mercoledì 19 febbraio 2014

Su WebNapoli24: L’eccidio degli altri e quello del Sud…la distrazione degli pseudo meridionalisti…

memoriaDi Andrea Balia
Lunedì 27 Gennaio u.s. è stata la Giornata della Memoria; ovvero il giorno dedicato al ricordo delle vittime, principalmente ebraiche, dell’eccidio nazifascista. 
A parte qualche sparuto commento e la partecipazione d’unico gruppo alla commemorazione tenutasi a Napoli assieme alle istituzioni locali in onore d’un bimbo napoletano deportato e ucciso dalle sevizie del dott. Mengele ad Auschwitz, è una vergogna che nessun pseudo meridionalista abbia sentito il sussulto di spendere una parola sulla giornata della memoria…un sussulto di pietà e vergogna…
Che il Sud ad oggi non abbia una sua giornata dedicata ai suoi caduti non giustifica che non si debbano onorare le vittime d’un eccidio per certi versi simile a ciò che abbiamo subito noi…Su ciò bisognerà battersi perché i meridionali massacrati nelle vicende occultate, o diffuse con manipolazione, sulla verità degli eventi riguardanti il processo unitario, abbiano un giorno a loro dedicato. E bisognerà far sì che ciò sia riconosciuto da tutti, affinchè una nazione possa ritenersi tale; diversamente, come più volte s’è scritto mai sarà ritenuta e sentita come patria se continuerà a non voler fare i conti con la propria storia. 
Tutto questo non è ancora avvenuto, e il capo cosparso di cenere devono averlo le istituzioni e anche quelli che si battono per il riscatto del Sud. Il bimbo, tale Sergio De Simone, commemorato a Napoli, era però anche lui napoletano, anche lui piccolo figlio del Sud vittima dell’odio e della barbarie nazifascista. 
E allora cosa fanno i pseudo meridionalisti? Mettono il silenziatore…e varie sono le ragioni…dal fatto che il Sud non ha ancora la sua giornata della memoria, al fatto che “però Israele oggi sbaglia con la Palestina”, al fatto che una più o meno occultata ed insipiente presenza reazionaria ben alberga purtroppo in movimenti e associazioni che, impropriamente, s’appellano come meridionaliste, ma nei fatti sono solamente nostalgiche, reazionarie, destrorse. Questa altresì è pochezza umana e totale assenza d’onestà intellettuale. 
Utile ricordare, tra l’altro, l’olocausto del popolo ebraico anche per richiamare la nostra infima classe politica all’assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti, e che con la sua orribile dinastia tanti lutti procurò al Sud. Meditate gente…meditate…

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memoriaDi Andrea Balia
Lunedì 27 Gennaio u.s. è stata la Giornata della Memoria; ovvero il giorno dedicato al ricordo delle vittime, principalmente ebraiche, dell’eccidio nazifascista. 
A parte qualche sparuto commento e la partecipazione d’unico gruppo alla commemorazione tenutasi a Napoli assieme alle istituzioni locali in onore d’un bimbo napoletano deportato e ucciso dalle sevizie del dott. Mengele ad Auschwitz, è una vergogna che nessun pseudo meridionalista abbia sentito il sussulto di spendere una parola sulla giornata della memoria…un sussulto di pietà e vergogna…
Che il Sud ad oggi non abbia una sua giornata dedicata ai suoi caduti non giustifica che non si debbano onorare le vittime d’un eccidio per certi versi simile a ciò che abbiamo subito noi…Su ciò bisognerà battersi perché i meridionali massacrati nelle vicende occultate, o diffuse con manipolazione, sulla verità degli eventi riguardanti il processo unitario, abbiano un giorno a loro dedicato. E bisognerà far sì che ciò sia riconosciuto da tutti, affinchè una nazione possa ritenersi tale; diversamente, come più volte s’è scritto mai sarà ritenuta e sentita come patria se continuerà a non voler fare i conti con la propria storia. 
Tutto questo non è ancora avvenuto, e il capo cosparso di cenere devono averlo le istituzioni e anche quelli che si battono per il riscatto del Sud. Il bimbo, tale Sergio De Simone, commemorato a Napoli, era però anche lui napoletano, anche lui piccolo figlio del Sud vittima dell’odio e della barbarie nazifascista. 
E allora cosa fanno i pseudo meridionalisti? Mettono il silenziatore…e varie sono le ragioni…dal fatto che il Sud non ha ancora la sua giornata della memoria, al fatto che “però Israele oggi sbaglia con la Palestina”, al fatto che una più o meno occultata ed insipiente presenza reazionaria ben alberga purtroppo in movimenti e associazioni che, impropriamente, s’appellano come meridionaliste, ma nei fatti sono solamente nostalgiche, reazionarie, destrorse. Questa altresì è pochezza umana e totale assenza d’onestà intellettuale. 
Utile ricordare, tra l’altro, l’olocausto del popolo ebraico anche per richiamare la nostra infima classe politica all’assurdità evidente che quel re che firmò le leggi razziali in Italia nel 1938, e che permise pertanto la deportazione verso il genocidio degli ebrei italiani, è quel Vittorio Emanuele III che ancora oggi ha vergognosamente intitolate in Italia vie, piazze, monumenti, e che con la sua orribile dinastia tanti lutti procurò al Sud. Meditate gente…meditate…

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venerdì 7 febbraio 2014

RC Auto – Il solito percorso tortuoso….



di Andrea Balìa

Ci si tenta ogni volta ma l’obiettivo non è mai raggiungibile secondo logica e normale tempistica. 
Qualcosa succederà, forse piccoli miglioramenti, ma in questo benedetto (verrebbe da dire maledetto…) paese pure se una cosa assume il profilo della più naturale riflessione, la risposta non è mai immediata o quantomeno celere. Hai ragione…però...intanto…questo è il consueto iter procedurale. 

Per farla breve, e senza tanti tecnicismi, l’assicurazione auto che è un diritto/dovere del cittadino dovrebbe essere regolamentata con equità, sia tu residente a Bolzano, a Roma, Napoli o Canicattì. 
E invece no…notoria è la penalizzazione cui sono soggetti i napoletani, costretti (come il sottoscritto) a pagare fino a 9/10 volte in più rispetto ad altrove. 
La giustificazione data dalle compagnie assicuratrici, ormai palesemente coalizzate in una forma di cartello, è l’alto tasso d’incidenti ed eventuali truffe che si contrarrebbero a Napoli e provincia. 

Già qui scatta la prima naturale riflessione : ammesso e non concesso ciò corrisponda integralmente al vero è mai possibile pagare per un motociclo dai 1.500 ai 2.000 euro all’anno contro le 200/300 ad esempio d’una cittadina toscana? Cito il caso perché direttamente riguardante il sottoscritto. E’ mai possibile che la presunta incidenza di incidenti e/o truffe sia in questi termini di sproporzione? 
E la parola è volutamente non “proporzione”. Sarebbe al limite comprensibile (e già molto discutibile) che la cifra fosse 2 o 3 volte maggiorata…e invece no! 
Poi vai a verificare e scopri che Napoli (pur se fra le prime…) non è la prima città d’Italia per truffe d’auto, ecc…e il tutto risulta ancora di più un arcano. 
Dici : “ma io non faccio incidenti e mai fatto truffe (ovviamente) da oltre 20 anni” ….niente, neanche il concetto del merito è premiato. 
Il premio è solo calcolato nel fatto che la tua categoria d’appartenenza non peggiora. 

Adesso grazie all’impegno di alcuni politici meridionali la questione è di nuovo al vaglio, ma dopo le iniziali speranze le norme “pro Sud” pare siano rigettate in cambio d’una presunta scontistica migliorativa, salvo a verificare la tabella da quale punto di partenza e riferimento andrebbe calcolata. 

Insomma, per farla breve, forse (a voler essere ottimisti) qual cosina migliorerà, ma al solito la scalata della montagna del pari rispetto,diritti, ecc. è solo all’inizio e comunque ardua. 

E allora bisogna domandarsi : si convinceranno prima o poi i meridionali che senza degna ed adeguata rappresentatività politica resteranno sempre figli d’un dio minore?





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di Andrea Balìa

Ci si tenta ogni volta ma l’obiettivo non è mai raggiungibile secondo logica e normale tempistica. 
Qualcosa succederà, forse piccoli miglioramenti, ma in questo benedetto (verrebbe da dire maledetto…) paese pure se una cosa assume il profilo della più naturale riflessione, la risposta non è mai immediata o quantomeno celere. Hai ragione…però...intanto…questo è il consueto iter procedurale. 

Per farla breve, e senza tanti tecnicismi, l’assicurazione auto che è un diritto/dovere del cittadino dovrebbe essere regolamentata con equità, sia tu residente a Bolzano, a Roma, Napoli o Canicattì. 
E invece no…notoria è la penalizzazione cui sono soggetti i napoletani, costretti (come il sottoscritto) a pagare fino a 9/10 volte in più rispetto ad altrove. 
La giustificazione data dalle compagnie assicuratrici, ormai palesemente coalizzate in una forma di cartello, è l’alto tasso d’incidenti ed eventuali truffe che si contrarrebbero a Napoli e provincia. 

Già qui scatta la prima naturale riflessione : ammesso e non concesso ciò corrisponda integralmente al vero è mai possibile pagare per un motociclo dai 1.500 ai 2.000 euro all’anno contro le 200/300 ad esempio d’una cittadina toscana? Cito il caso perché direttamente riguardante il sottoscritto. E’ mai possibile che la presunta incidenza di incidenti e/o truffe sia in questi termini di sproporzione? 
E la parola è volutamente non “proporzione”. Sarebbe al limite comprensibile (e già molto discutibile) che la cifra fosse 2 o 3 volte maggiorata…e invece no! 
Poi vai a verificare e scopri che Napoli (pur se fra le prime…) non è la prima città d’Italia per truffe d’auto, ecc…e il tutto risulta ancora di più un arcano. 
Dici : “ma io non faccio incidenti e mai fatto truffe (ovviamente) da oltre 20 anni” ….niente, neanche il concetto del merito è premiato. 
Il premio è solo calcolato nel fatto che la tua categoria d’appartenenza non peggiora. 

Adesso grazie all’impegno di alcuni politici meridionali la questione è di nuovo al vaglio, ma dopo le iniziali speranze le norme “pro Sud” pare siano rigettate in cambio d’una presunta scontistica migliorativa, salvo a verificare la tabella da quale punto di partenza e riferimento andrebbe calcolata. 

Insomma, per farla breve, forse (a voler essere ottimisti) qual cosina migliorerà, ma al solito la scalata della montagna del pari rispetto,diritti, ecc. è solo all’inizio e comunque ardua. 

E allora bisogna domandarsi : si convinceranno prima o poi i meridionali che senza degna ed adeguata rappresentatività politica resteranno sempre figli d’un dio minore?





venerdì 24 gennaio 2014

L'incedere "gattopardesco" della politica italiana....



Un film già visto.... 

Di Andrea Balia

 Sembra cambi....sembra la volta buona....e invece no! Al solito tutto torna pian piano come prima....Letta che pareva Renzi/diretto o in totale accordo, pian piano sulla legge elettorale dice : "si...però...", Renzi stesso piano piano, qualora si tocchi l'accordo del secolo, dice : "si....però...".
Berlusconi che ormai ha ottenuto il suo scopo vero d'essere rileggitimato (almeno come ruolo, considerazione...), qualora s'affronti o si sollevi il problema preferenze o altro, dice : "si....però...".
Grillo persevera nel suo mantra del non voler discutere e sarebbe il caso qualcuno gli spiegasse il significato della parola dialogo, che per lui vuol dire : "pronti a discuterne se fanno quello che diciamo noi..."

E che dialogo è se due s'incontrano e uno dei due deve supinamente accettare i diktat dell'altro?
E, non contento strombazza i suoi 38.000 pareri ricevuti in rete sull'argomento legge elettorale, come se 38.000 fossero il senato, e non una percentuale da leggere col binocolo rispetto alla quantità numerica del popolo italiano e perfino un'inezia rispetto alla già bassa percentuale dei 3 milioni di votanti alle primarie del PD. Rappresentanza di che?

E se volgiamo lo sguardo al Sud anche quelle pseudo associazioni con velleità europee, che, impropriamente si definiscono meridionaliste (che è invece una cosa diversa dall'avere nelle proprie fila nostalgici monarchici, vandeani, qualche fascista e comunque improponibili destrorsi), si definiscono il nuovo dalla vecchia politica con queste armate brancaleone come sparuto esercito, nuovi nel linguaggio, ecc..?

