mercoledì 27 giugno 2018

Sud, periferie d'Europa: quale futuro? Convegno a Napoli il 2 Luglio 2018

C’è una tendenza in Europa che colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente.

Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo.

I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro?

E’ la domanda che si pongono e a cui provano a dare risposta il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, L’Altra Europa con Tsipras ed esponenti europei della sinistra in un incontro internazionale che si terrà a Napoli, il prossimo 2 luglio alle 17, presso l’Istituto degli Studi Filosofici in via Monte di Dio, dal titolo: Sud, periferie d'Europa: quale futuro?

Il dibattito vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città di Napoli Luigi de Magistris oltre che ospiti provenienti da tutta l’Europa mediterranea.



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C’è una tendenza in Europa che colloca gli Stati e i Popoli del Sud tra le politiche marginali e residuali del Continente.

Eppure gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo sono frontiera e trampolino verso nuovi mondi e nuove opportunità di sviluppo, collaborazione e integrazione con gli altri Popoli che si affacciano su questo mare e non solo.

I Sud sono diventati periferia d’Europa, avranno mai un futuro?

E’ la domanda che si pongono e a cui provano a dare risposta il Partito del Sud - Meridionalisti Progressisti, L’Altra Europa con Tsipras ed esponenti europei della sinistra in un incontro internazionale che si terrà a Napoli, il prossimo 2 luglio alle 17, presso l’Istituto degli Studi Filosofici in via Monte di Dio, dal titolo: Sud, periferie d'Europa: quale futuro?

Il dibattito vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città di Napoli Luigi de Magistris oltre che ospiti provenienti da tutta l’Europa mediterranea.



lunedì 30 aprile 2018

Napoli. Per il Partito del Sud un Primo Maggio nel ricordo di Sacco e Vanzetti,

Napoli. Per il Partito del Sud un Primo Maggio nel ricordo di Sacco e Vanzetti, lavoratori italiani emigrati negli Stati Uniti,  martiri e vittime di pregiudizi, razzismo e odio politico.

Domattina 1 Maggio 2018 ore 10,00, Andrea Balia del CDN del Partito del Sud, Membro Delegato diretto del Sindaco in Comm.ne Toponomastica, e Antonio Luongo in qualità di Resp.le Cittadino del PARTITO DEL SUD, unitamente al Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, parteciperanno alla Cerimonia per la titolazione di una strada a Nicola SACCO e Bartolomeo VANZETTI, mozione sostenuta, votata e deliberata in Commissione e accoglieranno una delegazione dell'omonima e amica Associazione proveniente da Torremaggiore (Fg) con Fernanda Sacco nipote diretta di Nicola. 
«Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta sono per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. »(Il proclama del 23 agosto 1977, con il quale l'allora governatore del Massachusetts Michael Dukakis assolveva i due anarchici italiani dal crimine a loro attribuito, 50 anni dopo la loro esecuzione sulla sedia elettrica)

Ferdinando Nicola Sacco (Torremaggiore, 22 aprile 1891 - Charlestown, 23 agosto 1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888 - Charlestown, 23 agosto 1927) sono stati scelti attivisti e anarchici italiani. I dati arrestati, processati e condannati a morte con l'accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio "Slater and Morrill" di South Braintree. 
Sulla loro colpevolezza vi erano molti dubbi già all'epoca del loro processo; a nulla valse la confessione del detenuto portoghese Celestino Madeiros, che scagionava i due,
Vennero  uccisi sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario di Charlestown, presso Dedham.



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Napoli. Per il Partito del Sud un Primo Maggio nel ricordo di Sacco e Vanzetti, lavoratori italiani emigrati negli Stati Uniti,  martiri e vittime di pregiudizi, razzismo e odio politico.

Domattina 1 Maggio 2018 ore 10,00, Andrea Balia del CDN del Partito del Sud, Membro Delegato diretto del Sindaco in Comm.ne Toponomastica, e Antonio Luongo in qualità di Resp.le Cittadino del PARTITO DEL SUD, unitamente al Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, parteciperanno alla Cerimonia per la titolazione di una strada a Nicola SACCO e Bartolomeo VANZETTI, mozione sostenuta, votata e deliberata in Commissione e accoglieranno una delegazione dell'omonima e amica Associazione proveniente da Torremaggiore (Fg) con Fernanda Sacco nipote diretta di Nicola. 
«Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta sono per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. »(Il proclama del 23 agosto 1977, con il quale l'allora governatore del Massachusetts Michael Dukakis assolveva i due anarchici italiani dal crimine a loro attribuito, 50 anni dopo la loro esecuzione sulla sedia elettrica)

Ferdinando Nicola Sacco (Torremaggiore, 22 aprile 1891 - Charlestown, 23 agosto 1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888 - Charlestown, 23 agosto 1927) sono stati scelti attivisti e anarchici italiani. I dati arrestati, processati e condannati a morte con l'accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio "Slater and Morrill" di South Braintree. 
Sulla loro colpevolezza vi erano molti dubbi già all'epoca del loro processo; a nulla valse la confessione del detenuto portoghese Celestino Madeiros, che scagionava i due,
Vennero  uccisi sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario di Charlestown, presso Dedham.



giovedì 12 aprile 2018

Il PARTITO DEL SUD Sabato 14/04/2018 mattina alle 10,00 in piazza a Napoli col Sindaco e la Città!

C O M U N I C A T O

Napoli, 12/04/2018

Il PARTITO DEL SUD, come giusto che sia, Sabato 14 Aprile 2018 alle ore 10,00 in Piazza Municipio a Napoli sarà presente per dare il suo sostegno alla Manifestazione indetta per protestare contro il debito ingiusto che il governo vuol addossare all'amministrazione comunale di Napoli con eventuali gravi ricadute sulla cittadinanza.

Si tratta degli 85 milioni che avrebbero dovuto essere liquidati al consorzio Cr8 dal commissario di governo post terremoto del 1980 ma che sono diventati nel 1996 una passività del comune. Il governo Gentiloni ha riconosciuto che spetta allo stato coprire il 77 per cento del dovuto ma la firma sull'accordo non è ancora arrivata. Si tratta di una passività che i cittadini rischiano di pagare due volte perché, dopo la sentenza della Corte dei Conti, l'amministrazione è stata multata per averli messi in bilancio nel 2017 anziché nel 2016 e così nel 2019 verranno tagliati trasferimenti dallo stato per una quota equivalente. Rientrano poi nel debito ingiusto anche i circa 67 milioni lasciati in eredità dal commissario di governo all'emergenza rifiuti all'epoca dell'amministrazione Pd di Rosa Russo lervolino e, infine, il disavanzo dell'operazione swap (derivati) messa in piedi dall'assessore Enrico Cardillo, ancora all'epoca lervolino, che a oggi costa alle casse cittadine 156 milioni. 










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C O M U N I C A T O

Napoli, 12/04/2018

Il PARTITO DEL SUD, come giusto che sia, Sabato 14 Aprile 2018 alle ore 10,00 in Piazza Municipio a Napoli sarà presente per dare il suo sostegno alla Manifestazione indetta per protestare contro il debito ingiusto che il governo vuol addossare all'amministrazione comunale di Napoli con eventuali gravi ricadute sulla cittadinanza.

Si tratta degli 85 milioni che avrebbero dovuto essere liquidati al consorzio Cr8 dal commissario di governo post terremoto del 1980 ma che sono diventati nel 1996 una passività del comune. Il governo Gentiloni ha riconosciuto che spetta allo stato coprire il 77 per cento del dovuto ma la firma sull'accordo non è ancora arrivata. Si tratta di una passività che i cittadini rischiano di pagare due volte perché, dopo la sentenza della Corte dei Conti, l'amministrazione è stata multata per averli messi in bilancio nel 2017 anziché nel 2016 e così nel 2019 verranno tagliati trasferimenti dallo stato per una quota equivalente. Rientrano poi nel debito ingiusto anche i circa 67 milioni lasciati in eredità dal commissario di governo all'emergenza rifiuti all'epoca dell'amministrazione Pd di Rosa Russo lervolino e, infine, il disavanzo dell'operazione swap (derivati) messa in piedi dall'assessore Enrico Cardillo, ancora all'epoca lervolino, che a oggi costa alle casse cittadine 156 milioni. 










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giovedì 9 novembre 2017

Il vero problema




di Andrea Balìa

Diritti che se ne vanno a far benedire…vedi il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18, e ora questo tran tran sulle pensioni che dovrebbero scattare a 67 anni anche per le donne.
Poi fai un po’ di ricerca e scopri che entrambi i sessi in Svezia vanno a 61, che in Austria le donne a 60, e che anche in Croazia, assieme ad altri paesi, stanno messi meglio di noi. Ma allora vorresti il meglio? La considerazione è anche lecita…no..ma in Germania il tetto è a 64,5…insomma siamo il fanalino di coda del peggio. Si, ma la vita s’allunga..altra teoria a sostegno della modifica. Risposta : ma s’allunga solo in Italia? E sempre a sostegno di questa modifica peggiorativa c’è la giustificazione che non si possono sforare i conteggi e le finanze destinate in merito. E qua casca l’asino…il vero problema è la REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA! 
Vero vulnus d’eguaglianza che anche la Sinistra fa fatica a mettere a centro delle sue teorie, proposte e richieste. I soldi vanno presi dove sono male o eccessivamente allocati. Punto! Identico problema per le esigenze del Sud. Parolina che deve diventare il vero mantra della Sinistra, in ispecie del nascente (a fatica) Quarto Polo. Bisogna entrare nel merito delle esigenze vere e nei ritardi in cui è costretto il Meridione. Infrastrutture, povertà vera, fuga dei giovani con conseguente desertificazione,ecc…ecc..Vanno anche bene le giornate e le lapidi della memoria d’un sudismo nostalgico, sponsorizzato strumentalmente da un populismo pentastellato, ma il problema reale è altresì : ”la memoria e presa d’atto del presente”, e proporre, battersi e risolvere. 
Gramsci insegna e la Sinistra ha il maestro in casa, come giustamente sostiene e cerca di sensibilizzare un sano meridionalismo progressista. Quindi coraggio! Si crei e si porti avanti un’organizzazione politica che abbia al centro delle sue battaglie e proposte il concetto (quello vero) d’uguaglianza,che contiene i diritti dei lavoratori,un’equa età pensionabile e il Sud.





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di Andrea Balìa

Diritti che se ne vanno a far benedire…vedi il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18, e ora questo tran tran sulle pensioni che dovrebbero scattare a 67 anni anche per le donne.
Poi fai un po’ di ricerca e scopri che entrambi i sessi in Svezia vanno a 61, che in Austria le donne a 60, e che anche in Croazia, assieme ad altri paesi, stanno messi meglio di noi. Ma allora vorresti il meglio? La considerazione è anche lecita…no..ma in Germania il tetto è a 64,5…insomma siamo il fanalino di coda del peggio. Si, ma la vita s’allunga..altra teoria a sostegno della modifica. Risposta : ma s’allunga solo in Italia? E sempre a sostegno di questa modifica peggiorativa c’è la giustificazione che non si possono sforare i conteggi e le finanze destinate in merito. E qua casca l’asino…il vero problema è la REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA! 
Vero vulnus d’eguaglianza che anche la Sinistra fa fatica a mettere a centro delle sue teorie, proposte e richieste. I soldi vanno presi dove sono male o eccessivamente allocati. Punto! Identico problema per le esigenze del Sud. Parolina che deve diventare il vero mantra della Sinistra, in ispecie del nascente (a fatica) Quarto Polo. Bisogna entrare nel merito delle esigenze vere e nei ritardi in cui è costretto il Meridione. Infrastrutture, povertà vera, fuga dei giovani con conseguente desertificazione,ecc…ecc..Vanno anche bene le giornate e le lapidi della memoria d’un sudismo nostalgico, sponsorizzato strumentalmente da un populismo pentastellato, ma il problema reale è altresì : ”la memoria e presa d’atto del presente”, e proporre, battersi e risolvere. 
Gramsci insegna e la Sinistra ha il maestro in casa, come giustamente sostiene e cerca di sensibilizzare un sano meridionalismo progressista. Quindi coraggio! Si crei e si porti avanti un’organizzazione politica che abbia al centro delle sue battaglie e proposte il concetto (quello vero) d’uguaglianza,che contiene i diritti dei lavoratori,un’equa età pensionabile e il Sud.





