martedì 21 marzo 2017

IL PARTITO DEL SUD IL 25 MARZO A ROMA PER MANIFESTARE PER UN'EUROPA CHE RIPARTA DA SUD !




Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo
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Ripartire grazie ad uno sviluppo sostenibile e con la consapevolezza che le popolazioni del Mediterraneo, da sempre contaminate le une dalle altre nella loro storia millenaria, meritano rispetto e fiducia per quella che è la loro diversità. Una diversità che non è un problema da risolvere, ma una risorsa dal valore inestimabile, portatrice sana di tolleranza e capacità di integrazione.
Per dare vita ad un Progetto per il Sud, per l’Italia e per l’Europa, perché l’Europa deve assolutamente ripartire dal suo mare principale, dal Mediterraneo, culla di civiltà straordinarie. Per impegnarci a far sì che ci sia un’attenzione nuova da parte dell’Europa a quello che è l’unico sviluppo dignitoso a cui il Partito del Sud può pensare, uno sviluppo cioè rispettoso del lavoro, della salute e dell’ambiente.
Crediamo che il diritto al lavoro e alla salute non debbano essere mai essere toccati. Il lavoro è fonte di vita e non può essere fonte di morte come a Taranto, o nella "Terra dei Fuochi" che hanno contribuito negli ultimi decenni ad un danno ambientale irreparabile.
Uno sviluppo insomma che, mai e poi mai, prescinda dai valori della nostra Costituzione, un capolavoro di pensiero democratico e lungimirante, la cui applicazione, alla lettera, crediamo e ribadiamo ancora una volta, come già due anni fa e già nel nostro libro “Con il Sud si riparte”, sia quanto mai urgente e necessaria.
Fare politica oggi significa concentrarsi sui problemi reali delle persone, persone colpita pesantemente dalla crisi, a cui bisogna parlare con un linguaggio semplice e non con l’incomprensibile politichese che mira solo a raccattare voti per costruire poteri personali. Fare politica oggi significa fare grandi alleanze con chiunque decida di scendere in campo contro i poteri forti, i colossi della finanza e gli interessi di una oligarchia manipolatrice, fosse anche solo per legittima difesa.
Bisogna capire il perché ad oggi non si è ancora mai data al Sud Italia e al Sud Europa la possibilità di un concreto sviluppo.
Porti strategici, unificazione della dorsale tirrenica e della dorsale. Ad esempio Gioia Tauro, Taranto e Crotone sono porti che servono quasi tutti i mercati. Dovrebbero essere messi in competizione con porti del Baltico che, insieme ai retroporti creerebbe un bacino produttivo nel Mezzogiorno. Ma questo a chi darebbe fastidio? Sicuramente perderebbero di importanza i porti di Rottendam e di Amburgo. E questo la dice lunga sulla subalternità della Confindustria italiana a quelle degli olandesi, dei tedeschi e dei nordeuropei in generale. E questo è un punto politico e di sovranità democratica fondamentale.
Stiamo lottando da anni per il rilancio del Sud, che per noi è anche rilancio del Paese e dell'idea Europea, perché se metà del Paese non è messo in condizione di competere in modo produttivo a quella che è l’economia del Paese, è chiaro che l’Italia non potrà riprendersi. Solo con il Sud si riparte!
L’emigrazione dal Sud Italia, che è cominciata con l’Unità di Italia, perché prima non esisteva, ed è continuata con dimensioni bibliche per 155 anni, continua ancora oggi. Parliamo di oltre 100.000 unità ogni anno. Ad emigrare sono persone, spesso giovani, che, in generale, con enormi sacrifici e costi non irrilevanti da parte delle rispettive famiglie, hanno studiato. E mentre al Sud la disoccupazione giovanile è oggi al 58%, è di pochi mesi fa il dato che invece vede in Germania un record storico di “occupazione”, un dato che non era mai stato così alto dai tempi della riunificazione delle due Germanie. C’è dunque qualcosa che in questa Europa effettivamente non funziona”. La conseguenza è che al Sud Italia c’è un doppio svantaggio. Siamo nei fatti colonia di una colonia.
Quello che auspichiamo dunque è un’Europa meno tecnocratica, un’Europa dei popoli e solidale. Una Europa che non si riconosca solo nell'austerità e nella negazione o sottrazione di diritti. Serve una riconsiderazione dei trattati. Un cambio di rotta significativo che porti tutti i suoi Sud a contare quanto i suoi Nord e che porti il Sud Italia a divenire volano della ripresa economica del nostro Paese. Ed è per questo motivo che la questione meridionale non può che diventare, da questione nazionale irrisolta, “questione internazionale” e unirsi in tal modo alle lotte degli altri Sud d’Europa.
Partito del Sud
COMUNICATO STAMPA
Il ritrovo per tutti i sostenitori del Partito del Sud è alle 11.00 in Piazza Vittorio.
Parteciperemo con le nostre bandiere al corteo organizzato da "La nostra Europa" che terminerà al Colosseo

mercoledì 8 febbraio 2017

L'estremismo malattia infantile del meridionalismo - di E. Riccio

Una degli scritti di Lenin, che è diventato anche una delle sue più famose citazioni, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”, scritta nei primi decenni del secolo scorso e recentemente ripubblicata, può essere facilmente parafrasata ed applicarsi oggi al meridionalismo, dopo circa un secolo sembra essere ancora molto attuale, purtroppo,  per il meridionalismo ed in generale, purtroppo, anche talvolta per la politica italiana di sinistra.

Per non fare lo stesso errore che si fa spesso, con delle etichette che confondono  perché ognuno gli da il suo significato e poi magari si discute inutilmente per ore sulla terminologia, definiamo inizialmente il “meridionalismo” come quel magma che ribolle al Sud, oramai da qualche anno, magari in forma un po’ confusa ma sicuramente come fenomeno in crescita. Se poi fino ad una decina di anni fa politicamente c’era il nulla, oggi si osserva un magma di passione, di ricerca ed orgoglio identitario e anche di rabbiosa rivalsa che vuole trasformarsi anche in proposta politica ed avere rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali, consapevoli che senza questa presenza ogni recriminazione resta vana e velleitaria. Questa voglia, che sicuramente è aumentata con la diffusione dei social network e soprattutto è andata in crescendo dopo anni di propaganda leghista e diffusione di stereotipi razzisti anti-meridionale. Un processo che è partito senz’altro anche dalla revisione storica del cosiddetto “risorgimento”, oltre che da una perdurante colonizzazione economica e culturale che dura da più di 150 anni, proviamo ad analizzare però meglio il fenomeno e fare dei ragionamenti per trarre delle conclusioni semplici, visto che frequento oramai da una decina d’anni l’ambiente e conosco quindi oramai molto bene meccanismi ed alcuni personaggi.
Iniziamo con un primo chiarimento e facendo svanire una prima grande illusione, da anni si prova a riunire un “fronte meridionalista”, ma l’esperienza ci insegna che non è assolutamente possibile un’aggregazione che unisca tutti a partire solo dalla “verità storica” e di una generica e confusa difesa del Sud, se si vuole avere un minimo di serietà, credibilità e soprattutto possibilità di organizzazione e crescita, non si può che accompagnarli senza prescindere da valori di base condivisi, per noi del Partito del Sud sono quelli progressisti con il conseguente rifiuto di ogni ideologia razzista o fascista. Inoltre siamo lontanissimi da nostalgie identitarie o nazionaliste di tipo ultra-cattoliche che utilizzano termini e concetti ottocenteschi e vagheggiano impossibili ritorni al passato, infine non crediamo all’opzione indipendentista, cioè consideriamo l’indipendentismo subito (con il solito problema, la mai risolta ed eterna discussione se riferirlo solo alla parte continentale o anche alla Sicilia che ha delle sue peculiarità storiche e culturali…) assolutamente irrealizzabile e velleitario oggi, lontanissimo dalle masse meridionali e dai loro bisogni prioritari e soprattutto da ogni possibilità pratica di conseguirlo, ovviamente con metodi democratici e pacifici, a prescindere se poi davvero convenga e abbia senso dividere i meridionali rimasti al di sotto del Tronto con quelli, e sono tanti, che per lavoro sono emigrati al centro-nord…ha davvero senso? Già oggi hanno poco senso i confini nazionali, nonostante le nuove ondate xenofobe, nazionaliste e anti-europeiste pensano di tornarci agitando spettri, paure e cavalcando la (giusta) rabbia sociale…figuriamoci l’idea di mettere nuovi confini all’interno della penisola…per noi ha più senso un cammino di autonomia e di federalismo solidale, nella prospettiva di macro-regioni autonome che resteranno in Italia ed in Europa, ovviamente sperando in un’altra Italia ed un’altra Europa…ma volente o nolente siamo in questa posizione geografica, non su Marte o su Base Alpha sulla Luna.

Fatte queste premesse, per chi come noi cerca la strada politica, che significa presentarsi alle elezioni e crescere nei consenti e quindi anche cercare alleanze compatibili con i propri valori e i propri programmi, non solo sparare proclami e litanie in rete, a noi interessa un’aggregazione progressista, che sia alternativa sia ai partiti neo-liberisti compreso l’attuale PD di Renzi, sia alla destra lepenista di Salvini e Meloni con la resurrezione o meno della figura imbalsamata di Berlusconi ed anche alternativa alla demagogia “ne’ destra ne’ sinistra” del Movimento Cinque Stelle (che poi per costituzione e regole interne non fa alleanze e quindi non vedo che possibilità di aggregazione ci potrebbero essere, lascio il dilemma a certi pensatori del nostro mondo che aspirano a fare i Grillo di serie B o C…). Il nostro discorso neo-meridionalista, è sulle orme e segue le lezioni dei classici meridionalisti, i primi che parlarono di colonizzazione del Mezzogiorno e di “conquista regia” al posto di Unità d’Italia, personaggi come Gramsci, Salvemini, Dorso etc etc…quindi per noi con questi padri spirituali il “vero meridionalismo” non può che collocarsi in un ambito progressista, per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo. Il resto per noi è generico “sudismo” di accatto ed altre insalate miste condite male alle quali non siamo più interessati, abbiamo tra l’altro poco tempo a disposizione visto che non viviamo di politica, che per noi è impegno, passione civile, sacrificio personale di denaro e soprattutto di tempo, quindi non possiamo proseguire, ancora, con riunioni e tentativi inutili quando non ci sono dei presupposti di base.
C’è chi questo discorso non lo vuole capire perché tutti pronti a fare le rivoluzioni da dietro al PC, chi gli da fastidio perché hanno dei valori di base destrorsi o addirittura fascisti, hanno la fissa dei “comunisti” come i peggiori maccartisti americani degli anni ’50 del secolo scorso o i vecchi tradizionalisti cattolici…Tralascio poi per pietà alcuni “personaggetti”, come direbbe il De Luca-Crozza,  che hanno pure fatto parte del nostro movimento, per poi uscirne e diventare capetti del loro piccolo movimento scissionista e che hanno il coraggio di parlare di settarismo e protagonismo per noi…in genere non sono che dei semplici accattoni e mistificatori, rivoluzionari a parole ma poi pronti a vendersi per un piatto di lenticchie al primo partito tradizionale (alcuni ai vecchi democristiani alla Mastella o a provare sponde con i Lombardo o con i De Luca… o addirittura altri a flirtare anche con De Magistris,  che noi abbiamo appoggiato fin dal 2011 e per questo molti del nostro piccolo mondo antico per anni ci hanno accusato di essere “troppo di sinistra”!!!).
Un’altra  cosa paradossale è che alcuni dei rivoluzionari da tastiera del nostro mondo che strepitano “non siamo italiani”, ignorando che lo eravamo già prima del 1861 essendo italiani con identità napoletana o siciliana, tra l’altro spesso confondendo quindi esattamente come i “liberal-risorgimentali”  dell’800 i concetti di Stato e Nazione o talvolta quello di identità con quello di nazione, ricalcano esattamente questi schemi di divisionismo, settarismo, stupido protagonismo ed inutile narcisismo classici della politica italiana in generale. La battaglia “io sono più meridionalista di te” o, fate voi, “io sono più duosiciliano di te”, “io sono più napolitano” di te,  a me non interessa più e non riesce ad appassionarmi, soprattutto credo che non interessi alla maggioranza del nostro popolo che vorrebbe più pragmatismo e più azioni concrete per il riscatto della nostra terra piuttosto che lunghissime disquisizioni sui termini e sul sesso degli angeli, approfondite ed interminabili analisi senza però uno straccio di proposta e prospettiva concreta e non vaga per un futuro migliore. Non ne parleremo più ed ignoreremo sempre più polemiche e provocazioni d’ora in poi, abbiamo chiaramente affermato i nostri valori, la nostra linea e le nostre priorità, chi li condivide è benvenuto…altre strade non ci interessano, auguriamo buona fortuna a tutti e come si dice negli annunci…astenersi perditempo!