Nuovi? Con l'uso solo d'un gruppo su facebook? Nuovi di che? O qualcun altro che trova l'asso di briscola di turno ad ogni tornata elettorale della persona che ci mette un pò di soldi (non fanno mai male...e risolvono un pò di problemi...). Dentro ci sarà qualcuno con qualche problemino legale...l'aria che si respira è salubremente reazionaria?

La cosa, come già successo rischia di finire il giorno dopo?
Pronti dopo a dire, come sempre : " si...però...io non sapevo.." Poi c' sempre brava gente un pò dovunque.., sbagliato generalizzare, dire : "è tutto marcio...", qualcuno che lavora bene c'è sempre, anche al Sud....

Insomma tutto cambia perchè nulla cambi in un film già visto di "gattopardesca" memoria, come il buon Tomasi di Lampedusa ci ha insegnato già da tempo.


Fonte: Partito del Sud - Napoli
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Un film già visto.... 

Di Andrea Balia

 Sembra cambi....sembra la volta buona....e invece no! Al solito tutto torna pian piano come prima....Letta che pareva Renzi/diretto o in totale accordo, pian piano sulla legge elettorale dice : "si...però...", Renzi stesso piano piano, qualora si tocchi l'accordo del secolo, dice : "si....però...".
Berlusconi che ormai ha ottenuto il suo scopo vero d'essere rileggitimato (almeno come ruolo, considerazione...), qualora s'affronti o si sollevi il problema preferenze o altro, dice : "si....però...".
Grillo persevera nel suo mantra del non voler discutere e sarebbe il caso qualcuno gli spiegasse il significato della parola dialogo, che per lui vuol dire : "pronti a discuterne se fanno quello che diciamo noi..."

E che dialogo è se due s'incontrano e uno dei due deve supinamente accettare i diktat dell'altro?
E, non contento strombazza i suoi 38.000 pareri ricevuti in rete sull'argomento legge elettorale, come se 38.000 fossero il senato, e non una percentuale da leggere col binocolo rispetto alla quantità numerica del popolo italiano e perfino un'inezia rispetto alla già bassa percentuale dei 3 milioni di votanti alle primarie del PD. Rappresentanza di che?

E se volgiamo lo sguardo al Sud anche quelle pseudo associazioni con velleità europee, che, impropriamente si definiscono meridionaliste (che è invece una cosa diversa dall'avere nelle proprie fila nostalgici monarchici, vandeani, qualche fascista e comunque improponibili destrorsi), si definiscono il nuovo dalla vecchia politica con queste armate brancaleone come sparuto esercito, nuovi nel linguaggio, ecc..?

Nuovi? Con l'uso solo d'un gruppo su facebook? Nuovi di che? O qualcun altro che trova l'asso di briscola di turno ad ogni tornata elettorale della persona che ci mette un pò di soldi (non fanno mai male...e risolvono un pò di problemi...). Dentro ci sarà qualcuno con qualche problemino legale...l'aria che si respira è salubremente reazionaria?

La cosa, come già successo rischia di finire il giorno dopo?
Pronti dopo a dire, come sempre : " si...però...io non sapevo.." Poi c' sempre brava gente un pò dovunque.., sbagliato generalizzare, dire : "è tutto marcio...", qualcuno che lavora bene c'è sempre, anche al Sud....

Insomma tutto cambia perchè nulla cambi in un film già visto di "gattopardesca" memoria, come il buon Tomasi di Lampedusa ci ha insegnato già da tempo.


Fonte: Partito del Sud - Napoli
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domenica 8 dicembre 2013

Dal negazionismo al riduttivismo….Flic e Floc…


pietrarsaAbbiamo partecipato alla presentazione a Napoli del nuovo libro di Stella e Rizzo “Se muore il Sud”, ricavandone la convinzione che si è passati dal negazionismo sugli eventi drammatici della vera storia del Sud ad una strategia più raffinata e subdola : il riduttivismo, brutto e forse improprio termine per dire che dal negare eventi e tragedie si passa ad adottare invece il metodo di ridurne in buona parte il numero, la portata e la negatività. Insomma un contentino. Lo si è denunciato, commentato ma, a parte che evitarne una pubblicità agognata dagli autori, non è strumentale stare a urlare, reclamare più di tanto… è giusto, ma non è strategicamente tanto utile e costruttivo. 
Invece in questi giorni s’è firmato un protocollo d’intesa tra i comuni di Napoli e Portici, siglato in quel di Pietrarsa per il rilancio della zona (http://youtu.be/xG9srn1cxis) , cui seguirà anche la cerimonia d’intitolazione d’una strada ai martiri del primo eccidio d’operai consumato nell’Italia unita. Risultato ottenuto grazie all’attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli, al suo sindaco e a forze meridionaliste in questo impegnate. Esempi di concretezza operativa forse più mirata per il recupero della dignità e il rilancio del Sud. 
Urlare va bene, è sacrosanto ma spesso il movimentismo meridionalista s’affida allo smaniare e/o al buonismo di un “Flic” che, contrariamente a quanto si propone, contribuisce col suo fare “ammuina” alla disgregazione, ai dissapori, con risultati inversamente orientati ai desiderata enunciati. Spesso si traina un “Floc”, che da ultima e sgangherata carrozza d’un treno già troppo articolato ( sia il personaggio residente al Sud o al Nord) produce ondivaghe posizioni e partecipazioni a estemporanee e confuse proposte mercantili editoriali o fantomatici eventi dei soliti 4 gatti (amici e parenti compresi). Urla, piacionismo a grandi dosi per tutto e tutti e l’operato di “Flic” e “Floc” poco producono, dichiarando la loro inefficacia strategica per il riscatto del meridione.

Andrea Balìa
Fonte: WebNapoli24

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pietrarsaAbbiamo partecipato alla presentazione a Napoli del nuovo libro di Stella e Rizzo “Se muore il Sud”, ricavandone la convinzione che si è passati dal negazionismo sugli eventi drammatici della vera storia del Sud ad una strategia più raffinata e subdola : il riduttivismo, brutto e forse improprio termine per dire che dal negare eventi e tragedie si passa ad adottare invece il metodo di ridurne in buona parte il numero, la portata e la negatività. Insomma un contentino. Lo si è denunciato, commentato ma, a parte che evitarne una pubblicità agognata dagli autori, non è strumentale stare a urlare, reclamare più di tanto… è giusto, ma non è strategicamente tanto utile e costruttivo. 
Invece in questi giorni s’è firmato un protocollo d’intesa tra i comuni di Napoli e Portici, siglato in quel di Pietrarsa per il rilancio della zona (http://youtu.be/xG9srn1cxis) , cui seguirà anche la cerimonia d’intitolazione d’una strada ai martiri del primo eccidio d’operai consumato nell’Italia unita. Risultato ottenuto grazie all’attenzione della Commissione Toponomastica di Napoli, al suo sindaco e a forze meridionaliste in questo impegnate. Esempi di concretezza operativa forse più mirata per il recupero della dignità e il rilancio del Sud. 
Urlare va bene, è sacrosanto ma spesso il movimentismo meridionalista s’affida allo smaniare e/o al buonismo di un “Flic” che, contrariamente a quanto si propone, contribuisce col suo fare “ammuina” alla disgregazione, ai dissapori, con risultati inversamente orientati ai desiderata enunciati. Spesso si traina un “Floc”, che da ultima e sgangherata carrozza d’un treno già troppo articolato ( sia il personaggio residente al Sud o al Nord) produce ondivaghe posizioni e partecipazioni a estemporanee e confuse proposte mercantili editoriali o fantomatici eventi dei soliti 4 gatti (amici e parenti compresi). Urla, piacionismo a grandi dosi per tutto e tutti e l’operato di “Flic” e “Floc” poco producono, dichiarando la loro inefficacia strategica per il riscatto del meridione.

Andrea Balìa
Fonte: WebNapoli24

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mercoledì 4 dicembre 2013

Report presentazione libro “Se muore il Sud” di Stella e Rizzo



Cambiano i rapporti…il prodotto resta lo stesso





A Napoli c/o la Feltrinelli vi è stata ieri Martedì 3 Novembre 2013 la presentazione del nuovo e ultimo libro di Stella e Rizzo “Se muore il Sud”.

Abbiamo presenziato come Partito del Sud per dovere d’informazione e per essere incuriositi dal fatto che si parlava da giorni d’un libro comunque diverso per i toni usati e l’approccio all’argomento/problema Sud.


E nei fatti il metodo usato è davvero diverso, ma porta comunque abbastanza subdolamente allo stesso risultato di sempre. Eravamo abituati a libri di denuncia come quelli di Gigi Di Fiore e Pino Aprile, visti dalla parte d’un meridionalismo di denuncia sui mali subiti dal meridione d’Italia, o dall’altro verso a prodotti editoriali in salsa leghista di condanna del Sud, delle sue eventuali malefatte e della sua inefficienza, mancanza di reazione e quindi alla valutazione d’un territorio ormai condannato e irrecuperabile, più danno che risorsa per l’Italia.

“Se muore il Sud”, in maniera ancor più chiara dalle parole e presentazione dei due autori è stato sorprendentemente capace di stupirci, dandoci la sensazione di qualcosa costruita con metodo a tavolino, in modo nuovo e furbo, “cerchiobottista” (se è possibile farci passare un inelegante terminologia al riguardo), per poi giungere ad una scontata e retorica soluzione.

Il brigantaggio sì c’è stato (con tanto di foto ormai conosciute d’esecuzioni e teste mozzate…) ma quale guerra non ha fatto morti?

I piemontesi hanno fatto danni e operato male… chi lo nega?

Ma subito a seguire una furbesca dichiarazione di Salvemini di condanna all’inefficienza meridionale (scovata chissà dove) e glissando sulle tante altre fatte dal personaggio di ben diversa valutazione.

La prima ferrovia fu fatta al Sud? Vero…ma il Nord aveva una rete ferroviaria più estesa… anche qui sorvolando su tanti altri primati meridionali….

Qualche fandonia sparsa qua e là per cui la mortalità infantile sarebbe stata superiore al Sud (è comprovato esattamente l’opposto!)

Il Sud non stava così male? Vero (sempre parole loro tra sorrisi e piacioneria in cerca di consensi…) però il Nord non era poi messo così’ male…

Il Sud ritenuto una dei paesi più ricchi e meglio amministrati? Secondo loro un falso e una valutazione eccessiva…

Il Piemonte era indebitato? Vero…ma perché investivano (questa davvero bella e fantasiosa!)

Perché le Baleari hanno più turismo della Sicilia? (questa davvero incredibile, da stropicciarsi gli occhi e sturarsi le orecchie…)

E poi un piagnisteo davvero insopportabile di studiata e finta partecipazione sui bambini deceduti per cancro nella Terra dei Fuochi, senza una parola sulle colpe delle aziende del Nord per l’invio dei loro rifiuti tossici…

Garibaldi non era poi il personaggio eroico che si racconta? Vero…ma smettiamola di far passare immagini, vignette e considerazioni così cattive sui social network….

Il Governo non pensa a ristrutturare Carditello? Vero…ma perché la camorra s’impadronirebbe dei lavori…

Per finire dicendo che l’auspicio e l’invito è che i meridionali si diano una mossa a impegnarsi e a creare una nuova e valida classe dirigente (e qui potremmo condividere…) e che il libro sarebbe per il desiderio e la necessità d’avere un Sud redento.

Siamo stati tentati più volte d’abbandonare la sala gremita (d’un auditorio al 80% molto borghese e silente e al 20% di borbottii di dissenso…).Perché siamo rimasti? Ricordate Totò? “Volevamo vedere Pasquale dove voleva arrivare…”.

Andrea Balìa
Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud

p.s. : questi signori sono gli stessi che dissero che Antonio Ciano in quanto ex tabaccaio era improprio che scrivesse....




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Cambiano i rapporti…il prodotto resta lo stesso





A Napoli c/o la Feltrinelli vi è stata ieri Martedì 3 Novembre 2013 la presentazione del nuovo e ultimo libro di Stella e Rizzo “Se muore il Sud”.

Abbiamo presenziato come Partito del Sud per dovere d’informazione e per essere incuriositi dal fatto che si parlava da giorni d’un libro comunque diverso per i toni usati e l’approccio all’argomento/problema Sud.


E nei fatti il metodo usato è davvero diverso, ma porta comunque abbastanza subdolamente allo stesso risultato di sempre. Eravamo abituati a libri di denuncia come quelli di Gigi Di Fiore e Pino Aprile, visti dalla parte d’un meridionalismo di denuncia sui mali subiti dal meridione d’Italia, o dall’altro verso a prodotti editoriali in salsa leghista di condanna del Sud, delle sue eventuali malefatte e della sua inefficienza, mancanza di reazione e quindi alla valutazione d’un territorio ormai condannato e irrecuperabile, più danno che risorsa per l’Italia.

