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giovedì 31 maggio 2012
Le spine della Liberazione - Verità rimosse tornano in libreria
Gigi Di Fiore rilegge crimini e misfatti
degli Alleati nel Sud dopo il 1943
Michele De FeudisFonte: Corriere del Mezzogiorno
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Gigi Di Fiore rilegge crimini e misfatti
martedì 29 maggio 2012
Cosenza: il libro di Gigi Di Fiore "Controstoria della Liberazione"
Gigi Di Fiore, giornalista de "Il Mattino", alle prese con la "Controstoria della Liberazione", il suo nuovo volume presentato a Cosenza per iniziativa del Partito del Sud. Dopo aver esaminato in altri libri le origini dei guai del Mezzogiorno, che affondano le radici nell'unità, o meglio nell'annessione, da parte del Piemonte, Di Fiore analizza ciò che accadde alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E dimostra, documenti alla mano, che anche la Liberazione è stata diversa, tra Nord e Sud. E ha marcato ancora di più il divario tra le due "Italie".
Gigi Di Fiore, giornalista de "Il Mattino", alle prese con la "Controstoria della Liberazione", il suo nuovo volume presentato a Cosenza per iniziativa del Partito del Sud. Dopo aver esaminato in altri libri le origini dei guai del Mezzogiorno, che affondano le radici nell'unità, o meglio nell'annessione, da parte del Piemonte, Di Fiore analizza ciò che accadde alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E dimostra, documenti alla mano, che anche la Liberazione è stata diversa, tra Nord e Sud. E ha marcato ancora di più il divario tra le due "Italie".
martedì 22 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
Cosenza: presentazione del libro di Gigi Di Fiore
Il nuovo libro di Gigi Di Fiore, Controstoria della Liberazione, sarà presentato a Cosenza presso la libreria Ubik. Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del Partito del Sud, è giornalista de Il Mattino ed autore di diversi saggi cari a tutto il movimento meridionalista, tra cui Controstoria dellunità dItalia Fatti e misfatti del Risorgimento, BUR saggi Rizzoli 2010 I vinti del Risorgimento (terza ristampa), Utet 2011 Gli ultimi giorni di Gaeta Lassedio che condannò lItalia allunità, BUR saggi Rizzoli 2012 Il nuovo libro descrive quello che è successo nel nostro Sud durante la liberazione del territorio dalle truppe nazifasciste durante lultimo conflitto mondiale. Dalla quarta di copertina si legge:
Siamo stati liberati, sì. Ma anche calpestati, uccisi, violentati. Dopo aver affrontato il mito del Risorgimento nel bestseller Controstoria dellUnità dItalia, Gigi Di Fiore riapre le ferite inflitte al nostro Paese dall'esercito di Liberazione. Scopre così il volto meno glorioso, dimenticato dai resoconti oleografici più o meno ufficiali, degli Alleati salvatori: collusioni con la mafia e la delinquenza, la corruzione, i regolamenti di conti, i colonnelli cinici che fecero i loro affari senza andare troppo per il sottile. Vicende scomode e a lungo taciute, che ci obbligano a ripensare squilibri e fallimenti dellItalia di oggi: i diversi modi in cui nord e sud furono liberati dal nazifascismo alimentarono nuovi divari 83 anni dopo il Risorgimento tra le due aree del Paese.
Fonte: Strill
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Il nuovo libro di Gigi Di Fiore, Controstoria della Liberazione, sarà presentato a Cosenza presso la libreria Ubik. Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del Partito del Sud, è giornalista de Il Mattino ed autore di diversi saggi cari a tutto il movimento meridionalista, tra cui Controstoria dellunità dItalia Fatti e misfatti del Risorgimento, BUR saggi Rizzoli 2010 I vinti del Risorgimento (terza ristampa), Utet 2011 Gli ultimi giorni di Gaeta Lassedio che condannò lItalia allunità, BUR saggi Rizzoli 2012 Il nuovo libro descrive quello che è successo nel nostro Sud durante la liberazione del territorio dalle truppe nazifasciste durante lultimo conflitto mondiale. Dalla quarta di copertina si legge:
Siamo stati liberati, sì. Ma anche calpestati, uccisi, violentati. Dopo aver affrontato il mito del Risorgimento nel bestseller Controstoria dellUnità dItalia, Gigi Di Fiore riapre le ferite inflitte al nostro Paese dall'esercito di Liberazione. Scopre così il volto meno glorioso, dimenticato dai resoconti oleografici più o meno ufficiali, degli Alleati salvatori: collusioni con la mafia e la delinquenza, la corruzione, i regolamenti di conti, i colonnelli cinici che fecero i loro affari senza andare troppo per il sottile. Vicende scomode e a lungo taciute, che ci obbligano a ripensare squilibri e fallimenti dellItalia di oggi: i diversi modi in cui nord e sud furono liberati dal nazifascismo alimentarono nuovi divari 83 anni dopo il Risorgimento tra le due aree del Paese.
Fonte: Strill
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venerdì 11 maggio 2012
Controstoria della Liberazione - video presentazione a Napoli del 24 aprile e articolo del Quotidiano della Calabria
http://www.youtube.com/watch?v=Cv6zPOz18AM&feature=share
L'ultimo libro del giornalista-scrittore Gigi Di Fiore, edito sempre da Rizzoli, "Controstoria della liberazione - le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell'Italia del Sud presentato alla libreria Feltrinelli di Napoli. Servizio del Tg3 Campania.

http://www.youtube.com/watch?v=Cv6zPOz18AM&feature=share
L'ultimo libro del giornalista-scrittore Gigi Di Fiore, edito sempre da Rizzoli, "Controstoria della liberazione - le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell'Italia del Sud presentato alla libreria Feltrinelli di Napoli. Servizio del Tg3 Campania.
martedì 8 maggio 2012
lunedì 7 maggio 2012
L’Italia libera ricomiciò da Sud eppure se lo dimenticò subito
C’è un altro e misconosciuto periodo nero nel lungo calvario dei danni al Mezzogiorno italiano: lo sbarco in Sicilia e gli 800 giorni di occupazione anglo-americana dal 10 luglio 1943. Del tutto opportuno quindi che Gigi Di Fiore lo abbia ripercorso con la sua Controstoria della Liberazione. Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del Sud (Rizzoli ed., pagg. 352, euro 19,00). Come un altro Risorgimento tradito, del resto per primo già ripercorso dallo scrittore e giornalista napoletano (inviato del «Mattino») con la sua fortunata Controstoria dell’Unità d’Italia. Un Paese a malapena unificato fu di nuovo spaccato non solo dall’ar mistizio dell’8 settembre fino alla pace, ma dalle sue conseguenze. Perché quella che poteva essere una resurrezione del Sud senza nazifascismo, fu anche una tragedia in più atti che segnò pure il futuro del Sud, non diversamente da ciò che avvenne dopo il 1861.
Il primo atto furono le stragi di soldati italiani considerati tutt’altro che alleati nonostante la non belligeranza: anche peggio delle stragi e delle fucilazioni sommarie della lotta al brigantaggio. Poi i crimini contro la popolazione civile addirittura odiata e considerata non meno incivile e «affricana» (con due effe) di come la descrisse Nino Bixio dopo la risalita di Garibaldi. Poi i bombardamenti indiscriminati che distrussero il 64 per cento delle industrie. Poi un’inflazione selvaggia provocata dalla diffusione incontrollata delle Am-lire e la spaventosa miseria. Fra un atto e l’altro, una interessata collaborazione delle due potenze trasformò i boss di Cosa Nostra (a cominciare da Lucky Luciano) in galantuomini e addirittura sindaci, facendo crescere il potere della mafia come mai prima. Lo spudorato oltraggio alle donne violentate dai marocchini è rimasto una cicatrice e una vergogna mai cancellate. Il contrabbando, le malattie veneree, violenze di ogni genere martirizzarono soprattutto e ancòra una volta Napoli sempre meno ex-capitale. Altro che il mito soprattutto cinematografico degli «Hey, man» con le tavolette di cioccolata, le chewing gum e le sigarette per tutti di cui si è sempre detto che il Sud si fosse innamorato.
