ad esempio da e per la Calabria.
b.   Renderla competitiva sulle lunghe tratte adeguando la flotta a tali esigenze.
c.   Valorizzare le competenze del proprio personale di volo e di terra
d.   Valorizzare gli aeroporti del sud per diminuire il gap determinato da trasporti pensati ancora in chiave ottocentesca.
4.   Sulle Emergenze. Non è possibile pensare ad un’Italia che lavori solo e sempre in emergenza. I territori vanno difesi, le infrastrutture manutenute, adeguate e in molti casi come al sud costruite.
a.   Non si può intervenire, in caso di calamità, in parti del Paese con milioni di euro, in altre parti, e nella migliore delle ipotesi, con una telefonata.
b.   Non si può continuare a far capire ai cittadini che ne esistano alcuni di serie A, altri di serie B. E’ così che nasce la rabbia, viene meno la fiducia nello stato, nascono i populismi e i ducetti vari
5.   Bisogna redistribuire gli investimenti dello stato in maniera uguale su ogni cittadino e non in maniera differenziata per località di nascita, censo o ceto sociale.
6.   La Sanità, sia pure con delle prerogative regionali deve garantire in loco uguali servizi e soprattutto uguali investimenti. Non è possibile, ad esempio che due Regioni con uguale numero di abitanti come la Puglia e l’Emilia Romagna ricevano erogazioni statali sulla sanità completamente differenti a vantaggio dell’Emilia ovviamente.
7.   I Trasporti si applica a questo settore quella che si chiama una strategia di mercato arrivando a dire che dove c’è traffico si investe dove non c’è non si investe e quindi si lascia il territorio sempre più nell’abbandono e nell’isolamento.
a.   L’unica tratta ferroviaria degna di questo nome nord sud e quella tra Milano e Salerno sulla direttrice tirrenica. Oltre Salerno linee ancora vecchie e poco adatte al materiale rotabile moderno.
b.   L’adriatica è sempre più relegata a tratta secondaria dove il numero di convogli tende a diminuire man mano che si scende al sud. Fino ad Ancona,poi fino a pescara, poi ancora meno fino Termoli e poi ancora meno fino Bari per non parlare di Brindisi, Lecce e Taranto. In questa tratta anche la qualità dei tracciati ferroviari è da migliorare, tra Termoli e San Severo il tracciato è per lunghi tratti ancora a binario unico.
c.   Al sud non esiste una “rete”  ferroviaria degna di questo nome: la rete si dipana solo per direttrici e non per diagonali intraregionali tra regioni del sud. Ad esempio andare da Bari in Calabria in treno è praticamente impossibile, ancora oggi andare da Bari a Napoli in treno è impossibile (pare che a dicembre sia previsto un convoglio giornaliero tra le due più importanti città del sud continentale). Capite bene che così la fuga senza ritorno non è una possibilità, ma l’unica chance.
8.   I porti. Abbiamo uno stato che negli ultimi anni e non solo ha puntato tutto sui porti del nord e Genova (pensate all’accordo sulla via della seta con la CINA) in particolare abbandonando a sé stessi i porti del sud come Taranto e Gioia Tauro. Oggi piangiamo della crisi infrastrutturale di Genova. Chiaro che se avessimo differenziato oggi non avremmo un traffico merci al collasso e altrettanti porti sia pure grandi ed efficienti in totale abbandono. Bisogna rilanciare gli investimenti sui porti dando spazio anche a quelli del sud Italia.
9.   Le scuole e le università del sud per fondi e sostegno sempre discriminate, qui non entro nel merito perché ci vorrebbe un congresso apposito solo su questo tema.
10.               Gli investimenti in infrastrutture al sud restano fondamentali e prioritari nella nostra proposta politica.
11.               Non è accettabile l’esodo giovanile e non solo giovanile a cui si assiste da tutta Italia e ancor più dal Sud.

Se non si vuole gettare definitivamente la nostra gente nella disperazione o nell’abulia più totale bisogna ridare la speranza, bisogna far rinascere la speranza con politiche che facciano rinascere il tessuto sociale ed economico di una parte cospicua di questo Paese.
C’è bisogno di intervenire concretamente, decisamente e subito con fondi ed investimenti in grado di invertire una tendenza al declino e all’affogamento delle classi e dei territori più deboli.
Sarà costoso ? Sarà poco apprezzato a livello europeo ? Forse si, ma non c’è altra strada o riaddrizziamo ora la barca o l’affondamento sarà qualcosa di più che semplicemente probabile.
E come  Partito del Sud in questa partita si continui a dire sempre più parole chiare e si aiuti la sinistra intera a fare altrettanto.

Pochi dogmi, tanta passione, molti fatti.

Buon lavoro a tutti !

Michele Dell’Edera




[Relazione presentata al VII° Congresso Nazionale del Partito del Sud approvata all'unanimità- Napoli 30 Novembre 2019]



mercoledì 20 novembre 2019

A Napoli, sabato 30 Novembre, il VII° Congresso Nazionale del Partito del Sud, ospiti e partecipanti

Si svolgerà il prossimo 30 novembre, a partire dalle 9,00, presso il P.A.N  (Palazzo delle Arti) a Chiaia, il VII° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.

Il Congresso che si aprirà nella mattina con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale, Michele Dell’Edera, Vice Presidente ed Andrea Balia Coord. Reg. Campano, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale e politico quali:


- Costanza Boccardi (Altra Europa)

- Francesco Emilio Borrelli (Consigliere Regionale Campania - Verdi) 

- Gianluca Cavotti (Consigliere X Municipalità -Sinistra in Movimento)

Nino Daniele (già Assessore alla Cultura – Comune di Napoli) 

- Luigi De Magistris  (Sindaco di Napoli) 

- Paolo Ferrero ( Vice Presidente Partito della Sinistra Europea)

- Loredana Marino ( Resp. Politiche del Meridione-PRC)

- Roberto Musacchio ( Transform!italia)

- Carmine Piscopo (Segreteria Nazionale demA)

- Giovanni Russo Spena (Accademico e Resp. Dipartimento Democrazia PRC)

 “Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di Sud, ambiente, economia, lavoro, contrasto all'Autonomia differenziata, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, lotta alle discriminazioni, rilancio del Paese partendo proprio da Sud.
Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei.
A tal proposito avremo l’interessante partecipazione di Paolo Ferrero Vice Presidente del Partito della Sinistra Europea e di Loredana Marino, Resp. Politiche del Meridione del Partito della Rifondazione Comunista, che ci fornirà spunti di approfondimento anche in relazione al "Laboratorio Sud alla Riscossa" che ha visto la prima interessante tappa a Lamezia pochi giorni fa e che proseguirà nelle prossime settimane in Puglia e Sicilia. Il "Sud-Lab la riscossa del Sud ", oltre a rappresentare una collaborazione fra Partito della Rifondazione Comunista e Partito del Sud, vede l'organizzazione del settimanale Left e dell'agenzia di informazione Transform!Italia, che sarà rappresentata al Congresso da Roberto Musacchio.