“Se muore il Sud”, in maniera ancor più chiara dalle parole e presentazione dei due autori è stato sorprendentemente capace di stupirci, dandoci la sensazione di qualcosa costruita con metodo a tavolino, in modo nuovo e furbo, “cerchiobottista” (se è possibile farci passare un inelegante terminologia al riguardo), per poi giungere ad una scontata e retorica soluzione.

Il brigantaggio sì c’è stato (con tanto di foto ormai conosciute d’esecuzioni e teste mozzate…) ma quale guerra non ha fatto morti?

I piemontesi hanno fatto danni e operato male… chi lo nega?

Ma subito a seguire una furbesca dichiarazione di Salvemini di condanna all’inefficienza meridionale (scovata chissà dove) e glissando sulle tante altre fatte dal personaggio di ben diversa valutazione.

La prima ferrovia fu fatta al Sud? Vero…ma il Nord aveva una rete ferroviaria più estesa… anche qui sorvolando su tanti altri primati meridionali….

Qualche fandonia sparsa qua e là per cui la mortalità infantile sarebbe stata superiore al Sud (è comprovato esattamente l’opposto!)

Il Sud non stava così male? Vero (sempre parole loro tra sorrisi e piacioneria in cerca di consensi…) però il Nord non era poi messo così’ male…

Il Sud ritenuto una dei paesi più ricchi e meglio amministrati? Secondo loro un falso e una valutazione eccessiva…

Il Piemonte era indebitato? Vero…ma perché investivano (questa davvero bella e fantasiosa!)

Perché le Baleari hanno più turismo della Sicilia? (questa davvero incredibile, da stropicciarsi gli occhi e sturarsi le orecchie…)

E poi un piagnisteo davvero insopportabile di studiata e finta partecipazione sui bambini deceduti per cancro nella Terra dei Fuochi, senza una parola sulle colpe delle aziende del Nord per l’invio dei loro rifiuti tossici…

Garibaldi non era poi il personaggio eroico che si racconta? Vero…ma smettiamola di far passare immagini, vignette e considerazioni così cattive sui social network….

Il Governo non pensa a ristrutturare Carditello? Vero…ma perché la camorra s’impadronirebbe dei lavori…

Per finire dicendo che l’auspicio e l’invito è che i meridionali si diano una mossa a impegnarsi e a creare una nuova e valida classe dirigente (e qui potremmo condividere…) e che il libro sarebbe per il desiderio e la necessità d’avere un Sud redento.

Siamo stati tentati più volte d’abbandonare la sala gremita (d’un auditorio al 80% molto borghese e silente e al 20% di borbottii di dissenso…).Perché siamo rimasti? Ricordate Totò? “Volevamo vedere Pasquale dove voleva arrivare…”.

Andrea Balìa
Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud

p.s. : questi signori sono gli stessi che dissero che Antonio Ciano in quanto ex tabaccaio era improprio che scrivesse....




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domenica 13 ottobre 2013

Personaggi in cerca d’autore

Antonio-Gramsci

Di Andrea Balia
Fonte:WebNapoli24.com

Il meridionalismo ha radici antiche; nei fatti con l’avvento del nuovo Stato d’Italia andò a formarsi un pensiero alternativo e tendente a sostenere le sacrosante ragioni delle terre del Sud conquistate e annesse al nuovo soggetto unitario. Già Antonio Gramsci scrisse e si spese in merito alle malefatte, ai torti subiti e a delucidare sul fenomeno del brigantaggio. Non fu il solo, e dopo anni di silenzio nel periodo dell’ultimo dopoguerra il pensiero meridionalista ricomparve sulla scena e, a tal proposito, ci piace ricordare la figura dell’irpino Guido Dorso con le sue lucide analisi e la teoria dei famosi “100 uomini d’acciaio” come punta di diamante del ritrovato pensiero di riscatto. Altri anni di quiete e poi il mai troppo compianto Nicola Zitara e i suoi studi economici, e via via movimenti spesso troppo salottieri e folklorici dediti più sul versante cultural/nostalgico fino ai nostri giorni con accenni di volontà di rappresentatività politica dichiaratamente espresse da alcuni e strumentalmente resuscitate in concomitanza di competizioni elettorali da altri. Alcuni nuovi scrittori a sostegno delle ragioni del Sud a completare il quadro. E quando a spingere è innanzitutto la fregola elettoralistica il rischio di sbarellamenti spinti dall’opportunismo è più evidente. Leader a capo da anni del loro piccolo movimento o nuovi conducator cercano la consacrazione del loro ruolo sulla scena dai connotati pirandelliani. Nel vuoto delle ideologie e le crisi della politica il meridionalismo appare come una nuova opportunità anche a figuri politici di terz’ordine fino a ieri schierati in formazioni politiche serve dei governi a trazione nord centrica tra i peggiori degli anni dalla nascita della repubblica ad oggi. E quindi perché non assoldarli nel gioco reciproco di credere di usare l’altro o d’essere usati? Il teatro è sempre un gran maestro, lettore e precursore dei non sempre ammirevoli comportamenti umani.

Fonte:WebNapoli24.com

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Antonio-Gramsci

Di Andrea Balia
Fonte:WebNapoli24.com

Il meridionalismo ha radici antiche; nei fatti con l’avvento del nuovo Stato d’Italia andò a formarsi un pensiero alternativo e tendente a sostenere le sacrosante ragioni delle terre del Sud conquistate e annesse al nuovo soggetto unitario. Già Antonio Gramsci scrisse e si spese in merito alle malefatte, ai torti subiti e a delucidare sul fenomeno del brigantaggio. Non fu il solo, e dopo anni di silenzio nel periodo dell’ultimo dopoguerra il pensiero meridionalista ricomparve sulla scena e, a tal proposito, ci piace ricordare la figura dell’irpino Guido Dorso con le sue lucide analisi e la teoria dei famosi “100 uomini d’acciaio” come punta di diamante del ritrovato pensiero di riscatto. Altri anni di quiete e poi il mai troppo compianto Nicola Zitara e i suoi studi economici, e via via movimenti spesso troppo salottieri e folklorici dediti più sul versante cultural/nostalgico fino ai nostri giorni con accenni di volontà di rappresentatività politica dichiaratamente espresse da alcuni e strumentalmente resuscitate in concomitanza di competizioni elettorali da altri. Alcuni nuovi scrittori a sostegno delle ragioni del Sud a completare il quadro. E quando a spingere è innanzitutto la fregola elettoralistica il rischio di sbarellamenti spinti dall’opportunismo è più evidente. Leader a capo da anni del loro piccolo movimento o nuovi conducator cercano la consacrazione del loro ruolo sulla scena dai connotati pirandelliani. Nel vuoto delle ideologie e le crisi della politica il meridionalismo appare come una nuova opportunità anche a figuri politici di terz’ordine fino a ieri schierati in formazioni politiche serve dei governi a trazione nord centrica tra i peggiori degli anni dalla nascita della repubblica ad oggi. E quindi perché non assoldarli nel gioco reciproco di credere di usare l’altro o d’essere usati? Il teatro è sempre un gran maestro, lettore e precursore dei non sempre ammirevoli comportamenti umani.

Fonte:WebNapoli24.com

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giovedì 10 ottobre 2013

Proseguono, con la seconda seduta, i lavori della Commissione Toponomastica del Comune di Napoli...

Ieri, Giovedì 9 Ottobre 2013 alle ore 17,00 in Sala Giunta di Palazzo S. Giacomo a Napoli, s'è riunita in seconda seduta la Commissione Toponomastica del Comune di Napoli con i vari componenti tra cui Andrea Balìa come Delegato Diretto del Sindaco. Coordinata dal dott. Alessio Postiglione e la presenza in veste di Presidente del sindaco Luigi de Magistris.
Sono state rigettate alcune richieste di nominazione di toponimi ad una serie di nominativi che non risultavano portatori di meriti così degni di nota da essere presi in considerazione.

Tra le nuove istanze è stata data approvazione :

alla titolazione d'una strada o piazza ad Enrico Berlinguer per essere stato, in un percorso politico senza macchie che ne offuscassero l'integrità della figura, portatore della "Questione Morale", oggi più che mai attuale; 

- è stato, su richiesta della redazione della rivista scientifica "Focus" deciso d'intitolare un luogo, possibilmente un viale in zone sedi d'università, ai "ricercatori e al sapere" per porre l'attenzione sul problema dei tagli alla ricerca così grave. Operazione che sarà sinergica con iniziative similari in altre città e con altri sindaci.

E' stata data comunicazione d'aver individuato un percorso stradale, al momento sprovvisto di toponimo, per la titolazione approvata in prima seduta ai "Martiri di Pietrarsa" proprio in zona di prossimità all'ex opificio. Verrà, come da regolamento, effettuata richiesta alla Prefettura, e ricevutane accettazione sarà calendarizzata affissione e relativa cerimonia.

Sono state stabilite come necessarie di ricerche d'approfondimento un'altra serie di richieste.



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Ieri, Giovedì 9 Ottobre 2013 alle ore 17,00 in Sala Giunta di Palazzo S. Giacomo a Napoli, s'è riunita in seconda seduta la Commissione Toponomastica del Comune di Napoli con i vari componenti tra cui Andrea Balìa come Delegato Diretto del Sindaco. Coordinata dal dott. Alessio Postiglione e la presenza in veste di Presidente del sindaco Luigi de Magistris.
Sono state rigettate alcune richieste di nominazione di toponimi ad una serie di nominativi che non risultavano portatori di meriti così degni di nota da essere presi in considerazione.

Tra le nuove istanze è stata data approvazione :

alla titolazione d'una strada o piazza ad Enrico Berlinguer per essere stato, in un percorso politico senza macchie che ne offuscassero l'integrità della figura, portatore della "Questione Morale", oggi più che mai attuale; 

- è stato, su richiesta della redazione della rivista scientifica "Focus" deciso d'intitolare un luogo, possibilmente un viale in zone sedi d'università, ai "ricercatori e al sapere" per porre l'attenzione sul problema dei tagli alla ricerca così grave. Operazione che sarà sinergica con iniziative similari in altre città e con altri sindaci.

E' stata data comunicazione d'aver individuato un percorso stradale, al momento sprovvisto di toponimo, per la titolazione approvata in prima seduta ai "Martiri di Pietrarsa" proprio in zona di prossimità all'ex opificio. Verrà, come da regolamento, effettuata richiesta alla Prefettura, e ricevutane accettazione sarà calendarizzata affissione e relativa cerimonia.

Sono state stabilite come necessarie di ricerche d'approfondimento un'altra serie di richieste.



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lunedì 7 ottobre 2013

Mezzogiorno tra crisi e sviluppo, gli interventi di Andrea Balia e Giovanni Cutolo




Un convegno quello al PAM di Napoli che ha visto gli interventi del Sindaco De Magistris, di Antonio Russo, di Giovanni Cutolo, e di Andrea Balia. Gli interventi sono stati coordinato dal Dr. Alessio Postiglione

 

 Alessio Postiglione, con grande verve e competenza ha condotto i lavori del Convegno dando la parola ai vari relatori, fra i quali, Giovanni Cutolo del Direttivo nazionale del Partito del Sud.



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Un convegno quello al PAM di Napoli che ha visto gli interventi del Sindaco De Magistris, di Antonio Russo, di Giovanni Cutolo, e di Andrea Balia. Gli interventi sono stati coordinato dal Dr. Alessio Postiglione

 

 Alessio Postiglione, con grande verve e competenza ha condotto i lavori del Convegno dando la parola ai vari relatori, fra i quali, Giovanni Cutolo del Direttivo nazionale del Partito del Sud.



