venerdì 25 aprile 2014

Su "La Gazzetta del Sud" del 25 Aprile 2014: " Longobardi, il Partito del Sud è una realtà: Gaudio Coordinatore"

I nostri complimenti a Franco Gaudio e il più cordiale benvenuto a tutti gli iscritti e sostenitori della nuova Sezione di Longobardi.



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I nostri complimenti a Franco Gaudio e il più cordiale benvenuto a tutti gli iscritti e sostenitori della nuova Sezione di Longobardi.



giovedì 17 aprile 2014

Su TirrenoNews : Anche a Longobardi il Circolo Del Partito del SUD

Anche Longobardi, finalmente, può vantare la presenza del circolo cittadino del Partito del Sud. Lo comunica il coordinatore Provinciale dello stesso Partito Franco Gaudio. La nuova compagine politica locale si prefigge l’obbiettivo di far conoscere le ragioni storiche, culturali politiche ed economiche che hanno fortemente penalizzato il sud dopo l'unità d'Italia (annessione) avvenuta il 1861. Il Partito del Sud è convinto che la costruzione del proprio futuro, per ciascun uomo e donna meridionali, non può prescindere dalla conoscenza delle proprie origini.

 Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.

Partito del Sud Circolo di Longobardi

Fonte: TirrenoNews



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Anche Longobardi, finalmente, può vantare la presenza del circolo cittadino del Partito del Sud. Lo comunica il coordinatore Provinciale dello stesso Partito Franco Gaudio. La nuova compagine politica locale si prefigge l’obbiettivo di far conoscere le ragioni storiche, culturali politiche ed economiche che hanno fortemente penalizzato il sud dopo l'unità d'Italia (annessione) avvenuta il 1861. Il Partito del Sud è convinto che la costruzione del proprio futuro, per ciascun uomo e donna meridionali, non può prescindere dalla conoscenza delle proprie origini.

 Il nuovo circolo non parteciperà all'imminente competizione elettorale per l'elezione del Sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale, ma si impegnerà a sostenere tutte le iniziative che la compagine vincitrice proporrà nell’interesse del Comune e del comprensorio. Ricordiamo che su proposta del Partito del Sud Longobardi è il primo comune d'Italia ad avere intitolato un largo ai "Briganti Patrioti Calabresi" nonchè una via ad "Angelina Romano", bambina di otto anni e mezzo di Castellamare del Golfo in provincia di Trapani, fucilata dall'esercito piemontese perché accusata di brigantaggio. L’attività politica del Circolo, si concentrerà quindi nel promuovere e proporre azioni che dovranno sostenere la crescita ed il riscatto di tutto il Sud. Conoscere la verità aiuterà a riappropriarsi dell'orgoglio di essere meridionali.

Partito del Sud Circolo di Longobardi

Fonte: TirrenoNews



domenica 30 marzo 2014

Il Partito del Sud risponde ai gratuiti attacchi de "La Repubblica"

repubblica_lombroso

Ha sollevato un polverone l’articolo de "La Repubblica",  ieri, a firma di un giornalista poco informato non solo sulle vicende post-unitarie, ma sui dettami forensi dell’antropologia criminale, in cui è stato attaccato con incalzante tono denigratorio e diffamatorio il Partito Del Sud ed i movimenti a tutela della dignità della storia.
Ad essere citato in tale articolo è stato proprio uno dei responsabili della sezione lametina, il Prof. Francesco Antonio Cefalì, senza che l’interessato sia stato messo a conoscenza o abbia fornito dettagli precisi, all’autore del pezzo, su argomentazioni d’interesse. 
Non è stata posta offesa al Professore lametino, ma sono stati utilizzati solo i toni di discredito culturale verso il senso della dignità di chi, storicamente, è riuscito a dimostrare la deportazione dei meridionali e dei calabresi da parte dei Savoia, verso il lager di Fenestrelle. 
Un attacco negazionista, al servizio del negazionismo, che utilizza ancora una volta la scusante del cranio di Villella per coprire crimini efferati del passato. Un attacco che utilizza la pseudo-scienza, fornendola al servizio di ideologie e tesi abberranti che nulla hanno a che fare con la storia, i diritti umani e la scienza stessa. 
Un attacco denigratorio che non ha risparmiato nemmeno il Comitato No Lombroso, la cui finalità di tutela verso il genere umano e rifiuto verso l’eugenetica criminale (quest’ultima attivata dal Lombroso), è stata artificiosamente sostituita e bollata come causa anti-nazionale e nostalgicamente borbonica. 
Nulla di più falso. 
Questa è la risposta della sezione calabrese del Partito Del Sud a firma di Francesco Antonio Cefalì (Coordinatore Sezione Michelina De Cesare Partito del Sud Lamezia Terme) e Franco Gallo (Coordinatore Provinciale Partito del Sud Catanzaro)

Continuano le falsità sul popolo meridionale.

Oggi, leggendo su Repubblica l’articolo “L’ultima polemica su Lombroso, minacce alla studiosa che lo difende”, scritto da un giornalista che, a mio sommesso avviso, farebbe meglio a documentarsi prima di scrivere, ho capito che continuano le falsità sul popolo meridionale.
Come si fa a negare la realtà e dire che “esponenti di quei movimenti neo-borbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d’Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro”?
Le nostre contestazioni, come Partito del Sud, sono state e sempre saranno improntate al rispetto ed alla civiltà. Anzi prendiamo fermamente le distanze da tutti coloro che eventualmente abbiano proferito insulti o minacce all’indirizzo della Dott.ssa Milicia alla quale facciamo pervenire, pur nella diversità delle idee, la nostra più sentita solidarietà umana. Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare quanto segue:
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre-unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza, cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Quindi, il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati ufficiali del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:                      
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%). 
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%). 
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Fino al 1860 l’emigrazione riguardava: Veneto (17,90 %), Friuli-Venezia Giulia (16,1%) e Piemonte (13,50%), mentre era quasi sconosciuta al Sud.
Nessuno ha mai detto che Giuseppe Villella di Motta S. Lucia sia stato un eroe; tutti invece pensiamo che sia stato uno dei tanti martiri del Risorgimento.
Infatti, il “presunto brigante” Giuseppe Villella, nacque a Motta S. Lucia nel 1795, secondo quanto scrisse Cesare Lombroso nella relativa autopsia del 16 agosto 1864, riportata integralmente dal direttore del Museo Universitario Silvano Montaldo nel suo libro, scritto insieme a Paolo Tappero (pag. 5). Ebbene, consultando gli archivi dei processi, dal 1816 al 1862, svolti dalla Gran Corte Criminale di Catanzaro e da quella di Cosenza nonché i processi dei Tribunali di Nicastro e di Cosenza del 1863 e 1864, si può affermare con assoluta certezza che, il Giuseppe Villella in oggetto, non fu un brigante ma un uomo totalmente estraneo a fatti malavitosi. 
E’ pure vero che un Giuseppe Villella, di Pietro, di Motta S. Lucia nato intorno al 1804, fu coinvolto in un solo processo nel 1844, per un reato talmente lieve da essere condannato solo alla relegazione “….per avere assistito e facilitato Carmine Ajello, la notte del 29 luglio 1843, ad un furto, inferiore a trenta carlini, ai danni di Nicola Gigliotti suo compaesano….”
Giuseppe Villella, di Pietro, però morì all'Ospedale S. Matteo di Pavia il 15 Novembre del 1864, in una data e per una malattia diversa da quella indicata dall’antropologo.
Voglio sottolineare, da ultimo, che la storia scritta dai vincitori non ci interessa e non ci convince più. Vogliamo la verità storica sul risorgimento. Vogliamo che i nostri giovani sappiano che si è trattato di un massacro con annessa rapina. Pontelandolfo e Casalduni, le altre stragi, le fucilazioni e gli stupri ai danni di meridionali civili inermi non sono più nascosti. Uno stato civile e progredito come l’Italia non può più nascondere la verità dietro gli scritti di “pennivendoli salariati”, anzi, per dirla con Antonio Gramsci: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. Domenico Romeo