Detto questo sul meridionalismo, speriamo poi di non trovare questa sindrome infantile, ancora dopo circa un secolo, anche nella sinistra alternativa, per me e per noi del Partito del Sud c’è sicuramente nel paese molta voglia di sinistra vera e di programmi di giustizia sociale e difesa dei diritti con l’applicazione integrale della Costituzione, come ci ha insegnato anche il referendum di dicembre.
C’è bisogno di un’azione politica  di sinistra vera in Italia ed in Europa specialmente in una società sempre più post-industriale, infatti come aggravante della crisi attuale c’è da dire che con la rivoluzione digitale in atto diminuiranno complessivamente i posti di lavoro, infatti ci sono studi recenti che dicono che per uno nuovo che se ne crea ce ne saranno almeno dieci tradizionali che scompaiono. C’è bisogno quindi di più welfare e non di meno stato sociale, di reinventarsi il lavoro per gestire il tempo libero che aumenterà, di lavorare meno e lavorare tutti come si diceva negli anni ’60 e come dice anche oggi un sociologo come De Masi (Professore però mi permetto di aggiungere …che poi vanno pagati equamente tutti!!!). C’è bisogno di più diritti per i lavoratori e meno “flessibilità”, di politiche di beni comuni, di politiche di redistribuzione del reddito per far pagare di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno e di spostare di più la tassazione dal lavoro alla rendita, di limitare la finanza ed il suo strapotere, di opporsi e farla finita con le politiche europee di austerità ed anche di azioni più semplici, popolari e clamorose come quella di imporre per legge dei rapporti tra gli stipendi massimi e quelli minimi…quest’ultima cosa la diceva un pericolo “comunista” come Adriano Olivetti che parlava di un rapporto massimo di 1 a 10 o nella “rossa Svizzera” hanno recentemente proposto un referendum per un rapporto massimo di 1 a 12…può essere che oggi non c’è nessun leader della sinistra che ha il coraggio di proporre un rapporto massimo di 1 a 20???
C’è bisogno quindi soprattutto di ripartire dai più deboli, dalla classe media che si è impoverita sempre più negli ultimi anni, e parlando di povertà e lavoro non si può che ripartire da Sud dove la povertà è ancora più drammatica ed evidente così come la disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ma non solo. Mettere il rilancio del Sud tra le priorità vere di un’agenda politica progressista sarebbe anche una novità della sinistra italiana e farebbe parte naturalmente di un programma che ha come priorità quella di aiutare i più deboli e i più poveri. Quando diciamo queste cose negli incontri con altri compagni vediamo che vengono puntualmente apprezzate, ora speriamo che ci saranno anche dei passi avanti concreti in più per la formazione di questo schieramento progressista alternativo, che potrebbe far leva anche su alcune ottime esperienze che ora al Sud ci sono, come De Magistris ed Emiliano coi quali noi del Partito del Sud abbiamo da tempo ottimi rapporti di collaborazione. E speriamo che anche i vari gruppi della sinistra alternativa superino divisioni e contrasti, protagonismi, narcisismi vari…anche per loro è arrivato il momento di capire che la battaglia “io sono più comunista di te”, “io sono più a sinistra di te”, “io sono più duro e puro di te” non serve a niente, serve scegliere chiaramente gli obiettivi e le priorità politiche e programmatiche, farle capire alle masse con azioni e dichiarazioni semplici e non contorte. Questo se non si vuole lasciarle in preda alle derive populiste e destrorse dei “Lepenisti” e “Trumpisti” italiani che fiutano il vento ed italianamente cercano di correre sul nuovo carro del vincitore e paradossalmente, dopo essere stati per anni gli eredi del peggiore liberismo all’italiana, ora stanno cercando di rifarsi con la bandiera dell’anti-sistema, “anti-casta” e “anti-establishment”,  accompagnandole a retoriche anti-immigrazione e di difesa dei confini, spingendo quindi la guerra tra poveri e continuando a spargere ulteriormente paure e odio di cui non abbiamo proprio bisogno, così stanno purtroppo guadagnando consensi soprattutto nei quartieri più popolari e disagiati da troppo tempo un po’ abbandonati dalla sinistra….ovviamente per capire che la difesa dei più deboli poi sia tutta tattica e strumentale, basta leggere solo la proposta di “flat-tax” di Salvini, una tassa che appunto essendo flat e uguale per tutti ovviamente favorirebbe i più ricchi e non i più poveri, tra l’altro sarebbe in contrasto coi principi costituzionali.

Quindi avanti con il dialogo con una sinistra vera, spingendola sempre più a mettere il riscatto del Sud tra le sue priorità nell’agenda politica e, come ho detto a conclusione del mio intervento al recente incontro con i compagni dell’Altra Europa con Tsipras, citando uno dei nostri maestri preferiti, Antonio Gramsci e mettendo la sua frase in prima persona plurale: istruiamoci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; agitiamoci, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo ed organizziamoci, avremo bisogno di tutta la nostra forza!



Enzo Riccio

Segr. Org. Nazionale 
Partito del Sud
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Una degli scritti di Lenin, che è diventato anche una delle sue più famose citazioni, “l’estremismo, malattia infantile del comunismo”, scritta nei primi decenni del secolo scorso e recentemente ripubblicata, può essere facilmente parafrasata ed applicarsi oggi al meridionalismo, dopo circa un secolo sembra essere ancora molto attuale, purtroppo,  per il meridionalismo ed in generale, purtroppo, anche talvolta per la politica italiana di sinistra.

Per non fare lo stesso errore che si fa spesso, con delle etichette che confondono  perché ognuno gli da il suo significato e poi magari si discute inutilmente per ore sulla terminologia, definiamo inizialmente il “meridionalismo” come quel magma che ribolle al Sud, oramai da qualche anno, magari in forma un po’ confusa ma sicuramente come fenomeno in crescita. Se poi fino ad una decina di anni fa politicamente c’era il nulla, oggi si osserva un magma di passione, di ricerca ed orgoglio identitario e anche di rabbiosa rivalsa che vuole trasformarsi anche in proposta politica ed avere rappresentanza politica nelle istituzioni locali e nazionali, consapevoli che senza questa presenza ogni recriminazione resta vana e velleitaria. Questa voglia, che sicuramente è aumentata con la diffusione dei social network e soprattutto è andata in crescendo dopo anni di propaganda leghista e diffusione di stereotipi razzisti anti-meridionale. Un processo che è partito senz’altro anche dalla revisione storica del cosiddetto “risorgimento”, oltre che da una perdurante colonizzazione economica e culturale che dura da più di 150 anni, proviamo ad analizzare però meglio il fenomeno e fare dei ragionamenti per trarre delle conclusioni semplici, visto che frequento oramai da una decina d’anni l’ambiente e conosco quindi oramai molto bene meccanismi ed alcuni personaggi.
Iniziamo con un primo chiarimento e facendo svanire una prima grande illusione, da anni si prova a riunire un “fronte meridionalista”, ma l’esperienza ci insegna che non è assolutamente possibile un’aggregazione che unisca tutti a partire solo dalla “verità storica” e di una generica e confusa difesa del Sud, se si vuole avere un minimo di serietà, credibilità e soprattutto possibilità di organizzazione e crescita, non si può che accompagnarli senza prescindere da valori di base condivisi, per noi del Partito del Sud sono quelli progressisti con il conseguente rifiuto di ogni ideologia razzista o fascista. Inoltre siamo lontanissimi da nostalgie identitarie o nazionaliste di tipo ultra-cattoliche che utilizzano termini e concetti ottocenteschi e vagheggiano impossibili ritorni al passato, infine non crediamo all’opzione indipendentista, cioè consideriamo l’indipendentismo subito (con il solito problema, la mai risolta ed eterna discussione se riferirlo solo alla parte continentale o anche alla Sicilia che ha delle sue peculiarità storiche e culturali…) assolutamente irrealizzabile e velleitario oggi, lontanissimo dalle masse meridionali e dai loro bisogni prioritari e soprattutto da ogni possibilità pratica di conseguirlo, ovviamente con metodi democratici e pacifici, a prescindere se poi davvero convenga e abbia senso dividere i meridionali rimasti al di sotto del Tronto con quelli, e sono tanti, che per lavoro sono emigrati al centro-nord…ha davvero senso? Già oggi hanno poco senso i confini nazionali, nonostante le nuove ondate xenofobe, nazionaliste e anti-europeiste pensano di tornarci agitando spettri, paure e cavalcando la (giusta) rabbia sociale…figuriamoci l’idea di mettere nuovi confini all’interno della penisola…per noi ha più senso un cammino di autonomia e di federalismo solidale, nella prospettiva di macro-regioni autonome che resteranno in Italia ed in Europa, ovviamente sperando in un’altra Italia ed un’altra Europa…ma volente o nolente siamo in questa posizione geografica, non su Marte o su Base Alpha sulla Luna.

Fatte queste premesse, per chi come noi cerca la strada politica, che significa presentarsi alle elezioni e crescere nei consenti e quindi anche cercare alleanze compatibili con i propri valori e i propri programmi, non solo sparare proclami e litanie in rete, a noi interessa un’aggregazione progressista, che sia alternativa sia ai partiti neo-liberisti compreso l’attuale PD di Renzi, sia alla destra lepenista di Salvini e Meloni con la resurrezione o meno della figura imbalsamata di Berlusconi ed anche alternativa alla demagogia “ne’ destra ne’ sinistra” del Movimento Cinque Stelle (che poi per costituzione e regole interne non fa alleanze e quindi non vedo che possibilità di aggregazione ci potrebbero essere, lascio il dilemma a certi pensatori del nostro mondo che aspirano a fare i Grillo di serie B o C…). Il nostro discorso neo-meridionalista, è sulle orme e segue le lezioni dei classici meridionalisti, i primi che parlarono di colonizzazione del Mezzogiorno e di “conquista regia” al posto di Unità d’Italia, personaggi come Gramsci, Salvemini, Dorso etc etc…quindi per noi con questi padri spirituali il “vero meridionalismo” non può che collocarsi in un ambito progressista, per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo. Il resto per noi è generico “sudismo” di accatto ed altre insalate miste condite male alle quali non siamo più interessati, abbiamo tra l’altro poco tempo a disposizione visto che non viviamo di politica, che per noi è impegno, passione civile, sacrificio personale di denaro e soprattutto di tempo, quindi non possiamo proseguire, ancora, con riunioni e tentativi inutili quando non ci sono dei presupposti di base.
C’è chi questo discorso non lo vuole capire perché tutti pronti a fare le rivoluzioni da dietro al PC, chi gli da fastidio perché hanno dei valori di base destrorsi o addirittura fascisti, hanno la fissa dei “comunisti” come i peggiori maccartisti americani degli anni ’50 del secolo scorso o i vecchi tradizionalisti cattolici…Tralascio poi per pietà alcuni “personaggetti”, come direbbe il De Luca-Crozza,  che hanno pure fatto parte del nostro movimento, per poi uscirne e diventare capetti del loro piccolo movimento scissionista e che hanno il coraggio di parlare di settarismo e protagonismo per noi…in genere non sono che dei semplici accattoni e mistificatori, rivoluzionari a parole ma poi pronti a vendersi per un piatto di lenticchie al primo partito tradizionale (alcuni ai vecchi democristiani alla Mastella o a provare sponde con i Lombardo o con i De Luca… o addirittura altri a flirtare anche con De Magistris,  che noi abbiamo appoggiato fin dal 2011 e per questo molti del nostro piccolo mondo antico per anni ci hanno accusato di essere “troppo di sinistra”!!!).
Un’altra  cosa paradossale è che alcuni dei rivoluzionari da tastiera del nostro mondo che strepitano “non siamo italiani”, ignorando che lo eravamo già prima del 1861 essendo italiani con identità napoletana o siciliana, tra l’altro spesso confondendo quindi esattamente come i “liberal-risorgimentali”  dell’800 i concetti di Stato e Nazione o talvolta quello di identità con quello di nazione, ricalcano esattamente questi schemi di divisionismo, settarismo, stupido protagonismo ed inutile narcisismo classici della politica italiana in generale. La battaglia “io sono più meridionalista di te” o, fate voi, “io sono più duosiciliano di te”, “io sono più napolitano” di te,  a me non interessa più e non riesce ad appassionarmi, soprattutto credo che non interessi alla maggioranza del nostro popolo che vorrebbe più pragmatismo e più azioni concrete per il riscatto della nostra terra piuttosto che lunghissime disquisizioni sui termini e sul sesso degli angeli, approfondite ed interminabili analisi senza però uno straccio di proposta e prospettiva concreta e non vaga per un futuro migliore. Non ne parleremo più ed ignoreremo sempre più polemiche e provocazioni d’ora in poi, abbiamo chiaramente affermato i nostri valori, la nostra linea e le nostre priorità, chi li condivide è benvenuto…altre strade non ci interessano, auguriamo buona fortuna a tutti e come si dice negli annunci…astenersi perditempo!

