lunedì 5 dicembre 2011

La stangata del governo tecnico : iniquità ed ipocrisie ! Il nostro pensiero



di Andrea Balìa



E’ arrivata. Lo sapevamo e se ne conoscevano già a grandi linee i contenuti. Quando però è diventata ufficiale nei suoi dettagli, l’amaro è salito in bocca con una sensazione nettamente sgradevole. L’ufficio comunicazione del sindaco de Magistris ci ha inviato una sua dichiarazione che riportiamo più in basso che la dice lunga sul come la pensi, quale sia il suo giudizio in merito.

Ma noi siamo noi, abbiamo la nostra testa per pensare, e se ne condividiamo in pieno le parole non è per susseguiosa riverenza (come scrisse in un stizzoso commento dopo il nostro ultimo Congresso Nazionale a Napoli un nostro vecchio amico editore, con un suo strano concetto dell’equidistanza e dell’amicizia).

Se siamo sullo stesso metro di giudizio del sindaco di Napoli è solo un’ulteriore conferma d’un’assonanza di visione della politica, della sua funzione di portatrice di valori che debbano tendere al bene comune, all’equità sociale, all’attenzione per chi come singoli e comunità (vedi il caso del Sud) è posizionato ai gradini più bassi della scala sociale.

Molti confondono per confusione d’analisi o strumentale posizione politica e dicono : “ ve l’avevamo detto, Berlusconi non era il male, non era lui il problema”.
E sbagliano : Berlusconi ed il suo governo fatto di leghisti xenofobi ed antimeridionali, di nani, ballerine (termine eufemistico per identificare donne di poca testa e facili costumi, facendo un torto alle vere ballerine), lacchè, affaristi, e tutta una corte d’improponibili figuri, è stato un bene sacrosanto abbia alzato le tende. Tra l’altro e senza dimenticare che molto del suo c’è alla base dell’attuale situazione in cui versa la penisola italica, sia in reali termini economici che in immagine ed affidabilità in campo internazionale.

Ciò detto, il governo tecnico ha, per ora, solo risolto il problema di presentabilità, di decenza minima, di superamento d’un profilo “pornografico/commerciale”, come dice Nichi Vendola, che caratterizzava quello precedente. Sapevamo che i nuovi governanti vengono dal mondo bancario, e da quello della tecnocrazia finanziaria, e molte speranze non ci hanno accompagnato in questi giorni. Al giudizio netto, tagliente, condivisibile, di Luigi de Magistris aggiungiamo però delle nostre considerazioni nel merito :

1) Il costo delle transazioni finanziarie, strumento della più bieca speculazione, è in Italia risibile rispetto a quello codificato negli altri paesi; da solo risolverebbe molto del nostro problema ma non c’è verso che la cosa venga affrontata;

2) Il cosiddetto costo della casta non viene sostanzialmente intaccato, se non in qualche vitalizio comunque non incidente in maniera significativa. E’ qui c’è il primo elemento d’ipocrisia : il ritenere a parole l’argomento degno di intervento, e poi, giusto per – come si dice – “far vedere”, dare un solo e molto piccolo segnale;

3) Il non intervenire in modo efficace rispetto all’evasione fiscale ( a livello di record mondiali), se non con la tracciabilità oltre i 1000 euro; secondo segnale ipocrita di chi sa che il problema esiste ed è grande, ma con questo lieve segnale vuol dimostrare che sa ma allo stesso tempo non mette in atto veri e forti strumenti risolutivi;

4) l’iniquità di far cassa sul reintegro dell’ ICI a cui è stato cambiato il nome, caricandone l’entità; e qui un’osservazione degli amici della nostra sezione di Caserta ci appare puntuale : per quale ragione, e con quale equanime criterio, chi paga un mutuo e non è ancora proprietario fino a quando (e talvolta può anche non andare a compimento) non salderà tutto, deve pagare come chi la casa ormai ce l’ha ed è a tutti gli effetti proprietario?

5) gli interventi sulle pensioni, pur volendo comprendere un riallineamento agli standard europei, sono drastici, accelerati nella tempistica, colpiscono chi ha iniziato a lavorare presto e mettono in un reale oltre che psicologico avvilimento chi è precario, ha perso il lavoro e vede allontanarsi ulteriormente l’obiettivo pensionistico; che la ministra si commuova nel esplicitare la riforma sottolinea, ancora una volta, l’aspetto ipocrita insito nella stangata.

6) intervenire sui capitali scudati, graziosamente fatti rientrare a costi ridicoli e nell’anonimato dal Cavaliere, sarebbe stato sacrosanto e molto risolutivo, ma chiedere un contributo del 1,5% è davvero irritante e sembra, sempre ipocritamente, voler dire : “ va bene, lo sappiamo, non possiamo far finta di niente, e giusto perché sembrerebbe improponibile, dateci una cosuccia”.

7) e i giovani, la crescita, il Sud?

Quindi, per chiudere, il Partito del Sud non può condividere, è irritato, in disaccordo, e s’augura, e darà il suo contributo, affinchè si delinei una forza politica di politici perbene, movimenti, sindaci virtuosi, magistrati seri, gente di buona volontà, fautori d’un meridionalismo progressista e maturo, che configuri uno scenario dove la concezione più alta e nobile della politica possa esprimersi per il bene comune.


Andrea Balìa - Partito del Sud Napoli



MANOVRA, DE MAGISTRIS: E’ INIQUA E INGIUSTA


“Ancora una volta, in pochi mesi, si scarica la crisi sui redditi da lavoro, i pensionati, gli enti locali: quello del governo Monti è un provvedimento che preoccupa e che va contestato. Da amministratore della più importante città del Sud sono profondamente allarmato perchè dopo 2,5 miliardi di tagli, ecco che si impone un’ulteriore scure. Cifre da capogiro per cui gli enti locali non potranno garantire ai cittadini i servizi necessari, dunque non ci sarà rispetto dei loro diritti. La strada da intraprendere era un’altra: tassazione delle vere grandi rendite e dei capitali scudati, lotta drastica all’evasione fiscale, diminuzione delle spese militari. Si è scelto invece di continuare a gravare sulle fasce sociali deboli e sugli enti locali, quest’ultimi considerati come una sorta di ammortizzatore sociale del Paese, oltre ad essere trasformati in uno strumento di copertura per responsabilità politiche che sono principalmente nazionali. Come sindaco di Napoli farò la mia parte, nelle sedi istituzionali e in caso anche nelle piazze, per contrastare una manovra iniqua e ingiusta”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.


Fonte : comunicazione.demagistris.it

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di Andrea Balìa



E’ arrivata. Lo sapevamo e se ne conoscevano già a grandi linee i contenuti. Quando però è diventata ufficiale nei suoi dettagli, l’amaro è salito in bocca con una sensazione nettamente sgradevole. L’ufficio comunicazione del sindaco de Magistris ci ha inviato una sua dichiarazione che riportiamo più in basso che la dice lunga sul come la pensi, quale sia il suo giudizio in merito.

Ma noi siamo noi, abbiamo la nostra testa per pensare, e se ne condividiamo in pieno le parole non è per susseguiosa riverenza (come scrisse in un stizzoso commento dopo il nostro ultimo Congresso Nazionale a Napoli un nostro vecchio amico editore, con un suo strano concetto dell’equidistanza e dell’amicizia).

Se siamo sullo stesso metro di giudizio del sindaco di Napoli è solo un’ulteriore conferma d’un’assonanza di visione della politica, della sua funzione di portatrice di valori che debbano tendere al bene comune, all’equità sociale, all’attenzione per chi come singoli e comunità (vedi il caso del Sud) è posizionato ai gradini più bassi della scala sociale.