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repubblica_lombroso

Ha sollevato un polverone l’articolo de "La Repubblica",  ieri, a firma di un giornalista poco informato non solo sulle vicende post-unitarie, ma sui dettami forensi dell’antropologia criminale, in cui è stato attaccato con incalzante tono denigratorio e diffamatorio il Partito Del Sud ed i movimenti a tutela della dignità della storia.
Ad essere citato in tale articolo è stato proprio uno dei responsabili della sezione lametina, il Prof. Francesco Antonio Cefalì, senza che l’interessato sia stato messo a conoscenza o abbia fornito dettagli precisi, all’autore del pezzo, su argomentazioni d’interesse. 
Non è stata posta offesa al Professore lametino, ma sono stati utilizzati solo i toni di discredito culturale verso il senso della dignità di chi, storicamente, è riuscito a dimostrare la deportazione dei meridionali e dei calabresi da parte dei Savoia, verso il lager di Fenestrelle. 
Un attacco negazionista, al servizio del negazionismo, che utilizza ancora una volta la scusante del cranio di Villella per coprire crimini efferati del passato. Un attacco che utilizza la pseudo-scienza, fornendola al servizio di ideologie e tesi abberranti che nulla hanno a che fare con la storia, i diritti umani e la scienza stessa. 
Un attacco denigratorio che non ha risparmiato nemmeno il Comitato No Lombroso, la cui finalità di tutela verso il genere umano e rifiuto verso l’eugenetica criminale (quest’ultima attivata dal Lombroso), è stata artificiosamente sostituita e bollata come causa anti-nazionale e nostalgicamente borbonica. 
Nulla di più falso. 
Questa è la risposta della sezione calabrese del Partito Del Sud a firma di Francesco Antonio Cefalì (Coordinatore Sezione Michelina De Cesare Partito del Sud Lamezia Terme) e Franco Gallo (Coordinatore Provinciale Partito del Sud Catanzaro)

Continuano le falsità sul popolo meridionale.

Oggi, leggendo su Repubblica l’articolo “L’ultima polemica su Lombroso, minacce alla studiosa che lo difende”, scritto da un giornalista che, a mio sommesso avviso, farebbe meglio a documentarsi prima di scrivere, ho capito che continuano le falsità sul popolo meridionale.
Come si fa a negare la realtà e dire che “esponenti di quei movimenti neo-borbonici e antiunitari che da tempo, mediante un sostanziale stravolgimento e una manipolazione della storia d’Italia e del Risorgimento, impazzano sul web, attaccando e insultando chiunque non la pensi come loro”?
Le nostre contestazioni, come Partito del Sud, sono state e sempre saranno improntate al rispetto ed alla civiltà. Anzi prendiamo fermamente le distanze da tutti coloro che eventualmente abbiano proferito insulti o minacce all’indirizzo della Dott.ssa Milicia alla quale facciamo pervenire, pur nella diversità delle idee, la nostra più sentita solidarietà umana. Tuttavia ci corre l’obbligo di sottolineare quanto segue:
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre-unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza, cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Quindi, il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati ufficiali del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:                      
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%). 
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%). 
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Fino al 1860 l’emigrazione riguardava: Veneto (17,90 %), Friuli-Venezia Giulia (16,1%) e Piemonte (13,50%), mentre era quasi sconosciuta al Sud.
Nessuno ha mai detto che Giuseppe Villella di Motta S. Lucia sia stato un eroe; tutti invece pensiamo che sia stato uno dei tanti martiri del Risorgimento.
Infatti, il “presunto brigante” Giuseppe Villella, nacque a Motta S. Lucia nel 1795, secondo quanto scrisse Cesare Lombroso nella relativa autopsia del 16 agosto 1864, riportata integralmente dal direttore del Museo Universitario Silvano Montaldo nel suo libro, scritto insieme a Paolo Tappero (pag. 5). Ebbene, consultando gli archivi dei processi, dal 1816 al 1862, svolti dalla Gran Corte Criminale di Catanzaro e da quella di Cosenza nonché i processi dei Tribunali di Nicastro e di Cosenza del 1863 e 1864, si può affermare con assoluta certezza che, il Giuseppe Villella in oggetto, non fu un brigante ma un uomo totalmente estraneo a fatti malavitosi. 
E’ pure vero che un Giuseppe Villella, di Pietro, di Motta S. Lucia nato intorno al 1804, fu coinvolto in un solo processo nel 1844, per un reato talmente lieve da essere condannato solo alla relegazione “….per avere assistito e facilitato Carmine Ajello, la notte del 29 luglio 1843, ad un furto, inferiore a trenta carlini, ai danni di Nicola Gigliotti suo compaesano….”
Giuseppe Villella, di Pietro, però morì all'Ospedale S. Matteo di Pavia il 15 Novembre del 1864, in una data e per una malattia diversa da quella indicata dall’antropologo.
Voglio sottolineare, da ultimo, che la storia scritta dai vincitori non ci interessa e non ci convince più. Vogliamo la verità storica sul risorgimento. Vogliamo che i nostri giovani sappiano che si è trattato di un massacro con annessa rapina. Pontelandolfo e Casalduni, le altre stragi, le fucilazioni e gli stupri ai danni di meridionali civili inermi non sono più nascosti. Uno stato civile e progredito come l’Italia non può più nascondere la verità dietro gli scritti di “pennivendoli salariati”, anzi, per dirla con Antonio Gramsci: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. Domenico Romeo

venerdì 7 marzo 2014

Su "L'Ora della Calabria" si parla del Partito del Sud e del Convegno di Carlopoli.


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giovedì 6 marzo 2014

INCIDENTE FERROVIARIO GIMIGLIANO - COMUNICATO STAMPA PdelSUD PROV. CATANZARO

Comunicato Stampa

Il Partito del Sud Pr. Catanzaro esprime la più profonda indignazione per l’incidente ferroviario di Gimigliano, sulla line della Calabrolucana, che non può e non deve essere considerato come semplice fatalità. 

E’ la conseguenza della politica dei trasporti scellerata posta in essere negli ultimi anni non solo in Calabria ma in tutto il Sud. Le linee ferroviarie devono essere ammodernate così come le carrozze ferroviarie. L’efficienza va curata con un adeguata manutenzione. 

In Europa viaggiano tranquillamente treni storici puliti e perfetti in efficienza e velocità. Perché qui da noi non si può fare? Quali interessi nascosti impediscono un armonico ed efficiente sviluppo ferroviario che consenta di collegare Cosenza e Catanzaro in meno di un’ora? 
I nostri studenti e noi stessi abbiamo diritto a spostarci con velocità e sicurezza. 
Lo dice anche la Costituzione. O forse la Costituzione non vale a queste latitudini perchè “prima il Nord”?


Franco  Gallo (Coordinatore Pr. Catanzaro Partito del Sud)



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Comunicato Stampa

Il Partito del Sud Pr. Catanzaro esprime la più profonda indignazione per l’incidente ferroviario di Gimigliano, sulla line della Calabrolucana, che non può e non deve essere considerato come semplice fatalità. 

E’ la conseguenza della politica dei trasporti scellerata posta in essere negli ultimi anni non solo in Calabria ma in tutto il Sud. Le linee ferroviarie devono essere ammodernate così come le carrozze ferroviarie. L’efficienza va curata con un adeguata manutenzione. 

In Europa viaggiano tranquillamente treni storici puliti e perfetti in efficienza e velocità. Perché qui da noi non si può fare? Quali interessi nascosti impediscono un armonico ed efficiente sviluppo ferroviario che consenta di collegare Cosenza e Catanzaro in meno di un’ora? 
I nostri studenti e noi stessi abbiamo diritto a spostarci con velocità e sicurezza. 
Lo dice anche la Costituzione. O forse la Costituzione non vale a queste latitudini perchè “prima il Nord”?


Franco  Gallo (Coordinatore Pr. Catanzaro Partito del Sud)



Convegno di Carlopoli -"IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA." Gli interventi di Franco Gaudio, Franco Gallo e Spadafora Giuseppe del Direttivo Calabria PdelSUD

https://www.youtube.com/watch?v=Vtnp9ob7HS0&feature=youtu.be

 Gi interventi del Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. e Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.


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https://www.youtube.com/watch?v=Vtnp9ob7HS0&feature=youtu.be

 Gi interventi del Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. e Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.


martedì 4 marzo 2014

Convegno di Carlopoli -"IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA."

L'intervento del Sindaco di Carlopoli Mario Talarico

  https://www.youtube.com/watch?v=TdCkdlN0UlE


 L'intervento del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente

  https://www.youtube.com/watch?v=V-dVS1C_2Lc&feature=youtu.be




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L'intervento del Sindaco di Carlopoli Mario Talarico

  https://www.youtube.com/watch?v=TdCkdlN0UlE


 L'intervento del Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente

  https://www.youtube.com/watch?v=V-dVS1C_2Lc&feature=youtu.be




lunedì 3 marzo 2014

Centrali a biomasse e pale eoliche. Ci conviene davvero? Convegno di Carlopoli - video

https://www.youtube.com/watch?v=Pd06xJum8eY

 IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA
 Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse. Centrali a biomasse e pale eoliche ci conviene davvero?