La presenza come ospiti di tante personalità del mondo politico della sinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Costanza Boccardi dell'Altra Europa, Carmine Piscopo della Segreteria Nazionale demArende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti dal nostro Partito negli ultimi anni.

Significativa la presenza di personaggi della politica e cultura partenopea come Nino Daniele, già Assessore alla Cultura del Comune di Napoli e Giacomo Russo Spena, Accademico e Responsabile Dipartimento Democrazia PRC, del Consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e di Gianluca Cavotti Consigliere della X municipalità per Sinistra in Movimento 

Tutte presenze che fanno capire come la mattinata congressuale sia stata intesa come uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Paese e del Sud, sempre in ottica meridionalista e progressista per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare.

Occorre mobilitarsi da Sud per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte, l'egoistica secessione dei ricchi, al fine di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud.
Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. 

La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,00 con gli interventi degli ospiti, i lavori Congressuali continueranno dalla tarda mattinata con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati




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Si svolgerà il prossimo 30 novembre, a partire dalle 9,00, presso il P.A.N  (Palazzo delle Arti) a Chiaia, il VII° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.

Il Congresso che si aprirà nella mattina con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale, Michele Dell’Edera, Vice Presidente ed Andrea Balia Coord. Reg. Campano, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale e politico quali:


- Costanza Boccardi (Altra Europa)

- Francesco Emilio Borrelli (Consigliere Regionale Campania - Verdi) 

- Gianluca Cavotti (Consigliere X Municipalità -Sinistra in Movimento)

Nino Daniele (già Assessore alla Cultura – Comune di Napoli) 

- Luigi De Magistris  (Sindaco di Napoli) 

- Paolo Ferrero ( Vice Presidente Partito della Sinistra Europea)

- Loredana Marino ( Resp. Politiche del Meridione-PRC)

- Roberto Musacchio ( Transform!italia)

- Carmine Piscopo (Segreteria Nazionale demA)

- Giovanni Russo Spena (Accademico e Resp. Dipartimento Democrazia PRC)

 “Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di Sud, ambiente, economia, lavoro, contrasto all'Autonomia differenziata, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, lotta alle discriminazioni, rilancio del Paese partendo proprio da Sud.
Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei.
A tal proposito avremo l’interessante partecipazione di Paolo Ferrero Vice Presidente del Partito della Sinistra Europea e di Loredana Marino, Resp. Politiche del Meridione del Partito della Rifondazione Comunista, che ci fornirà spunti di approfondimento anche in relazione al "Laboratorio Sud alla Riscossa" che ha visto la prima interessante tappa a Lamezia pochi giorni fa e che proseguirà nelle prossime settimane in Puglia e Sicilia. Il "Sud-Lab la riscossa del Sud ", oltre a rappresentare una collaborazione fra Partito della Rifondazione Comunista e Partito del Sud, vede l'organizzazione del settimanale Left e dell'agenzia di informazione Transform!Italia, che sarà rappresentata al Congresso da Roberto Musacchio.

La presenza come ospiti di tante personalità del mondo politico della sinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Costanza Boccardi dell'Altra Europa, Carmine Piscopo della Segreteria Nazionale demArende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti dal nostro Partito negli ultimi anni.

Significativa la presenza di personaggi della politica e cultura partenopea come Nino Daniele, già Assessore alla Cultura del Comune di Napoli e Giacomo Russo Spena, Accademico e Responsabile Dipartimento Democrazia PRC, del Consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e di Gianluca Cavotti Consigliere della X municipalità per Sinistra in Movimento 

Tutte presenze che fanno capire come la mattinata congressuale sia stata intesa come uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Paese e del Sud, sempre in ottica meridionalista e progressista per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare.

Occorre mobilitarsi da Sud per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte, l'egoistica secessione dei ricchi, al fine di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud.
Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. 

La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,00 con gli interventi degli ospiti, i lavori Congressuali continueranno dalla tarda mattinata con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati




lunedì 4 novembre 2019

VII° CONGRESSO NAZIONALE PARTITO DEL SUD - NAPOLI 30 NOVEMBRE 2019

A tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud 

                          CONVOCAZIONE VII° CONGRESSO NAZIONALE 

                      PARTITO DEL SUD-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI




E' convocata per sabato 30 Novembre 2019 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud, in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.00 a Napoli al P.A.N. (Palazzo delle Arti) a Chiaia. 

I lavori avranno il seguente svolgimento:  

9,00 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Coord. Reg.Campania, della Federazione ospitante di Napoli e di Michele Dell'Edera, Vice Presidente Nazionale.

9,50 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

10,10-13,30 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti. (L’elenco completo degli ospiti sarà diffuso nei prossimi giorni)

A seguire è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2019 e le quote di adesione 2019 (rinnovi entro 30 aprile 2019 e nuovi iscritti entro il 30 settembre 2019), con il seguente Ordine del Giorno: 

 1) Accredito partecipanti e costituzione assemblea

 2) Saluto Presidente Nazionale in carica e approvazione bilanci.

 3) presentazione programma politico e mozioni congressuali

 4) ulteriore dibattito libero con tempi contingentati in base agli iscritti a parlare, presentazione candidature, dichiarazioni di voto, votazione mozioni

 5) votazione della Segreteria Nazionale e del CDN (Consiglio Direttivo Nazionale)  e del Presidente Nazionale (che da Statuto è anche il segretario politico del Partito)

6) proclamazione CDN e Presidente Nazionale.

Ricordiamo che per la candidatura sia per il CDN che per il Presidente nazionale è richiesta la presentazione della propria candidatura prima dell'assemblea.  A norma dell'attuale e vigente Statuto la candidatura può essere presentata da qualsiasi iscritto al Partito in regola con il tesseramento 2019 entro e non oltre il 20 Novembre 2019, inviando una mail a info@partitodelsud.eu


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   Segreteria 
Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud

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A tutti gli iscritti e simpatizzanti del Partito del Sud 

                          CONVOCAZIONE VII° CONGRESSO NAZIONALE 

                      PARTITO DEL SUD-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI




E' convocata per sabato 30 Novembre 2019 l'assemblea ordinaria degli iscritti del Partito del Sud, in prima convocazione alle ore 00.01 ed in seconda convocazione alle ore 9.00 a Napoli al P.A.N. (Palazzo delle Arti) a Chiaia. 

