venerdì 3 luglio 2009

VOGLIA D’UNITA’


Di Andrea Balìa


Le ultime elezioni provinciali contenevano l’unico, vero, aspetto di novità delle recenti competizioni elettorali.


Quale? La presenza per la prima volta (tranne sparute esperienze d’anni addietro) di liste meridionaliste.

Avevamo già sottolineato la positività della faccenda che si connotava come volontà dei meridionali d’autorappresentarsi, stanchi dell’ultracentenario tran tran dei partiti nazionali, sordi da sempre alle esigenze del Sud malrappresentato da politici locali ascari e ormai improponibili.

L’inesperienza, un malcelato desiderio di protagonismo, il poco tempo a disposizione, e il vizio ancora latente a non fidarsi del fratello, hanno portato ad una presenza frastagliata e non unitaria delle suddette liste.

Risultati non eclatanti di pura rappresentanza, tranne quello ancor insufficiente ma più dignitoso de L’ALTRO SUD con i suoi 4.178 voti, da prendere per ora come segnale incoraggiante.

I tempi però sembrano maturare con una velocità insospettata, e gli ultimi eventi sembrano indicare una attenzione pericolosa e poco credibile di personaggi della politica ufficiale ad una ipotesi SUD da tramutarsi in opzione politica.

Mastella il transformer, l’ondivago Lombardo, i governatori meridionali capeggiati da Bassolino, tutti a parlare d’improrogabili Partiti del Sud, d’associazionismo pro meridione, ecc..

E allora monta l’esigenza, quasi la voglia, d’unirsi fra le neo formazioni politiche meridionaliste.

Potrebbe ipotizzarsi una sorta di federazione, o confederazione che dir si voglia, in un'unica lista che contenga i simboli delle singole compagini.

Magari si potrebbe scegliere un coordinatore super partes per non portare alla difficilissima scelta d’un leader fra quelli già esistenti.

La necessità di coalizzare le forze sembra essere stata ormai compresa dai più; resta la difficoltà d’attuazione che dovrà portare attorno a un tavolo abbandonando pregiudizi, convincimenti d’essere i detentori del verbo, protagonismi, per costruire quel progetto politico che sia il sapiente mix di consapevolezza storica, senso ed orgoglio d’appartenenza, propositività, ed organizzazione.
.
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Di Andrea Balìa


Le ultime elezioni provinciali contenevano l’unico, vero, aspetto di novità delle recenti competizioni elettorali.


Quale? La presenza per la prima volta (tranne sparute esperienze d’anni addietro) di liste meridionaliste.

Avevamo già sottolineato la positività della faccenda che si connotava come volontà dei meridionali d’autorappresentarsi, stanchi dell’ultracentenario tran tran dei partiti nazionali, sordi da sempre alle esigenze del Sud malrappresentato da politici locali ascari e ormai improponibili.

L’inesperienza, un malcelato desiderio di protagonismo, il poco tempo a disposizione, e il vizio ancora latente a non fidarsi del fratello, hanno portato ad una presenza frastagliata e non unitaria delle suddette liste.

Risultati non eclatanti di pura rappresentanza, tranne quello ancor insufficiente ma più dignitoso de L’ALTRO SUD con i suoi 4.178 voti, da prendere per ora come segnale incoraggiante.

I tempi però sembrano maturare con una velocità insospettata, e gli ultimi eventi sembrano indicare una attenzione pericolosa e poco credibile di personaggi della politica ufficiale ad una ipotesi SUD da tramutarsi in opzione politica.

Mastella il transformer, l’ondivago Lombardo, i governatori meridionali capeggiati da Bassolino, tutti a parlare d’improrogabili Partiti del Sud, d’associazionismo pro meridione, ecc..

E allora monta l’esigenza, quasi la voglia, d’unirsi fra le neo formazioni politiche meridionaliste.

Potrebbe ipotizzarsi una sorta di federazione, o confederazione che dir si voglia, in un'unica lista che contenga i simboli delle singole compagini.

Magari si potrebbe scegliere un coordinatore super partes per non portare alla difficilissima scelta d’un leader fra quelli già esistenti.

La necessità di coalizzare le forze sembra essere stata ormai compresa dai più; resta la difficoltà d’attuazione che dovrà portare attorno a un tavolo abbandonando pregiudizi, convincimenti d’essere i detentori del verbo, protagonismi, per costruire quel progetto politico che sia il sapiente mix di consapevolezza storica, senso ed orgoglio d’appartenenza, propositività, ed organizzazione.
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venerdì 22 maggio 2009

Perché non bisogna votare MpA e la scelta de L’ALTRO SUD (dedicato al mio maestro Zitara)


Ricevo e posto:




Di Andrea Balìa


Se c’è qualcuno che mi ha fatto definitivamente innamorare del sogno del riscatto meridionalista dandomi analisi lucidissime, informazioni pertinenti, dati, che ho scaricato e studiato divorandoli come letture predilette nelle vacanze di alcune estati, questo è Nicola Zitara.


Il mio rammarico, ancora non esaurito, è stato non potermi confrontare spesso direttamente per la lontananza di residenza aggravata dai miei impegni lavorativi.

Ho condiviso e apprezzato le sue posizioni e forse questa è la prima volta che dissento e, con enorme difficoltà dettate da un rispetto che reputo doveroso, che vorrei esprimere la diversità della mia posizione.

Ho nel frattempo in questi anni avuto modo di seguire ed apprezzare le doti Antonio Ciano, animale politico di indubbie capacità, ma di cui ho potuto verificare una posizione forse troppo “gaetocentrica” e forse troppo sgusciante nel suo procedere personale. Poco incline al confrontarsi a quesiti e problematiche rimaste inevase da, secondo me, un atteggiamento forse caratteriale, ma comunque non giustificabile nei silenzi nelle risposte e ad una sottovalutazione del ruolo di Napoli capitale.

Orbene si è arrivati a queste elezioni delle province ed europee.

Credo, e lo sottolineo subito, ci sia comunque una positività che emerge : per la prima volta c’è un meridionalismo che vuole esserci, ci sono delle liste che dicono ai meridionali che, se vogliono, ci sono dei loro compaesani che hanno voglia di rappresentarli, di denunciare i malanni centenari del Sud e vogliono dar voce (dopo un secolo e mezzo) alle loro problematiche caricandosi, forse con presunzione, il ruolo di rappresentarli. C’è chi va da solo, donchisciottescamente, in modo encomiabile ed apprezzabile, contro tutti e reclamando le storiche malefatte sia di destra che di sinistra.

C’è, e mi sembra la peggiore delle proposte, chi s’infila in qualche lista dell’arco costituzionale (vedi MpA) pensando che le singole persone possano incidere nel procedere italico della politica.

E c’è chi, come L’ALTRO SUD, crede che esista comunque una priorità : evitare il peggio alle proprie terre. Poiché, ci piaccia o meno, per la Provincia di Napoli, vincerà uno tra Nicolais e Cesaro, preferirebbe (ancor prima di parlare di tutto il resto) che venisse eletto un signore che è al momento il 1° scienziato italiano (napoletano) per stima, meriti e conoscenza, a livello internazionale (nella ricerca), pulito legalmente, inviso nello stesso Pd perché vuole defenestrare il passato bassoliniano.

Il tutto per evitare alla Provincia di Napoli un signore (sic!) con 5 procedimenti legali a suo carico e che fa difficoltà a coniugare una frase compiuta in italiano e parla di “amici, amici degli amici”…capirai!

Il Sud avrebbe bisogno d’una grande ed unitaria forza del Sud, che al momento esiste solo nelle intenzioni. Fin quando si fantasticheranno improvvise liste (frutto di mancati confronti, incontri e verifiche), encomiabili ma improbabili nei risultati, il tutto rischia di rimanere un bel gesto, pieno di slogan, ma velleitario e poco costruttivo.

E arriviamo al MpA : caro maestro non basta parlare d’autonomia, schierarsi con questo governo e con la LEGA, fare una lista rancorosa ma con la destra estrema, con Storace, i fascisti….per reclamare un Sud che si riscatti.
Aggiunsero alle politiche la parola Sud sul loro simbolo, che si sono affrettati a cancellare ora. Crede che vecchi tromboni della vecchia DC come Scotti, Lombardo e le loro amicizie con Cuffaro & c. possano seriamente lavorare per il Sud?

Onestamente mi appare improbabile e mistificatorio.

Queste elezioni possono essere un buon test per i meridionalisti con l’intento, subito dopo e fatto il primo passo, per sedersi finalmente (possibilmente senza leaderismi reclamando d’essere depositari del verbo) per lavorare davvero alla costruzione d’una forza politica che inizi finalmente l’impervio percorso che porti almeno al riconoscimento dei problemi del Sud autorappresentati dai meridionali sapienti e di buona volontà.
Che la buona stella e l’esempio di gente come Nicola Zitara ci illumini…

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Ricevo e posto:




Di Andrea Balìa


Se c’è qualcuno che mi ha fatto definitivamente innamorare del sogno del riscatto meridionalista dandomi analisi lucidissime, informazioni pertinenti, dati, che ho scaricato e studiato divorandoli come letture predilette nelle vacanze di alcune estati, questo è Nicola Zitara.


Il mio rammarico, ancora non esaurito, è stato non potermi confrontare spesso direttamente per la lontananza di residenza aggravata dai miei impegni lavorativi.

Ho condiviso e apprezzato le sue posizioni e forse questa è la prima volta che dissento e, con enorme difficoltà dettate da un rispetto che reputo doveroso, che vorrei esprimere la diversità della mia posizione.

Ho nel frattempo in questi anni avuto modo di seguire ed apprezzare le doti Antonio Ciano, animale politico di indubbie capacità, ma di cui ho potuto verificare una posizione forse troppo “gaetocentrica” e forse troppo sgusciante nel suo procedere personale. Poco incline al confrontarsi a quesiti e problematiche rimaste inevase da, secondo me, un atteggiamento forse caratteriale, ma comunque non giustificabile nei silenzi nelle risposte e ad una sottovalutazione del ruolo di Napoli capitale.

Orbene si è arrivati a queste elezioni delle province ed europee.

Credo, e lo sottolineo subito, ci sia comunque una positività che emerge : per la prima volta c’è un meridionalismo che vuole esserci, ci sono delle liste che dicono ai meridionali che, se vogliono, ci sono dei loro compaesani che hanno voglia di rappresentarli, di denunciare i malanni centenari del Sud e vogliono dar voce (dopo un secolo e mezzo) alle loro problematiche caricandosi, forse con presunzione, il ruolo di rappresentarli. C’è chi va da solo, donchisciottescamente, in modo encomiabile ed apprezzabile, contro tutti e reclamando le storiche malefatte sia di destra che di sinistra.

C’è, e mi sembra la peggiore delle proposte, chi s’infila in qualche lista dell’arco costituzionale (vedi MpA) pensando che le singole persone possano incidere nel procedere italico della politica.

E c’è chi, come L’ALTRO SUD, crede che esista comunque una priorità : evitare il peggio alle proprie terre. Poiché, ci piaccia o meno, per la Provincia di Napoli, vincerà uno tra Nicolais e Cesaro, preferirebbe (ancor prima di parlare di tutto il resto) che venisse eletto un signore che è al momento il 1° scienziato italiano (napoletano) per stima, meriti e conoscenza, a livello internazionale (nella ricerca), pulito legalmente, inviso nello stesso Pd perché vuole defenestrare il passato bassoliniano.

Il tutto per evitare alla Provincia di Napoli un signore (sic!) con 5 procedimenti legali a suo carico e che fa difficoltà a coniugare una frase compiuta in italiano e parla di “amici, amici degli amici”…capirai!

Il Sud avrebbe bisogno d’una grande ed unitaria forza del Sud, che al momento esiste solo nelle intenzioni. Fin quando si fantasticheranno improvvise liste (frutto di mancati confronti, incontri e verifiche), encomiabili ma improbabili nei risultati, il tutto rischia di rimanere un bel gesto, pieno di slogan, ma velleitario e poco costruttivo.

E arriviamo al MpA : caro maestro non basta parlare d’autonomia, schierarsi con questo governo e con la LEGA, fare una lista rancorosa ma con la destra estrema, con Storace, i fascisti….per reclamare un Sud che si riscatti.
Aggiunsero alle politiche la parola Sud sul loro simbolo, che si sono affrettati a cancellare ora. Crede che vecchi tromboni della vecchia DC come Scotti, Lombardo e le loro amicizie con Cuffaro & c. possano seriamente lavorare per il Sud?

Onestamente mi appare improbabile e mistificatorio.

Queste elezioni possono essere un buon test per i meridionalisti con l’intento, subito dopo e fatto il primo passo, per sedersi finalmente (possibilmente senza leaderismi reclamando d’essere depositari del verbo) per lavorare davvero alla costruzione d’una forza politica che inizi finalmente l’impervio percorso che porti almeno al riconoscimento dei problemi del Sud autorappresentati dai meridionali sapienti e di buona volontà.
Che la buona stella e l’esempio di gente come Nicola Zitara ci illumini…

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mercoledì 29 aprile 2009

PER UN PUGNO DI VOTI…


Ricevo dall'amico Balìa e posto:


Di Andrea Balìa



Il meridionalismo viene investito dalle elezioni provinciali ed europee in un momento in cui esso è caratterizzato da particolare vivacità.

Dopo il pionierismo risalente ormai a circa 20 anni fa (vissuto dai più anziani fra di noi) con il neoborbonismo, che iniziava a togliere la polvere dalle pietre tombali ben piantate in oltre un secolo di menzogne ed occultamento della memoria di una storia scritta dai vincitori, è sopraggiunto un periodo di tregua.


Ora però da qualche anno un fervore rinnovato ha portato al rifiorire d’associazioni, movimenti e partiti. Perfino una parte della politica istituzionale ha riscoperto (con una buonafede tutta da verificare) ragioni e rivendicazioni d’un meridione in caduta libera. Ed in pieno dibattito, definizione d’obiettivi, alleanze e strategie, il ciclone elezioni sopraggiunge a scombussolare e in parte stimolare lo scenario.

Verifiche, incontri, ed il tutto in piena segretezza d’ogni singola compagine, caratterizzano i giorni d’un meridionalismo un po’ preso alla sprovvista, in colpevole ritardo invece rispetto ad un doveroso processo unitario, ma in fibrillazione per un intuibile ma anche pericoloso desiderio di protagonismo e visibilità.

Una voglia, umana e comprensibile, di dare al Sud una rappresentatività, al di là del velleitarismo personale inevitabilmente presente.

Chi decide di mandare singole forze all’interno di liste di poco entusiasmanti partiti governativi che rivendicano autonomie, ma che in tutta fretta hanno cassato la parola Sud dal simbolo, che tanto li aveva commossi.


Chi definisce alleanze con neonati movimenti per il Sud di senatrici più inviperite da mancati incarichi nei loro vecchi partiti e reduci da faide al loro interno, però con la bandiera del “no destra e no sinistra” da rivendicare.


Chi donchisciottescamente va da solo, contro tutti, che pur se condivisibile ha da vendersi però non un’unitaria ed agguerrita rappresentanza meridionalista, ma la improponibile sparuta e personale pattuglia.


Chi si vocifera sia tentato da apparentamenti con una storica destra estrema, la cui spendibilità come argomento pro Sud lascia davvero perplessi.


Chi infine, come compagini di cui ho assunto la responsabilità sull’identità, decide di schierarsi con una sinistra che sta lavorando al rinnovo della gestione bassoliniana, e pur intuendone la gravità del fardello ereditario, ritiene di dare una mano per impedire di consegnare la provincia di Napoli a personaggi la cui limpidezza sembra un’optional.


Insomma un variegato scenario che riteniamo debba servire almeno come esperienza, test, per un meridionalismo che almeno, pur in modo disarticolato, dia prova d’esserci, d’esistere, di far comprendere ai meridionali che possono autorappresentarsi.

Anche perché c’è sicuramente di peggio…basta guardare in casa UDC.

La vergogna regna sovrana : Emanuele Filiberto, il rampollo danzante della dinastia savoiarda che ha massacrato il Sud, sarà capolista con loro.

Vien da chiedersi : perché? Non per una sola ragione spendibile, non per innate o dimostrate qualità e competenze, se non in samba, rumba, ecc…

Solo ed unicamente per un pugno di voti!

Alla faccia della decenza, del Sud, della storia, con loro che vorrebbero dare a intendere che sono il nuovo e l’affidabile tra i due contendenti maggiori.


Il nuovo? Chi? I Savoia?