 S'è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all'atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30 nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall'Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci; quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti. Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. Intervenuti al dibattito il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell'incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro. L'incontro si è posto in armonia con l'intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative. Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud, per un'intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l'acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce una forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall'assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d'Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l'arricchimento proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Il Sud è stanco delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell'80% corrisposto alla Libia. E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E' ora di alzare la testa e ribellarsi. E' ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo



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https://www.youtube.com/watch?v=Pd06xJum8eY

 IL MASSACRO DEL TERRITORIO DEL SUD NELL'ECONOMIA COLONIALE ITALIANA
 Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse. Centrali a biomasse e pale eoliche ci conviene davvero?

 S'è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all'atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30 nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall'Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci; quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti. Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. Intervenuti al dibattito il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell'incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro. L'incontro si è posto in armonia con l'intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative. Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud, per un'intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l'acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce una forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l'articolo 3 della Costituzione venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall'assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d'Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l'arricchimento proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Il Sud è stanco delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell'80% corrisposto alla Libia. E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E' ora di alzare la testa e ribellarsi. E' ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo



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domenica 2 marzo 2014

Convegno Carlopoli, report del convegno




"Il massacro del territorio del Sud nell'economia coloniale italiana - Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse.

Centrali a biomasse e pale eoliche.
Ci conviene davvero?

S’è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all’atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall’Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci, quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti.

Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. 
Intervenuti  al dibattito  il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell’incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.

L’incontro si è posto in armonia con l’intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative.
Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del  meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud,  per un’intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l’acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce un forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l’articolo 3 venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall’assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d’Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l’arricchimento  proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Siamo stanchi delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell’80% corrisposto alla Libia.
E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E’ ora di alzare la testa e ribellarsi.
E’ ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo


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"Il massacro del territorio del Sud nell'economia coloniale italiana - Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse.

Centrali a biomasse e pale eoliche.
Ci conviene davvero?

S’è parlato di centrali a biomasse, di pale eoliche, di massacro del territorio meridionale all’atteso appuntamento di sabato 1 Marzo ore 17:30nella sala consiliare del comune di Carlopoli .

 Al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud prov. Catanzaro e dall’Associazione Comunità di Volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme sono intervenuti come relatori i Sindaci, quelli che sopportano in prima persona la drammatica situazione del vertiginoso aumento dei costi dei servizi a danno dei cittadini inermi e inferociti.

Presente il Sindaco di Carlopoli Mario Talarico, Il Sindaco di Tiriolo Giuseppe Lucente, Il Sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino. 
Intervenuti  al dibattito  il presidente della SS Pietro e Paolo Antonio Mangiafave, il Coordinatore del Partito del Sud Calabria Giuseppe Spadafora, il Coordinatore Partito del Sud Pr. Cosenza Franco Gaudio. Moderatore dell’incontro Franco Gallo Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro.

L’incontro si è posto in armonia con l’intensa azione territoriale che da qualche tempo il Partito del Sud ha intrapreso per favorire un armonico sviluppo delle potenzialità del Sud basato sulla progettualità e sulle idee innovative.
Azione culminata lo scorso sabato 15 febbraio nella sala consiliare di Bari dove i sindaci delle città più importanti del  meridione, Napoli e Bari, hanno gettato le basi, col Partito del Sud,  per un’intensa collaborazione. Emiliano e De Magistris vogliono un Sud propositivo, alternativo e non clientelare, vogliono l’acqua pubblica, vogliono dire no alle partecipate.

 Concetti importanti ribaditi anche a Carlopoli, da tutti i partecipanti. Il Sud ha in se una quantità enorme di rabbia e insoddisfazione che va raccolta e canalizzata verso la rinascita sociale, politica ed economica dei territori meridionali che chiedono a gran voce un forte infrastrutturazione per poter competere a livello europeo. Le linee ad alta velocità ci spettano, così come le strade, le scuole e gli ospedali. Vogliamo che l’articolo 3 venga applicato da Aosta a Lampedusa e soprattutto vogliamo difendere il nostro martoriato territorio dall’assalto di affaristi senza scrupoli provenienti da ogni parte d’Italia e supportati da una masnada di collaborazionisti che hanno come obiettivo l’arricchimento  proprio e dei propri amici e non certo il benessere del popolo meridionale. Siamo stanchi delle trivellazioni selvagge con royalty del 7% a fronte dell’80% corrisposto alla Libia.
E soprattutto siamo stanchi di chi inquina il nostro territorio condannando i nostri figli a morire di tumore. Quanti figli dovremo ancora veder emigrare forzatamente, quante giovani vite dovremo vedere spezzate dalle terribili malattie che gli inquinatori ci infliggono. E’ ora di alzare la testa e ribellarsi.
E’ ora che i Sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, comincino a difendere i propri territori ed i propri concittadini ricordando che amministrano in nome e per conto loro, dei cittadini, appunto.

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Pr. Catanzaro)
Antonio Mangiafave presidente associazione SS Pietro e Paolo


sabato 1 marzo 2014

Su "Lameziainstrada.it" - Premio Letterario GIUSEPPE VILLELLA

cranio-villellaSoltanto dopo cento anni dall’Unità, con la caduta dei Savoia, vennero alla ribalta le aggressioni e le violenze subite dalle popolazioni meridionali durante la formazione del Regno d’Italia.   
L’esercito piemontese e i suoi alleati, con il pretesto di unire l’Italia, eseguirono massacri di massa, incendiarono centinaia di villaggi e causarono il genocidio di migliaia soldati borbonici, fatti prigionieri dopo la resa di Francesco II. 
Il Palazzo Reale di Napoli fu denudato e tutti gli oggetti preziosi spediti a Torino. L'oro della Tesoreria dello Stato e i beni personali del re, depositati presso il Banco di Napoli, furono requisiti. 
Dopo la proclamazione della terribile legge Pica, promulgata dal governo Minghetti il 15 agosto del 1863, ci furono nel Meridione 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo ed 1 milione di morti. La verità è venuta fuori consultando dei documenti inoppugnabili che pur non essendo segreti, stranamente non sono resi noti al grande pubblico.
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre - unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:                      
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%). 
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%). 
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Se lo Stato borbonico non fu capace di arginare l’invasione piemontese, imposta con la forza dei cannoni e del denaro corruttore, ci pensò il popolo a reagire con una guerriglia durata oltre dieci anni, definita a torto "brigantaggio".
Lo stesso Garibaldi in una lettera indirizzata all'amica Adelaide Cairoli, nel 1868, scrisse testualmente: “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”.
Per questi motivi, è stato istituito il “Premio letterario Giuseppe Villella” sulla reale storia del Risorgimento italiano, aperto a tutti gli studenti maggiorenni dell’ultima classe delle scuole superiori di II grado che vorranno cimentarsi nella ricerca storica delle radici del Sud. 
Al 1° classificato verrà consegnato un Tablet SAMSUG GALAXY TAB 3.7, messo a disposizione dagli iscritti della sezione. 
I partecipanti dovranno attenersi all’apposito regolamento allegato al bando.
Per maggiore completezza di informazioni, si precisa che il coordinatore del Premio letterario in questione è lo scrittore-ricercatore Ing. Francesco Cefalì, al quale è possibile inviare domande in merito all’indirizzo e-mail fcefaly@tiscali.it 