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venerdì 3 novembre 2017

VI° Congresso nazionale Partito del SUD: L'Organigramma Nazionale eletto



PRESIDENZA NAZIONALE (SEGRETARIO POLITICO NAZIONALE)
Natale Cuccurese

VICE PRESIDENZA NAZIONALE
Andrea Balia, Michele Dell'Edera


PRESIDENZA ONORARIA
Antonio Ciano


SEGRETERIA ORGANIZZATIVA NAZIONALE
Enzo Riccio 


CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
Andrea Balia, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo,  Enzo Riccio, Antonio Ciano, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Emiddio de Franciscis di Casanova, Giuseppe Spadafora, Pino Lipari, Bruno Pappalardo, Michele Ammendola, Maurizio Criscitelli, Filippo Romeo, Antonio Rosato, Iolanda Siracusano, Ezio Spina, Giovanni Maniscalco

TESORIERE
Filippo Romeo


COMITATO GARANTI

Emiddio de Franciscis di Casanova, Pino Lipari, Antonio Rosato.


RESPONSABILI AREE TEMATICHE E PROGETTUALITA’

Michele Ammendola………………..................Rapporti con le Associazioni

Anna Maria Buffa..............................................Dipartimento Donne

Gigi Cappabianca…………………………….....Ambiente

Roberto Carucci.................................................Mobilità

Maurizio Criscitelli…………………......................Sport

Natale Cuccurese………………........................Lavoro ed Economia
.
Giovanni Cutolo e Andrea Balia…….............Cultura e Turismo

Michele Dell’Edera………………..................Comunicazione

Vincenzo Emilio...............................................Legalità

Bruno Pappalardo e Salvatore Cozzolino….....Patrimonio Artistico e Architettonico

Valentino Romano.............................................Ricerca Storica

Filippo Romeo…………………......................Tesoreria e Amministrazione

Antonio Rosato e Guglielmo Di Grezia………Difesa e Sicurezza

Iolanda Siracusano.............................................Ufficio Stampa

Ezio Spina……………………………….........Politiche Diverse Abilità




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PRESIDENZA NAZIONALE (SEGRETARIO POLITICO NAZIONALE)
Natale Cuccurese

VICE PRESIDENZA NAZIONALE
Andrea Balia, Michele Dell'Edera


PRESIDENZA ONORARIA
Antonio Ciano


SEGRETERIA ORGANIZZATIVA NAZIONALE
Enzo Riccio 


CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
Andrea Balia, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo,  Enzo Riccio, Antonio Ciano, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Emiddio de Franciscis di Casanova, Giuseppe Spadafora, Pino Lipari, Bruno Pappalardo, Michele Ammendola, Maurizio Criscitelli, Filippo Romeo, Antonio Rosato, Iolanda Siracusano, Ezio Spina, Giovanni Maniscalco

TESORIERE
Filippo Romeo


COMITATO GARANTI

Emiddio de Franciscis di Casanova, Pino Lipari, Antonio Rosato.


RESPONSABILI AREE TEMATICHE E PROGETTUALITA’

Michele Ammendola………………..................Rapporti con le Associazioni

Anna Maria Buffa..............................................Dipartimento Donne

Gigi Cappabianca…………………………….....Ambiente

Roberto Carucci.................................................Mobilità

Maurizio Criscitelli…………………......................Sport

Natale Cuccurese………………........................Lavoro ed Economia
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Giovanni Cutolo e Andrea Balia…….............Cultura e Turismo

Michele Dell’Edera………………..................Comunicazione

Vincenzo Emilio...............................................Legalità

Bruno Pappalardo e Salvatore Cozzolino….....Patrimonio Artistico e Architettonico

Valentino Romano.............................................Ricerca Storica

Filippo Romeo…………………......................Tesoreria e Amministrazione

Antonio Rosato e Guglielmo Di Grezia………Difesa e Sicurezza

Iolanda Siracusano.............................................Ufficio Stampa

Ezio Spina……………………………….........Politiche Diverse Abilità




giovedì 2 novembre 2017

VI° Congresso nazionale Partito del SUD: Rino Malinconico Segretario Campania Rifondazione Comunista

https://www.youtube.com/watch?v=3mhj8q0IbU8&feature=youtu.be



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martedì 31 ottobre 2017

VI Congresso Nazionale Partito del SUD: Intervento di Luigi De Magistris Sindaco di Napoli

https://www.youtube.com/watch?v=i0GpHFyFYtE&feature=youtu.be



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https://www.youtube.com/watch?v=i0GpHFyFYtE&feature=youtu.be



VI Congresso Nazionale Partito del SUD: L' intervento del Senatore Peppe De Cristofaro di Sinistra Italiana

https://www.youtube.com/watch?v=fjxqQj0EslU&t=10s



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https://www.youtube.com/watch?v=fjxqQj0EslU&t=10s



lunedì 30 ottobre 2017

VI° Congresso Nazionale del Partito del Sud, introduzioni e Manifesto programmatico.


https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=7welsPUmcro&app=desktop






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https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=7welsPUmcro&app=desktop






domenica 29 ottobre 2017

Messaggio di Argyrios Argiris Panagopoulos, del Dipartimento di politica europea di Syriza, al VI Congresso Nazionale del Partito del Sud

Messaggio di Argyrios Argiris Panagopoulos, del Dipartimento di politica europea di Syriza, che ringraziamo, al VI Congresso Nazionale del Partito del Sud.
“Auspichiamo che una sinistra italiana degna di questo nome, con il piccolo ma combattivo Partito del Sud in prima fila, possa contrastare il neoliberismo, il populismo e il razzismo nella società e nelle urne.”
==========================

Carissime compagne e carissimi compagni, il vostro congresso si svolge in un momento di grande incertezza ma anche di grande speranza per il sud europeo.
In Catalogna e in Spagna non si gioca solo l’assetto territoriale spagnolo ma la democrazia, il dialogo e la convivenza in tutta l’Europa. Ada Colau ha avvertito: non in mio nome, né con la dichiarazione unilaterale dell’indipendenza né con l’applicazione dell’articolo 155.
In Italia il vostro parlamento ha votato la legge elettorale permettendo le elezioni con i populismi di destra, di Grillo e non solo, per cercare di monopolizzare il panorama politico creando nuove difficoltà per la rappresentanza nelle istituzioni di una sinistra degna del suo nome e delle sue tradizioni, che per noi è stata un costante punto di riferimento.Nel sud Europa però cresce anche la speranza. Il Portogallo già è uscito dal duro commissariamento e tra pochi mesi ne uscirà anche il nostro paese.
La Grecia di oggi è molto lontana dal paese che siamo stati chiamati a governare con il voto dei cittadini il gennaio e il settembre del 2015, e specialmente dopo il “no al piano Juncker” al referendum e al ricatto che ne è seguito.
Il nostro paese si prepara ad uscire ad agosto dal commissariamento con la sua società in piedi, perché nella Grecia che governa SYRIZA le banche non possono pignorare la prima casa, nessuna famiglia può stare nemmeno un giorno senza corrente e l’acqua, si sostengono già quasi 650 mila persone degli strati più deboli con il reddito di solidarietà, si aiutano 40mila, per di più giovani, con partite iva trasformate in lavoro fisso, si sono diminuiti i contratti precari dal 63% al 53% tra i nuovi contratti e ci prepariamo a ripristinare ad agosto, subito dopo la fine del commissariamento, la contrattazione collettiva che permetterà lavori più degni e remunerati meglio per i lavoratori, mentre la disoccupazione che sfiorava il 30% il dicembre del 2014 è diminuita di circa il 21%. Abbiamo sostenuto la Sanità, la Scuola pubblica e tutti i servizi pubblici, aprendo le porte degli ospedali a 2,4 milioni di greci e a tutti gli immigranti che i governi precedenti avevano tagliato fuori dal sistema sanitario nazionale.
Non solo abbiamo dato la cittadinanza ai figli degli immigrati nati al nostro paese, una delle prime leggi che ha varato il nostro governo, ma abbiamo fatto un enorme sforzo per mettere in abitazioni 20mila profughi e le loro famiglie, un terzo dei 60mila che sono rimasti in Grecia dopo la chiusura della frontiere, e siamo orgogliosi che da quest’anno scolastico quasi 2.500 figli di questi profughi frequentano le nostre scuole pubbliche.
Le ultime settimane contro l’oscurantismo religioso e i pregiudizi sociali abbiamo votato la legge che permette alle persone che compiono i 15 anni di cambiare il loro sesso ad anagrafe senza essere operate.
La nostra sinistra punta ora su una grande riforma costituzionale, che vuole garantire il carattere pubblico di certi beni comuni cari a tutti i cittadini, una riforma che potrà completare il grande passo democratico che abbiamo fatto votando in parlamento la legge elettorale proporzionale, sapendo che le prossime saranno le ultime elezioni che vincerà SYRIZA con il bonus dei 50 seggi, perché siamo convinti che la democrazia, i diritti e le libertà non possono essere oggetto di giochi e convenienze di partito.
In enormi difficoltà economiche e finanziarie e con il peso dell’accordo del luglio del 2015, abbiamo combattuto l’evasione fiscale, abbiamo fatto pagare le tasse ai ricchi, abbiamo aperto una guerra con gli oligarchi dei grandi mezzi di informazione per fargli pagare per le frequenze televisive e abbiamo aperto una grande battaglia contro la corruzione che dissangua le finanze pubbliche e avvelena la nostra società. Siamo in guerra continua per ridurre le diseguaglianze e creare le condizioni per un nuovo patto sociale in Grecia.
Carissime compagne e carissimi compagni
Vogliamo ricostruire il nostro paese in un’altra Europa e in un mondo migliore. Il portavoce della sinistra nel parlamento catalano ha detto che non sono abituati ad abbandonare le trincee, in riferimento alle elezioni del 21 di dicembre che si è impegnato a convocare Rajoy. La sinistra ha l’obbligo pero di riempire le sue trincee con una nuova e grande base sociale, le persone colpite dalla crisi, i giovani che vivono sulla loro pelle le nuove forme di schiavitù, meglio note come lavori precari, le donne, i disoccupati, i pensionati.
Rappresentare le istanze delle persone colpite dalla crisi ci aiuta a focalizzare anche i nostri obbiettivi e i loro limiti, perché non possiamo contenere tutto e tutti, tra le idee neoliberiste per la supremazia del mercato, le privatizzazioni, il lavoro precario. Nessuno di noi può saltare il turno per aspettare giorni migliori o pensare di rappresentare nel futuro il nuovo salvatore di una sinistra ridotta in macerie.
Con questo spirito noi andremmo a vincere le prossime elezioni, i nostri compagni catalani e spagnoli a creare le condizioni per una nuova Spagna, contenitore di tutte le aspirazioni dei suoi popoli, e auspichiamo che una sinistra italiana degna di questo nome, con il piccolo ma combattivo Partito del Sud in prima fila, possa contrastare il neoliberismo, il populismo e il razzismo nella società e nelle urne.