Detto questo sul meridionalismo, speriamo poi di non trovare questa sindrome infantile, ancora dopo circa un secolo, anche nella sinistra alternativa, per me e per noi del Partito del Sud c’è sicuramente nel paese molta voglia di sinistra vera e di programmi di giustizia sociale e difesa dei diritti con l’applicazione integrale della Costituzione, come ci ha insegnato anche il referendum di dicembre.
C’è bisogno di un’azione politica  di sinistra vera in Italia ed in Europa specialmente in una società sempre più post-industriale, infatti come aggravante della crisi attuale c’è da dire che con la rivoluzione digitale in atto diminuiranno complessivamente i posti di lavoro, infatti ci sono studi recenti che dicono che per uno nuovo che se ne crea ce ne saranno almeno dieci tradizionali che scompaiono. C’è bisogno quindi di più welfare e non di meno stato sociale, di reinventarsi il lavoro per gestire il tempo libero che aumenterà, di lavorare meno e lavorare tutti come si diceva negli anni ’60 e come dice anche oggi un sociologo come De Masi (Professore però mi permetto di aggiungere …che poi vanno pagati equamente tutti!!!). C’è bisogno di più diritti per i lavoratori e meno “flessibilità”, di politiche di beni comuni, di politiche di redistribuzione del reddito per far pagare di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno e di spostare di più la tassazione dal lavoro alla rendita, di limitare la finanza ed il suo strapotere, di opporsi e farla finita con le politiche europee di austerità ed anche di azioni più semplici, popolari e clamorose come quella di imporre per legge dei rapporti tra gli stipendi massimi e quelli minimi…quest’ultima cosa la diceva un pericolo “comunista” come Adriano Olivetti che parlava di un rapporto massimo di 1 a 10 o nella “rossa Svizzera” hanno recentemente proposto un referendum per un rapporto massimo di 1 a 12…può essere che oggi non c’è nessun leader della sinistra che ha il coraggio di proporre un rapporto massimo di 1 a 20???
C’è bisogno quindi soprattutto di ripartire dai più deboli, dalla classe media che si è impoverita sempre più negli ultimi anni, e parlando di povertà e lavoro non si può che ripartire da Sud dove la povertà è ancora più drammatica ed evidente così come la disoccupazione, giovanile e femminile soprattutto ma non solo. Mettere il rilancio del Sud tra le priorità vere di un’agenda politica progressista sarebbe anche una novità della sinistra italiana e farebbe parte naturalmente di un programma che ha come priorità quella di aiutare i più deboli e i più poveri. Quando diciamo queste cose negli incontri con altri compagni vediamo che vengono puntualmente apprezzate, ora speriamo che ci saranno anche dei passi avanti concreti in più per la formazione di questo schieramento progressista alternativo, che potrebbe far leva anche su alcune ottime esperienze che ora al Sud ci sono, come De Magistris ed Emiliano coi quali noi del Partito del Sud abbiamo da tempo ottimi rapporti di collaborazione. E speriamo che anche i vari gruppi della sinistra alternativa superino divisioni e contrasti, protagonismi, narcisismi vari…anche per loro è arrivato il momento di capire che la battaglia “io sono più comunista di te”, “io sono più a sinistra di te”, “io sono più duro e puro di te” non serve a niente, serve scegliere chiaramente gli obiettivi e le priorità politiche e programmatiche, farle capire alle masse con azioni e dichiarazioni semplici e non contorte. Questo se non si vuole lasciarle in preda alle derive populiste e destrorse dei “Lepenisti” e “Trumpisti” italiani che fiutano il vento ed italianamente cercano di correre sul nuovo carro del vincitore e paradossalmente, dopo essere stati per anni gli eredi del peggiore liberismo all’italiana, ora stanno cercando di rifarsi con la bandiera dell’anti-sistema, “anti-casta” e “anti-establishment”,  accompagnandole a retoriche anti-immigrazione e di difesa dei confini, spingendo quindi la guerra tra poveri e continuando a spargere ulteriormente paure e odio di cui non abbiamo proprio bisogno, così stanno purtroppo guadagnando consensi soprattutto nei quartieri più popolari e disagiati da troppo tempo un po’ abbandonati dalla sinistra….ovviamente per capire che la difesa dei più deboli poi sia tutta tattica e strumentale, basta leggere solo la proposta di “flat-tax” di Salvini, una tassa che appunto essendo flat e uguale per tutti ovviamente favorirebbe i più ricchi e non i più poveri, tra l’altro sarebbe in contrasto coi principi costituzionali.

Quindi avanti con il dialogo con una sinistra vera, spingendola sempre più a mettere il riscatto del Sud tra le sue priorità nell’agenda politica e, come ho detto a conclusione del mio intervento al recente incontro con i compagni dell’Altra Europa con Tsipras, citando uno dei nostri maestri preferiti, Antonio Gramsci e mettendo la sua frase in prima persona plurale: istruiamoci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; agitiamoci, avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo ed organizziamoci, avremo bisogno di tutta la nostra forza!



Enzo Riccio

Segr. Org. Nazionale 
Partito del Sud

lunedì 30 gennaio 2017

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud presente all'incontro nazionale "Il mondo sta cambiando". L'intervento di Enzo Riccio

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché il 28 gennaio con una nostra delegazione siamo stati parte attiva dell'incontro tenuto a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando".



L' intervento di Enzo Riccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito del Sud, ieri all'assemblea nazionale di Roma " Il Mondo sta Cambiando"

https://www.youtube.com/watch?v=zeKdZ3k_kBg&feature=share






Andreas Nefeloudis, esponente del governo di Syriza in Grecia ed Argiris Panagopoulos di Syriza


Freccero


Enzo Riccio


Platea affollata


Michele Dell'Edera e Anna Falcone





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Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché il 28 gennaio con una nostra delegazione siamo stati parte attiva dell'incontro tenuto a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando".



L' intervento di Enzo Riccio, responsabile organizzativo nazionale del Partito del Sud, ieri all'assemblea nazionale di Roma " Il Mondo sta Cambiando"

https://www.youtube.com/watch?v=zeKdZ3k_kBg&feature=share






Andreas Nefeloudis, esponente del governo di Syriza in Grecia ed Argiris Panagopoulos di Syriza


Freccero


Enzo Riccio


Platea affollata


Michele Dell'Edera e Anna Falcone





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mercoledì 25 gennaio 2017

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale "Il mondo sta cambiando"

Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale promosso da L'Altra Europa con Tsipras "Il mondo sta cambiando"

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché anche il prossimo 28 gennaio con una nostra delegazione saremo parte attiva dell'incontro che si tiene a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando". L'invito è a Partecipare !

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1742856032693413/



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Sabato 28 gennaio a Roma una delegazione del Partito del Sud sarà presente all'incontro nazionale promosso da L'Altra Europa con Tsipras "Il mondo sta cambiando"

Dopo il referendum del 4 dicembre 2016 il mondo progressista che ha contribuito alla vittoria del NO soprattutto da #SUD continua con una serie di incontri per andare oltre il semplice risultato referendario. Il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti da anni chiede e propone programmi politici che richiamino l'applicazione della Costituzione. Ecco perché anche il prossimo 28 gennaio con una nostra delegazione saremo parte attiva dell'incontro che si tiene a Roma denominato "Il Mondo Sta Cambiando". L'invito è a Partecipare !

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1742856032693413/



venerdì 16 dicembre 2016

Domenica 18 Dicembre a Roma il Partito del Sud all' Assemblea Nazionale" IL GRANO DI SALE E QUELLO DI SENAPE"- L'ossigeno che serve per costruire l'Alternativa.

Domenica 18 Dicembre a Roma, Enzo Riccio della Segreteria Organizzativa del Partito del Sud, rappresenterà il nostro Partito, portandone le proposte meridionaliste progressiste, all' Assemblea Nazionale" IL GRANO DI SALE E QUELLO DI SENAPE"- L'ossigeno che serve per costruire l'Alternativa.
Per discutere oltre i recinti di provenienza di come si rimette in campo una proposta condivisa, progressista e alternativa alle politiche di questi anni.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1709587959356029/?active_tab=discussion


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Domenica 18 Dicembre a Roma, Enzo Riccio della Segreteria Organizzativa del Partito del Sud, rappresenterà il nostro Partito, portandone le proposte meridionaliste progressiste, all' Assemblea Nazionale" IL GRANO DI SALE E QUELLO DI SENAPE"- L'ossigeno che serve per costruire l'Alternativa.
Per discutere oltre i recinti di provenienza di come si rimette in campo una proposta condivisa, progressista e alternativa alle politiche di questi anni.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1709587959356029/?active_tab=discussion


lunedì 12 dicembre 2016

L' intervento di Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud, ieri a Roma all'evento nazionale "ricominciamo dal NO(i)

L' intervento di Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud, oggi a Roma all'evento nazionale "ricominciamo dal NO(i)
https://www.facebook.com/events/1045667198893158/?active_tab=discussion 

il Partito del Sud porta con il suo Vicepresidente all'attenzione dell'assemblea e del dibattito le emergenze che attanagliano il Sud e i suoi abitanti e della necessità per tutti di ripartire da Sud. Perchè il nostro impegno per il bene comune non è finito domenica scorsa con un NO!


https://www.youtube.com/watch?v=16N6VG0Rj74



Foto della sala e di alcuni intervenuti





Marco Revelli, storico, sociologo, politologo

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.

Stefano Fassina, Sinistra Italiana- Sel

Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza

Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud





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L' intervento di Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud, oggi a Roma all'evento nazionale "ricominciamo dal NO(i)
https://www.facebook.com/events/1045667198893158/?active_tab=discussion 

il Partito del Sud porta con il suo Vicepresidente all'attenzione dell'assemblea e del dibattito le emergenze che attanagliano il Sud e i suoi abitanti e della necessità per tutti di ripartire da Sud. Perchè il nostro impegno per il bene comune non è finito domenica scorsa con un NO!


https://www.youtube.com/watch?v=16N6VG0Rj74



Foto della sala e di alcuni intervenuti





Marco Revelli, storico, sociologo, politologo

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista.

Stefano Fassina, Sinistra Italiana- Sel

Argiris Panagopoulos, Membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza

Michele Dell'Edera , Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud





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sabato 10 dicembre 2016

Dopo il referendum, “Ricominciamo da NOI”

Domenica prossima, a una settimana dal referendum, quell’arcipelago di soggettività democratiche che ha sostenuto il No si ritroverà a Roma in un’assemblea che già dal titolo (“Ricominciamo dal No(i)”) non nasconde l’intenzione di continuare a camminare insieme. Forse senza sapere ancora dove, ma almeno provando a restare insieme. Annunciato nell’ottobre scorso, l’incontro è promosso dalle Città in comune e dalla Politica di tutt@, la prima è una rete di liste locali di alternativa e la seconda raccoglie al suo interno associazioni, realtà civiche e culturali, intellettualità. Il senso dell’iniziativa è innanzitutto affermare che in quel 60% referendario non ci sono solo i Cinquestelle, la Lega e Forza Italia, ma anche le sinistre, in un ruolo per nulla secondario. Si tratta delle varie componenti politiche, esperienze sociali, sensibilità culturali che in ogni angolo d’Italia si sono raccolte intorno ai Comitati. Un vasto aggregato che si è impegnato per proteggere la Costituzione dalle manomissioni ma che si è poi felicemente sorpreso dell’unità politica con cui ha condotto e vissuto la campagna elettorale. E una prima verifica di questo sentire collettivo si avrà proprio nell’appuntamento di domenica.

 Ma per gli organizzatori l’assemblea rappresenterà soprattutto un primo confronto sul voto referendario, sul suo connotato sociale, su come interpretarlo e sulle conseguenze politiche che, fin da subito, con la crisi del governo Renzi, stanno già determinando cambiamenti e turbamenti. È annunciata la presenza di esponenti dell’Anpi, della Fiom, dell’Arci oltre, ovviamente, agli animatori del Comitato del No. Tra i tanti interventi previsti, quello di giuristi come Luigi Ferrajoli, Anna Falcone, Livio Pepino e Felice Besostri, di intellettuali e analisti come Tomaso Montanari, Paolo Freccero, Tonino Perna, Lidia Menapace, Marco Revelli, Ida Dominijanni, Vezio De Lucia, Francesca Fornario, Andrea Baranes, Alfonso Gianni, Monica Di Sisto, Claudio Riccio, esponenti politici come Walter Tocci, Nicola Fratoianni, Vincenzo Vita, Paolo Ferrero, Massimo Torelli, a cui si aggiungeranno numerosi amministratori locali e attivisti di associazioni e movimenti. C’è una crescente attesa intorno a quest’appuntamento. Non foss’altro perché la geografia sociale emersa dal voto del 4 dicembre, che conferma la necessità di raccogliere l’estesa opposizione al liberismo, dovrebbe imporre a queste componenti critiche risposte politiche adeguate e credibili. A maggior ragione di fronte alle brusche accelerazioni che stanno scuotendo e movimentando il quadro istituzionale.
L’incontro si svolgerà domenica a Roma dalle 10 del mattino fino a metà pomeriggio. L’appuntamento è al Roma meeting center di Largo dello Scoutismo 1 (metro B – Piazza Bologna). 