Ma “ci faccino il piacere!”…diceva il grande Principe De Curtis, nostro conterraneo ed in arte Totò!


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Ricevo dall'amico Balìa e posto:


Di Andrea Balìa



Il meridionalismo viene investito dalle elezioni provinciali ed europee in un momento in cui esso è caratterizzato da particolare vivacità.

Dopo il pionierismo risalente ormai a circa 20 anni fa (vissuto dai più anziani fra di noi) con il neoborbonismo, che iniziava a togliere la polvere dalle pietre tombali ben piantate in oltre un secolo di menzogne ed occultamento della memoria di una storia scritta dai vincitori, è sopraggiunto un periodo di tregua.


Ora però da qualche anno un fervore rinnovato ha portato al rifiorire d’associazioni, movimenti e partiti. Perfino una parte della politica istituzionale ha riscoperto (con una buonafede tutta da verificare) ragioni e rivendicazioni d’un meridione in caduta libera. Ed in pieno dibattito, definizione d’obiettivi, alleanze e strategie, il ciclone elezioni sopraggiunge a scombussolare e in parte stimolare lo scenario.

Verifiche, incontri, ed il tutto in piena segretezza d’ogni singola compagine, caratterizzano i giorni d’un meridionalismo un po’ preso alla sprovvista, in colpevole ritardo invece rispetto ad un doveroso processo unitario, ma in fibrillazione per un intuibile ma anche pericoloso desiderio di protagonismo e visibilità.

Una voglia, umana e comprensibile, di dare al Sud una rappresentatività, al di là del velleitarismo personale inevitabilmente presente.

Chi decide di mandare singole forze all’interno di liste di poco entusiasmanti partiti governativi che rivendicano autonomie, ma che in tutta fretta hanno cassato la parola Sud dal simbolo, che tanto li aveva commossi.


Chi definisce alleanze con neonati movimenti per il Sud di senatrici più inviperite da mancati incarichi nei loro vecchi partiti e reduci da faide al loro interno, però con la bandiera del “no destra e no sinistra” da rivendicare.


Chi donchisciottescamente va da solo, contro tutti, che pur se condivisibile ha da vendersi però non un’unitaria ed agguerrita rappresentanza meridionalista, ma la improponibile sparuta e personale pattuglia.


Chi si vocifera sia tentato da apparentamenti con una storica destra estrema, la cui spendibilità come argomento pro Sud lascia davvero perplessi.


Chi infine, come compagini di cui ho assunto la responsabilità sull’identità, decide di schierarsi con una sinistra che sta lavorando al rinnovo della gestione bassoliniana, e pur intuendone la gravità del fardello ereditario, ritiene di dare una mano per impedire di consegnare la provincia di Napoli a personaggi la cui limpidezza sembra un’optional.


Insomma un variegato scenario che riteniamo debba servire almeno come esperienza, test, per un meridionalismo che almeno, pur in modo disarticolato, dia prova d’esserci, d’esistere, di far comprendere ai meridionali che possono autorappresentarsi.

Anche perché c’è sicuramente di peggio…basta guardare in casa UDC.

La vergogna regna sovrana : Emanuele Filiberto, il rampollo danzante della dinastia savoiarda che ha massacrato il Sud, sarà capolista con loro.

Vien da chiedersi : perché? Non per una sola ragione spendibile, non per innate o dimostrate qualità e competenze, se non in samba, rumba, ecc…

Solo ed unicamente per un pugno di voti!

Alla faccia della decenza, del Sud, della storia, con loro che vorrebbero dare a intendere che sono il nuovo e l’affidabile tra i due contendenti maggiori.


Il nuovo? Chi? I Savoia?

Ma “ci faccino il piacere!”…diceva il grande Principe De Curtis, nostro conterraneo ed in arte Totò!


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sabato 11 aprile 2009

IL BRINDISI INFAME . . .




Ricevo dall'amico Andrea Balìa e posto:




Di Andrea Balìa






La TV, i media in genere, giornali o quant’altro, ormai ci subissano di notizie, ripetute e scarnificate in tutte le salse. La politica, pur se carente di ideali e propositività, con limitate capacità attrattive ( che un termine inglese – lingua a cui va riconosciuta una buona capacità di sintesi – racchiude nella parola agreement) comunque la fa da padrona.
Di qui sappiamo tutto di proposte di legge, commenti degli estensori e di chi si trova all’opposizione. Talk show ( e “dagli” con l’inglese!) dedicati, dibattiti, e via dicendo, portati avanti per settimane e mesi, fino all’eventuale approvazione o bocciatura d’una legge.
Nonostante ciò, quello che appare, quello che ci è dato di sapere è il vedibile, il presentabile (che già di per sé è spesso discutibile e “puzza di bruciato”).
Il dietro le quinte è altresì ben altra cosa, è intuibile, immaginabile, ma fino ad un certo punto.
Chi non suppone accordi segreti, magagne, “pastette”, cose non dette, e così via? E fin qui la “malapolitica”, in ispecie degli ultimi decenni dove tutto è saltato, dove l’affare e l’interesse dei singoli è cosa ormai acclarata, ce lo fa ampiamente presumere.
Il problema è scoprire ciò che ci da il polso reale del livello così basso, da “brodo primordiale”di arboriana memoria televisiva!
Orbene tutti sappiamo dell’ormai triste e lungo can can sul federalismo fiscale, delle rassicurazioni sulla sua bontà anche per il Sud, sulla buonafede dei leghisti, ecc…
Invece sappiamo da fonti certe (altrimenti non ne scriveremmo), che ad approvazione ottenuta, Bossi e i suoi amici hanno festeggiato al bar del “transatlantico parlamentare” con brindisi accompagnati dall’italico gesto dell’ombrello con dedica ai meridionali!
Che dire? Quello che lessi come commento d’un napoletano ad una ricetta del Nord di “ polenta e uccelletti ” : “annuzzateve!”
.
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Ricevo dall'amico Andrea Balìa e posto:




Di Andrea Balìa






La TV, i media in genere, giornali o quant’altro, ormai ci subissano di notizie, ripetute e scarnificate in tutte le salse. La politica, pur se carente di ideali e propositività, con limitate capacità attrattive ( che un termine inglese – lingua a cui va riconosciuta una buona capacità di sintesi – racchiude nella parola agreement) comunque la fa da padrona.
Di qui sappiamo tutto di proposte di legge, commenti degli estensori e di chi si trova all’opposizione. Talk show ( e “dagli” con l’inglese!) dedicati, dibattiti, e via dicendo, portati avanti per settimane e mesi, fino all’eventuale approvazione o bocciatura d’una legge.
Nonostante ciò, quello che appare, quello che ci è dato di sapere è il vedibile, il presentabile (che già di per sé è spesso discutibile e “puzza di bruciato”).
Il dietro le quinte è altresì ben altra cosa, è intuibile, immaginabile, ma fino ad un certo punto.
Chi non suppone accordi segreti, magagne, “pastette”, cose non dette, e così via? E fin qui la “malapolitica”, in ispecie degli ultimi decenni dove tutto è saltato, dove l’affare e l’interesse dei singoli è cosa ormai acclarata, ce lo fa ampiamente presumere.
Il problema è scoprire ciò che ci da il polso reale del livello così basso, da “brodo primordiale”di arboriana memoria televisiva!
Orbene tutti sappiamo dell’ormai triste e lungo can can sul federalismo fiscale, delle rassicurazioni sulla sua bontà anche per il Sud, sulla buonafede dei leghisti, ecc…
Invece sappiamo da fonti certe (altrimenti non ne scriveremmo), che ad approvazione ottenuta, Bossi e i suoi amici hanno festeggiato al bar del “transatlantico parlamentare” con brindisi accompagnati dall’italico gesto dell’ombrello con dedica ai meridionali!
Che dire? Quello che lessi come commento d’un napoletano ad una ricetta del Nord di “ polenta e uccelletti ” : “annuzzateve!”
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martedì 31 marzo 2009

I Diavoli


Ricevo dall'amico Andrea e posto :



Di Andrea Balìa


Ne aveva parlato, strumentalmente, già qualche anno prima dell’unità d’Italia un certo Lord Gladstone : “un paradiso abitato da diavoli”.

Dove aveva usato il termine paradiso non tanto per decantare sinceramente le bellezze del Sud, ma per accentuare ancor più il contrasto con il modus vivendi luciferino dei suoi abitanti, da additare al ludibrio dell’opinione politica e pubblica d’Europa.
Ad annessione avvenuta, a Sud conquistato, aveva ritratto tutto confessando d’aver graziosamente confezionato un pacco di bugie per il solo scopo d’agevolare il piano piemontese d’appropriazione del meridione.

Davvero un gran signore, degno del suo titolo di Lord.
La frittata però era omai fatta, il plurisecolare regno con oltre sette secoli di storia che, da Ruggero il Normanno ai Borbone, aveva avuto splendori ed autonomie, diventava una lontana provincia italiana. Era stato depredato, depauperato, massacrato nella sua florida economia, subendo vessazioni, uccisione di civili e militari, ed una repressione violentissima e feroce.

Era iniziato il degrado, lo stillicidio di oltre un secolo e mezzo che attraverso abbandono, due emigrazioni bibliche (ed una terza a tutt’oggi in atto), finte sovvenzioni ed assistenzialismo, ruberie, corruzioni, la collusione malavitosa con la politica fatta diventare sistema, l’appropriazione demaniale di siti e ed edifici storici, la mancanza d’interventi infrastrutturali e perfino di soluzione sulle acque, l’ascarume di politici meridionali da i Gava, ai Pomicino, per arrivare agli Scotti, Lombardo, Mastella ecc…porterà il vecchio Sud alla rovina attuale.

Non c’è che dire : un gran bel lavoro! I diavoli però, a differenza delle fandonie di Gladstone, si sono, grazie a quanto sopra, adesso davvero materializzati.

Un governo della capitale del Sud e regionale in mano ad una sinistra rapace, inconcludente, rissosa, collusa, salottiera e giacobina.

I berluscones, per lo più giovani e di mezza età, che si sono appropriati con il loro consumismo sfrenato, delle più belle piazze con i loro SUV arroganti, con le moto e le auto esagerate, ed i loro capi d’abbigliamento firmati.

Quelli di loro più politicizzati, di destra, con il mito di Zio Silvio, il loro faro, il nuovo duce di riferimento.

Una “torcida”, proveniente da una periferia iperdegradata, terra di niente, che pullula, con i suoi motorini e con la sua presenza invadente, nelle sere e notti napoletane; border line con la malavita, o malavita essa stessa, e che sfrontatamente si muove con il suo carico di violenza e pericolosità.

I diavoli, i nuovi diavoli.
Per fortuna e, incredibilmente, sono, tutti messi insieme, da i politici agli altri, ancora la minoranza ; i due terzi sono quel popolo, quella che una volta s’usava dire “maggioranza silenziosa”, snobbato dalla destra e tradito dalla sinistra, che subisce i diavoli.

Come scrive il mio amico Gino Giammarino, giornalista meridionalista, da ispirato brigante, parlando di sé stesso in terza persona : “…nella sua insonnia, si gode la bellezza lunare di Partenope, finalmente libera dai suoi tamarri aguzzini.

Ancora per poco: tra un po' l'alba farà luce sulla tribù geneticamente modificata.

La Sirena si nasconderà negli abissi per non guardare, mentre le sue lacrime si confonderanno tra le onde del mediterraneo”.

Ora purtroppo noi non abbiamo il ruolo, il carisma e l’autorità, né siamo Nostro Signore, per scacciare i mercanti dal tempio.

Un’anatema, invece sì, possiamo permettercelo, da eredi privilegiati, tramite ramo materno, di quei briganti che diedero la vita per le nostre terre, come il grande Carmine Crocco, il mio avo di cui ascoltavo rapito, da piccolo, i racconti che i grandi facevano in casa sulle sue imprese :
“ che una nuova classe dirigente di gente fiera e dignitosa cancelli le vostre dannose presenze o vi riconduca ad una vita dove il senso d’appartenenza guidi il vostro iter quotidiano…diversamente che questa terra offesa e vilipesa - in un sussulto di riscatto - v’inghiotta!!! ”.

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Ricevo dall'amico Andrea e posto :



Di Andrea Balìa


Ne aveva parlato, strumentalmente, già qualche anno prima dell’unità d’Italia un certo Lord Gladstone : “un paradiso abitato da diavoli”.

Dove aveva usato il termine paradiso non tanto per decantare sinceramente le bellezze del Sud, ma per accentuare ancor più il contrasto con il modus vivendi luciferino dei suoi abitanti, da additare al ludibrio dell’opinione politica e pubblica d’Europa.
Ad annessione avvenuta, a Sud conquistato, aveva ritratto tutto confessando d’aver graziosamente confezionato un pacco di bugie per il solo scopo d’agevolare il piano piemontese d’appropriazione del meridione.

Davvero un gran signore, degno del suo titolo di Lord.
La frittata però era omai fatta, il plurisecolare regno con oltre sette secoli di storia che, da Ruggero il Normanno ai Borbone, aveva avuto splendori ed autonomie, diventava una lontana provincia italiana. Era stato depredato, depauperato, massacrato nella sua florida economia, subendo vessazioni, uccisione di civili e militari, ed una repressione violentissima e feroce.

Era iniziato il degrado, lo stillicidio di oltre un secolo e mezzo che attraverso abbandono, due emigrazioni bibliche (ed una terza a tutt’oggi in atto), finte sovvenzioni ed assistenzialismo, ruberie, corruzioni, la collusione malavitosa con la politica fatta diventare sistema, l’appropriazione demaniale di siti e ed edifici storici, la mancanza d’interventi infrastrutturali e perfino di soluzione sulle acque, l’ascarume di politici meridionali da i Gava, ai Pomicino, per arrivare agli Scotti, Lombardo, Mastella ecc…porterà il vecchio Sud alla rovina attuale.

Non c’è che dire : un gran bel lavoro! I diavoli però, a differenza delle fandonie di Gladstone, si sono, grazie a quanto sopra, adesso davvero materializzati.

Un governo della capitale del Sud e regionale in mano ad una sinistra rapace, inconcludente, rissosa, collusa, salottiera e giacobina.

I berluscones, per lo più giovani e di mezza età, che si sono appropriati con il loro consumismo sfrenato, delle più belle piazze con i loro SUV arroganti, con le moto e le auto esagerate, ed i loro capi d’abbigliamento firmati.

Quelli di loro più politicizzati, di destra, con il mito di Zio Silvio, il loro faro, il nuovo duce di riferimento.

Una “torcida”, proveniente da una periferia iperdegradata, terra di niente, che pullula, con i suoi motorini e con la sua presenza invadente, nelle sere e notti napoletane; border line con la malavita, o malavita essa stessa, e che sfrontatamente si muove con il suo carico di violenza e pericolosità.

I diavoli, i nuovi diavoli.
Per fortuna e, incredibilmente, sono, tutti messi insieme, da i politici agli altri, ancora la minoranza ; i due terzi sono quel popolo, quella che una volta s’usava dire “maggioranza silenziosa”, snobbato dalla destra e tradito dalla sinistra, che subisce i diavoli.

Come scrive il mio amico Gino Giammarino, giornalista meridionalista, da ispirato brigante, parlando di sé stesso in terza persona : “…nella sua insonnia, si gode la bellezza lunare di Partenope, finalmente libera dai suoi tamarri aguzzini.

Ancora per poco: tra un po' l'alba farà luce sulla tribù geneticamente modificata.

La Sirena si nasconderà negli abissi per non guardare, mentre le sue lacrime si confonderanno tra le onde del mediterraneo”.

Ora purtroppo noi non abbiamo il ruolo, il carisma e l’autorità, né siamo Nostro Signore, per scacciare i mercanti dal tempio.

Un’anatema, invece sì, possiamo permettercelo, da eredi privilegiati, tramite ramo materno, di quei briganti che diedero la vita per le nostre terre, come il grande Carmine Crocco, il mio avo di cui ascoltavo rapito, da piccolo, i racconti che i grandi facevano in casa sulle sue imprese :
“ che una nuova classe dirigente di gente fiera e dignitosa cancelli le vostre dannose presenze o vi riconduca ad una vita dove il senso d’appartenenza guidi il vostro iter quotidiano…diversamente che questa terra offesa e vilipesa - in un sussulto di riscatto - v’inghiotta!!! ”.

sabato 14 marzo 2009

IL MAGO MERLINO


Ricevo dall'autore e posto:


Di Andrea Balìa



Mettiamo subito in chiaro una cosa : parleremmo lo stesso se si trattasse d’un politico dell’altra parte. D’altronde non è colpa nostra se questo “signore” è al momento capo d’una coalizione che s/governa quest’italietta da operetta.