Domenico Romeo

Fonte: Lameziainstrada.it
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cranio-villellaSoltanto dopo cento anni dall’Unità, con la caduta dei Savoia, vennero alla ribalta le aggressioni e le violenze subite dalle popolazioni meridionali durante la formazione del Regno d’Italia.   
L’esercito piemontese e i suoi alleati, con il pretesto di unire l’Italia, eseguirono massacri di massa, incendiarono centinaia di villaggi e causarono il genocidio di migliaia soldati borbonici, fatti prigionieri dopo la resa di Francesco II. 
Il Palazzo Reale di Napoli fu denudato e tutti gli oggetti preziosi spediti a Torino. L'oro della Tesoreria dello Stato e i beni personali del re, depositati presso il Banco di Napoli, furono requisiti. 
Dopo la proclamazione della terribile legge Pica, promulgata dal governo Minghetti il 15 agosto del 1863, ci furono nel Meridione 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo ed 1 milione di morti. La verità è venuta fuori consultando dei documenti inoppugnabili che pur non essendo segreti, stranamente non sono resi noti al grande pubblico.
Il Regno delle Due Sicilie era lo Stato pre - unitario più prospero, dove l'emigrazione era sconosciuta e la cui popolazione non aveva alcun desiderio di unirsi alla restante parte della penisola. La sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e la sua politica di fiera indipendenza cozzavano con gli interessi delle grandi potenze europee e dei Savoia.
Prima dell’annessione forzata, il Regno delle Due Sicilie aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire (Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, Il Sud e l'Unità d'Italia; dati ricavato da: Francesco Saverio Nitti, Scienze delle Finanze) contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. Il Regno delle Due Sicilie aveva quasi due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola uniti assieme.
Dai dati del primo censimento del Regno d’Italia del 1861 si evince che:                      
- La regione con la più alta percentuale di popolazione attiva occupata nell’industria era la Calabria (28,8%) seguita dalla Campania (23,2%) e dalla Sicilia (23,1%). 
- La più alta percentuale di occupati nell’agricoltura era in Valle d’Aosta (90%), seguiva il Friuli Venezia Giulia (81,8%) e in fine Piemonte e Umbria (81,1%). 
Nel 1859 il Regno di Napoli aveva un debito pubblico (Giacomo Savarese 1862) di 411.475.000 milioni contro i 1.121.430.000 milioni del Piemonte (59,03 debito pro-capite nel Regno di Napoli contro i 261,86 del Piemonte).
Se lo Stato borbonico non fu capace di arginare l’invasione piemontese, imposta con la forza dei cannoni e del denaro corruttore, ci pensò il popolo a reagire con una guerriglia durata oltre dieci anni, definita a torto "brigantaggio".
Lo stesso Garibaldi in una lettera indirizzata all'amica Adelaide Cairoli, nel 1868, scrisse testualmente: “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”.
Per questi motivi, è stato istituito il “Premio letterario Giuseppe Villella” sulla reale storia del Risorgimento italiano, aperto a tutti gli studenti maggiorenni dell’ultima classe delle scuole superiori di II grado che vorranno cimentarsi nella ricerca storica delle radici del Sud. 
Al 1° classificato verrà consegnato un Tablet SAMSUG GALAXY TAB 3.7, messo a disposizione dagli iscritti della sezione. 
I partecipanti dovranno attenersi all’apposito regolamento allegato al bando.
Per maggiore completezza di informazioni, si precisa che il coordinatore del Premio letterario in questione è lo scrittore-ricercatore Ing. Francesco Cefalì, al quale è possibile inviare domande in merito all’indirizzo e-mail fcefaly@tiscali.it 

Domenico Romeo

Fonte: Lameziainstrada.it

giovedì 13 febbraio 2014

Vogliamo la verità sul risorgimento! Nasce il premio letterario “Giuseppe Villella”

L'iniziativa ad opera della sezione “Michelina De Cesare” del Partito del Sud – Lamezia Terme, coordinata dall’Ing. Francesco Cefalì; in premio un Tablet Samsung.


Il premio è rivolto ai giovani, che va nella giusta direzione, ad opera della nostra Sezione "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme. 
All' Ing. Francesco Cefalì, a tutti gli amici della Sezione e al Coord. Prov. Franco Gallo i nostri complimenti.




Garibaldi è una bufala? Vogliamo la verità sul risorgimento! E’ questo il leitmotiv di ogni riunione in ambiente meridionalista. 

Sì, i meridionali cominciano a prendere coscienza delle loro radici storiche e la cosa fa un po’ paura e fa riflettere. E’ per questo che la sezione “Michelina De Cesare” del Partito del Sud – Lamezia Terme, coordinata dall’Ing. Francesco Cefalì, ha deliberato di bandire un concorso letterario intitolato a Giuseppe Villella, presunto brigante vittima del Risorgimento, aperto ai neomaggiorenni dell’ultima classe delle scuole superiori. 

Fortemente voluto dall’Ing. Cefalì che ne è l’ideatore, il concorso ha come obiettivo la presa di coscienza delle nostre giovani generazioni rispetto a ciò che raccontano i libri della storia scritta dai vincitori di quel tempo. I ragazzi che vorranno cimentarsi nella ricerca storica relativa a quegli anni terribili  che vanno dal 1859 al 1871 dovranno attenersi al regolamento del concorso che potrà essere richiesto anche alla mail fcefaly@tiscali.it

Il tema del concorso è “LA STORIA DEL  RISORGIMENTO ITALIANO VISTA OGGI”. 

Il plico con gli elaborati dovrà essere spedito (farà fede il timbro postale) o consegnata pro manibus al coordinatore di sezione di Lamezia Terme entro e non oltre le ore 12 del giorno 15/04/2014. 

Ormai è acclarato, l’esercito  piemontese, con il pretesto di unire l’Italia, massacrò la popolazione inerme, incendiò centinaia di villaggi e causò il genocidio di migliaia soldati borbonici, fatti prigionieri dopo la resa di Francesco II e portati a morire di stenti a Fenestrelle. Per non parlare della famigerata legge Pica, promulgata dal governo Minghetti il 15 agosto del 1863, che da sola produsse nel Meridione 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo e forse 1 milione di morti, come sostengono alcuni.  

Il risorgimento secondo i revisionisti fu una rapina a mano armata posta in essere a danno del Regno delle Due Sicilie  che aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. 

Vale dunque la pena di approfondire quel periodo storico affinchè i nostri giovani sappiano chi siamo e da dove veniamo, per riscoprire “l’orgoglio di chi siamo e di chi fummo” come recita la splendida canzone Gloria interpretata da Mimmo Cavallo e da Albano. 

Per informazioni rivolgersi a: Cefalì Francesco Antonio (Coordinatore  Partito del Sud Lamezia Terme) e-mail fcefaly@tiscali.it

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Catanzaro)



Il “PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE VILLELLA”, SULLA STORIA DEL  RISORGIMENTO ITALIANO VISTA OGGI organizzato dalla sezione del Partito del Sud “Michelina De Cesare” di Lamezia Terme (CZ)



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L'iniziativa ad opera della sezione “Michelina De Cesare” del Partito del Sud – Lamezia Terme, coordinata dall’Ing. Francesco Cefalì; in premio un Tablet Samsung.


Il premio è rivolto ai giovani, che va nella giusta direzione, ad opera della nostra Sezione "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme. 
All' Ing. Francesco Cefalì, a tutti gli amici della Sezione e al Coord. Prov. Franco Gallo i nostri complimenti.




Garibaldi è una bufala? Vogliamo la verità sul risorgimento! E’ questo il leitmotiv di ogni riunione in ambiente meridionalista. 

Sì, i meridionali cominciano a prendere coscienza delle loro radici storiche e la cosa fa un po’ paura e fa riflettere. E’ per questo che la sezione “Michelina De Cesare” del Partito del Sud – Lamezia Terme, coordinata dall’Ing. Francesco Cefalì, ha deliberato di bandire un concorso letterario intitolato a Giuseppe Villella, presunto brigante vittima del Risorgimento, aperto ai neomaggiorenni dell’ultima classe delle scuole superiori. 

Fortemente voluto dall’Ing. Cefalì che ne è l’ideatore, il concorso ha come obiettivo la presa di coscienza delle nostre giovani generazioni rispetto a ciò che raccontano i libri della storia scritta dai vincitori di quel tempo. I ragazzi che vorranno cimentarsi nella ricerca storica relativa a quegli anni terribili  che vanno dal 1859 al 1871 dovranno attenersi al regolamento del concorso che potrà essere richiesto anche alla mail fcefaly@tiscali.it

Il tema del concorso è “LA STORIA DEL  RISORGIMENTO ITALIANO VISTA OGGI”. 

Il plico con gli elaborati dovrà essere spedito (farà fede il timbro postale) o consegnata pro manibus al coordinatore di sezione di Lamezia Terme entro e non oltre le ore 12 del giorno 15/04/2014. 