Molti confondono per confusione d’analisi o strumentale posizione politica e dicono : “ ve l’avevamo detto, Berlusconi non era il male, non era lui il problema”.
E sbagliano : Berlusconi ed il suo governo fatto di leghisti xenofobi ed antimeridionali, di nani, ballerine (termine eufemistico per identificare donne di poca testa e facili costumi, facendo un torto alle vere ballerine), lacchè, affaristi, e tutta una corte d’improponibili figuri, è stato un bene sacrosanto abbia alzato le tende. Tra l’altro e senza dimenticare che molto del suo c’è alla base dell’attuale situazione in cui versa la penisola italica, sia in reali termini economici che in immagine ed affidabilità in campo internazionale.

Ciò detto, il governo tecnico ha, per ora, solo risolto il problema di presentabilità, di decenza minima, di superamento d’un profilo “pornografico/commerciale”, come dice Nichi Vendola, che caratterizzava quello precedente. Sapevamo che i nuovi governanti vengono dal mondo bancario, e da quello della tecnocrazia finanziaria, e molte speranze non ci hanno accompagnato in questi giorni. Al giudizio netto, tagliente, condivisibile, di Luigi de Magistris aggiungiamo però delle nostre considerazioni nel merito :

1) Il costo delle transazioni finanziarie, strumento della più bieca speculazione, è in Italia risibile rispetto a quello codificato negli altri paesi; da solo risolverebbe molto del nostro problema ma non c’è verso che la cosa venga affrontata;

2) Il cosiddetto costo della casta non viene sostanzialmente intaccato, se non in qualche vitalizio comunque non incidente in maniera significativa. E’ qui c’è il primo elemento d’ipocrisia : il ritenere a parole l’argomento degno di intervento, e poi, giusto per – come si dice – “far vedere”, dare un solo e molto piccolo segnale;

3) Il non intervenire in modo efficace rispetto all’evasione fiscale ( a livello di record mondiali), se non con la tracciabilità oltre i 1000 euro; secondo segnale ipocrita di chi sa che il problema esiste ed è grande, ma con questo lieve segnale vuol dimostrare che sa ma allo stesso tempo non mette in atto veri e forti strumenti risolutivi;

4) l’iniquità di far cassa sul reintegro dell’ ICI a cui è stato cambiato il nome, caricandone l’entità; e qui un’osservazione degli amici della nostra sezione di Caserta ci appare puntuale : per quale ragione, e con quale equanime criterio, chi paga un mutuo e non è ancora proprietario fino a quando (e talvolta può anche non andare a compimento) non salderà tutto, deve pagare come chi la casa ormai ce l’ha ed è a tutti gli effetti proprietario?

5) gli interventi sulle pensioni, pur volendo comprendere un riallineamento agli standard europei, sono drastici, accelerati nella tempistica, colpiscono chi ha iniziato a lavorare presto e mettono in un reale oltre che psicologico avvilimento chi è precario, ha perso il lavoro e vede allontanarsi ulteriormente l’obiettivo pensionistico; che la ministra si commuova nel esplicitare la riforma sottolinea, ancora una volta, l’aspetto ipocrita insito nella stangata.

6) intervenire sui capitali scudati, graziosamente fatti rientrare a costi ridicoli e nell’anonimato dal Cavaliere, sarebbe stato sacrosanto e molto risolutivo, ma chiedere un contributo del 1,5% è davvero irritante e sembra, sempre ipocritamente, voler dire : “ va bene, lo sappiamo, non possiamo far finta di niente, e giusto perché sembrerebbe improponibile, dateci una cosuccia”.

7) e i giovani, la crescita, il Sud?

Quindi, per chiudere, il Partito del Sud non può condividere, è irritato, in disaccordo, e s’augura, e darà il suo contributo, affinchè si delinei una forza politica di politici perbene, movimenti, sindaci virtuosi, magistrati seri, gente di buona volontà, fautori d’un meridionalismo progressista e maturo, che configuri uno scenario dove la concezione più alta e nobile della politica possa esprimersi per il bene comune.


Andrea Balìa - Partito del Sud Napoli



MANOVRA, DE MAGISTRIS: E’ INIQUA E INGIUSTA


“Ancora una volta, in pochi mesi, si scarica la crisi sui redditi da lavoro, i pensionati, gli enti locali: quello del governo Monti è un provvedimento che preoccupa e che va contestato. Da amministratore della più importante città del Sud sono profondamente allarmato perchè dopo 2,5 miliardi di tagli, ecco che si impone un’ulteriore scure. Cifre da capogiro per cui gli enti locali non potranno garantire ai cittadini i servizi necessari, dunque non ci sarà rispetto dei loro diritti. La strada da intraprendere era un’altra: tassazione delle vere grandi rendite e dei capitali scudati, lotta drastica all’evasione fiscale, diminuzione delle spese militari. Si è scelto invece di continuare a gravare sulle fasce sociali deboli e sugli enti locali, quest’ultimi considerati come una sorta di ammortizzatore sociale del Paese, oltre ad essere trasformati in uno strumento di copertura per responsabilità politiche che sono principalmente nazionali. Come sindaco di Napoli farò la mia parte, nelle sedi istituzionali e in caso anche nelle piazze, per contrastare una manovra iniqua e ingiusta”. Lo afferma in una nota il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.


Fonte : comunicazione.demagistris.it

domenica 20 novembre 2011

ORA ANCHE IL TERZO POLO! IL PARTITO DEL SUD DENUNZIA L’INCIUCIO IN ATTO CON LA LEGA!