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Messaggio di Argyrios Argiris Panagopoulos, del Dipartimento di politica europea di Syriza, che ringraziamo, al VI Congresso Nazionale del Partito del Sud.
“Auspichiamo che una sinistra italiana degna di questo nome, con il piccolo ma combattivo Partito del Sud in prima fila, possa contrastare il neoliberismo, il populismo e il razzismo nella società e nelle urne.”
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Carissime compagne e carissimi compagni, il vostro congresso si svolge in un momento di grande incertezza ma anche di grande speranza per il sud europeo.
In Catalogna e in Spagna non si gioca solo l’assetto territoriale spagnolo ma la democrazia, il dialogo e la convivenza in tutta l’Europa. Ada Colau ha avvertito: non in mio nome, né con la dichiarazione unilaterale dell’indipendenza né con l’applicazione dell’articolo 155.
In Italia il vostro parlamento ha votato la legge elettorale permettendo le elezioni con i populismi di destra, di Grillo e non solo, per cercare di monopolizzare il panorama politico creando nuove difficoltà per la rappresentanza nelle istituzioni di una sinistra degna del suo nome e delle sue tradizioni, che per noi è stata un costante punto di riferimento.Nel sud Europa però cresce anche la speranza. Il Portogallo già è uscito dal duro commissariamento e tra pochi mesi ne uscirà anche il nostro paese.
La Grecia di oggi è molto lontana dal paese che siamo stati chiamati a governare con il voto dei cittadini il gennaio e il settembre del 2015, e specialmente dopo il “no al piano Juncker” al referendum e al ricatto che ne è seguito.
Il nostro paese si prepara ad uscire ad agosto dal commissariamento con la sua società in piedi, perché nella Grecia che governa SYRIZA le banche non possono pignorare la prima casa, nessuna famiglia può stare nemmeno un giorno senza corrente e l’acqua, si sostengono già quasi 650 mila persone degli strati più deboli con il reddito di solidarietà, si aiutano 40mila, per di più giovani, con partite iva trasformate in lavoro fisso, si sono diminuiti i contratti precari dal 63% al 53% tra i nuovi contratti e ci prepariamo a ripristinare ad agosto, subito dopo la fine del commissariamento, la contrattazione collettiva che permetterà lavori più degni e remunerati meglio per i lavoratori, mentre la disoccupazione che sfiorava il 30% il dicembre del 2014 è diminuita di circa il 21%. Abbiamo sostenuto la Sanità, la Scuola pubblica e tutti i servizi pubblici, aprendo le porte degli ospedali a 2,4 milioni di greci e a tutti gli immigranti che i governi precedenti avevano tagliato fuori dal sistema sanitario nazionale.
Non solo abbiamo dato la cittadinanza ai figli degli immigrati nati al nostro paese, una delle prime leggi che ha varato il nostro governo, ma abbiamo fatto un enorme sforzo per mettere in abitazioni 20mila profughi e le loro famiglie, un terzo dei 60mila che sono rimasti in Grecia dopo la chiusura della frontiere, e siamo orgogliosi che da quest’anno scolastico quasi 2.500 figli di questi profughi frequentano le nostre scuole pubbliche.
Le ultime settimane contro l’oscurantismo religioso e i pregiudizi sociali abbiamo votato la legge che permette alle persone che compiono i 15 anni di cambiare il loro sesso ad anagrafe senza essere operate.
La nostra sinistra punta ora su una grande riforma costituzionale, che vuole garantire il carattere pubblico di certi beni comuni cari a tutti i cittadini, una riforma che potrà completare il grande passo democratico che abbiamo fatto votando in parlamento la legge elettorale proporzionale, sapendo che le prossime saranno le ultime elezioni che vincerà SYRIZA con il bonus dei 50 seggi, perché siamo convinti che la democrazia, i diritti e le libertà non possono essere oggetto di giochi e convenienze di partito.
In enormi difficoltà economiche e finanziarie e con il peso dell’accordo del luglio del 2015, abbiamo combattuto l’evasione fiscale, abbiamo fatto pagare le tasse ai ricchi, abbiamo aperto una guerra con gli oligarchi dei grandi mezzi di informazione per fargli pagare per le frequenze televisive e abbiamo aperto una grande battaglia contro la corruzione che dissangua le finanze pubbliche e avvelena la nostra società. Siamo in guerra continua per ridurre le diseguaglianze e creare le condizioni per un nuovo patto sociale in Grecia.
Carissime compagne e carissimi compagni
Vogliamo ricostruire il nostro paese in un’altra Europa e in un mondo migliore. Il portavoce della sinistra nel parlamento catalano ha detto che non sono abituati ad abbandonare le trincee, in riferimento alle elezioni del 21 di dicembre che si è impegnato a convocare Rajoy. La sinistra ha l’obbligo pero di riempire le sue trincee con una nuova e grande base sociale, le persone colpite dalla crisi, i giovani che vivono sulla loro pelle le nuove forme di schiavitù, meglio note come lavori precari, le donne, i disoccupati, i pensionati.
Rappresentare le istanze delle persone colpite dalla crisi ci aiuta a focalizzare anche i nostri obbiettivi e i loro limiti, perché non possiamo contenere tutto e tutti, tra le idee neoliberiste per la supremazia del mercato, le privatizzazioni, il lavoro precario. Nessuno di noi può saltare il turno per aspettare giorni migliori o pensare di rappresentare nel futuro il nuovo salvatore di una sinistra ridotta in macerie.
Con questo spirito noi andremmo a vincere le prossime elezioni, i nostri compagni catalani e spagnoli a creare le condizioni per una nuova Spagna, contenitore di tutte le aspirazioni dei suoi popoli, e auspichiamo che una sinistra italiana degna di questo nome, con il piccolo ma combattivo Partito del Sud in prima fila, possa contrastare il neoliberismo, il populismo e il razzismo nella società e nelle urne.



DISCORSO DI APERTURA DEL VI° CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DEL SUD DA PARTE DEL PRESIDENTE NAZIONALE NATALE CUCCURESE.

SUD COME VOLANO DI SVILUPPO PER IL PAESE SUPERANDO DISCRIMINAZIONI E STEREOTIPI
Da anni discutiamo della situazione del Mezzogiorno, sempre più “Sud” d’Europa e della stessa Italia, anch’essa volente o nolente, nella sua interezza, “Sud” del vecchio continente. Antichi e recenti governi hanno portato le regioni del Meridione verso la desertificazione imprenditoriale, economica e la fuga inarrestabile di menti e braccia.
Nel contempo, negli ultimi 30 anni, si è assistito a una crisi politica, culturale, morale ed economica che ha investito il Paese e che ne sta rendendo sempre più incerto il suo cammino democratico.
Le parole magiche “crescita” e “sviluppo”, sbandierate entrambe per forzare la mano ed affrettare qualsiasi decisione, hanno fuorviato l’azione dei Governi e bloccato qualsiasi capacità progettuale, innovativa e sostenibile, conducendo il cittadino in un percorso ad ostacoli che lo ha visto, nella voce dei media, prima venir ridotto al ruolo di consumatore ed ultimamente di contribuente, marcando così sempre più distintamente la sua conversione da cittadino a suddito.
Servono per il sud politiche di sviluppo e di investimento, per creare posti di lavoro e combattere la disoccupazione, considerando che, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, guarda caso dalle prime affermazioni elettorali della Lega Nord, la forbice degli investimenti pubblici è andata a divaricarsi sempre più fra nord e sud del Paese , con una spesa costantemente maggiore, di almeno cinque volte, al nord anno su anno.
Senza investimenti pubblici non è possibile rilanciare il Sud. Anche l’attuale governo, purtroppo, sta continuando in una cieca politica di austerità che mette in ginocchio il Paese e il Mezzogiorno in particolare.
- Emigrazione, verso il nord e l’estero. Sono coinvolti in questa emigrazione: gli studenti e i giovani laureati, con perdita per la collettività locale di c.a.540 Mln € anno sostenuti per la formazione; i lavoratori di ogni ambito e categoria; i malati per l’emigrazione sanitaria, che li porta fuori dalla propria Regione per mancanza di strutture e cure adeguate.
- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
- Disoccupazione, causa prima dell’emigrazione con 380mila posti di lavoro persi rispetto al 2008 e una disoccupazione giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
- Record europeo di giovani che non studiano e non cercano più lavoro
- Povertà, 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali
- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire da “La Terra dei Fuochi”, l’inquinamento Ilva di Taranto, la Basilicata con territori ed acque e tante altre emergenze locali che non trovano risposta adeguata al dettato costituzionale
- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud
Ecco perché per risolvere questa situazione serve dare (chiedendo con forza) uno stop a livello europeo alle politiche di austerità, riprendere gli investimenti iniziando da quelli delle infrastrutture del Sud, treni ad alta velocità, strade, porti, aeroporti. Il sud manca di tutto a livello di infrastrutture e senza queste non può sviluppare il turismo, anche culturale, e non può mettere in condizione di competere efficacemente le proprie aziende, agricoltura compresa, sui mercati europei.
Per evitare l’emigrazione studentesca si potenzi e si favorisca profondamente la collaborazione fra gli Atenei del Sud, tra loro e con le rispettive istituzioni regionali, per dare ai territori risposte concrete, competitive e anche made in Sud. Evitando l'emigrazione obbligata verso gli Atenei del nord. Che la valutazione degli Atenei sia, come in Inghilterra effettuata su base macroregionale e non come avviene in Italia su base nazionale andando a colpire sempre e solo territori che ad oggi non sono in grado di essere valutati partendo da parametri paritetici.
Che venga garantito il diritto all’assistenza sanitaria, che non si costringano le Regioni a ragionare solo per numero di posti letto, ma per garanzie dei diritti del malato e per il diritto all’assistenza. Questo vuol dire che non è possibile ipotizzare ancora che ci siano aree del Paese dove il rischio di morte sia maggiore solo perché il presidio ospedaliero o di primo soccorso sia troppo distante o stato messo non in grado di prestare le cure migliori.
Combattere con decisione le mafie, le eco-mafie e le mafie economiche che opprimono da sempre cittadini e territori impedendone lo sviluppo in nome e conto di consorterie politiche ed economiche; da sempre il primo nemico del sud.
Combattere con ogni mezzo il caporalato nelle campagne creando sinergie tra Stato Nazionale, forze dell’ordine, enti locali e sconfiggere definitivamente questa piaga.
Puntiamo all’”uguaglianza” che, nella situazione attuale in cui versa il Paese, non significa dare a tutti la stessa cosa e fare ovunque gli stessi investimenti. Uguaglianza significa giustizia ed equità, investire di più su chi ha meno e meno su chi ha di più. In questo visione deve fare da guida il Pil regionale che vede infatti il nostro Mezzogiorno in fondo alla classifica europea insieme a buona parte delle regioni spagnole, greche e portoghesi. Non può essere altrimenti. Dobbiamo costruire una sinistra che aspiri all’uguaglianza, il che significa mettere tutti in condizione di ottenere uguali opportunità. Così come nella tassazione generale serve il principio di progressività come dettato dall’art. 53 della Costituzione. Il sud non va visto come un problema, ma come un’opportunità immensa che si para davanti, sia politicamente per la sinistra, trovando risposta adeguata ai suoi problemi, sia per il Paese per crescere e competere a livello europeo e mondiale. Bisogna solo aiutare quest’area del Paese a liberare le sue energie.
Abbiamo bisogno di una sinistra che non tema un federalismo macroregionale sano e solidale che ambisca a governare con politiche differenziate per territorio.
Abbiamo bisogno di una sinistra:
-Che contrasti con determinazione l’osceno ricatto occupazionale che baratta lavoro con la salute e con la tutela dell’ambiente.
-Che si impegni affinché lo Stato ed il privato, in base alle loro effettive responsabilità, si facciano carico degli scempi perpetrati per decenni e risarciscano i cittadini che hanno perso il lavoro, la salute e spesso la speranza. Spezzare il ricatto occupazionale, la monocultura dell’acciaio, del carbone e dei veleni delle grandi industrie, puntando su alternative occupazionali pulite quali Cultura, Infrastrutture, Turismo, Agricoltura, Maricoltura, Artigianato, Allevamento. Opporsi pertanto a progetti inquinanti, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale, rispetto a qualsiasi progetto economico, la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini, così come sancisce la Costituzione.
-Che riformi le politiche sul welfare partendo da salute, diritti dei lavoratori con l’abolizione del Jobs Act, il ripristino dell’art. 18 e l’abolizione della riforma Fornero.
- Che contrasti il neoliberismo imperante, con politiche volte all’affermazioni di tutti i diritti e la redistribuzione della ricchezza
Vogliamo, insieme a tutti coloro che lo vorranno, concorrere a costruire una prassi politica aperta e partecipata, portando, dal basso, nelle istituzioni le esperienze nate nel volontariato, nella società civile, nel precariato, nei movimenti, nei luoghi di lavoro, nelle scuole.
La Costituzione della Repubblica Italiana dice al suo primo articolo che “L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro… ” e nell’articolo 32 dice: “… La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…” non si può ignorare – che riconoscendo nel lavoro il fondamento della Repubblica la Costituzione pone un limite alla proprietà, sottoposta al vincolo della «funzione sociale» e della «utilità generale». Senza di che non avrebbe senso l’affermazione secondo cui «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo tale diritto» (Art. 4).
La conseguenza è che se si sta dalla parte del capitale, i diritti di libertà e di uguaglianza si indeboliscono e vengono attaccati o distrutti. È precisamente questa la fase che stiamo vivendo. Dove è finito il diritto «a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro» sufficiente ad assicurare «una esistenza libera e dignitosa», insieme al diritto al riposo settimanale e alle ferie retribuite? (Art.36). E il diritto alla parità di retribuzione per pari lavoro tra uomini e donne? (Art. 37). E quello alla pensione e all’assistenza sociale? (Art. 38). In discussione è anche il diritto per «i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi» «di raggiungere i gradi più alti degli studi» (Art. 34), lo sviluppo della cultura e della ricerca, nonché la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico (Art. 9). Ecco perché chiediamo per il Sud e per tutto il Paese semplicemente l’applicazione della Costituzione, senza se e senza ma. Secondo la nostra Costituzione, l’Italia è una Repubblica unita ed indivisibile i cui cittadini possono e devono accedere a tutti i diritti e sono obbligati ad adempiere a tutti i doveri. Ecco è a questa parità a cui aspiriamo; parità non formale, ma di sostanza, suffragata da politiche in grado di rendere concreti quelli che sono principi sacrosanti e inconfutabili.
Pensiamo che i ragazzi e le ragazze del Sud abbiano il sacrosanto diritto di poter studiare e lavorare nella loro terra e di prevedere in essa un futuro per sé e per i propri figli. Immaginiamo che, per i nostri ragazzi, la possibilità di partire per studiare, lavorare e formarsi una famiglia fuori dal proprio contesto d’origine, debba essere una scelta e non un obbligo.
Abbiamo bisogno di lavorare a nuove forme di economia che partano dalla bellezza della natura, delle opere d’arte e delle vestigia di un glorioso e ricco passato, dalla ricchezza delle sue tradizioni, dalla capacità di utilizzare la terra in modo innovativo, dall’utilizzo intelligente e innovativo delle nuove tecnologie e della ricerca, dalla valorizzazione delle nostre istituzioni universitarie di antichissima e illustre tradizione, dalle nostre città che sono state crocevia, nella storia, di popoli e culture fin dalla notte dei tempi.
Abbiamo bisogno di restituire al Sud la sua capacità produttiva, ma anche la sua capacità impositiva nella sua ritrovata autonomia non consentendo “l’emigrazione delle sedi sociali” delle grandi multinazionali che continuano a produrre ed inquinare a sud e a versare tasse e contributi al nord. Abbiamo bisogno di investire in settori strategici e in infrastrutture altrettanto strategiche.
Siamo per dare in adozione e far fruttare i terreni e gli stabili abbandonati, così come quelli confiscati alle mafie. Abbiamo bisogno di dare valore alle biodiversità e alle antiche arti e mestieri.
Abbiamo bisogno di rendere fruibili alla collettività le risorse dei territori, di proteggere le specificità, le produzioni.
Pensiamo a un modello di economia sociale che punti al bene comune e preveda una più stretta collaborazione fra istituzioni cittadine e privati.

