giovedì 26 maggio 2022

FUORI DALLA GUERRA. AUMENTARE SALARI E SPESA SOCIALE


Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









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Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









lunedì 16 maggio 2022

L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!

 Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.

Come sapete la battaglia per l’Acqua Pubblica è uno degli impegni che porto avanti da oltre 15 anni, una di quelle battaglie che mi ripagano di energie e fatiche profuse grazie ai risultati raggiunti per la comunità: referendum vinto, ripubblicizzazione della gestione idrica a Napoli con la trasformazione di Abc in Azienda Speciale, 11 anni fa.
Mai avrei pensato di ritrovarmi nuovamente in piazza a lottare, dopo conquiste democratiche ottenute grazie al coinvolgimento di milioni di cittadini.
L'Italia è un paese strano, dove anche quando un referendum, quello del 2011, coinvolge davvero il popolo e dà alla classe dirigente un segnale chiaro in difesa dei propri diritti, in questo caso dell'acqua pubblica, si trova sempre il modo per fregarsene.
In un paese serio il Ddl Concorrenza di Draghi non avrebbe mai visto la luce e sarebbe stato fermato innanzitutto dal Parlamento.

DRAGHI CON LA SCUSA DI SOCCORRERE GLI ENTI LOCALI, PUNTA A METTERE SUL MERCATO SERVIZI ESSENZIALI E A SOTTRARLI DAL CONTROLLO STATALE O DEI COMUNI.
Tutto questo è uno sfregio alle famiglie italiane, soprattutto in una fase storica in cui i costi dei servizi stanno lievitando.
É chiaro che se nessun partito dell'arco parlamentare inserisce la questione tra le sue priorità siamo di fronte anche a un problema di rappresentanza. Il Parlamento sembra farsi portavoce solo dei suoi personali interessi.

Non possiamo permetterlo. Ripartiamo dal basso come sempre. Insieme al Partito del Sud sarò sempre in prima linea a difesa dei diritti: L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!



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 Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.

Come sapete la battaglia per l’Acqua Pubblica è uno degli impegni che porto avanti da oltre 15 anni, una di quelle battaglie che mi ripagano di energie e fatiche profuse grazie ai risultati raggiunti per la comunità: referendum vinto, ripubblicizzazione della gestione idrica a Napoli con la trasformazione di Abc in Azienda Speciale, 11 anni fa.
Mai avrei pensato di ritrovarmi nuovamente in piazza a lottare, dopo conquiste democratiche ottenute grazie al coinvolgimento di milioni di cittadini.
L'Italia è un paese strano, dove anche quando un referendum, quello del 2011, coinvolge davvero il popolo e dà alla classe dirigente un segnale chiaro in difesa dei propri diritti, in questo caso dell'acqua pubblica, si trova sempre il modo per fregarsene.
In un paese serio il Ddl Concorrenza di Draghi non avrebbe mai visto la luce e sarebbe stato fermato innanzitutto dal Parlamento.

DRAGHI CON LA SCUSA DI SOCCORRERE GLI ENTI LOCALI, PUNTA A METTERE SUL MERCATO SERVIZI ESSENZIALI E A SOTTRARLI DAL CONTROLLO STATALE O DEI COMUNI.
Tutto questo è uno sfregio alle famiglie italiane, soprattutto in una fase storica in cui i costi dei servizi stanno lievitando.
É chiaro che se nessun partito dell'arco parlamentare inserisce la questione tra le sue priorità siamo di fronte anche a un problema di rappresentanza. Il Parlamento sembra farsi portavoce solo dei suoi personali interessi.

Non possiamo permetterlo. Ripartiamo dal basso come sempre. Insieme al Partito del Sud sarò sempre in prima linea a difesa dei diritti: L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!



sabato 14 maggio 2022

CULTURA BENE COMUNE

Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio sono stato al PAN Palazzo delle Arti Napoli, per partecipare all'assemblea pubblica contro la privatizzazione del beni culturali, in rappresentanza del Partito del Sud.


Oggi la crisi economica che attanaglia il Comune di Napoli rischia di trasformarsi in un cavallo di Troia per scardinare gli ultimi spazi che ancora resistono in un regime di bene pubblico in città, soprattutto all'interno del nostro patrimonio artistico culturale.

