lunedì 19 ottobre 2009

Comunicato Stampa Convegno Nazionale Partito del Sud - Gaeta 17/18 ottobre

Il convegno di Gaeta è finito. Sabato, affollato da delegazioni venute da tutta italia, si è svolta la lunga e interessante discussione politica con il confronto delle varie opinioni e l'analisi del momento politico particolarissimo che stiamo vivendo. Domenica mattina i gruppi Meridionalisti si son visti solo per firmare un documento programmatico d'intesa.

Oltre al Partito del Sud erano presenti:Sud Libero, Insorgenza,l'Altro Sud,Uniti per il Territorio,Sud indipendente, Alleanza per il Sud, Associazione Due Sicilie.

Sono arrivate adesioni da tutta Italia.
I movimenti in questione sono per un'alternativa sistemica ai partiti che hanno sconquassato il Sud in questi 150 anni di vita dello Stato cosiddetto unitario, contestatissimo dai presenti.
Questi ragazzi vogliono per il Sud autonomia completa, visto i risultati che i partiti di destra e di sinistra hanno regalato al sud in questo periodo storico: Milioni di morti in guerre che non ci appartenevano, emigrazione biblica che ancora oggi continua senza soluzione di continuità.
Vi sono stati interventi interessanti, come quello del Segretatio Nazionale Ciano che si è presentato dimissionario all'appuntamento ma acclamato ad alta voce dai presenti, acchè continui nella sua azione aggregativa delle varie espressioni del Sud, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, passando per i paesi europei e americani dai quali sono arrivate attestazioni di stima;
Erasmo Vecchio, inventore dei "Comprasud" portatore di valori assoluti, Nando Dicè. Andrea Balia, Peppe Quaranta, Massimo Calabrese, Michele Iannelli, Gianpiero Tiano dalla Calabria, Alessandro Tornello Coordinatore Regionale del PdSud Sicilia, Linda Cottone dalla Sicilia,Vittoria Mariani e Carmine Iannaccone da Napoli,Carmine Colacino dalla Basilicata, Francesco Laricchia da Bari, Antonio Iannaccone da Mantova, Natale Cuccurese da Reggio Emilia, Enzo Riccio da Roma, Enrico Viciconte, Ferdinando Pannella e Giuseppe Lipari sempre da Roma, Giacomo Pontarelli dal Molise, Alessandro Romano dell'Associazione Culturale Neoborbonica, il Direttore della Rivista Due Sicilie nonchè Presidente della Nazionale di Calcio del Regno delle Due Sicilie Antonio Pagano, Pompeo De Chiara e tanti altri hanno dato vita ad un serrato confronto.
Dopo la lettura dei saluti inviati da Don Giuliano Lilli di Isernia, da John Napoli da New York e dal Professore Giuseppe Maiello da Praga non è mancato l'apporto del Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi che ha dato ai presenti il Benvenuto ai convegnisti nella città martire del Risorgimento.
Particolarmente significativo inoltre il saluto portato personalmente da Angelo Ferrillo promotore dell'Associazione "La Terra dei Fuochi" (www.laterradei fuochi.it) che ha portato la sua sconvolgente testimonianza al Convegno ed è stato lungamente applaudito.
Oltre al Comprasud, già nato a Catania,sono in germinazione società editrici, musicali, e forse in embrione compagnie assicurative, telefoniche e mediatiche.
Il Sud deve riprendersi il mercato, diventato colonia di sfruttamento da parte del Nord.
Il Gruppo Sella, piemontese Doc, ha fatto le Banche del Sud?
Il Mantovano Tremonti vuole rispondere con la Banca del Mezzogiorno.
Tutte del Nord, un'altra truffa.
I Partiti del Sud hanno detto in coro che se ne devono andare dal Sud. La colonia si sta ribellando.Colonia che ha ingrassato speculatori e mafiosi di tutti i tipi.
Il Grido di Dolore del Sud si è levato forte da Gaeta, ci vorrà pazienza e tempo, ma il Sud vincerà.
A Gaeta finì il Regno delle Due Sicilie e da Gaeta si sta incamminando il Sud verso la Libertà che gli è stata tolta dai piemontesi di ieri e dai lombardi di oggi che hanno accorpato tutta quella economia che dicono italiana, ma in realtà è solo Tosco padana.

A Gaeta si è deciso di andare da soli nelle elezioni di qualsiasi tipo, sia regionali che nazionali, ogni azione per il Sud è stata condivisa da chi, oggi, vuole presentarsi vergine all'appuntamento con la storia. I vari Movimenti nati nel Sud, amici e compari dei partiti che hanno dissanguato il meridione,non daranno nessuna spinta alla Questione Meridionale. Forse non hanno capito che i partiti confluiti a Gaeta detestano persino il Parlamento di Montecitorio, lì, si sono seduti i maggiori responsabili del massacro del Sud, sia umano che economico.
Nascerà a Napoli un Parlamento dove i Partiti e i Movimenti del Sud si daranno appuntamento per decidere, con governi ombra e provvisori, la strada da seguire, per dare ridare al Sud la dignità perduta da 148 anni.
La nostra Repubblica non può festeggiare i massacri subiti da una parte d'Italia.
In Francia, il 14 luglio di ogni anno si festeggia la repubblica e non la monarchia.
Chi non sa queste cose non può far parte di questo Stato repubblicano, nato sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo, dell'Italia del risorgimento. Morirono un milione di meridionali nel 1861, 87 mila partigiani nel 1943-45, tutti, indistintamente,contro casa Savoia.

Antonio Ciano

Partito del Sud
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Il convegno di Gaeta è finito. Sabato, affollato da delegazioni venute da tutta italia, si è svolta la lunga e interessante discussione politica con il confronto delle varie opinioni e l'analisi del momento politico particolarissimo che stiamo vivendo. Domenica mattina i gruppi Meridionalisti si son visti solo per firmare un documento programmatico d'intesa.

Oltre al Partito del Sud erano presenti:Sud Libero, Insorgenza,l'Altro Sud,Uniti per il Territorio,Sud indipendente, Alleanza per il Sud, Associazione Due Sicilie.

Sono arrivate adesioni da tutta Italia.
I movimenti in questione sono per un'alternativa sistemica ai partiti che hanno sconquassato il Sud in questi 150 anni di vita dello Stato cosiddetto unitario, contestatissimo dai presenti.
Questi ragazzi vogliono per il Sud autonomia completa, visto i risultati che i partiti di destra e di sinistra hanno regalato al sud in questo periodo storico: Milioni di morti in guerre che non ci appartenevano, emigrazione biblica che ancora oggi continua senza soluzione di continuità.
Vi sono stati interventi interessanti, come quello del Segretatio Nazionale Ciano che si è presentato dimissionario all'appuntamento ma acclamato ad alta voce dai presenti, acchè continui nella sua azione aggregativa delle varie espressioni del Sud, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, passando per i paesi europei e americani dai quali sono arrivate attestazioni di stima;
Erasmo Vecchio, inventore dei "Comprasud" portatore di valori assoluti, Nando Dicè. Andrea Balia, Peppe Quaranta, Massimo Calabrese, Michele Iannelli, Gianpiero Tiano dalla Calabria, Alessandro Tornello Coordinatore Regionale del PdSud Sicilia, Linda Cottone dalla Sicilia,Vittoria Mariani e Carmine Iannaccone da Napoli,Carmine Colacino dalla Basilicata, Francesco Laricchia da Bari, Antonio Iannaccone da Mantova, Natale Cuccurese da Reggio Emilia, Enzo Riccio da Roma, Enrico Viciconte, Ferdinando Pannella e Giuseppe Lipari sempre da Roma, Giacomo Pontarelli dal Molise, Alessandro Romano dell'Associazione Culturale Neoborbonica, il Direttore della Rivista Due Sicilie nonchè Presidente della Nazionale di Calcio del Regno delle Due Sicilie Antonio Pagano, Pompeo De Chiara e tanti altri hanno dato vita ad un serrato confronto.
Dopo la lettura dei saluti inviati da Don Giuliano Lilli di Isernia, da John Napoli da New York e dal Professore Giuseppe Maiello da Praga non è mancato l'apporto del Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi che ha dato ai presenti il Benvenuto ai convegnisti nella città martire del Risorgimento.
Particolarmente significativo inoltre il saluto portato personalmente da Angelo Ferrillo promotore dell'Associazione "La Terra dei Fuochi" (www.laterradei fuochi.it) che ha portato la sua sconvolgente testimonianza al Convegno ed è stato lungamente applaudito.
Oltre al Comprasud, già nato a Catania,sono in germinazione società editrici, musicali, e forse in embrione compagnie assicurative, telefoniche e mediatiche.
Il Sud deve riprendersi il mercato, diventato colonia di sfruttamento da parte del Nord.
Il Gruppo Sella, piemontese Doc, ha fatto le Banche del Sud?
Il Mantovano Tremonti vuole rispondere con la Banca del Mezzogiorno.
Tutte del Nord, un'altra truffa.
I Partiti del Sud hanno detto in coro che se ne devono andare dal Sud. La colonia si sta ribellando.Colonia che ha ingrassato speculatori e mafiosi di tutti i tipi.
Il Grido di Dolore del Sud si è levato forte da Gaeta, ci vorrà pazienza e tempo, ma il Sud vincerà.
A Gaeta finì il Regno delle Due Sicilie e da Gaeta si sta incamminando il Sud verso la Libertà che gli è stata tolta dai piemontesi di ieri e dai lombardi di oggi che hanno accorpato tutta quella economia che dicono italiana, ma in realtà è solo Tosco padana.

A Gaeta si è deciso di andare da soli nelle elezioni di qualsiasi tipo, sia regionali che nazionali, ogni azione per il Sud è stata condivisa da chi, oggi, vuole presentarsi vergine all'appuntamento con la storia. I vari Movimenti nati nel Sud, amici e compari dei partiti che hanno dissanguato il meridione,non daranno nessuna spinta alla Questione Meridionale. Forse non hanno capito che i partiti confluiti a Gaeta detestano persino il Parlamento di Montecitorio, lì, si sono seduti i maggiori responsabili del massacro del Sud, sia umano che economico.
Nascerà a Napoli un Parlamento dove i Partiti e i Movimenti del Sud si daranno appuntamento per decidere, con governi ombra e provvisori, la strada da seguire, per dare ridare al Sud la dignità perduta da 148 anni.
La nostra Repubblica non può festeggiare i massacri subiti da una parte d'Italia.
In Francia, il 14 luglio di ogni anno si festeggia la repubblica e non la monarchia.
Chi non sa queste cose non può far parte di questo Stato repubblicano, nato sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo, dell'Italia del risorgimento. Morirono un milione di meridionali nel 1861, 87 mila partigiani nel 1943-45, tutti, indistintamente,contro casa Savoia.