I lavori avranno il seguente svolgimento:  

9,00 Apertura del Congresso al pubblico, l’accesso in sala è libero

9,30 Introduzione ai lavori da parte di Andrea Balia, Coord. Reg.Campania, della Federazione ospitante di Napoli e di Michele Dell'Edera, Vice Presidente Nazionale.

9,50 Il Presidente Nazionale Natale Cuccurese traccerà i passaggi politici vissuti dal Partito durante la sua ultima presidenza, gli obiettivi raggiunti i futuri scenari.

10,10-13,30 interventi di saluto riservati ai soli ospiti invitati: personalità politiche e della società civile, rappresentanti di partiti, associazioni e movimenti. (L’elenco completo degli ospiti sarà diffuso nei prossimi giorni)

A seguire è prevista l'assemblea degli iscritti al movimento, l’accesso in sala e' riservato ai soli iscritti in regola con il tesseramento 2019 e le quote di adesione 2019 (rinnovi entro 30 aprile 2019 e nuovi iscritti entro il 30 settembre 2019), con il seguente Ordine del Giorno: 

 1) Accredito partecipanti e costituzione assemblea

 2) Saluto Presidente Nazionale in carica e approvazione bilanci.

 3) presentazione programma politico e mozioni congressuali

 4) ulteriore dibattito libero con tempi contingentati in base agli iscritti a parlare, presentazione candidature, dichiarazioni di voto, votazione mozioni

 5) votazione della Segreteria Nazionale e del CDN (Consiglio Direttivo Nazionale)  e del Presidente Nazionale (che da Statuto è anche il segretario politico del Partito)

6) proclamazione CDN e Presidente Nazionale.

Ricordiamo che per la candidatura sia per il CDN che per il Presidente nazionale è richiesta la presentazione della propria candidatura prima dell'assemblea.  A norma dell'attuale e vigente Statuto la candidatura può essere presentata da qualsiasi iscritto al Partito in regola con il tesseramento 2019 entro e non oltre il 20 Novembre 2019, inviando una mail a info@partitodelsud.eu


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   Segreteria 
Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud

lunedì 21 ottobre 2019

Whirlpool, tre cose da fare per salvare mille famiglie campane dalla povertà




Da Left

Il Governo italiano conosceva già ad aprile 2019 le vere intenzioni della Whirlpool? Il Governo italiano ha evitato di comunicare agli operai napoletani le vere intenzioni di Whirlpool? Sicuramente già dal 6 giugno 2019 il Governo italiano non poteva non sapere i reali obiettivi di Whirlpool: riconvertire i suoi impianti di Napoli e vendere l’impianto a una terza parte. Perché dal 6 giugno? Semplicemente perché il 6 giugno la Whirlpool aveva già comunicato le sue intenzioni per iscritto chiaramente alla SEC, la Consob americana, dopo il comunicato del 31 maggio e dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico del 4 giugno. Questo recita chiaramente un report della SEC: «…Whirlpool EMEA announced its intention to reconvert its Naples, Italy manufacturing plant and potentially sell the plant to a third party». Poiché Whirlpool è una public company quotata a Wall Street, poiché le comunicazioni determinano il valore delle azioni e la fiducia degli investitori, la Whirlpool ha dovuto comunicare alla SEC cosa volesse fare a Napoli. Nel report si indicano in modo generico i costi dell’operazione, circa 127 milioni di dollari, di cui solo 19 milioni per la forza lavoro.

Ora Whirlpool ri-annuncia che chiuderà dal primo novembre lo stabilimento di Napoli vista «la mancata disponibilità da parte del governo a discutere del progetto di riconversione». Una vicenda drammatica per 500 operai che perderanno il lavoro, più altrettanti dell’indotto. Mille famiglie nel dramma in una Regione che è già al record europeo di povertà, come si legge dai dati Eurostat 2018 sul rischio di povertà nelle Regioni Europee. Infatti in Campania (e Sicilia) più di quattro persone su dieci sono a rischio povertà, ovvero, dopo i trasferimenti sociali, hanno un reddito disponibile inferiore al 60% di quello medio nazionale. È il rischio povertà il livello più alto dell’Unione europea. In questo quadro già drammatico si innesta la crisi che avrebbe dovuto essere risolta un anno fa secondo l’allora ministro dello Sviluppo Economico: dal balcone di Palazzo Venezia, Di Maio, abolì per decreto la povertà ma non garantì agli operai della Whirlpool Napoli un futuro. La situazione attuale è il risultato di una lunga serie di errori commessi dallo stesso Di Maio che ha lasciato in eredità ben 170 crisi aziendali non risolte. 

Il risultato di un atteggiamento rivolto alla cura della propria immagine in modo autoreferenziale (per drenare voti a favore del movimento di cui fa parte) più che alla risoluzione dei problemi aziendali e alla messa in sicurezza dei posti di lavoro dei dipendenti coinvolti. Un atteggiamento condiviso nel precedente governo con la Lega dalla quasi totalità dei ministri. Uno dei peggiori governi della storia repubblicana.

La Whirlpool ha la sua responsabilità: prima ha drenato finanziamenti statali grazie alla disponibilità del Governo; ora svicola dagli impegni assunti cercando di delocalizzare e cedere la proprietà alla società PRS (Passive Refrigeration Solution); purtroppo la PRS non produce lavatrici ma container autorefrigerati. Patuanelli, il successore di Di Maio al MISE, ha contestato la decisione di Whirlpool chiedendo la sospensione della cessione a PRS. Tuttavia è troppo tardi, il MISE avrebbe dovuto intervenire prima con decisioni più incisive ed avvedute. Finora le soluzioni applicate in casi simili con l’intervento di Invitalia (società del Mise) sono state due: 

1) i Contratti di Sviluppo: a) per esempio quando la Lamborghini di Modena voleva delocalizzare in Polonia perché il costo del lavoro era troppo alto, Invitalia ha elaborato uno specifico contratto mettendo i soldi per coprire la differenza tra il costo del lavoro in Polonia e in Italia. La Lamborghini, rimanendo in Italia, ha avuto il vantaggio di continuare a valorizzare il proprio brand made in Italy; b) nel caso della Ideal Standard di Frosinone, Invitalia ha avviato una riconversione produttiva, dai sanitari ai sampietrini di gres porcellanato, tramite contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato. 
2) entrare nel capitale azionario dell’azienda in crisi: per esempio nel caso della Irisbus in Irpinia, Invitalia è entrata nell’equity della società e ha garantito la continuità aziendale, insieme a Ferrovie e un partner di minoranza turco. Tuttavia entro il 2020 Invitala dovrà uscire dal capitale e vendere la propria quota.

Ora al di là delle polemiche politiche e delle responsabilità che gravano anche sulla multinazionale americana il problema è come, in breve tempo, risolvere la crisi salvaguardando i posti di lavoro di un comparto produttivo che ha visto da sempre il nostro Paese fra i principali produttori del settore.