Un politico lo si può non condividere, ritenerlo un avversario, addirittura un nemico, ma diciamo che qui è un’altra storia. Anni fa un grosso industriale tedesco, proprietario d’un’azienda leader nel suo settore con oltre 600 operai ed un rispettabile fatturato corrispondente a circa 250 milioni di euro ci chiese cosa ne pensassimo dello “psiconano” (per dirla alla Grillo).

Per opportunità lavorative ci mise in imbarazzo, e mentre pensavamo velocemente a cosa rispondergli, aggiunse senza aspettare la risposta : “noi in Germania pensiamo sia un uomo da cinema, d’avanspettacolo!”

Queste le parole d’un industriale d’un’azienda non da poco, non d’un operaio germanico!

Questa l’alta considerazione fatta da un imprenditore europeo e non di sicuro di sinistra.

Allora dov’è il punto?


Che il capo di questo governo è un raro ed atipico esempio di cialtroneria, un “gaffeur” impenitente, un barzellettiere da “bar dello sport”, un “ Mago Merlino” della politica dalla genialata sempre pronta al posto di ipotesi e soluzioni politiche magari non condivisibili ma pur sempre proposte politiche. Insomma ciò che spiazza e lo rende incredibile è che Lui è un’altra cosa, che con la politica c’entra come il cosiddetto cavolo a merenda.

Ma gli italiani sono persone pronte alla battuta, che credono agli uomini della provvidenza, che hanno voglia di risolvere in fretta, che sono stanchi (anche giustamente) d’una politica noiosa, rissosa e inconcludente, e quindi Mago Merlino riesce a calamitare (al momento) attenzione e voti.

Il problema è che il paese, ed al suo interno, ancor più gravemente il Sud, hanno bisogno in questo momento di tamponare almeno le falle.

E il mago cosa fa? Mette in ballo di nuovo le opere infrastrutturali, tra cui il ponte sullo stretto che è l’opera magna da tramandare ai posteri come da ventennio fascista.

Dimentica però che i soldi erano quelli già stanziati e non nuova linfa profusa dal suo governo.

La gente non arriva a fine mese e viene licenziata a ritmo battente?

E lui s’inventa il piano casa con il 20% d’ampliamento consentito.

Un’altra genialata dove non mette soldi e apre la fiera dell’abusivismo.


Gli operai di Pomigliano intravedono un futuro più nero della pece, assieme a quelli dell’Atitech di Capodichino lasciati a terra dalla CAI dei suoi amici a cui ha regalato l’Alitalia? E

lui non fa nulla se non autorizzare il suo ministro Tremonti a fregarsi gran parte dei Fondi FAS per il Mezzogiorno, per finanziare l’Expo 2015 della sua Milano!


Vorrebbe che in Parlamento votassero solo i capigruppo, così togliamo quel pò d’impegno a signori che prendono la miseria di 20.000 euro di stipendio!

I soldi non ci sono? Consumate, e che le giovani vedano di trovare un marito miliardario.

Sembra d’assistere ad uno scherzo, ad un cartone animato alla Disney con gli elefanti col gonnellino. Ricordate? Dove Lui è il Mago Merlino che per i problemi italiani, ed in particolare quelli del Sud, ha la genialata pronta : il Ponte sullo Stretto, l’Impregilo che dalla monnezza di Napoli si sposterà tra Reggio Calabria e Messina, un po’ di verande ed abbaini a gonfiare gli edifici e voilà la magìa è fatta. Il Sud è a posto!

Tanto Costanzo è invecchiato, Mentana l’ha cacciato e Santoro che resti pure a dimostrare la sua magnanimità.

L’imprenditoria nordista con la Lega è dalla sua parte, la Destra tra qualche lacchè e tra la riconoscenza d’essere stata sdoganata abbozza, e qualche riciclato dell’ex Dc e PSI con Lui ha ritrovato casa.

L’opposizione è inconcludente, e cosa volevate? E’ l’Italia unita nata dal Risorgimento.

Beccatevela! Becchiamocela!

Male che vada Mago Merlino vi stupirà con effetti speciali, a meno che - come dice un mio amico - aprendo una mattina la radio…

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Ricevo dall'autore e posto:


Di Andrea Balìa



Mettiamo subito in chiaro una cosa : parleremmo lo stesso se si trattasse d’un politico dell’altra parte. D’altronde non è colpa nostra se questo “signore” è al momento capo d’una coalizione che s/governa quest’italietta da operetta.

Un politico lo si può non condividere, ritenerlo un avversario, addirittura un nemico, ma diciamo che qui è un’altra storia. Anni fa un grosso industriale tedesco, proprietario d’un’azienda leader nel suo settore con oltre 600 operai ed un rispettabile fatturato corrispondente a circa 250 milioni di euro ci chiese cosa ne pensassimo dello “psiconano” (per dirla alla Grillo).

Per opportunità lavorative ci mise in imbarazzo, e mentre pensavamo velocemente a cosa rispondergli, aggiunse senza aspettare la risposta : “noi in Germania pensiamo sia un uomo da cinema, d’avanspettacolo!”

Queste le parole d’un industriale d’un’azienda non da poco, non d’un operaio germanico!

Questa l’alta considerazione fatta da un imprenditore europeo e non di sicuro di sinistra.

Allora dov’è il punto?


Che il capo di questo governo è un raro ed atipico esempio di cialtroneria, un “gaffeur” impenitente, un barzellettiere da “bar dello sport”, un “ Mago Merlino” della politica dalla genialata sempre pronta al posto di ipotesi e soluzioni politiche magari non condivisibili ma pur sempre proposte politiche. Insomma ciò che spiazza e lo rende incredibile è che Lui è un’altra cosa, che con la politica c’entra come il cosiddetto cavolo a merenda.

Ma gli italiani sono persone pronte alla battuta, che credono agli uomini della provvidenza, che hanno voglia di risolvere in fretta, che sono stanchi (anche giustamente) d’una politica noiosa, rissosa e inconcludente, e quindi Mago Merlino riesce a calamitare (al momento) attenzione e voti.

Il problema è che il paese, ed al suo interno, ancor più gravemente il Sud, hanno bisogno in questo momento di tamponare almeno le falle.

E il mago cosa fa? Mette in ballo di nuovo le opere infrastrutturali, tra cui il ponte sullo stretto che è l’opera magna da tramandare ai posteri come da ventennio fascista.

Dimentica però che i soldi erano quelli già stanziati e non nuova linfa profusa dal suo governo.

La gente non arriva a fine mese e viene licenziata a ritmo battente?

E lui s’inventa il piano casa con il 20% d’ampliamento consentito.

Un’altra genialata dove non mette soldi e apre la fiera dell’abusivismo.


Gli operai di Pomigliano intravedono un futuro più nero della pece, assieme a quelli dell’Atitech di Capodichino lasciati a terra dalla CAI dei suoi amici a cui ha regalato l’Alitalia? E

lui non fa nulla se non autorizzare il suo ministro Tremonti a fregarsi gran parte dei Fondi FAS per il Mezzogiorno, per finanziare l’Expo 2015 della sua Milano!


Vorrebbe che in Parlamento votassero solo i capigruppo, così togliamo quel pò d’impegno a signori che prendono la miseria di 20.000 euro di stipendio!

I soldi non ci sono? Consumate, e che le giovani vedano di trovare un marito miliardario.

Sembra d’assistere ad uno scherzo, ad un cartone animato alla Disney con gli elefanti col gonnellino. Ricordate? Dove Lui è il Mago Merlino che per i problemi italiani, ed in particolare quelli del Sud, ha la genialata pronta : il Ponte sullo Stretto, l’Impregilo che dalla monnezza di Napoli si sposterà tra Reggio Calabria e Messina, un po’ di verande ed abbaini a gonfiare gli edifici e voilà la magìa è fatta. Il Sud è a posto!

Tanto Costanzo è invecchiato, Mentana l’ha cacciato e Santoro che resti pure a dimostrare la sua magnanimità.

L’imprenditoria nordista con la Lega è dalla sua parte, la Destra tra qualche lacchè e tra la riconoscenza d’essere stata sdoganata abbozza, e qualche riciclato dell’ex Dc e PSI con Lui ha ritrovato casa.

L’opposizione è inconcludente, e cosa volevate? E’ l’Italia unita nata dal Risorgimento.

Beccatevela! Becchiamocela!

Male che vada Mago Merlino vi stupirà con effetti speciali, a meno che - come dice un mio amico - aprendo una mattina la radio…

martedì 3 marzo 2009

Perché no….


Ricevo e posto dall'autore:


Di Andrea Balìa



L'altra sera (Venerdì 27) abbiamo ascoltato - insieme ad alcuni amici anche de L'AltroSud - Nicky Vendola che presentava la sua nuova formazione "La Sinistra".


Senza stare a fare la sua apologìa, ha detto poche ma giuste cose :


1) ha rivendicato la sua appartenenza ma ha preso le distanze da riferimenti storici ormai pesanti;

2) ha detto che il Sud ha avuto la peggio ed ha pagato il conto dell'Unità (cosa che non mi pare d’aver ascoltato di frequente…);

3) ha detto che la stessa sinistra s'è dimenticata ormai da oltre 30 anni del Sud e della Questione Meridionale;

4) ha detto che su Pomigliano si verifica chi, sia nelle forze istituzionali che nei nuovi politici improvvisamente interessati al Sud anche con Partiti e neo movimenti, è davvero dalla parte del Sud.

5) quanto basta, tra dichiarazioni d’amore per la Lega, affettuosità e benvenuti ai suoi uomini, felicità di meridionali a traino, neo movimenti pro Sud di chi conserva la tessera con orgoglio del suo partito d’origine, secondo il sottoscritto, per contattarlo (ma sul serio e subito!) urgentemente!

6) servono intuizioni, velocità, e alzare il culo…

7) poi fate Voi...
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Ricevo e posto dall'autore:


Di Andrea Balìa



L'altra sera (Venerdì 27) abbiamo ascoltato - insieme ad alcuni amici anche de L'AltroSud - Nicky Vendola che presentava la sua nuova formazione "La Sinistra".


Senza stare a fare la sua apologìa, ha detto poche ma giuste cose :


1) ha rivendicato la sua appartenenza ma ha preso le distanze da riferimenti storici ormai pesanti;

2) ha detto che il Sud ha avuto la peggio ed ha pagato il conto dell'Unità (cosa che non mi pare d’aver ascoltato di frequente…);

3) ha detto che la stessa sinistra s'è dimenticata ormai da oltre 30 anni del Sud e della Questione Meridionale;

4) ha detto che su Pomigliano si verifica chi, sia nelle forze istituzionali che nei nuovi politici improvvisamente interessati al Sud anche con Partiti e neo movimenti, è davvero dalla parte del Sud.

5) quanto basta, tra dichiarazioni d’amore per la Lega, affettuosità e benvenuti ai suoi uomini, felicità di meridionali a traino, neo movimenti pro Sud di chi conserva la tessera con orgoglio del suo partito d’origine, secondo il sottoscritto, per contattarlo (ma sul serio e subito!) urgentemente!

6) servono intuizioni, velocità, e alzare il culo…

7) poi fate Voi...

lunedì 26 gennaio 2009

QUALCOSA SI MUOVE… ( anche nel Meridionalismo…)


Ricevo dall'amico Andrea Balìa e posto:


La storia del Meridionalismo riguardante i territori del Sud di questo paese attaccato con lo sputo che è l’Italia, e che prima dell’evento unitario (giusto per esser “graziosi” sulla terminologia da usare per quella tragedia!) facevano parte dell’autonomo ed indipendente Stato del Regno delle Due Sicilie, ha inizio proprio alla fine del secolo scorso.

All’alba del nuovo Stato italiano prende piede, più come reazione spontanea che come movimento cosciente, un fiorire d’articoli, libri, dichiarazioni, ecc.. contro il nuovo assetto della penisola italica .

A lamentarsi, rivendicare, criticare sono scrittori, giornalisti, parlamentari meridionali che denunciano il degrado in cui fu gettato, e le vessazioni subite e proditoriamente perpetrate di continuo a danno delle regioni del Sud.

Questo già la dice lunga e porta ad una banale ma veritiera considerazione : come mai le critiche provenivano e riguardavano quelle regioni e non altre?

Se altri non erano a lamentarsi probabilmente non ne avevano motivo, e quindi i danni e le differenti condizioni erano specificatamente un reale problema meridionale.


Problema che suscitava maggior rabbia e sdegno se il tutto lo si paragonava alla situazione preesistente all’unità.

Ma tutto, purtroppo, s’attenua : i meridionali emigrarono in massa e “lacrime napulitane” in versi e canzoni furono il solo atteggiamento che attraverso due guerre ci portarono sino a metà del secolo scorso.

Partiva la Repubblica ma le cose per il Sud non cambiavano e allora si riaffacciava il fenomeno d’interessarsi di nuovo, almeno come studi, analisi e scritti, al Meridione da parte di qualche giovane politico tra cui anche i nostro attuale Presidente Napoletano.

I “Quaderni Meridionali” dovevano servire a portare all’attenzione le condizioni dei cittadini, dei giovani e degli operai del Sud.

Tale nobile impegno vide però un’alba breve in quanto il buon Togliatti chiamò il giovane Giorgio e gli “consigliò” fermamente di voltar pagina e chiudere quell’esperienza e riporre quei fogli : “…bisogna che i meridionali emigrino al Nord e aiutino a costruire appunto il grande Nord industriale…, tutta la classe operaia ne beneficerà e poi anche il Sud ne avrà vantaggi…questa la priorità!”


Così fu...tranne l’ultima parte : siamo ancora qui dopo poco più di mezzo secolo ad attendere quei vantaggi!

Nel frattempo la grande balena bianca e (demo) cristiana distraeva per oltre un ventennio i figli del Sud col suo voto di scambio, l’assistenzialismo e un po’ di posti dispensati lungo la penisola.

Intorno agli anni ’80 però succedeva qualcosa : un signore di nome Angelo Manna iniziò a tuonare come un tribuno dalla sua trasmissione televisiva d’un’emittente napoletana e subito dopo un manipolo di persone iniziò a togliere polvere dalle pietre della storia.

Iniziarono a parlare di revisione storica e di qualcosa che nessuno aveva mai raccontato bene ai meridionali.

Molti di noi hanno visto in quegli anni il battesimo del loro impegno meridionalista. Dire o scrivere di Borbone non era più così fuori luogo e iniziava a nascere il senso dell’appartenenza, l’orgoglio identitario e la voglia di riscatto per le nostre terre.

Un po’ di libri giusti, qualche scrittore coraggioso e qualche movimento e associazione culturale promettevano un risveglio.

Di nuovo un torpore riassale tutto ciò a cavallo degli anni di fine secolo, ma il seme era stato comunque gettato.

Il Berlusconismo con le sue mirabolanti promesse (ormai da un quindicennio proclamate) crea ulteriore distrazione : al Sud, come successe per il sogno mussoliniano e per la Dc si spera sempre nell’uomo della provvidenza, così come s’è fatto per il presunto rinascimento napoletano cavalcato da una sinistra invece in completo sfascio nazionale e locale.

E siamo giunti infine ai nostri giorni : il rifiorire di movimenti, l’avvento di internet con molti siti meridionalisti ha riportato un fervore e la voglia e l’esigenza d’una rappresentatività politica ormai improcrastinabile per un Sud in caduta libera. Qualcosa, comunque e vivaddio, sembra muoversi…


Molti però, non rinunciando a perverse abitudini e ad una facile furbizia che ahimè ci accompagna, cercano scorciatoie dimenticando che la prima cosa da fare è rifuggire dai politici imperanti dell’attuale arco parlamentare.

Così i Comitati Due Sicilie (novella formazione di delusi ex neoborbonici) pensano bene d’imparentarsi con l’MpA di Lombardo; l’MpA è composta da ex scafati democristiani che, annusando il vento meridionalista che s’alza, s’inventano un partito autonomistico per il Sud.

Nei fatti è una storia tutta d’interessi siciliani, con un’alleanza con l’attuale governo e quindi anche con la Lega.

Cuffaro e/o Scotti sono i giovincelli di primo pelo che dovrebbero riscattare il Sud! Roba da chiodi!


La Lega, per sfondare al Sud s’è inventata Alleanza Federalista con Chiappori (un suo europarlamentare, intimo di Bossi…) e cerca alleanze con chiunque voglia venderle il culo e la camicia come scrisse il grande Zitara.