Antonio Ciano

Partito del Sud
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sabato 17 ottobre 2009

Convegno nazionale del Partito del Sud: RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA DIGNITA'




Di Antonio Ciano

La strada è lunga, irta, difficile, ma bisognava anche cominciare il cammino interrotto dai piemontesi 148 anni fa.

Destra e sinistra saranno i nostri avversari di domani. Per difendersi dal Partito del Sud dovranno allearsi, la strada ...è irta, ma possibile. Non possiamo restare al guinzaglio dei nostri colonizzatori. I politici difendono l'economia delle loro regioni e i deputati meridionali sono i loro ascari. Vedete, hanno votato per i Fondi fas, e lo hanno fatto anche deputati meridionali, stanno prendendo la via di Malpensa e dei vaccari padani e Lombardo se ne uscì dall'aula parlamentare, per salvare la faccia. Oggi ci governa una oligarchia ( destra sinistra) che ha affossato il Mezzogiorno, ha distrutto la nostra economia, le nostre industrie, la nostra agricoltura, le nostre banche. Ma ci pensate? Franceschini, Prodi, Marini, erano tutti nel calderone democristiano; Bondi, Cicchitto, Ferrara, Pecorella; Liguori ecc ecc erano tutti nella sinistra, Fini era fascista...c'è qualcosa che non va...io ho scelto la strada del Sud...loro, destra e sinistra, stanno difendendo l'economia Tosco padana e fanno bene, sono legittimati dagli elettori a farlo, siamo noi del Sud che non sappiamo farlo, ma stiamo imparando...e un giorno arriveremo a Roma
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Di Antonio Ciano

La strada è lunga, irta, difficile, ma bisognava anche cominciare il cammino interrotto dai piemontesi 148 anni fa.

Destra e sinistra saranno i nostri avversari di domani. Per difendersi dal Partito del Sud dovranno allearsi, la strada ...è irta, ma possibile. Non possiamo restare al guinzaglio dei nostri colonizzatori. I politici difendono l'economia delle loro regioni e i deputati meridionali sono i loro ascari. Vedete, hanno votato per i Fondi fas, e lo hanno fatto anche deputati meridionali, stanno prendendo la via di Malpensa e dei vaccari padani e Lombardo se ne uscì dall'aula parlamentare, per salvare la faccia. Oggi ci governa una oligarchia ( destra sinistra) che ha affossato il Mezzogiorno, ha distrutto la nostra economia, le nostre industrie, la nostra agricoltura, le nostre banche. Ma ci pensate? Franceschini, Prodi, Marini, erano tutti nel calderone democristiano; Bondi, Cicchitto, Ferrara, Pecorella; Liguori ecc ecc erano tutti nella sinistra, Fini era fascista...c'è qualcosa che non va...io ho scelto la strada del Sud...loro, destra e sinistra, stanno difendendo l'economia Tosco padana e fanno bene, sono legittimati dagli elettori a farlo, siamo noi del Sud che non sappiamo farlo, ma stiamo imparando...e un giorno arriveremo a Roma
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sabato 18 ottobre 2008

Antonio Ciano punta al Parlamento del Sud


Di Anna Galise


GAETA Le strategie politiche ed economiche del Partito del Sud si disegnano a Gaeta, dov’è stato costituito a livello nazionale l’8 dicembre 2007. Sabato scorso, 11 ottobre, il direttivo, presieduto dal segretario nazionale Antonio Ciano, si è riunito nella sala congressi dell’hotel Mirasole, per portare avanti il discorso avviato e in evoluzione.

L’obiettivo è quello di creare, nel giro di 5 anni, l’alternativa politica ed economica al blocco del Nord, ma anche di dar vita ad una grande riforma costituzionale che preveda il Sud come macro-regione confederata con lo Stato nazionale, nel rispetto, affermano gli esponenti meridionalisti, del patto internazionale sui diritti civili e politici delle popolazioni, laddove cita che: «tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione.

In virtù di tale diritto essi decidono liberamente del loro stato politico, ne perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale».

Sabato si è parlato infatti dei passi da cominciare a muovere in ogni direzione, comprese le possibili alleanze, in vista delle prossime elezioni provinciali ed europee e del programma.

I temi sul tappeto: federalismo, strutture commerciali, imprenditoria e disoccupazione.

«Il PdSud - spiega Ciano - guarda con interesse all’esperienza di Alleanza federalista promossa dall’onorevole Giacomo Chiappori, rivolta a favorire, come noi, la nascita di un soggetto politico dei meridionali. Per questo motivo abbiamo nominato, sulla base di una mozione presentata a tal proposito dal vicecoordinatore Erasmo Vecchio, approvata all’unanimità, un comitato di coordinamento nazionale che apra con Af una fase interlocutoria rivolta a verificare, sia l’opportunità di dare vita al Parlamento del Sud, quale organismo unico di proposta e confronto, sia la possibilità di una partecipazione congiunta alle europee 2009.

Fermo restando che alle amministrative il PdSud deciderà invece autonomamente le modalità di partecipazione a tali elezioni, sulla base delle situazioni locali, nella consapevolezza che per statuto il partito non è assimilabile alla logica degli attuali schieramenti di destra, sinistra o centro».
Per quanto riguarda le strategie economiche, «il Partito del sud - aggiunge Ciano - è nato per difendere la fragile economia del meridione, gli imprenditori strozzati dalle banche del Nord, l’agricoltura, l’artigianato. Oggi infatti il Sud è mercato del Nord, è colonia del Nord, è sottomessa ai partiti del Nord. Il 70% delle famiglie povere italiane risiede al Sud, dove il livello di disoccupazione giovanile ha raggiunto la soglia del 70%. Solo nel 2007 sono emigrati 150 mila giovani».

Altro tema affrontato a Gaeta, il federalismo. «Lo vogliamo - assicura e conclude l’assessore Ciano. Ma saremo i primi a sottoscriverlo solo se Calderoli lo integrasse con un federalismo regionale. Le regioni del Sud, tutte bagnate dal mare, hanno infatti bisogno di un federalismo ad hoc per evitare, come succede adesso, che tutti i soldi pagati dai concessionari delle spiagge vadano ad arricchire le casse dello Stato e che a beneficiarne siano le regioni padane, mentre ai nostri Comuni non arriva un solo centesimo. Stessa cosa per le tasse dei noli e di imbarco e sbarco delle merci, senza dimenticare che regioni ricchissime di materie prime, come Basilicata e Sicilia, non guadagnano niente dall’estrazione del petrolio che copiosamente esce dai pozzi».

Intanto prosegue l’iniziativa per l’apertura di supermercati CompraSud: già 600 gli operatori agricoli ed industriali del Sud aderenti.

Articolo pubblicato da “Il Tempo” il 14-10-2008
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Di Anna Galise


GAETA Le strategie politiche ed economiche del Partito del Sud si disegnano a Gaeta, dov’è stato costituito a livello nazionale l’8 dicembre 2007. Sabato scorso, 11 ottobre, il direttivo, presieduto dal segretario nazionale Antonio Ciano, si è riunito nella sala congressi dell’hotel Mirasole, per portare avanti il discorso avviato e in evoluzione.

L’obiettivo è quello di creare, nel giro di 5 anni, l’alternativa politica ed economica al blocco del Nord, ma anche di dar vita ad una grande riforma costituzionale che preveda il Sud come macro-regione confederata con lo Stato nazionale, nel rispetto, affermano gli esponenti meridionalisti, del patto internazionale sui diritti civili e politici delle popolazioni, laddove cita che: «tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione.

In virtù di tale diritto essi decidono liberamente del loro stato politico, ne perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale».

Sabato si è parlato infatti dei passi da cominciare a muovere in ogni direzione, comprese le possibili alleanze, in vista delle prossime elezioni provinciali ed europee e del programma.

I temi sul tappeto: federalismo, strutture commerciali, imprenditoria e disoccupazione.

«Il PdSud - spiega Ciano - guarda con interesse all’esperienza di Alleanza federalista promossa dall’onorevole Giacomo Chiappori, rivolta a favorire, come noi, la nascita di un soggetto politico dei meridionali. Per questo motivo abbiamo nominato, sulla base di una mozione presentata a tal proposito dal vicecoordinatore Erasmo Vecchio, approvata all’unanimità, un comitato di coordinamento nazionale che apra con Af una fase interlocutoria rivolta a verificare, sia l’opportunità di dare vita al Parlamento del Sud, quale organismo unico di proposta e confronto, sia la possibilità di una partecipazione congiunta alle europee 2009.

Fermo restando che alle amministrative il PdSud deciderà invece autonomamente le modalità di partecipazione a tali elezioni, sulla base delle situazioni locali, nella consapevolezza che per statuto il partito non è assimilabile alla logica degli attuali schieramenti di destra, sinistra o centro».
Per quanto riguarda le strategie economiche, «il Partito del sud - aggiunge Ciano - è nato per difendere la fragile economia del meridione, gli imprenditori strozzati dalle banche del Nord, l’agricoltura, l’artigianato. Oggi infatti il Sud è mercato del Nord, è colonia del Nord, è sottomessa ai partiti del Nord. Il 70% delle famiglie povere italiane risiede al Sud, dove il livello di disoccupazione giovanile ha raggiunto la soglia del 70%. Solo nel 2007 sono emigrati 150 mila giovani».

Altro tema affrontato a Gaeta, il federalismo. «Lo vogliamo - assicura e conclude l’assessore Ciano. Ma saremo i primi a sottoscriverlo solo se Calderoli lo integrasse con un federalismo regionale. Le regioni del Sud, tutte bagnate dal mare, hanno infatti bisogno di un federalismo ad hoc per evitare, come succede adesso, che tutti i soldi pagati dai concessionari delle spiagge vadano ad arricchire le casse dello Stato e che a beneficiarne siano le regioni padane, mentre ai nostri Comuni non arriva un solo centesimo. Stessa cosa per le tasse dei noli e di imbarco e sbarco delle merci, senza dimenticare che regioni ricchissime di materie prime, come Basilicata e Sicilia, non guadagnano niente dall’estrazione del petrolio che copiosamente esce dai pozzi».