Unire le tante voci di resistenza democratica e antifascista sinergiche negli obbiettivi, nelle strategie e condivisione dei valori per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è un’esigenza e diventa una missione del nostro Partito. Pensiamo che l’indifferenza non paghi ed anzi lasci il campo ai peggiori istinti di uomini e partiti che stanno riducendo a brandelli gli ultimi spazi democratici del paese.
Non possiamo stare alla finestra per vedere come va a finire: bisogna tornare ad essere Partigiani, ad essere cittadini attivi! ! Opporsi insieme alle logiche che hanno portato all’approvazione dell’ennesima legge elettorale che tende a perpetuare come inamovibili uomini e potentati, per imporli ai cittadini in sfregio a decenza e dettato costituzionale.
Rilanciare le politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno per contrastare, fra le altre, le principali attuali emergenze:
Lavoreremo per uscire da questa spirale demoniaca delle politiche di pareggio di bilancio ad ogni costo, altrimenti si consegnerà il paese a destre e populisti. L’austerità oltre a danneggiare l’intera Italia, impatta e diverge sempre più i Pil delle regioni del sud da quelle del nord Italia ed Europa.
La logica governativa resta quella di sempre, relegare il sud ad una grande area di consumo dei prodotti del nord, alquanto riduttivo per un territorio che rappresenta la metà del Paese. Ecco perché, oltre a politiche di investimento e supporto, serve uscire da questa situazione con una applicazione puntale degli articoli della Costituzione, ad eccezione dell’art. 81, quello appunto sul pareggio di bilancio, che frena quindi gli investimenti pubblici e che, modificato nel 2012, che andrebbe riportato all’origine per far ripartire l’economia.
Si potenzi l’impegno verso le startup innovative in tutti i settori anche quelli relativi agli ambiti culturali che hanno fatto ricco il Mezzogiorno. Una strada questa che può dare sbocchi occupazionali importanti.
Che anche servizi privati, ma di utilità sociale e quotidiana, tipo le assicurazioni, i servizi bancari, non penalizzino con tariffe e costi ingiustificati e ingiustificabili ed applicati su base geografica, il diritto dovere dei cittadini di usufruirne.
Il Sud che lo scorso 4 dicembre ha lanciato segnali ben precisi con un voto al 70% nelle sue Regioni per il No contro la modifica costituzionale proposta dal Governo a guida Renzi, “un grido di dolore”, vero e non strumentale, che richiama la richiesta dell’applicazione, finalmente, di tutta la Costituzione. Un voto che le forze progressiste non possono fingere di non vedere o trascurare, serve collaborare per consentire al sud di esprimere la sua potenzialità cominciando dai territori e nell’interesse del comune bene nazionale. 
-Che sappia far entrare nelle sue corde il meridionalismo progressista nato da Gramsci, perché meridionalismo significa saper essere concreti e saper parlare al cuore delle persone conoscendone i problemi, non per slogan, con azioni concrete, coinvolgendo persone e territori attorno a un progetto di governo alternativo, progressista e dal basso. 
-Che non si dimentichi che città, come ad esempio Brindisi e Taranto (le citiamo a titolo d’esempio), hanno pagato un caro prezzo allo sviluppo del Paese e che oggi vanno aiutate bonificando i siti inquinati e bloccando le emissioni nocive.
-Che si batta contro le scellerate politiche della “buona scuola”e l’alternanza scuola-lavoro che così come strutturata è solo mero sfruttamento minorile
Siamo convinti che il sud Italia e il sud Europa possano dare un loro contributo a una rinascita civile, sociale ed economica partendo proprio da quella visione di sviluppo e crescita legata non tanto a modelli finanziari e speculativi quanto a modelli legati alla valorizzazione delle terre, dei popoli, delle persone, della capacità aperta, accogliente e tutta mediterranea di gestire le relazioni. Vogliamo insieme erigere, su solide fondamenta, una rinascita identitaria, lenta e inarrestabile, che, basandosi su antichi e non dimenticati valori, possa permettere di rivoluzionare in modo democratico questo paese nella sua interezza.
Una rinascita che, partendo da sud, abbia respiro nazionale ed internazionale, riportando l’intero Paese a quel ruolo di faro della cultura, dell’economia, e delle coscienze nel Mediterraneo e in Europa. Vogliamo ripartire dagli antichi valori della tradizione democratica e repubblicana per ridare slancio a una Carta Costituzionale, la nostra, mai applicata fino in fondo in tutte le aree di un Paese e che, di contro, vede, nei fatti, una classificazione dei suoi cittadini per censo, condizione sociale, provenienza geografica, colore della pelle, affettività, marcandone così sempre più distintamente le diversità. 
L’uguaglianza fortemente voluta dai padri costituenti come pilastri a sostegno della Repubblica nata dalla Resistenza, non solo prevedeva e prevede un intervento dello Stato uguale per tutti i cittadini (peraltro fin qui poco o per nulla attuato), ma anche una giustizia sociale che impone il supporto e l’aiuto per chi ha bisogno. Non avremmo avuto situazioni abominevoli come l’Ilva di Taranto, dove i cittadini devono scegliere tra lavoro o salute, o come la “Terra dei Fuochi”, dove gli interessi di un capitalismo italiano (e non solo) becero e senza scrupoli, quasi sempre colluso con mafie e consorterie, predominino sul diritto alla salute di popolazioni avvilite da un’emergenza sanitaria unica al mondo.
Nella nostra Costituzione è il lavoro, e non il capitale, il fondamento che tiene insieme i principi di libertà e di uguaglianza ridisegnando in termini moderni i diritti che ne derivano. 
Il Sud è in grado di contribuire alla crescita e al rilancio di questo Paese e già lo sta facendo con le sue risorse, i suoi uomini migliori, i servitori di uno Stato (pensiamo solo a Falcone e Borsellino, ma non solo a loro) che da sempre hanno donato anche la vita affinché i diritti e le libertà di tutti fossero garantiti.
Il diritto di intraprendere a pari condizioni con il resto del paese, anche nei servizi e nelle infrastrutture. Pensiamo a: reti informatiche e telematiche a larga banda, strade, ferrovie, aeroporti e porti. Pensiamo a infrastrutture che non vengano solo realizzate per direttrici nord-sud, ma per reti e snodi anche in territori limitrofi. Ancora oggi tra regioni del sud è impossibile effettuare scambi commerciali e mettere su filiere produttive per mancanza di adeguate infrastrutture sulle quali far passare in tempi brevi le merci. 
Abbiamo bisogno di un modello di economia rispettoso dell’ambiente ed alternativo all’attuale, fondato su di un uso collettivo della terra. Abbiamo bisogno di non consumare più e distruggere, ma preservare, valorizzare per far conoscere.
Ci vogliamo battere, in primo luogo, per riappropriarci di quella democrazia oggi spesso commissariata, da governi e parlamentari eletti con legge incostituzionale, da istituzioni finanziarie sovranazionali che poco hanno di democratico e che privano ogni giorno di più i cittadini di opportunità di sviluppo e di spazi di libertà, lasciando in luogo della democrazia partecipata solo vuoti simulacri.
È giunta l’ora di mettersi in movimento per riconquistare una nuova centralità nella vita del Paese. Su queste basi vogliamo predisporre un cammino comune che preveda la partecipazione di tutti quei liberi cittadini stanchi di subire e chinare la testa!
Vogliamo liberare il Paese dall'egoismo, dal malaffare e dal compromesso, dalla mala politica, dalle mafie, apriamo le porte dei palazzi del potere ai tanti italiani onesti che vogliono progettare con noi un futuro diverso per il Paese Il motto più bello della scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani era: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia". Questa frase lancia un messaggio esplicito di impegno politico; solo unendo le varie voci dei senza potere, alternative all'attuale sistema, possiamo cambiare il nostro destino ed il nostro Paese partendo da sud, per prendere parte a quella rivoluzione meridionale permanente, pacifica e democratica, che sola può cambiare il destino del Sud, dell’Italia e dell’Europa.
Natale Cuccurese
[Dichiarazione di programma approvato all'unanimità dal VI° Congresso Nazionale del Partito del Sud - Napoli 28 Ottobre 2017]