Signori come Majorana, ricompaiono sempre sotto le elezioni, e, fingendo d’aver avuto nuove idee ripropongono sempre la stessa cosa : in cambio d’un po’ di rappresentatività vendere l’anima al diavolo.


Però…però…forse qualcosa d’interessante si prospetta. I


l buon vecchio Ciano, in quel di Gaeta, fonda il Partito del Sud e diventa assessore al Demanio.

Vince le elezioni con una lista civica e porta il sindaco; nel frattempo riesce a far bene nella sua cittadina e cavalca un buon consenso popolare.

Apre delegazioni di meridionali emigranti ed arrabbiati in più regioni italiane e in Sicilia ha un altro assessore in quel Erasmo Vecchio, altro personaggio meridionalista di buon spessore.

Fa partire sul serio il progetto CompraSud con l’adesione di oltre 800 aziende e aprendo questo mese il primo supermercato CompraSud a Catania, cui seguirà quello di Milano, ecc…

S’inventa l’approvazione, un mese fa, del Consiglio Comunale di Gaeta per far causa ai Savoia chiedendo il risarcimento per i danni dell’aggressione del 1861, e della cosa ne parla mamma RAI, i giornali di regime e perfino Le Monde, che l’intervista e gli dedica una pagina: Riesce a intrufolarsi nella Lega, fingendo interesse, e fa inserire all’articolo 16 della prossima riforma federale che i beni demaniali dello Stato tornino ai Comuni : così che la Reggia di Caserta tornerà a Caserta, i monumenti storici a Gaeta, ecc…

Ottenuta la proposta si defila : insomma se non un leader eccelso quantomeno un bell’animale politico.


Nel frattempo a Napoli nasce il movimento L’AltroSud, un concentrato di belle teste molto preparate.

Lo fonda Antonio Gentile, meridionalista di vecchia data e di lunga competenza di studi. Riscoprono Guido D’Orso e si rifanno al regionalismo europeo.

Operano tra i giovani (il che non è un male perché i nostri anni avanzano impietosi!) e fondano cellule universitarie con centinaia d’iscritti.


Orbene, il sottoscritto è stato ed è a tutt’oggi un battitore libero che rivendica fra i mille difetti forse un solo pregio : il tenermi informato.

Lo faccio sull’insegnamento d’un mio maestro che diceva : a parità d’intelligenza vince chi è più informato.

Credo d’aver annusato la positività di queste due formazioni e qualcuno mi ha chiesto di mediare perché si confrontassero : l’ho fatto ed il risultato (forse insperato) è stato il comunicato stampa che segue questo mio scritto.

Credo meritino attenzione perché liberi, non legati a nessun carrozzone parlamentare, aperti ad altri ma attenti a farsi compagni di chi è poco chiaro o ondivago.

Insomma, almeno per ora, una storia che promette bene.


Se son rose fioriranno…e forse verrà il momento che dovrò avere la mia prima tessera d’adesione a qualcosa di politico che operi per il Sud con impegno e pulizia.


********************************************************************


A Napoli l'Altro Sud-UDS e il Partito del Sud, due tra le più attive, rappresentative ed organizzate formazioni politiche meridionali esistenti, avviano, attraverso la creazione di un tavolo di lavoro comune, un processo di avvicinamento e di collaborazione.

Temi come la legalità, l'identità e la partecipazione democratica diventano elementi centrali per un'azione politica unitaria e vincente.

Il Partito del Sud prosegue sulla strada della collaborazione e della possibile aggregazione di movimenti meridionalisti, per costruire una realtà meridionalista autonoma che possa dialogare con tutti ma che, superando gli individualismi e le vecchie pratiche trasformiste, metta sempre al centro della proprio programma e della propria azione politica la difesa degli interessi del popolo meridionale e un nuovo modo di intendere la politica.

L'Altro Sud-UDS mira al rilancio del Sud d'Italia sulla base dei suoi antichi e profondi valori etici e culturali e delle sue straordinarie energie sociali e civili, troppo spesso ignorate quando si parla di Mezzogiorno. Obiettivo prioritario è dar vita ad un soggetto politico che sia espressione della parte sana della società civile meridionale, quella che non compare mai, se non marginalmente, nei media, nei tanti ed interminabili dibattiti politici sulla questione meridionale e, soprattutto, nella considerazione dei cittadini italiani.

Le due organizzazioni, dunque, si pongono nel Mezzogiorno alla guida di quel processo politico territoriale unitario, autonomo dalle altre formazioni politiche nazionali, che ha come finalità il controllo diretto delle comunità sulla gestione dei territori e sulle scelte di sviluppo e benessere delle proprie popolazioni.
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Ricevo dall'amico Andrea Balìa e posto:


La storia del Meridionalismo riguardante i territori del Sud di questo paese attaccato con lo sputo che è l’Italia, e che prima dell’evento unitario (giusto per esser “graziosi” sulla terminologia da usare per quella tragedia!) facevano parte dell’autonomo ed indipendente Stato del Regno delle Due Sicilie, ha inizio proprio alla fine del secolo scorso.

All’alba del nuovo Stato italiano prende piede, più come reazione spontanea che come movimento cosciente, un fiorire d’articoli, libri, dichiarazioni, ecc.. contro il nuovo assetto della penisola italica .

A lamentarsi, rivendicare, criticare sono scrittori, giornalisti, parlamentari meridionali che denunciano il degrado in cui fu gettato, e le vessazioni subite e proditoriamente perpetrate di continuo a danno delle regioni del Sud.

Questo già la dice lunga e porta ad una banale ma veritiera considerazione : come mai le critiche provenivano e riguardavano quelle regioni e non altre?

Se altri non erano a lamentarsi probabilmente non ne avevano motivo, e quindi i danni e le differenti condizioni erano specificatamente un reale problema meridionale.


Problema che suscitava maggior rabbia e sdegno se il tutto lo si paragonava alla situazione preesistente all’unità.

Ma tutto, purtroppo, s’attenua : i meridionali emigrarono in massa e “lacrime napulitane” in versi e canzoni furono il solo atteggiamento che attraverso due guerre ci portarono sino a metà del secolo scorso.

Partiva la Repubblica ma le cose per il Sud non cambiavano e allora si riaffacciava il fenomeno d’interessarsi di nuovo, almeno come studi, analisi e scritti, al Meridione da parte di qualche giovane politico tra cui anche i nostro attuale Presidente Napoletano.

I “Quaderni Meridionali” dovevano servire a portare all’attenzione le condizioni dei cittadini, dei giovani e degli operai del Sud.

Tale nobile impegno vide però un’alba breve in quanto il buon Togliatti chiamò il giovane Giorgio e gli “consigliò” fermamente di voltar pagina e chiudere quell’esperienza e riporre quei fogli : “…bisogna che i meridionali emigrino al Nord e aiutino a costruire appunto il grande Nord industriale…, tutta la classe operaia ne beneficerà e poi anche il Sud ne avrà vantaggi…questa la priorità!”


Così fu...tranne l’ultima parte : siamo ancora qui dopo poco più di mezzo secolo ad attendere quei vantaggi!

Nel frattempo la grande balena bianca e (demo) cristiana distraeva per oltre un ventennio i figli del Sud col suo voto di scambio, l’assistenzialismo e un po’ di posti dispensati lungo la penisola.

Intorno agli anni ’80 però succedeva qualcosa : un signore di nome Angelo Manna iniziò a tuonare come un tribuno dalla sua trasmissione televisiva d’un’emittente napoletana e subito dopo un manipolo di persone iniziò a togliere polvere dalle pietre della storia.

Iniziarono a parlare di revisione storica e di qualcosa che nessuno aveva mai raccontato bene ai meridionali.

Molti di noi hanno visto in quegli anni il battesimo del loro impegno meridionalista. Dire o scrivere di Borbone non era più così fuori luogo e iniziava a nascere il senso dell’appartenenza, l’orgoglio identitario e la voglia di riscatto per le nostre terre.

Un po’ di libri giusti, qualche scrittore coraggioso e qualche movimento e associazione culturale promettevano un risveglio.

Di nuovo un torpore riassale tutto ciò a cavallo degli anni di fine secolo, ma il seme era stato comunque gettato.

Il Berlusconismo con le sue mirabolanti promesse (ormai da un quindicennio proclamate) crea ulteriore distrazione : al Sud, come successe per il sogno mussoliniano e per la Dc si spera sempre nell’uomo della provvidenza, così come s’è fatto per il presunto rinascimento napoletano cavalcato da una sinistra invece in completo sfascio nazionale e locale.

E siamo giunti infine ai nostri giorni : il rifiorire di movimenti, l’avvento di internet con molti siti meridionalisti ha riportato un fervore e la voglia e l’esigenza d’una rappresentatività politica ormai improcrastinabile per un Sud in caduta libera. Qualcosa, comunque e vivaddio, sembra muoversi…


Molti però, non rinunciando a perverse abitudini e ad una facile furbizia che ahimè ci accompagna, cercano scorciatoie dimenticando che la prima cosa da fare è rifuggire dai politici imperanti dell’attuale arco parlamentare.

Così i Comitati Due Sicilie (novella formazione di delusi ex neoborbonici) pensano bene d’imparentarsi con l’MpA di Lombardo; l’MpA è composta da ex scafati democristiani che, annusando il vento meridionalista che s’alza, s’inventano un partito autonomistico per il Sud.

Nei fatti è una storia tutta d’interessi siciliani, con un’alleanza con l’attuale governo e quindi anche con la Lega.

Cuffaro e/o Scotti sono i giovincelli di primo pelo che dovrebbero riscattare il Sud! Roba da chiodi!


La Lega, per sfondare al Sud s’è inventata Alleanza Federalista con Chiappori (un suo europarlamentare, intimo di Bossi…) e cerca alleanze con chiunque voglia venderle il culo e la camicia come scrisse il grande Zitara.

Signori come Majorana, ricompaiono sempre sotto le elezioni, e, fingendo d’aver avuto nuove idee ripropongono sempre la stessa cosa : in cambio d’un po’ di rappresentatività vendere l’anima al diavolo.


Però…però…forse qualcosa d’interessante si prospetta. I


l buon vecchio Ciano, in quel di Gaeta, fonda il Partito del Sud e diventa assessore al Demanio.

Vince le elezioni con una lista civica e porta il sindaco; nel frattempo riesce a far bene nella sua cittadina e cavalca un buon consenso popolare.

Apre delegazioni di meridionali emigranti ed arrabbiati in più regioni italiane e in Sicilia ha un altro assessore in quel Erasmo Vecchio, altro personaggio meridionalista di buon spessore.

Fa partire sul serio il progetto CompraSud con l’adesione di oltre 800 aziende e aprendo questo mese il primo supermercato CompraSud a Catania, cui seguirà quello di Milano, ecc…

S’inventa l’approvazione, un mese fa, del Consiglio Comunale di Gaeta per far causa ai Savoia chiedendo il risarcimento per i danni dell’aggressione del 1861, e della cosa ne parla mamma RAI, i giornali di regime e perfino Le Monde, che l’intervista e gli dedica una pagina: Riesce a intrufolarsi nella Lega, fingendo interesse, e fa inserire all’articolo 16 della prossima riforma federale che i beni demaniali dello Stato tornino ai Comuni : così che la Reggia di Caserta tornerà a Caserta, i monumenti storici a Gaeta, ecc…

Ottenuta la proposta si defila : insomma se non un leader eccelso quantomeno un bell’animale politico.


Nel frattempo a Napoli nasce il movimento L’AltroSud, un concentrato di belle teste molto preparate.

Lo fonda Antonio Gentile, meridionalista di vecchia data e di lunga competenza di studi. Riscoprono Guido D’Orso e si rifanno al regionalismo europeo.

Operano tra i giovani (il che non è un male perché i nostri anni avanzano impietosi!) e fondano cellule universitarie con centinaia d’iscritti.


Orbene, il sottoscritto è stato ed è a tutt’oggi un battitore libero che rivendica fra i mille difetti forse un solo pregio : il tenermi informato.

Lo faccio sull’insegnamento d’un mio maestro che diceva : a parità d’intelligenza vince chi è più informato.

Credo d’aver annusato la positività di queste due formazioni e qualcuno mi ha chiesto di mediare perché si confrontassero : l’ho fatto ed il risultato (forse insperato) è stato il comunicato stampa che segue questo mio scritto.

Credo meritino attenzione perché liberi, non legati a nessun carrozzone parlamentare, aperti ad altri ma attenti a farsi compagni di chi è poco chiaro o ondivago.

Insomma, almeno per ora, una storia che promette bene.


Se son rose fioriranno…e forse verrà il momento che dovrò avere la mia prima tessera d’adesione a qualcosa di politico che operi per il Sud con impegno e pulizia.


********************************************************************


A Napoli l'Altro Sud-UDS e il Partito del Sud, due tra le più attive, rappresentative ed organizzate formazioni politiche meridionali esistenti, avviano, attraverso la creazione di un tavolo di lavoro comune, un processo di avvicinamento e di collaborazione.

Temi come la legalità, l'identità e la partecipazione democratica diventano elementi centrali per un'azione politica unitaria e vincente.

Il Partito del Sud prosegue sulla strada della collaborazione e della possibile aggregazione di movimenti meridionalisti, per costruire una realtà meridionalista autonoma che possa dialogare con tutti ma che, superando gli individualismi e le vecchie pratiche trasformiste, metta sempre al centro della proprio programma e della propria azione politica la difesa degli interessi del popolo meridionale e un nuovo modo di intendere la politica.

L'Altro Sud-UDS mira al rilancio del Sud d'Italia sulla base dei suoi antichi e profondi valori etici e culturali e delle sue straordinarie energie sociali e civili, troppo spesso ignorate quando si parla di Mezzogiorno. Obiettivo prioritario è dar vita ad un soggetto politico che sia espressione della parte sana della società civile meridionale, quella che non compare mai, se non marginalmente, nei media, nei tanti ed interminabili dibattiti politici sulla questione meridionale e, soprattutto, nella considerazione dei cittadini italiani.

Le due organizzazioni, dunque, si pongono nel Mezzogiorno alla guida di quel processo politico territoriale unitario, autonomo dalle altre formazioni politiche nazionali, che ha come finalità il controllo diretto delle comunità sulla gestione dei territori e sulle scelte di sviluppo e benessere delle proprie popolazioni.

sabato 3 gennaio 2009

INIZIA UN NUOVO ANNO :continua la battaglia …è il tempo del fare…


Ricevo e posto dall'autore:



Di Andrea Balìa


Un nuovo anno vede la luce.

L’idea ed i propositi di portare avanti gli sforzi, forse piccoli ma intensi contributi, restano intatti come il primo giorno.

Nessun lavoro gratifica se resta inascoltato o predica nel deserto, e quindi, ovviamente, l’attenzione conforta e spinge a continuare e, dove possibile, a far meglio. Ad altri, come prevedibile, quest’impegno piace meno.

Piace quasi per niente a chi si sente (buon per lui!) ancora pervaso da tanto spirito patriottico italico da trovarlo troppo poco unitario, e fastidiosamente troppo spostato a Sud, troppo per quelli che vivono la loro meridionalità con colpa e disagio e, più che comprenderla e riscoprirla, han più voglia di disfarsene. Vi sono poi le inevitabili critiche dall’interno : meglio e più divertente attaccare il fratello che il nemico, uno sport nazionale in gran voga.

Alcuni criticano che si dia voce ai tanti e diversi movimenti meridionalisti e s’inviti a visitare i loro siti. Vorrebbero che alcuni non venissero menzionati. Crediamo altresì che gli strumenti d’informazione debbano dare più possibilità alle svariate voci, fotografando il variegato scenario delle forze meridionaliste. Siamo, tra l’altro e come in molti sanno, dei battitori liberi e condividiamo molte cose dei più e ne apprezziamo di meno altre quasi in tutti, pur avendo – come è ovvio – le nostre preferenze.

C’è tra i movimenti chi rivendica un diritto di primogenitura, vuol solo operare culturalmente e guarda gli altri con distacco critico in specie verso chi ha abbandonato la casa madre, ma va a loro comunque riconosciuto d’essere stati i primi (ed i più conosciuti), e quindi sarebbe stupido non ricordarne un lungo impegno e non prenderne atto; c’è chi si distingue per un particolare attivismo ma, smanioso di bruciare le tappe, cerca apparentamenti politici discutibili e contraddittori.