Intanto prosegue l’iniziativa per l’apertura di supermercati CompraSud: già 600 gli operatori agricoli ed industriali del Sud aderenti.

Articolo pubblicato da “Il Tempo” il 14-10-2008

domenica 12 ottobre 2008

Partito del Sud: Comunicato stampa


Arrivati da quasi tutte le regioni italiane i componenti il direttivo nazionale del Partito del Sud si sono riuniti nella sala dei congressi dell’Hotel Mirasole di Gaeta.

Si è parlato di federalismo, di strutture commerciali, di imprenditoria e di disoccupazione.

Con l’ultima discesa dei Savoia ci è stata smembrata l’economia, distrutto l’apparato industriale, massacrato il Sud in tutte le sue forme, e dopo una guerra civile durata dodici anni, chiamata dai piemontesi lotta di repressione del brigantaggio, dopo aver massacrato oltre un milione di contadini e cittadini che difendevano le loro terre, i loro beni, le loro donne c’è stata una emigrazione di proporzioni bibliche di ben 24 milioni di persone.

Oggi l’economia “nazionale” ha le sue basi nel Nord. Tutte le grandi e le piccole fabbriche stazionano tra il Piemonte, la Lombardia (che nel 1861 era la regione più povera d’ Europa), il Veneto e l’Emilia Romagna.

Le compagnie di assicurazione, le grandi insegne della moderna distribuzione, i grandi centri fieristici internazionali, le compagnie telefoniche?

Tutte hanno le loro sedi a Milano, Bologna, Trieste, Genova, Torino.

I partiti nazionali di destra e di sinistra, legittimamente difendono gli interessi di quelle compagnie, di quella zona ricca d’Italia.

La stessa Confidustria è milanocentrica e fortemente condizionata dalla presenza industriale del Nord.

Il partito del Sud è nato per difendere la fragile economia del meridione che stenta a partire; è nato per difendere gli imprenditori strozzati dalle banche del Nord; è nato per difendere l’agricoltura da leggi inique fatte apposta per affogarla nelle pastoie burocratiche; è nato per difendere l’artigianato che un tempo era il nostro vanto e la nostra ricchezza; è nato per dare occupazione ai giovani; è nato per far sviluppare il Sud per renderlo forte economicamente.

Solo con un Sud rinato economicamente l’Italia può competere con le grandi nazioni della Terra.

Oggi il Sud è mercato del Nord, è colonia del Nord, è sottomessa ai partiti del Nord. Il 70% delle famiglie povere italiane risiede al Sud.

Nel Sud il livello di disoccupazione giovanile ha raggiunto la soglia del 70%. Dando forza al partito del Sud si dà forza ai propri sacrosanti diritti, alle proprie aspirazioni. I nostri ragazzi non devono più emigrare.

Nel 2007 dal Sud sono emigrati 150 mila giovani, chiamati terroni da coloro i quali si sono arricchiti con il drenaggio fiscale ai danni del Sud praticato dai vari governi di destra e di sinistra dal 1861 ad oggi.

Il Partito del Sud si batte per una grande riforma costituzionale che, preveda il Sud come macro-regione confederata con lo Stato nazionale, nel rispetto del patto internazionale sui diritti civili e politici dei Popoli laddove cita che: “ tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione.

In virtu di tale diritto essi decidono liberamente del loro stato politico, ne perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”.

Si parla tanto di federalismo,noi vogliamo adattarlo alle realtà regionali.

Se applicato così come ce lo propone Calderoli, lo respingiamo al mittente, ma se integrato con un federalismo regionale saremo i primi a sottoscriverlo.

Le regioni del Sud, tutte bagnate dal mare, a differenza della Lombardia e del Piemonte, ha bisogno di un federalismo ad hoc.

Attualmente tutti i soldi pagati dai concessionari delle spiagge vanno ad arricchire le casse dello Stato, a beneficiarne sono le regioni padane, ai nostri comuni non arriva un solo centesimo, le tasse dei noli , di quelle di imbarco e sbarco delle merci vanno allo stato centrale, ai comuni solo l’onere di fornire gli scali di servizi infrastutturali e la responsabilità di mantenere quei siti puliti.

Lo Stato incassa miliardi di euro e i comuni devono pagare anche ditte private per la pulizia dell’inquinamento prodotto sia in mare che a terra. Regioni ricchissime di materie prime, parliamo della Basilicata e della Sicilia, non guadagnano niente dall’estrazione del petrolio che copiosamente esce dai pozzi.

Al sud stanno aprendo i primi supermercati “COMPRASUD” , vi hanno aderito già 600 operatori agricoli ed industriali del Sud, e il nostro partito sta sponsorizzando tale forma di aggregazione commerciale.

Tra i vari argomenti toccati si è parlato di alleanze politiche da seguire per le prossime elezioni europee.


Il Partito del Sud riunito in Congresso a Gaeta l’11 ottobre 2008, approva all’unanimità la seguente mozione presentata dal Vice Coordinatore Nazionale Erasmo Vecchio.


Il PdSud guarda con interesse all’esperienza di Alleanza Federalista promossa dall’On. Giacomo Chiappori, rivolta a favorire la nascita di un soggetto politico dei meridionali.
Atteso che tale finalità è perseguita anche dal PdSud, il Congresso decide di incaricare il Comitato di Coordinamento Nazionale ad aprire una fase interlocutoria con A.F. rivolta a verificare l’opportunità di dare vita al cosiddetto Parlamento del Sud, quale organismo di proposta e confronto della comunità meridionale, e partecipare congiuntamente alle elezioni europee 2009.
Resta inteso che alle elezioni amministrative del 2009 il PdSud deciderà autonomamente le modalità di partecipazione alle stesse elezioni, sulla base delle situazioni locali, nella consapevolezza che lo stesso PdSud, per statuto, non è assimilabile alla logica degli attuali schieramenti partitici di destra, sinistra o centro.

Tale documento è stato firmato all’unanimità da tutti i componenti il direttivo nazionale.

Il Direttivo Nazionale del partito del Sud erano presenti, oltre al segretario nazionale Cap.Antonio Ciano, i segretari regionali

del Piemonte nella figura del Prof. Ferdinando Mallamaci,
della Puglia dott.Francesco Laricchia,
della Liguria prof.essa Costanza Castellano,
dell’Emilia Romagna dott. Natale Cuccurese,
della Lombardia dott. Antonio Iannaccone,
dal Lazio Ing. Vincenzo Riccio,
della Campania Il sig Dario Caprio
della Sicilia Dott. ErasmoVecchio

e come osservatore speciale Il dott. Nando Dicè coordinatore in Napoli di INSORGENZA civile.


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Arrivati da quasi tutte le regioni italiane i componenti il direttivo nazionale del Partito del Sud si sono riuniti nella sala dei congressi dell’Hotel Mirasole di Gaeta.

Si è parlato di federalismo, di strutture commerciali, di imprenditoria e di disoccupazione.

Con l’ultima discesa dei Savoia ci è stata smembrata l’economia, distrutto l’apparato industriale, massacrato il Sud in tutte le sue forme, e dopo una guerra civile durata dodici anni, chiamata dai piemontesi lotta di repressione del brigantaggio, dopo aver massacrato oltre un milione di contadini e cittadini che difendevano le loro terre, i loro beni, le loro donne c’è stata una emigrazione di proporzioni bibliche di ben 24 milioni di persone.

Oggi l’economia “nazionale” ha le sue basi nel Nord. Tutte le grandi e le piccole fabbriche stazionano tra il Piemonte, la Lombardia (che nel 1861 era la regione più povera d’ Europa), il Veneto e l’Emilia Romagna.

Le compagnie di assicurazione, le grandi insegne della moderna distribuzione, i grandi centri fieristici internazionali, le compagnie telefoniche?

Tutte hanno le loro sedi a Milano, Bologna, Trieste, Genova, Torino.

I partiti nazionali di destra e di sinistra, legittimamente difendono gli interessi di quelle compagnie, di quella zona ricca d’Italia.

La stessa Confidustria è milanocentrica e fortemente condizionata dalla presenza industriale del Nord.

Il partito del Sud è nato per difendere la fragile economia del meridione che stenta a partire; è nato per difendere gli imprenditori strozzati dalle banche del Nord; è nato per difendere l’agricoltura da leggi inique fatte apposta per affogarla nelle pastoie burocratiche; è nato per difendere l’artigianato che un tempo era il nostro vanto e la nostra ricchezza; è nato per dare occupazione ai giovani; è nato per far sviluppare il Sud per renderlo forte economicamente.

Solo con un Sud rinato economicamente l’Italia può competere con le grandi nazioni della Terra.

Oggi il Sud è mercato del Nord, è colonia del Nord, è sottomessa ai partiti del Nord. Il 70% delle famiglie povere italiane risiede al Sud.

Nel Sud il livello di disoccupazione giovanile ha raggiunto la soglia del 70%. Dando forza al partito del Sud si dà forza ai propri sacrosanti diritti, alle proprie aspirazioni. I nostri ragazzi non devono più emigrare.

Nel 2007 dal Sud sono emigrati 150 mila giovani, chiamati terroni da coloro i quali si sono arricchiti con il drenaggio fiscale ai danni del Sud praticato dai vari governi di destra e di sinistra dal 1861 ad oggi.

Il Partito del Sud si batte per una grande riforma costituzionale che, preveda il Sud come macro-regione confederata con lo Stato nazionale, nel rispetto del patto internazionale sui diritti civili e politici dei Popoli laddove cita che: “ tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione.

In virtu di tale diritto essi decidono liberamente del loro stato politico, ne perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”.

Si parla tanto di federalismo,noi vogliamo adattarlo alle realtà regionali.

Se applicato così come ce lo propone Calderoli, lo respingiamo al mittente, ma se integrato con un federalismo regionale saremo i primi a sottoscriverlo.

Le regioni del Sud, tutte bagnate dal mare, a differenza della Lombardia e del Piemonte, ha bisogno di un federalismo ad hoc.