Furono più conquistatori che liberatori (anche in questo ancòra una volta), padroni assoluti e arroganti, sospettosi e brutali in una torbida retrovia di bordelli e puttane prima di andare a morire a Cassino. Del resto il cinema se ne è anche occupato con lo struggente La ciociara del premio Oscar a Sophia Loren. E Napoli milionaria di Eduardo proprio partendo da quei giorni ci ha lasciato un quadro indimenticabile e universale della guerra e dei suoi orrori. Di Fiore non è autore che arrangi fonti e documenti. La sua impressionante precisione è figlia di una ricerca addirittura spasmodica, non c’è episodio in cui manchino una data e un nome. E così un periodo finora considerato solo controverso viene fuori con una luce ben più cupa. Soprattutto, è quel che conta, più cupa per il domani di un Sud che dalla guerra e dal dopoguerra uscì con le ossa molto più rotte del resto del Paese. E che pagò dopo non meno di prima. Davanti al boom della ricostruzione, nessuno tenne conto delle sue condizioni peggiori, meno che mai i governi nordisti figli della lotta partigiana al di là del Rubicone.
Per l’ennesima volta il Sud era da rimuovere, forse colpevole di essere stato con Pescara, Brindisi e Salerno sede di un regno voltagabbana e vile. E quando gli americani, consci di ciò che avevano combinato, fecero arrivare i soldi del Piano Marshall soprattutto per il Sud, quei soldi andarono per il novanta per cento al Centro Nord. Una ennesima Questione Meridionale di cui il Sud non doveva lamentarsi. Tranne poi le pezze della Cassa per il Mezzogiorno per cercare di rimediare a ciò che era stato quasi irrimediabilmente compromesso. Di Fiore non usa toni partigiani di rivendicazione, ed è un altro dei pregi del suo racconto. Nel quale la Puglia compare non solo come vittima (vedi la vicenda oscura del generale Bellomo, la terra bruciata di Foggia, l’attacco al porto di Taranto) ma addirittura, con Bari, come faro della nuova Italia della speranza, della democrazia, della rinascita. Radio Bari, il congresso dei Comitati di Liberazione nazionale. L’Italia ricominciò da Sud, ma lo si dimenticò sùbito.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
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C’è un altro e misconosciuto periodo nero nel lungo calvario dei danni al Mezzogiorno italiano: lo sbarco in Sicilia e gli 800 giorni di occupazione anglo-americana dal 10 luglio 1943. Del tutto opportuno quindi che Gigi Di Fiore lo abbia ripercorso con la sua Controstoria della Liberazione. Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del Sud (Rizzoli ed., pagg. 352, euro 19,00). Come un altro Risorgimento tradito, del resto per primo già ripercorso dallo scrittore e giornalista napoletano (inviato del «Mattino») con la sua fortunata Controstoria dell’Unità d’Italia. Un Paese a malapena unificato fu di nuovo spaccato non solo dall’ar mistizio dell’8 settembre fino alla pace, ma dalle sue conseguenze. Perché quella che poteva essere una resurrezione del Sud senza nazifascismo, fu anche una tragedia in più atti che segnò pure il futuro del Sud, non diversamente da ciò che avvenne dopo il 1861.
Il primo atto furono le stragi di soldati italiani considerati tutt’altro che alleati nonostante la non belligeranza: anche peggio delle stragi e delle fucilazioni sommarie della lotta al brigantaggio. Poi i crimini contro la popolazione civile addirittura odiata e considerata non meno incivile e «affricana» (con due effe) di come la descrisse Nino Bixio dopo la risalita di Garibaldi. Poi i bombardamenti indiscriminati che distrussero il 64 per cento delle industrie. Poi un’inflazione selvaggia provocata dalla diffusione incontrollata delle Am-lire e la spaventosa miseria. Fra un atto e l’altro, una interessata collaborazione delle due potenze trasformò i boss di Cosa Nostra (a cominciare da Lucky Luciano) in galantuomini e addirittura sindaci, facendo crescere il potere della mafia come mai prima. Lo spudorato oltraggio alle donne violentate dai marocchini è rimasto una cicatrice e una vergogna mai cancellate. Il contrabbando, le malattie veneree, violenze di ogni genere martirizzarono soprattutto e ancòra una volta Napoli sempre meno ex-capitale. Altro che il mito soprattutto cinematografico degli «Hey, man» con le tavolette di cioccolata, le chewing gum e le sigarette per tutti di cui si è sempre detto che il Sud si fosse innamorato.
Furono più conquistatori che liberatori (anche in questo ancòra una volta), padroni assoluti e arroganti, sospettosi e brutali in una torbida retrovia di bordelli e puttane prima di andare a morire a Cassino. Del resto il cinema se ne è anche occupato con lo struggente La ciociara del premio Oscar a Sophia Loren. E Napoli milionaria di Eduardo proprio partendo da quei giorni ci ha lasciato un quadro indimenticabile e universale della guerra e dei suoi orrori. Di Fiore non è autore che arrangi fonti e documenti. La sua impressionante precisione è figlia di una ricerca addirittura spasmodica, non c’è episodio in cui manchino una data e un nome. E così un periodo finora considerato solo controverso viene fuori con una luce ben più cupa. Soprattutto, è quel che conta, più cupa per il domani di un Sud che dalla guerra e dal dopoguerra uscì con le ossa molto più rotte del resto del Paese. E che pagò dopo non meno di prima. Davanti al boom della ricostruzione, nessuno tenne conto delle sue condizioni peggiori, meno che mai i governi nordisti figli della lotta partigiana al di là del Rubicone.
Per l’ennesima volta il Sud era da rimuovere, forse colpevole di essere stato con Pescara, Brindisi e Salerno sede di un regno voltagabbana e vile. E quando gli americani, consci di ciò che avevano combinato, fecero arrivare i soldi del Piano Marshall soprattutto per il Sud, quei soldi andarono per il novanta per cento al Centro Nord. Una ennesima Questione Meridionale di cui il Sud non doveva lamentarsi. Tranne poi le pezze della Cassa per il Mezzogiorno per cercare di rimediare a ciò che era stato quasi irrimediabilmente compromesso. Di Fiore non usa toni partigiani di rivendicazione, ed è un altro dei pregi del suo racconto. Nel quale la Puglia compare non solo come vittima (vedi la vicenda oscura del generale Bellomo, la terra bruciata di Foggia, l’attacco al porto di Taranto) ma addirittura, con Bari, come faro della nuova Italia della speranza, della democrazia, della rinascita. Radio Bari, il congresso dei Comitati di Liberazione nazionale. L’Italia ricominciò da Sud, ma lo si dimenticò sùbito.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
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martedì 1 maggio 2012
"Controstoria della liberazione" di Gigi Di Fiore
Rizzoli Editore, 358 pp., 19,00 euro
Comincia con la torva storia del reclutamento da parte degli americani dei mafiosi d’origine italiana, per fronteggiare l’offensiva nazifascista all’indomani del-l’attacco di Pearl Harbor. Col ritmo incalzante di un racconto di Mario Puzo, descrive la spietata trattativa tra Lucky Luciano, il capo dei capi sbattuto in galera e lì assurto al rango di dominus, e il controspionaggio americano in vista dello sbarco in Sicilia nel luglio 1943. Ricostruisce l’iniziale abbraccio tra la mafia e il Movimento indipendestina di Finocchiaro Aprile, e poi il ritiro dell’appoggio al separatismo da parte della mafia, che voleva darsi a politiche ben più ciniche, come dimostra la svolta nell’omicidio del bandito Giuliano. E ricorda il pregiudizio antitaliano degli Alleati che ancora grava come una tara sulla nostra autostima.