C’è ancora chi va ricordato come prima testata cartacea (cui partecipammo tra i fondatori) e poi on-line che compie ormai 10 anni di meritoria attività, pur se talvolta segnala e/o supporta iniziative forse un pò sbilanciate; c’è pure chi ha un sito splendido ed ampiamente esauriente, ma mal digerisce critiche e vuol poco accomunarsi con gli altri.

Vi è chi produce anch’esso un bel sito, e pur vivendo lontano e fuori da iniziative concrete, ha un maestro del meridionalismo al suo interno (e i cui articoli sono una miniera inesauribile), il cui specifico sito va anch’esso doverosamente segnalato; e poi c’è chi ha creato un battagliero movimento civile sui singoli e talvolta localistici problemi, ma eccede in iniziative talvolta e non sempre condivisibili per i partner politici con cui s’accompagna.

Infine c’è qualche movimento di recente costituzione dotato d’un forte programma ispirato al regionalismo europeo e connotabile per la serietà e qualità delle teste pensanti, ma che – forse un po’ elitariamente, e non volendo peccare di nostalgia – ha preso troppo le distanze dalla storia e dal recupero della sua memoria.

Chiude lo scenario quel movimento che ha più voglia d’essere un partito dei meridionali e, pur se con un programma politico ancora da definire bene, si segnala per una comunicazione mediatica di più risonanza per le sue iniziative. Insomma crediamo questi rappresentino i movimenti (con i loro siti) più degni d’attenzione, ed estrapolabili fra un numero di decine d’associazioni e movimenti. Questi sopra citati meglio rappresentano il fervore di questa seconda o terza ondata di meridionalismo fiorita negli ultimi anni.

La battaglia perciò continua, e crediamo sempre più d’essere entrati nel “tempo del fare” che dovrà traghettare, a fronte di confronti e d’una sincera volontà d’aspirazione unitaria, il Sud verso un futuro che lo doti d’una rappresentatività politica degna della sua storia ed ormai improcrastinabile.
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Ricevo e posto dall'autore:



Di Andrea Balìa


Un nuovo anno vede la luce.

L’idea ed i propositi di portare avanti gli sforzi, forse piccoli ma intensi contributi, restano intatti come il primo giorno.

Nessun lavoro gratifica se resta inascoltato o predica nel deserto, e quindi, ovviamente, l’attenzione conforta e spinge a continuare e, dove possibile, a far meglio. Ad altri, come prevedibile, quest’impegno piace meno.

Piace quasi per niente a chi si sente (buon per lui!) ancora pervaso da tanto spirito patriottico italico da trovarlo troppo poco unitario, e fastidiosamente troppo spostato a Sud, troppo per quelli che vivono la loro meridionalità con colpa e disagio e, più che comprenderla e riscoprirla, han più voglia di disfarsene. Vi sono poi le inevitabili critiche dall’interno : meglio e più divertente attaccare il fratello che il nemico, uno sport nazionale in gran voga.

Alcuni criticano che si dia voce ai tanti e diversi movimenti meridionalisti e s’inviti a visitare i loro siti. Vorrebbero che alcuni non venissero menzionati. Crediamo altresì che gli strumenti d’informazione debbano dare più possibilità alle svariate voci, fotografando il variegato scenario delle forze meridionaliste. Siamo, tra l’altro e come in molti sanno, dei battitori liberi e condividiamo molte cose dei più e ne apprezziamo di meno altre quasi in tutti, pur avendo – come è ovvio – le nostre preferenze.

C’è tra i movimenti chi rivendica un diritto di primogenitura, vuol solo operare culturalmente e guarda gli altri con distacco critico in specie verso chi ha abbandonato la casa madre, ma va a loro comunque riconosciuto d’essere stati i primi (ed i più conosciuti), e quindi sarebbe stupido non ricordarne un lungo impegno e non prenderne atto; c’è chi si distingue per un particolare attivismo ma, smanioso di bruciare le tappe, cerca apparentamenti politici discutibili e contraddittori.

C’è ancora chi va ricordato come prima testata cartacea (cui partecipammo tra i fondatori) e poi on-line che compie ormai 10 anni di meritoria attività, pur se talvolta segnala e/o supporta iniziative forse un pò sbilanciate; c’è pure chi ha un sito splendido ed ampiamente esauriente, ma mal digerisce critiche e vuol poco accomunarsi con gli altri.

Vi è chi produce anch’esso un bel sito, e pur vivendo lontano e fuori da iniziative concrete, ha un maestro del meridionalismo al suo interno (e i cui articoli sono una miniera inesauribile), il cui specifico sito va anch’esso doverosamente segnalato; e poi c’è chi ha creato un battagliero movimento civile sui singoli e talvolta localistici problemi, ma eccede in iniziative talvolta e non sempre condivisibili per i partner politici con cui s’accompagna.

Infine c’è qualche movimento di recente costituzione dotato d’un forte programma ispirato al regionalismo europeo e connotabile per la serietà e qualità delle teste pensanti, ma che – forse un po’ elitariamente, e non volendo peccare di nostalgia – ha preso troppo le distanze dalla storia e dal recupero della sua memoria.

Chiude lo scenario quel movimento che ha più voglia d’essere un partito dei meridionali e, pur se con un programma politico ancora da definire bene, si segnala per una comunicazione mediatica di più risonanza per le sue iniziative. Insomma crediamo questi rappresentino i movimenti (con i loro siti) più degni d’attenzione, ed estrapolabili fra un numero di decine d’associazioni e movimenti. Questi sopra citati meglio rappresentano il fervore di questa seconda o terza ondata di meridionalismo fiorita negli ultimi anni.

La battaglia perciò continua, e crediamo sempre più d’essere entrati nel “tempo del fare” che dovrà traghettare, a fronte di confronti e d’una sincera volontà d’aspirazione unitaria, il Sud verso un futuro che lo doti d’una rappresentatività politica degna della sua storia ed ormai improcrastinabile.

lunedì 15 dicembre 2008

FACITE AMMUINA…(schegge impazzite di meridionalismo…)


Ricevo dall'autore e posto:
.
Di Andrea Balìa


Chi sa quali sono stati gli eventi e le sorti del meridionalismo degli ultimi 20 anni, sa perfettamente il travaglio che lo ha attraversato dalla nascita di un ritrovato orgoglio e riscoperta d’una memoria storica, al fiorire di associazioni e movimenti (spesso tra loro in disaccordo) fino al traghettamento - non ancora del tutto compiuto – di alcune di essi verso ipotesi più strettamente politiche e non, o almeno non solo, culturali.
L’individualismo, strettamente legato agli uomini del Sud (pur se non sempre da leggersi in negativo), ha fatto e fa ancora da padrone : chi non vuole smuoversi dalle proprie posizioni, chi rivendica rispetto e investiture da primogenitura, chi gli viene l’orticaria a sentir parlare di politica, chi cerca scorciatoie con apparentamenti non del tutto limpidi e giustificabili, chi vuol andare da solo, chi vuole ritagliarsi il ruolo di guastatore a supporto d’ogni iniziativa, ecc..ecc…Quello che stupisce è una mancanza d’equilibrio che va da un estremo comportamentale e strategico all’altro.
Si passa dalla rivendicazione d’una stanzialità culturale al movimentismo più sfrenato con tutti e comunque.
Fortunatamente s’è fatto largo il superamento di preconcetti legati a vecchie distinzioni ideologiche destra/sinistra, e viene – almeno dichiarata – una trasversalità strategicamente e opportunisticamente accettata come provenienza o strumentalmente praticabile.
Detto ciò come premessa cautelativa a interpretazioni che possano leggere queste osservazioni come figlie d’uno strabismo politico, va però detto che certi paletti vanno pur messi. Se da un lato risulta apprezzabile un efficientismo che porta ad una serie d’iniziative che caratterizza qualche movimento come affiancatore e propositore di denunce e problematiche anche quotidiane e localistiche, altresì bisogna stare attenti a compagni di viaggio che esulano da sinceri interessi meridionali e storicamente inaccettabili.
L’essersi giustamente voluti liberare dalla gabbia delle ideologie che hanno così fortemente caratterizzato il secolo scorso, dovrebbe conseguenzialmente portarci ad escludere chi pervicacemente le ripropone e se ne fa a tutt’oggi paladino ed interprete.
Oggi leggiamo d’un manifesto denuncia contro la “monnezza” e il “magna-magna” politico; la cosa ci sorprende perché :

1) dichiararsi contro queste cose è, pur se giusto, ingenuo e non propositivo in quanto è come quei banchetti dove ti chiedono di firmare contro la droga.
E che vuol dire? Tutti siamo contrari ma è superficiale il dichiararlo senza propositività. Visto le sigle dei partiti la cosa puzza di dietrologia e forse nasconde il vero scopo di alcuni di questi signori : sostituirsi sulle poltrone!
Tra l’altro non ci sono sigle trasversali ma tutte solo d’una parte…

2) con i nostalgici del fascismo e del comunismo c’è poco da far combutta, così come con chi intende rappresentare il partito più antinordista in versione meridionale (cosa ci azzeccherà mai Alberto da Giussano sul simbolo con noi del Sud? Mah…); con chi parla di esaltazione della patria italiana, e dei valori risorgimentali cosa ci faremo mai noi….; con chi viene da amicizie e accordi in Sicilia con gente come Cuffaro & soci è mai credibile dichiararsi contro la “magnopoli” politica? Insomma da quale pulpito viene la predica…

3) andare con questa gente è come fare una manifestazione contro le Tv ed il libero mercato col Cavaliere, oppure manifestare contro la classe operaia assieme a Rifondazione Comunista!?!? Vi pare credibile?

4) legarsi, pur solo per qualche iniziativa, a questa gente rema nel senso opposto della fatica a ricercare un minimo d’unità fra le forze meridionaliste; tutti quelli che stanno tentando di proporsi come nuovi (nell’interesse del Sud) rispetto alle vecchie forze e ideologie politiche si disamorano, altro che essere attratti!

Insomma, va bene tutto, l’attivismo, il darsi da fare ecc…ma non va bene lo strafare a destra e a manca, col rischio d’essere dispersivi finendo col diventare delle schegge impazzite’, ovvero come quelli del fantomatico “Facite Ammuina..”, su e giù per la nave senza senso.

Un ultimo parere : nei movimenti ribadiamo che vada bene essere d’estrazione politica di provenienza diversa, ma accogliere libri di chiara ideologia fascista e/o persone che saranno pure meridionalisti ma poi hanno blog che propagandano tesseramenti di forze dell’estremo arco politico credo sia inaccettabile.
Hai voglia dire : ma.. gliel’ho detto…, mi ha rassicurato…

Onestamente : non basta più!
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Ricevo dall'autore e posto:
.
Di Andrea Balìa


Chi sa quali sono stati gli eventi e le sorti del meridionalismo degli ultimi 20 anni, sa perfettamente il travaglio che lo ha attraversato dalla nascita di un ritrovato orgoglio e riscoperta d’una memoria storica, al fiorire di associazioni e movimenti (spesso tra loro in disaccordo) fino al traghettamento - non ancora del tutto compiuto – di alcune di essi verso ipotesi più strettamente politiche e non, o almeno non solo, culturali.
L’individualismo, strettamente legato agli uomini del Sud (pur se non sempre da leggersi in negativo), ha fatto e fa ancora da padrone : chi non vuole smuoversi dalle proprie posizioni, chi rivendica rispetto e investiture da primogenitura, chi gli viene l’orticaria a sentir parlare di politica, chi cerca scorciatoie con apparentamenti non del tutto limpidi e giustificabili, chi vuol andare da solo, chi vuole ritagliarsi il ruolo di guastatore a supporto d’ogni iniziativa, ecc..ecc…Quello che stupisce è una mancanza d’equilibrio che va da un estremo comportamentale e strategico all’altro.
Si passa dalla rivendicazione d’una stanzialità culturale al movimentismo più sfrenato con tutti e comunque.
Fortunatamente s’è fatto largo il superamento di preconcetti legati a vecchie distinzioni ideologiche destra/sinistra, e viene – almeno dichiarata – una trasversalità strategicamente e opportunisticamente accettata come provenienza o strumentalmente praticabile.
Detto ciò come premessa cautelativa a interpretazioni che possano leggere queste osservazioni come figlie d’uno strabismo politico, va però detto che certi paletti vanno pur messi. Se da un lato risulta apprezzabile un efficientismo che porta ad una serie d’iniziative che caratterizza qualche movimento come affiancatore e propositore di denunce e problematiche anche quotidiane e localistiche, altresì bisogna stare attenti a compagni di viaggio che esulano da sinceri interessi meridionali e storicamente inaccettabili.
L’essersi giustamente voluti liberare dalla gabbia delle ideologie che hanno così fortemente caratterizzato il secolo scorso, dovrebbe conseguenzialmente portarci ad escludere chi pervicacemente le ripropone e se ne fa a tutt’oggi paladino ed interprete.
Oggi leggiamo d’un manifesto denuncia contro la “monnezza” e il “magna-magna” politico; la cosa ci sorprende perché :

1) dichiararsi contro queste cose è, pur se giusto, ingenuo e non propositivo in quanto è come quei banchetti dove ti chiedono di firmare contro la droga.
E che vuol dire? Tutti siamo contrari ma è superficiale il dichiararlo senza propositività. Visto le sigle dei partiti la cosa puzza di dietrologia e forse nasconde il vero scopo di alcuni di questi signori : sostituirsi sulle poltrone!
Tra l’altro non ci sono sigle trasversali ma tutte solo d’una parte…

2) con i nostalgici del fascismo e del comunismo c’è poco da far combutta, così come con chi intende rappresentare il partito più antinordista in versione meridionale (cosa ci azzeccherà mai Alberto da Giussano sul simbolo con noi del Sud? Mah…); con chi parla di esaltazione della patria italiana, e dei valori risorgimentali cosa ci faremo mai noi….; con chi viene da amicizie e accordi in Sicilia con gente come Cuffaro & soci è mai credibile dichiararsi contro la “magnopoli” politica? Insomma da quale pulpito viene la predica…

3) andare con questa gente è come fare una manifestazione contro le Tv ed il libero mercato col Cavaliere, oppure manifestare contro la classe operaia assieme a Rifondazione Comunista!?!? Vi pare credibile?

4) legarsi, pur solo per qualche iniziativa, a questa gente rema nel senso opposto della fatica a ricercare un minimo d’unità fra le forze meridionaliste; tutti quelli che stanno tentando di proporsi come nuovi (nell’interesse del Sud) rispetto alle vecchie forze e ideologie politiche si disamorano, altro che essere attratti!

Insomma, va bene tutto, l’attivismo, il darsi da fare ecc…ma non va bene lo strafare a destra e a manca, col rischio d’essere dispersivi finendo col diventare delle schegge impazzite’, ovvero come quelli del fantomatico “Facite Ammuina..”, su e giù per la nave senza senso.

Un ultimo parere : nei movimenti ribadiamo che vada bene essere d’estrazione politica di provenienza diversa, ma accogliere libri di chiara ideologia fascista e/o persone che saranno pure meridionalisti ma poi hanno blog che propagandano tesseramenti di forze dell’estremo arco politico credo sia inaccettabile.
Hai voglia dire : ma.. gliel’ho detto…, mi ha rassicurato…

Onestamente : non basta più!

lunedì 8 dicembre 2008

E VOI DOVE ERAVATE ?!?!


Ricevo dall'amico Andrea Balìa questa segnalazione su di un suo articolo pubblicato oggi da "Il Brigante" che posto:

Di Andrea Balìa

Quelle assenze ingiustificate
del meridionalismo verbale
che ancora una volta
si è segnalato per l'assenza
ad una meritoria battaglia comune

Sabato 6 Dicembre 2008 alle ore 16:00 il Consiglio Comunale di Gaeta ha tenuto una seduta, aperta al pubblico, d’estrema importanza e, oserei dire, di portata storica.
Era all’ordine del giorno il voto che autorizzasse il procedimento di richiesta di risarcimento danni di 220 milioni di euro (calcolati comparandoli al calcolo della moneta vigente) della città di Gaeta ai Savoia, mandatari ed esecutori, a mezzo dei loro uomini e delle loro forze militari, dell’assedio della cittadina. Dal Novembre 1860 al Febbraio 1861, 160.000 bombe rasero al suolo la cittadina provocando oltre 9.000 morti; il tutto a fronte d’una guerra senza dichiarazione per l’attuazione del proposito risorgimentale.