di Andrea Balìa


Il vecchio vizio democristiano di cercare tutte le sponde possibili, perché rinasca la grande balena, non abbandona mai i politici che hanno nel loro DNA tutto ed il contrario di tutto – come da scuola che fu del più grande partito italiano che ha occupato per decenni le poltrone del governo della penisola. Solo da pochi giorni abbiamo brindato (sì, perché noi lo abbiamo fatto!) al ritorno a casa del Cavaliere, e – con gran goduria e senso di liberazione – dei suoi alleati leghisti. Ciò non ci tramuta, ovviamente, in sostenitori dei banchieri e dei loro intrallazzi a sostegno degli affari della finanza mondiale. Ne conosciamo storia, rischi e pericoli, e sorveglieremo il loro cammino passo dopo passo.
Altresì non ci impedisce d’essere soddisfatti che forze xenofobe ed antimeridionaliste come la Lega non siedano più negli scanni del governo, perpetrando la loro folle e dannosa politica razzista nei confronti del Sud.
Un primo passo, ineludibile, è stato fatto, ora il Partito del Sud deve, come sta facendo, lavorare all’alternativa che dia al paese Italia una nuova politica di diritti e doveri, che veda il Sud non più vittima ma protagonista, forse il più attrezzato a ricreare una nazione vera e solidale con tutti i suoi figli, e non a perseguire lo scempio cui abbiamo assistito e subito in oltre un secolo e mezzo. L’alternativa la costruiremo con le forze sane, le più compatibili in senso trasversale. La vicenda dell’ultima competizione elettorale per il Comune di Napoli ne è un esempio. Napoli è diventato un laboratorio politico che può trasformarsi in un soggetto nazionale che “scassi” non più solo nella capitale del Meridione, ma in tutto il territorio nazionale. Un soggetto, a forte partecipazione dal basso, molto targato Sud, che veda l’associazionismo civico, le forze sane del meridionalismo unitario e progressista (non di certo quello velleitario e né quello portaborse degli interessi del Centrodestra), le forze antagoniste d’una sinistra non appiattita sul PD, i sindaci virtuosi (vedi Napoli, Bari, Gaeta, ecc…), i magistrati sani, l’intelligenza di gente di cultura e del popolo onesta intellettualmente.
In questo progetto, come abbiamo più volte dichiarato e
formalmente approvato al nostro ultimo Congresso Nazionale di Napoli, non è previsto né spazio, né dialogo e né alcun tipo d’alleanze anche locali con soggetti come la Lega e con chi con essa è in combutta o pensa in qualche modo d’averci a che fare.
Su RAI NEWS 24 di ieri leggiamo : “ Casini apre ai moderati della Lega”, e giù la solita intervista con frasi tipo : “Dai leader piu' 'centristi', Casini e Rutelli, e' arrivata anche un'apertura di credito alla parte piu' 'moderata' della Lega Nord”. Insomma il solito refrain del raccogliticcio a tutti i costi, e al di là d’ogni decenza, di tirare dentro la Lega per qualche voto in più, ci piacerebbe poi sapere chi sarebbero i "moderati" della Lega.Quale sarebbe la parte più moderata? Forse il "mordace" ex Ministro degli Interni Maroni ? Oppure ilSindaco di Verona Flavio Tosi ? Ce lo spieghino!
Quella stessa Lega che non vuol dare la mensa scolastica ai figli degli immigrati, tanto per dirne una, o che – ricalcando concetti filonazisti –
si schiera contro i disabili.
La candida e cattolica anima dei centristi UDC cosa farebbe? Si turerebbe il naso?
Oppure ce lo spieghi l’MPA di Lombardo ( altro frutto del riciclo della vecchia DC) che pensa di difendere il Sud assieme alla Lega?
E' vero che prese soldi da questi stessi signori all'epoca ?; ma alla decenza ci sarà pure un limite?
Ebbene il Partito del Sud con questa gente, ovvero la Lega, i centristi, il Terzo Polo che ci ha messo 13 anni per capire chi era Berlusconi (Fini docet), l’MPA del Governatore della Sicilia buono per tutte le stagioni (Lega, Centrodestra, PD, Terzo Polo), non solo non ci andrà mai, ma non si siederà manco a discutere d’un bel niente. Con loro o con chi provasse a proporcelo.
Il Partito del Sud è giovane, piccolo, ma trasuda dignità : nelle competizioni elettorali cui ha partecipato ci è andato o da solo (vedi le elezioni politiche nazionali del 2008 o a Caserta o alle Provinciali di Latina…), o in alleanza con liste civiche contro tutti (vedi Gaeta, dove ha pure vinto e gestisce l’assessorato al Demanio col suo Presidente Onorario Antonio Ciano), o in alleanza a liste civiche e partiti contro Centrodestra e Centrosinistra (vedi de Magistris a Napoli o a Grosseto) dal sud al nord del paese. La nostra strada è questa, le altre le lasciamo agli “altri”!



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di Andrea Balìa


Il vecchio vizio democristiano di cercare tutte le sponde possibili, perché rinasca la grande balena, non abbandona mai i politici che hanno nel loro DNA tutto ed il contrario di tutto – come da scuola che fu del più grande partito italiano che ha occupato per decenni le poltrone del governo della penisola. Solo da pochi giorni abbiamo brindato (sì, perché noi lo abbiamo fatto!) al ritorno a casa del Cavaliere, e – con gran goduria e senso di liberazione – dei suoi alleati leghisti. Ciò non ci tramuta, ovviamente, in sostenitori dei banchieri e dei loro intrallazzi a sostegno degli affari della finanza mondiale. Ne conosciamo storia, rischi e pericoli, e sorveglieremo il loro cammino passo dopo passo.
Altresì non ci impedisce d’essere soddisfatti che forze xenofobe ed antimeridionaliste come la Lega non siedano più negli scanni del governo, perpetrando la loro folle e dannosa politica razzista nei confronti del Sud.
Un primo passo, ineludibile, è stato fatto, ora il Partito del Sud deve, come sta facendo, lavorare all’alternativa che dia al paese Italia una nuova politica di diritti e doveri, che veda il Sud non più vittima ma protagonista, forse il più attrezzato a ricreare una nazione vera e solidale con tutti i suoi figli, e non a perseguire lo scempio cui abbiamo assistito e subito in oltre un secolo e mezzo. L’alternativa la costruiremo con le forze sane, le più compatibili in senso trasversale. La vicenda dell’ultima competizione elettorale per il Comune di Napoli ne è un esempio. Napoli è diventato un laboratorio politico che può trasformarsi in un soggetto nazionale che “scassi” non più solo nella capitale del Meridione, ma in tutto il territorio nazionale. Un soggetto, a forte partecipazione dal basso, molto targato Sud, che veda l’associazionismo civico, le forze sane del meridionalismo unitario e progressista (non di certo quello velleitario e né quello portaborse degli interessi del Centrodestra), le forze antagoniste d’una sinistra non appiattita sul PD, i sindaci virtuosi (vedi Napoli, Bari, Gaeta, ecc…), i magistrati sani, l’intelligenza di gente di cultura e del popolo onesta intellettualmente.
In questo progetto, come abbiamo più volte dichiarato e
formalmente approvato al nostro ultimo Congresso Nazionale di Napoli, non è previsto né spazio, né dialogo e né alcun tipo d’alleanze anche locali con soggetti come la Lega e con chi con essa è in combutta o pensa in qualche modo d’averci a che fare.
Su RAI NEWS 24 di ieri leggiamo : “ Casini apre ai moderati della Lega”, e giù la solita intervista con frasi tipo : “Dai leader piu' 'centristi', Casini e Rutelli, e' arrivata anche un'apertura di credito alla parte piu' 'moderata' della Lega Nord”. Insomma il solito refrain del raccogliticcio a tutti i costi, e al di là d’ogni decenza, di tirare dentro la Lega per qualche voto in più, ci piacerebbe poi sapere chi sarebbero i "moderati" della Lega.Quale sarebbe la parte più moderata? Forse il "mordace" ex Ministro degli Interni Maroni ? Oppure ilSindaco di Verona Flavio Tosi ? Ce lo spieghino!
Quella stessa Lega che non vuol dare la mensa scolastica ai figli degli immigrati, tanto per dirne una, o che – ricalcando concetti filonazisti –
si schiera contro i disabili.
La candida e cattolica anima dei centristi UDC cosa farebbe? Si turerebbe il naso?
Oppure ce lo spieghi l’MPA di Lombardo ( altro frutto del riciclo della vecchia DC) che pensa di difendere il Sud assieme alla Lega?
E' vero che prese soldi da questi stessi signori all'epoca ?; ma alla decenza ci sarà pure un limite?
Ebbene il Partito del Sud con questa gente, ovvero la Lega, i centristi, il Terzo Polo che ci ha messo 13 anni per capire chi era Berlusconi (Fini docet), l’MPA del Governatore della Sicilia buono per tutte le stagioni (Lega, Centrodestra, PD, Terzo Polo), non solo non ci andrà mai, ma non si siederà manco a discutere d’un bel niente. Con loro o con chi provasse a proporcelo.
Il Partito del Sud è giovane, piccolo, ma trasuda dignità : nelle competizioni elettorali cui ha partecipato ci è andato o da solo (vedi le elezioni politiche nazionali del 2008 o a Caserta o alle Provinciali di Latina…), o in alleanza con liste civiche contro tutti (vedi Gaeta, dove ha pure vinto e gestisce l’assessorato al Demanio col suo Presidente Onorario Antonio Ciano), o in alleanza a liste civiche e partiti contro Centrodestra e Centrosinistra (vedi de Magistris a Napoli o a Grosseto) dal sud al nord del paese. La nostra strada è questa, le altre le lasciamo agli “altri”!