Attualmente tutti i soldi pagati dai concessionari delle spiagge vanno ad arricchire le casse dello Stato, a beneficiarne sono le regioni padane, ai nostri comuni non arriva un solo centesimo, le tasse dei noli , di quelle di imbarco e sbarco delle merci vanno allo stato centrale, ai comuni solo l’onere di fornire gli scali di servizi infrastutturali e la responsabilità di mantenere quei siti puliti.

Lo Stato incassa miliardi di euro e i comuni devono pagare anche ditte private per la pulizia dell’inquinamento prodotto sia in mare che a terra. Regioni ricchissime di materie prime, parliamo della Basilicata e della Sicilia, non guadagnano niente dall’estrazione del petrolio che copiosamente esce dai pozzi.

Al sud stanno aprendo i primi supermercati “COMPRASUD” , vi hanno aderito già 600 operatori agricoli ed industriali del Sud, e il nostro partito sta sponsorizzando tale forma di aggregazione commerciale.

Tra i vari argomenti toccati si è parlato di alleanze politiche da seguire per le prossime elezioni europee.


Il Partito del Sud riunito in Congresso a Gaeta l’11 ottobre 2008, approva all’unanimità la seguente mozione presentata dal Vice Coordinatore Nazionale Erasmo Vecchio.


Il PdSud guarda con interesse all’esperienza di Alleanza Federalista promossa dall’On. Giacomo Chiappori, rivolta a favorire la nascita di un soggetto politico dei meridionali.
Atteso che tale finalità è perseguita anche dal PdSud, il Congresso decide di incaricare il Comitato di Coordinamento Nazionale ad aprire una fase interlocutoria con A.F. rivolta a verificare l’opportunità di dare vita al cosiddetto Parlamento del Sud, quale organismo di proposta e confronto della comunità meridionale, e partecipare congiuntamente alle elezioni europee 2009.
Resta inteso che alle elezioni amministrative del 2009 il PdSud deciderà autonomamente le modalità di partecipazione alle stesse elezioni, sulla base delle situazioni locali, nella consapevolezza che lo stesso PdSud, per statuto, non è assimilabile alla logica degli attuali schieramenti partitici di destra, sinistra o centro.

Tale documento è stato firmato all’unanimità da tutti i componenti il direttivo nazionale.

Il Direttivo Nazionale del partito del Sud erano presenti, oltre al segretario nazionale Cap.Antonio Ciano, i segretari regionali

del Piemonte nella figura del Prof. Ferdinando Mallamaci,
della Puglia dott.Francesco Laricchia,
della Liguria prof.essa Costanza Castellano,
dell’Emilia Romagna dott. Natale Cuccurese,
della Lombardia dott. Antonio Iannaccone,
dal Lazio Ing. Vincenzo Riccio,
della Campania Il sig Dario Caprio
della Sicilia Dott. ErasmoVecchio

e come osservatore speciale Il dott. Nando Dicè coordinatore in Napoli di INSORGENZA civile.


DOCUMENTO CONCLUSIVO CONGRESSO PdSUD


Il Partito del Sud riunito in Congresso a Gaeta sabato 11 ottobre 2008 approva all’unanimità la seguente mozione presentata dal Vice Coordinatore Nazionale Erasmo Vecchio:


Il "Partito del Sud" guarda con interesse all’esperienza di "Alleanza Federalista" promossa dall’On. Giacomo Chiappori, rivolta a favorire la nascita di un soggetto politico dei meridionali.

Atteso che tale finalità è perseguita anche dal PdSud, il Congresso decide di incaricare il Comitato di Coordinamento Nazionale ad aprire una fase interlocutoria con A.F. rivolta a verificare l’opportunità di dare vita al cosiddetto Parlamento del Sud, quale organismo di proposta e confronto della comunità meridionale, e partecipare congiuntamente alle elezioni europee 2009.

Resta inteso che alle elezioni amministrative del 2009 il PdSud deciderà autonomamente le modalità di partecipazione alle stesse elezioni, sulla base delle situazioni locali, nella consapevolezza che lo stesso PdSud, per statuto, non è assimilabile alla logica degli attuali schieramenti partitici di destra, sinistra o centro.

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Il Partito del Sud riunito in Congresso a Gaeta sabato 11 ottobre 2008 approva all’unanimità la seguente mozione presentata dal Vice Coordinatore Nazionale Erasmo Vecchio:


Il "Partito del Sud" guarda con interesse all’esperienza di "Alleanza Federalista" promossa dall’On. Giacomo Chiappori, rivolta a favorire la nascita di un soggetto politico dei meridionali.

Atteso che tale finalità è perseguita anche dal PdSud, il Congresso decide di incaricare il Comitato di Coordinamento Nazionale ad aprire una fase interlocutoria con A.F. rivolta a verificare l’opportunità di dare vita al cosiddetto Parlamento del Sud, quale organismo di proposta e confronto della comunità meridionale, e partecipare congiuntamente alle elezioni europee 2009.

Resta inteso che alle elezioni amministrative del 2009 il PdSud deciderà autonomamente le modalità di partecipazione alle stesse elezioni, sulla base delle situazioni locali, nella consapevolezza che lo stesso PdSud, per statuto, non è assimilabile alla logica degli attuali schieramenti partitici di destra, sinistra o centro.

martedì 7 ottobre 2008

Congresso Partito del Sud-Alleanza Meridionale:fase finale


Si conferma la data per la fase finale del 1° congresso del Partito del Sud-Alleanza Meridionale che pertanto si terrà sabato 11 Ottobre alle ore 10,00 presso la sede del partito a Gaeta in via Roma 18.

I dirigenti e simpatizzanti sono invitati ad intervenire numerosi.

PROGRAMMA


h 9:00 Registrazione dei partecipanti.

h 10:00 Relazioni.
h 12:00 Dibattito.

h 13:00 Pausa pranzo.

h 15:30 Ripresa dei lavori congressuali.

h 16:30 Elezione delle nuove cariche.

h.18,00 Chiusura dei lavori.


Per il Coordinatore Nazionale A.Ciano

Il Coordinatore Organizzativo
Francesco Laricchia
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Si conferma la data per la fase finale del 1° congresso del Partito del Sud-Alleanza Meridionale che pertanto si terrà sabato 11 Ottobre alle ore 10,00 presso la sede del partito a Gaeta in via Roma 18.

I dirigenti e simpatizzanti sono invitati ad intervenire numerosi.

PROGRAMMA


h 9:00 Registrazione dei partecipanti.

h 10:00 Relazioni.
h 12:00 Dibattito.

h 13:00 Pausa pranzo.

h 15:30 Ripresa dei lavori congressuali.

h 16:30 Elezione delle nuove cariche.

h.18,00 Chiusura dei lavori.


Per il Coordinatore Nazionale A.Ciano

Il Coordinatore Organizzativo
Francesco Laricchia

venerdì 27 giugno 2008

Il Congresso del Partito del Sud sulla stampa


Giro in rete una prima rassegna stampa relativa alle decisione assunte nel corso del 1° Congresso del Partito del Sud il 20 e 21 giugno a Gaeta.

Nel corso dello stesso Congresso i delegati hanno approvato la creazione della Rete Sud con obiettivi socio-culturali e, come prima iniziativa della stessa Rete Sud, è stata avviata una sottoscrizione per la realizzazione, a Gaeta, di un monumento a Francesco II, Maria Sofia e ai soldati caduti sugli spalti della cittadina in difesa del Regno. Il progetto, che coinvolgerà le scuole superiori gaetane, prevede l'inserimento, alla base dell'opera, di mattoni con i nomi di tutti coloro che avranno inviato il proprio contributo. L'iniziativa, i cui particolari saranno comunicati con la presentazione del progetto nelle scuole di Gaeta, si inserisce nel quadro delle manifestazioni che segneranno il gemellaggio storico tra le citta di Bitonto e Gaeta.

Saluti

Francesco Laricchia



Nel mirino dei meridionalisti il Trattato di Lisbona


IL PARTITO DEL SUD VUOLE UN REFERENDUM SULL'UE


Di Anna Galise


Gaeta- Il I Congresso nazionale del Partito del Sud, coordinato da Antonio Ciano, svoltosi a Gaeta presso l'hotel Serapo dal 20-21 giugno scorsi, su proposta del coordinatore nazionale organizzativo, Francesco Laricchia, ha deciso, all'unanimità, di avviare la costituzione di un comitato volto alla richiesta di un referendum consultivo sul cosiddetto Tratto di Lisbona; " trattato nel quale - si legge in premessa della delibera - sono state riproposte le norme che disciplinano la Costituzione europea già respinta nel 2006". La decisione prende le mosse dal fatto che lo scorso 12 giugno, con una consultazione popolare, l'Irlanda ha bocciato lo stesso Trattato, i cui effetti incideranno su milioni di persone del continente europeo, debba essere compreso, valutato ed eventualmente accettato da coloro i quali vi si dovranno attenere - affermano gli esponenti del partito del Sud - non può essere lasciato all'approvazione di un ristretto numero di cittadini - parlamentari, peraltro eletti in liste bloccate realizzate dalle segreterie di partito, il coordinamento nazionale del partito si impegna ad avviare contatti con gli altri movimenti identitari meridionali, europei ed extraeuropei, finalizzati all'ampliamento del Comitato che consenta il raggiungimento dell'obiettivo referendario".Quanti volessero aderire possono farlo inviando una mail a retesud@gmail.com.


Il Congresso si è concluso con la relazione del riconfermato coordinatore nazionale Antonio Ciano, il quale ha proposto però ai delegati di rinviare a settembre la definizione dell'organigramma." Ho accettato la carica ma con riserva - spiega l'assessore comunale ad demanio. Largo ai giovani".Il 28 giugno le forze meridionaliste si incontreranno a Napoli.


IL TEMPO Lunedì 23 giugno 2008


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Giro in rete una prima rassegna stampa relativa alle decisione assunte nel corso del 1° Congresso del Partito del Sud il 20 e 21 giugno a Gaeta.

Nel corso dello stesso Congresso i delegati hanno approvato la creazione della Rete Sud con obiettivi socio-culturali e, come prima iniziativa della stessa Rete Sud, è stata avviata una sottoscrizione per la realizzazione, a Gaeta, di un monumento a Francesco II, Maria Sofia e ai soldati caduti sugli spalti della cittadina in difesa del Regno. Il progetto, che coinvolgerà le scuole superiori gaetane, prevede l'inserimento, alla base dell'opera, di mattoni con i nomi di tutti coloro che avranno inviato il proprio contributo. L'iniziativa, i cui particolari saranno comunicati con la presentazione del progetto nelle scuole di Gaeta, si inserisce nel quadro delle manifestazioni che segneranno il gemellaggio storico tra le citta di Bitonto e Gaeta.