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SUD COME VOLANO DI SVILUPPO PER IL PAESE SUPERANDO DISCRIMINAZIONI E STEREOTIPI
Da anni discutiamo della situazione del Mezzogiorno, sempre più “Sud” d’Europa e della stessa Italia, anch’essa volente o nolente, nella sua interezza, “Sud” del vecchio continente. Antichi e recenti governi hanno portato le regioni del Meridione verso la desertificazione imprenditoriale, economica e la fuga inarrestabile di menti e braccia.
Nel contempo, negli ultimi 30 anni, si è assistito a una crisi politica, culturale, morale ed economica che ha investito il Paese e che ne sta rendendo sempre più incerto il suo cammino democratico.
Le parole magiche “crescita” e “sviluppo”, sbandierate entrambe per forzare la mano ed affrettare qualsiasi decisione, hanno fuorviato l’azione dei Governi e bloccato qualsiasi capacità progettuale, innovativa e sostenibile, conducendo il cittadino in un percorso ad ostacoli che lo ha visto, nella voce dei media, prima venir ridotto al ruolo di consumatore ed ultimamente di contribuente, marcando così sempre più distintamente la sua conversione da cittadino a suddito.
Servono per il sud politiche di sviluppo e di investimento, per creare posti di lavoro e combattere la disoccupazione, considerando che, in modo particolare negli ultimi venticinque anni, guarda caso dalle prime affermazioni elettorali della Lega Nord, la forbice degli investimenti pubblici è andata a divaricarsi sempre più fra nord e sud del Paese , con una spesa costantemente maggiore, di almeno cinque volte, al nord anno su anno.
Senza investimenti pubblici non è possibile rilanciare il Sud. Anche l’attuale governo, purtroppo, sta continuando in una cieca politica di austerità che mette in ginocchio il Paese e il Mezzogiorno in particolare.
- Emigrazione, verso il nord e l’estero. Sono coinvolti in questa emigrazione: gli studenti e i giovani laureati, con perdita per la collettività locale di c.a.540 Mln € anno sostenuti per la formazione; i lavoratori di ogni ambito e categoria; i malati per l’emigrazione sanitaria, che li porta fuori dalla propria Regione per mancanza di strutture e cure adeguate.
- Desertificazione demografica, causa emigrazione giovanile che vede nelle Regioni del Sud la più bassa natalità d’Europa
- Disoccupazione, causa prima dell’emigrazione con 380mila posti di lavoro persi rispetto al 2008 e una disoccupazione giovanile oltre il 50%, con la Calabria, prima in Europa, al 58,7%
- Record europeo di giovani che non studiano e non cercano più lavoro
- Povertà, 10% della popolazione in povertà assoluta e 40% in povertà relativa
- Discriminazioni, fra i paesi OCSE l’Italia è prima per le discriminazione interne. Al primo posto figurano le discriminazione verso i meridionali
- Inquinamento ambientale, con vere e proprie emergenze ambientali ai danni della popolazione a partire da “La Terra dei Fuochi”, l’inquinamento Ilva di Taranto, la Basilicata con territori ed acque e tante altre emergenze locali che non trovano risposta adeguata al dettato costituzionale
- Sempre minori, contro ogni proclama, gli investimenti dello Stato Centrale al Sud
Ecco perché per risolvere questa situazione serve dare (chiedendo con forza) uno stop a livello europeo alle politiche di austerità, riprendere gli investimenti iniziando da quelli delle infrastrutture del Sud, treni ad alta velocità, strade, porti, aeroporti. Il sud manca di tutto a livello di infrastrutture e senza queste non può sviluppare il turismo, anche culturale, e non può mettere in condizione di competere efficacemente le proprie aziende, agricoltura compresa, sui mercati europei.
Per evitare l’emigrazione studentesca si potenzi e si favorisca profondamente la collaborazione fra gli Atenei del Sud, tra loro e con le rispettive istituzioni regionali, per dare ai territori risposte concrete, competitive e anche made in Sud. Evitando l'emigrazione obbligata verso gli Atenei del nord. Che la valutazione degli Atenei sia, come in Inghilterra effettuata su base macroregionale e non come avviene in Italia su base nazionale andando a colpire sempre e solo territori che ad oggi non sono in grado di essere valutati partendo da parametri paritetici.
Che venga garantito il diritto all’assistenza sanitaria, che non si costringano le Regioni a ragionare solo per numero di posti letto, ma per garanzie dei diritti del malato e per il diritto all’assistenza. Questo vuol dire che non è possibile ipotizzare ancora che ci siano aree del Paese dove il rischio di morte sia maggiore solo perché il presidio ospedaliero o di primo soccorso sia troppo distante o stato messo non in grado di prestare le cure migliori.
Combattere con decisione le mafie, le eco-mafie e le mafie economiche che opprimono da sempre cittadini e territori impedendone lo sviluppo in nome e conto di consorterie politiche ed economiche; da sempre il primo nemico del sud.
Combattere con ogni mezzo il caporalato nelle campagne creando sinergie tra Stato Nazionale, forze dell’ordine, enti locali e sconfiggere definitivamente questa piaga.
Puntiamo all’”uguaglianza” che, nella situazione attuale in cui versa il Paese, non significa dare a tutti la stessa cosa e fare ovunque gli stessi investimenti. Uguaglianza significa giustizia ed equità, investire di più su chi ha meno e meno su chi ha di più. In questo visione deve fare da guida il Pil regionale che vede infatti il nostro Mezzogiorno in fondo alla classifica europea insieme a buona parte delle regioni spagnole, greche e portoghesi. Non può essere altrimenti. Dobbiamo costruire una sinistra che aspiri all’uguaglianza, il che significa mettere tutti in condizione di ottenere uguali opportunità. Così come nella tassazione generale serve il principio di progressività come dettato dall’art. 53 della Costituzione. Il sud non va visto come un problema, ma come un’opportunità immensa che si para davanti, sia politicamente per la sinistra, trovando risposta adeguata ai suoi problemi, sia per il Paese per crescere e competere a livello europeo e mondiale. Bisogna solo aiutare quest’area del Paese a liberare le sue energie.
Abbiamo bisogno di una sinistra che non tema un federalismo macroregionale sano e solidale che ambisca a governare con politiche differenziate per territorio.
Abbiamo bisogno di una sinistra:
-Che contrasti con determinazione l’osceno ricatto occupazionale che baratta lavoro con la salute e con la tutela dell’ambiente.
-Che si impegni affinché lo Stato ed il privato, in base alle loro effettive responsabilità, si facciano carico degli scempi perpetrati per decenni e risarciscano i cittadini che hanno perso il lavoro, la salute e spesso la speranza. Spezzare il ricatto occupazionale, la monocultura dell’acciaio, del carbone e dei veleni delle grandi industrie, puntando su alternative occupazionali pulite quali Cultura, Infrastrutture, Turismo, Agricoltura, Maricoltura, Artigianato, Allevamento. Opporsi pertanto a progetti inquinanti, o con relativo pericolo di inquinamento, avendo come riferimento principale, rispetto a qualsiasi progetto economico, la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini, così come sancisce la Costituzione.
-Che riformi le politiche sul welfare partendo da salute, diritti dei lavoratori con l’abolizione del Jobs Act, il ripristino dell’art. 18 e l’abolizione della riforma Fornero.
- Che contrasti il neoliberismo imperante, con politiche volte all’affermazioni di tutti i diritti e la redistribuzione della ricchezza
Vogliamo, insieme a tutti coloro che lo vorranno, concorrere a costruire una prassi politica aperta e partecipata, portando, dal basso, nelle istituzioni le esperienze nate nel volontariato, nella società civile, nel precariato, nei movimenti, nei luoghi di lavoro, nelle scuole.
La Costituzione della Repubblica Italiana dice al suo primo articolo che “L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro… ” e nell’articolo 32 dice: “… La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…” non si può ignorare – che riconoscendo nel lavoro il fondamento della Repubblica la Costituzione pone un limite alla proprietà, sottoposta al vincolo della «funzione sociale» e della «utilità generale». Senza di che non avrebbe senso l’affermazione secondo cui «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo tale diritto» (Art. 4).
La conseguenza è che se si sta dalla parte del capitale, i diritti di libertà e di uguaglianza si indeboliscono e vengono attaccati o distrutti. È precisamente questa la fase che stiamo vivendo. Dove è finito il diritto «a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro» sufficiente ad assicurare «una esistenza libera e dignitosa», insieme al diritto al riposo settimanale e alle ferie retribuite? (Art.36). E il diritto alla parità di retribuzione per pari lavoro tra uomini e donne? (Art. 37). E quello alla pensione e all’assistenza sociale? (Art. 38). In discussione è anche il diritto per «i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi» «di raggiungere i gradi più alti degli studi» (Art. 34), lo sviluppo della cultura e della ricerca, nonché la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico (Art. 9). Ecco perché chiediamo per il Sud e per tutto il Paese semplicemente l’applicazione della Costituzione, senza se e senza ma. Secondo la nostra Costituzione, l’Italia è una Repubblica unita ed indivisibile i cui cittadini possono e devono accedere a tutti i diritti e sono obbligati ad adempiere a tutti i doveri. Ecco è a questa parità a cui aspiriamo; parità non formale, ma di sostanza, suffragata da politiche in grado di rendere concreti quelli che sono principi sacrosanti e inconfutabili.
Pensiamo che i ragazzi e le ragazze del Sud abbiano il sacrosanto diritto di poter studiare e lavorare nella loro terra e di prevedere in essa un futuro per sé e per i propri figli. Immaginiamo che, per i nostri ragazzi, la possibilità di partire per studiare, lavorare e formarsi una famiglia fuori dal proprio contesto d’origine, debba essere una scelta e non un obbligo.
Abbiamo bisogno di lavorare a nuove forme di economia che partano dalla bellezza della natura, delle opere d’arte e delle vestigia di un glorioso e ricco passato, dalla ricchezza delle sue tradizioni, dalla capacità di utilizzare la terra in modo innovativo, dall’utilizzo intelligente e innovativo delle nuove tecnologie e della ricerca, dalla valorizzazione delle nostre istituzioni universitarie di antichissima e illustre tradizione, dalle nostre città che sono state crocevia, nella storia, di popoli e culture fin dalla notte dei tempi.
Abbiamo bisogno di restituire al Sud la sua capacità produttiva, ma anche la sua capacità impositiva nella sua ritrovata autonomia non consentendo “l’emigrazione delle sedi sociali” delle grandi multinazionali che continuano a produrre ed inquinare a sud e a versare tasse e contributi al nord. Abbiamo bisogno di investire in settori strategici e in infrastrutture altrettanto strategiche.
Siamo per dare in adozione e far fruttare i terreni e gli stabili abbandonati, così come quelli confiscati alle mafie. Abbiamo bisogno di dare valore alle biodiversità e alle antiche arti e mestieri.
Abbiamo bisogno di rendere fruibili alla collettività le risorse dei territori, di proteggere le specificità, le produzioni.
Pensiamo a un modello di economia sociale che punti al bene comune e preveda una più stretta collaborazione fra istituzioni cittadine e privati.