La proposta è partita dall’assessore al demanio Antonio Ciano del Partito del Sud e del sindaco Antonio Raimondi. La seduta ha visto relatori il sindaco Raimondi, Ciano ed alcuni altri assessori. Le parole del sindaco e di Ciano hanno colpito per la chiarezza e per l’intensità avvertita delle loro argomentazioni, che il pubblico presente ha sottolineato con scroscianti applausi.
La seduta è iniziata con la relazione contestataria degli assessori filogovernativi dell’opposizione (Forza Italia, ecc..) che hanno abbandonato l’aula astenendosi dal voto, tra i “buuhh” dei presenti.

Questo dovrebbe far meditare tutti coloro che immaginano “fidanzamenti” con queste forze o con i loro alleati, di quanta disponibilità e considerazione alla storia ed ai problemi del Sud abbiano questi signori. La cosa non stupisce, almeno quanto lo è invece constatare che vi è chi ha bisogno di queste verifiche per stabilire la vera anima del diavolo.
Molti compatrioti hanno assistito allo svolgersi della seduta che si è conclusa con la ratifica, a mezzo votazione, del avvio del procedimento fra l’acclamazione dei presenti. Da sottolineare i momenti di commozione del sindaco nelle parole al termine della seduta che hanno coinvolto Ciano, il Capitano Romano sempre presente col supporto di toccanti immagini dell’epoca da lui procurate e proiettate su un grande schermo, e gli occhi lucidi di tanti compatrioti.

Il sottoscritto ha avuto l’onore ed il piacere d’esserci, oltre alle delegazioni regionali de “il Partito del Sud”, assieme a Gino Giammarino direttore della testata “il Brigante”, al suddetto Capitano Alessandro Romano e ad Emiddio De Franciscis addetto alle comunicazioni del movimento politico “l’Altro Sud”.
L’evento ha scritto una pagina importante del meridionalismo, che ha richiamato l’attenzione di giornali e Tv nazionali, e quindi strategicamente, al di là del merito, sicuramente riuscita. Altri movimenti hanno segnalato l’iniziativa sui loro siti, ma hanno evidentemente ritenuto più significativo e giusto il non esserci. Qualcun altro, o per imperdonabile disinformazione o dimenticando di interessarsi di Sud ha snobbato anche il riportare l’evento come notizia.

E voi…amici e combattenti del Sud…dove eravate!?!?
L’interesse di bottega, al di là di giustificate assenze per improrogabili problemi, dovrebbe essere sempre posposta alla difesa della patria in momenti significativi di raccolta, e fare quel salto di qualità che sembra purtroppo tanto faticare ad attuarsi.
Meditate gente, meditate…
Viva il popolo del SUD!


Fonte:Il Brigante
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Ricevo dall'amico Andrea Balìa questa segnalazione su di un suo articolo pubblicato oggi da "Il Brigante" che posto:

Di Andrea Balìa

Quelle assenze ingiustificate
del meridionalismo verbale
che ancora una volta
si è segnalato per l'assenza
ad una meritoria battaglia comune

Sabato 6 Dicembre 2008 alle ore 16:00 il Consiglio Comunale di Gaeta ha tenuto una seduta, aperta al pubblico, d’estrema importanza e, oserei dire, di portata storica.
Era all’ordine del giorno il voto che autorizzasse il procedimento di richiesta di risarcimento danni di 220 milioni di euro (calcolati comparandoli al calcolo della moneta vigente) della città di Gaeta ai Savoia, mandatari ed esecutori, a mezzo dei loro uomini e delle loro forze militari, dell’assedio della cittadina. Dal Novembre 1860 al Febbraio 1861, 160.000 bombe rasero al suolo la cittadina provocando oltre 9.000 morti; il tutto a fronte d’una guerra senza dichiarazione per l’attuazione del proposito risorgimentale.

La proposta è partita dall’assessore al demanio Antonio Ciano del Partito del Sud e del sindaco Antonio Raimondi. La seduta ha visto relatori il sindaco Raimondi, Ciano ed alcuni altri assessori. Le parole del sindaco e di Ciano hanno colpito per la chiarezza e per l’intensità avvertita delle loro argomentazioni, che il pubblico presente ha sottolineato con scroscianti applausi.
La seduta è iniziata con la relazione contestataria degli assessori filogovernativi dell’opposizione (Forza Italia, ecc..) che hanno abbandonato l’aula astenendosi dal voto, tra i “buuhh” dei presenti.

Questo dovrebbe far meditare tutti coloro che immaginano “fidanzamenti” con queste forze o con i loro alleati, di quanta disponibilità e considerazione alla storia ed ai problemi del Sud abbiano questi signori. La cosa non stupisce, almeno quanto lo è invece constatare che vi è chi ha bisogno di queste verifiche per stabilire la vera anima del diavolo.
Molti compatrioti hanno assistito allo svolgersi della seduta che si è conclusa con la ratifica, a mezzo votazione, del avvio del procedimento fra l’acclamazione dei presenti. Da sottolineare i momenti di commozione del sindaco nelle parole al termine della seduta che hanno coinvolto Ciano, il Capitano Romano sempre presente col supporto di toccanti immagini dell’epoca da lui procurate e proiettate su un grande schermo, e gli occhi lucidi di tanti compatrioti.

Il sottoscritto ha avuto l’onore ed il piacere d’esserci, oltre alle delegazioni regionali de “il Partito del Sud”, assieme a Gino Giammarino direttore della testata “il Brigante”, al suddetto Capitano Alessandro Romano e ad Emiddio De Franciscis addetto alle comunicazioni del movimento politico “l’Altro Sud”.
L’evento ha scritto una pagina importante del meridionalismo, che ha richiamato l’attenzione di giornali e Tv nazionali, e quindi strategicamente, al di là del merito, sicuramente riuscita. Altri movimenti hanno segnalato l’iniziativa sui loro siti, ma hanno evidentemente ritenuto più significativo e giusto il non esserci. Qualcun altro, o per imperdonabile disinformazione o dimenticando di interessarsi di Sud ha snobbato anche il riportare l’evento come notizia.

E voi…amici e combattenti del Sud…dove eravate!?!?
L’interesse di bottega, al di là di giustificate assenze per improrogabili problemi, dovrebbe essere sempre posposta alla difesa della patria in momenti significativi di raccolta, e fare quel salto di qualità che sembra purtroppo tanto faticare ad attuarsi.
Meditate gente, meditate…
Viva il popolo del SUD!


Fonte:Il Brigante

giovedì 4 dicembre 2008

La richiesta di risarcimento di Gaeta : ben fatto!


Ricevo e posto dall'amico Balìa che ringrazio:

Invio un commento che credo, esaustivo, sull'iniziativa di Gaeta. Cordiali saluti e complimenti!

Andrea Balìa






La richiesta di Ciano, e del suo comune di Gaeta, di risarcimento ai Savoia è sacrosanta, oltre che strategicamente e strumentalmente opportuna.


E’ sacrosanta perché 147 anni, pur se tanti, non sono sufficienti a cancellare sopraffazioni, lutti e nefandezze – il tutto in piena illegalità – procurati da una nefasta dinastia a quella cittadina e a tutto il Sud, prostrandolo in uno stato di degrado strutturale e socioeconomico da cui a tutt’oggi non s’è ripreso.

Per i criminali di guerra, e le morti e tragedie da loro causati, non esiste proscrizione che tenga.


L’iniziativa è opportuna strumentalmente perché fa da cassa di risonanza sul problema del meridione e le tesi e le ragioni di cui si fanno, e ci facciamo, portatori da anni meridionalisti, storici e giornalisti non venduti del Sud, col fine d’una sana revisione d’una storia occultata e/o menzognera.

La notizia s’è diffusa, è stata ripresa dai media (tv, giornali, siti, blog ecc…), e quindi come operazione di comunicazione è perfetta.


Per ultimo è giusta per smascherare definitivamente il volto di gentaglia come i Savoia.

Ho ascoltato il servizio sul TG2 sulla notizia, e la risposta che hanno dato gli attuali eredi di cotanta egregia dinastia : noi come Savoia non c’entriamo, fu lo Stato Italiano!

Credo che vi siano 3 possibilità in merito a ciò con cui hanno replicato :

1) sono cretini, e il che, pur se può sembrare semplicistico, forse, se ci pensate bene e riflettete sulle loro figure e eventi a loro connessi anche ultimamente, è molto attendibile;

2) sono incredibilmente anche ignoranti in storia, in quanto lo Stato Italiano fu fatto dopo Gaeta, con l’invasione dello Stato Pontificio ecc… ecc…;

3) sono bugiardi, in quanto come detto sopra l’opera d’aggressione al Regno dell Due Sicilie fu fatta da loro e da personaggi del loro establishment, come Cavour ed il mercenario assoldato Giuseppe Garibaldi con la sua feccia dei Mille, oltre ovviamente alle connivenze massoniche inglesi e alla collaborazioni malavitose della Mafia e della Camorra, coinvolte all’uopo e traghettate al loro definitivo salto di qualità con il primo esempio di collusione con la politica.


Quindi sono bugiardi, e in malafede, mentendo sapendo di esserlo.

Perciò vivi complimenti per l’iniziativa e auguri per la partecipazione e riuscita della stessa.

Andrea Balìa
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Ricevo e posto dall'amico Balìa che ringrazio:

Invio un commento che credo, esaustivo, sull'iniziativa di Gaeta. Cordiali saluti e complimenti!

Andrea Balìa






La richiesta di Ciano, e del suo comune di Gaeta, di risarcimento ai Savoia è sacrosanta, oltre che strategicamente e strumentalmente opportuna.


E’ sacrosanta perché 147 anni, pur se tanti, non sono sufficienti a cancellare sopraffazioni, lutti e nefandezze – il tutto in piena illegalità – procurati da una nefasta dinastia a quella cittadina e a tutto il Sud, prostrandolo in uno stato di degrado strutturale e socioeconomico da cui a tutt’oggi non s’è ripreso.

Per i criminali di guerra, e le morti e tragedie da loro causati, non esiste proscrizione che tenga.


L’iniziativa è opportuna strumentalmente perché fa da cassa di risonanza sul problema del meridione e le tesi e le ragioni di cui si fanno, e ci facciamo, portatori da anni meridionalisti, storici e giornalisti non venduti del Sud, col fine d’una sana revisione d’una storia occultata e/o menzognera.

La notizia s’è diffusa, è stata ripresa dai media (tv, giornali, siti, blog ecc…), e quindi come operazione di comunicazione è perfetta.


Per ultimo è giusta per smascherare definitivamente il volto di gentaglia come i Savoia.

Ho ascoltato il servizio sul TG2 sulla notizia, e la risposta che hanno dato gli attuali eredi di cotanta egregia dinastia : noi come Savoia non c’entriamo, fu lo Stato Italiano!

Credo che vi siano 3 possibilità in merito a ciò con cui hanno replicato :

1) sono cretini, e il che, pur se può sembrare semplicistico, forse, se ci pensate bene e riflettete sulle loro figure e eventi a loro connessi anche ultimamente, è molto attendibile;

2) sono incredibilmente anche ignoranti in storia, in quanto lo Stato Italiano fu fatto dopo Gaeta, con l’invasione dello Stato Pontificio ecc… ecc…;

3) sono bugiardi, in quanto come detto sopra l’opera d’aggressione al Regno dell Due Sicilie fu fatta da loro e da personaggi del loro establishment, come Cavour ed il mercenario assoldato Giuseppe Garibaldi con la sua feccia dei Mille, oltre ovviamente alle connivenze massoniche inglesi e alla collaborazioni malavitose della Mafia e della Camorra, coinvolte all’uopo e traghettate al loro definitivo salto di qualità con il primo esempio di collusione con la politica.


Quindi sono bugiardi, e in malafede, mentendo sapendo di esserlo.

Perciò vivi complimenti per l’iniziativa e auguri per la partecipazione e riuscita della stessa.

Andrea Balìa

domenica 30 novembre 2008

Diventare parenti...

Si prosegue con le considerazioni su "Gli apparentamenti" di Antonio Ciano, scritto che stà diventando un vero e proprio "caso nazionale".

Comunque non volendo certo dare il via a nuove polemiche ci limitiamo a postare l'articolo inviatoci dall'amico Andrea Balìa, (che , conosciuto per il suo impegno, cogliamo l'occasione per invitare a Gaeta in occasione del "Pagate Savoia" , sicuramente non vorrà mancare.....) senza ulteriori (anche perchè evidentemente inutili ) considerazioni.....ecco l'articolo in questione...(PdSUD ER)

P.S.
: Specifico che il filmato allegato all'articolo non vuole essere canzonatorio verso nessuno, ma è solo autoironico indice di uno stato d'animo personale....

Diventare parenti...

Di Andrea Balìa

In effetti apparentamenti se la si va a smembrare come parola non significa altro che “diventare parenti”. Evidentemente i movimenti meridionalisti hanno mancanza d’affetto, voglia di sedersi ad un tavolo con parenti nuovi o ritrovati. Va bene che incombe Natale…

Io continuo a non capire, e confesso d’iniziare a nutrire seri dubbi sulle mie capacità di ”comprendonio” (come si usa dire con un brutto ma efficace termine) forse seriamente compromesse dall’età che incalza. L’altra sera, casualmente, vedevo in Tv su La7 il solito dibattito politico dove ho avuto l’occasione d’ascoltare Capezzone. Si, se ricordate bene è quel giovin signore ex radicale, tignoso come un cane abbaiante fino ad un anno fa, ora convertitosi al partito forzaitaliota e nelle cui liste eletto. Confesso d’aver seguito fin dal loro avvento sulla scena politica con interesse i Radicali. Con gli anni, come credo molti, pur condividendo alcune loro battaglie di libertà e legalitarie, ho sopportato – giusto per predisposizione ed apertura mentale – una veemenza dialettica di molti di loro talvolta irritante. Ma li giustificavo proprio ed in quanto perché radicali. Ora la dico tutta : va bene quanto ho detto, ma credetemi un radicale passato nelle fila forzaitaliote che conserva la sua veemenza dialettica (ora solo diversamente orientata perché forse fulminato sulla via di Damasco) credo sia quanto di più insopportabile possa esserci. Guardavo i visi e le espressioni della conduttrice e degli altri convenuti alla trasmissione, ed indipendentemente a quale forza politica appartenessero, erano tutte un programma tra il fastidio e la sopportazione malcelata. Mi immaginavo al loro posto e avevo contrazioni allo stomaco ed altro, finchè ho deciso, cambiando canale, di vedermi il finale d’un’altrettanta noiosa partita di calcio che però mi ha regalato la soddisfazione di veder perdere una titolata squadra del nord con una piccola squadra straniera. Volete mettere? Perché racconto questo?

Perché immagino che parente su parente c’è il rischio di dover dialogare (termine eccessivo..mi rendo conto) con un Capezzone e allora…Sembra che non si possa far più politica al Sud senza dover sottostare all’inciucio con le forze minoritarie governative. Ma cosa credete che Chiappori o un MpA si siano all’improvviso scoperti meridionalisti e interessati al Sud? O è più probabile che, annusando fermenti di meridionalismo in atto, siano venuti a cavalcare un’onda per razzolare qualche migliaio di voti? I comandanti delle brigate del Sud sperano invece d’essere loro a poter (o tentare di) sfruttare questi signori. Non per disistima …ma vi pare possibile o credibile? Da un lato mi si risponde : “eh...ma a non andare con questa gente è più facile. È’ più semplice stare da soli!” E’ più facile? Da quando in qua a salire sul carro di chi ha potere e vento in poppa sarebbe più difficile? Ripeto…mi starò rincoglionendo! Da un altro lato si dice : “…stiamo solo verificando…e poi cosa dovremmo fare? Prendere i fucili?”

E chi lo ha detto? Intanto dopo la Scozia, anche la Groenlandia sta per farcela a staccarsi dalla Danimarca, avendo il partito dell’autonomia ed indipendenza raggiunto nientemeno che il 75% di consenso. Noi no, ci siamo crogiolati in messe, suffragi, bandiere al vento, lacrime di memoria ed ora che abbiamo deciso non vediamo che scorciatoie. Molti siciliani vogliono e reclamano indipendenza (indipendentemente dal resto dell’altro Sud), ma noi facciamo finta di non sentire : Lombardo come siciliano è più suadente.

Una cosa sensata ho però letto : vediamoci, uniamoci, detta dal condottiero gaetano. Quella è la strada…altrimenti…buon Capezzone e auguri. Io non ci sarò e potrò fregiarmi del titolo fuori luogo d’intellettuale che già qualcuno mi ha impropriamente appioppato.