A nostro avviso l’attuale governo deve procedere con decisione, anche nell’interesse nazionale, con il seguente schema:
-nazionalizzare gli stabilimenti
-predisporre una copertura finanziaria garantita dallo Stato tramite Invitalia per i prossimi 24/36 mesi
-affidare la direzione generale della stessa ad un amministratore notoriamente esperto del settore, nominato e controllato dal Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale.
Una volta rilanciata l’azienda mantenendo i posti di lavoro, lo Stato potrebbe promuovere la costituzione di una Cooperativa tra i dipendenti della società.
Mettere in mano l’azienda agli operai, rifacendosi alla “legge Marcora”, ha salvato in Italia negli ultimi anni oltre 100 imprese, soprattutto nel settore manifatturiero. Sono stati coinvolti ben 8.000 dipendenti diretti e altrettanti nell’indotto, sviluppando un fatturato complessivo superiore ai 200 Milioni di Euro. Le norme esistenti mettono già a disposizione dei lavoratori che decidono di formare una Cooperativa gli strumenti finanziari adeguati, serve solo la volontà politica di farlo! Ci sarà?!?


Articolo di :
Natale Cuccurese, segretario del Partito del Sud
Andrea Del Monaco, esperto Fondi Ue, saggista e scrittore

Fonte:  Left


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Da Left

Il Governo italiano conosceva già ad aprile 2019 le vere intenzioni della Whirlpool? Il Governo italiano ha evitato di comunicare agli operai napoletani le vere intenzioni di Whirlpool? Sicuramente già dal 6 giugno 2019 il Governo italiano non poteva non sapere i reali obiettivi di Whirlpool: riconvertire i suoi impianti di Napoli e vendere l’impianto a una terza parte. Perché dal 6 giugno? Semplicemente perché il 6 giugno la Whirlpool aveva già comunicato le sue intenzioni per iscritto chiaramente alla SEC, la Consob americana, dopo il comunicato del 31 maggio e dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico del 4 giugno. Questo recita chiaramente un report della SEC: «…Whirlpool EMEA announced its intention to reconvert its Naples, Italy manufacturing plant and potentially sell the plant to a third party». Poiché Whirlpool è una public company quotata a Wall Street, poiché le comunicazioni determinano il valore delle azioni e la fiducia degli investitori, la Whirlpool ha dovuto comunicare alla SEC cosa volesse fare a Napoli. Nel report si indicano in modo generico i costi dell’operazione, circa 127 milioni di dollari, di cui solo 19 milioni per la forza lavoro.

Ora Whirlpool ri-annuncia che chiuderà dal primo novembre lo stabilimento di Napoli vista «la mancata disponibilità da parte del governo a discutere del progetto di riconversione». Una vicenda drammatica per 500 operai che perderanno il lavoro, più altrettanti dell’indotto. Mille famiglie nel dramma in una Regione che è già al record europeo di povertà, come si legge dai dati Eurostat 2018 sul rischio di povertà nelle Regioni Europee. Infatti in Campania (e Sicilia) più di quattro persone su dieci sono a rischio povertà, ovvero, dopo i trasferimenti sociali, hanno un reddito disponibile inferiore al 60% di quello medio nazionale. È il rischio povertà il livello più alto dell’Unione europea. In questo quadro già drammatico si innesta la crisi che avrebbe dovuto essere risolta un anno fa secondo l’allora ministro dello Sviluppo Economico: dal balcone di Palazzo Venezia, Di Maio, abolì per decreto la povertà ma non garantì agli operai della Whirlpool Napoli un futuro. La situazione attuale è il risultato di una lunga serie di errori commessi dallo stesso Di Maio che ha lasciato in eredità ben 170 crisi aziendali non risolte. 

Il risultato di un atteggiamento rivolto alla cura della propria immagine in modo autoreferenziale (per drenare voti a favore del movimento di cui fa parte) più che alla risoluzione dei problemi aziendali e alla messa in sicurezza dei posti di lavoro dei dipendenti coinvolti. Un atteggiamento condiviso nel precedente governo con la Lega dalla quasi totalità dei ministri. Uno dei peggiori governi della storia repubblicana.

La Whirlpool ha la sua responsabilità: prima ha drenato finanziamenti statali grazie alla disponibilità del Governo; ora svicola dagli impegni assunti cercando di delocalizzare e cedere la proprietà alla società PRS (Passive Refrigeration Solution); purtroppo la PRS non produce lavatrici ma container autorefrigerati. Patuanelli, il successore di Di Maio al MISE, ha contestato la decisione di Whirlpool chiedendo la sospensione della cessione a PRS. Tuttavia è troppo tardi, il MISE avrebbe dovuto intervenire prima con decisioni più incisive ed avvedute. Finora le soluzioni applicate in casi simili con l’intervento di Invitalia (società del Mise) sono state due: 

1) i Contratti di Sviluppo: a) per esempio quando la Lamborghini di Modena voleva delocalizzare in Polonia perché il costo del lavoro era troppo alto, Invitalia ha elaborato uno specifico contratto mettendo i soldi per coprire la differenza tra il costo del lavoro in Polonia e in Italia. La Lamborghini, rimanendo in Italia, ha avuto il vantaggio di continuare a valorizzare il proprio brand made in Italy; b) nel caso della Ideal Standard di Frosinone, Invitalia ha avviato una riconversione produttiva, dai sanitari ai sampietrini di gres porcellanato, tramite contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato. 
2) entrare nel capitale azionario dell’azienda in crisi: per esempio nel caso della Irisbus in Irpinia, Invitalia è entrata nell’equity della società e ha garantito la continuità aziendale, insieme a Ferrovie e un partner di minoranza turco. Tuttavia entro il 2020 Invitala dovrà uscire dal capitale e vendere la propria quota.

Ora al di là delle polemiche politiche e delle responsabilità che gravano anche sulla multinazionale americana il problema è come, in breve tempo, risolvere la crisi salvaguardando i posti di lavoro di un comparto produttivo che ha visto da sempre il nostro Paese fra i principali produttori del settore.

A nostro avviso l’attuale governo deve procedere con decisione, anche nell’interesse nazionale, con il seguente schema:
-nazionalizzare gli stabilimenti
-predisporre una copertura finanziaria garantita dallo Stato tramite Invitalia per i prossimi 24/36 mesi
-affidare la direzione generale della stessa ad un amministratore notoriamente esperto del settore, nominato e controllato dal Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale.
Una volta rilanciata l’azienda mantenendo i posti di lavoro, lo Stato potrebbe promuovere la costituzione di una Cooperativa tra i dipendenti della società.
Mettere in mano l’azienda agli operai, rifacendosi alla “legge Marcora”, ha salvato in Italia negli ultimi anni oltre 100 imprese, soprattutto nel settore manifatturiero. Sono stati coinvolti ben 8.000 dipendenti diretti e altrettanti nell’indotto, sviluppando un fatturato complessivo superiore ai 200 Milioni di Euro. Le norme esistenti mettono già a disposizione dei lavoratori che decidono di formare una Cooperativa gli strumenti finanziari adeguati, serve solo la volontà politica di farlo! Ci sarà?!?