Il generale Patton, a capo della 45° divisione di fanteria, considerava i siciliani arretrati e violenti e diffidava degli italiani. Quando le truppe della VII armata sbarcano ad Agrigento, mentre gli inglesi dirigono verso Catania, incontrano l’opposizione della divisione Livorno con finti cannoni di legno piazzati lungo la costa. A Palermo, nominano sindaco l’ex podestà Paternò Castello marchese di San Giuliano, che aveva in casa le vecchie foto dei reali inglesi. In compenso, a Vittoria fucilano su due piedi il podestà di Acate Giuseppe Mangano, suo fratello, prima di sgozzare il figlio con la lama di una baionetta. Altra strage, all’aeroporto militare di Biscari, difeso dagli avieri del capitano Talente che tennero testa al nemico, fino alla resa sotto le bombe, andando incontro a una spietata esecuzione a freddo. “Kill the Italians” era la parola d’ordine dello sbarco. A Bari, capitale del governo Badoglio dopo la fuga del re, gli inglesi quattro mesi dopo il loro arrivo, fucilarono dopo un processo farsa il generale Nicola Bellomo, reo di aver dato l’ordine di sparare su due ufficiali britannici in fuga. Per tenere a bada gli italiani fedeli ai nazifascisti, gli Alleati allestirono vari campi di internamento, a Padula, Afragola, Taranto, ma anche Catania, Messina, Siracusa, destinati a ex fascisti, imprenditori come Achille Lauro, burocrati, professionisti, universitari, che vennero umiliati, seviziati con sveglie di notte e rasatura a zero, senza potersi difendersi, e sottoposti a una corte marziale inglese. Fu l’amnistia di Togliatti, nel giugno del ‘46, a porre fine ai processi di epurazione nei loro confronti. Ma adesso è questo libro a salvare i loro nomi dall’oblio.
Rizzoli Editore, 358 pp., 19,00 euro
Comincia con la torva storia del reclutamento da parte degli americani dei mafiosi d’origine italiana, per fronteggiare l’offensiva nazifascista all’indomani del-l’attacco di Pearl Harbor. Col ritmo incalzante di un racconto di Mario Puzo, descrive la spietata trattativa tra Lucky Luciano, il capo dei capi sbattuto in galera e lì assurto al rango di dominus, e il controspionaggio americano in vista dello sbarco in Sicilia nel luglio 1943. Ricostruisce l’iniziale abbraccio tra la mafia e il Movimento indipendestina di Finocchiaro Aprile, e poi il ritiro dell’appoggio al separatismo da parte della mafia, che voleva darsi a politiche ben più ciniche, come dimostra la svolta nell’omicidio del bandito Giuliano. E ricorda il pregiudizio antitaliano degli Alleati che ancora grava come una tara sulla nostra autostima.
Il generale Patton, a capo della 45° divisione di fanteria, considerava i siciliani arretrati e violenti e diffidava degli italiani. Quando le truppe della VII armata sbarcano ad Agrigento, mentre gli inglesi dirigono verso Catania, incontrano l’opposizione della divisione Livorno con finti cannoni di legno piazzati lungo la costa. A Palermo, nominano sindaco l’ex podestà Paternò Castello marchese di San Giuliano, che aveva in casa le vecchie foto dei reali inglesi. In compenso, a Vittoria fucilano su due piedi il podestà di Acate Giuseppe Mangano, suo fratello, prima di sgozzare il figlio con la lama di una baionetta. Altra strage, all’aeroporto militare di Biscari, difeso dagli avieri del capitano Talente che tennero testa al nemico, fino alla resa sotto le bombe, andando incontro a una spietata esecuzione a freddo. “Kill the Italians” era la parola d’ordine dello sbarco. A Bari, capitale del governo Badoglio dopo la fuga del re, gli inglesi quattro mesi dopo il loro arrivo, fucilarono dopo un processo farsa il generale Nicola Bellomo, reo di aver dato l’ordine di sparare su due ufficiali britannici in fuga. Per tenere a bada gli italiani fedeli ai nazifascisti, gli Alleati allestirono vari campi di internamento, a Padula, Afragola, Taranto, ma anche Catania, Messina, Siracusa, destinati a ex fascisti, imprenditori come Achille Lauro, burocrati, professionisti, universitari, che vennero umiliati, seviziati con sveglie di notte e rasatura a zero, senza potersi difendersi, e sottoposti a una corte marziale inglese. Fu l’amnistia di Togliatti, nel giugno del ‘46, a porre fine ai processi di epurazione nei loro confronti. Ma adesso è questo libro a salvare i loro nomi dall’oblio.
giovedì 26 aprile 2012
A sud, bombe al Napalm e gas chimico
martedì 17 aprile 2012
Napoli 24 Aprile 2012: Presentazione del nuovo libro di Gigi Di Fiore, "Controstoria della Liberazione”
Siamo a segnalare la presentazione del nuovo libro di Gigi Di Fiore, "Controstoria della Liberazione”, che si terrà martedì 24 aprile 2012, alle ore 18,00, presso la libreria La Feltrinelli in Piazza dei Martiri, Napoli.
Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del Partito del Sud, è un giornalista de "Il Mattino" ed è l'autore di diversi saggi cari a tutto il movimento meridionalista, fra cui
--“Controstoria dell'unità d'Italia - Fatti e misfatti del Risorgimento”, BUR saggi Rizzoli 2010
--“I vinti del Risorgimento” (terza ristampa), Utet 2011
--“Gli ultimi giorni di Gaeta - L'assedio che condannò l'Italia all'unità”, BUR saggi Rizzoli 2012
Il nuovo libro dell’amico Gigi descrive quello che è successo nel nostro Sud durante la liberazione del territorio dalle truppe nazi-fasciste durante l’ultimo conflitto mondiale. Dalla quarta di copertina si legge:
“Siamo stati liberati, sì. Ma anche calpestati, uccisi, violentati. Dopo aver affrontato il mito del Risorgimento nel bestseller “Controstoria dell’Unità d’Italia”, Gigi Di Fiore riapre le ferite inflitte al nostro Paese dall’esercito di Liberazione. Scopre così il volto meno glorioso, dimenticato dai resoconti oleografici più o meno ufficiali, degli Alleati salvatori: collusioni con la mafia e la delinquenza, la corruzione, i regolamenti di conti, i colonnelli cinici che fecero i loro affari senza andare troppo per il sottile. Vicende scomode e a lungo taciute, che ci obbligano a ripensare squilibri e fallimenti dell’Italia di oggi: i diversi modi in cui nord e sud furono liberati dal nazifascismo alimentarono nuovi divari 83 anni dopo il Risorgimento tra le due aree del Paese.”
Il co-Segretario Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa, e il Segretario Provinciale di Napoli del PdSud, Alessandro Citarella, v’invitano a partecipare numerosi martedì prossimo a questa importante presentazione.
24 aprile 2012, ore 18, La Feltrinelli,
Piazza dei Martiri, Napoli
Scheda
Titolo: Controstoria della Liberazione
Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del sud.
Autore: Gigi Di Fiore
Editore: Rizzoli
Pagine: 356
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 19,00 €
Siamo a segnalare la presentazione del nuovo libro di Gigi Di Fiore, "Controstoria della Liberazione”, che si terrà martedì 24 aprile 2012, alle ore 18,00, presso la libreria La Feltrinelli in Piazza dei Martiri, Napoli.
Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del Partito del Sud, è un giornalista de "Il Mattino" ed è l'autore di diversi saggi cari a tutto il movimento meridionalista, fra cui
--“Controstoria dell'unità d'Italia - Fatti e misfatti del Risorgimento”, BUR saggi Rizzoli 2010
--“I vinti del Risorgimento” (terza ristampa), Utet 2011
--“Gli ultimi giorni di Gaeta - L'assedio che condannò l'Italia all'unità”, BUR saggi Rizzoli 2012
Il nuovo libro dell’amico Gigi descrive quello che è successo nel nostro Sud durante la liberazione del territorio dalle truppe nazi-fasciste durante l’ultimo conflitto mondiale. Dalla quarta di copertina si legge:
“Siamo stati liberati, sì. Ma anche calpestati, uccisi, violentati. Dopo aver affrontato il mito del Risorgimento nel bestseller “Controstoria dell’Unità d’Italia”, Gigi Di Fiore riapre le ferite inflitte al nostro Paese dall’esercito di Liberazione. Scopre così il volto meno glorioso, dimenticato dai resoconti oleografici più o meno ufficiali, degli Alleati salvatori: collusioni con la mafia e la delinquenza, la corruzione, i regolamenti di conti, i colonnelli cinici che fecero i loro affari senza andare troppo per il sottile. Vicende scomode e a lungo taciute, che ci obbligano a ripensare squilibri e fallimenti dell’Italia di oggi: i diversi modi in cui nord e sud furono liberati dal nazifascismo alimentarono nuovi divari 83 anni dopo il Risorgimento tra le due aree del Paese.”
Il co-Segretario Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa, e il Segretario Provinciale di Napoli del PdSud, Alessandro Citarella, v’invitano a partecipare numerosi martedì prossimo a questa importante presentazione.
24 aprile 2012, ore 18, La Feltrinelli,
Piazza dei Martiri, Napoli
Scheda
Titolo: Controstoria della Liberazione
Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del sud.
Autore: Gigi Di Fiore
Editore: Rizzoli
Pagine: 356
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 19,00 €
mercoledì 21 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
Unità d'Italia, la festa cominci dal Sud

Istituita la data del 17 Marzo : ora Monti scenda sotto la linea gotica
di Gigi Di Fiore
Alla fine, il governo Monti, è riuscito a partorire anche la << Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia>>. Dove altri hanno fallito tra le polemiche, è riuscito in sordina il governo dei tecnici. Il 17 Marzo, data in cui nel 1861 Vittorio Emanuele II fu nominato per decreto primo re d'Italia ogni anno saranno organizzate iniziative, convegni, dibattiti, confronti. Tutto bene, se si lascerà fuori la porta la retorica e il già detto. Soprattutto al Sud, dove qualche aspirazione a saperne di più su come diventammo una sola nazione ha molto fondamento. A un anno dal fiume di parole e bacchettate sul valore dell'unità, si è assistito alla scomparsa per consunzione del termine Mezzogiorno dalle agende politiche. Lo stesso governo Monti, preso dalla necessità di uniformare strette e tassazioni al nord, come al sud e al centro, non ha mai annunciato programmi di sviluppo per la parte più debole del paese in crisi. Forse, un segnale potrebbe darlo un viaggio ufficiale, anche brevem del capo del governo tecnico a sud di Roma. Lo fecero tanti primi ministri, in momenti difficili : Giuseppe Zanardelli in Basilicata a inizio Novecento; Ferruccio Parri a Napoli nell'immediato dopoguerra. Vedere Monti nelle regioni meridionali, sentirlo parlare di unità e di storia risorgimentale in questo momento potrebbe essere importante. Sarebbe un segnale : tutte le rinascite partono da valori condivisi e sembra davvero fuori luogo, in un momento in cui si fa fatica a mettere insieme politiche anti-crisi in Europa, qulsiasi ipotesi secessionista. Nei dibattiti, sarebbe ormai miope non parlare di brigantaggio o di divari economici provocati da un'unificazione che 151 anni fa privilegiò lo sviluppo del nord. Anche i modi diversi in cui avvenne la liberazione tra il 1943 e il 1945 nelle due parti d'Italia in quegli anni di nuovo divisa, furono causa di squilibri. E' la nostra storia a raccontarlo : le Am-lire alimentarono più inflazione sotto Roma; le industrie meridionali furono distrutte al 65 per cento dalle bombe mentre quelle del nord rimasero intatte. Chi avrà il coraggio di organizzare dibattiti equilibrati, affrontare argomenti tabù senza urlare? Sempre che una settimana di tempo sia sufficiente. Basta discutere e analizzare, senza timore di poter mettere in forse il valore dell'unità. Solo conoscendo i diversimodi in cui siamo diventati nazione, si possono ritrovare le ragioni dello stare insieme al nord e al sud. Ma è a Roma che si dovrebbe pensare, anche per il futuro, a come rivitalizzare un'identità italiana comune, rileggendo la storia, raccontando i fatti senza chiudersi gli occhi, riconoscere il valore e l'importanza che il Mezzogiorno ha avuto per lo sviluppo del Paese 151 anni fa come nella ricostruzione del dopoguerra. Sarebbe un piccolo risarcimento storico, sul piano politico-culturale. Servirebbe a unire. E non sarebbe male se l'esempio partisse proprio da Monti.
Gigi Di Fiore

Istituita la data del 17 Marzo : ora Monti scenda sotto la linea gotica
di Gigi Di Fiore
Alla fine, il governo Monti, è riuscito a partorire anche la << Giornata dell'anniversario dell'Unità d'Italia>>. Dove altri hanno fallito tra le polemiche, è riuscito in sordina il governo dei tecnici. Il 17 Marzo, data in cui nel 1861 Vittorio Emanuele II fu nominato per decreto primo re d'Italia ogni anno saranno organizzate iniziative, convegni, dibattiti, confronti. Tutto bene, se si lascerà fuori la porta la retorica e il già detto. Soprattutto al Sud, dove qualche aspirazione a saperne di più su come diventammo una sola nazione ha molto fondamento. A un anno dal fiume di parole e bacchettate sul valore dell'unità, si è assistito alla scomparsa per consunzione del termine Mezzogiorno dalle agende politiche. Lo stesso governo Monti, preso dalla necessità di uniformare strette e tassazioni al nord, come al sud e al centro, non ha mai annunciato programmi di sviluppo per la parte più debole del paese in crisi. Forse, un segnale potrebbe darlo un viaggio ufficiale, anche brevem del capo del governo tecnico a sud di Roma. Lo fecero tanti primi ministri, in momenti difficili : Giuseppe Zanardelli in Basilicata a inizio Novecento; Ferruccio Parri a Napoli nell'immediato dopoguerra. Vedere Monti nelle regioni meridionali, sentirlo parlare di unità e di storia risorgimentale in questo momento potrebbe essere importante. Sarebbe un segnale : tutte le rinascite partono da valori condivisi e sembra davvero fuori luogo, in un momento in cui si fa fatica a mettere insieme politiche anti-crisi in Europa, qulsiasi ipotesi secessionista. Nei dibattiti, sarebbe ormai miope non parlare di brigantaggio o di divari economici provocati da un'unificazione che 151 anni fa privilegiò lo sviluppo del nord. Anche i modi diversi in cui avvenne la liberazione tra il 1943 e il 1945 nelle due parti d'Italia in quegli anni di nuovo divisa, furono causa di squilibri. E' la nostra storia a raccontarlo : le Am-lire alimentarono più inflazione sotto Roma; le industrie meridionali furono distrutte al 65 per cento dalle bombe mentre quelle del nord rimasero intatte. Chi avrà il coraggio di organizzare dibattiti equilibrati, affrontare argomenti tabù senza urlare? Sempre che una settimana di tempo sia sufficiente. Basta discutere e analizzare, senza timore di poter mettere in forse il valore dell'unità. Solo conoscendo i diversimodi in cui siamo diventati nazione, si possono ritrovare le ragioni dello stare insieme al nord e al sud. Ma è a Roma che si dovrebbe pensare, anche per il futuro, a come rivitalizzare un'identità italiana comune, rileggendo la storia, raccontando i fatti senza chiudersi gli occhi, riconoscere il valore e l'importanza che il Mezzogiorno ha avuto per lo sviluppo del Paese 151 anni fa come nella ricostruzione del dopoguerra. Sarebbe un piccolo risarcimento storico, sul piano politico-culturale. Servirebbe a unire. E non sarebbe male se l'esempio partisse proprio da Monti.