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giovedì 20 ottobre 2011

3° Congresso Nazionale del Partito del Sud: L'intervento di Andrea Balìa

1

http://www.youtube.com/watch?v=GivOm6wT--M&feature=relmfu
2

http://www.youtube.com/watch?v=Wn-F5M0ZHLY&feature=relmfu



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1

http://www.youtube.com/watch?v=GivOm6wT--M&feature=relmfu
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http://www.youtube.com/watch?v=Wn-F5M0ZHLY&feature=relmfu



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venerdì 30 settembre 2011

La vecchiaia è una brutta bestia...

di Andrea Balìa


Spiace dirlo, perché per gli anziani si deve portare rispetto, come è doveroso che sia. Purtroppo però va preso atto che con l’età si acutizzano difetti e pregi d’una persona. Forse, un po’ di più i primi.Si è irascibili? Da vecchi l’intolleranza cresce e chi scrive, pur essendo poco più che nella mezza età e non ancora nell’aria propriamente senile, può, ahimè, notarlo su sé stesso. Si è pignoli? E da vecchi questa peculiarità diventa paranoica. Si è generosi? E da vecchi si regalerebbero pure le mutande che indossi. E così via… Nel nostro caso parliamo d’un signore che ha già dato ampio esempio del suo pervicace antimeridionalismo negli anni trascorsi. Una sua personale fissazione. Riesce a star zitto sull’argomento al massimo un paio di mesi, poi irrefrenabile, come un rigurgito, la cosa gli sale su sino alla bocca (come il suo cognome che è tutto un programma…poteva chiamarsi Testa, Capa, ecc…, e invece no, si chiama Bocca, una parte del corpo che determina solo una funzione e non necessariamente la sostanza di ciò che profferisce).Buon giornalista, con una fama forse un po’ superiore ai meriti, ma comunque con un chiodo in testa : sputare veleno sul Sud. Articoli, frasi, libri, tutto un campionario di bassezze, gratuiti giudizi, degne del miglior Gladstone. Niente, per lui siamo irrecuperabili, viviamo una terra che come l’Inferno (titolo in merito di un suo libro) è abitato da diavoli, mostri, criminali, uno scenario apocalittico che vorrebbe far passare per giudizio definitivo, inappellabile, quasi verità scientifica. Non si pone naenche alla lontana che la storia d’un popolo è fatta da secoli che si sono avvicendati, e prendere a campione un sol periodo è arbitrario, fallace, pretestuoso. Eravamo belli, grandi, forti, ricchi? Lui non lo vuol sapere, non gliene frega, forse lo sa ma preferisce anche non crederci del tutto, darlo per scontato, e né vuole andare a studiare, verificare, ecc…a lui basta spargere fango.


Da anni scrive su giornali prevalentemente di Sinistra, ma i suoi trascorsi giovanili d’intolleranza antiebraica devono averlo marchiato a fuoco, e da anni ha un nuovo nemico da disprezzare e dirne di tutti i colori : il Sud!


Molti anni fa iniziai ad interessarmi di meridionalismo, storia del Sud, e mi capitò di leggere un suo commento quando ci fu la prima tragedia dell’alluvione del fiume Sarno nei territori dell’agro nocerino sarnese. E sapete questo bellimbusto cosa scrisse? Non si pose il problema che l’italietta prima savoiarda, poi fascista e infine repubblicana non aveva mai risolto, in appena 150 anni, il grave problema idrogeologico là esistente, che ad esempio i Borbone già studiarono erigendo i regi lagni. No, egli scrisse , denotando oltre che malafede una dichiarata ignoranza a parlar di cose non conosciute, che la colpa era dei contadini meridionali che abusivamente s’erano costruiti case abusive che avevano compromesso la stabilità del territorio?!?!?!?Della serie : cornuti e mazziati! Gli scrissi e, con grande signorilità, non mi rispose. L’ho fatto in questi anni anche con Scalfari, Curzio Maltese e altri, e, tutti (dico tutti!) hanno avuto il buon garbo di rispondermi ed in qualche caso anche di scusarsi d’errori, imprecisioni o giudizi affrettati. Lui no, lui è il verbo, la Bocca che sentenzia, che gode nello sparlare di noi e non ammette repliche.


Il tutto è condito anche da qualcosa che gli fa viver male (speriamo non per molto!) quest’atteggiamento. Va in Tv e continua a lamentarsi che i meridionali lo odiano, gli scrivono per protestare, e la cosa lo infastidisce e meraviglia! Di questi giorni l’ultima : in una videointervista riportata dal Corriere del Mezzogiorno (testata che somiglia sempre più ad un Corriere del Nord!) ha definito Napoli “un cimiciaio” e i suoi abitanti “belve con cui non fraternizzo”“Sud orrendo”! Insomma una delle ultime (speriamo) sue chicche in attesa che esali l’ultimo respiro!


Che ci volete fare….la vecchiaia è una brutta bestia!


Andrea Balìa



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di Andrea Balìa


Spiace dirlo, perché per gli anziani si deve portare rispetto, come è doveroso che sia. Purtroppo però va preso atto che con l’età si acutizzano difetti e pregi d’una persona. Forse, un po’ di più i primi.Si è irascibili? Da vecchi l’intolleranza cresce e chi scrive, pur essendo poco più che nella mezza età e non ancora nell’aria propriamente senile, può, ahimè, notarlo su sé stesso. Si è pignoli? E da vecchi questa peculiarità diventa paranoica. Si è generosi? E da vecchi si regalerebbero pure le mutande che indossi. E così via… Nel nostro caso parliamo d’un signore che ha già dato ampio esempio del suo pervicace antimeridionalismo negli anni trascorsi. Una sua personale fissazione. Riesce a star zitto sull’argomento al massimo un paio di mesi, poi irrefrenabile, come un rigurgito, la cosa gli sale su sino alla bocca (come il suo cognome che è tutto un programma…poteva chiamarsi Testa, Capa, ecc…, e invece no, si chiama Bocca, una parte del corpo che determina solo una funzione e non necessariamente la sostanza di ciò che profferisce).Buon giornalista, con una fama forse un po’ superiore ai meriti, ma comunque con un chiodo in testa : sputare veleno sul Sud. Articoli, frasi, libri, tutto un campionario di bassezze, gratuiti giudizi, degne del miglior Gladstone. Niente, per lui siamo irrecuperabili, viviamo una terra che come l’Inferno (titolo in merito di un suo libro) è abitato da diavoli, mostri, criminali, uno scenario apocalittico che vorrebbe far passare per giudizio definitivo, inappellabile, quasi verità scientifica. Non si pone naenche alla lontana che la storia d’un popolo è fatta da secoli che si sono avvicendati, e prendere a campione un sol periodo è arbitrario, fallace, pretestuoso. Eravamo belli, grandi, forti, ricchi? Lui non lo vuol sapere, non gliene frega, forse lo sa ma preferisce anche non crederci del tutto, darlo per scontato, e né vuole andare a studiare, verificare, ecc…a lui basta spargere fango.


Da anni scrive su giornali prevalentemente di Sinistra, ma i suoi trascorsi giovanili d’intolleranza antiebraica devono averlo marchiato a fuoco, e da anni ha un nuovo nemico da disprezzare e dirne di tutti i colori : il Sud!


Molti anni fa iniziai ad interessarmi di meridionalismo, storia del Sud, e mi capitò di leggere un suo commento quando ci fu la prima tragedia dell’alluvione del fiume Sarno nei territori dell’agro nocerino sarnese. E sapete questo bellimbusto cosa scrisse? Non si pose il problema che l’italietta prima savoiarda, poi fascista e infine repubblicana non aveva mai risolto, in appena 150 anni, il grave problema idrogeologico là esistente, che ad esempio i Borbone già studiarono erigendo i regi lagni. No, egli scrisse , denotando oltre che malafede una dichiarata ignoranza a parlar di cose non conosciute, che la colpa era dei contadini meridionali che abusivamente s’erano costruiti case abusive che avevano compromesso la stabilità del territorio?!?!?!?Della serie : cornuti e mazziati! Gli scrissi e, con grande signorilità, non mi rispose. L’ho fatto in questi anni anche con Scalfari, Curzio Maltese e altri, e, tutti (dico tutti!) hanno avuto il buon garbo di rispondermi ed in qualche caso anche di scusarsi d’errori, imprecisioni o giudizi affrettati. Lui no, lui è il verbo, la Bocca che sentenzia, che gode nello sparlare di noi e non ammette repliche.