Articolo di :
Natale Cuccurese, segretario del Partito del Sud
Andrea Del Monaco, esperto Fondi Ue, saggista e scrittore

Fonte:  Left


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venerdì 30 agosto 2019

Napoli, sui giornali l'intervento di Antonio Luongo a favore della manutenzione della storica fontana dell'Esedra

Grazie all'attenzione ed intervento c/o il Resp.le Ente Mostra Alessandro Nardi di Antonio Luongo Resp.le Citta' Napoli del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti.










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Grazie all'attenzione ed intervento c/o il Resp.le Ente Mostra Alessandro Nardi di Antonio Luongo Resp.le Citta' Napoli del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti.










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lunedì 1 luglio 2019

#Napoli #RestiamoUmani... La barca del Partito del Sud....

Antonio Luongo ed altri iscritti del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti hanno partecipato a questa importantissima manifestazione, che si e' svolta simbolicamente in mare, nelle acque del golfo di #Napoli, a sottolineare ancora una volta la vocazione all'accoglienza della città.
È fondamentale ribadire la volontà di una parte del paese di APRIRE I PORTI: nessuna vita umana può essere sacrificata sull'altare della politica e dell'interesse elettorale. LA VITA UMANA È SACRA.
Andrebbe chiesto proprio a Salvini, così bravo a pontificare dietro la sua scrivania o attraverso i suoi social: cosa farebbe se lui e i suoi figli fossero dispersi in mare, rischiando la vita? Non cercherebbe forse un porto sicuro? E perché mai oggi vogliamo negare questo diritto ad altri esseri umani? Diciamo basta e RESTIAMO UMANI! - Andrea Balia

Sabato mattina come anticipato, sono stato a manifestare nel corteo marittimo organizzato nel golfo di #Napoli, contro la chiusura dei porti imposta da Salvini, insieme ad altri attivisti del Partito del Sud
Una bella iniziativa con oltre trenta imbarcazioni, cariche di persone. Una bella esperienza.

➡️I gesti simbolici contano tantissimo perché danno un segnale all'opinione pubblica. Questo è il nostro ruolo oggi da cittadini italiani, nel segno della #Costituzione e da abitanti di Napoli, città storicamente costruitasi sul contaminarsi delle culture più diverse e porta del #Mediterraneo verso l'Africa e il Medio Oriente.
💥Oggi ci siamo schierati al fianco del capitano #Carola, che, con grande dignità e rispetto per la vita, sta sacrificando se stessa, in virtú di una legge ingiusta. Non esiste legge che possa calpestare la vita umana. E soprattutto non esiste politico che possa arrogarsi il diritto di "giocare" con l'esistenza delle persone.

👎Nel caso di Salvini parliamo di uno speculatore politico, più che di un politico.
Mentre Salvini fa il suo teatrino contro le #Ong, per esclusivo tornaconto elettorale e senza alcun interesse verso la nazione che dice di voler difendere, altri migranti continuano ad arrivare sulle spiagge scortati dalla nostra guardia costiera, altri continuano ad affogare a mare, senza essere conteggiati nelle statistiche.
⁉️ Quante volte dall'inizio del governo abbiamo assistito a questa pantomima?
Il mondo ci crolla addosso, il paese rallenta, e Salvini parla parla parla parla. Eppure un Ministro degli Interni, leader del primo partito italiano delle elezioni Europee, dovrebbe essere impegnato chiudere accordi internazionali e a risolvere davvero i problemi. 

Quanti accordi ha chiuso il nostro Salvini? ZERO!
Provate ad andare oltre le sue chiacchiere...non troverete nulla. Ci dimostri quanto vale imponendo soluzioni ai tavoli europei invece di fare il bullo con le Ong.
Il mio invito: non lasciatevi ingannare e svegliatevi. Restate umani, perché prima o poi le bugie leghiste verranno a galla e voi dovrete avere ancora il coraggio di guardarvi allo specchio senza avere sulla coscienza gesti vili.
Restiamo Umani. - Antonio Luongo 


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Antonio Luongo ed altri iscritti del Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti hanno partecipato a questa importantissima manifestazione, che si e' svolta simbolicamente in mare, nelle acque del golfo di #Napoli, a sottolineare ancora una volta la vocazione all'accoglienza della città.
È fondamentale ribadire la volontà di una parte del paese di APRIRE I PORTI: nessuna vita umana può essere sacrificata sull'altare della politica e dell'interesse elettorale. LA VITA UMANA È SACRA.
Andrebbe chiesto proprio a Salvini, così bravo a pontificare dietro la sua scrivania o attraverso i suoi social: cosa farebbe se lui e i suoi figli fossero dispersi in mare, rischiando la vita? Non cercherebbe forse un porto sicuro? E perché mai oggi vogliamo negare questo diritto ad altri esseri umani? Diciamo basta e RESTIAMO UMANI! - Andrea Balia

Sabato mattina come anticipato, sono stato a manifestare nel corteo marittimo organizzato nel golfo di #Napoli, contro la chiusura dei porti imposta da Salvini, insieme ad altri attivisti del Partito del Sud
Una bella iniziativa con oltre trenta imbarcazioni, cariche di persone. Una bella esperienza.

➡️I gesti simbolici contano tantissimo perché danno un segnale all'opinione pubblica. Questo è il nostro ruolo oggi da cittadini italiani, nel segno della #Costituzione e da abitanti di Napoli, città storicamente costruitasi sul contaminarsi delle culture più diverse e porta del #Mediterraneo verso l'Africa e il Medio Oriente.
💥Oggi ci siamo schierati al fianco del capitano #Carola, che, con grande dignità e rispetto per la vita, sta sacrificando se stessa, in virtú di una legge ingiusta. Non esiste legge che possa calpestare la vita umana. E soprattutto non esiste politico che possa arrogarsi il diritto di "giocare" con l'esistenza delle persone.

👎Nel caso di Salvini parliamo di uno speculatore politico, più che di un politico.
Mentre Salvini fa il suo teatrino contro le #Ong, per esclusivo tornaconto elettorale e senza alcun interesse verso la nazione che dice di voler difendere, altri migranti continuano ad arrivare sulle spiagge scortati dalla nostra guardia costiera, altri continuano ad affogare a mare, senza essere conteggiati nelle statistiche.
⁉️ Quante volte dall'inizio del governo abbiamo assistito a questa pantomima?
Il mondo ci crolla addosso, il paese rallenta, e Salvini parla parla parla parla. Eppure un Ministro degli Interni, leader del primo partito italiano delle elezioni Europee, dovrebbe essere impegnato chiudere accordi internazionali e a risolvere davvero i problemi. 