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giovedì 12 settembre 2013

Parte su Web Napoli 24 una rubrica nuova "Riflessioni Meridionaliste" curata da Andrea Balìa

cupola_notoQuando si parla di asessuati ci si rifà come esempio alle bambole o agli angeli. E invece tale caratteristica pare sia diventata condizione insopprimibile per essere un meridionalista (parola grossa e impegnativa!) o un difensore del Sud e della sua storia. Guai a rifarsi a valori o idee che hanno contrassegnato la storia degli uomini e il loro comportamento politico, sociale o più semplicemente di visione della vita. Il Sud, il Sud prima di tutto e al di sopra di tutto! Questo il “mantra”, la “condicio sine qua non”! Errore secondo noi che deriva dal confondere ideologie di sicuro superate, come il fascismo e il comunismo, e i deprecabili comportamenti dei partiti istituzionali, con i valori di riferimento, ovvero progressista e conservatore cui tutto il mondo, ogni essere umano si sente d’appartenere e/o condividere. Per quale balzana ragione solo nel Sud d’Italia, l’amato Meridione, dovrebbe essere diverso (fermo restando le sacrosante ragioni di verità storica e riscatto cui il Sud deve ambire) e i suoi cittadini dovrebbero essere come le bambole o gli angeli? Propositività, idee ed azioni possono e devono essere prodotte. Diffidiamo altresì siano proponibili esempi di “larghe intese” già così tristemente vissute sulla pelle degli italiani, e in particolare dei meridionali.
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cupola_notoQuando si parla di asessuati ci si rifà come esempio alle bambole o agli angeli. E invece tale caratteristica pare sia diventata condizione insopprimibile per essere un meridionalista (parola grossa e impegnativa!) o un difensore del Sud e della sua storia. Guai a rifarsi a valori o idee che hanno contrassegnato la storia degli uomini e il loro comportamento politico, sociale o più semplicemente di visione della vita. Il Sud, il Sud prima di tutto e al di sopra di tutto! Questo il “mantra”, la “condicio sine qua non”! Errore secondo noi che deriva dal confondere ideologie di sicuro superate, come il fascismo e il comunismo, e i deprecabili comportamenti dei partiti istituzionali, con i valori di riferimento, ovvero progressista e conservatore cui tutto il mondo, ogni essere umano si sente d’appartenere e/o condividere. Per quale balzana ragione solo nel Sud d’Italia, l’amato Meridione, dovrebbe essere diverso (fermo restando le sacrosante ragioni di verità storica e riscatto cui il Sud deve ambire) e i suoi cittadini dovrebbero essere come le bambole o gli angeli? Propositività, idee ed azioni possono e devono essere prodotte. Diffidiamo altresì siano proponibili esempi di “larghe intese” già così tristemente vissute sulla pelle degli italiani, e in particolare dei meridionali.
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sabato 15 giugno 2013

Un articolo di Angelo D'Ambra sulla Toponomastica di Napoli...




Napoli: cambiamenti nella toponomastica


SAM_1384
La neonata Commissione Toponomastica per la Città di Napoli ha approvato tra i suoi primi atti la cancellazione della strada intitolata a Liborio Romano in zona Piazza Mercato e l’intitolazione di un’area da individuare ai Martiri di Pietrarsa. Una scelta dal chiaro segno meridionalista: Liborio Romano, tradito Francesco II, assegnò al capo camorra “Tore ‘e Crescienzo” il compito del mantenimento dell’ordine pubblico a Napoli affinchè il popolo non insorgesse contro Garibaldi, mentre a Pietrarsa il 6 Agosto 1863 per mano di Bersaglieri e Guarda Nazionale caddero i primi morti sul lavoro dell’Italia, sette operai che protestavano per la forte riduzione del personale e per l’aumento dell’orario di lavoro. 
“La commissione Toponomastica, al di là della sua ovvia importanza, assume a Napoli un peso specifico molto interessante per la volontà del sindaco de Magistris di dargli una linea guida improntata alla memoria di Napoli e del Sud e alla sua travagliata storia. Lo dimostra il fatto che abbia voluto il sottoscritto in commissione come suo delegato diretto ed il prof. Caratozzolo, altro meridionalista e figura di alto prestigio professionale, e che tra le prime 10 richieste abbia subito inserito i 2 temi sollecitati e relazionati dal Partito del Sud. Colpisce altresì che abbia sostenuto e  motivato i 2 temi, col supporto del sottoscritto. Il lungo lavoro di rapporti, politico e d’approfondimento sui temi cari al nostro partito e al meridionalismo sortisce i suoi frutti in una consapevolezza e condivisione del sindaco, a dimostrazione della sua disponibilità, frutto d’una palese onestà intellettuale e del continuo e, oseremmo dire positivo, lavoro del Partito del Sud. Altri temi, con pazienza e costanza verranno affrontati in futuro”, ha sostenuto Andrea Balia del Partito del Sud e membro della Commissione toponomastica.
Angelo D'Ambra
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Napoli: cambiamenti nella toponomastica


SAM_1384
La neonata Commissione Toponomastica per la Città di Napoli ha approvato tra i suoi primi atti la cancellazione della strada intitolata a Liborio Romano in zona Piazza Mercato e l’intitolazione di un’area da individuare ai Martiri di Pietrarsa. Una scelta dal chiaro segno meridionalista: Liborio Romano, tradito Francesco II, assegnò al capo camorra “Tore ‘e Crescienzo” il compito del mantenimento dell’ordine pubblico a Napoli affinchè il popolo non insorgesse contro Garibaldi, mentre a Pietrarsa il 6 Agosto 1863 per mano di Bersaglieri e Guarda Nazionale caddero i primi morti sul lavoro dell’Italia, sette operai che protestavano per la forte riduzione del personale e per l’aumento dell’orario di lavoro. 
“La commissione Toponomastica, al di là della sua ovvia importanza, assume a Napoli un peso specifico molto interessante per la volontà del sindaco de Magistris di dargli una linea guida improntata alla memoria di Napoli e del Sud e alla sua travagliata storia. Lo dimostra il fatto che abbia voluto il sottoscritto in commissione come suo delegato diretto ed il prof. Caratozzolo, altro meridionalista e figura di alto prestigio professionale, e che tra le prime 10 richieste abbia subito inserito i 2 temi sollecitati e relazionati dal Partito del Sud. Colpisce altresì che abbia sostenuto e  motivato i 2 temi, col supporto del sottoscritto. Il lungo lavoro di rapporti, politico e d’approfondimento sui temi cari al nostro partito e al meridionalismo sortisce i suoi frutti in una consapevolezza e condivisione del sindaco, a dimostrazione della sua disponibilità, frutto d’una palese onestà intellettuale e del continuo e, oseremmo dire positivo, lavoro del Partito del Sud. Altri temi, con pazienza e costanza verranno affrontati in futuro”, ha sostenuto Andrea Balia del Partito del Sud e membro della Commissione toponomastica.
Angelo D'Ambra

domenica 21 aprile 2013

La Toponomastica, Il Partito del Sud e Andrea Balìa nella rubrica di Gigi Di Fiore su "il Mattino"...


Gigi Di Fiore cita, nella sua rubrica Controstorie su "Il Mattino", il Partito del Sud e Andrea Balìa per il suo nuovo incarico nella Commissione Toponomastica conferitogli da Luigi de Magistris...



Mattino logo

di Gigi Di Fiore

Lungomare Liberato e via Caracciolo: vecchie e nuove scelte toponomastiche a Napoli


Intervistato dal Tg3 Campania, il sindaco Luigi De Magistris continuava a chiamare "Lungomare liberato" quella che, invece, correttamente l'intervistatrice Marialaura Massa definiva via Caracciolo. Futile questione di nomi, pura lana caprina, si dirà.

Eppure, la toponomastica in tutte le città non è materia irrilevante. Oltre a fare da bussole d'orientamento per spostarsi da un punto all'altro di qualsiasi luogo, i nomi di strade, piazze, corsi e vicoli dovrebbero testimoniare identità, radici, cultura, senso di appartenenza di una comunità.

Da pochi giorni, e la notizia è passata quasi in sordina, c'è un nuovo presidente della commissione toponomastica comunale: Andrea Balia, riferimento napoletano del Partito del sud che, tra le formazioni di " neo meridionalismo", ha appoggiato dalla prima ora De Magistris in campagna elettorale.

Non si sa, per ora, quali saranno gli interventi innovativi della commissione. Se muteranno alcuni nomi di strade e piazze, se ne verranno introdotti di nuovi. Il sindaco, senza attendere un provvedimento della commissione, ha già attuato la sua rivoluzione su via Caracciolo, anche nominativa. Dietro la denominazione nuova c'è un'idea culturale? Non si sa ancora. Dopo il 25 aprile, giornata di celebrazione della Liberazione, il lungomare resterà ancora "Liberato" per De Magistris, o tornerà al suo nome, formalmente corretto, di via Caracciolo?

Via Roma e via Toledo, Largo di Palazzo e Piazza Plebiscito, Corso Maria Teresa e Corso Vittorio Emanuele, piazza Aurelio Padovani e piazza Santa Maria degli Angeli: sono solo alcuni esempi, presi da epoche storiche diverse, di mutamenti di nomi in alcuni luoghi cittadini. Prevale il momento storico, la scelta politica. E' stato sempre così, i nomi racchiudono storie, la topografia è interpretazione identitaria-politica. 

C'è da chiedersi, ad esempio, cosa c'entrino i titoli di film poetici (Miracolo a Milano, Il posto delle fragole, Misteri di Parigi) per denominare alcune strade di Scampia, teatro di vicende sanguinose. Quale genio della toponomastica ha voluto unire bellezza e dolore? Aspettiamo gli orientamenti e le scelte della commissione dal nuovo presidente. Meglio decisioni formali che stravolgimenti striscianti. Insomma, per ora, viva via Caracciolo! 

Gigi Di Fiore



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Gigi Di Fiore cita, nella sua rubrica Controstorie su "Il Mattino", il Partito del Sud e Andrea Balìa per il suo nuovo incarico nella Commissione Toponomastica conferitogli da Luigi de Magistris...



Mattino logo

di Gigi Di Fiore

Lungomare Liberato e via Caracciolo: vecchie e nuove scelte toponomastiche a Napoli


Intervistato dal Tg3 Campania, il sindaco Luigi De Magistris continuava a chiamare "Lungomare liberato" quella che, invece, correttamente l'intervistatrice Marialaura Massa definiva via Caracciolo. Futile questione di nomi, pura lana caprina, si dirà.

Eppure, la toponomastica in tutte le città non è materia irrilevante. Oltre a fare da bussole d'orientamento per spostarsi da un punto all'altro di qualsiasi luogo, i nomi di strade, piazze, corsi e vicoli dovrebbero testimoniare identità, radici, cultura, senso di appartenenza di una comunità.

Da pochi giorni, e la notizia è passata quasi in sordina, c'è un nuovo presidente della commissione toponomastica comunale: Andrea Balia, riferimento napoletano del Partito del sud che, tra le formazioni di " neo meridionalismo", ha appoggiato dalla prima ora De Magistris in campagna elettorale.

Non si sa, per ora, quali saranno gli interventi innovativi della commissione. Se muteranno alcuni nomi di strade e piazze, se ne verranno introdotti di nuovi. Il sindaco, senza attendere un provvedimento della commissione, ha già attuato la sua rivoluzione su via Caracciolo, anche nominativa. Dietro la denominazione nuova c'è un'idea culturale? Non si sa ancora. Dopo il 25 aprile, giornata di celebrazione della Liberazione, il lungomare resterà ancora "Liberato" per De Magistris, o tornerà al suo nome, formalmente corretto, di via Caracciolo?

Via Roma e via Toledo, Largo di Palazzo e Piazza Plebiscito, Corso Maria Teresa e Corso Vittorio Emanuele, piazza Aurelio Padovani e piazza Santa Maria degli Angeli: sono solo alcuni esempi, presi da epoche storiche diverse, di mutamenti di nomi in alcuni luoghi cittadini. Prevale il momento storico, la scelta politica. E' stato sempre così, i nomi racchiudono storie, la topografia è interpretazione identitaria-politica. 

C'è da chiedersi, ad esempio, cosa c'entrino i titoli di film poetici (Miracolo a Milano, Il posto delle fragole, Misteri di Parigi) per denominare alcune strade di Scampia, teatro di vicende sanguinose. Quale genio della toponomastica ha voluto unire bellezza e dolore? Aspettiamo gli orientamenti e le scelte della commissione dal nuovo presidente. Meglio decisioni formali che stravolgimenti striscianti. Insomma, per ora, viva via Caracciolo! 

Gigi Di Fiore



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domenica 14 aprile 2013

Nomina del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ad Andrea Balìa del Partito del SUD

Con grande piacere condividiamo questa notizia che giunge dalla nostra Sezione di Napoli
Complimenti sinceri ad Andrea Balia per una nomina sicuramente significativa per il meridionalismo e per il nostro Partito, che siamo certi potrà contribuire a ripristinare gradualmente alcune verità storiche, fino ad ora spesso taciute, anche nella toponomastica della Capitale del Sud. 
L'ennesima dimostrazione di concretezza di chi sa bene che solo con un'azione  politica seria, continua e rigorosa si può sperare di raggiungere, come in questo ennesimo caso, l'obiettivo.
Infine un pensiero doveroso al nostro "decano" Antonio Ciano le cui ricerche e pubblicazioni hanno da sempre ispirato l'aspetto di ricerca storica all'interno del nostro Partito .