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Si prosegue con le considerazioni su "Gli apparentamenti" di Antonio Ciano, scritto che stà diventando un vero e proprio "caso nazionale".

Comunque non volendo certo dare il via a nuove polemiche ci limitiamo a postare l'articolo inviatoci dall'amico Andrea Balìa, (che , conosciuto per il suo impegno, cogliamo l'occasione per invitare a Gaeta in occasione del "Pagate Savoia" , sicuramente non vorrà mancare.....) senza ulteriori (anche perchè evidentemente inutili ) considerazioni.....ecco l'articolo in questione...(PdSUD ER)

P.S.
: Specifico che il filmato allegato all'articolo non vuole essere canzonatorio verso nessuno, ma è solo autoironico indice di uno stato d'animo personale....

Diventare parenti...

Di Andrea Balìa

In effetti apparentamenti se la si va a smembrare come parola non significa altro che “diventare parenti”. Evidentemente i movimenti meridionalisti hanno mancanza d’affetto, voglia di sedersi ad un tavolo con parenti nuovi o ritrovati. Va bene che incombe Natale…

Io continuo a non capire, e confesso d’iniziare a nutrire seri dubbi sulle mie capacità di ”comprendonio” (come si usa dire con un brutto ma efficace termine) forse seriamente compromesse dall’età che incalza. L’altra sera, casualmente, vedevo in Tv su La7 il solito dibattito politico dove ho avuto l’occasione d’ascoltare Capezzone. Si, se ricordate bene è quel giovin signore ex radicale, tignoso come un cane abbaiante fino ad un anno fa, ora convertitosi al partito forzaitaliota e nelle cui liste eletto. Confesso d’aver seguito fin dal loro avvento sulla scena politica con interesse i Radicali. Con gli anni, come credo molti, pur condividendo alcune loro battaglie di libertà e legalitarie, ho sopportato – giusto per predisposizione ed apertura mentale – una veemenza dialettica di molti di loro talvolta irritante. Ma li giustificavo proprio ed in quanto perché radicali. Ora la dico tutta : va bene quanto ho detto, ma credetemi un radicale passato nelle fila forzaitaliote che conserva la sua veemenza dialettica (ora solo diversamente orientata perché forse fulminato sulla via di Damasco) credo sia quanto di più insopportabile possa esserci. Guardavo i visi e le espressioni della conduttrice e degli altri convenuti alla trasmissione, ed indipendentemente a quale forza politica appartenessero, erano tutte un programma tra il fastidio e la sopportazione malcelata. Mi immaginavo al loro posto e avevo contrazioni allo stomaco ed altro, finchè ho deciso, cambiando canale, di vedermi il finale d’un’altrettanta noiosa partita di calcio che però mi ha regalato la soddisfazione di veder perdere una titolata squadra del nord con una piccola squadra straniera. Volete mettere? Perché racconto questo?

Perché immagino che parente su parente c’è il rischio di dover dialogare (termine eccessivo..mi rendo conto) con un Capezzone e allora…Sembra che non si possa far più politica al Sud senza dover sottostare all’inciucio con le forze minoritarie governative. Ma cosa credete che Chiappori o un MpA si siano all’improvviso scoperti meridionalisti e interessati al Sud? O è più probabile che, annusando fermenti di meridionalismo in atto, siano venuti a cavalcare un’onda per razzolare qualche migliaio di voti? I comandanti delle brigate del Sud sperano invece d’essere loro a poter (o tentare di) sfruttare questi signori. Non per disistima …ma vi pare possibile o credibile? Da un lato mi si risponde : “eh...ma a non andare con questa gente è più facile. È’ più semplice stare da soli!” E’ più facile? Da quando in qua a salire sul carro di chi ha potere e vento in poppa sarebbe più difficile? Ripeto…mi starò rincoglionendo! Da un altro lato si dice : “…stiamo solo verificando…e poi cosa dovremmo fare? Prendere i fucili?”

E chi lo ha detto? Intanto dopo la Scozia, anche la Groenlandia sta per farcela a staccarsi dalla Danimarca, avendo il partito dell’autonomia ed indipendenza raggiunto nientemeno che il 75% di consenso. Noi no, ci siamo crogiolati in messe, suffragi, bandiere al vento, lacrime di memoria ed ora che abbiamo deciso non vediamo che scorciatoie. Molti siciliani vogliono e reclamano indipendenza (indipendentemente dal resto dell’altro Sud), ma noi facciamo finta di non sentire : Lombardo come siciliano è più suadente.

Una cosa sensata ho però letto : vediamoci, uniamoci, detta dal condottiero gaetano. Quella è la strada…altrimenti…buon Capezzone e auguri. Io non ci sarò e potrò fregiarmi del titolo fuori luogo d’intellettuale che già qualcuno mi ha impropriamente appioppato.

domenica 16 novembre 2008

Il divorzio

Ricevo e posto:



Di Andrea Balìa



Divorzio? Separazione forzata (imposta o richiesta)? Separati in casa? Ricomposizione d’un matrimonio coercitivo?

Insomma le sorti future del Sud somigliano ad una “querelle” coniugale in una perenne fase di definizione. Le ultime porcherie leghiste (in questo incredibile governo composto da affaristi, mercanti riconvertiti ad una politica a proprio uso e consumo, ex fascisti assurti a ruoli istituzionali, ex socialisti e portaborse democristiani della prima repubblica trasferitisi armi e bagagli nel Centrodestra) con decreti e leggi che relegano il Sud sempre più nell’angolo tagliando posti, solidarietà, investimenti, cultura, e regolamentando (proprio loro… figli e sostenitori della “deregulation”) l’accesso ai concorsi ed all’occupazione al Nord per i meridionali, mi lasciano ormai pochi dubbi.

In assenza d’un’opposizione, similmente colpevole, soporifera e non propositiva, ugualmente distratta (pur se non così pervicacemente predisposta) rispetto al Sud, e a fronte di un movimentismo meridionalista. che fino a ieri gli veniva l’orticaria a parlare di rappresentatività politica, ma oggi scopre d’avere la fregola cercando scorciatoie improponibili ad una moralità ed etica che non dovremmo mai dimenticare, vado convincendomi che esista davvero poco da disquisire.

Un’unica strada è davvero risolutiva : andarsene da questo paese dal fascismo riveduto e corretto degli anni 2000, subdolo e strisciante, razzista ma furbescamente camuffato in doppiopetto da ripetute visite presidenziali a compensare mediaticamente il suo antimeridionalismo. Un paese - a proposito di libertà dell’informazione - collocato nelle stime mondiali intorno al 70° posto!!!

Ma quando dico “andarsene” non intendo il trasferirsi all’estero, ma bensì il “restare” staccando tutto il rimanente dalla parte del corpo : tutto quella parte che non ci vuole, che ci vessa da più d’un secolo e che sta portando il suo razzismo fascista alle estreme conseguenze nei nostri confronti. Restare “autodeterminandosi” come Stato a sé, autonomo ed indipendente, così come sette secoli ci insegnano. Il resto sono banalmente e semplicemente “palle”. Altre strade non portano a nulla e fanno solo perder del tempo : proprio così, a chi sostiene che la strada è troppo lunga e difficile rispondo che basta comprendere che i tentativi di diversa strategia in atto o immaginabili sono solo anni in più che vanno ad aggiungersi, allontanando la meta. In Scozia ci hanno messo poco più di 30 anni, ma da un misero 1% sono arrivati a Luglio ad avere la maggioranza con il loro Partito Indipendentista; in pratica ce l’hanno fatta!

Riprendo uno scritto d’un amico intitolato “Se questo non è fascismo…” :


Con gli eventi dell’ultima guerra mondiale il fascismo fu sconfitto unitamente alla caduta dell’ancor più grave e meno casereccio nazismo. Trent’anni all’incirca di oscurantismo nella penisola italica. Una fanfaronata autocelebrativaIl Sud abbandonato e relegato al trionfo mai conseguito dell’agricoltura, e il mito della patria risorgimentale a far ulteriormente dimenticare ai meridionali il loro fulgido passato storico di nazione ricca ed autonoma. Quella che alla fine potremmo definire una “immonda porcheria”… Ma la cialtroneria è sempre dietro l’angolo, e nonostante gli “al lupo, al lupo” sui comunisti del beneamato Cavaliere senza macchia e senza paura, quelli che sono sopravvissuti o ricreatesi come un maligno bubbone sono stati proprio i fascisti. L’avvento di Berlusconi ha portato allo sdoganamento dei vecchi missini che, relegati nell’angolo fino alla fine degli anni ’80, hanno ripreso voce ed incredibilmente ritrovato posti di ministri e sottosegretari.

La nascita della LEGA NORD, nata a difesa d’interessi economici padani, costruendo il consenso sull’odio contro il Sud, ha fatto il resto. E oggi assistiamo a leggi e decreti che passano come volontà di risanamento e sono solo e invece il risultato d’un fascismo strisciante e subdolo passato sotto il vestito bene parlamentare. Scuole differenziate per diversi ed immigrati (in pratica l’apharteid!), lotta allo straniero, culto del capo con privilegi e leggi ad personam, decreto (gravissimo) per vietare la partecipazione ai concorsi ai non residenti nelle regioni preposte (in pratica esclusione ai meridionali, ormai ritenuti buoni ed utili manco ad emigrare!). Se questo non è fascismo….E c’è chi li vota, o pensa di allearsi con loro o i loro amici (sic!!!”.



Io aggiungo che – pur sapendo di far arrabbiare per l’ennesima volta qualche amico che in buona fede molto s’adopera, credendo di aver quasi toccato il cielo con un dito, mentre ha solo iniziato un molto pericoloso percorso – con i razzisti, o con quelli che (colpevoli e non credibili per proprietà transitoria) con loro sono alleati, non ci si “prende manco un caffè”. Ma per davvero e non come fece e disse Fini che il caffè l’ha preso, insieme a tutto il resto, facendo la sua bella figura pur se in cambio di qualche pregiato scanno.

Ormai tutto ciò che è sussidio sociale, aiuto alle classi più indigenti o in genere a chi ha problemi in zone disagiate, ecc... non è più contemplato dalla politica attuale, e viene bollato sotto il termine "assistenzialismo". Una posizione ipocrita e "pilatesca" figlia della pochezza ideologica (ma anche pratica) d'una visione politica generalizzante, superficiale, globalizzante che non ha più voglia, tempo ed interesse ad entrare nello specifico dei problemi e che ha perso moralità e valori. Il Sud è, per ovvie ragioni, coinvolto in questo processo di disattenzione e credo ci sia poco da sperare in un dialogo o in conquiste progressive. Forse è una posizione che può essere accusata di nichilismo ma credo che solo uno Stato indipendente e rifondato possa risolvere il problema. Come dice Zitara : " ognuno è libero di vendere il proprio culo, ma sappia che, piaccia o meno, la soluzione è un'altra!".

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Ricevo e posto:



Di Andrea Balìa



Divorzio? Separazione forzata (imposta o richiesta)? Separati in casa? Ricomposizione d’un matrimonio coercitivo?

Insomma le sorti future del Sud somigliano ad una “querelle” coniugale in una perenne fase di definizione. Le ultime porcherie leghiste (in questo incredibile governo composto da affaristi, mercanti riconvertiti ad una politica a proprio uso e consumo, ex fascisti assurti a ruoli istituzionali, ex socialisti e portaborse democristiani della prima repubblica trasferitisi armi e bagagli nel Centrodestra) con decreti e leggi che relegano il Sud sempre più nell’angolo tagliando posti, solidarietà, investimenti, cultura, e regolamentando (proprio loro… figli e sostenitori della “deregulation”) l’accesso ai concorsi ed all’occupazione al Nord per i meridionali, mi lasciano ormai pochi dubbi.

In assenza d’un’opposizione, similmente colpevole, soporifera e non propositiva, ugualmente distratta (pur se non così pervicacemente predisposta) rispetto al Sud, e a fronte di un movimentismo meridionalista. che fino a ieri gli veniva l’orticaria a parlare di rappresentatività politica, ma oggi scopre d’avere la fregola cercando scorciatoie improponibili ad una moralità ed etica che non dovremmo mai dimenticare, vado convincendomi che esista davvero poco da disquisire.

Un’unica strada è davvero risolutiva : andarsene da questo paese dal fascismo riveduto e corretto degli anni 2000, subdolo e strisciante, razzista ma furbescamente camuffato in doppiopetto da ripetute visite presidenziali a compensare mediaticamente il suo antimeridionalismo. Un paese - a proposito di libertà dell’informazione - collocato nelle stime mondiali intorno al 70° posto!!!

Ma quando dico “andarsene” non intendo il trasferirsi all’estero, ma bensì il “restare” staccando tutto il rimanente dalla parte del corpo : tutto quella parte che non ci vuole, che ci vessa da più d’un secolo e che sta portando il suo razzismo fascista alle estreme conseguenze nei nostri confronti. Restare “autodeterminandosi” come Stato a sé, autonomo ed indipendente, così come sette secoli ci insegnano. Il resto sono banalmente e semplicemente “palle”. Altre strade non portano a nulla e fanno solo perder del tempo : proprio così, a chi sostiene che la strada è troppo lunga e difficile rispondo che basta comprendere che i tentativi di diversa strategia in atto o immaginabili sono solo anni in più che vanno ad aggiungersi, allontanando la meta. In Scozia ci hanno messo poco più di 30 anni, ma da un misero 1% sono arrivati a Luglio ad avere la maggioranza con il loro Partito Indipendentista; in pratica ce l’hanno fatta!

Riprendo uno scritto d’un amico intitolato “Se questo non è fascismo…” :


Con gli eventi dell’ultima guerra mondiale il fascismo fu sconfitto unitamente alla caduta dell’ancor più grave e meno casereccio nazismo. Trent’anni all’incirca di oscurantismo nella penisola italica. Una fanfaronata autocelebrativaIl Sud abbandonato e relegato al trionfo mai conseguito dell’agricoltura, e il mito della patria risorgimentale a far ulteriormente dimenticare ai meridionali il loro fulgido passato storico di nazione ricca ed autonoma. Quella che alla fine potremmo definire una “immonda porcheria”… Ma la cialtroneria è sempre dietro l’angolo, e nonostante gli “al lupo, al lupo” sui comunisti del beneamato Cavaliere senza macchia e senza paura, quelli che sono sopravvissuti o ricreatesi come un maligno bubbone sono stati proprio i fascisti. L’avvento di Berlusconi ha portato allo sdoganamento dei vecchi missini che, relegati nell’angolo fino alla fine degli anni ’80, hanno ripreso voce ed incredibilmente ritrovato posti di ministri e sottosegretari.

La nascita della LEGA NORD, nata a difesa d’interessi economici padani, costruendo il consenso sull’odio contro il Sud, ha fatto il resto. E oggi assistiamo a leggi e decreti che passano come volontà di risanamento e sono solo e invece il risultato d’un fascismo strisciante e subdolo passato sotto il vestito bene parlamentare. Scuole differenziate per diversi ed immigrati (in pratica l’apharteid!), lotta allo straniero, culto del capo con privilegi e leggi ad personam, decreto (gravissimo) per vietare la partecipazione ai concorsi ai non residenti nelle regioni preposte (in pratica esclusione ai meridionali, ormai ritenuti buoni ed utili manco ad emigrare!). Se questo non è fascismo….E c’è chi li vota, o pensa di allearsi con loro o i loro amici (sic!!!”.



Io aggiungo che – pur sapendo di far arrabbiare per l’ennesima volta qualche amico che in buona fede molto s’adopera, credendo di aver quasi toccato il cielo con un dito, mentre ha solo iniziato un molto pericoloso percorso – con i razzisti, o con quelli che (colpevoli e non credibili per proprietà transitoria) con loro sono alleati, non ci si “prende manco un caffè”. Ma per davvero e non come fece e disse Fini che il caffè l’ha preso, insieme a tutto il resto, facendo la sua bella figura pur se in cambio di qualche pregiato scanno.