Quanti accordi ha chiuso il nostro Salvini? ZERO!
Provate ad andare oltre le sue chiacchiere...non troverete nulla. Ci dimostri quanto vale imponendo soluzioni ai tavoli europei invece di fare il bullo con le Ong.
Il mio invito: non lasciatevi ingannare e svegliatevi. Restate umani, perché prima o poi le bugie leghiste verranno a galla e voi dovrete avere ancora il coraggio di guardarvi allo specchio senza avere sulla coscienza gesti vili.
Restiamo Umani. - Antonio Luongo 


domenica 25 novembre 2018

26 NOVEMBRE 2018 - SCOMPARE NEL SILENZIO DI ISTITUZIONI E MEDIA IL BANCO DI NAPOLI: UNA ”RAPINA” BEN CONFEZIONATA CHE RENDE IL SUD ANCORA PIÙ INDIFESO ED ANCORA PIÙ COLONIA


Di Natale Cuccurese

Cala il sipario sul Banco di Napoli, che da domani 26 novembre verra’ definitivamente incorporato in Intesa Sanpaolo. Non scomparira’ pero’ il logo che restera’ nelle insegne delle filiali.

Fondato nel 1539, il Banco di Napoli è una delle più antiche banche d’Italia, segnando tra alterne vicende la storia del Paese. Nel 1794, Ferdinando IV di Borbone riunì tutti i pubblici banchi in un unico Banco nazionale di Napoli. Nel dicembre del 1808, Gioacchino Murat divenuto re di Napoli, tentò di creare un banco sotto forma di società per azioni sul modello della Banca di Francia. Successivamente, dal 1861 al 1926 è stato istituto di emissione e definito Istituto di credito di diritto pubblico. Le sue origini risalgono ai cosiddetti banchi pubblici dei luoghi pii, sorti all’ombra del Vesuvio tra il XVI e il XVII secolo, in particolare ad un monte di pietà, il Banco della Pietà, fondato nel 1539 con lo scopo filantropico di concedere prestiti su pegno ai cittadini senza interessi. Prima ancora che la crisi caratterizzasse la storia recente, nel 1994 il Banco fu investito da una fase difficile causata da prestiti finiti in sofferenza; una situazione che determinò due anni più tardi l’intervento dello Stato con la nascita della Sga (1997) con 12.378 miliardi di vecchie lire di questi crediti e la privatizzazione tramite asta pubblica: il controllo fu svenduto nel 1997 alla cordata INA-BNL (Banca Nazionale del Lavoro) per la ridicola cifra di 61,4 miliardi di lire (circa 30 milioni di euro), fu rivenduto nel novembre 2000 al Sanpaolo-Imi di Torino, poi confluito nel gruppo Intesa Sanpaolo. Il 31 dicembre 2002 il Banco di Napoli fu incorporato nel Sanpaolo-Imi. La storia gloriosa del Banco di Napoli finì allora. I manager del Sanpaolo di Torino fecero sparire anche il nome ed il logo della Banca napoletana tra il 2003 ed il 2007. Poi furono costretti a riprenderne il marchio, quando si accorsero della forza commerciale che aveva. Il logo, che riportava gli stemmi degli antichi banchi che si fusero tra loro per dare vita al Banco di Napoli, fu comunque sostituito da anonimi archi.
Passano gli anni e si arriva al 2016, quando in seguito a un decreto del ministero dell’Economia lo Stato esercita un vecchio diritto di pegno e compra da Intesa Sanpaolo il 100 per cento delle azioni della Sga. Dai cui bilanci risulta un utile di 500 milioni di euro, frutto del recupero del 90 per cento dei crediti che, a questo punto, dovrebbero essere considerati tutt’altro che inesigibili.

La Sga (società per la gestione delle attività, ndr) del Banco di Napoli ha infatti ottenuto enormi utili dalla riscossione dei crediti considerati inesigibili e grazie a questo profitto ha potuto creare il Fondo Atlante con cui sono state recentemente salvate le banche del Nord.
Un paradosso considerato anche un altro aspetto molto grave, quello relativo alle posizioni degli azionisti del Banco di Napoli che non hanno ottenuto alcun risarcimento nonostante l’enorme utile accumulato dalla Sga. Il tutto si consuma nel silenzio, complice, delle istituzioni.

E i dipendenti che fine faranno? Emigreranno!
Nel Gruppo Intesa Sanpaolo entro il 2020 “andranno in pensione, sfruttando gli scivoli previsti per i dipendenti bancari, una cifra pari a 9 mila addetti”. Quanti di questi saranno dipendenti del Sud? Almeno un terzo, forse di più, visto che Intesa Sanpaolo annuncia la chiusura di “circa 170 sportelli nei prossimi anni, soprattutto nelle aree meno redditizie di Campania e Calabria”.
A fronte di questi tagli, l’annuncio della Banca: “abbiamo deciso di assumere come Gruppo 1500 persone (…) una componente significativa sarà nelle regioni meridionali”.
La realtà è che poiché la legge di stabilità 2018 prevede il “Bonus Sud” (sgravio dei contributi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani al di sotto dei 25 anni e disoccupati da almeno sei mesi) Intesa Sanpaolo ne approfitterà per ulteriori risparmi: qualche centinaio di nuove assunzioni al Sud, esenti da contributi, in cambio di 2-3 mila uscite. Ma dove andranno a lavorare i neo-assunti ? Lo anticipa Il Mattino (23.12.2017): “Per il personale l’incorporazione del Banco di Napoli vuol dire che i confini regionali dal 2018 non esisteranno più.” Ciò significa che “i trasferimenti non avverranno necessariamente a livello di area Sud ma nell’ambito dell’intero gruppo, quindi anche verso il Centro e il Nord (…)” saranno soggetti a “eventuali spostamenti “ (…) “soprattutto i più giovani e i 1500 che saranno assunti”.
A Napoli non resterà neanche una direzione generale. “Le circa 50 persone che vi lavorano dovrebbero essere dimezzate nel giro di un anno. Molte di loro matureranno i requisiti per andare in pensione. Le altre saranno trasferite”.