La nuova Giunta si sta mostrando latitante e lontana dal pragmatismo che tanto era stato pubblicizzato in campagna elettorale. Lo avevamo anticipato: governare senza soldi è quasi impossibile e per ora, guarda caso, nonostante un atteggiamento governativo ben più morbido, verso il nuovo sindaco, la realtà quotidiana dei napoletani peggiora e non migliora.
Dobbiamo tristemente prendere atto che la nuova maggioranza politica sembra avvolta da una passività e un'inerzia che Napoli non può assolutamente permettersi. Bisogna mettersi pancia a terra a lavorare per limitare i danni ORA, non mettersi alla finestra ad aspettare se e quando arriveranno degli aiuti.
Anche perchè, aspetto su cui più volte sto mettendo in guardia i miei concittadini, IL PATTO DI DRAGHI CON NAPOLI È SOLO UNA TRAPPOLA: dare due minuti di ossigeno e poi soffocare per sempre. In cambio si chiede di piegare la città a schemi neoliberisti che non le sono mai appartenuti storicamente, laddove la città ha sempre avuto un tessuto di energie dal basso, esperienze collettive, di condivisione sempre in movimento, ben al di là delle etichette dei partiti.
E' per dar voce a questa sensibilità trasversale che nel 2011 istituimmo l' Assessorato ai Beni Comuni. Negli anni successivi, rivoluzionammo l'ordinamento del Comune istituendo la categoria giuridica del "Bene Comune" con un delibera che ancora oggi è studiata nelle università di mezza Europa e ispira nuove forme organizzative in tantissimi enti locali, nazionali e non.

Il nuovo corso sta costruendo la strada per la privatizzazione della cultura. Questa "svendita" è davvero il futuro che auspichiamo per una città con uno dei patrimoni artistico culturali più grandi d'Italia? 





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Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio sono stato al PAN Palazzo delle Arti Napoli, per partecipare all'assemblea pubblica contro la privatizzazione del beni culturali, in rappresentanza del Partito del Sud.


Oggi la crisi economica che attanaglia il Comune di Napoli rischia di trasformarsi in un cavallo di Troia per scardinare gli ultimi spazi che ancora resistono in un regime di bene pubblico in città, soprattutto all'interno del nostro patrimonio artistico culturale.

La nuova Giunta si sta mostrando latitante e lontana dal pragmatismo che tanto era stato pubblicizzato in campagna elettorale. Lo avevamo anticipato: governare senza soldi è quasi impossibile e per ora, guarda caso, nonostante un atteggiamento governativo ben più morbido, verso il nuovo sindaco, la realtà quotidiana dei napoletani peggiora e non migliora.
Dobbiamo tristemente prendere atto che la nuova maggioranza politica sembra avvolta da una passività e un'inerzia che Napoli non può assolutamente permettersi. Bisogna mettersi pancia a terra a lavorare per limitare i danni ORA, non mettersi alla finestra ad aspettare se e quando arriveranno degli aiuti.
Anche perchè, aspetto su cui più volte sto mettendo in guardia i miei concittadini, IL PATTO DI DRAGHI CON NAPOLI È SOLO UNA TRAPPOLA: dare due minuti di ossigeno e poi soffocare per sempre. In cambio si chiede di piegare la città a schemi neoliberisti che non le sono mai appartenuti storicamente, laddove la città ha sempre avuto un tessuto di energie dal basso, esperienze collettive, di condivisione sempre in movimento, ben al di là delle etichette dei partiti.
E' per dar voce a questa sensibilità trasversale che nel 2011 istituimmo l' Assessorato ai Beni Comuni. Negli anni successivi, rivoluzionammo l'ordinamento del Comune istituendo la categoria giuridica del "Bene Comune" con un delibera che ancora oggi è studiata nelle università di mezza Europa e ispira nuove forme organizzative in tantissimi enti locali, nazionali e non.

Il nuovo corso sta costruendo la strada per la privatizzazione della cultura. Questa "svendita" è davvero il futuro che auspichiamo per una città con uno dei patrimoni artistico culturali più grandi d'Italia? 





martedì 12 aprile 2022

A NAPOLI LA GIUNTA PRIVATIZZA TUTTO.

 Di Antonio Luongo

Cosa direste se non poteste più accedere liberamente al Castel dell'Ovo, al Maschio Angioino o al cimitero delle Fontanelle? L'indirizzo della nuova giunta è ormai chiaro: privatizzare tutto.