Il tutto è condito anche da qualcosa che gli fa viver male (speriamo non per molto!) quest’atteggiamento. Va in Tv e continua a lamentarsi che i meridionali lo odiano, gli scrivono per protestare, e la cosa lo infastidisce e meraviglia! Di questi giorni l’ultima : in una videointervista riportata dal Corriere del Mezzogiorno (testata che somiglia sempre più ad un Corriere del Nord!) ha definito Napoli “un cimiciaio” e i suoi abitanti “belve con cui non fraternizzo”“Sud orrendo”! Insomma una delle ultime (speriamo) sue chicche in attesa che esali l’ultimo respiro!


Che ci volete fare….la vecchiaia è una brutta bestia!


Andrea Balìa



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mercoledì 17 agosto 2011

Sul quotidiano "La Discussione" oggi un edicola intervista con Andrea Balìa: A Sud c'è chi vuole la nascita di uno Stato Federale

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Fonte : La Discussione del 17 agosto 2011 pag 11

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Fonte : La Discussione del 17 agosto 2011 pag 11

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venerdì 15 luglio 2011

Proiezione documentario "Cento passi per la libertà"



Lunedì 18 luglio ore 20,00 al Caffè Arabo di piazza Bellini a Napoli proiezione del documentario "Cento passi per la libertà - viaggio documentario nella campagna elettorale di Luigi de Magistris" realizzato da Marco Rossano.


La proiezione sarà preceduta da una discussione moderata da Eliana Capretti sul tema "Napoli Mediterraneo Europa" con il sindaco Luigi de Magistris,

Andrea Balia del Partito del Sud,

Omar Suleiman dell'Osservatorio Palestina,

Carlo Iannello consigliere comunale

e il regista Marco Rossano.

Interverrà anche Angelo Forgione del movimento V.A.N.T.O.


Trailer del documentario disponibile su : http://www.youtube.com/watch?v=V0dUFgzo5xY


Fonte : Marco Rossano

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Lunedì 18 luglio ore 20,00 al Caffè Arabo di piazza Bellini a Napoli proiezione del documentario "Cento passi per la libertà - viaggio documentario nella campagna elettorale di Luigi de Magistris" realizzato da Marco Rossano.


La proiezione sarà preceduta da una discussione moderata da Eliana Capretti sul tema "Napoli Mediterraneo Europa" con il sindaco Luigi de Magistris,

Andrea Balia del Partito del Sud,

Omar Suleiman dell'Osservatorio Palestina,

Carlo Iannello consigliere comunale

e il regista Marco Rossano.

Interverrà anche Angelo Forgione del movimento V.A.N.T.O.


Trailer del documentario disponibile su : http://www.youtube.com/watch?v=V0dUFgzo5xY


Fonte : Marco Rossano

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domenica 19 giugno 2011

In memoria d'un mio avo


di Andrea Balìa


Quelli che mi conoscono questa storia l’hanno sentita e non vorrei annoiarli. E’ però, per me, molto importante in quanto motivo d’orgoglio e senso d’appartenenza, legame con le proprie radici.
E contraddistingue il mio attuale impegno politico, la mia passione, conferendole una ragione in più, e tenendo vivo un senso di continuità che giustifica fino in fondo il perché di questo omaggio, di queste parole in questo giorno.
Ero un bambino, ahimè molti anni fa, e in casa della famiglia di mia madre, dei miei nonni materni, ho ascoltato a più riprese in quei momenti particolari come il fine pranzo (quando si è portati a raccontarsi vecchie storie), o in serate dove la televisione non c’era ancora a farla da padrona, o ancora vicino al letto di mio nonno (che ricordo ormai sempre malato nei suoi ultimi anni di vita), delle storie che m’apparivano come leggende, fantastiche e tenebrose, affascinanti come il racconto di eroi, d’uomini dal coraggio indomito d’altri tempi.
Tali mi apparivano e non mi era ben chiaro dove finisse la verità ed iniziasse il favoleggiare di quei racconti, di quelle memorie. Ricordo ancora che quando cercavo di capirne di più, e mi ripetevo in domande dettate dalla curiosità, venivo zittito e c’era un’aria tra i presenti del tipo : “va bene, ma meglio non approfondire, meglio non parlarne troppo, sono storie vecchie…” , quasi come qualcosa da rimuovere, di cui è bene forse ricordarsi, ma poi non più di tanto, come se un qualcosa di pericoloso, tra il mistero e l’ineluttabile faceva propendere per non entrarvi dentro più di tanto, storie per una malcelata opportunità quasi da rimuovere…
Il senso malefico inculcato del minoritarismo!
Per quelli che non conoscono questa storia della mia famiglia, vado a svelare il cognome di mia madre : CROCCO!
Ebbene, si, solo circa 22/23 anni fa, iniziando ad interessarmi della storia del nostro Sud, ho ricollegato : il famoso, forse quello più famoso, brigante Carmine Crocco, era un mio avo diretto.
Nei fatti, mio nonno materno Giovanni Crocco, era un nipote – diciamo di 2° grado – di Carmine Crocco. Nei fatti suo padre era un cugino del famoso brigante. Infatti i miei nonni erano originari di Rionero in Vulture in Basilicata, il paese dove c’è ancora la casa originaria del nostro personaggio, e dove i miei genitori erano andati “sfollati” (come si usava dire) ai tempi dell’ultima guerra, rifugiandosi dai parenti ancora là residenti.
Quando ho ricollegato il tutto per me s’è risvegliato il mondo dei ricordi d’infanzia, di quelle storie ascoltate rapito come può esserlo un bambino tra i 6 e i 7 anni; ho chiesto ad un mio cugino più grande che fa proprio Crocco di cognome, che m’ha confermato il tutto, dandomi ulteriori ragguagli.
Che dire? Anche se può sembrare eccessivo, esagerato, avverto come un senso di grande responsabilità, di dovere, il portare rispetto negli atti e nei fatti dei miei impegni politici al proseguimento di ideali cui il mio avo ha donato i suoi anni, la sua gioventù, la sua vita. La difesa della propria terra, la dignità della difesa dell’appartenenza ad un mondo e a dei costumi millenari di cui il nostro Sud è portatore. La difesa della libertà contro l’espropriazione dei beni e delle leggi che uno Stato s’era dato in sette secoli d’autonomia.
Alto va il mio ricordo, fiero di cotanta progenie, nel giorno in cui (18 Giugno) 106 anni fa Carmine Crocco, brigante, partigiano e capo fino di 5.000 uomini circa organizzati in bande, terminò la sua incredibile, avventurosa e gloriosa vita nelle carceri di Livorno.