Gigi Di Fiore
mercoledì 18 gennaio 2012
Intervista a Gigi Di Fiore: Chi è Nicola Cosentino
http://www.youtube.com/watch?v=a8l7JXthCXQ&feature=related
http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/12/chi_e_nicola_cosentino.html
http://www.youtube.com/watch?v=a8l7JXthCXQ&feature=related
http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/12/chi_e_nicola_cosentino.html
venerdì 13 gennaio 2012
I fantasmi dello Stato che non c’è - Gigi Di Fiore racconta Casal di Principe, feudo della malavita organizzata
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Per ingrandire fare click sull'immaginelunedì 19 dicembre 2011
"Controstoria dell'Unità d'Italia: Fatti e Misfatti del Risorgimento"-- Incontro con Gigi Di Fiore
http://www.youtube.com/watch?v=WTExN4VAX_Y&feature=youtu.be
Non ha potuto partecipare, come era stato invece annunciato, il dott. Marco Esposito, Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli e membro della Commissione Cultura del Partito del Sud a causa di un'urgente convocazione della Giunta Comunale di Napoli in concomitanza con l'incontro.
E' possibile consultare la biografia di Gigi Di Fiore al seguente link su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Gigi_Di_Fiore
Il sito nazionale del Partito del Sud è al seguente link: www.partitodelsud.eu
Contatta il Partito del Sud nazionale scrivendo a: info@partitodelsud.eu
http://www.youtube.com/watch?v=WTExN4VAX_Y&feature=youtu.be
Non ha potuto partecipare, come era stato invece annunciato, il dott. Marco Esposito, Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli e membro della Commissione Cultura del Partito del Sud a causa di un'urgente convocazione della Giunta Comunale di Napoli in concomitanza con l'incontro.
E' possibile consultare la biografia di Gigi Di Fiore al seguente link su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Gigi_Di_Fiore
Il sito nazionale del Partito del Sud è al seguente link: www.partitodelsud.eu
Contatta il Partito del Sud nazionale scrivendo a: info@partitodelsud.eu
mercoledì 14 dicembre 2011
Incontro con Gigi Di Fiore, Giovedì 15/12/2011, c/o la Sede di Napoli del PdSud
Giovedi 15 Dicembre 2011 alle 18,30, presso la sezione Guido Dorso, nuova sede del Partito del Sud a Napoli in via di Pozzuoli (ex via Napoli) 86, incontro con il giornalista e scrittore meridionalista Gigi Di Fiore - membro della Commissione Cultura del partito - per la presentazione del suo libro "Controstoria dell'unità d'Italia".
Parteciparanno anche Marco Esposito, giornalista, scrittore, ed Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli, e il prof. Giovanni Cutolo, Membro del Direttivo Nazionale e Presidente della Commissione Cultura del Partito del Sud.
Modererà l'incontro il dott. Anthony Quattrone, Docente Universitario ed Esperto Risorse Umane.

Fonte: Partito del Sud - Napoli
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Giovedi 15 Dicembre 2011 alle 18,30, presso la sezione Guido Dorso, nuova sede del Partito del Sud a Napoli in via di Pozzuoli (ex via Napoli) 86, incontro con il giornalista e scrittore meridionalista Gigi Di Fiore - membro della Commissione Cultura del partito - per la presentazione del suo libro "Controstoria dell'unità d'Italia".
Parteciparanno anche Marco Esposito, giornalista, scrittore, ed Assessore allo Sviluppo del Comune di Napoli, e il prof. Giovanni Cutolo, Membro del Direttivo Nazionale e Presidente della Commissione Cultura del Partito del Sud.
Modererà l'incontro il dott. Anthony Quattrone, Docente Universitario ed Esperto Risorse Umane.

Fonte: Partito del Sud - Napoli
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lunedì 12 dicembre 2011
Su "Il Mattino" del 11 dicembre 2011 articolo di Gigi Di Fiore: Dopo l'Unità alla ricerca di una identità meridionale.


mercoledì 7 dicembre 2011
Catturato il capo dei Casalesi: Nel suo bunker Zagaria leggeva Gomorra e altri libri che parlavano della Camorra
C'erano anche un crocifisso, sulla parete del letto, e altre immagini sacre. Nel rifugio sono in corso i rilievi della polizia scientifica. Per evitare contaminazioni dell'ambiente e non compromettere i rilievi, per ora non è stato consentito l'accesso a giornalisti e fotoreporter.
Il superboss secondo i magistrati della Dda viveva in quel rifugio da anni, limitandosi moltissimo nelle uscite e salendo di tanto in tanto nella villetta in superficie di proprietà di un suo fiancheggiatore. Il covo si trova sotto una camera della casa, il cui pavimento si sposta su binari per lasciare accesso al bunker. Un rifugio insomma "di ultima generazione", munito anche di telecamere di protezione e di televisori.
C'erano anche un crocifisso, sulla parete del letto, e altre immagini sacre. Nel rifugio sono in corso i rilievi della polizia scientifica. Per evitare contaminazioni dell'ambiente e non compromettere i rilievi, per ora non è stato consentito l'accesso a giornalisti e fotoreporter.
Il superboss secondo i magistrati della Dda viveva in quel rifugio da anni, limitandosi moltissimo nelle uscite e salendo di tanto in tanto nella villetta in superficie di proprietà di un suo fiancheggiatore. Il covo si trova sotto una camera della casa, il cui pavimento si sposta su binari per lasciare accesso al bunker. Un rifugio insomma "di ultima generazione", munito anche di telecamere di protezione e di televisori.
mercoledì 16 novembre 2011
All'Università per Stranieri di Perugia adottato il testo "Controstoria dell'unità d'Italia" di Gigi Di Fiore per il corso di storia


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Per ingrandire fare click sull'immagine.lunedì 17 ottobre 2011
La gallina canta – i Mille risorgimenti
http://www.youtube.com/watch?v=Pl_Zg8Tbdck
IL CLUBINO
Via Luca Giordano, 73
In collaborazione con Libreria Loffredo e www.mondocult.it
Presenta i mercoledì letterari
INPASTALLAUTORE IIª
AUTORI CHE ‘DEGUSTANO’ LETTORI,
LETTORI CHE ‘DEGUSTANO’ AUTORI
A cura di Maurizio Ponticello & Simonetta Santamaria
mercoledì 19 ottobre 2011, ore 20.30
La gallina canta – i Mille risorgimenti
Franco Biancardi e Napoli tricolore (Photocity Ed.)
Gigi Di Fiore e Controstoria dell’unità d’Italia (Bur-Rizzoli)
Diana Lama e Camicie rosse, storie nere – AA.VV. (Hobby & Work)
Giuseppe Cozzolino e Altri Risorgimenti – AA.VV. (Bietti)
Fischio d’inizio per la seconda edizione della fortunata rassegna letteraria INPASTALLAUTORE.
Un primo appuntamento tutt’altro che comodo e senza spigoli: si parlerà infatti di Risorgimento italiano.
Ospiti di Maurizio Ponticello e Simonetta Santamaria al Cubino quattro autori, quattro punti di vista a confronto per regalare al pubblico una visione a tutto tondo (tra storia e letteratura) sull’argomento che da 150 anni fa ancora discutere.