All’evento parteciperà anche una delegazione del Partito del Sud capitanata dal Vicepresidente Nazionale Michele Dell'Edera.




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Domenica prossima, a una settimana dal referendum, quell’arcipelago di soggettività democratiche che ha sostenuto il No si ritroverà a Roma in un’assemblea che già dal titolo (“Ricominciamo dal No(i)”) non nasconde l’intenzione di continuare a camminare insieme. Forse senza sapere ancora dove, ma almeno provando a restare insieme. Annunciato nell’ottobre scorso, l’incontro è promosso dalle Città in comune e dalla Politica di tutt@, la prima è una rete di liste locali di alternativa e la seconda raccoglie al suo interno associazioni, realtà civiche e culturali, intellettualità. Il senso dell’iniziativa è innanzitutto affermare che in quel 60% referendario non ci sono solo i Cinquestelle, la Lega e Forza Italia, ma anche le sinistre, in un ruolo per nulla secondario. Si tratta delle varie componenti politiche, esperienze sociali, sensibilità culturali che in ogni angolo d’Italia si sono raccolte intorno ai Comitati. Un vasto aggregato che si è impegnato per proteggere la Costituzione dalle manomissioni ma che si è poi felicemente sorpreso dell’unità politica con cui ha condotto e vissuto la campagna elettorale. E una prima verifica di questo sentire collettivo si avrà proprio nell’appuntamento di domenica.

 Ma per gli organizzatori l’assemblea rappresenterà soprattutto un primo confronto sul voto referendario, sul suo connotato sociale, su come interpretarlo e sulle conseguenze politiche che, fin da subito, con la crisi del governo Renzi, stanno già determinando cambiamenti e turbamenti. È annunciata la presenza di esponenti dell’Anpi, della Fiom, dell’Arci oltre, ovviamente, agli animatori del Comitato del No. Tra i tanti interventi previsti, quello di giuristi come Luigi Ferrajoli, Anna Falcone, Livio Pepino e Felice Besostri, di intellettuali e analisti come Tomaso Montanari, Paolo Freccero, Tonino Perna, Lidia Menapace, Marco Revelli, Ida Dominijanni, Vezio De Lucia, Francesca Fornario, Andrea Baranes, Alfonso Gianni, Monica Di Sisto, Claudio Riccio, esponenti politici come Walter Tocci, Nicola Fratoianni, Vincenzo Vita, Paolo Ferrero, Massimo Torelli, a cui si aggiungeranno numerosi amministratori locali e attivisti di associazioni e movimenti. C’è una crescente attesa intorno a quest’appuntamento. Non foss’altro perché la geografia sociale emersa dal voto del 4 dicembre, che conferma la necessità di raccogliere l’estesa opposizione al liberismo, dovrebbe imporre a queste componenti critiche risposte politiche adeguate e credibili. A maggior ragione di fronte alle brusche accelerazioni che stanno scuotendo e movimentando il quadro istituzionale.
L’incontro si svolgerà domenica a Roma dalle 10 del mattino fino a metà pomeriggio. L’appuntamento è al Roma meeting center di Largo dello Scoutismo 1 (metro B – Piazza Bologna). 

All’evento parteciperà anche una delegazione del Partito del Sud capitanata dal Vicepresidente Nazionale Michele Dell'Edera.




mercoledì 30 novembre 2016

Mercoledì 7 Dicembre 2016 ore 16,30 a Roma in Via Arenula 29 c/o Sede Nazionale Sinistra Italiana, presentazione del libro "Con il Sud si riparte"

Mercoledì 7 Dicembre 2016 ore 16,30 a Roma in Via Arenula 29 c/o Sede Nazionale Sinistra Italiana, presentazione del libro "Con il Sud si riparte" di autori vari del Partito del Sud, a cura Partito del Sud e SEL - SI

Interverranno: Marco Furfaro (Coordinamento Nazionale Sinistra Italiana), Natale Cuccurese (Presidente Nazionale Partito del Sud), Gianpaolo Scuderi (Sinistra Italiana) ed Enzo Riccio (Segreteria Organizzativa Nazionale Partito del Sud)

“CON IL SUD SI RIPARTE”. Più che il titolo di un libro, dicono gli autori, è una convinzione tramutatasi in uno scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese.
Che sia un libro che voglia seriamente non denunciare solo lo stato odierno del Sud, ma darne una chiave di lettura in grado di disegnarne il rilancio, lo si capisce dalla presenza di due “firme” importantissime della politica a sud oggi:
il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ne ha curato la prefazione e il Governatore della Puglia ed ex Sindaco di Bari Michele Emiliano che ne ha curato la presentazione.

E’ uno dei primi libri sul sud che ne disegna anche le potenzialità concrete e le politiche da adottarsi non solo perché possa ripartire come area geografica del Paese, ma perché possa essere a sua volta strumento di ripartenza per l’Italia tutta. 200 pagine da leggere con attenzione. Edito dalla napoletana “Controcorrente” è in distribuzione nelle librerie del circuito Mondadori ed Edicolè.


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Mercoledì 7 Dicembre 2016 ore 16,30 a Roma in Via Arenula 29 c/o Sede Nazionale Sinistra Italiana, presentazione del libro "Con il Sud si riparte" di autori vari del Partito del Sud, a cura Partito del Sud e SEL - SI

Interverranno: Marco Furfaro (Coordinamento Nazionale Sinistra Italiana), Natale Cuccurese (Presidente Nazionale Partito del Sud), Gianpaolo Scuderi (Sinistra Italiana) ed Enzo Riccio (Segreteria Organizzativa Nazionale Partito del Sud)

“CON IL SUD SI RIPARTE”. Più che il titolo di un libro, dicono gli autori, è una convinzione tramutatasi in uno scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un sud protagonista del rilancio economico e sociale suo e dell’intero Paese.
Che sia un libro che voglia seriamente non denunciare solo lo stato odierno del Sud, ma darne una chiave di lettura in grado di disegnarne il rilancio, lo si capisce dalla presenza di due “firme” importantissime della politica a sud oggi:
il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ne ha curato la prefazione e il Governatore della Puglia ed ex Sindaco di Bari Michele Emiliano che ne ha curato la presentazione.

E’ uno dei primi libri sul sud che ne disegna anche le potenzialità concrete e le politiche da adottarsi non solo perché possa ripartire come area geografica del Paese, ma perché possa essere a sua volta strumento di ripartenza per l’Italia tutta. 200 pagine da leggere con attenzione. Edito dalla napoletana “Controcorrente” è in distribuzione nelle librerie del circuito Mondadori ed Edicolè.


lunedì 26 settembre 2016

"PORTE APERTE": Evento organizzato Sabato 24 a Roma da Sinistra Italiana. Il Partito del Sud presente con una propria delegazione.

"PORTE APERTE" e voglia di costruire un progetto inclusivo, in nome della coesione e della concretezza! Evento organizzato Sabato 24 a Roma da Sinistra Italiana. Il Partito del Sud c'è...come sempre (o quasi)..e ovunque!












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"PORTE APERTE" e voglia di costruire un progetto inclusivo, in nome della coesione e della concretezza! Evento organizzato Sabato 24 a Roma da Sinistra Italiana. Il Partito del Sud c'è...come sempre (o quasi)..e ovunque!












martedì 12 luglio 2016

Nuova Sezione del Partito del Sud a Formia e due nuovi Circoli PdelSud Città Ribelli Alta Terra di Lavoro e Roma.

Continua il radicamento del Partito del Sud. Questa volta nel Lazio. Grazie ad Augusto Ciccolella con la nuova sezione PdelSUD a Formia e un nuovo Circolo "Partito del Sud Alta Terra di Lavoro" ed un "Circolo PdelSud - Roma"
Grazie anche ai nostri dirigenti Antonio Ciano, Enzo Riccio ed Antonio Rosato coordinatore regionale Lazio.




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Continua il radicamento del Partito del Sud. Questa volta nel Lazio. Grazie ad Augusto Ciccolella con la nuova sezione PdelSUD a Formia e un nuovo Circolo "Partito del Sud Alta Terra di Lavoro" ed un "Circolo PdelSud - Roma"
Grazie anche ai nostri dirigenti Antonio Ciano, Enzo Riccio ed Antonio Rosato coordinatore regionale Lazio.




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venerdì 24 giugno 2016

Lo Zapatismo di Napoli....di Enzo Riccio

Da un'intervista ad Enzo Riccio del Direttivo nazionale del PdSUD sul Giornale online pugliese TerlizziNews , nella sua nuova rubrica di spazio meridionalista....


Come nasce questa vittoria e cosa ha di particolare?
E’ la domanda che rivolgiamo ad Enzo Riccio nostro blogger collaboratore della pagina “Noi Meridionali”.
“Beh se i vari sapientoni in tv o sui giornali oltre a provare (spesso inutilmente ma con insistenza) ad infangarla in vari modi, provassero ad ascoltare la città, sarebbe facile capire che a Napoli il Sindaco è amato     da gran parte sia della borghesia che degli strati popolari della città, i motivi?
Perché è onesto, perché ascolta, perché promuove la democrazia dal basso, perché si oppone al dogma neoliberista dell’austerità e della crescita delle diseguaglianze, perché non si inginocchia né va col cappello in mano dai partiti tradizionali del belpaese tutti a guida, interessi e trazione “tosco-padana”, che quindi vogliono continuare a mantenere Napoli a livello di colonia e non al ruolo che le compete di capitale europea, perché ha liberato Napoli dalla monnezza che arrivava ai secondi piani, perché non ha mai fatto accordi con quella zona grigia di mafia, camorra e collusioni.
Insomma i motivi sono davvero tanti, ma si potrebbero sintetizzare in onestà, solidarietà e orgoglio. Ecco quell’orgoglio napoletano che i servi di regime che provano ad interpretare dal di fuori ma non capiranno mai, semplicemente perché non amano questa città, sotto sotto in molti specie tra i principali giornalisti che si vedono sulle TV nazionali non l’hanno mai amata ed hanno sempre preferito speculare e vendere al resto del paese solo la sua parte peggiore, sottolineare le sue ombre e nascondere le sue tante luci.
De Magistris nei quartieri più borghesi di Napoli vince ancora più nettamente di quelli popolari, in più riesce ad avere consenso anche nei quartieri popolari perché espressione di una sinistra popolare e che ascolta, molto diversa da quella “radical chic” che oramai attanaglia il maggior partito di presunta sinistra che è il PD, che ha oramai abbandonato colpevolmente ogni idea di giustizia sociale.
Altra cosa, le accuse di “neoborbonismo”, sempre fatte giocando sui termini senza spiegare e approfondire cosa si intende, un po’ così come piace al giornalismo all’italiana delle etichette, allora diciamo che se per “borbonico” si intende riscoprire e rispettare la nostra vera storia che male c’è?
Finalmente, anche grazie all’impegno di alcuni meridionalisti come noi, è stata sdoganata la questione meridionale che ha le sue radici in un’unità d’Italia fatta male e c’è tutto un filone storico importante da Gramsci a Salvemini che certe cose le ha dette in modo chiaro, non per creare divisioni o mettere in discussione l’unità di ieri e di oggi ma per un futuro diverso da paese realmente unito e non diviso e profondamente diseguale come è oggi.
Paradossale poi infine l’accusa di voler costruire un “leghismo del Sud”, sia De Magistris sia i meridionalisti che lo sostengono sono chiaramente posizionati a sinistra, antifascisti e antirazzisti, quindi ovviamente un progetto politico che si pone giusto agli antipodi della Lega Nord, del lepenismo e di tutti i movimenti europei razzisti e xenofobi. Per la verità se cerca una sponda la cerca per un ruolo nuovo, unendo le città ribelli sul Mediterraneo, per far si che il Sud torni ad essere ponte e faro di culture così come lo è stato in diversi periodi della sua civiltà fin dal tempo della Magna Grecia.
Il vero dato sta nello schiacciante 66% su chi ha votato, vuol dire circa il 23% del totale dei voti dei napoletani e quindi più di 180.000 voti (più di quelli presi già al primo turno), da un lato bisogna riconquistare una parte del voto di astensione e dall’altra fa pensare che chi ne ha meno della metà come il candidato del centro-destra Lettieri, sconfitto per la seconda volta, o peggio ancora il PD napoletano sta messo di certo molto peggio.
E’ ovvio che in un periodo come questo, con forti pulsioni di antipolitica e un tripolarismo che si va delineando ovunque nel belpaese, prendere voti per un non allineato, senza giornali o grandi sponsor economici, come De Magistris è davvero dura ma come si fa a non parlare di trionfo per chi vince al ballottaggio e al secondo mandato col 66% dei voti?
Noi continuiamo a credere in un progetto di Napoli ribelle che si autogoverna e che esce dallo schema colonialista e neo-liberista, un progetto che nelle sue intenzioni possa diffondersi nel resto del Sud della penisola che diventa Sud ribelle trovando altre esperienza amministrative entusiasmanti (che ci sono anche al Sud a dispetto delle solite narrazioni) e magari trova sponde anche in altre città mediterranee come Barcellona (dove il Sindaco Ada Colauha salutato con entusiasmo la vittoria di De Magistris e si è detta pronta a collaborare per una rete di città mediterranee) o Atene, città storicamente legata al Sud Italia.
Un progetto e un “quarto polo” nuovo per costruire un paese e anche un’Europa diversa, aperta, solidale, antirazzista e antifascista, che spezzi le catene dell’austerità e che costruisca una rete di tipo europeo per diminuire le diseguaglianze economiche e sociali tra i territori e tra i cittadini dei singoli territori, disuguaglianze terribili che invece quest’Europa sta producendo. Un movimento che guardi più al benessere dei tanti che a quello dei pochi oggi al vertice di banche, grandi società multinazionali, media, finanza etc.
Un movimento per i meridionalisti progressisti per liquidare definitivamente più di 150 anni di colonialismo subiti dal Sud e per costruire un nuovo modello di società non basata sulle paure e sulle chiusure ma sulla frontiera aperta del Mediterraneo, il Mare Nostrum che diventi di nuovo luogo di scambio, piuttosto che cimitero di disperati o mare da presidiare con navi da guerra”.
“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene si fa così” (Pericle, Discorso agli Ateniesi 431 A.C.)
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Da un'intervista ad Enzo Riccio del Direttivo nazionale del PdSUD sul Giornale online pugliese TerlizziNews , nella sua nuova rubrica di spazio meridionalista....