Ormai è acclarato, l’esercito  piemontese, con il pretesto di unire l’Italia, massacrò la popolazione inerme, incendiò centinaia di villaggi e causò il genocidio di migliaia soldati borbonici, fatti prigionieri dopo la resa di Francesco II e portati a morire di stenti a Fenestrelle. Per non parlare della famigerata legge Pica, promulgata dal governo Minghetti il 15 agosto del 1863, che da sola produsse nel Meridione 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo e forse 1 milione di morti, come sostengono alcuni.  

Il risorgimento secondo i revisionisti fu una rapina a mano armata posta in essere a danno del Regno delle Due Sicilie  che aveva una riserva aurea di ben 443,2 in milioni di lire contro gli 8,1 milioni di lire della Lombardia ed i 27,00 del Piemonte. 

Vale dunque la pena di approfondire quel periodo storico affinchè i nostri giovani sappiano chi siamo e da dove veniamo, per riscoprire “l’orgoglio di chi siamo e di chi fummo” come recita la splendida canzone Gloria interpretata da Mimmo Cavallo e da Albano. 

Per informazioni rivolgersi a: Cefalì Francesco Antonio (Coordinatore  Partito del Sud Lamezia Terme) e-mail fcefaly@tiscali.it

Franco Gallo (Coordinatore Partito del Sud Catanzaro)



Il “PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE VILLELLA”, SULLA STORIA DEL  RISORGIMENTO ITALIANO VISTA OGGI organizzato dalla sezione del Partito del Sud “Michelina De Cesare” di Lamezia Terme (CZ)



mercoledì 12 febbraio 2014

Su Tirreno News comunicato del Partito del Sud Calabria: La assurda disparità per gli ammortizzatori sociali in Calabria

Fonte: Tirreno News
Il Partito del Sud Calabria denuncia la immobilità della “mobilità in deroga”
“I dipendenti della Regione Calabria e dell'INPS, vengono retribuiti con fondi dello stato, fondi pubblici. Questi fondi sono il frutto di tanti sacrifici fatti da migliaia di lavoratori (quelli che effettivamente producono il così detto PIL) che attraverso il pagamento delle tasse creano le risorse con le quali i dipendenti di cui sopra vengono retribuiti. Sarebbe il caso che questi ultimi rendessero la vita dei lavoratori più facile possibile, ma quasi sempre avviene il contrario.
Alla Regione Calabria vi sono migliaia di pratiche per la richiesta di ammortizzatori sociali (mobilità in deroga) presentate tra febbraio e marzo 2013, di quei lavoratori che come già detto hanno consentito l'esistenza dei dipendenti pubblici, che a tutt'oggi non anno avuto alcun riscontro, per quale motivo ? E’ una questione di soldi ? Non crediamo, perché siamo a conoscenza che le pratiche presentate dopo quella data (aprile, maggio, agosto, settembre, novembre ecc.) sono state già espletate. Allora perché ?
Dicono: è cambiata la procedura, da aprile in poi le domande si presentano direttamente all'INPS senza passare prima dalla Regione. E allora ?
Quelle persone che non hanno ricevuto risposta ormai da dodici mesi non hanno famiglia? Non devono mangiare, mandare i figli a scuola ecc.ecc. ?
I sindacati ? hanno sollecitato, probabilmente hanno fatto tutto quello che è nelle loro possibilità, ma indubbiamente, fino a oggi, nessun risultato concreto sembra sia stato ottenuto.
La cosa assurda è che nessuno, va sottolineato nessuno, si è interessato alla questione. Nessuna forza politica presente in Consiglio Regionale ha speso una sola parola sulla faccenda.
Noi del Partito del Sud, raccogliendo le proteste di molti lavoratori che si trovano nelle condizioni descritte, chiediamo al Presidente Scopelliti di intervenire personalmente, visto che il suo assessore non è in grado di risolvere questo problema, per dare una risposta certa e porre fine ad una ingiustizia colossale, riservandoci, qualora tale situazione dovesse persistere, di attivare ogni strumento utile a tutela delle migliaia di persone penalizzate.
Partito del Sud Calabria



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Fonte: Tirreno News
Il Partito del Sud Calabria denuncia la immobilità della “mobilità in deroga”
“I dipendenti della Regione Calabria e dell'INPS, vengono retribuiti con fondi dello stato, fondi pubblici. Questi fondi sono il frutto di tanti sacrifici fatti da migliaia di lavoratori (quelli che effettivamente producono il così detto PIL) che attraverso il pagamento delle tasse creano le risorse con le quali i dipendenti di cui sopra vengono retribuiti. Sarebbe il caso che questi ultimi rendessero la vita dei lavoratori più facile possibile, ma quasi sempre avviene il contrario.
Alla Regione Calabria vi sono migliaia di pratiche per la richiesta di ammortizzatori sociali (mobilità in deroga) presentate tra febbraio e marzo 2013, di quei lavoratori che come già detto hanno consentito l'esistenza dei dipendenti pubblici, che a tutt'oggi non anno avuto alcun riscontro, per quale motivo ? E’ una questione di soldi ? Non crediamo, perché siamo a conoscenza che le pratiche presentate dopo quella data (aprile, maggio, agosto, settembre, novembre ecc.) sono state già espletate. Allora perché ?
Dicono: è cambiata la procedura, da aprile in poi le domande si presentano direttamente all'INPS senza passare prima dalla Regione. E allora ?
Quelle persone che non hanno ricevuto risposta ormai da dodici mesi non hanno famiglia? Non devono mangiare, mandare i figli a scuola ecc.ecc. ?
I sindacati ? hanno sollecitato, probabilmente hanno fatto tutto quello che è nelle loro possibilità, ma indubbiamente, fino a oggi, nessun risultato concreto sembra sia stato ottenuto.
La cosa assurda è che nessuno, va sottolineato nessuno, si è interessato alla questione. Nessuna forza politica presente in Consiglio Regionale ha speso una sola parola sulla faccenda.
Noi del Partito del Sud, raccogliendo le proteste di molti lavoratori che si trovano nelle condizioni descritte, chiediamo al Presidente Scopelliti di intervenire personalmente, visto che il suo assessore non è in grado di risolvere questo problema, per dare una risposta certa e porre fine ad una ingiustizia colossale, riservandoci, qualora tale situazione dovesse persistere, di attivare ogni strumento utile a tutela delle migliaia di persone penalizzate.
Partito del Sud Calabria



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venerdì 31 gennaio 2014

Quando il nordista ti distrugge il giardino di casa.




Che cosa direste se il vicino di casa venisse a piantare una torretta eolica nel vostro giardino per alimentare casa sua? E cosa fareste se lo stesso vicino spargesse la sua spazzatura davanti alla porta di casa vostra? 
E se vi tagliasse l’alberello di limone per fare legna per la sua stufa super ecologica? 
Ve lo dico io. 
Dopo qualche settimana, nella migliore delle ipotesi, andreste di filato dai carabinieri a denunciare gli abusi. Nell’ipotesi peggiore, forse pensereste a una forma di giustizia fai date. 
Di certo non sareste disposti a tollerare che il vicino di casa spadroneggi nel vostro giardino. 

E’ proprio ciò che sta succedendo al già tanto martoriato territorio meridionale. 
I nostri fratelli d’Italia, i caini nordisti, hanno distrutto la nostra economia con la complicità dei loro servi amministratori meridionali da noi stessi eletti costringendo noi e i nostri giovani migliori a un’emigrazione perenne. 
Hanno avvelenato il nostro territorio con i rifiuti tossici condannando i nostri figli a morire di tumore ancor prima di aver assaporato la vita. Stanno trivellando i nostri territori per succhiare idrocarburi avvelenando l’aria con i loro camion e pagando royalty miserabili. 

Ora al “cummenda” Cazzaniga serve la corrente elettrica rispettosa dell’ambiente per motivi di facciata e per questo continuano a massacrare il nostro meraviglioso territorio con pale eoliche e centrali a biomassa. 
Per mandare l’energia elettrica al nord dovremo bruciare i nostri boschi. 
Senza contare il gigantesco inquinamento prodotto dal transito di migliaia di camion pesanti che nel giro di qualche mese distruggeranno anche le poche strade rimaste. E questo senza avere l’elettrificazione della jonica né avere il diritto a spostarci col treno. E’ sempre la stessa storia di rapina da 152 anni. 

Ne parleremo a Carlopoli con i sindaci e gli amministratori locali in un convegno organizzato per i primi di Marzo dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo. 

Eccovi il tema: “Il massacro del territorio del Sud nell’economia coloniale italiana – Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse”.  