Andrea Balìa


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di Andrea Balìa


Quelli che mi conoscono questa storia l’hanno sentita e non vorrei annoiarli. E’ però, per me, molto importante in quanto motivo d’orgoglio e senso d’appartenenza, legame con le proprie radici.
E contraddistingue il mio attuale impegno politico, la mia passione, conferendole una ragione in più, e tenendo vivo un senso di continuità che giustifica fino in fondo il perché di questo omaggio, di queste parole in questo giorno.
Ero un bambino, ahimè molti anni fa, e in casa della famiglia di mia madre, dei miei nonni materni, ho ascoltato a più riprese in quei momenti particolari come il fine pranzo (quando si è portati a raccontarsi vecchie storie), o in serate dove la televisione non c’era ancora a farla da padrona, o ancora vicino al letto di mio nonno (che ricordo ormai sempre malato nei suoi ultimi anni di vita), delle storie che m’apparivano come leggende, fantastiche e tenebrose, affascinanti come il racconto di eroi, d’uomini dal coraggio indomito d’altri tempi.
Tali mi apparivano e non mi era ben chiaro dove finisse la verità ed iniziasse il favoleggiare di quei racconti, di quelle memorie. Ricordo ancora che quando cercavo di capirne di più, e mi ripetevo in domande dettate dalla curiosità, venivo zittito e c’era un’aria tra i presenti del tipo : “va bene, ma meglio non approfondire, meglio non parlarne troppo, sono storie vecchie…” , quasi come qualcosa da rimuovere, di cui è bene forse ricordarsi, ma poi non più di tanto, come se un qualcosa di pericoloso, tra il mistero e l’ineluttabile faceva propendere per non entrarvi dentro più di tanto, storie per una malcelata opportunità quasi da rimuovere…
Il senso malefico inculcato del minoritarismo!
Per quelli che non conoscono questa storia della mia famiglia, vado a svelare il cognome di mia madre : CROCCO!
Ebbene, si, solo circa 22/23 anni fa, iniziando ad interessarmi della storia del nostro Sud, ho ricollegato : il famoso, forse quello più famoso, brigante Carmine Crocco, era un mio avo diretto.
Nei fatti, mio nonno materno Giovanni Crocco, era un nipote – diciamo di 2° grado – di Carmine Crocco. Nei fatti suo padre era un cugino del famoso brigante. Infatti i miei nonni erano originari di Rionero in Vulture in Basilicata, il paese dove c’è ancora la casa originaria del nostro personaggio, e dove i miei genitori erano andati “sfollati” (come si usava dire) ai tempi dell’ultima guerra, rifugiandosi dai parenti ancora là residenti.
Quando ho ricollegato il tutto per me s’è risvegliato il mondo dei ricordi d’infanzia, di quelle storie ascoltate rapito come può esserlo un bambino tra i 6 e i 7 anni; ho chiesto ad un mio cugino più grande che fa proprio Crocco di cognome, che m’ha confermato il tutto, dandomi ulteriori ragguagli.
Che dire? Anche se può sembrare eccessivo, esagerato, avverto come un senso di grande responsabilità, di dovere, il portare rispetto negli atti e nei fatti dei miei impegni politici al proseguimento di ideali cui il mio avo ha donato i suoi anni, la sua gioventù, la sua vita. La difesa della propria terra, la dignità della difesa dell’appartenenza ad un mondo e a dei costumi millenari di cui il nostro Sud è portatore. La difesa della libertà contro l’espropriazione dei beni e delle leggi che uno Stato s’era dato in sette secoli d’autonomia.
Alto va il mio ricordo, fiero di cotanta progenie, nel giorno in cui (18 Giugno) 106 anni fa Carmine Crocco, brigante, partigiano e capo fino di 5.000 uomini circa organizzati in bande, terminò la sua incredibile, avventurosa e gloriosa vita nelle carceri di Livorno.

Andrea Balìa


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mercoledì 11 maggio 2011

LIBERATI CON UN VOTO: VOTA PARTITO DEL SUD !! Elezioni comunali di Napoli 2011


http://www.youtube.com/watch?v=YhgLZ1lRRwE&feature=channel_video_title

ANDREA BALIA CAPOLISTA DEL PARTITO DEL SUD - COMUNALI NAPOLI 2011

LIBERATI CON UN VOTO VOTA PARTITO DEL SUD !!

CON LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO PER NAPOLI.

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http://www.youtube.com/watch?v=YhgLZ1lRRwE&feature=channel_video_title

ANDREA BALIA CAPOLISTA DEL PARTITO DEL SUD - COMUNALI NAPOLI 2011

LIBERATI CON UN VOTO VOTA PARTITO DEL SUD !!

CON LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO PER NAPOLI.

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lunedì 2 maggio 2011

NAPOLI 2 MAGGIO: PRESENTAZIONE LISTA PARTITO DEL SUD


http://www.youtube.com/watch?v=RJqF8pmKsGg&feature=channel_video_title

Intervista con Andrea Balìa, capolista del Partito del Sud alle prossime comunali di Napoli.

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http://www.youtube.com/watch?v=RJqF8pmKsGg&feature=channel_video_title

Intervista con Andrea Balìa, capolista del Partito del Sud alle prossime comunali di Napoli.

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mercoledì 6 aprile 2011

La scelta del Partito del Sud


Delle considerazioni che ritengo indispensabili, per chiarirci un pò tutti le idee :

Di Andrea Balìa

Al solito ci tocca spiegare il perché di scelte che il Partito del Sud ha fatto in merito alle competizioni elettorali di Maggio 2011 per l’elezioni amministrative.

La cosa ci sembra normale e né ci infastidisce, in quanto appare giusto e naturale informare, in particolare i meridionalisti e quanti frequentano questo variegato piccolo/grande universo, del nostro percorso. Per dirla tutta ci appare solo un po’ strano e ricorrente che ci si lanci in giudizi talvolta un tanto avventati sui nostri indirizzi, molto spesso non conoscendo le cose da dentro e né i percorsi che li hanno determinato e né le realtà locali sempre così difficili da leggere dall’esterno.

Forse sarebbe più naturale chiedere, cercare di capire, e poi, com’è naturale e giusto, farsi – ma solo dopo – una legittima opinione.

Scattano altresì veloci giudizi sui massimi sistemi del mondo, analisi accurate sulla “durezza” e “purezza”, verifica del DNA, ecc…, ma comunque le cose vanno spiegate e andiamo a farlo:

Nel Maggio del 2010, in tempi non sospetti e con accurato anticipo, noi del Partito del Sud, che abbiamo nel nostro simbolo anche la scritta “Alleanza Meridionale”, perseguendo una volontà così esplicitata, ci siamo fatti carico di convocare nella nostra sede i movimenti meridionalisti più attendibili (almeno in teoria) o più visibili, per un confronto teso all’idea d’un’alleanza elettorale.

Dobbiamo dire che, in un futuro non lontano, probabilmente modificheremo questa scritta (Alleanza Meridionale), in quanto ci richiama memorie di partiti destrorsi e perché non ha ragion d’essere.

Tornando a noi, parlammo in primis con associazioni civiche, anche di taglio meridionalista, come Insieme per la Rinascita e Cambiamo Napoli, poi Insorgenza Civile ed infine anche il Movimento 5 Stelle (un po’ perché fuori dagli schemi della partitocrazia istituzionale e un po’ per le ripetute parole di Grillo sulla verità storica).

Ovviamente non sentimmo i Neoborbonici e i Comitati Due Sicilie, per la dichiarata volontà (almeno all’epoca) di non fare politica, e L’Altro Sud perché non disponibile a discorsi di unità con altri movimenti.

Il Movimento 5 Stelle ci dichiarò che era prematuro, i loro processi di valutazione erano lunghi e bisognava parlarne più in là. Tra noi tutti s’accennò a cosa ne pensassero tutti dell’eventualità (di cui si vociferava) che De Magistris fosse sceso in campo da solo con una sua lista. L’unico a storcere il naso fu Insorgenza ma restando su una valutazione poi da effettuare.

A quel punto partimmo con l’idea di testare una collaborazione tra noi, Ins. per la Rinasc., Cambiamo Napoli e Insorgenza. Facemmo un volantinaggio comune a Napoli contro Benetton finanziatore della Lega a fine Luglio 2010. Insorgenza dichiarò d’aver individuato un candidato, certo Di Monda, a cui avrebbe esposto le nostre comuni idee ed esigenze; ci avrebbe riferito e avremmo poi insieme valutato e preso una decisione. Strette di mano e a risentirci dopo le vacanze.