Come nasce questa vittoria e cosa ha di particolare?
E’ la domanda che rivolgiamo ad Enzo Riccio nostro blogger collaboratore della pagina “Noi Meridionali”.
“Beh se i vari sapientoni in tv o sui giornali oltre a provare (spesso inutilmente ma con insistenza) ad infangarla in vari modi, provassero ad ascoltare la città, sarebbe facile capire che a Napoli il Sindaco è amato     da gran parte sia della borghesia che degli strati popolari della città, i motivi?
Perché è onesto, perché ascolta, perché promuove la democrazia dal basso, perché si oppone al dogma neoliberista dell’austerità e della crescita delle diseguaglianze, perché non si inginocchia né va col cappello in mano dai partiti tradizionali del belpaese tutti a guida, interessi e trazione “tosco-padana”, che quindi vogliono continuare a mantenere Napoli a livello di colonia e non al ruolo che le compete di capitale europea, perché ha liberato Napoli dalla monnezza che arrivava ai secondi piani, perché non ha mai fatto accordi con quella zona grigia di mafia, camorra e collusioni.
Insomma i motivi sono davvero tanti, ma si potrebbero sintetizzare in onestà, solidarietà e orgoglio. Ecco quell’orgoglio napoletano che i servi di regime che provano ad interpretare dal di fuori ma non capiranno mai, semplicemente perché non amano questa città, sotto sotto in molti specie tra i principali giornalisti che si vedono sulle TV nazionali non l’hanno mai amata ed hanno sempre preferito speculare e vendere al resto del paese solo la sua parte peggiore, sottolineare le sue ombre e nascondere le sue tante luci.
De Magistris nei quartieri più borghesi di Napoli vince ancora più nettamente di quelli popolari, in più riesce ad avere consenso anche nei quartieri popolari perché espressione di una sinistra popolare e che ascolta, molto diversa da quella “radical chic” che oramai attanaglia il maggior partito di presunta sinistra che è il PD, che ha oramai abbandonato colpevolmente ogni idea di giustizia sociale.
Altra cosa, le accuse di “neoborbonismo”, sempre fatte giocando sui termini senza spiegare e approfondire cosa si intende, un po’ così come piace al giornalismo all’italiana delle etichette, allora diciamo che se per “borbonico” si intende riscoprire e rispettare la nostra vera storia che male c’è?
Finalmente, anche grazie all’impegno di alcuni meridionalisti come noi, è stata sdoganata la questione meridionale che ha le sue radici in un’unità d’Italia fatta male e c’è tutto un filone storico importante da Gramsci a Salvemini che certe cose le ha dette in modo chiaro, non per creare divisioni o mettere in discussione l’unità di ieri e di oggi ma per un futuro diverso da paese realmente unito e non diviso e profondamente diseguale come è oggi.
Paradossale poi infine l’accusa di voler costruire un “leghismo del Sud”, sia De Magistris sia i meridionalisti che lo sostengono sono chiaramente posizionati a sinistra, antifascisti e antirazzisti, quindi ovviamente un progetto politico che si pone giusto agli antipodi della Lega Nord, del lepenismo e di tutti i movimenti europei razzisti e xenofobi. Per la verità se cerca una sponda la cerca per un ruolo nuovo, unendo le città ribelli sul Mediterraneo, per far si che il Sud torni ad essere ponte e faro di culture così come lo è stato in diversi periodi della sua civiltà fin dal tempo della Magna Grecia.
Il vero dato sta nello schiacciante 66% su chi ha votato, vuol dire circa il 23% del totale dei voti dei napoletani e quindi più di 180.000 voti (più di quelli presi già al primo turno), da un lato bisogna riconquistare una parte del voto di astensione e dall’altra fa pensare che chi ne ha meno della metà come il candidato del centro-destra Lettieri, sconfitto per la seconda volta, o peggio ancora il PD napoletano sta messo di certo molto peggio.
E’ ovvio che in un periodo come questo, con forti pulsioni di antipolitica e un tripolarismo che si va delineando ovunque nel belpaese, prendere voti per un non allineato, senza giornali o grandi sponsor economici, come De Magistris è davvero dura ma come si fa a non parlare di trionfo per chi vince al ballottaggio e al secondo mandato col 66% dei voti?
Noi continuiamo a credere in un progetto di Napoli ribelle che si autogoverna e che esce dallo schema colonialista e neo-liberista, un progetto che nelle sue intenzioni possa diffondersi nel resto del Sud della penisola che diventa Sud ribelle trovando altre esperienza amministrative entusiasmanti (che ci sono anche al Sud a dispetto delle solite narrazioni) e magari trova sponde anche in altre città mediterranee come Barcellona (dove il Sindaco Ada Colauha salutato con entusiasmo la vittoria di De Magistris e si è detta pronta a collaborare per una rete di città mediterranee) o Atene, città storicamente legata al Sud Italia.
Un progetto e un “quarto polo” nuovo per costruire un paese e anche un’Europa diversa, aperta, solidale, antirazzista e antifascista, che spezzi le catene dell’austerità e che costruisca una rete di tipo europeo per diminuire le diseguaglianze economiche e sociali tra i territori e tra i cittadini dei singoli territori, disuguaglianze terribili che invece quest’Europa sta producendo. Un movimento che guardi più al benessere dei tanti che a quello dei pochi oggi al vertice di banche, grandi società multinazionali, media, finanza etc.
Un movimento per i meridionalisti progressisti per liquidare definitivamente più di 150 anni di colonialismo subiti dal Sud e per costruire un nuovo modello di società non basata sulle paure e sulle chiusure ma sulla frontiera aperta del Mediterraneo, il Mare Nostrum che diventi di nuovo luogo di scambio, piuttosto che cimitero di disperati o mare da presidiare con navi da guerra”.
“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene si fa così” (Pericle, Discorso agli Ateniesi 431 A.C.)

martedì 7 giugno 2016

AVANTI CON LE IDEE MERIDIONALISTE PROGRESSISTE!!