Dove sia il progresso o il vantaggio per la collettività in questa prospettiva vecchia di 40 anni che ha già mostrato tutti i suoi limiti e cioè crescita dei prezzi e servizi mai davvero ottimizzati, poi qualcuno lo spiegherá.

Noi faremo di tutto per impedirlo. Per questo ieri in rappresentanza del Partito del Sud , ho partecipato al presidio pubblico indetto dall'associazione Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali all'ingresso del Castel dell'Ovo, sul lungomare, per cercare di dire no a questo nuovo indirizzo di Manfredi.

Insieme con noi Partito della Rifondazione Comunista e Italia Nostra ...ma la sinistra comunale dov'era? La salvaguardia del bene pubblico non é argomento dei "solidali" di Palazzo San Giacomo? Un consiglio comunale impalpabile attende passivo senza discutere o proporre una qualsivoglia visione di città, narcotizzato forse dall'attesa delle prebende del Pnrr.

Le poche scelte fatte privano i cittadini dei loro luoghi, in virtù del guadagno per pochi privilegiati.

Intanto Napoli precipita indietro nel tempo e senza prospettive, nonostante la benevolenza governativa. Dobbiamo reagire subito.

Proviamo a lanciare un segnale e votiamo questa petizione:

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 Di Antonio Luongo

Cosa direste se non poteste più accedere liberamente al Castel dell'Ovo, al Maschio Angioino o al cimitero delle Fontanelle? L'indirizzo della nuova giunta è ormai chiaro: privatizzare tutto.

Dove sia il progresso o il vantaggio per la collettività in questa prospettiva vecchia di 40 anni che ha già mostrato tutti i suoi limiti e cioè crescita dei prezzi e servizi mai davvero ottimizzati, poi qualcuno lo spiegherá.

Noi faremo di tutto per impedirlo. Per questo ieri in rappresentanza del Partito del Sud , ho partecipato al presidio pubblico indetto dall'associazione Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali all'ingresso del Castel dell'Ovo, sul lungomare, per cercare di dire no a questo nuovo indirizzo di Manfredi.

Insieme con noi Partito della Rifondazione Comunista e Italia Nostra ...ma la sinistra comunale dov'era? La salvaguardia del bene pubblico non é argomento dei "solidali" di Palazzo San Giacomo? Un consiglio comunale impalpabile attende passivo senza discutere o proporre una qualsivoglia visione di città, narcotizzato forse dall'attesa delle prebende del Pnrr.

Le poche scelte fatte privano i cittadini dei loro luoghi, in virtù del guadagno per pochi privilegiati.

Intanto Napoli precipita indietro nel tempo e senza prospettive, nonostante la benevolenza governativa. Dobbiamo reagire subito.

Proviamo a lanciare un segnale e votiamo questa petizione:

mercoledì 30 marzo 2022

Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.

 



Di Antonio Luongo

Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni" Ieri Draghi nella sua passerella partenopea, ha trovato il tempo di beffarsi del Sud.

Niente di nuovo sotto il sole. Curnut e mazziat.
Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, in una cittá blindata, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.
E nel farlo non nasconde lo snobismo e la sfacciataggine ai limiti della presa in giro.
Tra qualche tempo arriverà l'autonomia differenziata e il quadro sará completo.

Le "sterili rivendicazioni" sono l'etichetta razzista e arrogante sbattuta in faccia a un territorio vittima di desertificazione e sfruttamento storico e livelli ormai patologici di emigrazione intellettuale e giovanile. Il 40% delle risorse, aggiunge il premier nella dichiarazione...peccato che solo un terzo di queste sono garantite, mentre il resto sono solo chiacchiere e promesse non vincolate.

Quindi dopo la beffa l'inganno.
E questi sono i fatti, ormai acclarati giornalisticamente, senza rischio di smentita, ma de Luca e Manfredi sono troppo impegnati a fare le belle statuine e fare da soprammobili alla messa in scena, per ricordarsene.

Il patto per Napoli alla fine costringerá i napoletani a subire aumenti di tasse e privatizzazioni nei servizi essenziali, una ricetta vecchia di oltre 30 anni, dannosa e inefficace, che ha già fallito in Italia e da cui in Europa si prendono le distanze, ma che viene presentata come rivoluzionaria perché nessuno può osare disturbare il manovratore.