Saluti

Francesco Laricchia



Nel mirino dei meridionalisti il Trattato di Lisbona


IL PARTITO DEL SUD VUOLE UN REFERENDUM SULL'UE


Di Anna Galise


Gaeta- Il I Congresso nazionale del Partito del Sud, coordinato da Antonio Ciano, svoltosi a Gaeta presso l'hotel Serapo dal 20-21 giugno scorsi, su proposta del coordinatore nazionale organizzativo, Francesco Laricchia, ha deciso, all'unanimità, di avviare la costituzione di un comitato volto alla richiesta di un referendum consultivo sul cosiddetto Tratto di Lisbona; " trattato nel quale - si legge in premessa della delibera - sono state riproposte le norme che disciplinano la Costituzione europea già respinta nel 2006". La decisione prende le mosse dal fatto che lo scorso 12 giugno, con una consultazione popolare, l'Irlanda ha bocciato lo stesso Trattato, i cui effetti incideranno su milioni di persone del continente europeo, debba essere compreso, valutato ed eventualmente accettato da coloro i quali vi si dovranno attenere - affermano gli esponenti del partito del Sud - non può essere lasciato all'approvazione di un ristretto numero di cittadini - parlamentari, peraltro eletti in liste bloccate realizzate dalle segreterie di partito, il coordinamento nazionale del partito si impegna ad avviare contatti con gli altri movimenti identitari meridionali, europei ed extraeuropei, finalizzati all'ampliamento del Comitato che consenta il raggiungimento dell'obiettivo referendario".Quanti volessero aderire possono farlo inviando una mail a retesud@gmail.com.


Il Congresso si è concluso con la relazione del riconfermato coordinatore nazionale Antonio Ciano, il quale ha proposto però ai delegati di rinviare a settembre la definizione dell'organigramma." Ho accettato la carica ma con riserva - spiega l'assessore comunale ad demanio. Largo ai giovani".Il 28 giugno le forze meridionaliste si incontreranno a Napoli.


IL TEMPO Lunedì 23 giugno 2008


martedì 24 giugno 2008

Il Fronte Meridionalista e la casa di vetro


Di Natale Cuccurese


A pochi giorni dalla chiusura del 1° Congresso del PdSUD si pone l'obbligo di un'analisi di quanto è stato deciso e di quanto si è impostato.

Credo che due cose spicchino principalmente ,fra altre interessanti proposte, per gli sviluppi futuri che ci auguriamo la nostra azione possa avere.

La prima è la netta e favorevole presa di posizione del PdSUD nei riguardi della possibile aggregazione dei Partiti Meridionalisti.

Il Partito infatti si è espresso unanimemente a favore di questa ipotesi, nessuna voce contraria si è levata,a conferma di una prospettiva non personalistica da parte di tutti i partecipanti, ma anzi di una visione improntata a coagulare attorno ad un progetto serio tutti i popoli meridionali, per raggiungere finalmente una massa critica tale da potere rendere ineludibili le nostre richieste in sede romana ed europea.

Quando parliamo di popoli meridionali intendiamo il popolo Napolitano e il popolo Siciliano.
Quando parliamo di un progetto serio intendiamo un progetto di aggregazione finalizzato al mantenimento di una forte impronta identitaria indipendente da qualsiasi forma partitocratica esistente.Troppi in questi centocinquanta anni i tradimenti, gli ascarismi, la commistione con le varie mafie che hanno martirizzato i nostri territori in questo lungo periodo di eclissi della giustizia e della Provvidenza.Il nostro popolo sicuramente non è disponibile a dare fiducia a chi, per troppe volte, ha tradito la sua sete di giustizia e di progresso.Quindi si impone l'obbligo di non scendere a compromessi di qualsivoglia natura con l'attuale sistema partitocratico italiano, causa principale dell'attuale degrado morale, economico ,culturale e d'immagine del nostro territorio.

Nessuna risposta è venuta in questi anni alle richieste d'aiuto dei nostri popoli dai partiti della casta,hanno solo pensato a sfruttare in tutti i modi la colonia interna, hanno arraffato a più non posso a beneficio esclusivo loro e della economia tosco-padana.
Hanno interesse ad arruolarci solo per perpetrare,a nostro danno, il loro inganno.
E' d'obbligo quindi non assecondarli e metterli alla porta!

In quest'ottica si deve interdere l'importante accordo federativo che è stato stipulato in sede congressuale con Insorgenza Civile, accordo di notevole significato, in quanto certifica che i Partiti e i Movimenti Meridionali stanno già convergendo verso una "pangea meridionalista" che speriamo cresca sempre di più nei prossimi mesi.

In Europa si cercherà analogamente l'aggregazione con altre formazioni politiche rappresentanti le richieste di popoli oppressi come i nostri.

In questo senso va l'importante iniziativa presa dal Congresso di costituire un "Comitato per Lisbona",volto alla richiesta di un referendum consultivo che consenta ai cittadini italiani, ed eventualmente di altre nazioni europee, di esprimere, in piena democrazia, il proprio voto sulle norme dello stesso trattato.

Il secondo aspetto che riteniamo rappresenti una novità assoluta in Congressi Partitici Meridionalisti è l'assoluta trasparenza che il Partito ha voluto dare ai suoi lavori permettendo al nostro blog di seguire e postare in assoluta libertà informativa, gli sviluppi e le decisioni congressuali,permettendo così a tutti gli interessati di seguire in tempo reale ogni sviluppo del Congresso. Fino ad un recentissimo passato bisognava spesso affidarsi a stringati comunicati che, a volte dopo giorni , informavano dell'andamento di convegni o congressi, oppure, ancora peggio, al passaparola. Nell'epoca di internet , skype e della comunicazione immediata siamo contenti di aver "sdoganato"al nostro mondo questo modo di informare sulla "nostra" politica , penso che su questa strada dovremo insistere anche perchè,come testimoniano in questi giorni le tante mail che ci stanno giungendo da compatrioti di tutto il mondo, grati dell'iniziativa, questo è quello che ci chiedono i nostri tanti simpatizzanti.

Internet può essere per le nostre tesi, normalmente oscurate dai media tradizionali, una grande opportunità, dobbiamo attrezzarci per poterla sfruttare in pieno.

Lavorare quindi in una casa di vetro,senza nascondere nulla ai propri compatrioti, senza bizantinismi e sofismi, senza sorprese, può essere un' ottimo argomento nei confronti dei nostri popoli per iniziare a costruire un'unico,compatto, Fronte Meridionalista Unitario.
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Di Natale Cuccurese


A pochi giorni dalla chiusura del 1° Congresso del PdSUD si pone l'obbligo di un'analisi di quanto è stato deciso e di quanto si è impostato.

Credo che due cose spicchino principalmente ,fra altre interessanti proposte, per gli sviluppi futuri che ci auguriamo la nostra azione possa avere.

La prima è la netta e favorevole presa di posizione del PdSUD nei riguardi della possibile aggregazione dei Partiti Meridionalisti.

Il Partito infatti si è espresso unanimemente a favore di questa ipotesi, nessuna voce contraria si è levata,a conferma di una prospettiva non personalistica da parte di tutti i partecipanti, ma anzi di una visione improntata a coagulare attorno ad un progetto serio tutti i popoli meridionali, per raggiungere finalmente una massa critica tale da potere rendere ineludibili le nostre richieste in sede romana ed europea.

Quando parliamo di popoli meridionali intendiamo il popolo Napolitano e il popolo Siciliano.
Quando parliamo di un progetto serio intendiamo un progetto di aggregazione finalizzato al mantenimento di una forte impronta identitaria indipendente da qualsiasi forma partitocratica esistente.Troppi in questi centocinquanta anni i tradimenti, gli ascarismi, la commistione con le varie mafie che hanno martirizzato i nostri territori in questo lungo periodo di eclissi della giustizia e della Provvidenza.Il nostro popolo sicuramente non è disponibile a dare fiducia a chi, per troppe volte, ha tradito la sua sete di giustizia e di progresso.Quindi si impone l'obbligo di non scendere a compromessi di qualsivoglia natura con l'attuale sistema partitocratico italiano, causa principale dell'attuale degrado morale, economico ,culturale e d'immagine del nostro territorio.

Nessuna risposta è venuta in questi anni alle richieste d'aiuto dei nostri popoli dai partiti della casta,hanno solo pensato a sfruttare in tutti i modi la colonia interna, hanno arraffato a più non posso a beneficio esclusivo loro e della economia tosco-padana.
Hanno interesse ad arruolarci solo per perpetrare,a nostro danno, il loro inganno.
E' d'obbligo quindi non assecondarli e metterli alla porta!

In quest'ottica si deve interdere l'importante accordo federativo che è stato stipulato in sede congressuale con Insorgenza Civile, accordo di notevole significato, in quanto certifica che i Partiti e i Movimenti Meridionali stanno già convergendo verso una "pangea meridionalista" che speriamo cresca sempre di più nei prossimi mesi.

In Europa si cercherà analogamente l'aggregazione con altre formazioni politiche rappresentanti le richieste di popoli oppressi come i nostri.

In questo senso va l'importante iniziativa presa dal Congresso di costituire un "Comitato per Lisbona",volto alla richiesta di un referendum consultivo che consenta ai cittadini italiani, ed eventualmente di altre nazioni europee, di esprimere, in piena democrazia, il proprio voto sulle norme dello stesso trattato.

Il secondo aspetto che riteniamo rappresenti una novità assoluta in Congressi Partitici Meridionalisti è l'assoluta trasparenza che il Partito ha voluto dare ai suoi lavori permettendo al nostro blog di seguire e postare in assoluta libertà informativa, gli sviluppi e le decisioni congressuali,permettendo così a tutti gli interessati di seguire in tempo reale ogni sviluppo del Congresso. Fino ad un recentissimo passato bisognava spesso affidarsi a stringati comunicati che, a volte dopo giorni , informavano dell'andamento di convegni o congressi, oppure, ancora peggio, al passaparola. Nell'epoca di internet , skype e della comunicazione immediata siamo contenti di aver "sdoganato"al nostro mondo questo modo di informare sulla "nostra" politica , penso che su questa strada dovremo insistere anche perchè,come testimoniano in questi giorni le tante mail che ci stanno giungendo da compatrioti di tutto il mondo, grati dell'iniziativa, questo è quello che ci chiedono i nostri tanti simpatizzanti.