Unire le tante voci di resistenza democratica e antifascista sinergiche negli obbiettivi, nelle strategie e condivisione dei valori per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è un’esigenza e diventa una missione del nostro Partito. Pensiamo che l’indifferenza non paghi ed anzi lasci il campo ai peggiori istinti di uomini e partiti che stanno riducendo a brandelli gli ultimi spazi democratici del paese.
Non possiamo stare alla finestra per vedere come va a finire: bisogna tornare ad essere Partigiani, ad essere cittadini attivi! ! Opporsi insieme alle logiche che hanno portato all’approvazione dell’ennesima legge elettorale che tende a perpetuare come inamovibili uomini e potentati, per imporli ai cittadini in sfregio a decenza e dettato costituzionale.
Rilanciare le politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno per contrastare, fra le altre, le principali attuali emergenze:
Lavoreremo per uscire da questa spirale demoniaca delle politiche di pareggio di bilancio ad ogni costo, altrimenti si consegnerà il paese a destre e populisti. L’austerità oltre a danneggiare l’intera Italia, impatta e diverge sempre più i Pil delle regioni del sud da quelle del nord Italia ed Europa.
La logica governativa resta quella di sempre, relegare il sud ad una grande area di consumo dei prodotti del nord, alquanto riduttivo per un territorio che rappresenta la metà del Paese. Ecco perché, oltre a politiche di investimento e supporto, serve uscire da questa situazione con una applicazione puntale degli articoli della Costituzione, ad eccezione dell’art. 81, quello appunto sul pareggio di bilancio, che frena quindi gli investimenti pubblici e che, modificato nel 2012, che andrebbe riportato all’origine per far ripartire l’economia.
Si potenzi l’impegno verso le startup innovative in tutti i settori anche quelli relativi agli ambiti culturali che hanno fatto ricco il Mezzogiorno. Una strada questa che può dare sbocchi occupazionali importanti.
Che anche servizi privati, ma di utilità sociale e quotidiana, tipo le assicurazioni, i servizi bancari, non penalizzino con tariffe e costi ingiustificati e ingiustificabili ed applicati su base geografica, il diritto dovere dei cittadini di usufruirne.
Il Sud che lo scorso 4 dicembre ha lanciato segnali ben precisi con un voto al 70% nelle sue Regioni per il No contro la modifica costituzionale proposta dal Governo a guida Renzi, “un grido di dolore”, vero e non strumentale, che richiama la richiesta dell’applicazione, finalmente, di tutta la Costituzione. Un voto che le forze progressiste non possono fingere di non vedere o trascurare, serve collaborare per consentire al sud di esprimere la sua potenzialità cominciando dai territori e nell’interesse del comune bene nazionale. 
-Che sappia far entrare nelle sue corde il meridionalismo progressista nato da Gramsci, perché meridionalismo significa saper essere concreti e saper parlare al cuore delle persone conoscendone i problemi, non per slogan, con azioni concrete, coinvolgendo persone e territori attorno a un progetto di governo alternativo, progressista e dal basso. 
-Che non si dimentichi che città, come ad esempio Brindisi e Taranto (le citiamo a titolo d’esempio), hanno pagato un caro prezzo allo sviluppo del Paese e che oggi vanno aiutate bonificando i siti inquinati e bloccando le emissioni nocive.
-Che si batta contro le scellerate politiche della “buona scuola”e l’alternanza scuola-lavoro che così come strutturata è solo mero sfruttamento minorile
Siamo convinti che il sud Italia e il sud Europa possano dare un loro contributo a una rinascita civile, sociale ed economica partendo proprio da quella visione di sviluppo e crescita legata non tanto a modelli finanziari e speculativi quanto a modelli legati alla valorizzazione delle terre, dei popoli, delle persone, della capacità aperta, accogliente e tutta mediterranea di gestire le relazioni. Vogliamo insieme erigere, su solide fondamenta, una rinascita identitaria, lenta e inarrestabile, che, basandosi su antichi e non dimenticati valori, possa permettere di rivoluzionare in modo democratico questo paese nella sua interezza.
Una rinascita che, partendo da sud, abbia respiro nazionale ed internazionale, riportando l’intero Paese a quel ruolo di faro della cultura, dell’economia, e delle coscienze nel Mediterraneo e in Europa. Vogliamo ripartire dagli antichi valori della tradizione democratica e repubblicana per ridare slancio a una Carta Costituzionale, la nostra, mai applicata fino in fondo in tutte le aree di un Paese e che, di contro, vede, nei fatti, una classificazione dei suoi cittadini per censo, condizione sociale, provenienza geografica, colore della pelle, affettività, marcandone così sempre più distintamente le diversità. 
L’uguaglianza fortemente voluta dai padri costituenti come pilastri a sostegno della Repubblica nata dalla Resistenza, non solo prevedeva e prevede un intervento dello Stato uguale per tutti i cittadini (peraltro fin qui poco o per nulla attuato), ma anche una giustizia sociale che impone il supporto e l’aiuto per chi ha bisogno. Non avremmo avuto situazioni abominevoli come l’Ilva di Taranto, dove i cittadini devono scegliere tra lavoro o salute, o come la “Terra dei Fuochi”, dove gli interessi di un capitalismo italiano (e non solo) becero e senza scrupoli, quasi sempre colluso con mafie e consorterie, predominino sul diritto alla salute di popolazioni avvilite da un’emergenza sanitaria unica al mondo.
Nella nostra Costituzione è il lavoro, e non il capitale, il fondamento che tiene insieme i principi di libertà e di uguaglianza ridisegnando in termini moderni i diritti che ne derivano. 
Il Sud è in grado di contribuire alla crescita e al rilancio di questo Paese e già lo sta facendo con le sue risorse, i suoi uomini migliori, i servitori di uno Stato (pensiamo solo a Falcone e Borsellino, ma non solo a loro) che da sempre hanno donato anche la vita affinché i diritti e le libertà di tutti fossero garantiti.
Il diritto di intraprendere a pari condizioni con il resto del paese, anche nei servizi e nelle infrastrutture. Pensiamo a: reti informatiche e telematiche a larga banda, strade, ferrovie, aeroporti e porti. Pensiamo a infrastrutture che non vengano solo realizzate per direttrici nord-sud, ma per reti e snodi anche in territori limitrofi. Ancora oggi tra regioni del sud è impossibile effettuare scambi commerciali e mettere su filiere produttive per mancanza di adeguate infrastrutture sulle quali far passare in tempi brevi le merci. 
Abbiamo bisogno di un modello di economia rispettoso dell’ambiente ed alternativo all’attuale, fondato su di un uso collettivo della terra. Abbiamo bisogno di non consumare più e distruggere, ma preservare, valorizzare per far conoscere.
Ci vogliamo battere, in primo luogo, per riappropriarci di quella democrazia oggi spesso commissariata, da governi e parlamentari eletti con legge incostituzionale, da istituzioni finanziarie sovranazionali che poco hanno di democratico e che privano ogni giorno di più i cittadini di opportunità di sviluppo e di spazi di libertà, lasciando in luogo della democrazia partecipata solo vuoti simulacri.
È giunta l’ora di mettersi in movimento per riconquistare una nuova centralità nella vita del Paese. Su queste basi vogliamo predisporre un cammino comune che preveda la partecipazione di tutti quei liberi cittadini stanchi di subire e chinare la testa!
Vogliamo liberare il Paese dall'egoismo, dal malaffare e dal compromesso, dalla mala politica, dalle mafie, apriamo le porte dei palazzi del potere ai tanti italiani onesti che vogliono progettare con noi un futuro diverso per il Paese Il motto più bello della scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani era: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia". Questa frase lancia un messaggio esplicito di impegno politico; solo unendo le varie voci dei senza potere, alternative all'attuale sistema, possiamo cambiare il nostro destino ed il nostro Paese partendo da sud, per prendere parte a quella rivoluzione meridionale permanente, pacifica e democratica, che sola può cambiare il destino del Sud, dell’Italia e dell’Europa.
Natale Cuccurese
[Dichiarazione di programma approvato all'unanimità dal VI° Congresso Nazionale del Partito del Sud - Napoli 28 Ottobre 2017]

martedì 24 ottobre 2017

A Napoli, sabato 28 ottobre, il VI° Congresso Nazionale del Partito del Sud, ospiti e partecipanti

Si svolgerà il prossimo 28 ottobre, a partire dalle 9,30, presso l’Hotel Alabardieri a Napoli in via Alabardieri, il VI° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.

Il Congresso che si aprirà nella mattina con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale e di Andrea Balia e Michele Dell’Edera, Vice Presidenti, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale, politico e associativo quali:

- Luigi De Magistris  (Sindaco di Napoli) 

- Giuseppe Aragno (Storico) 

- Francesco Emilio Borrelli (Consigliere Regionale Campania - Verdi) 

- Ciro Borriello (Assessore allo Sport Comune di Napoli – Sinistra Italiana) 

- Maurizio Criscitelli (Comitato ioLotto) 

- Nino Daniele (Assessore alla Cultura – Comune di Napoli) 

- Peppe De Cristofaro (Senatore – Sinistra Italiana) 

- Claudio de Magistris (Segretario nazionale “demA”) 

- Andrea Del Monaco (Esperto fondi comuni europei) 

- Rino Malinconico (Segretario Regionale Campania Rifondazione Comunista) 

- Argyirios Argiris Panagopoulos (Giornalista, Dipartimento politica Europea Syriza) 

- Antonio Russo (Presidenza nazionale ACLI – Resp. Politiche Sociali e Welfare

- Daniela Villani (Delegata Mare – Comune di Napoli) 

 “Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di sud, ambiente, economia, lavoro, coordinamento tra regioni e macroregione, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, rilancio del Paese partendo proprio da Sud.
Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei, a tal proposito avremo l’interessante partecipazione di Argyirios Argiris Panagopoulos, giornalista del Dipartimento politica Europea Syriza.
Per parlarci di legalità, difesa dell’ambiente, lotta al malaffare, impegno sociale con la presenza di Maurizio Criscitelli del Comitato IoLotto di Bologna da tempo impegnato in alta Italia fra denuncia del problema della “Terra dei Fuochi”ed esperienze di aggregazione anche culturale.
Per parlarci di economia e forme di sviluppo e proposta, in concomitanza con l'uscita del suo ultimo libro, avremo l’esperto di fondi UE Andrea del Monaco. 
Per l’impegno civile e sociale avremo lo storico Giuseppe Aragno e Antonio Russo della dirigenza nazionale delle Acli.

La presenza come ospiti di tanti altri rappresentanti della società civile e di personalità del mondo politico della sinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed il Senatore di SI Peppe De Cristofaro, rende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti con acume dal nostro Partito negli ultimi anni.

A tal proposito significativa la presenza di Assessori e Delegati della giunta di Napoli, dello stesso Claudio de Magistris Segretario nazionale di demA , del Consigliere regionale campano Francesco Emilio Borrelli e di Rino Malinconico Segretario regionale campano di Rifondazione Comunista, tutte presenze che fanno capire come la mattinata congressuale sia stata intesa come uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Paese e del Sud, visto da una ottica meridionalista e progressista.
Per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare.
Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte, al fine di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud.
Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. Ecco perché il sottotitolo a questo Congresso è proprio come il titolo del libro che abbiamo dato alle stampe poco più di un anno fa come Partito del Sud: Con il Sud si Riparte!”

La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,30 e terminerà alle 13,30. I lavori Congressuali riprenderanno dalle 15 con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati








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Si svolgerà il prossimo 28 ottobre, a partire dalle 9,30, presso l’Hotel Alabardieri a Napoli in via Alabardieri, il VI° Congresso Nazionale del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti.