Al termine, l’angolo umoristico “Il conto lo paga l’autore”: ad aprire la stagione sarà Gabriele Aprea.
E, come da consuetudine, gran finale “in pasta”.
Info:
IL CLUBINO
Via Luca Giordano, 73
081-19534230
328-1019922
I libri
NAPOLI TRICOLORE (Photocity Edizioni)
di Franco Biancardi
(dalla Prefazione di Ezio Ghidini Citro)
Un viaggio appassionante nella storia di Napoli. L’autore, partendo dalla leggenda della fondazione di Napoli documenta minutamente gli eventi storici e politici dei vari periodi, dando al lettore l’esatta dimensione dei fatti: sono così ricostruite le difficoltà del regno borbonico di contrastare l’ingresso di potenze straniere in cerca di una propria collocazione nel Mediterraneo e nella penisola italiana, da cui nasce il progetto di creare uno stato unitario. Parlando della caduta dei Borbone, l’Autore descrive fatti e cose della famiglia reale, il ruolo della Massoneria francese, inglese e del Nord Europa che a Napoli avevano Logge e interessi economici.
La spedizione dei Mille viene inquadrata da Biancardi in una dimensione storica europea. Non è sottaciuto il tradimento dei generali dei Borbone e dei nobili napoletani, palermitani, pugliesi, calabresi e lucani, come, al tempo stesso, è evidenziato il ruolo particolare della camorra che si schiera con Garibaldi, e le incursioni violente dei Briganti che, traditi dalle promesse dei Savoia, determinano reazioni violente da parte dei Piemontesi.
Con grande onestà intellettuale, memore del contribuito e delle rinunzie che le popolazioni del Regno di Napoli e delle Due Sicilie dettero per l’unificazione italiana, Franco Biancardi invita i napoletani e le popolazioni del Sud a conoscere la propria storia e a “non rinnegare, non restaurare” ma lavorare per costruire il futuro di questa realtà che si chiama Italia.
CONTROSTORIA DELL’UNITÀ D’ITALIA (Bur-Rizzoli)
di Gigi Di Fiore
L’unità d’Italia è un valore indiscutibile, ma come è stata raggiunta? Dei 22 anni dall’esplosione rivoluzionaria del 1848 alla breccia di Porta Pia nel 1870, molti episodi rimangono nell’ombra: il bombardamento piemontese di Genova del 1849, i plebisciti combinati per le annessioni del Centro Italia, le agitazioni manovrate da carabinieri infiltrati, la corruzione e gli appoggi mafiosi e camorristici alla marcia trionfale di Garibaldi, la guerra civile del brigantaggio, le leggi anti-cattoliche. Con il piglio narrativo del giornalista e basandosi su una ricca scelta di documenti inediti, Gigi Di Fiore sfata i miti del Risorgimento, portando alla luce fatti troppo a lungo rimossi.
Il libro è stato tra i 6 finalisti del prestigioso premio Acqui terme, ha vinto il premio saggistica città di Melfi. Le ricerche originali, con nuovi documenti sull’eccidio di Pontelandolfo, gli sono valsi il Landolfo d’oro.
La prima edizione, per Rizzoli, è del 2007. Quella attualmente in libreria è la versione tascabile inserita nella collana BUR-Rizzoli saggistica.
CAMICE ROSSE SU FONDO NERO (AA.VV. - Hobby & Work)
Tredici giallisti per mille garibaldini
A cura di Luigi De Pascalis e Luigi Sanvito
Dumas seguì la spedizione dei Mille come giornalista. Ma ci furono storie che non poté raccontare. Gialle, naturalmente. I motivi potrebbero essere molteplici: troppo efferate; perché avrebbero messo in cattiva luce l’iniziativa; perché c’entravano nomi eccellenti e ne andava della loro integrità morale; perché contenevano dei segreti militari. Storie che racconterà a eventi accaduti e a pochi intimi. In questa antologia, appunto.
IL DITTATORE A NAPOLI di Diana Lama
Il racconto è ambientato a Napoli nell’arco della giornata del 7 settembre 1860.
Garibaldi entra in città, viene convinto ad assistere ai festeggiamenti di Piedigrotta per ingraziarsi la popolazione. Si scatena un temporale memorabile. Questi sono i fatti reali, storicamente documentati. Il delitto avviene in questa cornice, sotto gli occhi di uno scugnizzo napoletano che sarà la voce narrante. Garibaldi e i suoi faranno parte dell’intreccio e forse causa del delitto, anche se probabilmente vittima e assassino saranno nella popolazione locale, popolani e camorristi tutti curiosi di conoscere quello che a Napoli fu chiamato il Dittatore.
ALTRI RISORGIMENTI (AA.VV. - Bietti)
A cura di Gianfranco de Turris
1841-70. Trent’anni decisivi per il nostro Paese. La storia la conosciamo tutti. Il Risorgimento, l’unità d’Italia, Cavour, Garibaldi… E se le cose fossero andate diversamente? Se Garibaldi non fosse tornato dal Sud America? Se Mastai Ferretti non fosse stato eletto Papa? Se Pisacane avesse rinviato la sua spedizione al 1881? Se Francesco II avesse accettato l’alleanza con Vittorio Emanuele II? O se lo stesso Vittorio Emanuele II avesse abdicato e si fosse trasferito in Sud America? Cosa saremmo oggi, insomma, se quello che ci hanno raccontato fosse… falso?
Ecco dunque, in diciannove racconti ucronici, una storia alternativa del Risorgimento che non ha nulla da invidiare a quella “ufficiale”.
LE SPIE DI SUA MAESTÀ di Giuseppe Cozzolino e Bruno Pezone
1859: se Francesco II avesse accettato l’alleanza con Vittorio Emanuele II
Nel 1900, in un’Italia ucronica che non ha conosciuto la Spedizione dei Mille né l’unificazione operata dalla Corona Sabauda, ma la coesistenza di Tre Regni (quello di Sardegna, quello pontificio e quello delle Due Sicilie), i servizi segreti di Sua Maestà Savoia decidono di richiamare il veneziano Elmo Pratt, abilissimo ufficiale dell’esercito regio e veterano delle campagne d’Africa, grande esperto di armi e lotta a mani nude. Scopo: smantellare una cospirazione per assassinare Umberto I e gli altri regnanti della penisola. Affiancato e osteggiato dal nobile napoletano Cosmo Valenti, membro della polizia segreta borbonica, trasformista sul modello di Fregoli ed esperto prestigiatore, Pratt finirà col prevenire un complotto per scatenare una guerra civile e minare la stabilità dell’Europa stessa a favore dell’impero austro-ungarico. I due, nonostante l’inevitabile diffidenza e l’appartenenza a “ditte concorrenti”, verranno chiamati a costituire un Corpo Speciale denominato S.C.I.P.I.O. (Segreti Corpi per l’Intervento Periglioso e l’Infiltrazione Organizzata) e si aggireranno in tutte le regioni d’Italia affrontando assassini, spie nemiche, scienziati pazzi, società sovversive e minacce ancor più inconcepibili.
GLI AUTORI
Franco Biancardi è dirigente scolastico, formatore e saggista. È laureato in Giurisprudenza, in Scienze dell’Educazione e Scienze della Formazione in una società multiculturale, in Dirigenza e coordinamento di servizi formativi, scolastici e socio-educativi. È autore di quaranta volumi fra testi scientifici e di divulgazione e di numerosi articoli. Cura la formazione dei docenti della scuola di base nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Coltiva la passione per la Storia e, in particolare, per la Storia italiana preunitaria.