Una vicenda, questa del Banco di Napoli, emblematica delle ruberie che continuano senza sosta, da sempre, ai danni del Mezzogiorno. Ha dichiarato pochi giorni fa l’ex Presidente Napolitano:”Nel momento in cui si è ritenuto che il soddisfacimento di esigenze incontestabili di razionalità ed efficienza, in un contesto molto difficile per l’intero sistema bancario italiano, si debba spingere fino al punto di cancellare, almeno sul piano giuridico-formale, lo storico istituto di credito del Mezzogiorno, non posso non esprimere rammarico e preoccupazione. Ritengo che si debba rendere omaggio alla storia del Banco, che ha costituito una grande realtà rappresentativa dei ceti produttivi e del popolo dei risparmiatori delle regioni meridionali, dando – pur tra non pochi alti e bassi – contributi essenziali nel contrastare lo squilibrio tra Nord e Sud, ovvero la principale tara dello sviluppo nazionale. Non vorrei che questo doloroso commiato riflettesse un ulteriore indebolimento dell’attenzione e della comprensione, a livello nazionale, per gli attuali ancor oggi cosi’ gravi problemi di Napoli e del Mezzogiorno”.
E se lo dice anche lui vuol proprio dire che questa vicenda è, oltre che preoccupante, veramente scandalosa per come è avvenuta, almeno per chi conserva ancora un minimo di onestà intellettuale...

Fonti: Il Mattino, Editoriale il Giglio,Il Denaro, Affari Italiani



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Di Natale Cuccurese

Cala il sipario sul Banco di Napoli, che da domani 26 novembre verra’ definitivamente incorporato in Intesa Sanpaolo. Non scomparira’ pero’ il logo che restera’ nelle insegne delle filiali.

Fondato nel 1539, il Banco di Napoli è una delle più antiche banche d’Italia, segnando tra alterne vicende la storia del Paese. Nel 1794, Ferdinando IV di Borbone riunì tutti i pubblici banchi in un unico Banco nazionale di Napoli. Nel dicembre del 1808, Gioacchino Murat divenuto re di Napoli, tentò di creare un banco sotto forma di società per azioni sul modello della Banca di Francia. Successivamente, dal 1861 al 1926 è stato istituto di emissione e definito Istituto di credito di diritto pubblico. Le sue origini risalgono ai cosiddetti banchi pubblici dei luoghi pii, sorti all’ombra del Vesuvio tra il XVI e il XVII secolo, in particolare ad un monte di pietà, il Banco della Pietà, fondato nel 1539 con lo scopo filantropico di concedere prestiti su pegno ai cittadini senza interessi. Prima ancora che la crisi caratterizzasse la storia recente, nel 1994 il Banco fu investito da una fase difficile causata da prestiti finiti in sofferenza; una situazione che determinò due anni più tardi l’intervento dello Stato con la nascita della Sga (1997) con 12.378 miliardi di vecchie lire di questi crediti e la privatizzazione tramite asta pubblica: il controllo fu svenduto nel 1997 alla cordata INA-BNL (Banca Nazionale del Lavoro) per la ridicola cifra di 61,4 miliardi di lire (circa 30 milioni di euro), fu rivenduto nel novembre 2000 al Sanpaolo-Imi di Torino, poi confluito nel gruppo Intesa Sanpaolo. Il 31 dicembre 2002 il Banco di Napoli fu incorporato nel Sanpaolo-Imi. La storia gloriosa del Banco di Napoli finì allora. I manager del Sanpaolo di Torino fecero sparire anche il nome ed il logo della Banca napoletana tra il 2003 ed il 2007. Poi furono costretti a riprenderne il marchio, quando si accorsero della forza commerciale che aveva. Il logo, che riportava gli stemmi degli antichi banchi che si fusero tra loro per dare vita al Banco di Napoli, fu comunque sostituito da anonimi archi.
Passano gli anni e si arriva al 2016, quando in seguito a un decreto del ministero dell’Economia lo Stato esercita un vecchio diritto di pegno e compra da Intesa Sanpaolo il 100 per cento delle azioni della Sga. Dai cui bilanci risulta un utile di 500 milioni di euro, frutto del recupero del 90 per cento dei crediti che, a questo punto, dovrebbero essere considerati tutt’altro che inesigibili.

La Sga (società per la gestione delle attività, ndr) del Banco di Napoli ha infatti ottenuto enormi utili dalla riscossione dei crediti considerati inesigibili e grazie a questo profitto ha potuto creare il Fondo Atlante con cui sono state recentemente salvate le banche del Nord.
Un paradosso considerato anche un altro aspetto molto grave, quello relativo alle posizioni degli azionisti del Banco di Napoli che non hanno ottenuto alcun risarcimento nonostante l’enorme utile accumulato dalla Sga. Il tutto si consuma nel silenzio, complice, delle istituzioni.

E i dipendenti che fine faranno? Emigreranno!
Nel Gruppo Intesa Sanpaolo entro il 2020 “andranno in pensione, sfruttando gli scivoli previsti per i dipendenti bancari, una cifra pari a 9 mila addetti”. Quanti di questi saranno dipendenti del Sud? Almeno un terzo, forse di più, visto che Intesa Sanpaolo annuncia la chiusura di “circa 170 sportelli nei prossimi anni, soprattutto nelle aree meno redditizie di Campania e Calabria”.
A fronte di questi tagli, l’annuncio della Banca: “abbiamo deciso di assumere come Gruppo 1500 persone (…) una componente significativa sarà nelle regioni meridionali”.
La realtà è che poiché la legge di stabilità 2018 prevede il “Bonus Sud” (sgravio dei contributi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani al di sotto dei 25 anni e disoccupati da almeno sei mesi) Intesa Sanpaolo ne approfitterà per ulteriori risparmi: qualche centinaio di nuove assunzioni al Sud, esenti da contributi, in cambio di 2-3 mila uscite. Ma dove andranno a lavorare i neo-assunti ? Lo anticipa Il Mattino (23.12.2017): “Per il personale l’incorporazione del Banco di Napoli vuol dire che i confini regionali dal 2018 non esisteranno più.” Ciò significa che “i trasferimenti non avverranno necessariamente a livello di area Sud ma nell’ambito dell’intero gruppo, quindi anche verso il Centro e il Nord (…)” saranno soggetti a “eventuali spostamenti “ (…) “soprattutto i più giovani e i 1500 che saranno assunti”.
A Napoli non resterà neanche una direzione generale. “Le circa 50 persone che vi lavorano dovrebbero essere dimezzate nel giro di un anno. Molte di loro matureranno i requisiti per andare in pensione. Le altre saranno trasferite”.