Col Partito del Sud abbiamo intuito da tempo lo schema del governo Draghi, e purtroppo i fatti sono solo drammatiche conferme.
Lo stesso vale per un consiglio comunale, che rappresenta solo se stesso e fa da spettatore non pagante, per la classe dirigente del "nuovo corso" fatta per metà di ex demagistriani, ex assessori, ex rappresentanti di ex maggioranze, ex commissari...gente che per 10 anni ha costruito consenso e posizione politica in difesa dei beni pubblici e che ora accetta un pericoloso piano di liberalizzazioni mascherate. A Napoli il fenomeno dei voltagabbana sta toccando vette inarrivabili per poca dignità.
Ma non dubitate...potrete silenziare le proteste per la cerimonia e la photo opportunity, minimizzare, fingere di non vedere...ma questi giochini avranno vita breve. L'inganno sarà svelato presto, le ferite di questo sfregio annunciato bruceranno nelle tasche dei cittadini, la città si ribellerá e nonostante tanti pagliacci, si vedranno poche risate.





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Di Antonio Luongo

Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni" Ieri Draghi nella sua passerella partenopea, ha trovato il tempo di beffarsi del Sud.

Niente di nuovo sotto il sole. Curnut e mazziat.
Draghi viene prendere lo scalpo di Napoli, in una cittá blindata, per consegnarlo alla lobby leghista e nordista che muove le fila del governo.
E nel farlo non nasconde lo snobismo e la sfacciataggine ai limiti della presa in giro.
Tra qualche tempo arriverà l'autonomia differenziata e il quadro sará completo.

Le "sterili rivendicazioni" sono l'etichetta razzista e arrogante sbattuta in faccia a un territorio vittima di desertificazione e sfruttamento storico e livelli ormai patologici di emigrazione intellettuale e giovanile. Il 40% delle risorse, aggiunge il premier nella dichiarazione...peccato che solo un terzo di queste sono garantite, mentre il resto sono solo chiacchiere e promesse non vincolate.

Quindi dopo la beffa l'inganno.
E questi sono i fatti, ormai acclarati giornalisticamente, senza rischio di smentita, ma de Luca e Manfredi sono troppo impegnati a fare le belle statuine e fare da soprammobili alla messa in scena, per ricordarsene.

Il patto per Napoli alla fine costringerá i napoletani a subire aumenti di tasse e privatizzazioni nei servizi essenziali, una ricetta vecchia di oltre 30 anni, dannosa e inefficace, che ha già fallito in Italia e da cui in Europa si prendono le distanze, ma che viene presentata come rivoluzionaria perché nessuno può osare disturbare il manovratore.

Col Partito del Sud abbiamo intuito da tempo lo schema del governo Draghi, e purtroppo i fatti sono solo drammatiche conferme.
Lo stesso vale per un consiglio comunale, che rappresenta solo se stesso e fa da spettatore non pagante, per la classe dirigente del "nuovo corso" fatta per metà di ex demagistriani, ex assessori, ex rappresentanti di ex maggioranze, ex commissari...gente che per 10 anni ha costruito consenso e posizione politica in difesa dei beni pubblici e che ora accetta un pericoloso piano di liberalizzazioni mascherate. A Napoli il fenomeno dei voltagabbana sta toccando vette inarrivabili per poca dignità.
Ma non dubitate...potrete silenziare le proteste per la cerimonia e la photo opportunity, minimizzare, fingere di non vedere...ma questi giochini avranno vita breve. L'inganno sarà svelato presto, le ferite di questo sfregio annunciato bruceranno nelle tasche dei cittadini, la città si ribellerá e nonostante tanti pagliacci, si vedranno poche risate.





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martedì 15 marzo 2022

NO ALLA GUERRA

 Di Antonio Luongo

La guerra continua da quasi un mese e ormai si è persa ogni speranza di avere un racconto di verità. Assistiamo da giorni a flussi di notizie fortemente manipolate, unilaterali e faziose.