Forse noi meridionali ci siamo stancati, forse è venuto il momento di alzare la testa. 
Presto i dettagli del convegno.


Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ Partito del Sud)


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Che cosa direste se il vicino di casa venisse a piantare una torretta eolica nel vostro giardino per alimentare casa sua? E cosa fareste se lo stesso vicino spargesse la sua spazzatura davanti alla porta di casa vostra? 
E se vi tagliasse l’alberello di limone per fare legna per la sua stufa super ecologica? 
Ve lo dico io. 
Dopo qualche settimana, nella migliore delle ipotesi, andreste di filato dai carabinieri a denunciare gli abusi. Nell’ipotesi peggiore, forse pensereste a una forma di giustizia fai date. 
Di certo non sareste disposti a tollerare che il vicino di casa spadroneggi nel vostro giardino. 

E’ proprio ciò che sta succedendo al già tanto martoriato territorio meridionale. 
I nostri fratelli d’Italia, i caini nordisti, hanno distrutto la nostra economia con la complicità dei loro servi amministratori meridionali da noi stessi eletti costringendo noi e i nostri giovani migliori a un’emigrazione perenne. 
Hanno avvelenato il nostro territorio con i rifiuti tossici condannando i nostri figli a morire di tumore ancor prima di aver assaporato la vita. Stanno trivellando i nostri territori per succhiare idrocarburi avvelenando l’aria con i loro camion e pagando royalty miserabili. 

Ora al “cummenda” Cazzaniga serve la corrente elettrica rispettosa dell’ambiente per motivi di facciata e per questo continuano a massacrare il nostro meraviglioso territorio con pale eoliche e centrali a biomassa. 
Per mandare l’energia elettrica al nord dovremo bruciare i nostri boschi. 
Senza contare il gigantesco inquinamento prodotto dal transito di migliaia di camion pesanti che nel giro di qualche mese distruggeranno anche le poche strade rimaste. E questo senza avere l’elettrificazione della jonica né avere il diritto a spostarci col treno. E’ sempre la stessa storia di rapina da 152 anni. 

Ne parleremo a Carlopoli con i sindaci e gli amministratori locali in un convegno organizzato per i primi di Marzo dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo. 

Eccovi il tema: “Il massacro del territorio del Sud nell’economia coloniale italiana – Dalla cementificazione selvaggia alle centrali a biomasse”.  

Forse noi meridionali ci siamo stancati, forse è venuto il momento di alzare la testa. 
Presto i dettagli del convegno.


Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ Partito del Sud)


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giovedì 16 gennaio 2014

Armi chimiche siriane verso il porto di Gioia Tauro.Nessuna consultazione con le autorità e la popolazione locale.La protesta del Partito del Sud.




Di Natale Cuccurese


Confermate le peggiori previsioni, sarà il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo di quattro navi danesi e norvegesi. Annunciato dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu, la conferma è stata data dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il transito di circa 560 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio e in non più che 48 ore. Il diplomatico turco ha assicurato che "è stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

 Ma il sindaco di Gioia Tauro non ne sapeva nulla. "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone", ha affermato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato". Preoccupato anche Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto", ha detto.

Si apprende da fonti militari che la scelta sarebbe caduta su Gioia Tauro in quanto ritenuta una location particolarmente “tranquilla” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Pare infatti che la principale preoccupazione delle autorità militari riguarderebbe il pericolo di contestazioni ed eventuali azioni di disturbo delle operazioni da parte dei movimenti pacifisti. Il porto reggino infatti sarebbe stato preferito ad altre località definite più “calde” come Livorno o Taranto. Per ogni evenienza le autorità militari sembrano aver individuato anche una soluzione alternativa a Gioia Tauro che dovrebbe essere il porto siciliano di Augusta, in provincia di Siracusa. Per le autorità invece sono pochi i timori legati ad incidenti nelle operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Non è chiaro se domani, dopo l’annuncio ufficiale da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, si conosceranno anche le eventuali misure di sicurezza che saranno adottate dalle autorità italiane in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini. L’operazione resta infatti senza precedenti nel bacino del Mediterraneo e per ritrovare un carico di armi di questo tipo in transito dai porti italiani bisogna andare indietro alla guerra del Vietnam ed all’agente orange.

Questi i fatti riportati dalla stampa nazionale in questo concitato pomeriggio, resta evidente a tutti una realtà incontrovertibile, ancora una volta un'operazione ad alto rischio, come ammesso dal capo dell'Opac, sia per l'ambiente che per la popolazione locale, viene bellamente indirizzata verso Sud, cioè verso la colonia interna già usata infatti per l'incontrastato sversamento di miriadi di sostanze inquinanti negli ultimi vent'anni, come sta a dimostrare la vicenda della "Terra dei Fuochi" con le accuse nei confronti di organi dello stato e le dichiarazioni , ancora oggi senza nessuna smentita, del pentito Schiavone.
Addirittura fonti militari dicono apertamente che siamo considerati pecore ormai addomesticate e impossibilitate a reagire da 153 anni di repressione.

In tutto questo i parlamentari meridionali e calabresi presenti in parlamento non hanno nulla da obiettare, si adeguano vergognosamente, come sempre, accettando a capo chino e senza proferire parola i rischi per la popolazione.

Ci  auguriamo solo che le parole delle autorità locali non siano solo di prammatica ma che venga messo in atto, con  ogni possibile strumento democratico, un piano volto ad impedire questa ennesima imposizione dall'alto Mai come oggi risulta evidente la necessità di una presa di coscienza delle popolazioni dei propri diritti e della propria storia, nonchè  della crescita rapida del nostro Partito su quei comuni, cioè un partito territoriale nato esclusivamente per fare gli interessi della propria gente non dovendo rispondere a logiche romane o del nord, al fine di far cessare al più presto questo stato di cose ed ogni tipo di prevaricazione.

Ci credono pecore, torneremo lupi!!


SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD 
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Di Natale Cuccurese


Confermate le peggiori previsioni, sarà il porto calabrese di Gioia Tauro quello nel quale transiteranno le armi chimiche provenienti dalla Siria che si trovano a bordo di quattro navi danesi e norvegesi. Annunciato dal capo dell'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche), Ahmet Uzumcu, la conferma è stata data dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi alle Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. Il transito di circa 560 tonnellate di sostanze chimiche letali dovrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio e in non più che 48 ore. Il diplomatico turco ha assicurato che "è stata presa ogni misura possibile per un trasferimento sicuro: i rischi sono molto evidenti e abbiamo preso tutte le misure per ridurli al minimo".

 Ma il sindaco di Gioia Tauro non ne sapeva nulla. "Non mi avevano informato. Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone", ha affermato il sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore. "E' gravissimo, forse il ministro Bonino non sa cos'è la democrazia. E' la solita scelta calata dall'alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l'altro, qui non c'è un'ospedale attrezzato". Preoccupato anche Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine: "Stiamo valutando di emettere un'ordinanza per chiudere il porto", ha detto.

Si apprende da fonti militari che la scelta sarebbe caduta su Gioia Tauro in quanto ritenuta una location particolarmente “tranquilla” sotto il profilo dell’ordine pubblico. Pare infatti che la principale preoccupazione delle autorità militari riguarderebbe il pericolo di contestazioni ed eventuali azioni di disturbo delle operazioni da parte dei movimenti pacifisti. Il porto reggino infatti sarebbe stato preferito ad altre località definite più “calde” come Livorno o Taranto. Per ogni evenienza le autorità militari sembrano aver individuato anche una soluzione alternativa a Gioia Tauro che dovrebbe essere il porto siciliano di Augusta, in provincia di Siracusa. Per le autorità invece sono pochi i timori legati ad incidenti nelle operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Non è chiaro se domani, dopo l’annuncio ufficiale da parte del Ministro degli Esteri Emma Bonino, si conosceranno anche le eventuali misure di sicurezza che saranno adottate dalle autorità italiane in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini. L’operazione resta infatti senza precedenti nel bacino del Mediterraneo e per ritrovare un carico di armi di questo tipo in transito dai porti italiani bisogna andare indietro alla guerra del Vietnam ed all’agente orange.