Internet può essere per le nostre tesi, normalmente oscurate dai media tradizionali, una grande opportunità, dobbiamo attrezzarci per poterla sfruttare in pieno.

Lavorare quindi in una casa di vetro,senza nascondere nulla ai propri compatrioti, senza bizantinismi e sofismi, senza sorprese, può essere un' ottimo argomento nei confronti dei nostri popoli per iniziare a costruire un'unico,compatto, Fronte Meridionalista Unitario.

Il sud guarda all'Europa

Il sud guarda all'Europa
A Gaeta il 1° Congresso del Partito del Sud traccia le linee identitarie e di programmazione politica
letture: 59
Il Nuovo Territorio
Il Nuovo Territorio
Gaeta: Il Partito del Sud ricomincia da Gaeta, chiamando a raccolta movimenti e sodalizi meridionalisti, per la costituzione e la definizione del partito del sud per antonomasia. Una due giorni di storia, politica e cultura meridionale per una formazione politica che non vuol arroccarsi su posizioni intransigenti, ma piuttosto dialogare e confrontarsi con le realtà continentali, rivendicando spazi e identità. Questo è stato il primo congresso del Partito del Sud andato in scena a Gaeta, patria di uno dei fondatori della formazione e ultimo baluardo del regno di Francesco II di Borbone. Storia e politica per una dicotomia che intreccia il sentiero del passato nella prospettiva del futuro, sia nazionale che del partito. E in questa direzione va la costituzione della Rete Sud, un'associazione polifunzionale parallela al partito, con scopo di promuovere, partecipare e organizzare manifestazioni socioculturali di portata nazionale. Come hanno evidenziato le adesioni al congresso, il sodalizio guidato da Antonio Ciano, quale coordinatore nazionale, si inserisce oramai in una prospettiva italiana, e non più solo meridionalista. Tanto che non deve stupire la presenza di una delegazione dell'Emilia Romagna. Il Partito del Sud si afferma, accreditandosi grazie alla verve organizzativa dei suoi membri. Una prospettiva evidenziata da Natale Cuccurese, coordinatore Emilia Romagna che, nel corso del suo intervento, ha presentato, mettendolo a disposizione del Partito, uno strutturato progetto improntato ad una radicamento del Partito principalmente nei territori a nord di Gaeta. E infatti la città che in questi giorni ha ospitato il congresso è parte di quella ideale linea di confine mutuata dalla storia di cui è stata protagonista la città tirrenica. Una demarcazione ideale e del tutto relativa per un partito che adesso si pone rispetto a una visione di respiro mondiale. Il radicamento nazionale diviene, quindi, necessità. Ma il congresso è stato l'occasione per fare il punto, ma anche rinviare la ridefinizione dell'organigramma per l'incontro tra le formazioni meridionaliste che si terrà la settimana prossima a Napoli. Cariche congelate e discussione rinviata, ma attenzione allo statuto. I delegati, infatti, hanno approvato la stesura definitiva della statuizione che, quindi, entra in vigore nella sua completezza. Uno statuto che, in linea con la sua vocazione legalitaria, non ha potuto non sottoscrive ed evidenziare un importante riferimento alla lotta alle organizzazioni criminali: obiettivo irrinunciabile per ottenere l'autonomia della nazione meridionale. Un occasione anche per mettere a punto alleanze e intese. Così come quella realizzata con Insorgenza Civile di Napoli per cui era presente una delegazione guidata da Nando Dicè. In quest'ambito è stato siglato un accordo nel quale Dicè, in previsione dell'incontro della prossima domenica fra le delegazioni dei movimenti meridionalisti a Napoli, ha conferito ampio mandato al coordinatore nazionale del PdSud Antonio Ciano per l'eventuale sottoscrizione di un accordo programmatico con gli altri partiti meridionalisti, finalizzato al mantenimento di una forte impronta identitaria indipendente da qualsiasi forma partitocratica esistente. E' stata inoltre sottoscritto un patto confederativo di collaborazione unitaria fra Insorgenza Civile e Partito del Sud. «Un mandato, di sprono - ha affermato Dicè - al fine, prefissato da tutti i meridionalisti, di costituire finalmente un unico fronte meridionalista indipendente dai partiti nemici del sud». Quindi, in vista del prossimo gemellaggio fra le città - simbolo della storia del Sud - Bitonto e Gaeta - l'associazione neocostituita Rete Sud ha lanciato la sottoscrizione per la realizzazione di un momumento degno dell'eroismo dimostrato dai regnanti e da tutti i soldati duosiciliani. Un congresso che sancisce una nuova prospettiva meridionalista. Così Enzo Riccio, coordinatore del Lazio, punta ad un Sud che guardi «all'hi-tech e alle iniziative eco-sostenibili». Prospettiva continentale che si realizza di fatto con la costituzione di un comitato volto alla richiesta di un referendum consultivo sul Trattato di Lisbona che consenta ai cittadini italiani di esprimere, in piena democrazia, il proprio voto sulle norme dello stesso trattato. Il coordinamento nazionale del partito è ora impegnato nell'avviare contatti con gli altri movimenti identitari meridionali, italiani, europei ed extraeuropei finalizzati all'ampliamento del comitato che consenta il raggiungimento dell'obiettivo referendario. Il congresso che si è infine chiuso con con una linea politica unitari volta all'adozione di un federalismo vero e solidale, un ritorno alla democrazia di base e alla difesa del territorio. «Quello che serve - ha sottolineato Antonio Ciano - è l'amalgama fra i gruppi meridionali, anche perchè con l'attuale legge elettorale l'unica strada percorribile,anche in termine di visibilità, è l'agglomerazione meridionalista, in pieno contrasto all'economia tosco - padana e alla sua politica di sfruttamento dei nostri territori».

Raffaele Vallefuoco
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Il sud guarda all'Europa
A Gaeta il 1° Congresso del Partito del Sud traccia le linee identitarie e di programmazione politica
letture: 59
Il Nuovo Territorio
Il Nuovo Territorio
Gaeta: Il Partito del Sud ricomincia da Gaeta, chiamando a raccolta movimenti e sodalizi meridionalisti, per la costituzione e la definizione del partito del sud per antonomasia. Una due giorni di storia, politica e cultura meridionale per una formazione politica che non vuol arroccarsi su posizioni intransigenti, ma piuttosto dialogare e confrontarsi con le realtà continentali, rivendicando spazi e identità. Questo è stato il primo congresso del Partito del Sud andato in scena a Gaeta, patria di uno dei fondatori della formazione e ultimo baluardo del regno di Francesco II di Borbone. Storia e politica per una dicotomia che intreccia il sentiero del passato nella prospettiva del futuro, sia nazionale che del partito. E in questa direzione va la costituzione della Rete Sud, un'associazione polifunzionale parallela al partito, con scopo di promuovere, partecipare e organizzare manifestazioni socioculturali di portata nazionale. Come hanno evidenziato le adesioni al congresso, il sodalizio guidato da Antonio Ciano, quale coordinatore nazionale, si inserisce oramai in una prospettiva italiana, e non più solo meridionalista. Tanto che non deve stupire la presenza di una delegazione dell'Emilia Romagna. Il Partito del Sud si afferma, accreditandosi grazie alla verve organizzativa dei suoi membri. Una prospettiva evidenziata da Natale Cuccurese, coordinatore Emilia Romagna che, nel corso del suo intervento, ha presentato, mettendolo a disposizione del Partito, uno strutturato progetto improntato ad una radicamento del Partito principalmente nei territori a nord di Gaeta. E infatti la città che in questi giorni ha ospitato il congresso è parte di quella ideale linea di confine mutuata dalla storia di cui è stata protagonista la città tirrenica. Una demarcazione ideale e del tutto relativa per un partito che adesso si pone rispetto a una visione di respiro mondiale. Il radicamento nazionale diviene, quindi, necessità. Ma il congresso è stato l'occasione per fare il punto, ma anche rinviare la ridefinizione dell'organigramma per l'incontro tra le formazioni meridionaliste che si terrà la settimana prossima a Napoli. Cariche congelate e discussione rinviata, ma attenzione allo statuto. I delegati, infatti, hanno approvato la stesura definitiva della statuizione che, quindi, entra in vigore nella sua completezza. Uno statuto che, in linea con la sua vocazione legalitaria, non ha potuto non sottoscrive ed evidenziare un importante riferimento alla lotta alle organizzazioni criminali: obiettivo irrinunciabile per ottenere l'autonomia della nazione meridionale. Un occasione anche per mettere a punto alleanze e intese. Così come quella realizzata con Insorgenza Civile di Napoli per cui era presente una delegazione guidata da Nando Dicè. In quest'ambito è stato siglato un accordo nel quale Dicè, in previsione dell'incontro della prossima domenica fra le delegazioni dei movimenti meridionalisti a Napoli, ha conferito ampio mandato al coordinatore nazionale del PdSud Antonio Ciano per l'eventuale sottoscrizione di un accordo programmatico con gli altri partiti meridionalisti, finalizzato al mantenimento di una forte impronta identitaria indipendente da qualsiasi forma partitocratica esistente. E' stata inoltre sottoscritto un patto confederativo di collaborazione unitaria fra Insorgenza Civile e Partito del Sud. «Un mandato, di sprono - ha affermato Dicè - al fine, prefissato da tutti i meridionalisti, di costituire finalmente un unico fronte meridionalista indipendente dai partiti nemici del sud». Quindi, in vista del prossimo gemellaggio fra le città - simbolo della storia del Sud - Bitonto e Gaeta - l'associazione neocostituita Rete Sud ha lanciato la sottoscrizione per la realizzazione di un momumento degno dell'eroismo dimostrato dai regnanti e da tutti i soldati duosiciliani. Un congresso che sancisce una nuova prospettiva meridionalista. Così Enzo Riccio, coordinatore del Lazio, punta ad un Sud che guardi «all'hi-tech e alle iniziative eco-sostenibili». Prospettiva continentale che si realizza di fatto con la costituzione di un comitato volto alla richiesta di un referendum consultivo sul Trattato di Lisbona che consenta ai cittadini italiani di esprimere, in piena democrazia, il proprio voto sulle norme dello stesso trattato. Il coordinamento nazionale del partito è ora impegnato nell'avviare contatti con gli altri movimenti identitari meridionali, italiani, europei ed extraeuropei finalizzati all'ampliamento del comitato che consenta il raggiungimento dell'obiettivo referendario. Il congresso che si è infine chiuso con con una linea politica unitari volta all'adozione di un federalismo vero e solidale, un ritorno alla democrazia di base e alla difesa del territorio. «Quello che serve - ha sottolineato Antonio Ciano - è l'amalgama fra i gruppi meridionali, anche perchè con l'attuale legge elettorale l'unica strada percorribile,anche in termine di visibilità, è l'agglomerazione meridionalista, in pieno contrasto all'economia tosco - padana e alla sua politica di sfruttamento dei nostri territori».