🔴Si continua a leggere questo scontro tra Russia e Ucraina, o meglio tra Russia e Nato, con le categorie dei buoni e cattivi, come fosse una favola, fingendo di non vedere quello che anche questa guerra è: una lotta di potere e di influenza tra gli Usa e Putin
.
🔴Dietro c'è lo scontro geopolitico per controllare territori e risorse economiche, come quasi sempre avvenuto in tutte le guerre del mondo.
Ma stavolta la propaganda è più forte, le motivazioni economiche non fa comodo nominarle mai ed è più utile per i media rappresentare una crociata, uno scontro di civiltà.
⛔Purtroppo l'Europa ne sta pagando le conseguenze negative maggiori, e ha dimostrato di non avere una visione autonoma, ma di essere in grado solo di appiattirsi sulla posizione statunitense. Questo non ci aiuterà affatto, e non aiuta nemmeno la ricerca di soluzioni.
In Italia poi le forze politiche e i nostri rappresentanti in Parlamento sono ormai intrisi di un pericoloso nazionalismo anti-russo, rifiutandosi di vedere la realtà senza il pregiudizio del punto di vista americano e di cercare la via della pace.
⁉️Ci si riempie la bocca di difesa dei valori occidentali, ma riflettiamo: di quali valori parliamo?
Forse quegli stessi valori che ci condannano a diseguaglianze e povertà sempre più esasperate? È davvero la "nostra guerra"?
Noi popoli europei, non tanto i governi che sono davvero sordi e miopi, dovremo iniziare a chiederci in difesa di quali valori stiamo rischiando il nostro futuro.
📌E se il livello di rischio è così alto, vista l'oggettiva potenza militare di Putin, perché nessuno chiede la mediazione dell'Onu ? In uno scenario così violento, sia da parte russa, con bombardamenti su edifici civili, che da parte ucraina, con milizie para militari in azione da ben prima l'inizio del conflitto, perché i rappresentanti occidentali non creano le condizioni per mandare ispettori ONU in Ucraina? Non sarebbe un tentativo più efficace del mero invio di armi? È o non è interesse dell'Europa tutelare la vita dei civili europei o i valori occidentali sono solo un paravento?
L'unica certezza che ho, purtroppo, é che tra questi valori non sembra esserci la pace, ed è davvero sconcertante se pensiamo al motivo per cui decenni fa decidemmo di far nascere l'Unione Europea.



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 Di Antonio Luongo

La guerra continua da quasi un mese e ormai si è persa ogni speranza di avere un racconto di verità. Assistiamo da giorni a flussi di notizie fortemente manipolate, unilaterali e faziose.

🔴Si continua a leggere questo scontro tra Russia e Ucraina, o meglio tra Russia e Nato, con le categorie dei buoni e cattivi, come fosse una favola, fingendo di non vedere quello che anche questa guerra è: una lotta di potere e di influenza tra gli Usa e Putin
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🔴Dietro c'è lo scontro geopolitico per controllare territori e risorse economiche, come quasi sempre avvenuto in tutte le guerre del mondo.
Ma stavolta la propaganda è più forte, le motivazioni economiche non fa comodo nominarle mai ed è più utile per i media rappresentare una crociata, uno scontro di civiltà.
⛔Purtroppo l'Europa ne sta pagando le conseguenze negative maggiori, e ha dimostrato di non avere una visione autonoma, ma di essere in grado solo di appiattirsi sulla posizione statunitense. Questo non ci aiuterà affatto, e non aiuta nemmeno la ricerca di soluzioni.
In Italia poi le forze politiche e i nostri rappresentanti in Parlamento sono ormai intrisi di un pericoloso nazionalismo anti-russo, rifiutandosi di vedere la realtà senza il pregiudizio del punto di vista americano e di cercare la via della pace.
⁉️Ci si riempie la bocca di difesa dei valori occidentali, ma riflettiamo: di quali valori parliamo?
Forse quegli stessi valori che ci condannano a diseguaglianze e povertà sempre più esasperate? È davvero la "nostra guerra"?
Noi popoli europei, non tanto i governi che sono davvero sordi e miopi, dovremo iniziare a chiederci in difesa di quali valori stiamo rischiando il nostro futuro.
📌E se il livello di rischio è così alto, vista l'oggettiva potenza militare di Putin, perché nessuno chiede la mediazione dell'Onu ? In uno scenario così violento, sia da parte russa, con bombardamenti su edifici civili, che da parte ucraina, con milizie para militari in azione da ben prima l'inizio del conflitto, perché i rappresentanti occidentali non creano le condizioni per mandare ispettori ONU in Ucraina? Non sarebbe un tentativo più efficace del mero invio di armi? È o non è interesse dell'Europa tutelare la vita dei civili europei o i valori occidentali sono solo un paravento?
L'unica certezza che ho, purtroppo, é che tra questi valori non sembra esserci la pace, ed è davvero sconcertante se pensiamo al motivo per cui decenni fa decidemmo di far nascere l'Unione Europea.