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C O M U N I C A T O


Luigi de Magistris sindaco di Napoli ha nominato, con Decreto Sindacale Prot. n°51 del 05/04/2013 , Andrea Balìa del Partito del Sud come suo delegato nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli.
Il Partito del Sud, a nome del suo CDN e degli iscritti tutti, è lieto di comunicare l’importante riconoscimento ad un suo dirigente che testimonia e attesta gli ottimi rapporti in essere di stima, confronto e collaborazione, tra il sindaco e il partito attraverso i suoi rappresentanti.
Andrea Balìa ha ricoperto la carica di co/segretario nazionale del nostro partito a partire dall’ultimo congresso nazionale del 2011, ed è dimissionario come gli altri componenti del direttivo, in vista del nuovo organigramma che verrà eletto nel prossimo congresso che si terrà il 27 Aprile p.v.
Si ringrazia Luigi de Magistris per la nomina che conferma la sincera attenzione e considerazione nei nostri confronti, da noi ricambiata.
Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.

13/04/2013

Il CDN del Partito del Sud

n.b. : come da decreto il Sindaco presiede la Commissione o nomina in sua vece un suo delegato…

segue decreto :





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Con grande piacere condividiamo questa notizia che giunge dalla nostra Sezione di Napoli
Complimenti sinceri ad Andrea Balia per una nomina sicuramente significativa per il meridionalismo e per il nostro Partito, che siamo certi potrà contribuire a ripristinare gradualmente alcune verità storiche, fino ad ora spesso taciute, anche nella toponomastica della Capitale del Sud. 
L'ennesima dimostrazione di concretezza di chi sa bene che solo con un'azione  politica seria, continua e rigorosa si può sperare di raggiungere, come in questo ennesimo caso, l'obiettivo.
Infine un pensiero doveroso al nostro "decano" Antonio Ciano le cui ricerche e pubblicazioni hanno da sempre ispirato l'aspetto di ricerca storica all'interno del nostro Partito .


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C O M U N I C A T O


Luigi de Magistris sindaco di Napoli ha nominato, con Decreto Sindacale Prot. n°51 del 05/04/2013 , Andrea Balìa del Partito del Sud come suo delegato nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli.
Il Partito del Sud, a nome del suo CDN e degli iscritti tutti, è lieto di comunicare l’importante riconoscimento ad un suo dirigente che testimonia e attesta gli ottimi rapporti in essere di stima, confronto e collaborazione, tra il sindaco e il partito attraverso i suoi rappresentanti.
Andrea Balìa ha ricoperto la carica di co/segretario nazionale del nostro partito a partire dall’ultimo congresso nazionale del 2011, ed è dimissionario come gli altri componenti del direttivo, in vista del nuovo organigramma che verrà eletto nel prossimo congresso che si terrà il 27 Aprile p.v.
Si ringrazia Luigi de Magistris per la nomina che conferma la sincera attenzione e considerazione nei nostri confronti, da noi ricambiata.
Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.

13/04/2013

Il CDN del Partito del Sud

n.b. : come da decreto il Sindaco presiede la Commissione o nomina in sua vece un suo delegato…

segue decreto :





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martedì 2 aprile 2013

Le competenze, il Savonarola e il rivoluzionario…


di Andrea Balìa

E’ di moda la “cyber democrazia”, ovvero una sorta di delirio d’onnipotenza dove dopo qualche ora di navigazione magicamente ognuno può prodursi al meglio in tutto. Se ne possono andare a far benedire anni di studio, specializzazioni, sacrifici, gavetta e acquisizioni di competenze in un’autoesaltazione di sé stessi, con un effetto – come dice il politologo ed esperto di comunicazione Massimiliano Panarari -  di “aurea mediocritas”. L’antipolitica ha le sue ragioni, le caste le loro grosse e grasse colpe, ma i rimedi ci lasciano enormi dubbi perché le soluzioni fumogene e i Savonarola di provincia azzerano categorie e schiere di professioni, studiosi, intellettuali, accomunando tutti ad una generica casta da mettere al muro per una sommaria fucilazione di massa. Il principio di rispetto per le minoranze resta, e dovrebbe essere, uno dei pochi baluardi ancora difendibili d’un vero principio democratico.
 Invece va diffondendosi il desiderio d’un pensiero, o meglio atteggiamento, saccente, escludente ogni carica e ruolo, totalizzante e che mira ad una rappresentatività che copra e riempia tutti i parametri percentuali. E sui pensieri unici questo paese crediamo abbia già dato, si sia fatto già il suo bel calvario. Il Golgota è ancora là, ben visibile! Il Sud ha quasi terminato la saliva utile a leccarsi le ferite, e le parole spese da nuovi santoni nelle piazze non garantiscono a che le sue ragioni siano prioritarie nell’agenda di chi le ha spese, contraddicendole con attestati di stima strumentalmente proclamati in altre piazze e altri luoghi a beneficio di quelli precedentemente additati come carnefici.
 Questi fatti stanno là scolpiti a dimostrare l’inaffidabilità e un credito già bruciato cui meridionali attenti non dovrebbero dar credito con facilità. L’innamoramento altresì è fenomeno italico d’atavica abitudine, predisposizione all’individuazione d’un salvatore della patria sempre nuovo e atteso. Leader o presunti tali del movimentismo meridionalista o pseudo tale continuano invece a voler cercare fama e gloria di fianco o addirittura al desco del nuovo messia. In questo scenario va riconosciuto il gesto puramente e semplicemente “rivoluzionario” d’un “buonasera” o d’un bacio e un abbraccio agli ultimi d’un uomo figlio del Sud del mondo. Semplice, diretto, non escludente e, pur se detentore d’una verità millenaria, poco propenso a giudizi massificanti.

Andrea Balìa  




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di Andrea Balìa

E’ di moda la “cyber democrazia”, ovvero una sorta di delirio d’onnipotenza dove dopo qualche ora di navigazione magicamente ognuno può prodursi al meglio in tutto. Se ne possono andare a far benedire anni di studio, specializzazioni, sacrifici, gavetta e acquisizioni di competenze in un’autoesaltazione di sé stessi, con un effetto – come dice il politologo ed esperto di comunicazione Massimiliano Panarari -  di “aurea mediocritas”. L’antipolitica ha le sue ragioni, le caste le loro grosse e grasse colpe, ma i rimedi ci lasciano enormi dubbi perché le soluzioni fumogene e i Savonarola di provincia azzerano categorie e schiere di professioni, studiosi, intellettuali, accomunando tutti ad una generica casta da mettere al muro per una sommaria fucilazione di massa. Il principio di rispetto per le minoranze resta, e dovrebbe essere, uno dei pochi baluardi ancora difendibili d’un vero principio democratico.
 Invece va diffondendosi il desiderio d’un pensiero, o meglio atteggiamento, saccente, escludente ogni carica e ruolo, totalizzante e che mira ad una rappresentatività che copra e riempia tutti i parametri percentuali. E sui pensieri unici questo paese crediamo abbia già dato, si sia fatto già il suo bel calvario. Il Golgota è ancora là, ben visibile! Il Sud ha quasi terminato la saliva utile a leccarsi le ferite, e le parole spese da nuovi santoni nelle piazze non garantiscono a che le sue ragioni siano prioritarie nell’agenda di chi le ha spese, contraddicendole con attestati di stima strumentalmente proclamati in altre piazze e altri luoghi a beneficio di quelli precedentemente additati come carnefici.
 Questi fatti stanno là scolpiti a dimostrare l’inaffidabilità e un credito già bruciato cui meridionali attenti non dovrebbero dar credito con facilità. L’innamoramento altresì è fenomeno italico d’atavica abitudine, predisposizione all’individuazione d’un salvatore della patria sempre nuovo e atteso. Leader o presunti tali del movimentismo meridionalista o pseudo tale continuano invece a voler cercare fama e gloria di fianco o addirittura al desco del nuovo messia. In questo scenario va riconosciuto il gesto puramente e semplicemente “rivoluzionario” d’un “buonasera” o d’un bacio e un abbraccio agli ultimi d’un uomo figlio del Sud del mondo. Semplice, diretto, non escludente e, pur se detentore d’una verità millenaria, poco propenso a giudizi massificanti.

Andrea Balìa  




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mercoledì 13 febbraio 2013

Il Partito del Sud, il nostro, è un'altra storia...


Ormai Grande Sud/MpA della senatrice Poli Bortone, tanto devota al cavaliere, e dello sgusciante Lombardo, tenta d’appropriarsi delle tematiche del vero meridionalismo. 
Invitano scrittori meridionalisti come Lino Patruno alle loro convention, citano Pino Aprile e il suo Terroni in Tv alle tribune elettorali, ecc… ma il Partito del Sud, quello vero, quello nostro, è sulla sponda progressista, quella degli ideali di tolleranza, solidarietà, inclusività, legalità ed uguaglianza, e rifiuto di tutte le forme di razzismo, in specie quello propinato da formazioni destrorse e xenofobe come la Lega Nord. 

Il nostro messaggio sugli insegnamenti di Gramsci e Dorso, unito ai valori d’identità e di rispetto e recupero della verità storica e della sua memoria, è questo e differenzia il nostro partito da molti altri movimenti pseudo meridionalisti che strizzano l’occhiolino agli ambienti reazionari, o navigano nel mare magnum della nostalgia, dell’ormai improponibile legittimismo, dei Re, delle vandee, dei religiosi dell’ultim’ora salvatori della patria. O all’eterna ricerca del carrozzone inclusivo del tutto e di tutti e di più. 

I pseudo governi tecnici, con dentro  difensori del Sud con estrazioni ed obiettivi diversificati in ossequio a presunte unità salvifiche non ci attirano, entusiasmano e convincono. 
Abbiamo già dato, e sappiamo con l’esperienza accumulata che il condividere la memoria storica non è sufficiente ad unire (al di là delle buone intenzioni), se i valori di riferimento non si condividono, e il rischio (come abbiamo già evidenziato) di confondere l’unanimismo con l’unità è elevato. 
Spiace che punti di riferimento nel giornalismo e nella scrittura a difesa del Sud non prendano distanze chiare sull’uso improprio dei loro nomi e/o s’impegnino in conclavi confessionali su cui è meglio stendere un velo pietoso. 

Il Partito del Sud comunicherà sempre più in modo forte e organizzato i suoi obiettivi e il suo credo, dove in modo autonomo come alle prossime elezioni politiche nel Lazio al Senato, e dove con i suoi uomini in liste per il riscatto civile, oltre che in prossimi scenari politici che lo vedranno coinvolto in probabili collaborazioni sempre sul fronte della legalità contro le masso mafie coniugate alle battaglie e al messaggio prettamente meridionalista.
Il tempo passa ma non invano e siamo solo all’inizio della nostra battaglia.

Andrea Balìa
(co/segretario nazionale del Partito del Sud)



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Ormai Grande Sud/MpA della senatrice Poli Bortone, tanto devota al cavaliere, e dello sgusciante Lombardo, tenta d’appropriarsi delle tematiche del vero meridionalismo. 
Invitano scrittori meridionalisti come Lino Patruno alle loro convention, citano Pino Aprile e il suo Terroni in Tv alle tribune elettorali, ecc… ma il Partito del Sud, quello vero, quello nostro, è sulla sponda progressista, quella degli ideali di tolleranza, solidarietà, inclusività, legalità ed uguaglianza, e rifiuto di tutte le forme di razzismo, in specie quello propinato da formazioni destrorse e xenofobe come la Lega Nord. 

Il nostro messaggio sugli insegnamenti di Gramsci e Dorso, unito ai valori d’identità e di rispetto e recupero della verità storica e della sua memoria, è questo e differenzia il nostro partito da molti altri movimenti pseudo meridionalisti che strizzano l’occhiolino agli ambienti reazionari, o navigano nel mare magnum della nostalgia, dell’ormai improponibile legittimismo, dei Re, delle vandee, dei religiosi dell’ultim’ora salvatori della patria. O all’eterna ricerca del carrozzone inclusivo del tutto e di tutti e di più. 

I pseudo governi tecnici, con dentro  difensori del Sud con estrazioni ed obiettivi diversificati in ossequio a presunte unità salvifiche non ci attirano, entusiasmano e convincono. 
Abbiamo già dato, e sappiamo con l’esperienza accumulata che il condividere la memoria storica non è sufficiente ad unire (al di là delle buone intenzioni), se i valori di riferimento non si condividono, e il rischio (come abbiamo già evidenziato) di confondere l’unanimismo con l’unità è elevato. 
Spiace che punti di riferimento nel giornalismo e nella scrittura a difesa del Sud non prendano distanze chiare sull’uso improprio dei loro nomi e/o s’impegnino in conclavi confessionali su cui è meglio stendere un velo pietoso. 