Raffaele Vallefuoco

sabato 21 giugno 2008

CHIUSURA DEI LAVORI DEL 1° CONGRESSO DEL PdSUD







Con la relazione del Coordinatore Nazionale Antonio Ciano, si sono conclusi i lavori del 1° Congresso del Partito del Sud. Su proposta dello stesso Coordinatore, in considerazione del fatto che nella prossima settimana si terrà un incontro tra le formazioni meridionaliste, i delegati hanno votato il congelamento delle attuali cariche del partito, rinviando a settembre la definizione dell'organigramma.

Gli stessi delegati hanno inoltre approvato la stesura definitiva dello statuto che quindi entra in vigore nella sua completezza e dopo che sono stati emendati alcuni articoli su proposta di Laricchia,Viciconte, Riccio e Mallamaci. Nel corso del Congresso è stata anche definita anche la posizione che il partito assumerà nel corso del prossimo incontro di Napoli tra i movimenti meridionalisti.
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Con la relazione del Coordinatore Nazionale Antonio Ciano, si sono conclusi i lavori del 1° Congresso del Partito del Sud. Su proposta dello stesso Coordinatore, in considerazione del fatto che nella prossima settimana si terrà un incontro tra le formazioni meridionaliste, i delegati hanno votato il congelamento delle attuali cariche del partito, rinviando a settembre la definizione dell'organigramma.

Gli stessi delegati hanno inoltre approvato la stesura definitiva dello statuto che quindi entra in vigore nella sua completezza e dopo che sono stati emendati alcuni articoli su proposta di Laricchia,Viciconte, Riccio e Mallamaci. Nel corso del Congresso è stata anche definita anche la posizione che il partito assumerà nel corso del prossimo incontro di Napoli tra i movimenti meridionalisti.

ACCORDO POLITICO FRA PdSUD E INSORGENZA


Una delegazione di Insorgenza Civile di Napoli guidata dall'Architetto Nando Dicè ha partecipato al 1° Congresso del Partito del Sud. Applauditissimo l'intervento di Nando Dicè che ha riscosso l'approvazione dei presenti.Viene siglato un'accordo nel quale Dicè ,in previsione dell'incontro del 28/06/08 fra le delegazioni dei Movimenti Meridionalisti a Napoli, ha conferito ampio mandato al Coordinatore Nazionale del PdSud Antonio Ciano per l'eventuale sottoscrizione di un accordo programmatico con gli altri Partiti meridionalisti,finalizzato al mantenimento di una forte impronta identitaria indipendente da qualsiasi forma partitocratica esistente!
Siglato inoltre un patto confederativo di collaborazione unitaria fra Insorgenza Civile ed il Partito del Sud. Dicè conclude il suo intervento con queste parole:"Che questo mandato, sia di sprone al fine , prefissato da tutti i meridionalisti, cioè di costituire finalmente un unico fronte meridionalista indipendente dai partiti nemici del Sud".
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Una delegazione di Insorgenza Civile di Napoli guidata dall'Architetto Nando Dicè ha partecipato al 1° Congresso del Partito del Sud. Applauditissimo l'intervento di Nando Dicè che ha riscosso l'approvazione dei presenti.Viene siglato un'accordo nel quale Dicè ,in previsione dell'incontro del 28/06/08 fra le delegazioni dei Movimenti Meridionalisti a Napoli, ha conferito ampio mandato al Coordinatore Nazionale del PdSud Antonio Ciano per l'eventuale sottoscrizione di un accordo programmatico con gli altri Partiti meridionalisti,finalizzato al mantenimento di una forte impronta identitaria indipendente da qualsiasi forma partitocratica esistente!
Siglato inoltre un patto confederativo di collaborazione unitaria fra Insorgenza Civile ed il Partito del Sud. Dicè conclude il suo intervento con queste parole:"Che questo mandato, sia di sprone al fine , prefissato da tutti i meridionalisti, cioè di costituire finalmente un unico fronte meridionalista indipendente dai partiti nemici del Sud".

PARTE LA SOTTOSCRIZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UN MONUMENTO A GAETA







In vista del prossimo gemellaggio fra le città - simbolo della storia del Sud: Bitonto e Gaeta,non avendo quest'ultima un riferimento visivo dei tragici avvenimenti che decretarono la fine del Regno,l'Associazione neocostituita Rete Sud lancia la sottoscrizione per la realizzazione di un momumento degno dell'eroismo dimostrato sugli spalti di Gaeta dai Regnanti e da tutti i soldati Duosiciliani.L'opera sarà finanziata con sottoscrizioni e donazioni dei compatrioti il cui nominativo sarà inciso sulla pavimentazione su cui poggerà il monumento .Sarà indetto un concorso fra gli studenti degli istituti superiori di Gaeta al fine di scegliere il miglior progetto.

Successivamente verranno comunicati i dettagli dell'iniziativa



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In vista del prossimo gemellaggio fra le città - simbolo della storia del Sud: Bitonto e Gaeta,non avendo quest'ultima un riferimento visivo dei tragici avvenimenti che decretarono la fine del Regno,l'Associazione neocostituita Rete Sud lancia la sottoscrizione per la realizzazione di un momumento degno dell'eroismo dimostrato sugli spalti di Gaeta dai Regnanti e da tutti i soldati Duosiciliani.L'opera sarà finanziata con sottoscrizioni e donazioni dei compatrioti il cui nominativo sarà inciso sulla pavimentazione su cui poggerà il monumento .Sarà indetto un concorso fra gli studenti degli istituti superiori di Gaeta al fine di scegliere il miglior progetto.

Successivamente verranno comunicati i dettagli dell'iniziativa



PRESENTAZIONE DI "RETE SUD"

Il PdSUD crea un'Associazione polifunzionale parallela al Partito,con scopo di promuovere , patrocinare e partecipare od organizzare manifestazioni socio culturali.
Il logo dell'Associazione è il medesimo del PdSUD unica differenza è che non sono presenti le scritte PdSUD - Alleanza Meridionale sostituite, per l'appunto, da un'unica scritta: RETE SUD

L'assemblea approva all'unanimità.
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Il PdSUD crea un'Associazione polifunzionale parallela al Partito,con scopo di promuovere , patrocinare e partecipare od organizzare manifestazioni socio culturali.
Il logo dell'Associazione è il medesimo del PdSUD unica differenza è che non sono presenti le scritte PdSUD - Alleanza Meridionale sostituite, per l'appunto, da un'unica scritta: RETE SUD

L'assemblea approva all'unanimità.

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO LISTE CIVICHE"LE CITTA' SOLIDALI"


Natale Cuccurese Coordinatore Emilia Romagna presenta e mette a disposizione del Partito, uno strutturato progetto improntato ad una radicamento del Partito principalmente nei territori a nord di Gaeta e cioè nella Terza Sicilia.Viene presentato anche il logo registrato del progetto,logo che incorpora quello del PdSUD e che ne richiama i colori.
Il progetto riscuote l'approvazione unanime dell'assemblea. Viene inoltrato a tutti i Coordinatori del Partito perchè,volendo,per le prossime elezioni amministrative possano usarlo sia nel logo che nella parte di programma allegata.
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Natale Cuccurese Coordinatore Emilia Romagna presenta e mette a disposizione del Partito, uno strutturato progetto improntato ad una radicamento del Partito principalmente nei territori a nord di Gaeta e cioè nella Terza Sicilia.Viene presentato anche il logo registrato del progetto,logo che incorpora quello del PdSUD e che ne richiama i colori.
Il progetto riscuote l'approvazione unanime dell'assemblea. Viene inoltrato a tutti i Coordinatori del Partito perchè,volendo,per le prossime elezioni amministrative possano usarlo sia nel logo che nella parte di programma allegata.

APPROVAZIONE DELLO STATUTO DEL PdSUD


Nella foto Francesco Laricchia Coordinatore Nazionale Organizzativo PdSUD






Dopo una lunga discussione ,con approfondimento esaustivo di numerosi punti,lo Statuto viene approvato a maggioranza.Nello Statuto è posta in particolare evidenza la lotta alle organizzazioni criminali e l'operare del PdSUD al fine di ottenere l'autonomia della Nazione Meridionale.
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Nella foto Francesco Laricchia Coordinatore Nazionale Organizzativo PdSUD






Dopo una lunga discussione ,con approfondimento esaustivo di numerosi punti,lo Statuto viene approvato a maggioranza.Nello Statuto è posta in particolare evidenza la lotta alle organizzazioni criminali e l'operare del PdSUD al fine di ottenere l'autonomia della Nazione Meridionale.

INTERVENTO DI ENZO RICCIO

Intervento del Coordinatore del PdSUD Lazio Enzo Riccio:
Le mie proposte sono per un Sud diverso da quello propostoci da 150 di colonizzazione, un futuro diverso che punti all'hi-tech e alle iniziative eco-sostenibili.
Propongo di inserire un chiaro punto programmatico di macroregione autonoma napolitana e di inserire nello statuto un punto netto di lotta alla criminalità organizzata.
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Intervento del Coordinatore del PdSUD Lazio Enzo Riccio:
Le mie proposte sono per un Sud diverso da quello propostoci da 150 di colonizzazione, un futuro diverso che punti all'hi-tech e alle iniziative eco-sostenibili.
Propongo di inserire un chiaro punto programmatico di macroregione autonoma napolitana e di inserire nello statuto un punto netto di lotta alla criminalità organizzata.