Al ritorno dalle meritate vacanze…sorpresa: a Napoli c’erano manifesti 6 x 3 di Di Monda sindaco sostenuto dai simboli di PIN (l’associazione di Di Monda) e Insorgenza. In pratica era scattata la solita furbata : l’accordo (anche di sostegno economico) era stato chiuso tra le due parti in barba alle strette di mano fra noi. Molti non sanno...e prima di dare pareri e giudizi dovrebbero informarsi…

Noi, Ins. per la Rinasc., e Cambiamo Napoli abbiamo poi lavorato con il Mov. 5 Stelle intorno ad un’idea di coalizione dal nome “Napoli c’è”, con tanto di evento finale al Teatro Sannazaro di Napoli. Ma i dubbi e le paturnie elitarie e di iper democrazia, ben peggiori della più bieca burocrazia, di 5 Stelle hanno reso impossibile la definizione d’una alleanza e alcuni di Insieme per la Rinascita hanno scelto, singolarmente, di entrare nelle loro liste.

A questo punto il Partito del Sud, nauseato (a dir poco…) ha deciso di fare da solo , facendo le sue verifiche, perché riteniamo che l’appuntamento elettorale di Napoli sia molto importante per una serie di motivi e non possa essere trascurato. Il presentarsi in alleanze con altri movimenti meridionalisti è impossibile per le suddette ragioni, il presentarsi da solo è suicida, rischiando di dare un segnale di debolezza, non restava che verificare possibili, dignitosi, apparentamenti che dessero comunque visibilità al meridionalismo pulito.

Molte porte chiuse, proposte indecenti, superficialità, al di là di escludere la Lega e chi con lei è alleata, in quanto allearsi con il proprio carnefice è impensabile. Unica attenzione, seria, con dignità e rispetto, nonché voglia di comprendere è stata ricevuta dagli uomini di Vendola e del suo S & L.

La loro scelta (molto sofferta e non condivisa almeno dal 50% delle loro forze) è però ricaduta nel conservare l’alleanza col PD a sostegno di un anonimo candidato di nome Morcone, e noi, pur conservando un buon rapporto per la loro correttezza, abbiamo ovviamente desistito.

Qui è successo qualcosa : siamo stati contattati dal giornalista Marco Esposito (allievo di Montanelli, e ex collega di Travaglio) de “il Mattino”, meridionalista ed autore del libro “Federalismo avvelenato”, chiedendoci un incontro. Egli fa parte del team di De Magistris e al Partito del Sud (unica formazione meridionalista a cui è stata fatta la proposta!) è stato offerta la possibilità di fare una propria lista a sostegno dell’ex magistrato, col proprio simbolo e i propri candidati. Abbiamo chiesto un incontro con De Magistris, dove il sottoscritto, Beppe De Santis il nostro segretario nazionale, ed Emiddio De Franciscis abbiamo partecipato con Marco Esposito.

De Magistris si presenterà con una sua lista dal nome “Napoli è tua”, ci sarà Federazione della Sinistra, IDV e il Partito del Sud con liste a sostegno. Egli si pone come posizione autonoma e discontinua dalla vecchia gestione PD di stampo ed eredità bassoliniana, e ovviamente contro il Centrodestra di acclarati rapporti camorristici. Il Partito del Sud entrerà nella programmazione economica e sarà responsabile della stesura del Progetto di recupero del Centro Storico di Napoli (che rischia di perdere la certificazione dell’Unesco), e dell’analisi del ruolo di Napoli rispetto ai Fondi Europei.

I sondaggi danno De Magistris in forte crescita e possibile attore d’un ballottaggio che poi lo vedrebbe con serie possibilità di vittoria.

Riteniamo comunque positivo che il Partito del Sud sia stato ritenuto interlocutore interessante e affidabile; che la partita per esserci si gioca con regole non fatte da noi ma uniche percorribili perché ci sia visibilità e possibilità di far politica. L’altro l’abbiamo verificato nelle sue pochezze, individualismi e posizioni velleitarie e senza futuro.

Abbiamo letto che a Napoli non serve un magistrato. Forse, ma non serve di certo un Morcone, che persegue logiche bassoliniane, non serve un Pasquino espressione di uno sbiadito centro De Mitiano, non serve un improponibile Mastella, e tantomeno un Lettieri del PDL presentato e proposto a Berlusconi da un certo Cosentino.

Ma non serve manco un Di Monda, sostenuto da Insorgenza, con un curriculum imbarazzante : ex Udc, organizzatore della campagna a sindaco di Napoli di Bocchino, implicato in beghe “pallonare” con Luciano Moggi in mezza Italia, e a digiuno pressoché totale di meridionalismo, nonché avvocato di spessore tutto da decifrare…. Se questo è ciò che esprime il meridionalismo, sciacquandosi nel fiume giustificatore delle parole : “né a destra e né a sinistra”…allora siamo a posto.

Noi siamo tranquilli e fieri della nostra scelta a sostegno d’un uomo che non sarà la perfezione, ma il cui paragone e confronto con tutti gli altri candidati è improponibile (per gli altri!). Il consenso su De Magistris è trasversale e ciò dimostra la validità della sua candidatura.

Il Partito del Sud lo sosterrà con impegno ed entusiasmo, che dobbiamo tra l’altro a lui e al suo team, anche per l’attenzione, la disponibilità, e la correttezza dimostrataci, e per l’acume nell’aver individuato nel nostro partito e nei suoi uomini un partner interessante e affidabile per la battaglia per Napoli.

Un magistrato così e un Partito del Sud servono a Napoli….abbiate fede!


Vice Presidente Nazionale

Responsabile Regionale Campania
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Delle considerazioni che ritengo indispensabili, per chiarirci un pò tutti le idee :

Di Andrea Balìa

Al solito ci tocca spiegare il perché di scelte che il Partito del Sud ha fatto in merito alle competizioni elettorali di Maggio 2011 per l’elezioni amministrative.

La cosa ci sembra normale e né ci infastidisce, in quanto appare giusto e naturale informare, in particolare i meridionalisti e quanti frequentano questo variegato piccolo/grande universo, del nostro percorso. Per dirla tutta ci appare solo un po’ strano e ricorrente che ci si lanci in giudizi talvolta un tanto avventati sui nostri indirizzi, molto spesso non conoscendo le cose da dentro e né i percorsi che li hanno determinato e né le realtà locali sempre così difficili da leggere dall’esterno.

Forse sarebbe più naturale chiedere, cercare di capire, e poi, com’è naturale e giusto, farsi – ma solo dopo – una legittima opinione.

Scattano altresì veloci giudizi sui massimi sistemi del mondo, analisi accurate sulla “durezza” e “purezza”, verifica del DNA, ecc…, ma comunque le cose vanno spiegate e andiamo a farlo:

Nel Maggio del 2010, in tempi non sospetti e con accurato anticipo, noi del Partito del Sud, che abbiamo nel nostro simbolo anche la scritta “Alleanza Meridionale”, perseguendo una volontà così esplicitata, ci siamo fatti carico di convocare nella nostra sede i movimenti meridionalisti più attendibili (almeno in teoria) o più visibili, per un confronto teso all’idea d’un’alleanza elettorale.

Dobbiamo dire che, in un futuro non lontano, probabilmente modificheremo questa scritta (Alleanza Meridionale), in quanto ci richiama memorie di partiti destrorsi e perché non ha ragion d’essere.

Tornando a noi, parlammo in primis con associazioni civiche, anche di taglio meridionalista, come Insieme per la Rinascita e Cambiamo Napoli, poi Insorgenza Civile ed infine anche il Movimento 5 Stelle (un po’ perché fuori dagli schemi della partitocrazia istituzionale e un po’ per le ripetute parole di Grillo sulla verità storica).