Questi i fatti riportati dalla stampa nazionale in questo concitato pomeriggio, resta evidente a tutti una realtà incontrovertibile, ancora una volta un'operazione ad alto rischio, come ammesso dal capo dell'Opac, sia per l'ambiente che per la popolazione locale, viene bellamente indirizzata verso Sud, cioè verso la colonia interna già usata infatti per l'incontrastato sversamento di miriadi di sostanze inquinanti negli ultimi vent'anni, come sta a dimostrare la vicenda della "Terra dei Fuochi" con le accuse nei confronti di organi dello stato e le dichiarazioni , ancora oggi senza nessuna smentita, del pentito Schiavone.
Addirittura fonti militari dicono apertamente che siamo considerati pecore ormai addomesticate e impossibilitate a reagire da 153 anni di repressione.

In tutto questo i parlamentari meridionali e calabresi presenti in parlamento non hanno nulla da obiettare, si adeguano vergognosamente, come sempre, accettando a capo chino e senza proferire parola i rischi per la popolazione.

Ci  auguriamo solo che le parole delle autorità locali non siano solo di prammatica ma che venga messo in atto, con  ogni possibile strumento democratico, un piano volto ad impedire questa ennesima imposizione dall'alto Mai come oggi risulta evidente la necessità di una presa di coscienza delle popolazioni dei propri diritti e della propria storia, nonchè  della crescita rapida del nostro Partito su quei comuni, cioè un partito territoriale nato esclusivamente per fare gli interessi della propria gente non dovendo rispondere a logiche romane o del nord, al fine di far cessare al più presto questo stato di cose ed ogni tipo di prevaricazione.

Ci credono pecore, torneremo lupi!!


SEGRETERIA NAZIONALE PARTITO DEL SUD 

L’aumento dei biglietti in Calabria: la presa di posizione del Partito del Sud.


Fonte: Tirreno News


Dal primo gennaio i biglietti ferroviari (abbiamo verificato i treni regionali) sono aumentati più del 15%.

Un biglietto Amantea-Gioia Tauro costava € 6,30 oggi costa € 7,40. Fra le motivazioni di tali aumenti vi è quella che i prezzi non erano conformi agli standard europei quindi di conseguenza è stato necessario adeguarli, almeno così è stato detto.

Chi viaggia sui treni regionali in Calabria verifica quotidianamente le condizioni di degrado nelle quali è costretto a viaggiare, su treni che nel migliore dei casi sono pezzi da museo, dismessi in qualche località del Nord Italia e naturalmente inviati nel sud Italia, in questo caso in Calabria, come rifiuti da smaltire.

Tutto questo avviene sistematicamente ormai da anni, nel silenzio assoluto e con la complicità dei politici nominati e della Regione Calabria, che nel caso dei treni regionali finanzia il servizio e di conseguenza dovrebbe pretendere per i cittadini calabresi uguali diritti rispetto al resto del paese.

In una terra dove i dati della crisi sono più rimarcati rispetto al resto del paese l'aumento considerevole dei trasporti (i treni regionali vengono utilizzati principalmente da lavoratori e studenti) non fa altro che aggravare la situazione, soprattutto quando si ha la consapevolezza che nonostante si faccia il proprio dovere (pagare gli aumenti ecc.) non si riceve in cambio alcun diritto, come ormai è prassi consolidata.

Partito del Sud Calabria

Fonte: Tirreno News

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Fonte: Tirreno News


Dal primo gennaio i biglietti ferroviari (abbiamo verificato i treni regionali) sono aumentati più del 15%.

Un biglietto Amantea-Gioia Tauro costava € 6,30 oggi costa € 7,40. Fra le motivazioni di tali aumenti vi è quella che i prezzi non erano conformi agli standard europei quindi di conseguenza è stato necessario adeguarli, almeno così è stato detto.

Chi viaggia sui treni regionali in Calabria verifica quotidianamente le condizioni di degrado nelle quali è costretto a viaggiare, su treni che nel migliore dei casi sono pezzi da museo, dismessi in qualche località del Nord Italia e naturalmente inviati nel sud Italia, in questo caso in Calabria, come rifiuti da smaltire.

Tutto questo avviene sistematicamente ormai da anni, nel silenzio assoluto e con la complicità dei politici nominati e della Regione Calabria, che nel caso dei treni regionali finanzia il servizio e di conseguenza dovrebbe pretendere per i cittadini calabresi uguali diritti rispetto al resto del paese.

In una terra dove i dati della crisi sono più rimarcati rispetto al resto del paese l'aumento considerevole dei trasporti (i treni regionali vengono utilizzati principalmente da lavoratori e studenti) non fa altro che aggravare la situazione, soprattutto quando si ha la consapevolezza che nonostante si faccia il proprio dovere (pagare gli aumenti ecc.) non si riceve in cambio alcun diritto, come ormai è prassi consolidata.

Partito del Sud Calabria

Fonte: Tirreno News

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martedì 7 gennaio 2014

La questione meridionale è ancora una "questione"? Report Integrale Parte 1/7


La questione meridionale è ancora una "questione"?

Riarde il dibattito sulla "questione meridionale" al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013. Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.

 Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS. Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.

 Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all'imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini. Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.

Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, "in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare"; "lo stesso trattamento si otterrebbe", così come sperimentato da Mannarino, "in qualunque banca anche senza l'intervento regionale".

 Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini. L'attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.

 Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre. Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come! Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.

 Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell'art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
 Anche il Sud ha diritto all'alta velocità ferroviaria, alla salute, all'istruzione, alla ricerca, alla produzione.

 Forte è l'appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l'acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali. Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.

Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.

Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del Partito del Sud)




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La questione meridionale è ancora una "questione"?

Riarde il dibattito sulla "questione meridionale" al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013. Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.

 Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori CZ e CS. Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.

 Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all'imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini. Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.

Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, "in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare"; "lo stesso trattamento si otterrebbe", così come sperimentato da Mannarino, "in qualunque banca anche senza l'intervento regionale".

 Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini. L'attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.

 Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre. Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come! Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.

 Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell'art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.
 Anche il Sud ha diritto all'alta velocità ferroviaria, alla salute, all'istruzione, alla ricerca, alla produzione.

 Forte è l'appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l'acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali. Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.

Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.

Franco Gallo (Coordinatore Pr. CZ del Partito del Sud)




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sabato 21 dicembre 2013

INAUGURATA LA SEDE DELLA SEZIONE “MICHELINA DE CESARE” DEL PARTITO DEL SUD A LAMEZIA TERME

Complimenti vivissimi e sinceri a tutti gli amici della nuova Sezione del Partito del Sud di Lamezia Terme ' Michelina De Cesare', che ha già così bene e concretamente iniziato ad operare sul territorio, come testimonia l' ottima riuscita del Convegno organizzato sabato scorso a Lamezia





Arrivano i "briganti" a Lamezia Terme.
Venerdì 20 Dicembre 2013 alle ore 19 gli iscritti del Partito del Sud della provincia di Catanzaro hanno ufficialmente inaugurato la sede della neoistituita sezione del partito intitolata a Michelina De Cesare.

La sede si trova in via Scaramuzzino n°33 di Lamezia Terme nella stanza messa generosamente a disposizione del partito dall'avvocato Giuseppina Fiore Melacrinis, ringraziata calorosamente da tutti gli iscritti nel corso della riunione.

Il coordinatore della sezione Ing. Francesco Antonio Cefalì, dopo aver ricordato con entusiasmo le gesta di Michelina De Cesare, ha tracciato la road map degli adempimenti e degli impegni politici che la sezione dovrà affrontare. Entro qualche settimana si procederà alla strutturazione della sezione con la nomina del segretario/tesoriere. Successivamente, annuncia Cefalì, si darà il via al concorso letterario sulle vicende risorgimentali riservato ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni che vorranno cimentarsi nella ricerca storica delle radici del Sud. Presto sarà formalizzato il regolamento e bandito il concorso. Al vincitore sarà corrisposto un premio in denaro messo a disposizione dagli iscritti del Partito del Sud della "Michelina De Cesare".

Presenti alla riunione anche gli iscritti della città di Falerna guidati dal referente di zona dott. Luca Godino e, proveniente da Catanzaro, il sig. Elio Rotundo, apprezzatissimo conoscitore della storia risorgimentale calabrese e catanzarese in particolare.

Una delle idee che guiderà l'azione del Partito del Sud è la divulgazione della vera storia del risorgimento che vide la nascita della colonia meridionale a tutto vantaggio dei fratelli invasori venuti da nord. Divulgazione mirata soprattutto ai giovani meridionali che ancora oggi, come allora, sono costretti ad emigrare abbandonando la propria terra e i propri cari.