martedì 1 marzo 2022

A Napoli una grande vittoria politica

 Di Antonio Luongo

Stasera festeggiamo una grande vittoria politica.
Stamattina col Partito del Sud , demA - Democrazia e Autonomia , Pci, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista abbiamo tenuto un presidio fuori al Maschio Angioino per esprimere contrarietà all'art.6 dell DDL concorrenza voluto da Draghi.
Oggi il Consiglio Comunale di Napoli, all'unanimità ha votato lo stralcio di questo articolo , con un ordine del giorno presentato da Alessandra Clemente.
La città di Napoli prenderà formalmente posizione contro il provvedimento governativo.
I servizi pubblici devono restare tali e la privatizzazione mascherata di Draghi va fermata. Una mossa liberista ancora più grave, condotta strumentalizzando il ruolo degli enti locali, su cui si tenta di scaricare la responsabilità politica di scelte che minano la qualità della vita di milioni di cittadini, attraverso vincoli stringenti e spesso non sostenibili.
I servizi per acqua, trasporti, rifiuti, non sono ancora salvi, ma Napoli ancora una volta ha dimostrato di non volersi piegare al piano neoliberista voluto dal presidente del Consiglio. La nostra speranza é che anche altri comuni trovino il coraggio
Di dire no.
E' stato importantissimo portare avanti nei mesi scorsi una battaglia attenta e continua, una visione alternativa, dimostrando che non bisogna arrendersi. Anche dall'opposizione, grazie all'instancabile rappresentanza di Alessandro Clemente, faremo il bene della città.



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 Di Antonio Luongo

Stasera festeggiamo una grande vittoria politica.
Stamattina col Partito del Sud , demA - Democrazia e Autonomia , Pci, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista abbiamo tenuto un presidio fuori al Maschio Angioino per esprimere contrarietà all'art.6 dell DDL concorrenza voluto da Draghi.
Oggi il Consiglio Comunale di Napoli, all'unanimità ha votato lo stralcio di questo articolo , con un ordine del giorno presentato da Alessandra Clemente.
La città di Napoli prenderà formalmente posizione contro il provvedimento governativo.
I servizi pubblici devono restare tali e la privatizzazione mascherata di Draghi va fermata. Una mossa liberista ancora più grave, condotta strumentalizzando il ruolo degli enti locali, su cui si tenta di scaricare la responsabilità politica di scelte che minano la qualità della vita di milioni di cittadini, attraverso vincoli stringenti e spesso non sostenibili.
I servizi per acqua, trasporti, rifiuti, non sono ancora salvi, ma Napoli ancora una volta ha dimostrato di non volersi piegare al piano neoliberista voluto dal presidente del Consiglio. La nostra speranza é che anche altri comuni trovino il coraggio
Di dire no.
E' stato importantissimo portare avanti nei mesi scorsi una battaglia attenta e continua, una visione alternativa, dimostrando che non bisogna arrendersi. Anche dall'opposizione, grazie all'instancabile rappresentanza di Alessandro Clemente, faremo il bene della città.



lunedì 28 febbraio 2022

NAPOLI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI

Stamani, 28/02/2022, davanti al Maschio Angioino a Napoli evento d'adesione delle forze antiliberiste Prc, Pap, demA, Partito del Sud (con Antonio Luongo) e Pci alla Campagna di contestazione al Ddl Concorrenza del governo.

Il Governo Draghi accelera circa l'approvazione del DDL CONCORRENZA, che ha come unico fine la PRIVATIZZAZIONE di ciò che rimane dei servizi pubblici locali, soprattutto in termini di Acqua, trasporti e rifiuti, ed interviene anche su porti, spiagge e licenze taxi. Tale provvedimento di chiara impronta LIBERISTA, rappresenta anche una delle condizionali "trappola" per l'erogazione dei fondi PNRR (riforme abilitanti).