Gigi Di Fiore, napoletano, laurea in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1985. Ha lavorato a Milano, da redattore alla redazione Interni del Giornale allora diretto da Indro Montanelli negli anni Ottanta. Attualmente è inviato speciale al Mattino di Napoli. Ha finora pubblicato tredici libri con la Utet e la Rizzoli. Suoi principali argomenti di scrittura sono la criminalità organizzata e la storia del Risorgimento, con attenzione particolare alla fine del regno delle Due Sicilie e il brigantaggio. Premio Saint Vincent di giornalismo nel 2001, tre volte premio speciale cronista, per i suoi libri ha ottenuto il premio Melfi saggistica, il premio Landolfo d’oro e il premio Pedio per la ricerca storica. Di recente, gli è stato assegnato il premio Guido Dorso per l’attività di giornalista e saggista. È stato ospite in diversi programmi televisivi tra cui Samarcanda, Costanzo show, La storia siamo noi, Blu notte, History channel. È stato intervistato per documentari girati dalla Bbc e dalle Tv spagnola e svizzera.
Diana Lama, napoletana, ha esordito con il romanzo Rossi come lei (Mondadori, in collaborazione con Vincenzo De Falco), vincitore nel 1995 del Premio Tedeschi. In prosieguo ha affiancato alla carriera di medico e docente universitaria una sempre più vivace produzione nel campo della narrativa gialla. Del 2007 è Solo tra ragazze (Piemme), seguito l’anno successivo, sempre per Piemme, da La sirena sotto le alghe. Ha inoltre partecipato a varie antologie per i più importanti editori italiani (Il ritorno del Duca, History & Mystery, Anime nere reloaded, Seven). I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, in Canada e nella Federazione Russa. È presidente di Napolinoir.
Giuseppe Cozzolino, scrittore e giornalista napoletano, è autore - con Carmine Treanni - dei saggi Cult Tv, L’universo dei telefilm (Falsopiano, 2000) e Planet Serial – i telefilm che hanno fatto la storia della TV (Aracne, 2004). Ha curato le antologie Partenope Pandemonium (Larcher, 2007), Questi fantasmi – 17 storie di luoghi e spettri napoletani (Boopen Led, 2009) e Geografia del Mistero (Giulio Perrone/Lab, 2010). Insegna presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” (Cattedra di Analisi dell’Opera Multimediale). È fondatore, con Bruno Pezone, dell’associazione “Mondo Cult”, che riunisce alcuni dei migliori scrittori italiani del mistero. Attualmente ricopre il ruolo di direttore artistico/coordinatore del nuovissimo progetto Noir Factory - Corso di Scrittura per Cinema, Televisione & Fumetto
Bruno Pezone, avvocato napoletano da sempre affascinato dalla letteratura fantastica e noir, esordisce come scrittore con ‘O Munaciello nella raccolta Partenope Pandemonium (Larcher, 2007). Lo stesso anno pubblica l’antologia di racconti fantastici Arcana Temporis, sempre per Larcher. Nel 2009 partecipa all’antologia Questi fantasmi – 17 storie di spettri e luoghi napoletani e pubblica il suo primo romanzo, La Catena di Partenope, entrambi editi da Boopen Led. Altri suoi racconti sono stati pubblicati su www.napolinoir.it e su Geografia del Mistero (Giulio Perrone/Lab, 2010). È ideatore e fondatore, con Giuseppe Cozzolino, dell’associazione/network “Mondo Cult”.
http://www.youtube.com/watch?v=Pl_Zg8Tbdck
IL CLUBINO
Via Luca Giordano, 73
In collaborazione con Libreria Loffredo e www.mondocult.it
Presenta i mercoledì letterari
INPASTALLAUTORE IIª
AUTORI CHE ‘DEGUSTANO’ LETTORI,
LETTORI CHE ‘DEGUSTANO’ AUTORI
A cura di Maurizio Ponticello & Simonetta Santamaria
mercoledì 19 ottobre 2011, ore 20.30
La gallina canta – i Mille risorgimenti
Franco Biancardi e Napoli tricolore (Photocity Ed.)
Gigi Di Fiore e Controstoria dell’unità d’Italia (Bur-Rizzoli)
Diana Lama e Camicie rosse, storie nere – AA.VV. (Hobby & Work)
Giuseppe Cozzolino e Altri Risorgimenti – AA.VV. (Bietti)
Fischio d’inizio per la seconda edizione della fortunata rassegna letteraria INPASTALLAUTORE.
Un primo appuntamento tutt’altro che comodo e senza spigoli: si parlerà infatti di Risorgimento italiano.
Ospiti di Maurizio Ponticello e Simonetta Santamaria al Cubino quattro autori, quattro punti di vista a confronto per regalare al pubblico una visione a tutto tondo (tra storia e letteratura) sull’argomento che da 150 anni fa ancora discutere.
Al termine, l’angolo umoristico “Il conto lo paga l’autore”: ad aprire la stagione sarà Gabriele Aprea.
E, come da consuetudine, gran finale “in pasta”.
Info:
IL CLUBINO
Via Luca Giordano, 73
081-19534230
328-1019922
I libri
NAPOLI TRICOLORE (Photocity Edizioni)
di Franco Biancardi
(dalla Prefazione di Ezio Ghidini Citro)
Un viaggio appassionante nella storia di Napoli. L’autore, partendo dalla leggenda della fondazione di Napoli documenta minutamente gli eventi storici e politici dei vari periodi, dando al lettore l’esatta dimensione dei fatti: sono così ricostruite le difficoltà del regno borbonico di contrastare l’ingresso di potenze straniere in cerca di una propria collocazione nel Mediterraneo e nella penisola italiana, da cui nasce il progetto di creare uno stato unitario. Parlando della caduta dei Borbone, l’Autore descrive fatti e cose della famiglia reale, il ruolo della Massoneria francese, inglese e del Nord Europa che a Napoli avevano Logge e interessi economici.
La spedizione dei Mille viene inquadrata da Biancardi in una dimensione storica europea. Non è sottaciuto il tradimento dei generali dei Borbone e dei nobili napoletani, palermitani, pugliesi, calabresi e lucani, come, al tempo stesso, è evidenziato il ruolo particolare della camorra che si schiera con Garibaldi, e le incursioni violente dei Briganti che, traditi dalle promesse dei Savoia, determinano reazioni violente da parte dei Piemontesi.
Con grande onestà intellettuale, memore del contribuito e delle rinunzie che le popolazioni del Regno di Napoli e delle Due Sicilie dettero per l’unificazione italiana, Franco Biancardi invita i napoletani e le popolazioni del Sud a conoscere la propria storia e a “non rinnegare, non restaurare” ma lavorare per costruire il futuro di questa realtà che si chiama Italia.
CONTROSTORIA DELL’UNITÀ D’ITALIA (Bur-Rizzoli)
di Gigi Di Fiore
L’unità d’Italia è un valore indiscutibile, ma come è stata raggiunta? Dei 22 anni dall’esplosione rivoluzionaria del 1848 alla breccia di Porta Pia nel 1870, molti episodi rimangono nell’ombra: il bombardamento piemontese di Genova del 1849, i plebisciti combinati per le annessioni del Centro Italia, le agitazioni manovrate da carabinieri infiltrati, la corruzione e gli appoggi mafiosi e camorristici alla marcia trionfale di Garibaldi, la guerra civile del brigantaggio, le leggi anti-cattoliche. Con il piglio narrativo del giornalista e basandosi su una ricca scelta di documenti inediti, Gigi Di Fiore sfata i miti del Risorgimento, portando alla luce fatti troppo a lungo rimossi.
Il libro è stato tra i 6 finalisti del prestigioso premio Acqui terme, ha vinto il premio saggistica città di Melfi. Le ricerche originali, con nuovi documenti sull’eccidio di Pontelandolfo, gli sono valsi il Landolfo d’oro.
La prima edizione, per Rizzoli, è del 2007. Quella attualmente in libreria è la versione tascabile inserita nella collana BUR-Rizzoli saggistica.