Di Natale Cuccurese
Si chiude anche questa tornata elettorale con alcuni dati incontrovertibili, impossibili da negare, ad esempio l'altissima percentuale di astenuti, segno di una disaffezione sempre più evidente verso larga parte di questa classe politica nazionale.
Dati che impongono serie riflessioni sulla necessità reale della presenza di un meridionalismo progressista che possa costituire una alternativa, non velleitaria e credibile, all'attuale sistema per intercettare il voto dei delusi in tutta Italia tramite proposte concrete che soddisfino le reali esigenze dei cittadini, un meridionalismo in chiave zapatista che non può non partire da Napoli grazie all’azione e ai rapporti costruiti in anni di collaborazione e "contaminazione" con Luigi de Magistris, e che serva a spazzar via finalmente le concrezioni della vecchia politica.
A tal fine si dimostra sempre più vano il pensare di creare consenso solo con continue "sparate" e polemiche sul web, in altre parole un “grillismo” sudista senza Grillo, pensando poi che i voti, il sostegno vengano di conseguenza. Importante il web, ma certo non decisivo come andiamo ripetendo già da alcuni anni, serve la costruzione di una fitta rete di rapporti territoriali, sia con soggetti politici corrispondenti, sia continuando, nel nostro caso, collaborazioni con associazioni, movimenti e comitati civici territoriali con cui fare rete e ricercare percorsi sinergici comuni per costruire una unità d'intenti nel sociale e nel politico.
In queste elezioni regionali il Partito del Sud era in campo in tre diversi territori : la Campania, il Lazio e la Puglia, dove il nostro Partito ha adottato diverse strategie ma sempre coerentemente nell’ottica del nostro pensiero e credo politico, nonché dei rapporti privilegiati costruiti in questi anni con persone capaci e oneste. Ed il tutto, ricordiamolo sempre, senza finanziatori occulti o passati rimborsi elettorali come i partiti tradizionali, ma con i pochi mezzi disponibili di auto-finanziamento, generosamente e faticosamente sostenuto in primis dai candidati alle singole competizioni elettorali.
Ottimo ancora una volta il comportamento a queste elezioni del nostro Partito sui territori, dei dirigenti, dei candidati, dei militanti, dei tanti sostenitori che ringraziamo tutti indistintamente per l'ulteriore passo in avanti fatto fare al Partito in termini di visibilità, esperienza, conoscenza, condivisione e organizzazione. Un doveroso ringraziamento agli elettori che hanno dato fiducia ai nostri candidati e alla nostra lista a Napoli, ai nostri rappresentanti a Castelforte e Torremaggiore in corsa con due liste civiche.
Stilando comunque un breve resoconto possiamo dire che ottime sono le notizie che da Castelforte (LT) dove il nostro Coordinatore regionale Antonio Rosato è stato eletto consigliere comunale con un ottimo risultato in termine di preferenze. A lui i miei complimenti personali e quelli di tutto il Partito. Il Partito del Sud si conferma così ancora una volta un Partito a visione nazionale e non solo “napolicentrico”, realmente presente nella penisola a sud come a nord, con uomini , eletti, sezioni e rapporti politici locali, cercando di partire dai piccoli comuni per radicarsi su quei territori, come speriamo che ora accada in Alta Terra di Lavoro.
A Torremaggiore ( FG) un buon risultato per Filomena Ercolino nella Lista civica “Rinascita Cittadina” che arriva al 3,9 % nella coalizione che raggiunge il 16,72% . Un plauso enorme anche se non ce l'ha fatta. Un ringraziamento anche al nostro Coord. Regionale Michele Dell'Edera che ha ottimamente coordinato la campagna elettorale.
Anche in Campania il nostro Partito consolida il voto del 2011, quando già, unici meridionalisti e per questo per anni velenosamente criticati da alcuni, eravamo presenti con la nostra lista a sostegno di Luigi de Magistris , passando dai 1294 agli attuali 1796 voti cioè 500 voti in più. Con una percentuale vicina allo 0,5%.
Un grande ringraziamento a tutti i nostri candidati , dirigenti e militanti sul territorio visto anche le peripezie che abbiamo vissuto con la ingiusta ricusazione della lista che ci ha frenato per due settimane, ma non ha minato unità e coesione fra i candidati.
Una lista composta da persone perbene, senza presenze strumentali portatrici di voti ma anche di pensieri politici distanti anni luce dalla visione progressista nostra e del Sindaco.
Un plauso e un grazie al nostro capolista, l’Avv. Vincenzo Emilio, che oltre a dare un importante contributo nella “fase giudiziaria di ricusazione della lista”, ha ottenuto un grande risultato personale in termini di preferenze. Preferenze personali, non pilotate dalla lista, che lo mettono davanti a tanti capolista di altri partiti anche al di fuori della nostra coalizione. Complimenti Vincenzo!
Certo ci si poteva aspettare di più, c’è un po’ di delusione in alcuni, ma considerando che questa volta, seguendo nel corso dell’ultimo anno le nostre orme c’erano anche altre due “liste meridionaliste” nella nostra stessa coalizione il risultato non è disprezzabile, seppur sotto l’auspicabile. Inoltre analizzando nel dettaglio, e considerando l'alto numero di liste e candidati sindaci ben superiori rispetto al 2011, vediamo che in una classifica globale delle liste i nostri voti sono superiori ai voti avuti da ben 5 candidati sindaco e da ben 8 liste fra cui socialisti e liberali, Partiti con ben altre strutture e mezzi disponibili per la campagna elettorale.
A tal proposito stiamo leggendo considerazioni a nostro avviso poco condivisibili, in tutto o in parte, intorno al voto meridionalista a Napoli. Considerazioni che evidenziano poco il contributo singolo e globale meridionalista al risultato della coalizione di Luigi de Magistris, visto che la sommatoria totale dei voti meridionalisti, che assommano a 6.833 voti complessivi, porta il totale dei voti del "fronte meridionalista" alla sesta posizione di coalizione, un dato non certo disprezzabile nel complesso e non sottovalutabile da nessuno.
A tal proposito poi ricordiamo ad alcuni analisti, che il “tafazzismo” non fa altro che allontanare i giovani dalle nostre posizioni, creare zizzania e mettere tutto e tutti in ridicolo, così come ogni iniziativa e partecipazione. Meglio ribadire l'evidenza che de Magistris sta facendo sempre più sue alcune tematiche meridionaliste progressiste, alcune delle quali sottoposte in questi anni alla sua attenzione proprio dal nostro Partito, data la vicinanza, e che notiamo con immenso piacere fatte proprie dal Sindaco o rielaborate nel corso degli anni. Alcune di queste tematiche, proposte in chiave zapatista dal Sindaco, sono tra le quelle di maggiore presa anche a livello nazionale. In altre parole le idee meridionaliste, aggiornate all'attualità, non sono mai state così vive.
Un anno fa scriveva Andrea Balia sul nostro sito nazionale:
“Luigi de Magistris, nella sua prefazione al libro prodotto dal Partito del Sud “Con il Sud si riparte” dichiara “ Il futuro? In fondo a sinistra. Cioè, scommettendo sul Mezzogiorno, ed implementando politiche progressiste che puntino all’equità e agli investimenti sul capitale umano e fisico…..Dall’attuale crisi, infatti, se ne esce con un nuovo meridionalismo progressista..il Sud deve rilanciare un suo progetto autonomo e credibile…Responsabile ed etìco. E’ il momento di rilanciare una battaglia politica e delle idee e, per fare questo,serve il meridionalismo e serve un piccolo e coraggioso partito come il PdelSUD!”
Ma nell’accezione comune e per un ”sudismo” unanimista e cialtrone lui è un sognatore, e noi assieme a lui dei pericolosi ”comunisti” settari, a fronte della teoria perdurante di un Sud staccato e al di sopra da riferimenti di valori politici in un’improponibile ammucchiata includente tutto e il contrario di tutto.”
Ora capiremo nei prossimi mesi, vista la recente convergenza di altre liste meridionaliste su de Magistris, se questa è stata solo una operazione elettorale o se la conversione ad un meridionalismo di stampo progressista, come da sempre il nostro , è reale e condivisa come auspichiamo. Questo a maggior ragione visto anche il progetto nazionale annunciato da de Magistris, un progetto che sarà anche “mille colori” come detto dal Sindaco, ma che troverà inevitabilmente, dato anche l’ingresso in coalizione di Comitati popolari napoletani e dato il quadro politico nazionale, una probabile e naturale collocazione a sinistra come da lui scritto un anno fa.
A tal proposito sottolineiamo come l’unico Partito che nei fatti ha presentato una collaborazione meridionalista a queste elezioni, fra soggetti che operano da anni nel mondo meridionalista, è stato il nostro su Napoli.
In lista avevamo infatti due candidati indipendenti dei Comitati Due Sicilie, Assunta Cafiero e Luca Longo. L’esperienza per noi è stata più che positiva ed oltremodo stimolante, sia per l' ottima qualità dei due candidati sia per le sinergie create. Con Fiore Marro, Presidente nazionale dei CDS, c’è in atto già da qualche anno un avvicinamento, è stato infatti gradito ospite ai nostri due ultimi congressi nazionali, altrettanto ha fatto Andrea Balia portando un saluto al loro ultimo congresso. Inevitabilmente con le tesi dei CDS ci sono delle differenze su alcuni temi, ma abbiamo cercato in questi anni di privilegiare i motivi di consonanza anziché quelli di divisione, rispettando reciprocamente in questo caso le diverse vedute, mai polemizzando o interferendo con l’altrui visione o strategia, tantomeno insultando a livello personale o manipolando. Una esperienza oltremodo positiva in una visione collaborativa che auspichiamo prosegua nel reciproco interesse.
Questa potrebbe essere una strada di collaborazione proponibile, nel rispetto reciproco delle differenti visioni. Ovviamente collaborazioni e reciproche sinergie, sempre nel rispetto delle reciproche differenze di idee e vedute, ma necessariamente intraprese fra i paletti del meridionalismo progressista, solidale e antifascista. Collaborazioni da valutare con il nostro Direttivo nazionale ed insieme alla nostra base, nel rispetto della democrazia interna e le regole del nostro movimento.
Riteniamo quindi che le idee meridionaliste non siano mai state così attuali, come dimostra anche l’esperienza de Magistris, bisogna solo perseverare e trovare strumenti di condivisione nel reciproco interesse, se, dove e con chi è possibile. Inutile poi rimarcare come l’organizzazione, abbia un costo anche in termini di tempo e di lavoro, così come una campagna elettorale e una struttura permanente territoriale. Collegarsi ad esperienze come quella di De Magistris è fondamentale per uno sviluppo realizzabile sui territori.
Ora si tratta solo di proseguire il cammino intrapreso, continuare la costruzione del Partito sui territori, l’apertura di nuove Sezioni, la diffusione delle nostre iniziative, la preparazione del prossimo ballottaggio in sostegno a de Magistris a Napoli, senza disperdere l’entusiasmo che persiste dopo l’esperienza elettorale, soprattutto in quei giovani che si sono avvicinati al Partito. In altre parole lavorare, come sempre concretamente e con coerenza, sui territori fra la gente per rafforzare sempre più il nostro Partito e diffonderne il messaggio.
Partito che, come dimostra anche l'ultima elezione di Antonio Rosato, può realmente rappresentare su scala nazionale, anche al nord, dove risiedono 13 milioni di meridionali e dove operiamo da anni con presenze anche elettorali, le necessità di un Sud a schiena dritta che non solo non si arrende ma resiste. Infine siamo certi che l'elezione auspicabile di Luigi de Magistris al prossimo ballottaggio porterà un enorme beneficio a favore non solo di Napoli ma di tutto il Sud e tutto il paese. Sosteniamo Luigi de Magistris al ballottaggio come sempre con tutte le nostre forze, è una battaglia decisiva!!
Da Napoli grazie a de Magistris si alza finalmente quel vento di riscatto e di speranza che attendavamo da tempo, ora non resta che proseguire sulla strada intrapresa con la concretezza ed il pragmatismo che da sempre contraddistinguono l'operato del Partito del Sud, le cui scelte si confermano ancora una volta corrette e vincenti.