In questo contesto e col PATTO per NAPOLI, Sindaco Manfredi e Ass. Baretta, ricevono carta bianca per recarsi a Roma dallo stesso Draghi, e impegnare Napoli all'AUSTERITY per i prossimi 20 anni: tra aumento della tassazione, svendita immobiliare, contenimento salario per i dipendenti e riorganizzazione delle Società partecipate, emerge un approccio in stile Troika per le città metropolitane che vi aderiscono.
L'insieme di queste misure considerato il CAROVITA, con sproporzionato aumento di bollette di luce e gas (a dimostrazione che le liberalizzazioni non sono servite proprio a nulla) produrrà soltanto miseria e diseguaglianze.
La Napoli che resiste invece, su beni comuni e ripubblicizzazione dell'acqua, ha dimostrato che l'ALTERNATIVA è possibile e sostenibile, dando fiducia a 27 milioni di cittadini che hanno votato i Referendum del 2011.
Aderendo quindi alla Campagna Nazionale contro il DDL CONCORRENZA Rivendichiamo che il Consiglio comunale si esprima positivamente alla Richiesta di STRALCIO dell'ART. 6, votando l' Ordine del Giorno che sarà presentato nella seduta di lunedi prossimo da Alessandra Clemente, proprio come sta accadendo in altri Municipi o altre Regioni come per esempio in consiglio regionale del Friuli V.G!!!
Le Forze politiche che hanno sostenuto la COALIZIONE ANTILIBERISTA fanno appello a tutte le realtà sociali della città che in questi anni hanno sostenuto e attraversato tali vertenze, e a partecipare e sostenere il PRESIDIO al Maschio Angioino ore 9.00 del 28 febbraio 2022 promosso dalla stessa coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI






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Stamani, 28/02/2022, davanti al Maschio Angioino a Napoli evento d'adesione delle forze antiliberiste Prc, Pap, demA, Partito del Sud (con Antonio Luongo) e Pci alla Campagna di contestazione al Ddl Concorrenza del governo.

Il Governo Draghi accelera circa l'approvazione del DDL CONCORRENZA, che ha come unico fine la PRIVATIZZAZIONE di ciò che rimane dei servizi pubblici locali, soprattutto in termini di Acqua, trasporti e rifiuti, ed interviene anche su porti, spiagge e licenze taxi. Tale provvedimento di chiara impronta LIBERISTA, rappresenta anche una delle condizionali "trappola" per l'erogazione dei fondi PNRR (riforme abilitanti).

In questo contesto e col PATTO per NAPOLI, Sindaco Manfredi e Ass. Baretta, ricevono carta bianca per recarsi a Roma dallo stesso Draghi, e impegnare Napoli all'AUSTERITY per i prossimi 20 anni: tra aumento della tassazione, svendita immobiliare, contenimento salario per i dipendenti e riorganizzazione delle Società partecipate, emerge un approccio in stile Troika per le città metropolitane che vi aderiscono.
L'insieme di queste misure considerato il CAROVITA, con sproporzionato aumento di bollette di luce e gas (a dimostrazione che le liberalizzazioni non sono servite proprio a nulla) produrrà soltanto miseria e diseguaglianze.
La Napoli che resiste invece, su beni comuni e ripubblicizzazione dell'acqua, ha dimostrato che l'ALTERNATIVA è possibile e sostenibile, dando fiducia a 27 milioni di cittadini che hanno votato i Referendum del 2011.
Aderendo quindi alla Campagna Nazionale contro il DDL CONCORRENZA Rivendichiamo che il Consiglio comunale si esprima positivamente alla Richiesta di STRALCIO dell'ART. 6, votando l' Ordine del Giorno che sarà presentato nella seduta di lunedi prossimo da Alessandra Clemente, proprio come sta accadendo in altri Municipi o altre Regioni come per esempio in consiglio regionale del Friuli V.G!!!
Le Forze politiche che hanno sostenuto la COALIZIONE ANTILIBERISTA fanno appello a tutte le realtà sociali della città che in questi anni hanno sostenuto e attraversato tali vertenze, e a partecipare e sostenere il PRESIDIO al Maschio Angioino ore 9.00 del 28 febbraio 2022 promosso dalla stessa coalizione composta da PRC, POTERE AL POPOLO, DEMA, PARTITO DEL SUD E PCI






 
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