CAMICE ROSSE SU FONDO NERO (AA.VV. - Hobby & Work)
Tredici giallisti per mille garibaldini
A cura di Luigi De Pascalis e Luigi Sanvito
Dumas seguì la spedizione dei Mille come giornalista. Ma ci furono storie che non poté raccontare. Gialle, naturalmente. I motivi potrebbero essere molteplici: troppo efferate; perché avrebbero messo in cattiva luce l’iniziativa; perché c’entravano nomi eccellenti e ne andava della loro integrità morale; perché contenevano dei segreti militari. Storie che racconterà a eventi accaduti e a pochi intimi. In questa antologia, appunto.
IL DITTATORE A NAPOLI di Diana Lama
Il racconto è ambientato a Napoli nell’arco della giornata del 7 settembre 1860.
Garibaldi entra in città, viene convinto ad assistere ai festeggiamenti di Piedigrotta per ingraziarsi la popolazione. Si scatena un temporale memorabile. Questi sono i fatti reali, storicamente documentati. Il delitto avviene in questa cornice, sotto gli occhi di uno scugnizzo napoletano che sarà la voce narrante. Garibaldi e i suoi faranno parte dell’intreccio e forse causa del delitto, anche se probabilmente vittima e assassino saranno nella popolazione locale, popolani e camorristi tutti curiosi di conoscere quello che a Napoli fu chiamato il Dittatore.
ALTRI RISORGIMENTI (AA.VV. - Bietti)
A cura di Gianfranco de Turris
1841-70. Trent’anni decisivi per il nostro Paese. La storia la conosciamo tutti. Il Risorgimento, l’unità d’Italia, Cavour, Garibaldi… E se le cose fossero andate diversamente? Se Garibaldi non fosse tornato dal Sud America? Se Mastai Ferretti non fosse stato eletto Papa? Se Pisacane avesse rinviato la sua spedizione al 1881? Se Francesco II avesse accettato l’alleanza con Vittorio Emanuele II? O se lo stesso Vittorio Emanuele II avesse abdicato e si fosse trasferito in Sud America? Cosa saremmo oggi, insomma, se quello che ci hanno raccontato fosse… falso?
Ecco dunque, in diciannove racconti ucronici, una storia alternativa del Risorgimento che non ha nulla da invidiare a quella “ufficiale”.
LE SPIE DI SUA MAESTÀ di Giuseppe Cozzolino e Bruno Pezone
1859: se Francesco II avesse accettato l’alleanza con Vittorio Emanuele II
Nel 1900, in un’Italia ucronica che non ha conosciuto la Spedizione dei Mille né l’unificazione operata dalla Corona Sabauda, ma la coesistenza di Tre Regni (quello di Sardegna, quello pontificio e quello delle Due Sicilie), i servizi segreti di Sua Maestà Savoia decidono di richiamare il veneziano Elmo Pratt, abilissimo ufficiale dell’esercito regio e veterano delle campagne d’Africa, grande esperto di armi e lotta a mani nude. Scopo: smantellare una cospirazione per assassinare Umberto I e gli altri regnanti della penisola. Affiancato e osteggiato dal nobile napoletano Cosmo Valenti, membro della polizia segreta borbonica, trasformista sul modello di Fregoli ed esperto prestigiatore, Pratt finirà col prevenire un complotto per scatenare una guerra civile e minare la stabilità dell’Europa stessa a favore dell’impero austro-ungarico. I due, nonostante l’inevitabile diffidenza e l’appartenenza a “ditte concorrenti”, verranno chiamati a costituire un Corpo Speciale denominato S.C.I.P.I.O. (Segreti Corpi per l’Intervento Periglioso e l’Infiltrazione Organizzata) e si aggireranno in tutte le regioni d’Italia affrontando assassini, spie nemiche, scienziati pazzi, società sovversive e minacce ancor più inconcepibili.
GLI AUTORI
Franco Biancardi è dirigente scolastico, formatore e saggista. È laureato in Giurisprudenza, in Scienze dell’Educazione e Scienze della Formazione in una società multiculturale, in Dirigenza e coordinamento di servizi formativi, scolastici e socio-educativi. È autore di quaranta volumi fra testi scientifici e di divulgazione e di numerosi articoli. Cura la formazione dei docenti della scuola di base nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Coltiva la passione per la Storia e, in particolare, per la Storia italiana preunitaria.
Gigi Di Fiore, napoletano, laurea in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1985. Ha lavorato a Milano, da redattore alla redazione Interni del Giornale allora diretto da Indro Montanelli negli anni Ottanta. Attualmente è inviato speciale al Mattino di Napoli. Ha finora pubblicato tredici libri con la Utet e la Rizzoli. Suoi principali argomenti di scrittura sono la criminalità organizzata e la storia del Risorgimento, con attenzione particolare alla fine del regno delle Due Sicilie e il brigantaggio. Premio Saint Vincent di giornalismo nel 2001, tre volte premio speciale cronista, per i suoi libri ha ottenuto il premio Melfi saggistica, il premio Landolfo d’oro e il premio Pedio per la ricerca storica. Di recente, gli è stato assegnato il premio Guido Dorso per l’attività di giornalista e saggista. È stato ospite in diversi programmi televisivi tra cui Samarcanda, Costanzo show, La storia siamo noi, Blu notte, History channel. È stato intervistato per documentari girati dalla Bbc e dalle Tv spagnola e svizzera.
Diana Lama, napoletana, ha esordito con il romanzo Rossi come lei (Mondadori, in collaborazione con Vincenzo De Falco), vincitore nel 1995 del Premio Tedeschi. In prosieguo ha affiancato alla carriera di medico e docente universitaria una sempre più vivace produzione nel campo della narrativa gialla. Del 2007 è Solo tra ragazze (Piemme), seguito l’anno successivo, sempre per Piemme, da La sirena sotto le alghe. Ha inoltre partecipato a varie antologie per i più importanti editori italiani (Il ritorno del Duca, History & Mystery, Anime nere reloaded, Seven). I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, in Canada e nella Federazione Russa. È presidente di Napolinoir.
Giuseppe Cozzolino, scrittore e giornalista napoletano, è autore - con Carmine Treanni - dei saggi Cult Tv, L’universo dei telefilm (Falsopiano, 2000) e Planet Serial – i telefilm che hanno fatto la storia della TV (Aracne, 2004). Ha curato le antologie Partenope Pandemonium (Larcher, 2007), Questi fantasmi – 17 storie di luoghi e spettri napoletani (Boopen Led, 2009) e Geografia del Mistero (Giulio Perrone/Lab, 2010). Insegna presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” (Cattedra di Analisi dell’Opera Multimediale). È fondatore, con Bruno Pezone, dell’associazione “Mondo Cult”, che riunisce alcuni dei migliori scrittori italiani del mistero. Attualmente ricopre il ruolo di direttore artistico/coordinatore del nuovissimo progetto Noir Factory - Corso di Scrittura per Cinema, Televisione & Fumetto
Bruno Pezone, avvocato napoletano da sempre affascinato dalla letteratura fantastica e noir, esordisce come scrittore con ‘O Munaciello nella raccolta Partenope Pandemonium (Larcher, 2007). Lo stesso anno pubblica l’antologia di racconti fantastici Arcana Temporis, sempre per Larcher. Nel 2009 partecipa all’antologia Questi fantasmi – 17 storie di spettri e luoghi napoletani e pubblica il suo primo romanzo, La Catena di Partenope, entrambi editi da Boopen Led. Altri suoi racconti sono stati pubblicati su www.napolinoir.it e su Geografia del Mistero (Giulio Perrone/Lab, 2010). È ideatore e fondatore, con Giuseppe Cozzolino, dell’associazione/network “Mondo Cult”.