Il Partito del Sud comunicherà sempre più in modo forte e organizzato i suoi obiettivi e il suo credo, dove in modo autonomo come alle prossime elezioni politiche nel Lazio al Senato, e dove con i suoi uomini in liste per il riscatto civile, oltre che in prossimi scenari politici che lo vedranno coinvolto in probabili collaborazioni sempre sul fronte della legalità contro le masso mafie coniugate alle battaglie e al messaggio prettamente meridionalista.
Il tempo passa ma non invano e siamo solo all’inizio della nostra battaglia.

Andrea Balìa
(co/segretario nazionale del Partito del Sud)



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martedì 18 settembre 2012

Napoli: Conferenza Stampa del 17/09/2012 per il sostegno dei Verdi a de Magistris





Invitati formalmente dall'ufficio comunicazione del sindaco Luigi de Magistris, e da Francesco Borrelli Responsabile Regionale dei Verdi, abbiamo partecipato alla Conferenza Stampa tenutasi stamane c/o lo storico locale Gambrinus di Napoli, dove è stata sottolineata la nostra partecipazione Andrea Balìa Ieri, Lunedì 17 Settembre 2012 alle ore 12,00 presso il Gambrinus di Napoli s'è tenuta la Conferenza Stampa per annunciare il sostegno dei Verdi all'operato del sindaco Luigi de Magistris e l'ingresso nella maggioranza con il loro consigliere comunale Carmine Attanasio.

Presenti al tavolo il sindaco Luigi de Magistris, il Presidente Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il consigliere comunale dei Verdi Carmine Attanasio e Francesco Borrelli Responsabile in Campania dei Verdi.
Folta presenza di giornalisti e Tv. Francesco Borrelli ha evidenziato, nella presentazione della conferenza, la nostra presenza in sala.

Il sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato, accennando al sottoscritto, come il Partito del Sud sia stato fra i primi ad essergli vicino, e di non avere nulla contro i partiti in quanto tali, essendo primario il giudizio sulle persone siano esse facenti parte o no di partiti. A fine conferenza ci ha dichiarato d'essere informato e seguire con interesse gli sviluppi del progetto partito a Bari e di prevedere la delibera entro Ottobre della Commissione Toponomastica che dovrebbe, probabilmente, includere una figura del Partito del Sud.

 Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud

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Invitati formalmente dall'ufficio comunicazione del sindaco Luigi de Magistris, e da Francesco Borrelli Responsabile Regionale dei Verdi, abbiamo partecipato alla Conferenza Stampa tenutasi stamane c/o lo storico locale Gambrinus di Napoli, dove è stata sottolineata la nostra partecipazione Andrea Balìa Ieri, Lunedì 17 Settembre 2012 alle ore 12,00 presso il Gambrinus di Napoli s'è tenuta la Conferenza Stampa per annunciare il sostegno dei Verdi all'operato del sindaco Luigi de Magistris e l'ingresso nella maggioranza con il loro consigliere comunale Carmine Attanasio.

Presenti al tavolo il sindaco Luigi de Magistris, il Presidente Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il consigliere comunale dei Verdi Carmine Attanasio e Francesco Borrelli Responsabile in Campania dei Verdi.
Folta presenza di giornalisti e Tv. Francesco Borrelli ha evidenziato, nella presentazione della conferenza, la nostra presenza in sala.

Il sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato, accennando al sottoscritto, come il Partito del Sud sia stato fra i primi ad essergli vicino, e di non avere nulla contro i partiti in quanto tali, essendo primario il giudizio sulle persone siano esse facenti parte o no di partiti. A fine conferenza ci ha dichiarato d'essere informato e seguire con interesse gli sviluppi del progetto partito a Bari e di prevedere la delibera entro Ottobre della Commissione Toponomastica che dovrebbe, probabilmente, includere una figura del Partito del Sud.

 Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud

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lunedì 26 marzo 2012

Il Partito del Sud e l'articolo 18....


di Andrea Balìa


Il Partito del Sud è un partito identitario che si batte perché si valorizzi l’orgoglio d’appartenenza territoriale, la riscoperta delle radici, la rilettura della storia in un’ottica più veritiera e non strumentale ai vincitori, e per dare un futuro di rappresentatività politica al meridione d’Italia. Il tutto in un concetto di Sud inteso in modo più universale, dei valori comuni che accomunano tutti i Sud del mondo anche nelle sofferenze. Ma il Partito del Sud è anche un partito progressista, non nostalgico, unitario e repubblicano con un’idea di un futuro federale che garantisca la più ampia autonomia e gestione diretta da parte dei cittadini dei territori del Sud.
In quanto tale non può non dire la sua su progetti e riforme che incidono, forse in modo anche più grave rispetto ad altre zone del paese, sul futuro dei meridionali. E veniamo alla ormai famosa riforma del lavoro in discussione in questi giorni, preparata dall’attuale governo tecnico di Monti e dei professori. Orbene, per dirla tutta, la riforma in questione può contenere anche elementi interessanti sotto l’aspetto delle regolamentazioni sulla precarietà, pur affrontando non in toto la questione e lasciando inspiegabilmente sacche non risolte di figure ritenute alla stregua di non più che degli ectoplasmi. L’asino casca però drammaticamente sulla ridefinizione delle regole riguardanti il famigerato articolo 18.
Un po’ di domande e riflessioni sorgono spontanee:
1) non crediamo, come sostiene il governo tecnico, che gli investimenti stranieri siano legati a ciò, e che manipolandone le regole questi verranno attirati magicamente ed in modo considerevole. Tutti sanno, e poi basta chiederlo ad un po’ d’imprenditori non italiani, che i problemi sono ben altri : la criminalità diffusa e mal controllata, l’esosità del sistema fiscale e dei costi elevati per la contribuzione, al di là degli stipendi, delle maestranze; e il tutto attraverso una burocrazia lenta e articolata in modo farraginoso e complicato.
2) “ non ci sarà una valanga di licenziamenti” dichiara il Presidente Napolitano, e con lui la “ministra” Fornero ed il buon Monti. Forse potrà essere vero, ma di certo in più ve ne saranno, visto la semplificazione a liberarsi di dipendenti, in un momento di difficoltà economica e del mercato. Anche pochi, fossero decine o centinaia, licenziamenti in più non sono da auspicare in questo momento, e quindi invece di portare linfa facilitiamo la sottrazione d’ossigeno all’occupazione.
3) perché il mercato dovrebbe avere un sussulto positivo con meno operai, dipendenti? Meno forze lavoro vuol dire meno capacità di produrre. E’ elementare ma sembra un arcano…
4) così si fa in altre parti d’Europa, vedi Germania, e dobbiamo adeguarci. Anche qui l’esempio è al limite del ridicolo ed improponibile. Innanzitutto se facessimo come i tedeschi ci sarebbe la doppia opzione reintegro/risarcimento anche nel caso di licenziamento per ragioni economiche. Poi prendiamo ad esempio una partita di calcio : il terreno di gioco è condiviso per tutte e due le squadre, undici contro undici, e regole stabilite identiche per i duellanti. A queste condizioni se una delle squadre perde o gioca male, l’altra può essere portata ad esempio per copiarne sistema di gioco e organizzazione. Ma il tutto con le premesse dette. Quindi è risibile paragonarci alla Germania, ovvero applicare regole similari (e manco ciò si vuol fare) in condizioni ampiamente diverse. Gli operai tedeschi guadagnano il doppio dei nostri, la disoccupazione è su livelli fortemente meno preoccupanti, l’economia cresce ed i servizi civili sono di ben altra natura. E allora di cosa stiamo parlando? Che cavolo di paragone è?
Riteniamo quindi, senza il timore d’essere tacciati per vetero filocomunisti, che l’argomento sia pieno di non giustificazioni plausibili. Del resto se Confindustria e tutta la destra, PDL in testa, condivide la riforma, qualcosa vorrà pur dire; ovvero che i loro interessi non sono minacciati, e che notoriamente non coincidono con quelli degli operai. Ultima considerazione riguarda il concetto di dire : “parlatene pure in Parlamento, ma tanto non la modifichiamo”. Ebbene allora il Parlamento che ruolo ha? Se è un qualcosa che somiglia ad una dittatura possono anche dircelo chiaramente. E poiché il Sud vive tutto ciò in condizioni notoriamente più gravi, difficili e complicate, se permettete non condividiamo e ci preoccupiamo molto.


Andrea Balìa co/Presidente Nazionale del Partito del Sud

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di Andrea Balìa


Il Partito del Sud è un partito identitario che si batte perché si valorizzi l’orgoglio d’appartenenza territoriale, la riscoperta delle radici, la rilettura della storia in un’ottica più veritiera e non strumentale ai vincitori, e per dare un futuro di rappresentatività politica al meridione d’Italia. Il tutto in un concetto di Sud inteso in modo più universale, dei valori comuni che accomunano tutti i Sud del mondo anche nelle sofferenze. Ma il Partito del Sud è anche un partito progressista, non nostalgico, unitario e repubblicano con un’idea di un futuro federale che garantisca la più ampia autonomia e gestione diretta da parte dei cittadini dei territori del Sud.
In quanto tale non può non dire la sua su progetti e riforme che incidono, forse in modo anche più grave rispetto ad altre zone del paese, sul futuro dei meridionali. E veniamo alla ormai famosa riforma del lavoro in discussione in questi giorni, preparata dall’attuale governo tecnico di Monti e dei professori. Orbene, per dirla tutta, la riforma in questione può contenere anche elementi interessanti sotto l’aspetto delle regolamentazioni sulla precarietà, pur affrontando non in toto la questione e lasciando inspiegabilmente sacche non risolte di figure ritenute alla stregua di non più che degli ectoplasmi. L’asino casca però drammaticamente sulla ridefinizione delle regole riguardanti il famigerato articolo 18.
Un po’ di domande e riflessioni sorgono spontanee:
1) non crediamo, come sostiene il governo tecnico, che gli investimenti stranieri siano legati a ciò, e che manipolandone le regole questi verranno attirati magicamente ed in modo considerevole. Tutti sanno, e poi basta chiederlo ad un po’ d’imprenditori non italiani, che i problemi sono ben altri : la criminalità diffusa e mal controllata, l’esosità del sistema fiscale e dei costi elevati per la contribuzione, al di là degli stipendi, delle maestranze; e il tutto attraverso una burocrazia lenta e articolata in modo farraginoso e complicato.
2) “ non ci sarà una valanga di licenziamenti” dichiara il Presidente Napolitano, e con lui la “ministra” Fornero ed il buon Monti. Forse potrà essere vero, ma di certo in più ve ne saranno, visto la semplificazione a liberarsi di dipendenti, in un momento di difficoltà economica e del mercato. Anche pochi, fossero decine o centinaia, licenziamenti in più non sono da auspicare in questo momento, e quindi invece di portare linfa facilitiamo la sottrazione d’ossigeno all’occupazione.
3) perché il mercato dovrebbe avere un sussulto positivo con meno operai, dipendenti? Meno forze lavoro vuol dire meno capacità di produrre. E’ elementare ma sembra un arcano…
4) così si fa in altre parti d’Europa, vedi Germania, e dobbiamo adeguarci. Anche qui l’esempio è al limite del ridicolo ed improponibile. Innanzitutto se facessimo come i tedeschi ci sarebbe la doppia opzione reintegro/risarcimento anche nel caso di licenziamento per ragioni economiche. Poi prendiamo ad esempio una partita di calcio : il terreno di gioco è condiviso per tutte e due le squadre, undici contro undici, e regole stabilite identiche per i duellanti. A queste condizioni se una delle squadre perde o gioca male, l’altra può essere portata ad esempio per copiarne sistema di gioco e organizzazione. Ma il tutto con le premesse dette. Quindi è risibile paragonarci alla Germania, ovvero applicare regole similari (e manco ciò si vuol fare) in condizioni ampiamente diverse. Gli operai tedeschi guadagnano il doppio dei nostri, la disoccupazione è su livelli fortemente meno preoccupanti, l’economia cresce ed i servizi civili sono di ben altra natura. E allora di cosa stiamo parlando? Che cavolo di paragone è?
Riteniamo quindi, senza il timore d’essere tacciati per vetero filocomunisti, che l’argomento sia pieno di non giustificazioni plausibili. Del resto se Confindustria e tutta la destra, PDL in testa, condivide la riforma, qualcosa vorrà pur dire; ovvero che i loro interessi non sono minacciati, e che notoriamente non coincidono con quelli degli operai. Ultima considerazione riguarda il concetto di dire : “parlatene pure in Parlamento, ma tanto non la modifichiamo”. Ebbene allora il Parlamento che ruolo ha? Se è un qualcosa che somiglia ad una dittatura possono anche dircelo chiaramente. E poiché il Sud vive tutto ciò in condizioni notoriamente più gravi, difficili e complicate, se permettete non condividiamo e ci preoccupiamo molto.