Ormai tutto ciò che è sussidio sociale, aiuto alle classi più indigenti o in genere a chi ha problemi in zone disagiate, ecc... non è più contemplato dalla politica attuale, e viene bollato sotto il termine "assistenzialismo". Una posizione ipocrita e "pilatesca" figlia della pochezza ideologica (ma anche pratica) d'una visione politica generalizzante, superficiale, globalizzante che non ha più voglia, tempo ed interesse ad entrare nello specifico dei problemi e che ha perso moralità e valori. Il Sud è, per ovvie ragioni, coinvolto in questo processo di disattenzione e credo ci sia poco da sperare in un dialogo o in conquiste progressive. Forse è una posizione che può essere accusata di nichilismo ma credo che solo uno Stato indipendente e rifondato possa risolvere il problema. Come dice Zitara : " ognuno è libero di vendere il proprio culo, ma sappia che, piaccia o meno, la soluzione è un'altra!".

sabato 1 novembre 2008

NON CI STO PIU'



Ricevo, inviatomi dall'autore, questo sfogo che reputo per molti versi comprensibile, anche se penso sinceramente che le condizione dei nostri movimenti/partiti non sia così disperata o disperante come percepito dall'amico Balìa.
Temo infatti che, comprensibilmente e amaramente, si parta da un presupposto sottointeso, che in questo caso reputo sbagliato, lo stesso presupposto che ci danna da 150 anni.
Personalmente sono un poco più fiducioso, poi forse sbaglierò e in quel caso chiederò venia.
Certo è che c'è molto da migliorare e da lavorare...anche nella comunicazione verso l'esterno.....e di questo non si può certo accusare Balìa. Inoltre gli sfoghi degli amici fanno riflettere e in certi casi una riflessione in più non può che far bene e a volte può anche aiutare a ritrovare la strada perduta fra le nebbie.
(PdSUD ER)

Di Andrea Balìa

Ce l’ho messa tutta. Ho cercato l’equidistanza perché è giusto che il popolo del Sud combatta per sé, per la sua storia ed il suo futuro, e non per ideologie decrepite che ne condizionino il cammino. Ma essere fuori dalle logiche dei vecchi schieramenti non vuol dire però avere i paraocchi e non vedere errori (quando va bene… perché gli errori presuppongono quasi sempre la buona fede!), porcherie, prevaricazioni, bugie ecc… Non si può far finta di niente per timore di essere etichettato come sponsor di chi non condivide nefandezze e conservare un presunto ed ideale “sesso degli angeli”.
Se uno di Sinistra spara “cazzate” (mi si passi il termine) non si può girare la testa altrove per paura d’essere apostrofato come fascista; in egual modo se uno o più di Destra come singolo esponente o rappresentante governativo fa leggi o dice cose gravi (anche contro il Sud!), ecc… non si può altresì fingere o produrre solo silenzio per evitarsi l’appellativo di comunista o sinistrorso. E basta! Basta cari compatrioti del Sud!
Il Presidente del Consiglio dice che non c’è dialogo, però : fa con i suoi amici una legge (tipo quella della scuola, dove solo la Campania vedrà circa 500 scuole chiuse! Lo ricordino i meridionalisti!), e se si protesta egli sostiene (senza voler manco modificare – fosse solo per diplomazia – una virgola) che sono gli altri a non voler dialogare. Dicono di aver fatto il decreto per eliminare le baronìe e gli sprechi? Benissimo, intervengano miratamene ma senza sparare nel mucchio! Il pur troppo silente Presidente Napolitano gli fa notare che la prossima legge elettorale dovrebbe contemplare le preferenze (e mi sembra il minimo, oltre che ovvio per una democrazia degna di tal nome!), e che lo sbarramento al 5% è troppo alto (meditate nascenti forze meridionaliste…!), ed egli (che si lamenta dell’impossibilità di dialogo) cosa risponde : ciccia! E così, prendere o lasciare!
E i nuovi partiti meridionalisti a cui la cosa dovrebbe particolarmente interessare, pur se ancora piccoli ed in gestazione, cosa fanno o dicono : nulla! Direbbero anche, forse (sarò io ad illudermi, mah…), ma stanno zitti perché chi e’ in fase di “struscio”(loro espressione!) con L’MpA che a sua volta è fidanzato nella coalizione governativa e chi sta alleandosi con Alleanza Federalista del leghista Chiappori non vogliono inimicarsi i loro potenti alleati!


E vi/ci sta bene? E’ logico? Avevo o no ragione a temere e criticare questi (per me!) vergognosi apparentamenti, sul cui altare sacrificare la dignità, la verità, e financo qualche interesse meridionale? Cossiga dichiara che va usata la polizia col pugno forte e picchiare tutti (tranne qualche professore anziano!), e tutti zitti! Ho letto solo un accenno di dibattito sul sito sicilianista “a rarika”.
La polizia fa passare un camion di squadristi con mazze e spranghe che produce casino alla manifestazione romana contro il decreto Gelmini? Vengono registrate frasi di poliziotti che dicono . “sono dei nostri e stanno andando contro quei pezzi di merda della sinistra”? Tutti zitti, ma amici.. a Roma c’erano anche i nostri figli, anche quelli apolitici, come oggi è nella maggioranza, e figli anche meridionali, perfino figli di meridionalisti!
E noi, sui nostri siti, giornali e giornaletti, movimenti e pseudo partiti, zitti e mosca. Bisogna fare i puri e si finisce per avallare magagne, porcherie e quant’altro per dimostrarsi angelici o difendere piccoli interessi di bottega politica. Io non ho timore che oggi possano chiamarmi un difensore della sinistra o domani, per avverse motivazioni, un fascista. Basta! Bassolino fino ad ieri era (anche e molto giustamente!) lapidato, ed oggi che va a concordare strategie con Berlusconi cala il silenzio perché attaccando lui si dovrebbe attaccare anche il salvatore della patria!
Io desidero un Sud libero dai pastrocchi della cialtronesca politica italiana; desidero e rivendico la libertà di poter criticare e contestare sia la destra che la sinistra. Spero e mi auguro un futuro Sud che sia costruito sulle idee, la difesa dei nostri costumi e tradizioni, e non figlio di compromessi con formazioni politiche in essere. Reputo e rivendico la critica rispetto alla peggiore delle possibilità che offre l’attuale (comunque e sempre impraticabile) scenario parlamentare italiano : quello di allearsi con chi ha costruito le sue fortune contro il Sud, e con chi è con loro alleato. Mi appare talmente vergognoso pensare di stare (se pur per opportunismo politico) con chi ancora oggi firma leggi contro le nostre terre. Va bene che la politica è sporca, ma c’è un limite!
Vedo siti di questi nascenti partiti che continuano con la manfrina di articoli sulla “cattiva” Lega Nord. Salvo poi ad allearsi con loro o con chi sta con loro. A me sembra una presa per i fondelli, oltre che ad essere di cattivo gusto, eticamente insostenibile, e coincidente con la preparazione d’un suicidio politico : un infanticidio prevedibile, un’eutanasia manco solenne, ma solo triste! Io, ad un meridionalismo di destra camuffato dietro l’improrogabile necessità di visibilità non ci sto!

Questo governo è costituito da forze che hanno nel loro DNA l’antimeridionalismo, ed a me non va bene manco un poco che si possa far “comunella” (come si diceva da bambini dalle nostre parti) con loro.

Il Federalismo, e gli insegnanti al Nord non meridionali, e le scuole chiuse ed i posti d’insegnante in meno (con un Sud più penalizzato in questo), e quelli che pensano a far politica dei nostri cosa fanno? Si alleano con loro! Roba da chiodi. Ho letto tra le ragioni mai chiare e puntuali che ci sarebbe quella che su qualche simbolo di questi gran signori c’è la parolina Sud che tanto ci commuove! Ma scherziamo! Vi sembra una ragione plausibile? E perché non si alleano con le tante altre sigle meridionaliste libere che hanno ovviamente la parola Sud sul loro simbolo? Vallo a capire! Per ora al governo ci sono questi signori e fin quando produrranno porcherie e linguaggi ostili al Sud, desidererei che li si osteggiasse e si desse clamore al loro modo sporco di far politica.

Poi se verranno gli altri e faranno lo stesso bisognerà avere altrettanto fegato per protestare ugualmente.

Come sempre, tanto per cambiare, mi sembra che alla fine abbia ragione Zitara : meglio combattere per andarcene; se per stare in questo casotto che è l’Italia bisogna stare con questa gente, illudendoci d’esserci, allora va rivalutato seriamente il tutto!

Oggi vedo invece un’equidistanza a chiacchiere che mi irrita a cui per dignità ed etica personale non intendo partecipare. Sarò un’inguaribile rompiscatole? Probabile, ma la mattina desidererei continuare a potermi guardare nello specchio dove di fastidioso continuare a trovare riflessi solo gli inevitabili danni del tempo che passa. La sera d’altro canto andare a letto con una coscienza che, se non candida, mi permetta almeno di non essere così disturbato da non poter prender sono. Ognuno, come è ovvio che sia, faccia come crede. Io, lo ripeto , non ci sto piu!
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Ricevo, inviatomi dall'autore, questo sfogo che reputo per molti versi comprensibile, anche se penso sinceramente che le condizione dei nostri movimenti/partiti non sia così disperata o disperante come percepito dall'amico Balìa.
Temo infatti che, comprensibilmente e amaramente, si parta da un presupposto sottointeso, che in questo caso reputo sbagliato, lo stesso presupposto che ci danna da 150 anni.
Personalmente sono un poco più fiducioso, poi forse sbaglierò e in quel caso chiederò venia.
Certo è che c'è molto da migliorare e da lavorare...anche nella comunicazione verso l'esterno.....e di questo non si può certo accusare Balìa. Inoltre gli sfoghi degli amici fanno riflettere e in certi casi una riflessione in più non può che far bene e a volte può anche aiutare a ritrovare la strada perduta fra le nebbie.
(PdSUD ER)

Di Andrea Balìa

Ce l’ho messa tutta. Ho cercato l’equidistanza perché è giusto che il popolo del Sud combatta per sé, per la sua storia ed il suo futuro, e non per ideologie decrepite che ne condizionino il cammino. Ma essere fuori dalle logiche dei vecchi schieramenti non vuol dire però avere i paraocchi e non vedere errori (quando va bene… perché gli errori presuppongono quasi sempre la buona fede!), porcherie, prevaricazioni, bugie ecc… Non si può far finta di niente per timore di essere etichettato come sponsor di chi non condivide nefandezze e conservare un presunto ed ideale “sesso degli angeli”.
Se uno di Sinistra spara “cazzate” (mi si passi il termine) non si può girare la testa altrove per paura d’essere apostrofato come fascista; in egual modo se uno o più di Destra come singolo esponente o rappresentante governativo fa leggi o dice cose gravi (anche contro il Sud!), ecc… non si può altresì fingere o produrre solo silenzio per evitarsi l’appellativo di comunista o sinistrorso. E basta! Basta cari compatrioti del Sud!
Il Presidente del Consiglio dice che non c’è dialogo, però : fa con i suoi amici una legge (tipo quella della scuola, dove solo la Campania vedrà circa 500 scuole chiuse! Lo ricordino i meridionalisti!), e se si protesta egli sostiene (senza voler manco modificare – fosse solo per diplomazia – una virgola) che sono gli altri a non voler dialogare. Dicono di aver fatto il decreto per eliminare le baronìe e gli sprechi? Benissimo, intervengano miratamene ma senza sparare nel mucchio! Il pur troppo silente Presidente Napolitano gli fa notare che la prossima legge elettorale dovrebbe contemplare le preferenze (e mi sembra il minimo, oltre che ovvio per una democrazia degna di tal nome!), e che lo sbarramento al 5% è troppo alto (meditate nascenti forze meridionaliste…!), ed egli (che si lamenta dell’impossibilità di dialogo) cosa risponde : ciccia! E così, prendere o lasciare!
E i nuovi partiti meridionalisti a cui la cosa dovrebbe particolarmente interessare, pur se ancora piccoli ed in gestazione, cosa fanno o dicono : nulla! Direbbero anche, forse (sarò io ad illudermi, mah…), ma stanno zitti perché chi e’ in fase di “struscio”(loro espressione!) con L’MpA che a sua volta è fidanzato nella coalizione governativa e chi sta alleandosi con Alleanza Federalista del leghista Chiappori non vogliono inimicarsi i loro potenti alleati!


E vi/ci sta bene? E’ logico? Avevo o no ragione a temere e criticare questi (per me!) vergognosi apparentamenti, sul cui altare sacrificare la dignità, la verità, e financo qualche interesse meridionale? Cossiga dichiara che va usata la polizia col pugno forte e picchiare tutti (tranne qualche professore anziano!), e tutti zitti! Ho letto solo un accenno di dibattito sul sito sicilianista “a rarika”.
La polizia fa passare un camion di squadristi con mazze e spranghe che produce casino alla manifestazione romana contro il decreto Gelmini? Vengono registrate frasi di poliziotti che dicono . “sono dei nostri e stanno andando contro quei pezzi di merda della sinistra”? Tutti zitti, ma amici.. a Roma c’erano anche i nostri figli, anche quelli apolitici, come oggi è nella maggioranza, e figli anche meridionali, perfino figli di meridionalisti!
E noi, sui nostri siti, giornali e giornaletti, movimenti e pseudo partiti, zitti e mosca. Bisogna fare i puri e si finisce per avallare magagne, porcherie e quant’altro per dimostrarsi angelici o difendere piccoli interessi di bottega politica. Io non ho timore che oggi possano chiamarmi un difensore della sinistra o domani, per avverse motivazioni, un fascista. Basta! Bassolino fino ad ieri era (anche e molto giustamente!) lapidato, ed oggi che va a concordare strategie con Berlusconi cala il silenzio perché attaccando lui si dovrebbe attaccare anche il salvatore della patria!
Io desidero un Sud libero dai pastrocchi della cialtronesca politica italiana; desidero e rivendico la libertà di poter criticare e contestare sia la destra che la sinistra. Spero e mi auguro un futuro Sud che sia costruito sulle idee, la difesa dei nostri costumi e tradizioni, e non figlio di compromessi con formazioni politiche in essere. Reputo e rivendico la critica rispetto alla peggiore delle possibilità che offre l’attuale (comunque e sempre impraticabile) scenario parlamentare italiano : quello di allearsi con chi ha costruito le sue fortune contro il Sud, e con chi è con loro alleato. Mi appare talmente vergognoso pensare di stare (se pur per opportunismo politico) con chi ancora oggi firma leggi contro le nostre terre. Va bene che la politica è sporca, ma c’è un limite!
Vedo siti di questi nascenti partiti che continuano con la manfrina di articoli sulla “cattiva” Lega Nord. Salvo poi ad allearsi con loro o con chi sta con loro. A me sembra una presa per i fondelli, oltre che ad essere di cattivo gusto, eticamente insostenibile, e coincidente con la preparazione d’un suicidio politico : un infanticidio prevedibile, un’eutanasia manco solenne, ma solo triste! Io, ad un meridionalismo di destra camuffato dietro l’improrogabile necessità di visibilità non ci sto!

Questo governo è costituito da forze che hanno nel loro DNA l’antimeridionalismo, ed a me non va bene manco un poco che si possa far “comunella” (come si diceva da bambini dalle nostre parti) con loro.

Il Federalismo, e gli insegnanti al Nord non meridionali, e le scuole chiuse ed i posti d’insegnante in meno (con un Sud più penalizzato in questo), e quelli che pensano a far politica dei nostri cosa fanno? Si alleano con loro! Roba da chiodi. Ho letto tra le ragioni mai chiare e puntuali che ci sarebbe quella che su qualche simbolo di questi gran signori c’è la parolina Sud che tanto ci commuove! Ma scherziamo! Vi sembra una ragione plausibile? E perché non si alleano con le tante altre sigle meridionaliste libere che hanno ovviamente la parola Sud sul loro simbolo? Vallo a capire! Per ora al governo ci sono questi signori e fin quando produrranno porcherie e linguaggi ostili al Sud, desidererei che li si osteggiasse e si desse clamore al loro modo sporco di far politica.

Poi se verranno gli altri e faranno lo stesso bisognerà avere altrettanto fegato per protestare ugualmente.

Come sempre, tanto per cambiare, mi sembra che alla fine abbia ragione Zitara : meglio combattere per andarcene; se per stare in questo casotto che è l’Italia bisogna stare con questa gente, illudendoci d’esserci, allora va rivalutato seriamente il tutto!

Oggi vedo invece un’equidistanza a chiacchiere che mi irrita a cui per dignità ed etica personale non intendo partecipare. Sarò un’inguaribile rompiscatole? Probabile, ma la mattina desidererei continuare a potermi guardare nello specchio dove di fastidioso continuare a trovare riflessi solo gli inevitabili danni del tempo che passa. La sera d’altro canto andare a letto con una coscienza che, se non candida, mi permetta almeno di non essere così disturbato da non poter prender sono. Ognuno, come è ovvio che sia, faccia come crede. Io, lo ripeto , non ci sto piu!

 
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