COMITATO PER LISBONA







Il Coordinatore Nazionale Organizzativo Francesco Laricchia propone e l'assemblea, dopo ampia e approfondita discussione, approva all'unanimità il seguente documento:





Il congresso del Partito del Sud, riunitosi a Gaeta il 20 e 21 giugno 2008

PREMESSO che le norme che disciplinano la Costituzione Europea, già respinta nel 2006, sono state di fatto riproposte nel cosiddetto Trattato di Lisbona
CONSIDERATO che il popolo irlandese, con una consultazione popolare, il 12 giugno 2008 ha bocciato lo stesso Trattato ritenendolo inadeguato ed inaccettabile
RITENUTO che il Trattato, i cui effetti incideranno su milioni di persone del continente europeo, debba essere compreso, valutato ed eventualmente accettato da coloro i quali vi si dovranno attenere, non può essere lasciato all’approvazione di un ristretto numero di cittadini-parlamentari peraltro eletti in liste bloccate realizzate dalle segreterie di partito

DELIBERA

Di avviare la costituzione di un COMITATO volto alla richiesta di un referendum consultivo che consenta ai cittadini italiani, ed eventualmente di altre nazioni europee, di esprimere, in piena democrazia, il proprio voto sulle norme dello stesso trattato.

IMPEGNA

Il coordinamento nazionale del partito ad avviare contatti con gli altri movimenti identitari meridionali, italiani, europei ed extraeuropei finalizzati all’ampliamento del Comitato che consenta il raggiungimento dell’obiettivo referendario
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Il Coordinatore Nazionale Organizzativo Francesco Laricchia propone e l'assemblea, dopo ampia e approfondita discussione, approva all'unanimità il seguente documento:





Il congresso del Partito del Sud, riunitosi a Gaeta il 20 e 21 giugno 2008

PREMESSO che le norme che disciplinano la Costituzione Europea, già respinta nel 2006, sono state di fatto riproposte nel cosiddetto Trattato di Lisbona
CONSIDERATO che il popolo irlandese, con una consultazione popolare, il 12 giugno 2008 ha bocciato lo stesso Trattato ritenendolo inadeguato ed inaccettabile
RITENUTO che il Trattato, i cui effetti incideranno su milioni di persone del continente europeo, debba essere compreso, valutato ed eventualmente accettato da coloro i quali vi si dovranno attenere, non può essere lasciato all’approvazione di un ristretto numero di cittadini-parlamentari peraltro eletti in liste bloccate realizzate dalle segreterie di partito

DELIBERA

Di avviare la costituzione di un COMITATO volto alla richiesta di un referendum consultivo che consenta ai cittadini italiani, ed eventualmente di altre nazioni europee, di esprimere, in piena democrazia, il proprio voto sulle norme dello stesso trattato.

IMPEGNA

Il coordinamento nazionale del partito ad avviare contatti con gli altri movimenti identitari meridionali, italiani, europei ed extraeuropei finalizzati all’ampliamento del Comitato che consenta il raggiungimento dell’obiettivo referendario

INTERVENTO DI DUCCIO MALLAMACI


Ore 10,00 – Interventi Programmati.
Coordinatore Calabria e Piemonte del PdSud:
Dopo un commovente ricordo delle migliaia di caduti ,fra i soldati delle Due Sicilie prigionieri nella fortezza di Fenestrelle,il Coordinatore Mallamaci passa ad un'analisi dell'attuale situazione del nostro Meridione rispetto allo scenario politico nazionale e mondiale. L'ipotesi è quella di creare un progetto per il nostro popolo che esca da una visione provinciale utilitaristica di stampo leghista,per darsi una visione di respiro mondiale, anche perchè ,come meridionali possiamo contare non solo su "numeri" che sicuramente altri non hanno,ma anche su un'eredità storica di rango internazionale.In altre parole cambiare "l'ottica" del pensare un futuro per il nostro meridione e cioè iniziare a ragionare(come insegnatoci da Federico II) in termini mondiali per spostare l'azione politica da paesana a mondiale. Progettare un futuro per tornare a quello che si era e a più di quello che si era,senza paura di osare. Molti meridionali sono già persone di altissimo livello nei loro "settori" di competenza,bisognerà aggregare,come Partito, queste persone per creare una intellighenzia ed una èlite a grandi livelli per lo sviluppo ,non solo dei nostri paesi,ma di tutto il bacino del Mediterraneo e comunque espandibile a livello mondiale per contrastare le attuali politiche dei gruppi dirigenti globalisti.
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Ore 10,00 – Interventi Programmati.
Coordinatore Calabria e Piemonte del PdSud:
Dopo un commovente ricordo delle migliaia di caduti ,fra i soldati delle Due Sicilie prigionieri nella fortezza di Fenestrelle,il Coordinatore Mallamaci passa ad un'analisi dell'attuale situazione del nostro Meridione rispetto allo scenario politico nazionale e mondiale. L'ipotesi è quella di creare un progetto per il nostro popolo che esca da una visione provinciale utilitaristica di stampo leghista,per darsi una visione di respiro mondiale, anche perchè ,come meridionali possiamo contare non solo su "numeri" che sicuramente altri non hanno,ma anche su un'eredità storica di rango internazionale.In altre parole cambiare "l'ottica" del pensare un futuro per il nostro meridione e cioè iniziare a ragionare(come insegnatoci da Federico II) in termini mondiali per spostare l'azione politica da paesana a mondiale. Progettare un futuro per tornare a quello che si era e a più di quello che si era,senza paura di osare. Molti meridionali sono già persone di altissimo livello nei loro "settori" di competenza,bisognerà aggregare,come Partito, queste persone per creare una intellighenzia ed una èlite a grandi livelli per lo sviluppo ,non solo dei nostri paesi,ma di tutto il bacino del Mediterraneo e comunque espandibile a livello mondiale per contrastare le attuali politiche dei gruppi dirigenti globalisti.

INIZIO DEI LAVORI - RELAZIONE DI ANTONIO CIANO





Ore 9,30 – Relazione del Coordinatore Nazionale A.Ciano:
Dopo ampia introduzione sulla situazione politica nazionale e un'aggiornmento all'assemblea sulle recenti elezioni amministrative siciliane,il Coordinatore Nazionale del PdSud A. Ciano rievoca ,con dotta e lucida analisi storica,la cronologia dei fatti che storicamente hanno portato all'implosione attuale dello stato nazionale. Unica via d'uscita l'adozione immediata di un federalismo vero e solidale,un ritorno alla democrazia di base,la difesa del territorio.
Quello che serve è l'amalgama fra i gruppi meridionali,anche perchè con l'attuale legge elettorale l'unica strada percorribile,anche in termine di visibilità,è l'unità dei meridionalisti.Incontri sono già stati effettuati ,altri si svolgeranno nei prossimi giorni,anche in vista delle prossime competizioni elettorali fra un anno (amministrative ed europee).Inoltre nel 2011 si svolgeranno le celebrazioni dell'unità italiana e solo coesi sarà possibile dare visibilità alle nostre ragioni e rivendicazioni.Inoltre l'economia toscopadana andrà contrastata,nella sua politica di sfruttamento dei nostri territori,con ogni mezzo così pure come la ma-ndra-ca (mafia /ndrangheta/camorra) sarà più facile da contrastare con l'unione dei meridionali,anche perchè solo con un soggetto politico forte identitario meridionale sarà possibile rivendicare un futuro diverso per le nuove generazioni.In quest'ottica con l'aumento della visibilità, sarà sicuramente possibile ricevere un grosso aiuto anche dai meridionali emigrati ,sia nel nord Italia sia all'estero,il contributo che questi emigrati e i loro figli potranno dare alla nostra causa sarà sicuramente fondamentale, se in loro riusciremo a risvegliare la memoria storica.Anche a livello europeo dovremo unirci ai tanti movimenti autonomisti(Corsi/Istriani/Dalmati/Veneti/Catalani/Baschi e tanti altri) per dare un segnale all'Europa e per dare maggior voce ai popoli.
A questo scopo viene lanciata la proposta di invitare a Gaeta i rappresentanti di tutti i movimenti autonomisti europei.Unirsi quindi a tutti i livelli (sia meridionalisti sia europei) per riuscire a dare una risposta al popolo e ai popoli.
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Ore 9,30 – Relazione del Coordinatore Nazionale A.Ciano:
Dopo ampia introduzione sulla situazione politica nazionale e un'aggiornmento all'assemblea sulle recenti elezioni amministrative siciliane,il Coordinatore Nazionale del PdSud A. Ciano rievoca ,con dotta e lucida analisi storica,la cronologia dei fatti che storicamente hanno portato all'implosione attuale dello stato nazionale. Unica via d'uscita l'adozione immediata di un federalismo vero e solidale,un ritorno alla democrazia di base,la difesa del territorio.
Quello che serve è l'amalgama fra i gruppi meridionali,anche perchè con l'attuale legge elettorale l'unica strada percorribile,anche in termine di visibilità,è l'unità dei meridionalisti.Incontri sono già stati effettuati ,altri si svolgeranno nei prossimi giorni,anche in vista delle prossime competizioni elettorali fra un anno (amministrative ed europee).Inoltre nel 2011 si svolgeranno le celebrazioni dell'unità italiana e solo coesi sarà possibile dare visibilità alle nostre ragioni e rivendicazioni.Inoltre l'economia toscopadana andrà contrastata,nella sua politica di sfruttamento dei nostri territori,con ogni mezzo così pure come la ma-ndra-ca (mafia /ndrangheta/camorra) sarà più facile da contrastare con l'unione dei meridionali,anche perchè solo con un soggetto politico forte identitario meridionale sarà possibile rivendicare un futuro diverso per le nuove generazioni.In quest'ottica con l'aumento della visibilità, sarà sicuramente possibile ricevere un grosso aiuto anche dai meridionali emigrati ,sia nel nord Italia sia all'estero,il contributo che questi emigrati e i loro figli potranno dare alla nostra causa sarà sicuramente fondamentale, se in loro riusciremo a risvegliare la memoria storica.Anche a livello europeo dovremo unirci ai tanti movimenti autonomisti(Corsi/Istriani/Dalmati/Veneti/Catalani/Baschi e tanti altri) per dare un segnale all'Europa e per dare maggior voce ai popoli.
A questo scopo viene lanciata la proposta di invitare a Gaeta i rappresentanti di tutti i movimenti autonomisti europei.Unirsi quindi a tutti i livelli (sia meridionalisti sia europei) per riuscire a dare una risposta al popolo e ai popoli.

 
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