Il Congresso che si aprirà nella mattina con le relazioni di Natale Cuccurese, Presidente Nazionale e di Andrea Balia e Michele Dell’Edera, Vice Presidenti, prevede nel corso della mattinata la partecipazione di importanti personalità del mondo istituzionale, politico e associativo quali:

- Luigi De Magistris  (Sindaco di Napoli) 

- Giuseppe Aragno (Storico) 

- Francesco Emilio Borrelli (Consigliere Regionale Campania - Verdi) 

- Ciro Borriello (Assessore allo Sport Comune di Napoli – Sinistra Italiana) 

- Maurizio Criscitelli (Comitato ioLotto) 

- Nino Daniele (Assessore alla Cultura – Comune di Napoli) 

- Peppe De Cristofaro (Senatore – Sinistra Italiana) 

- Claudio de Magistris (Segretario nazionale “demA”) 

- Andrea Del Monaco (Esperto fondi comuni europei) 

- Rino Malinconico (Segretario Regionale Campania Rifondazione Comunista) 

- Argyirios Argiris Panagopoulos (Giornalista, Dipartimento politica Europea Syriza) 

- Antonio Russo (Presidenza nazionale ACLI – Resp. Politiche Sociali e Welfare

- Daniela Villani (Delegata Mare – Comune di Napoli) 

 “Abbiamo pensato al Congresso come un luogo e un’occasione utile per aprire un dibattito, raccogliere e offrire idee, proposte e contributi – dichiara Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud, che aggiunge – parleremo di sud, ambiente, economia, lavoro, coordinamento tra regioni e macroregione, salute, università, infrastrutture, trasporti, welfare, rilancio del Paese partendo proprio da Sud.
Mediterraneo come opportunità, Europa dei popoli come nuova visione di essere europei, a tal proposito avremo l’interessante partecipazione di Argyirios Argiris Panagopoulos, giornalista del Dipartimento politica Europea Syriza.
Per parlarci di legalità, difesa dell’ambiente, lotta al malaffare, impegno sociale con la presenza di Maurizio Criscitelli del Comitato IoLotto di Bologna da tempo impegnato in alta Italia fra denuncia del problema della “Terra dei Fuochi”ed esperienze di aggregazione anche culturale.
Per parlarci di economia e forme di sviluppo e proposta, in concomitanza con l'uscita del suo ultimo libro, avremo l’esperto di fondi UE Andrea del Monaco. 
Per l’impegno civile e sociale avremo lo storico Giuseppe Aragno e Antonio Russo della dirigenza nazionale delle Acli.

La presenza come ospiti di tanti altri rappresentanti della società civile e di personalità del mondo politico della sinistra, posizione in cui ci collochiamo da sempre anche noi meridionalisti progressisti gramsciani, fra le quali il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed il Senatore di SI Peppe De Cristofaro, rende merito al certosino lavoro di costruzione di rapporti politici e personali portato avanti con acume dal nostro Partito negli ultimi anni.

A tal proposito significativa la presenza di Assessori e Delegati della giunta di Napoli, dello stesso Claudio de Magistris Segretario nazionale di demA , del Consigliere regionale campano Francesco Emilio Borrelli e di Rino Malinconico Segretario regionale campano di Rifondazione Comunista, tutte presenze che fanno capire come la mattinata congressuale sia stata intesa come uno strumento di confronto tra quanti hanno a cuore le sorti del nostro Paese e del Sud, visto da una ottica meridionalista e progressista.
Per capire la nuova geografia del potere, le disgregazioni, le menzogne, le nuove colonizzazioni, gli sfruttamenti da fronteggiare e le nuove speranze, i sogni e i bisogni da organizzare.
Occorre mobilitarsi per battere antiche e nuove umiliazioni, i saccheggi e la fine del lavoro, le miserie della precarietà che si profilano all’orizzonte, al fine di dare finalmente voce politica alla necessità, ormai ineludibile, di trovare soluzione alle tante problematiche che attanagliano da troppo tempo il Sud.
Unire le tante voci di resistenza democratica per modificare lo status quo, non in modo velleitario ma fornendo soluzioni percorribili, è la missione del nostro Partito. Ecco perché il sottotitolo a questo Congresso è proprio come il titolo del libro che abbiamo dato alle stampe poco più di un anno fa come Partito del Sud: Con il Sud si Riparte!”

La sessione mattutina con ingresso libero inizierà alle 9,30 e terminerà alle 13,30. I lavori Congressuali riprenderanno dalle 15 con la sessione dei lavori riservata ai soli tesserati








lunedì 1 maggio 2017

INTERVISTA CON IL DOTT. ANDREA BALIA , VICEPRESIDENTE DEL PARTITO DEL SUD, DELEGATO DAL SINDACO DE MAGISTRIS ALLA COMMISSIONE PER LA TOPONOMASTICA DI NAPOLI [VIDEO]

https://www.youtube.com/watch?v=LI0DnV9lFLg


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https://www.youtube.com/watch?v=LI0DnV9lFLg


Video completo,con i diversi interventi,della cerimonia titolazione con lapide "Piazza Martiri di Pietrarsa" [VIDEO]

Video completo,con i diversi interventi,della cerimonia titolazione con lapide "Piazza Martiri di Pietrarsa" 1° Maggio 2017 in via Taverna del Ferro,angolo via Atripaldi - Quartiere S.Giovanni a Teduccio (Na) su proposta del Partito del Sud!



https://www.youtube.com/embed/4NzRM5URH04


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Video completo,con i diversi interventi,della cerimonia titolazione con lapide "Piazza Martiri di Pietrarsa" 1° Maggio 2017 in via Taverna del Ferro,angolo via Atripaldi - Quartiere S.Giovanni a Teduccio (Na) su proposta del Partito del Sud!



https://www.youtube.com/embed/4NzRM5URH04


PIETRARSA 1° MAGGIO:TITOLAZIONE PIAZZA MARTIRI DI PIETRARSA

A Pietrarsa un Primo Maggio in ricordo della prima strage operaia dell'Italia unita.
Come da proposta del 2013 in Commissione Toponomastica ad opera del Partito del Sud, a Napoli una Piazza in ricordo dei primi Martiri Operai, caduti in difesa del posto di lavoro sotto il fuoco dei bersaglieri del regio esercito.

Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo (http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 si è svolta in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)

Ha presenziato il Sindaco Luigi de Magistris, l'Assessore Alessandra Clemente, il Prefetto, il Comando della Questura di Napoli, delegazioni del Partito del Sud dalla Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia, Spagna, Grecia, Lussemburgo e altre istituzioni. Per il Partito del Sud ha parlato il Vicepresidente Nazionale Andrea Balia.

Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica. Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.

Partito del Sud









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A Pietrarsa un Primo Maggio in ricordo della prima strage operaia dell'Italia unita.
Come da proposta del 2013 in Commissione Toponomastica ad opera del Partito del Sud, a Napoli una Piazza in ricordo dei primi Martiri Operai, caduti in difesa del posto di lavoro sotto il fuoco dei bersaglieri del regio esercito.

Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo (http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 si è svolta in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)

Ha presenziato il Sindaco Luigi de Magistris, l'Assessore Alessandra Clemente, il Prefetto, il Comando della Questura di Napoli, delegazioni del Partito del Sud dalla Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia, Spagna, Grecia, Lussemburgo e altre istituzioni. Per il Partito del Sud ha parlato il Vicepresidente Nazionale Andrea Balia.

Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica. Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.

Partito del Sud









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giovedì 27 aprile 2017

PIETRARSA 1° MAGGIO 2017: CERIMONIA TITOLAZIONE PIAZZA "MARTIRI DI PIETRARSA"!

A Pietrarsa un Primo Maggio in ricordo della prima strage operaia dell'Italia unita. Come da proposta del 2013 in Commissione Toponomastica ad opera del Partito del Sud, a Napoli una Piazza in ricordo dei primi Martiri Operai, caduti in difesa del posto di lavoro sotto il fuoco dei bersaglieri del regio esercito.

Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)

Presenzierà il Sindaco Luigi de Magistris, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.
Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica.

Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.

Partito del Sud


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A Pietrarsa un Primo Maggio in ricordo della prima strage operaia dell'Italia unita. Come da proposta del 2013 in Commissione Toponomastica ad opera del Partito del Sud, a Napoli una Piazza in ricordo dei primi Martiri Operai, caduti in difesa del posto di lavoro sotto il fuoco dei bersaglieri del regio esercito.

Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 alle ore 12.45 avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione di "Piazza Martiri di Pietrarsa-Operai trucidati il 6 agosto 1863 in difesa del lavoro" in ricordo della prima strage operaia in Italia. (Strada comunale Taverna del Ferro, angolo via Domenico Atripadi)

Presenzierà il Sindaco Luigi de Magistris, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.
Fieri d'un risultato importante e concreto ottenuto in memoria dei martiri operai, delle grandi lotte operaie del Sud e della verità storica.

Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli e al Partito del Sud di Napoli.

Partito del Sud


sabato 22 aprile 2017

Giovedì prossimo 27 aprile alle ore 21.30 su ItaliaMia andrà in onda il primo storico dibattito televisivo tra "Partito del Sud" e "Noi con Salvini".




Giovedì prossimo 27 aprile alle ore 21.30 su ItaliaMia andrà in onda il primo storico dibattito televisivo tra Partito del Sud e Noi con Salvini.
La trasmissione è stata registrata ieri sera a Terzigno.

Per il Partito del Sud hanno partecipato Antonio Ciano, Presidente Onorario del Partito, e Antonio Rosato, Coord. Lazio del Partito e consigliere comunale.

I nostri due rappresentanti hanno rintuzzato con veemenza e senza tanti giri di parole le solite trite tesi leghiste, conducendo una trasmissione tutta all'attacco e portando al centro del dibattito i temi cardine del meridionalismo progressista.

L'appuntamento è quindi per giovedì 27 ore 21.30 su ItaliaMia canale 274 in Campania e 187 nel Lazio, o in streaming internet.




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Giovedì prossimo 27 aprile alle ore 21.30 su ItaliaMia andrà in onda il primo storico dibattito televisivo tra Partito del Sud e Noi con Salvini.
La trasmissione è stata registrata ieri sera a Terzigno.

Per il Partito del Sud hanno partecipato Antonio Ciano, Presidente Onorario del Partito, e Antonio Rosato, Coord. Lazio del Partito e consigliere comunale.

I nostri due rappresentanti hanno rintuzzato con veemenza e senza tanti giri di parole le solite trite tesi leghiste, conducendo una trasmissione tutta all'attacco e portando al centro del dibattito i temi cardine del meridionalismo progressista.

L'appuntamento è quindi per giovedì 27 ore 21.30 su ItaliaMia canale 274 in Campania e 187 nel Lazio, o in streaming internet.




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mercoledì 19 aprile 2017

CONFERMATA A PIETRARSA 1° MAGGIO 2017 CERIMONIA TITOLAZIONE "MARTIRI DI PIETRARSA"!


Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione nel 2013 del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 (orario da comunicare a giorni) avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione con la lapide ai Martiri di Pietrarsa (prima strage operaia in Italia). Presenzierà il sindaco, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.

Fieri d'un risultato importante e concreto portato a casa nella memoria del grande Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione preposta e al Partito del Sud.



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Come da proposta del PARTITO DEL SUD, con relazione nel 2013 del Resp.le Regionale Campania arch.tto Bruno Pappalardo ( http://www.partitodelsud.eu/2013/06/la-relazione-di-bruno-pappalardo-per-il.html?m=1) presentata da Andrea Balia (Delegato diretto del sindaco de Magistris in Commissione Toponomastica Comune di Napoli e Vicepresidente Partito del Sud) e a suo tempo deliberata, il 1° Maggio 2017 (orario da comunicare a giorni) avverrà in Pietrarsa la cerimonia della titolazione con la lapide ai Martiri di Pietrarsa (prima strage operaia in Italia). Presenzierà il sindaco, una delegazione del Partito del Sud e altre istituzioni.

Fieri d'un risultato importante e concreto portato a casa nella memoria del grande Sud e della verità storica.
Un grazie alla sensibilità del primo cittadino, all'attenzione della Commissione preposta e al Partito del Sud.



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giovedì 19 gennaio 2017

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli - Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli

19 gennaio 2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e competenze”.

Si tratta di una riconferma, molto gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa, attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di Via Vittorio Emanuele III, etc).

“Ringrazio Luigi de Magistris per la nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.


Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it

mob. 3481640030


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COMUNICATO STAMPA

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli

19 gennaio 2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e competenze”.

Si tratta di una riconferma, molto gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa, attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di Via Vittorio Emanuele III, etc).

“Ringrazio Luigi de Magistris per la nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.


Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it

mob. 3481640030


sabato 17 dicembre 2016

Napoli dedica una via ad Alexandros-Alekos Panagoulis

Il Partito del Sud, presente stamane 17 Dicembre alla cerimonia di Ponticelli, ha avuto una parte in questa doverosa dedica grazie ai suoi membri presenti nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, che a suo tempo hanno sostenuto e supportato con entusiasmo la giusta proposta del Sindaco de Magistris

La Napoli delle Quattro Giornate e di De Magistris
dedica una via ad ALEXANDROS - ALEKOS PANAGOULIS,
l’antifascista che ha fatto un attentato CONTRO IL TIRANNO 


di Argiris Panagopoulos 


Una strada del quartiere popolare di Ponticelli a Napoli sarà intitolata al nostro caro compagno ed eroe della lotta contro la dittatura dei colonelli, Alekos Panagoulis quarant’anni dopo la sua scomparsa. Sabato 17 dicembre alle ore 10 la strada prolungamento di via E. Montalle sarà chiamata via Panagoulis.
La sensibilità del Comune di Napoli, del suo sindaco Luigi De Magistris e del consiglio comunale è molto importante non solo per la storia antifascista di una delle più grandi città dell’Italia e dell’Europa del Sud, da dove veniva Alekos, ma anche per la grande battaglia contro la nostra... smemoria storica.
Alekos è stato un grande combattente per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Ha scritto qualche poesia ma di sicuro non era un… politico.
Nell’Atene antica i tirannicidi Armodios e Aristogitone sono stati onorati con statue di bronzo. Nelle prime elezioni dopo la dittatura gli ateniesi hanno onorato Alekos con il loro voto e lo hanno portato nel parlamento come deputato dell’Unione di Centro. Alekos ha avuto la sua statua di bronzo nella piazza della Giustizia, in via Panepistimiou, tra il parlamento e la piazza Omonoia. Una statua che lo ricorda come lo avevano conosciuto tutti i greci di allora. Con la sua divisa dell’esercito e la mano e l’indice alzati a denunciare la dittatura davanti al Tribunale Militare che lo aveva condannato a morte.
La storia di Alekos e della sua famiglia è molto nota in Italia, specialmente a quelli che hanno più di sessant’anni, perché dopo la sua scarcerazione ha vissuto in Italia, molto a Palermo, dove studiava il suo fratello, ha vissuto con Oriana Fallaci ed è diventato “famoso” a livello mondiale anche per il libro di Fallaci “Un Uomo”.
Alekos per la maggioranza dei greci democratici e progressisti è stato assassinato e non è morto in un incidente stradale. Lo abbiamo capito subito qualche ora dopo “l’incidente” a Leoforos Vouliagmenis, noi le poche diecine di persone che siamo accorsi a vedere da vicino cosa era successo. Molti erano militanti dei partiti di sinistra e dei socialisti della zona, perché Akekos è stato ucciso nelle prime ore del Primo Maggio del 1976 e tutti eravamo per le strade ad attaccare i manifesti per la manifestazione dei sindacati.
“La macchina è ancora calda”, aveva detto con lacrime negli occhi un persona anziana che aveva superato i due tre poliziotti di guardia per toccarla. Qualche ora più tardi dal vicino Primo Cimitero di Atene alcuni portavano garofani rossi, il fiore che è diventato simbolo dell’antifascismo greco dalla fucilazione del comunista Nikos Mpelogiannis e di tre altri suoi compagni il 1952.
Atene e specialmente la parte in cui vivo che va da Akropoli verso lo stadio delle prime Olimpiadi e i viali di Vouliagmenis e Syggrou erano paralizzatati il giorno dei funerali di Panagoulis. Molti piangevano e tutti cantavamo le canzoni di Theodorakis e dappertutto si vedevano cartelli, striscioni, scritte sui muri e sul battistrada con una lettera, “Z”. Per noi più piccoli la “Z” voleva dire che Panagoulis Vive, dalla parola “Zει”, ma per i più grandi significava anche la rivendicazione per l’assassinio del deputato di sinistra e pacifista Lambrakis a Salonicco il 1963 dallo parastato greco, per il quale Kostas Gavras ha fatto il bellissimo film “Z, L’orgia del potere”, e l’assassinio dello studente Petroulas dalla polizia ad Atene il 1965. Per quelli che sono giovani o giovanissimi oggi la “Z” ricorda il nostro “piccolo Alexis” che aveva quindici anni quando è stato assassinato o ancora peggio giustiziato a sangue freddo da un poliziotto ad Atene il 2008.
Alekos è stato uno degli eroi più grandi nella lotta contro i colonelli. Ha resistito, come tanti altri, alle più barbare torture della polizia militare, i cui ufficiali erano addestrati come quelli delle polizie dei paesi dell’America Latina nelle caserme dell’esercito americano. Perfino una delle bestie più feroci, il comandante della polizia militare e “dittatore invisibile” per un periodo Ioannidis ha riconosciuto il coraggio di Alekos, che ha preso come insulto le sue parole. Quando lo avevano portato in tribunale da accusato è diventato accusatore della dittatura sapendo che rischiava torture ancora peggiori.
Alekos non era solo. Accanto a lui aveva una grande donna, la sua madre Athinà, che era diventata anche lei un altro grande simbolo, delle donne che non hanno lasciato nemmeno un attimo di tregua ai dittatori e ai torturatori, delle donne che hanno combattuto e vinto la loro battaglia per riavere i loro famigliari vivi. Suo fratello Stathis è ancora deputato, ora indipendente dopo la sua uscita da Syriza.
Alekos si sa che non ha potuto uccidere il tiranno. Ma in Grecia il tiranno è morto da tiranno nel 1999 a 80 anni dentro l’ospedale del carcere, che lo aveva ospitato per 25 anni. Il “tiranno invisibile” e torturatore è morto nel 2010 a 87 anni. Sempre nel carcere dove aveva passato 36 anni. Hanno avuto giustizia che meritavano da una democrazia e senza la sua grazia.
Alekos se ne è andato le prime ore del giorno dei lavoratori, il Primo Maggio del 1976. Aveva solo 37 anni. Però anche grazie all’iniziativa del Comune di Napoli, il suo spirito ribelle e la sua sensibilità democratica e libertaria Alekos… Z













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Il Partito del Sud, presente stamane 17 Dicembre alla cerimonia di Ponticelli, ha avuto una parte in questa doverosa dedica grazie ai suoi membri presenti nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, che a suo tempo hanno sostenuto e supportato con entusiasmo la giusta proposta del Sindaco de Magistris

La Napoli delle Quattro Giornate e di De Magistris
dedica una via ad ALEXANDROS - ALEKOS PANAGOULIS,
l’antifascista che ha fatto un attentato CONTRO IL TIRANNO 


di Argiris Panagopoulos 


Una strada del quartiere popolare di Ponticelli a Napoli sarà intitolata al nostro caro compagno ed eroe della lotta contro la dittatura dei colonelli, Alekos Panagoulis quarant’anni dopo la sua scomparsa. Sabato 17 dicembre alle ore 10 la strada prolungamento di via E. Montalle sarà chiamata via Panagoulis.
La sensibilità del Comune di Napoli, del suo sindaco Luigi De Magistris e del consiglio comunale è molto importante non solo per la storia antifascista di una delle più grandi città dell’Italia e dell’Europa del Sud, da dove veniva Alekos, ma anche per la grande battaglia contro la nostra... smemoria storica.
Alekos è stato un grande combattente per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Ha scritto qualche poesia ma di sicuro non era un… politico.
Nell’Atene antica i tirannicidi Armodios e Aristogitone sono stati onorati con statue di bronzo. Nelle prime elezioni dopo la dittatura gli ateniesi hanno onorato Alekos con il loro voto e lo hanno portato nel parlamento come deputato dell’Unione di Centro. Alekos ha avuto la sua statua di bronzo nella piazza della Giustizia, in via Panepistimiou, tra il parlamento e la piazza Omonoia. Una statua che lo ricorda come lo avevano conosciuto tutti i greci di allora. Con la sua divisa dell’esercito e la mano e l’indice alzati a denunciare la dittatura davanti al Tribunale Militare che lo aveva condannato a morte.
La storia di Alekos e della sua famiglia è molto nota in Italia, specialmente a quelli che hanno più di sessant’anni, perché dopo la sua scarcerazione ha vissuto in Italia, molto a Palermo, dove studiava il suo fratello, ha vissuto con Oriana Fallaci ed è diventato “famoso” a livello mondiale anche per il libro di Fallaci “Un Uomo”.
Alekos per la maggioranza dei greci democratici e progressisti è stato assassinato e non è morto in un incidente stradale. Lo abbiamo capito subito qualche ora dopo “l’incidente” a Leoforos Vouliagmenis, noi le poche diecine di persone che siamo accorsi a vedere da vicino cosa era successo. Molti erano militanti dei partiti di sinistra e dei socialisti della zona, perché Akekos è stato ucciso nelle prime ore del Primo Maggio del 1976 e tutti eravamo per le strade ad attaccare i manifesti per la manifestazione dei sindacati.
“La macchina è ancora calda”, aveva detto con lacrime negli occhi un persona anziana che aveva superato i due tre poliziotti di guardia per toccarla. Qualche ora più tardi dal vicino Primo Cimitero di Atene alcuni portavano garofani rossi, il fiore che è diventato simbolo dell’antifascismo greco dalla fucilazione del comunista Nikos Mpelogiannis e di tre altri suoi compagni il 1952.
Atene e specialmente la parte in cui vivo che va da Akropoli verso lo stadio delle prime Olimpiadi e i viali di Vouliagmenis e Syggrou erano paralizzatati il giorno dei funerali di Panagoulis. Molti piangevano e tutti cantavamo le canzoni di Theodorakis e dappertutto si vedevano cartelli, striscioni, scritte sui muri e sul battistrada con una lettera, “Z”. Per noi più piccoli la “Z” voleva dire che Panagoulis Vive, dalla parola “Zει”, ma per i più grandi significava anche la rivendicazione per l’assassinio del deputato di sinistra e pacifista Lambrakis a Salonicco il 1963 dallo parastato greco, per il quale Kostas Gavras ha fatto il bellissimo film “Z, L’orgia del potere”, e l’assassinio dello studente Petroulas dalla polizia ad Atene il 1965. Per quelli che sono giovani o giovanissimi oggi la “Z” ricorda il nostro “piccolo Alexis” che aveva quindici anni quando è stato assassinato o ancora peggio giustiziato a sangue freddo da un poliziotto ad Atene il 2008.
Alekos è stato uno degli eroi più grandi nella lotta contro i colonelli. Ha resistito, come tanti altri, alle più barbare torture della polizia militare, i cui ufficiali erano addestrati come quelli delle polizie dei paesi dell’America Latina nelle caserme dell’esercito americano. Perfino una delle bestie più feroci, il comandante della polizia militare e “dittatore invisibile” per un periodo Ioannidis ha riconosciuto il coraggio di Alekos, che ha preso come insulto le sue parole. Quando lo avevano portato in tribunale da accusato è diventato accusatore della dittatura sapendo che rischiava torture ancora peggiori.
Alekos non era solo. Accanto a lui aveva una grande donna, la sua madre Athinà, che era diventata anche lei un altro grande simbolo, delle donne che non hanno lasciato nemmeno un attimo di tregua ai dittatori e ai torturatori, delle donne che hanno combattuto e vinto la loro battaglia per riavere i loro famigliari vivi. Suo fratello Stathis è ancora deputato, ora indipendente dopo la sua uscita da Syriza.
Alekos si sa che non ha potuto uccidere il tiranno. Ma in Grecia il tiranno è morto da tiranno nel 1999 a 80 anni dentro l’ospedale del carcere, che lo aveva ospitato per 25 anni. Il “tiranno invisibile” e torturatore è morto nel 2010 a 87 anni. Sempre nel carcere dove aveva passato 36 anni. Hanno avuto giustizia che meritavano da una democrazia e senza la sua grazia.
Alekos se ne è andato le prime ore del giorno dei lavoratori, il Primo Maggio del 1976. Aveva solo 37 anni. Però anche grazie all’iniziativa del Comune di Napoli, il suo spirito ribelle e la sua sensibilità democratica e libertaria Alekos… Z













 
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