Una vicenda, questa del Banco di Napoli, emblematica delle ruberie che continuano senza sosta, da sempre, ai danni del Mezzogiorno. Ha dichiarato pochi giorni fa l’ex Presidente Napolitano:”Nel momento in cui si è ritenuto che il soddisfacimento di esigenze incontestabili di razionalità ed efficienza, in un contesto molto difficile per l’intero sistema bancario italiano, si debba spingere fino al punto di cancellare, almeno sul piano giuridico-formale, lo storico istituto di credito del Mezzogiorno, non posso non esprimere rammarico e preoccupazione. Ritengo che si debba rendere omaggio alla storia del Banco, che ha costituito una grande realtà rappresentativa dei ceti produttivi e del popolo dei risparmiatori delle regioni meridionali, dando – pur tra non pochi alti e bassi – contributi essenziali nel contrastare lo squilibrio tra Nord e Sud, ovvero la principale tara dello sviluppo nazionale. Non vorrei che questo doloroso commiato riflettesse un ulteriore indebolimento dell’attenzione e della comprensione, a livello nazionale, per gli attuali ancor oggi cosi’ gravi problemi di Napoli e del Mezzogiorno”.
E se lo dice anche lui vuol proprio dire che questa vicenda è, oltre che preoccupante, veramente scandalosa per come è avvenuta, almeno per chi conserva ancora un minimo di onestà intellettuale...

Fonti: Il Mattino, Editoriale il Giglio,Il Denaro, Affari Italiani



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giovedì 25 ottobre 2018

TRA_MARE_E A_AMARE: INIZIATIVA CULTURALE PROVENZA-NAPOLI SULLA STRADA EUROPEA DEL MERIDIONALISMO PROGRESSISTA

Importante evento culturale, alla presenza del Sindaco Luigi de Magistris, organizzato grazie alla competenza ed impegno di Antonio Luongo, Responsabile del Partito del Sud-Città di Napoli, ed Elena Coccia, dirigente del Partito di Rifondazione Comunista, Delegata Cultura e Sviluppo della Città Metropolitana di Napoli.

Il popolo Provenzale, rappresentato dal Vicepresidente del Dèpartement 13  Bruno Genzana, incontra il popolo Napoletano

Riparte da Napoli il percorso europeo del meridionalismo progressista, per creare contatti e sinergie fra i Sud d’Europa.

Venerdì 26 Ottobre, ore 17.00: dalle Mura Greche di Marsiglia alle Mura Greche di Napoli in Piazza Bellini
La delegazione provenzale sarà in costumi d'epoca
Sabato 27 Ottobre, ore 10.00: visita al complesso monumentale di Sant'Eligio Maggiore, Borgo degli Orefici e Piazza del Mercato.
Sabato 27 Ottobre, ore 14.00: incontro e conferenza al Maschio Angioino, con il sindaco Luigi de Magistris, e il Coro di voci bianche del Centro Santa Luisa, Rione Traiano, Napoli, direzione Antonella De Pasquale.
Sabato 27 Ottobre, ore 18.00: omaggio a Roberto d'Angiò e funzione religiosa, Chiesa di Santa Chiara, Napoli.
La delegazione provenzale sarà in costumi d'epoca
Domenica 28 Ottobre, ore 10.00: presso il Palazzo Ducale del Comune di Pozzuoli, in occasione dei 750 anni del riconoscimento, da parte degli Angioini, dello status di città. La delegazione provenzale sarà in costumi d'epoca.
Domenica 28 Ottobre, ore 15.00: visita al Tesoro di S. Gennaro e Duomo di Napoli
A seguire incontro con la X Municipalità - Fuorigrotta - Bagnoli.







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Importante evento culturale, alla presenza del Sindaco Luigi de Magistris, organizzato grazie alla competenza ed impegno di Antonio Luongo, Responsabile del Partito del Sud-Città di Napoli, ed Elena Coccia, dirigente del Partito di Rifondazione Comunista, Delegata Cultura e Sviluppo della Città Metropolitana di Napoli.

Il popolo Provenzale, rappresentato dal Vicepresidente del Dèpartement 13  Bruno Genzana, incontra il popolo Napoletano

Riparte da Napoli il percorso europeo del meridionalismo progressista, per creare contatti e sinergie fra i Sud d’Europa.

Venerdì 26 Ottobre, ore 17.00: dalle Mura Greche di Marsiglia alle Mura Greche di Napoli in Piazza Bellini
La delegazione provenzale sarà in costumi d'epoca
Sabato 27 Ottobre, ore 10.00: visita al complesso monumentale di Sant'Eligio Maggiore, Borgo degli Orefici e Piazza del Mercato.
Sabato 27 Ottobre, ore 14.00: incontro e conferenza al Maschio Angioino, con il sindaco Luigi de Magistris, e il Coro di voci bianche del Centro Santa Luisa, Rione Traiano, Napoli, direzione Antonella De Pasquale.
Sabato 27 Ottobre, ore 18.00: omaggio a Roberto d'Angiò e funzione religiosa, Chiesa di Santa Chiara, Napoli.
La delegazione provenzale sarà in costumi d'epoca
Domenica 28 Ottobre, ore 10.00: presso il Palazzo Ducale del Comune di Pozzuoli, in occasione dei 750 anni del riconoscimento, da parte degli Angioini, dello status di città. La delegazione provenzale sarà in costumi d'epoca.
Domenica 28 Ottobre, ore 15.00: visita al Tesoro di S. Gennaro e Duomo di Napoli
A seguire incontro con la X Municipalità - Fuorigrotta - Bagnoli.







lunedì 16 luglio 2018

L' Intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud a “Sud, periferie d’Europa: quale futuro?” Incontro internazionale -Napoli 2 luglio 2018


https://www.youtube.com/watch?v=O0fZt3pmrJM&t=18s

L' Intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti C’è una tendenza in Europa che colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente. Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo. I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro? E’ la domanda che si sono posti e a cui hanno risposto proponendo soluzioni, sulla base di esperienze concrete a livello europeo, il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, L’Altra Europa con Tsipras ed esponenti europei della sinistra in un incontro internazionale svoltosi il 2 Luglio a Napoli, presso l’Istituto degli Studi Filosofici in via Monte di Dio, dal titolo: Sud, periferie d'Europa: quale futuro? Il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città di Napoli Luigi de Magistris oltre che ospiti provenienti da tutta l’Europa mediterranea.


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https://www.youtube.com/watch?v=O0fZt3pmrJM&t=18s

L' Intervento di Natale Cuccurese, Presidente del Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti C’è una tendenza in Europa che colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente. Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo. I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro? E’ la domanda che si sono posti e a cui hanno risposto proponendo soluzioni, sulla base di esperienze concrete a livello europeo, il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, L’Altra Europa con Tsipras ed esponenti europei della sinistra in un incontro internazionale svoltosi il 2 Luglio a Napoli, presso l’Istituto degli Studi Filosofici in via Monte di Dio, dal titolo: Sud, periferie d'Europa: quale futuro? Il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città di Napoli Luigi de Magistris oltre che ospiti provenienti da tutta l’Europa mediterranea.


 
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