Andrea Balìa co/Presidente Nazionale del Partito del Sud

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martedì 14 febbraio 2012

"Quelli che..."

di Andrea Balìa


Era il titolo di una bellissima canzone di Enzo Jannacci degli anni ’70. Ogni verso iniziava con “Quelli che..” e giù a seguire tra ironia e malcelata verità una tagliente identificazione di persone, categorie sociali, gruppi di persone assimilabili per comportamenti, modi di dire, ecc..con un “rif” musicale di sottofondo ripetitivo, ma dolce, swingato per chi s’intende di musica blues e giri armonici di quel genere, accattivante e non fastidioso, ma anzi ammaliante. Insomma quel che si dice un gran pezzo, una genialata musicale tra la denuncia e l’ironia come solo la sapiente e graffiante creatività d’un grande artista sa fare.
Tanto valido questo piccolo capolavoro da essere diventato un modo di dire per fotografare ancor oggi certe persone che si distinguono per un modo di fare singolare e forse non del tutto condivisibile. Ebbene anche nel nostro “piccolo mondo antico” – come mi piace definire l’ambiente frequentato e agitato del meridionalismo degli anni 2000 – ci sono, a mia modesta opinione, “Quelli che…”.
- “Quelli che…” il Re ritornerà! Nessuno lo sa, ma prima o poi, la deposta dinastia del nostro ex regno,, che sta aspettando il momento opportuno, tornerà trionfante e prenderà in mano le magnifiche e future sorti del Sud per il ripristino dei vecchi confini e dell’antico stato! Peccato che gli eredi di quella monarchia abbiano dichiarato più volte (ed anche chi scrive lo ha ascoltato) che nessuna mira od intenzione politica attraversa le loro menti, oltre ad un naturale affetto per le terre che hanno visto governare i loro avi e ad una condivisione perché una memoria storica veritiera si affermi.
- “Quelli che…” il legittimismo innanzitutto e comunque, con il ritorno d’una morale sempre e solo sotto l’egida della confessione e del credo cattolico; una vera vandea per cui ogni minimo diverso distinguo riconduce sotto l’accusa della più infamante eresia. Poco conta che la libertà religiosa sia ormai valore conclamato e che l’ortodossia di religione costituisca uno dei mali odierni.
- “Quelli che…” solo quando tutto il popolo avrà piena conoscenza della verità storica e consapevolezza del proprio passato sarà possibile organizzare forme politiche per il riscatto del Sud. Che poi questo ammirevole auspicio possa comportare tempi biblici visibili solo forse dai nostri pronipoti e che nel frattempo il meridione possa essere definitivamente desertificato non scalfisce minimamente il progetto.
- “Quelli che…” sono d’accordo sulla tesi precedente ma i giusti e i veri portatori dell’idea sono loro e non quelli di prima. Insomma gli uomini determinano la giustezza d’una teoria e non l’attendibilità della stessa.
- “Quelli che…” il problema è la denominazione d’un territorio se napolitano, siciliano o duo siciliano, ovvero che il Sud deve riappropriarsi dei suoi diritti, ma la Sicilia però…Della serie che è meglio stabilire queste cose e non come condurre la battaglia.
- “Quelli che…” l’indipendentismo è la sola strada da percorrere, per cui ogni battaglia diversa o rivendicazione è tempo perso. Salvo a stabilire il come…. . Certo le armi sono scomode e pericolose, le vie eventuali d’una richiesta legale d’autodeterminazione dei popoli richiede tanta carta bollata, tempo e costosi e valenti team d’avvocati ; meglio e più comodo da dietro ad una tastiera ed in attesa di strabilianti idee per attuare la rivoluzione.
- “Quelli che…” sono accusati d’essere troppo di destra, addirittura fascisti, e grazie al inatteso culo d’aver trovato qualche infiltrato giornalista in preda alla forsennata voglia di scoop, sono finalmente in grado di svelare “tutta la verità” che contiene la loro equidistanza da vetuste ideologie e addirittura simpatia per teorie gramsciane, marxiste leniniste che li affrancano da infamanti accuse. Peccato che le loro scelte siano casualmente sempre per soluzioni destrorse, candidati sempre di quell’area, slogan e grafica del ventennio, provenienza dei capi, loro storie e di gran parte degli iscritti pure loro da quella parte, amicizie con gruppi che si rifanno alla “Romanitas” o a Ezra Pound. Insomma, perseguitati dalla sfiga…
- “Quelli che…” prima o poi bisognerà che tutti s’uniscano per raggiungere l’obiettivo, Insomma una specie di governo come quello che sostiene Monti. Diversi, ma uniti. Ovviamente con la certezza che, gli obiettivi siano diversi e forse la sola condivisione della necessità d’una riscrittura storica non basti, e che ormai decenni d’infausti tentativi non richiedano ulteriori verifiche in ossequio al riconoscere che l’esperienza serva e insegni pur qualcosa nella vita, non costituiscono validi argomenti per farli recedere da questa convinzione.
- “Quelli che…” come noi del Partito del Sud, che ritengono che il Sud vada fornito d’una rappresentatività politica vera e a tutt’oggi mancante, da portare nelle istituzioni per iniziare ad incidere in scelte a difesa e per il riscatto meridionale, attraverso una forza politica progressista, pur se identitaria, che si rifà alle lezioni di Dorso, Salvemini e Gramsci.
Il tutto con tanta ironia, molte verità e, purtroppo, senza il “rif” musicale swingato di sottofondo…Ma forse con un po’ di fantasia ed uno sforzo di memoria….
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di Andrea Balìa


Era il titolo di una bellissima canzone di Enzo Jannacci degli anni ’70. Ogni verso iniziava con “Quelli che..” e giù a seguire tra ironia e malcelata verità una tagliente identificazione di persone, categorie sociali, gruppi di persone assimilabili per comportamenti, modi di dire, ecc..con un “rif” musicale di sottofondo ripetitivo, ma dolce, swingato per chi s’intende di musica blues e giri armonici di quel genere, accattivante e non fastidioso, ma anzi ammaliante. Insomma quel che si dice un gran pezzo, una genialata musicale tra la denuncia e l’ironia come solo la sapiente e graffiante creatività d’un grande artista sa fare.
Tanto valido questo piccolo capolavoro da essere diventato un modo di dire per fotografare ancor oggi certe persone che si distinguono per un modo di fare singolare e forse non del tutto condivisibile. Ebbene anche nel nostro “piccolo mondo antico” – come mi piace definire l’ambiente frequentato e agitato del meridionalismo degli anni 2000 – ci sono, a mia modesta opinione, “Quelli che…”.
- “Quelli che…” il Re ritornerà! Nessuno lo sa, ma prima o poi, la deposta dinastia del nostro ex regno,, che sta aspettando il momento opportuno, tornerà trionfante e prenderà in mano le magnifiche e future sorti del Sud per il ripristino dei vecchi confini e dell’antico stato! Peccato che gli eredi di quella monarchia abbiano dichiarato più volte (ed anche chi scrive lo ha ascoltato) che nessuna mira od intenzione politica attraversa le loro menti, oltre ad un naturale affetto per le terre che hanno visto governare i loro avi e ad una condivisione perché una memoria storica veritiera si affermi.
- “Quelli che…” il legittimismo innanzitutto e comunque, con il ritorno d’una morale sempre e solo sotto l’egida della confessione e del credo cattolico; una vera vandea per cui ogni minimo diverso distinguo riconduce sotto l’accusa della più infamante eresia. Poco conta che la libertà religiosa sia ormai valore conclamato e che l’ortodossia di religione costituisca uno dei mali odierni.
- “Quelli che…” solo quando tutto il popolo avrà piena conoscenza della verità storica e consapevolezza del proprio passato sarà possibile organizzare forme politiche per il riscatto del Sud. Che poi questo ammirevole auspicio possa comportare tempi biblici visibili solo forse dai nostri pronipoti e che nel frattempo il meridione possa essere definitivamente desertificato non scalfisce minimamente il progetto.
- “Quelli che…” sono d’accordo sulla tesi precedente ma i giusti e i veri portatori dell’idea sono loro e non quelli di prima. Insomma gli uomini determinano la giustezza d’una teoria e non l’attendibilità della stessa.
- “Quelli che…” il problema è la denominazione d’un territorio se napolitano, siciliano o duo siciliano, ovvero che il Sud deve riappropriarsi dei suoi diritti, ma la Sicilia però…Della serie che è meglio stabilire queste cose e non come condurre la battaglia.
- “Quelli che…” l’indipendentismo è la sola strada da percorrere, per cui ogni battaglia diversa o rivendicazione è tempo perso. Salvo a stabilire il come…. . Certo le armi sono scomode e pericolose, le vie eventuali d’una richiesta legale d’autodeterminazione dei popoli richiede tanta carta bollata, tempo e costosi e valenti team d’avvocati ; meglio e più comodo da dietro ad una tastiera ed in attesa di strabilianti idee per attuare la rivoluzione.
- “Quelli che…” sono accusati d’essere troppo di destra, addirittura fascisti, e grazie al inatteso culo d’aver trovato qualche infiltrato giornalista in preda alla forsennata voglia di scoop, sono finalmente in grado di svelare “tutta la verità” che contiene la loro equidistanza da vetuste ideologie e addirittura simpatia per teorie gramsciane, marxiste leniniste che li affrancano da infamanti accuse. Peccato che le loro scelte siano casualmente sempre per soluzioni destrorse, candidati sempre di quell’area, slogan e grafica del ventennio, provenienza dei capi, loro storie e di gran parte degli iscritti pure loro da quella parte, amicizie con gruppi che si rifanno alla “Romanitas” o a Ezra Pound. Insomma, perseguitati dalla sfiga…
- “Quelli che…” prima o poi bisognerà che tutti s’uniscano per raggiungere l’obiettivo, Insomma una specie di governo come quello che sostiene Monti. Diversi, ma uniti. Ovviamente con la certezza che, gli obiettivi siano diversi e forse la sola condivisione della necessità d’una riscrittura storica non basti, e che ormai decenni d’infausti tentativi non richiedano ulteriori verifiche in ossequio al riconoscere che l’esperienza serva e insegni pur qualcosa nella vita, non costituiscono validi argomenti per farli recedere da questa convinzione.
- “Quelli che…” come noi del Partito del Sud, che ritengono che il Sud vada fornito d’una rappresentatività politica vera e a tutt’oggi mancante, da portare nelle istituzioni per iniziare ad incidere in scelte a difesa e per il riscatto meridionale, attraverso una forza politica progressista, pur se identitaria, che si rifà alle lezioni di Dorso, Salvemini e Gramsci.
Il tutto con tanta ironia, molte verità e, purtroppo, senza il “rif” musicale swingato di sottofondo…Ma forse con un po’ di fantasia ed uno sforzo di memoria….

sabato 21 gennaio 2012

Andrea Balia e Enzo Riccio a Teleakery 27 dicembre 2011

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http://www.youtube.com/watch?v=wujLepU-qMc&feature=related
2

http://www.youtube.com/watch?v=4fbX4yAhf0Y&feature=related
3

http://www.youtube.com/watch?v=DS0DZizfNuw&feature=related
4

http://www.youtube.com/watch?v=Gbx8X9Ny-uQ&feature=related
5

http://www.youtube.com/watch?v=PM4MXfjJyMY

Andrea Balia ed Enzo Riccio del PdSUD e Pietro Golia di Controcorrente. Registrato e mandato in onda da Teleakery, Napoli, il 27 dicembre 2011.
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http://www.youtube.com/watch?v=wujLepU-qMc&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=4fbX4yAhf0Y&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=DS0DZizfNuw&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=Gbx8X9Ny-uQ&feature=related
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http://www.youtube.com/watch?v=PM4MXfjJyMY

Andrea Balia ed Enzo Riccio del PdSUD e Pietro Golia di Controcorrente. Registrato e mandato in onda da Teleakery, Napoli, il 27 dicembre 2011.

sabato 31 dicembre 2011

Riflessioni sul 2011 e auguri per il 2012



Ci sembra giusto, in gran semplicità, ricordare qualcosa che è stato importante per noi in quest’anno che ormai tra poche ore sarà archiviato. In maniera sciolta ed informale, così come i ricordi ci aiutano :