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Di Natale Cuccurese
Si chiude anche questa tornata elettorale con alcuni dati incontrovertibili, impossibili da negare, ad esempio l'altissima percentuale di astenuti, segno di una disaffezione sempre più evidente verso larga parte di questa classe politica nazionale.
Dati che impongono serie riflessioni sulla necessità reale della presenza di un meridionalismo progressista che possa costituire una alternativa, non velleitaria e credibile, all'attuale sistema per intercettare il voto dei delusi in tutta Italia tramite proposte concrete che soddisfino le reali esigenze dei cittadini, un meridionalismo in chiave zapatista che non può non partire da Napoli grazie all’azione e ai rapporti costruiti in anni di collaborazione e "contaminazione" con Luigi de Magistris, e che serva a spazzar via finalmente le concrezioni della vecchia politica.
A tal fine si dimostra sempre più vano il pensare di creare consenso solo con continue "sparate" e polemiche sul web, in altre parole un “grillismo” sudista senza Grillo, pensando poi che i voti, il sostegno vengano di conseguenza. Importante il web, ma certo non decisivo come andiamo ripetendo già da alcuni anni, serve la costruzione di una fitta rete di rapporti territoriali, sia con soggetti politici corrispondenti, sia continuando, nel nostro caso, collaborazioni con associazioni, movimenti e comitati civici territoriali con cui fare rete e ricercare percorsi sinergici comuni per costruire una unità d'intenti nel sociale e nel politico.
In queste elezioni regionali il Partito del Sud era in campo in tre diversi territori : la Campania, il Lazio e la Puglia, dove il nostro Partito ha adottato diverse strategie ma sempre coerentemente nell’ottica del nostro pensiero e credo politico, nonché dei rapporti privilegiati costruiti in questi anni con persone capaci e oneste. Ed il tutto, ricordiamolo sempre, senza finanziatori occulti o passati rimborsi elettorali come i partiti tradizionali, ma con i pochi mezzi disponibili di auto-finanziamento, generosamente e faticosamente sostenuto in primis dai candidati alle singole competizioni elettorali.
Ottimo ancora una volta il comportamento a queste elezioni del nostro Partito sui territori, dei dirigenti, dei candidati, dei militanti, dei tanti sostenitori che ringraziamo tutti indistintamente per l'ulteriore passo in avanti fatto fare al Partito in termini di visibilità, esperienza, conoscenza, condivisione e organizzazione. Un doveroso ringraziamento agli elettori che hanno dato fiducia ai nostri candidati e alla nostra lista a Napoli, ai nostri rappresentanti a Castelforte e Torremaggiore in corsa con due liste civiche.
Stilando comunque un breve resoconto possiamo dire che ottime sono le notizie che da Castelforte (LT) dove il nostro Coordinatore regionale Antonio Rosato è stato eletto consigliere comunale con un ottimo risultato in termine di preferenze. A lui i miei complimenti personali e quelli di tutto il Partito. Il Partito del Sud si conferma così ancora una volta un Partito a visione nazionale e non solo “napolicentrico”, realmente presente nella penisola a sud come a nord, con uomini , eletti, sezioni e rapporti politici locali, cercando di partire dai piccoli comuni per radicarsi su quei territori, come speriamo che ora accada in Alta Terra di Lavoro.
A Torremaggiore ( FG) un buon risultato per Filomena Ercolino nella Lista civica “Rinascita Cittadina” che arriva al 3,9 % nella coalizione che raggiunge il 16,72% . Un plauso enorme anche se non ce l'ha fatta. Un ringraziamento anche al nostro Coord. Regionale Michele Dell'Edera che ha ottimamente coordinato la campagna elettorale.
Anche in Campania il nostro Partito consolida il voto del 2011, quando già, unici meridionalisti e per questo per anni velenosamente criticati da alcuni, eravamo presenti con la nostra lista a sostegno di Luigi de Magistris , passando dai 1294 agli attuali 1796 voti cioè 500 voti in più. Con una percentuale vicina allo 0,5%.
Un grande ringraziamento a tutti i nostri candidati , dirigenti e militanti sul territorio visto anche le peripezie che abbiamo vissuto con la ingiusta ricusazione della lista che ci ha frenato per due settimane, ma non ha minato unità e coesione fra i candidati.
Una lista composta da persone perbene, senza presenze strumentali portatrici di voti ma anche di pensieri politici distanti anni luce dalla visione progressista nostra e del Sindaco.
Un plauso e un grazie al nostro capolista, l’Avv. Vincenzo Emilio, che oltre a dare un importante contributo nella “fase giudiziaria di ricusazione della lista”, ha ottenuto un grande risultato personale in termini di preferenze. Preferenze personali, non pilotate dalla lista, che lo mettono davanti a tanti capolista di altri partiti anche al di fuori della nostra coalizione. Complimenti Vincenzo!
Certo ci si poteva aspettare di più, c’è un po’ di delusione in alcuni, ma considerando che questa volta, seguendo nel corso dell’ultimo anno le nostre orme c’erano anche altre due “liste meridionaliste” nella nostra stessa coalizione il risultato non è disprezzabile, seppur sotto l’auspicabile. Inoltre analizzando nel dettaglio, e considerando l'alto numero di liste e candidati sindaci ben superiori rispetto al 2011, vediamo che in una classifica globale delle liste i nostri voti sono superiori ai voti avuti da ben 5 candidati sindaco e da ben 8 liste fra cui socialisti e liberali, Partiti con ben altre strutture e mezzi disponibili per la campagna elettorale.
A tal proposito stiamo leggendo considerazioni a nostro avviso poco condivisibili, in tutto o in parte, intorno al voto meridionalista a Napoli. Considerazioni che evidenziano poco il contributo singolo e globale meridionalista al risultato della coalizione di Luigi de Magistris, visto che la sommatoria totale dei voti meridionalisti, che assommano a 6.833 voti complessivi, porta il totale dei voti del "fronte meridionalista" alla sesta posizione di coalizione, un dato non certo disprezzabile nel complesso e non sottovalutabile da nessuno.
A tal proposito poi ricordiamo ad alcuni analisti, che il “tafazzismo” non fa altro che allontanare i giovani dalle nostre posizioni, creare zizzania e mettere tutto e tutti in ridicolo, così come ogni iniziativa e partecipazione. Meglio ribadire l'evidenza che de Magistris sta facendo sempre più sue alcune tematiche meridionaliste progressiste, alcune delle quali sottoposte in questi anni alla sua attenzione proprio dal nostro Partito, data la vicinanza, e che notiamo con immenso piacere fatte proprie dal Sindaco o rielaborate nel corso degli anni. Alcune di queste tematiche, proposte in chiave zapatista dal Sindaco, sono tra le quelle di maggiore presa anche a livello nazionale. In altre parole le idee meridionaliste, aggiornate all'attualità, non sono mai state così vive.
Un anno fa scriveva Andrea Balia sul nostro sito nazionale:
“Luigi de Magistris, nella sua prefazione al libro prodotto dal Partito del Sud “Con il Sud si riparte” dichiara “ Il futuro? In fondo a sinistra. Cioè, scommettendo sul Mezzogiorno, ed implementando politiche progressiste che puntino all’equità e agli investimenti sul capitale umano e fisico…..Dall’attuale crisi, infatti, se ne esce con un nuovo meridionalismo progressista..il Sud deve rilanciare un suo progetto autonomo e credibile…Responsabile ed etìco. E’ il momento di rilanciare una battaglia politica e delle idee e, per fare questo,serve il meridionalismo e serve un piccolo e coraggioso partito come il PdelSUD!”
Ma nell’accezione comune e per un ”sudismo” unanimista e cialtrone lui è un sognatore, e noi assieme a lui dei pericolosi ”comunisti” settari, a fronte della teoria perdurante di un Sud staccato e al di sopra da riferimenti di valori politici in un’improponibile ammucchiata includente tutto e il contrario di tutto.”
Ora capiremo nei prossimi mesi, vista la recente convergenza di altre liste meridionaliste su de Magistris, se questa è stata solo una operazione elettorale o se la conversione ad un meridionalismo di stampo progressista, come da sempre il nostro , è reale e condivisa come auspichiamo. Questo a maggior ragione visto anche il progetto nazionale annunciato da de Magistris, un progetto che sarà anche “mille colori” come detto dal Sindaco, ma che troverà inevitabilmente, dato anche l’ingresso in coalizione di Comitati popolari napoletani e dato il quadro politico nazionale, una probabile e naturale collocazione a sinistra come da lui scritto un anno fa.
A tal proposito sottolineiamo come l’unico Partito che nei fatti ha presentato una collaborazione meridionalista a queste elezioni, fra soggetti che operano da anni nel mondo meridionalista, è stato il nostro su Napoli.
In lista avevamo infatti due candidati indipendenti dei Comitati Due Sicilie, Assunta Cafiero e Luca Longo. L’esperienza per noi è stata più che positiva ed oltremodo stimolante, sia per l' ottima qualità dei due candidati sia per le sinergie create. Con Fiore Marro, Presidente nazionale dei CDS, c’è in atto già da qualche anno un avvicinamento, è stato infatti gradito ospite ai nostri due ultimi congressi nazionali, altrettanto ha fatto Andrea Balia portando un saluto al loro ultimo congresso. Inevitabilmente con le tesi dei CDS ci sono delle differenze su alcuni temi, ma abbiamo cercato in questi anni di privilegiare i motivi di consonanza anziché quelli di divisione, rispettando reciprocamente in questo caso le diverse vedute, mai polemizzando o interferendo con l’altrui visione o strategia, tantomeno insultando a livello personale o manipolando. Una esperienza oltremodo positiva in una visione collaborativa che auspichiamo prosegua nel reciproco interesse.
Questa potrebbe essere una strada di collaborazione proponibile, nel rispetto reciproco delle differenti visioni. Ovviamente collaborazioni e reciproche sinergie, sempre nel rispetto delle reciproche differenze di idee e vedute, ma necessariamente intraprese fra i paletti del meridionalismo progressista, solidale e antifascista. Collaborazioni da valutare con il nostro Direttivo nazionale ed insieme alla nostra base, nel rispetto della democrazia interna e le regole del nostro movimento.
Riteniamo quindi che le idee meridionaliste non siano mai state così attuali, come dimostra anche l’esperienza de Magistris, bisogna solo perseverare e trovare strumenti di condivisione nel reciproco interesse, se, dove e con chi è possibile. Inutile poi rimarcare come l’organizzazione, abbia un costo anche in termini di tempo e di lavoro, così come una campagna elettorale e una struttura permanente territoriale. Collegarsi ad esperienze come quella di De Magistris è fondamentale per uno sviluppo realizzabile sui territori.
Ora si tratta solo di proseguire il cammino intrapreso, continuare la costruzione del Partito sui territori, l’apertura di nuove Sezioni, la diffusione delle nostre iniziative, la preparazione del prossimo ballottaggio in sostegno a de Magistris a Napoli, senza disperdere l’entusiasmo che persiste dopo l’esperienza elettorale, soprattutto in quei giovani che si sono avvicinati al Partito. In altre parole lavorare, come sempre concretamente e con coerenza, sui territori fra la gente per rafforzare sempre più il nostro Partito e diffonderne il messaggio.
Partito che, come dimostra anche l'ultima elezione di Antonio Rosato, può realmente rappresentare su scala nazionale, anche al nord, dove risiedono 13 milioni di meridionali e dove operiamo da anni con presenze anche elettorali, le necessità di un Sud a schiena dritta che non solo non si arrende ma resiste. Infine siamo certi che l'elezione auspicabile di Luigi de Magistris al prossimo ballottaggio porterà un enorme beneficio a favore non solo di Napoli ma di tutto il Sud e tutto il paese. Sosteniamo Luigi de Magistris al ballottaggio come sempre con tutte le nostre forze, è una battaglia decisiva!!
Da Napoli grazie a de Magistris si alza finalmente quel vento di riscatto e di speranza che attendavamo da tempo, ora non resta che proseguire sulla strada intrapresa con la concretezza ed il pragmatismo che da sempre contraddistinguono l'operato del Partito del Sud, le cui scelte si confermano ancora una volta corrette e vincenti.


A CASTELFORTE ( LT ) ELETTO ANTONIO ROSATO !

Un'ottima notizia giunge da Castelforte (LT) dove il nostro Coord. per il Lazio Antonio Rosato è stato eletto con un notevole risultato personale in voti di preferenza.

Complementi miei personali e da parte di tutto il Partito del Sud ad Antonio, che vede così ripagati i tanti sacrifici personali degli ultimi mesi, e al Sindaco Giancarlo Cardillo.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale PartitodelSud


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Un'ottima notizia giunge da Castelforte (LT) dove il nostro Coord. per il Lazio Antonio Rosato è stato eletto con un notevole risultato personale in voti di preferenza.

Complementi miei personali e da parte di tutto il Partito del Sud ad Antonio, che vede così ripagati i tanti sacrifici personali degli ultimi mesi, e al Sindaco Giancarlo Cardillo.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale PartitodelSud


venerdì 3 giugno 2016

Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato.

Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato. Forza Antonio!
QUESTA SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE !
Bella, forte, libera!
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato




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Castelforte (LT) sosteniamo l'elezione del Coord. Regionale Lazio del Partito del Sud Antonio Rosato. Forza Antonio!
QUESTA SERA CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE !
Bella, forte, libera!
Con GIANCARLO CARDILLO SINDACO
Per il Partito del Sud Vota Antonio Rosato




martedì 31 maggio 2016

A TUTTI I SOSTENITORI DEL PARTITO DEL SUD: IL MOMENTO E' ADESSO!

Cari amici, sostenitori e compagni di lotta del Partito del Sud, l’ora della verità si avvicina, il tam tam per sostenere i nostri candidati in Campania, Lazio e Puglia deve continuare fino all'ultimo minuto utile.
Esorto tutti nel contattare parenti, amici e conoscenti residenti nei comuni interessati al voto, ogni contributo può essere decisivo per eleggere una forte rappresentanza meridionalista progressista. Continuiamo col lavoro fino alla mezzanotte di venerdì 3  Giugno, invitiamo tutti a votare per le nostre liste ed i nostri candidati. 
Se avete un amico che sapete ancora incerto, magari sfiduciato, ricordategli che sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza numerica dei voti.
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 5 Giugno 2016. Il Partito del Sud sarà presente, come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, nei seguenti Comuni:

-       Castelforte (LT) con Antonio Rosato nella lista “Castelforte Futura”
-       Torremaggiore (FG)con  Filomena Ercolino  nella lista “ Rinascita Cittadina”

Un pensiero doveroso va agli amici di Napoli che si apprestano a sostenere quella che per noi è la prova decisiva. Inutile ricordare le vicissitudini occorse a Napoli alla nostra lista, le difficoltà superate grazie alla grande coesione e unità dimostrata da sostenitori, candidati, strutture del Partito e il poco tempo avuto a disposizione per questa campagna elettorale; un motivo in più questo per lavorare instancabilmente fino all’ultimo secondo utile senza fermarsi mai. Ricordo ancora che la nostra lista di Napoli presenta ben 18 candidati che discendono da indicazioni “nazionali” grazie al lavoro delle nostre Sezioni presenti al sud come al nord. Ricordo che ogni sostenitore del nostro Partito e di  Luigi de Magistris che non ha la residenza nel Comune di Napoli, deve impegnarsi anche per convincere un residente amico, un indeciso, ad andare a votare per sostenere i nostri candidati.  Un sostegno, quello nazionale, importante e significativo che indica già l’intenzione del proseguo di questa esperienza elettorale verso un orizzonte nazionale che necessariamente discende da questa indicazione di voto verso Luigi de Magistris, inevitabilmente protesi verso quella “Rivoluzione Meridionale” , democratica e non violenta, a cui tutti aneliamo. Ora però concentriamo ogni sforzo su Napoli per la riconferma di Luigi de Magistris a Sindaco della nostra Capitale e per un positivo risultato della nostra lista, possiamo vincere questa sfida.
L'invito quindi è ancora una volta a non fermarsi con il lavoro a sostegno delle nostre candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni, continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nei comuni interessati al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il Sud. Il Momento è adesso!
#iovotoPartitodelSUD #iovotodeMagistris #conilSudsiRiparte


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud

info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu


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Cari amici, sostenitori e compagni di lotta del Partito del Sud, l’ora della verità si avvicina, il tam tam per sostenere i nostri candidati in Campania, Lazio e Puglia deve continuare fino all'ultimo minuto utile.
Esorto tutti nel contattare parenti, amici e conoscenti residenti nei comuni interessati al voto, ogni contributo può essere decisivo per eleggere una forte rappresentanza meridionalista progressista. Continuiamo col lavoro fino alla mezzanotte di venerdì 3  Giugno, invitiamo tutti a votare per le nostre liste ed i nostri candidati. 
Se avete un amico che sapete ancora incerto, magari sfiduciato, ricordategli che sarà veramente unito questo paese solo quando le possibilità di lavoro saranno le stesse a Napoli come a Milano, quando il livello di servizi e infrastrutture sarà paragonabile a Reggio Calabria e a Reggio Emilia, per questo bisogna battersi democraticamente e concretamente fra la gente con la forza della ragione, a cui seguirà inevitabilmente la forza numerica dei voti.
Mancano pochi giorni alla fine della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative del 5 Giugno 2016. Il Partito del Sud sarà presente, come sempre è stato presente ogni anno dalla sua nascita ad oggi, ad elezioni politiche nazionali e amministrative su tutto il territorio nazionale, nei seguenti Comuni:

-       Castelforte (LT) con Antonio Rosato nella lista “Castelforte Futura”
-       Torremaggiore (FG)con  Filomena Ercolino  nella lista “ Rinascita Cittadina”