Ovviamente non sentimmo i Neoborbonici e i Comitati Due Sicilie, per la dichiarata volontà (almeno all’epoca) di non fare politica, e L’Altro Sud perché non disponibile a discorsi di unità con altri movimenti.

Il Movimento 5 Stelle ci dichiarò che era prematuro, i loro processi di valutazione erano lunghi e bisognava parlarne più in là. Tra noi tutti s’accennò a cosa ne pensassero tutti dell’eventualità (di cui si vociferava) che De Magistris fosse sceso in campo da solo con una sua lista. L’unico a storcere il naso fu Insorgenza ma restando su una valutazione poi da effettuare.

A quel punto partimmo con l’idea di testare una collaborazione tra noi, Ins. per la Rinasc., Cambiamo Napoli e Insorgenza. Facemmo un volantinaggio comune a Napoli contro Benetton finanziatore della Lega a fine Luglio 2010. Insorgenza dichiarò d’aver individuato un candidato, certo Di Monda, a cui avrebbe esposto le nostre comuni idee ed esigenze; ci avrebbe riferito e avremmo poi insieme valutato e preso una decisione. Strette di mano e a risentirci dopo le vacanze.

Al ritorno dalle meritate vacanze…sorpresa: a Napoli c’erano manifesti 6 x 3 di Di Monda sindaco sostenuto dai simboli di PIN (l’associazione di Di Monda) e Insorgenza. In pratica era scattata la solita furbata : l’accordo (anche di sostegno economico) era stato chiuso tra le due parti in barba alle strette di mano fra noi. Molti non sanno...e prima di dare pareri e giudizi dovrebbero informarsi…

Noi, Ins. per la Rinasc., e Cambiamo Napoli abbiamo poi lavorato con il Mov. 5 Stelle intorno ad un’idea di coalizione dal nome “Napoli c’è”, con tanto di evento finale al Teatro Sannazaro di Napoli. Ma i dubbi e le paturnie elitarie e di iper democrazia, ben peggiori della più bieca burocrazia, di 5 Stelle hanno reso impossibile la definizione d’una alleanza e alcuni di Insieme per la Rinascita hanno scelto, singolarmente, di entrare nelle loro liste.

A questo punto il Partito del Sud, nauseato (a dir poco…) ha deciso di fare da solo , facendo le sue verifiche, perché riteniamo che l’appuntamento elettorale di Napoli sia molto importante per una serie di motivi e non possa essere trascurato. Il presentarsi in alleanze con altri movimenti meridionalisti è impossibile per le suddette ragioni, il presentarsi da solo è suicida, rischiando di dare un segnale di debolezza, non restava che verificare possibili, dignitosi, apparentamenti che dessero comunque visibilità al meridionalismo pulito.

Molte porte chiuse, proposte indecenti, superficialità, al di là di escludere la Lega e chi con lei è alleata, in quanto allearsi con il proprio carnefice è impensabile. Unica attenzione, seria, con dignità e rispetto, nonché voglia di comprendere è stata ricevuta dagli uomini di Vendola e del suo S & L.

La loro scelta (molto sofferta e non condivisa almeno dal 50% delle loro forze) è però ricaduta nel conservare l’alleanza col PD a sostegno di un anonimo candidato di nome Morcone, e noi, pur conservando un buon rapporto per la loro correttezza, abbiamo ovviamente desistito.

Qui è successo qualcosa : siamo stati contattati dal giornalista Marco Esposito (allievo di Montanelli, e ex collega di Travaglio) de “il Mattino”, meridionalista ed autore del libro “Federalismo avvelenato”, chiedendoci un incontro. Egli fa parte del team di De Magistris e al Partito del Sud (unica formazione meridionalista a cui è stata fatta la proposta!) è stato offerta la possibilità di fare una propria lista a sostegno dell’ex magistrato, col proprio simbolo e i propri candidati. Abbiamo chiesto un incontro con De Magistris, dove il sottoscritto, Beppe De Santis il nostro segretario nazionale, ed Emiddio De Franciscis abbiamo partecipato con Marco Esposito.

De Magistris si presenterà con una sua lista dal nome “Napoli è tua”, ci sarà Federazione della Sinistra, IDV e il Partito del Sud con liste a sostegno. Egli si pone come posizione autonoma e discontinua dalla vecchia gestione PD di stampo ed eredità bassoliniana, e ovviamente contro il Centrodestra di acclarati rapporti camorristici. Il Partito del Sud entrerà nella programmazione economica e sarà responsabile della stesura del Progetto di recupero del Centro Storico di Napoli (che rischia di perdere la certificazione dell’Unesco), e dell’analisi del ruolo di Napoli rispetto ai Fondi Europei.

I sondaggi danno De Magistris in forte crescita e possibile attore d’un ballottaggio che poi lo vedrebbe con serie possibilità di vittoria.

Riteniamo comunque positivo che il Partito del Sud sia stato ritenuto interlocutore interessante e affidabile; che la partita per esserci si gioca con regole non fatte da noi ma uniche percorribili perché ci sia visibilità e possibilità di far politica. L’altro l’abbiamo verificato nelle sue pochezze, individualismi e posizioni velleitarie e senza futuro.

Abbiamo letto che a Napoli non serve un magistrato. Forse, ma non serve di certo un Morcone, che persegue logiche bassoliniane, non serve un Pasquino espressione di uno sbiadito centro De Mitiano, non serve un improponibile Mastella, e tantomeno un Lettieri del PDL presentato e proposto a Berlusconi da un certo Cosentino.

Ma non serve manco un Di Monda, sostenuto da Insorgenza, con un curriculum imbarazzante : ex Udc, organizzatore della campagna a sindaco di Napoli di Bocchino, implicato in beghe “pallonare” con Luciano Moggi in mezza Italia, e a digiuno pressoché totale di meridionalismo, nonché avvocato di spessore tutto da decifrare…. Se questo è ciò che esprime il meridionalismo, sciacquandosi nel fiume giustificatore delle parole : “né a destra e né a sinistra”…allora siamo a posto.

Noi siamo tranquilli e fieri della nostra scelta a sostegno d’un uomo che non sarà la perfezione, ma il cui paragone e confronto con tutti gli altri candidati è improponibile (per gli altri!). Il consenso su De Magistris è trasversale e ciò dimostra la validità della sua candidatura.

Il Partito del Sud lo sosterrà con impegno ed entusiasmo, che dobbiamo tra l’altro a lui e al suo team, anche per l’attenzione, la disponibilità, e la correttezza dimostrataci, e per l’acume nell’aver individuato nel nostro partito e nei suoi uomini un partner interessante e affidabile per la battaglia per Napoli.

Un magistrato così e un Partito del Sud servono a Napoli….abbiate fede!


Vice Presidente Nazionale

Responsabile Regionale Campania
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venerdì 24 dicembre 2010

NAPOLI C'E': IL DISCORSO DI ANDRA BALìA - PARTITO DEL SUD


http://www.youtube.com/watch?v=_wVqp-gSIrU&feature=player_embedded

Napoli 22 dicembre 2010 Teatro Sannazaro:
“La Questione Meridionale : “eredi di una grande storia,
ma anche d’una grande vessazione irrisolta che dura da 150 anni.”
di Andrea Balia – Partito del Sud

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http://www.youtube.com/watch?v=_wVqp-gSIrU&feature=player_embedded

Napoli 22 dicembre 2010 Teatro Sannazaro:
“La Questione Meridionale : “eredi di una grande storia,
ma anche d’una grande vessazione irrisolta che dura da 150 anni.”
di Andrea Balia – Partito del Sud

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Sul quotidiano " Il Mattino" - NAPOLI C'E': La Città in mobilitazione - La società civile scende in campo






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Fonte:Il Mattino del 23 dicembre 2010 pag. 34
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Fonte:Il Mattino del 23 dicembre 2010 pag. 34
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