- le diverse nuove sezioni del Partito del Sud che in Italia si sono aperte un po’ ovunque, radicando la nostra presenza in tutta la penisola e in qualche caso all’estero (vedi Francia, e, ad ore, una altra nuova sezione in USA);
- i tanti nuovi iscritti che fanno crescere in modo interessante, rendendolo ormai corposo, il numero di quelli che s’identificano con noi e desiderano dare il loro contributo per la nostra causa;
- la ottima qualità, tra le nuove iscrizioni, di personaggi dall’alto profilo umano, professionale e di cultura;
- l’apertura di nuovi blog territoriali e i 2 nuovi siti, uno napoletano e uno nazionale, anche con i punti di programma (da approfondire ed integrare) per il rilancio ed il riscatto del Sud;
- l’esaltante esperienza elettorale di Napoli, con la partecipazione della nostra lista fra le 4 (in prima battuta e dopo al ballottaggio) della coalizione vincente che ha portato Luigi de Magistris a diventare Sindaco della città;
- il ricordo d’un’impresa difficile (raccogliere 1.240 firme per l’autorizzazione della lista, i banchetti, i comizi, la campagna elettorale, il tutto in 16 giorni e con finanze molto scarse) fatta con l’impegno, l’entusiasmo e il sacrificio di pochi di noi. Su tutti il ricordo delle nostre bandiere in prima fila, sempre, ai comizi di de Magistris, e i nostri interventi a quello di apertura in Piazza Gesù Nuovo (Cataldo Godano), in Piazza Dante (Andrea Balìa) e a quello a Rotonda Diaz (Emiddio de Franciscis), e per ultimo la nostra gioiosa partecipazione alla festa in Piazza Municipio (sotto il Comune) la sera della proclamazione di de Magistris come vincitore;
- 2 emozioni su tutte : il ringraziamento dal palco del sindaco al Partito del Sud, annoverato fra i 4 della prim’ora ad averlo sostenuto, e la nostra bandiera in testa al corteo che lo accompagnava in piazza sostenuta con orgoglio dal suo collaboratore (e ormai nostro amico) Alessandro Nardi;
- la collaborazione in quest’impresa degli amici del Direttivo Nazionale (Enzo Riccio, Natale Cuccurese, Beppe De Santis);
- gli eventi organizzati quest’anno dal partito, fra cui lo spettacolo “Terroni” con Roberto D’Alessandro e Mimmo Cavallo da noi presentato, in anteprima napoletana, durante la campagna elettorale c/o il Teatro Modernissimo, la presentazione sempre a Napolidell’ultimo libro di Nicola Zitara, con ospiti Pino Aprile, Lino Patruno, Marco Esposito e Mino Errico, la presentazione a Bologna del libro“Federalismo avvelenato” di Marco Esposito e “Fuoco del Sud” di Lino Patruno con la presenza degli autori, e in ultimo l’incontro con Gigi Di Fiore a Napoli c/o la nostra sede e il dibattito sul suo libro “Controstoria dell’Unità d’Italia”;
- il nostro 3° Congresso Nazionale l’8 e il 9 Ottobre presso l’Hotel Alabardieri a Napoli; la memoria d’una vivace ma molto partecipata 2 giorni : l’aria d’un vero e importante Congresso con un notevole numero di partecipanti e tanti ospiti di rilievo, tra cui Luigi de Magistris con un intervento lucido e appassionato e la sua dichiarazione di stima e di volontà di collaborazione con il nostro partito. Congresso che ha portato alla svolta di avere 3 Segretari di stesso peso, responsabilità e rappresentatività, ovvero: Andrea Balìa, Beppe De Santis e Natale Cuccurese.
- l’istituzione al Congresso delle Commissioni di supporto al partito tra cui quella significativa delle donne, quella su Internet, e l’importante istituzione della Commissione Cultura (presieduta dal nostro dirigente Prof. Cutolo, coordinata da Anthony Quattrone, e con l’adesione esterna di personalità come Gigi Di Fiore, Marco Esposito, Lino Patruno, Elena Bianchini Braglia, Roberto D’Alessandro e altri a venire) che inizierà i suoi lavori nei primi mesi del 2012;
- il girovagare in Italia e all’estero (Canada) del nostro “capobrigante” e Presidente Onorario Antonio Ciano, a raccontare con i suoi libri la storia e le angherie subite dal Sud;
- l’attività del Gruppo “Mai più soli” diretto dal nostro dirigente Ivan Esposito, per la diffusione e il consumo di prodotti del Sud a sostegno della economia meridionale;
- l’istituzione di organismi regionali con referenti provinciali, come quello in Campania presieduto dal suo responsabile Emiddio de Franciscis;
- l’adesione a sostegno di battaglie degli operai del Sud, come nel caso di Pomigliano d’Arco (Fiat) e dell’Alenia, nonché la commemorazione degli eventi di Pietrarsa per la memoria delle uccisioni dei primi operai nell’Italia unita, e la sensibilizzazione presso le organizzazioni sindacali in merito;
- l’inizio di collaborazione settimanale con nostri articoli di nostri iscritti su tematiche meridionaliste e antileghiste sul quotidiano nazionale “Terra” dei Verdi;
- gli interventi, su invito, di nostri dirigenti a trasmissioni televisive ( Julie News, Teleakery, Rai 3) o a congressi e convegni, unitamente a segretari d’altri partiti nazionali, tipo il Congresso Provinciale Campano dei Verdi o quello del Movimento Federalista Europeo;
- infine tutti gli incontri con il Sindaco de Magistris, i suoi collaboratori e la sua giunta per nostri progetti per Napoli in via di definizione e verifiche per sviluppi di collaborazione politica.

Insomma, tutto sommato, molte cose e qualcuna che ci sarà anche sfuggita. Un po’ di stanchezza per l’impegno profuso, ma di quella che in fondo ti appaga e aiuta ad andare avanti.

Per il 2012, ormai sopraggiunto, un augurio a tutti di giorni sereni, buona salute, anche a chi ci ha criticato (spesso solo per il gusto di farlo) e il rinnovato impegno ad esserci, a mettercela tutta per dare al nostro territorio quella voce politica che, pur memore della storia, guardi al futuro e alle strategie migliori da mettere in atto per il futuro del Sud. Buon 2012!



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Ci sembra giusto, in gran semplicità, ricordare qualcosa che è stato importante per noi in quest’anno che ormai tra poche ore sarà archiviato. In maniera sciolta ed informale, così come i ricordi ci aiutano :

- le diverse nuove sezioni del Partito del Sud che in Italia si sono aperte un po’ ovunque, radicando la nostra presenza in tutta la penisola e in qualche caso all’estero (vedi Francia, e, ad ore, una altra nuova sezione in USA);
- i tanti nuovi iscritti che fanno crescere in modo interessante, rendendolo ormai corposo, il numero di quelli che s’identificano con noi e desiderano dare il loro contributo per la nostra causa;
- la ottima qualità, tra le nuove iscrizioni, di personaggi dall’alto profilo umano, professionale e di cultura;
- l’apertura di nuovi blog territoriali e i 2 nuovi siti, uno napoletano e uno nazionale, anche con i punti di programma (da approfondire ed integrare) per il rilancio ed il riscatto del Sud;
- l’esaltante esperienza elettorale di Napoli, con la partecipazione della nostra lista fra le 4 (in prima battuta e dopo al ballottaggio) della coalizione vincente che ha portato Luigi de Magistris a diventare Sindaco della città;
- il ricordo d’un’impresa difficile (raccogliere 1.240 firme per l’autorizzazione della lista, i banchetti, i comizi, la campagna elettorale, il tutto in 16 giorni e con finanze molto scarse) fatta con l’impegno, l’entusiasmo e il sacrificio di pochi di noi. Su tutti il ricordo delle nostre bandiere in prima fila, sempre, ai comizi di de Magistris, e i nostri interventi a quello di apertura in Piazza Gesù Nuovo (Cataldo Godano), in Piazza Dante (Andrea Balìa) e a quello a Rotonda Diaz (Emiddio de Franciscis), e per ultimo la nostra gioiosa partecipazione alla festa in Piazza Municipio (sotto il Comune) la sera della proclamazione di de Magistris come vincitore;
- 2 emozioni su tutte : il ringraziamento dal palco del sindaco al Partito del Sud, annoverato fra i 4 della prim’ora ad averlo sostenuto, e la nostra bandiera in testa al corteo che lo accompagnava in piazza sostenuta con orgoglio dal suo collaboratore (e ormai nostro amico) Alessandro Nardi;
- la collaborazione in quest’impresa degli amici del Direttivo Nazionale (Enzo Riccio, Natale Cuccurese, Beppe De Santis);
- gli eventi organizzati quest’anno dal partito, fra cui lo spettacolo “Terroni” con Roberto D’Alessandro e Mimmo Cavallo da noi presentato, in anteprima napoletana, durante la campagna elettorale c/o il Teatro Modernissimo, la presentazione sempre a Napolidell’ultimo libro di Nicola Zitara, con ospiti Pino Aprile, Lino Patruno, Marco Esposito e Mino Errico, la presentazione a Bologna del libro“Federalismo avvelenato” di Marco Esposito e “Fuoco del Sud” di Lino Patruno con la presenza degli autori, e in ultimo l’incontro con Gigi Di Fiore a Napoli c/o la nostra sede e il dibattito sul suo libro “Controstoria dell’Unità d’Italia”;
- il nostro 3° Congresso Nazionale l’8 e il 9 Ottobre presso l’Hotel Alabardieri a Napoli; la memoria d’una vivace ma molto partecipata 2 giorni : l’aria d’un vero e importante Congresso con un notevole numero di partecipanti e tanti ospiti di rilievo, tra cui Luigi de Magistris con un intervento lucido e appassionato e la sua dichiarazione di stima e di volontà di collaborazione con il nostro partito. Congresso che ha portato alla svolta di avere 3 Segretari di stesso peso, responsabilità e rappresentatività, ovvero: Andrea Balìa, Beppe De Santis e Natale Cuccurese.
- l’istituzione al Congresso delle Commissioni di supporto al partito tra cui quella significativa delle donne, quella su Internet, e l’importante istituzione della Commissione Cultura (presieduta dal nostro dirigente Prof. Cutolo, coordinata da Anthony Quattrone, e con l’adesione esterna di personalità come Gigi Di Fiore, Marco Esposito, Lino Patruno, Elena Bianchini Braglia, Roberto D’Alessandro e altri a venire) che inizierà i suoi lavori nei primi mesi del 2012;
- il girovagare in Italia e all’estero (Canada) del nostro “capobrigante” e Presidente Onorario Antonio Ciano, a raccontare con i suoi libri la storia e le angherie subite dal Sud;
- l’attività del Gruppo “Mai più soli” diretto dal nostro dirigente Ivan Esposito, per la diffusione e il consumo di prodotti del Sud a sostegno della economia meridionale;
- l’istituzione di organismi regionali con referenti provinciali, come quello in Campania presieduto dal suo responsabile Emiddio de Franciscis;
- l’adesione a sostegno di battaglie degli operai del Sud, come nel caso di Pomigliano d’Arco (Fiat) e dell’Alenia, nonché la commemorazione degli eventi di Pietrarsa per la memoria delle uccisioni dei primi operai nell’Italia unita, e la sensibilizzazione presso le organizzazioni sindacali in merito;
- l’inizio di collaborazione settimanale con nostri articoli di nostri iscritti su tematiche meridionaliste e antileghiste sul quotidiano nazionale “Terra” dei Verdi;
- gli interventi, su invito, di nostri dirigenti a trasmissioni televisive ( Julie News, Teleakery, Rai 3) o a congressi e convegni, unitamente a segretari d’altri partiti nazionali, tipo il Congresso Provinciale Campano dei Verdi o quello del Movimento Federalista Europeo;
- infine tutti gli incontri con il Sindaco de Magistris, i suoi collaboratori e la sua giunta per nostri progetti per Napoli in via di definizione e verifiche per sviluppi di collaborazione politica.

Insomma, tutto sommato, molte cose e qualcuna che ci sarà anche sfuggita. Un po’ di stanchezza per l’impegno profuso, ma di quella che in fondo ti appaga e aiuta ad andare avanti.

Per il 2012, ormai sopraggiunto, un augurio a tutti di giorni sereni, buona salute, anche a chi ci ha criticato (spesso solo per il gusto di farlo) e il rinnovato impegno ad esserci, a mettercela tutta per dare al nostro territorio quella voce politica che, pur memore della storia, guardi al futuro e alle strategie migliori da mettere in atto per il futuro del Sud. Buon 2012!



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