Per ogni contatto utile con la sezione "Michelina De Cesare" del Partito del Sud di Lamezia Terme si potrà fare riferimento agli indirizzi mail
f.cefaly@inwind.it (Francesco Antonio Cefalì -- Coordinatore della Sezione "Michelina De Cesare") braian55@tiscali.it (Franco Gallo -- Coordinatore Provinciale CZ Partito del Sud


  https://www.youtube.com/watch?v=3N_S4o9X098#t=118


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Complimenti vivissimi e sinceri a tutti gli amici della nuova Sezione del Partito del Sud di Lamezia Terme ' Michelina De Cesare', che ha già così bene e concretamente iniziato ad operare sul territorio, come testimonia l' ottima riuscita del Convegno organizzato sabato scorso a Lamezia





Arrivano i "briganti" a Lamezia Terme.
Venerdì 20 Dicembre 2013 alle ore 19 gli iscritti del Partito del Sud della provincia di Catanzaro hanno ufficialmente inaugurato la sede della neoistituita sezione del partito intitolata a Michelina De Cesare.

La sede si trova in via Scaramuzzino n°33 di Lamezia Terme nella stanza messa generosamente a disposizione del partito dall'avvocato Giuseppina Fiore Melacrinis, ringraziata calorosamente da tutti gli iscritti nel corso della riunione.

Il coordinatore della sezione Ing. Francesco Antonio Cefalì, dopo aver ricordato con entusiasmo le gesta di Michelina De Cesare, ha tracciato la road map degli adempimenti e degli impegni politici che la sezione dovrà affrontare. Entro qualche settimana si procederà alla strutturazione della sezione con la nomina del segretario/tesoriere. Successivamente, annuncia Cefalì, si darà il via al concorso letterario sulle vicende risorgimentali riservato ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni che vorranno cimentarsi nella ricerca storica delle radici del Sud. Presto sarà formalizzato il regolamento e bandito il concorso. Al vincitore sarà corrisposto un premio in denaro messo a disposizione dagli iscritti del Partito del Sud della "Michelina De Cesare".

Presenti alla riunione anche gli iscritti della città di Falerna guidati dal referente di zona dott. Luca Godino e, proveniente da Catanzaro, il sig. Elio Rotundo, apprezzatissimo conoscitore della storia risorgimentale calabrese e catanzarese in particolare.

Una delle idee che guiderà l'azione del Partito del Sud è la divulgazione della vera storia del risorgimento che vide la nascita della colonia meridionale a tutto vantaggio dei fratelli invasori venuti da nord. Divulgazione mirata soprattutto ai giovani meridionali che ancora oggi, come allora, sono costretti ad emigrare abbandonando la propria terra e i propri cari.

Per ogni contatto utile con la sezione "Michelina De Cesare" del Partito del Sud di Lamezia Terme si potrà fare riferimento agli indirizzi mail
f.cefaly@inwind.it (Francesco Antonio Cefalì -- Coordinatore della Sezione "Michelina De Cesare") braian55@tiscali.it (Franco Gallo -- Coordinatore Provinciale CZ Partito del Sud


  https://www.youtube.com/watch?v=3N_S4o9X098#t=118


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martedì 17 dicembre 2013

Rizzo e Stella a Cosenza: noi c'eravamo....

Nella sala “University Club” di Rende ,dove gli spazi vuoti erano tanti, ieri mattina ho preso contatto con Rizzo e Stella presenti per presentare il loro libro "Se muore il Sud"..
Il mondo Accademico di Arcavacata non mi è sembrato interessato alle tematiche dei suddetti. I due giornalisti rileggono cose conosciute e in maniera cauta ammettono qualche colpa del Nord, e chiedono di superare, di non rimestare più sul Risorgimento parlando di imprecisioni anche da parte dei “revisionisti”. Qualche intervento dei professori presenti era più una lamentela verso la società civile locale e verso una classe politica non assolvibile, mentre tra i relatori al tavolo di presidenza c’era genuflessione alle tesi esposte, a differenza di quanto recentemente capitato a Bari.

Nel pomeriggio Rizzo e Stella, presenti alla Feltrinelli di Cosenza sempre per la presentazione del loro ultimo libro, hanno cambiato leggermente rotta. Tra dati Europei, Italiani e dati riferiti solo alle Regioni Meridionali hanno attaccato una classe politica-burocratica nazionale e meridionale in particolare non presentabile, che certamente non siamo noi a dover difendere, d'altra parte è quello che ha fatto la loro fortuna sette anni fa ( “la Casta”).

Apriamo gli occhi, i due giornalisti certamente hanno cambiato strategia nel “vendere il loro prodotto al Sud”, dopo le recenti esperienze di Napoli e Bari.... Alla fine della presentazione e dopo un vivace ma civile dialogo con i presenti, dove come unica voce meridionalista era presente solo il PdelSud, come si conviene quando si hanno ospiti, mi sono recato da Rizzo e ho regalato ( in fotocopia) “la Provincia Subordinata” di Luigi De Rosa invitandolo ad un buon uso e a una proficua lettura... Non conoscendo il testo, lo ha accettato con un sorriso, aggiungendo: “Ricorda che per metà sono Lucano”....

Giuseppe Spadafora


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Nella sala “University Club” di Rende ,dove gli spazi vuoti erano tanti, ieri mattina ho preso contatto con Rizzo e Stella presenti per presentare il loro libro "Se muore il Sud"..
Il mondo Accademico di Arcavacata non mi è sembrato interessato alle tematiche dei suddetti. I due giornalisti rileggono cose conosciute e in maniera cauta ammettono qualche colpa del Nord, e chiedono di superare, di non rimestare più sul Risorgimento parlando di imprecisioni anche da parte dei “revisionisti”. Qualche intervento dei professori presenti era più una lamentela verso la società civile locale e verso una classe politica non assolvibile, mentre tra i relatori al tavolo di presidenza c’era genuflessione alle tesi esposte, a differenza di quanto recentemente capitato a Bari.

Nel pomeriggio Rizzo e Stella, presenti alla Feltrinelli di Cosenza sempre per la presentazione del loro ultimo libro, hanno cambiato leggermente rotta. Tra dati Europei, Italiani e dati riferiti solo alle Regioni Meridionali hanno attaccato una classe politica-burocratica nazionale e meridionale in particolare non presentabile, che certamente non siamo noi a dover difendere, d'altra parte è quello che ha fatto la loro fortuna sette anni fa ( “la Casta”).

Apriamo gli occhi, i due giornalisti certamente hanno cambiato strategia nel “vendere il loro prodotto al Sud”, dopo le recenti esperienze di Napoli e Bari.... Alla fine della presentazione e dopo un vivace ma civile dialogo con i presenti, dove come unica voce meridionalista era presente solo il PdelSud, come si conviene quando si hanno ospiti, mi sono recato da Rizzo e ho regalato ( in fotocopia) “la Provincia Subordinata” di Luigi De Rosa invitandolo ad un buon uso e a una proficua lettura... Non conoscendo il testo, lo ha accettato con un sorriso, aggiungendo: “Ricorda che per metà sono Lucano”....

Giuseppe Spadafora


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La Questione Meridionale è ancora una "QUESTIONE"?

http://www.youtube.com/watch?v=AGhmUqhwMlE&feature=youtu.be

La Questione Meridionale è ancora una "QUESTIONE"?
Come difendersi dal federalismo dei rifiuti tossici.

Continua con tutti i mezzi disponibili (voglia di riscatto, passione per la nostra terra e un futuro migliore per i nostri figli) l'impegno del Partito del Sud sui territori. Ecco in breve quanto emerso lo scorso 14 dicembre a Lamezia Terme in un riuscitissimo incontro- convegno con i cittadini, le Associazioni e i Sindaci di due amministrazioni locali; per parlare dei problemi del Sud visti da Sud e per proporre una soluzione, sempre da Sud.


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http://www.youtube.com/watch?v=AGhmUqhwMlE&feature=youtu.be

La Questione Meridionale è ancora una "QUESTIONE"?
Come difendersi dal federalismo dei rifiuti tossici.

Continua con tutti i mezzi disponibili (voglia di riscatto, passione per la nostra terra e un futuro migliore per i nostri figli) l'impegno del Partito del Sud sui territori. Ecco in breve quanto emerso lo scorso 14 dicembre a Lamezia Terme in un riuscitissimo incontro- convegno con i cittadini, le Associazioni e i Sindaci di due amministrazioni locali; per parlare dei problemi del Sud visti da Sud e per proporre una soluzione, sempre da Sud.


 
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