Un pensiero doveroso va agli amici di Napoli che si apprestano a sostenere quella che per noi è la prova decisiva. Inutile ricordare le vicissitudini occorse a Napoli alla nostra lista, le difficoltà superate grazie alla grande coesione e unità dimostrata da sostenitori, candidati, strutture del Partito e il poco tempo avuto a disposizione per questa campagna elettorale; un motivo in più questo per lavorare instancabilmente fino all’ultimo secondo utile senza fermarsi mai. Ricordo ancora che la nostra lista di Napoli presenta ben 18 candidati che discendono da indicazioni “nazionali” grazie al lavoro delle nostre Sezioni presenti al sud come al nord. Ricordo che ogni sostenitore del nostro Partito e di  Luigi de Magistris che non ha la residenza nel Comune di Napoli, deve impegnarsi anche per convincere un residente amico, un indeciso, ad andare a votare per sostenere i nostri candidati.  Un sostegno, quello nazionale, importante e significativo che indica già l’intenzione del proseguo di questa esperienza elettorale verso un orizzonte nazionale che necessariamente discende da questa indicazione di voto verso Luigi de Magistris, inevitabilmente protesi verso quella “Rivoluzione Meridionale” , democratica e non violenta, a cui tutti aneliamo. Ora però concentriamo ogni sforzo su Napoli per la riconferma di Luigi de Magistris a Sindaco della nostra Capitale e per un positivo risultato della nostra lista, possiamo vincere questa sfida.
L'invito quindi è ancora una volta a non fermarsi con il lavoro a sostegno delle nostre candidature ma anzi, soprattutto in questi ultimi giorni, continuare a contattare instancabilmente conoscenti e amici residenti nei comuni interessati al voto e proporre di sostenere il vero voto utile per il Sud. Il Momento è adesso!
#iovotoPartitodelSUD #iovotodeMagistris #conilSudsiRiparte


Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud

info@partitodelsud.eu
www.partitodelsud.eu


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mercoledì 4 maggio 2016

Il Partito del Sud partecipa alla manifestazione di Roma del 7 maggio contro il TTIP!

Cosa si nasconde dietro questa sigla oscura ed un po' inquietante come TTIP?
Si hanno poche notizie in realtà dai media italiani, molto piu' impegnati su lunghe ed inutili polemiche politiche interne o sulle ultime altrettanto inutili dichiarazioni propagandistiche di Renzi, bisogna informarsi da soli e andare un po' in rete o sui pochi giornali che trattano di temi internazionali, molto pochi nel desolante mondo dell'informazione del belpaese, per capire. Si tratta  in effetti di un trattato commerciale in discussione tra USA e UE che è rimasto a lungo per molti dettagli segreto e che vuole liberalizzare, ancora di più di oggi, gli scambi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico per aumentare gli scambi tra America ed Europa e quindi teoricamente, molto teoricamente, dovrebbe  portare più ricchezza per "tutti".
Come mai ci sono proteste soprattutto negli Stati Uniti contro questo trattato? Come mai l'unico candidato realmente di sinistra, Bernie Sanders, che difficilmente riuscirà a battere alle primarie il candidato democratico Hillary Clinton sostenuto da tutte le principali lobbies di potere e l'establishment di Wall Street, è decisamente contrario? Come mai alcuni gruppi antagonisti e di sinistra vera (quella vera, non quella annacquata "sinistra alla verdiniana" un po' di moda oggi in Italia...) sono contrari e manifestano in paesi europei come in Germania, ad esempio a Berlino ad ottobre scorso centinaia di migliaia sono scese in piazza contro il trattato , senza che nessuno lo riportasse in Italia?
E' facile capirlo, andando a leggere alcuni documenti in rete, ad esempio quelli divulgati e desecretati da Greenpeace e disponibili sul sito italiano del Coordinamento AntiTTIP, sembrerebbe davvero il punto di non ritorno del neoliberismo 2.0.
Si tratta infatti di un vero e proprio tentativo di "golpe" neoliberista che fa fuori quel po' di democrazia rimasta a favore degli interessi di multinazionali, definendo una sorta di NATO economica ufficiale accanto a quella militare, in grado di imporre le proprie scelte a livello sovranazionale ai governi e...udite udite...imporre anche standard qualitativi su merci e prodotti diversi da quelli attuali, si potrebbe ad esempio dare il via libera agli OGM, si potrebbero rilassare anche i vincoli ambientali ancora di più alla mercé degli interessi commerciali delle multinazionali del petrolio (cammino già avviato tragicamente da Renzi nell'ultimo periodo...). Insomma tutto fa capire che invece di esportare diritti e ricchezza per tutti, si taglierebbero diritti dei lavoratori che verrebbero adeguati tutti verso il basso, un po' e pure peggio di quello che è successo con la globalizzazione degli anni '90 di fine secolo scorso che ha aumentato le disuguaglianze in Europa e in USA, con un eccesso sfrenato di liberismo e deregulation che per anni ci ha ingannati con "la mano invisibile del mercato" che avrebbe dovuto equilibrare gli scompensi....abbiamo capito da tempo che questa funzione il libero mercato non ce l'ha, serve la buona politica che mette regole e vincoli per difendere il 99% della popolazione e non quell' 1% di super-ricchi, top manager, banchieri, finanzieri etc etc che hanno concentrato la maggior parte delle ricchezza e ambiscono a farlo sempre di più.
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!


Enzo Riccio
Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma
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Cosa si nasconde dietro questa sigla oscura ed un po' inquietante come TTIP?
Si hanno poche notizie in realtà dai media italiani, molto piu' impegnati su lunghe ed inutili polemiche politiche interne o sulle ultime altrettanto inutili dichiarazioni propagandistiche di Renzi, bisogna informarsi da soli e andare un po' in rete o sui pochi giornali che trattano di temi internazionali, molto pochi nel desolante mondo dell'informazione del belpaese, per capire. Si tratta  in effetti di un trattato commerciale in discussione tra USA e UE che è rimasto a lungo per molti dettagli segreto e che vuole liberalizzare, ancora di più di oggi, gli scambi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico per aumentare gli scambi tra America ed Europa e quindi teoricamente, molto teoricamente, dovrebbe  portare più ricchezza per "tutti".
Come mai ci sono proteste soprattutto negli Stati Uniti contro questo trattato? Come mai l'unico candidato realmente di sinistra, Bernie Sanders, che difficilmente riuscirà a battere alle primarie il candidato democratico Hillary Clinton sostenuto da tutte le principali lobbies di potere e l'establishment di Wall Street, è decisamente contrario? Come mai alcuni gruppi antagonisti e di sinistra vera (quella vera, non quella annacquata "sinistra alla verdiniana" un po' di moda oggi in Italia...) sono contrari e manifestano in paesi europei come in Germania, ad esempio a Berlino ad ottobre scorso centinaia di migliaia sono scese in piazza contro il trattato , senza che nessuno lo riportasse in Italia?
E' facile capirlo, andando a leggere alcuni documenti in rete, ad esempio quelli divulgati e desecretati da Greenpeace e disponibili sul sito italiano del Coordinamento AntiTTIP, sembrerebbe davvero il punto di non ritorno del neoliberismo 2.0.
Si tratta infatti di un vero e proprio tentativo di "golpe" neoliberista che fa fuori quel po' di democrazia rimasta a favore degli interessi di multinazionali, definendo una sorta di NATO economica ufficiale accanto a quella militare, in grado di imporre le proprie scelte a livello sovranazionale ai governi e...udite udite...imporre anche standard qualitativi su merci e prodotti diversi da quelli attuali, si potrebbe ad esempio dare il via libera agli OGM, si potrebbero rilassare anche i vincoli ambientali ancora di più alla mercé degli interessi commerciali delle multinazionali del petrolio (cammino già avviato tragicamente da Renzi nell'ultimo periodo...). Insomma tutto fa capire che invece di esportare diritti e ricchezza per tutti, si taglierebbero diritti dei lavoratori che verrebbero adeguati tutti verso il basso, un po' e pure peggio di quello che è successo con la globalizzazione degli anni '90 di fine secolo scorso che ha aumentato le disuguaglianze in Europa e in USA, con un eccesso sfrenato di liberismo e deregulation che per anni ci ha ingannati con "la mano invisibile del mercato" che avrebbe dovuto equilibrare gli scompensi....abbiamo capito da tempo che questa funzione il libero mercato non ce l'ha, serve la buona politica che mette regole e vincoli per difendere il 99% della popolazione e non quell' 1% di super-ricchi, top manager, banchieri, finanzieri etc etc che hanno concentrato la maggior parte delle ricchezza e ambiscono a farlo sempre di più.
Per questi motivi il Partito del Sud ha deciso di partecipare con una sua delegazione laziale alla manifestazione del 7 maggio a Roma contro il TTIP, un'altra battaglia per il nostro Sud che deve già lottare contro il colonialismo interno italiano che ci ammorba da più di 150 anni e ora anche contro l'Europa che pretende di meridionalizzare tutto il Sud di Europa e contro questi trattati che renderebbero "Sud del mondo" tutti i lavoratori e "Nord" una ristretta cerchia di industriali, banchieri, finanzieri e top manager sempre più avidi. Ma ci saranno anche dei "briganti" a contrastarli, oggi come ieri sulle barricate per uno sviluppo sostenibile e per una maggiore uguaglianza, contro gli invasori, gli oppressori, i "galantuomini e liberali", i padroni di ieri e di oggi ...ora e sempre RESISTENZA!!!


Enzo Riccio
Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma

sabato 13 febbraio 2016

La prossima tornata elettorale....(di Antonio Rosato)


La prossima tornata elettorale, per le amministrative locali, vedrà il Partito del SUD impegnato anche nel Lazio. 
Nel Comune di Castelforte in provincia di Latina, la nostra laboriosa sezione locale, matura e pronta per affrontare gli sfidanti su temi e programmi, sta già lavorando per la lista civica in cui è attivamente impegnato,  lista che vuole come Sindaco di Castelforte Giancarlo CARDILLO. 
Inutile dire che impegno e serietà non mancheranno, ma per vincere le elezioni oltre ad un buon programma, alla serietà delle persone, alla legalità e voglia di fare servono i numeri. Per questo motivo si chiede alla comunità laziale del Partito del Sud, iscritti, simpatizzanti e meridionalisti veri di iniziare fin da adesso una collaborazione per vincere le elezioni a Castelforte. Amici, parenti, colleghi, conoscenti possono potenzialmente essere direttamente o indirettamente coinvolti in quel di Castelforte. Per tanto sensibilizziamo tutti gli amici fin da  adesso, a fortificare e focalizzare l’impegno su Castelforte. Cogliamo l’occasione anche per ricordare che le iscrizioni per il tesseramento nel Partito del Sud per l’anno 2016 sono in corso, per tanto si invita chi deve rinnovare di farlo, e chi non è ancora tesserato di non aspettare e darci da subito un forte aiuto con l’attivazione della propria nuova tessera che è pronta ed aspetta proprio te. 
Sicuro di un riscontro su quanto detto, specie per i coraggiosi cuori briganteschi dell'Alta terra di Lavoro,

Il Coordinatore Regionale PdSUD per il Lazio

Antonio Rosato


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La prossima tornata elettorale, per le amministrative locali, vedrà il Partito del SUD impegnato anche nel Lazio. 
Nel Comune di Castelforte in provincia di Latina, la nostra laboriosa sezione locale, matura e pronta per affrontare gli sfidanti su temi e programmi, sta già lavorando per la lista civica in cui è attivamente impegnato,  lista che vuole come Sindaco di Castelforte Giancarlo CARDILLO. 
Inutile dire che impegno e serietà non mancheranno, ma per vincere le elezioni oltre ad un buon programma, alla serietà delle persone, alla legalità e voglia di fare servono i numeri. Per questo motivo si chiede alla comunità laziale del Partito del Sud, iscritti, simpatizzanti e meridionalisti veri di iniziare fin da adesso una collaborazione per vincere le elezioni a Castelforte. Amici, parenti, colleghi, conoscenti possono potenzialmente essere direttamente o indirettamente coinvolti in quel di Castelforte. Per tanto sensibilizziamo tutti gli amici fin da  adesso, a fortificare e focalizzare l’impegno su Castelforte. Cogliamo l’occasione anche per ricordare che le iscrizioni per il tesseramento nel Partito del Sud per l’anno 2016 sono in corso, per tanto si invita chi deve rinnovare di farlo, e chi non è ancora tesserato di non aspettare e darci da subito un forte aiuto con l’attivazione della propria nuova tessera che è pronta ed aspetta proprio te. 
Sicuro di un riscontro su quanto detto, specie per i coraggiosi cuori briganteschi dell'Alta terra di Lavoro,

Il Coordinatore Regionale PdSUD per il Lazio

Antonio Rosato


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