lunedì 1 maggio 2017

giovedì 19 gennaio 2017

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli - Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli

19 gennaio 2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e competenze”.

Si tratta di una riconferma, molto gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa, attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di Via Vittorio Emanuele III, etc).

“Ringrazio Luigi de Magistris per la nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.


Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it

mob. 3481640030


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COMUNICATO STAMPA

Andrea Balìa confermato alla Commissione Toponomastica del Comune di Napoli

19 gennaio 2017 - Il Partito del Sud è lieto di comunicare che Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, ha nominato il 18 gennaio 2017, Andrea Balìa come uno dei suoi due delegati nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, “visto il possesso”, si legge nel Decreto Sindacale, “di adeguate qualità professionali e competenze”.

Si tratta di una riconferma, molto gradita, che dimostra l’ottimo lavoro svolto, visto che Andrea Balìa, attualmente Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud , ha già ricoperto lo stesso ruolo nella prima sindacatura di Luigi de Magistris (titolazioni a Pino Daniele, Massimo Troisi, Martiri di Pietrarsa, Largo Berlinguer, abolizione di Via Vittorio Emanuele III, etc).

“Ringrazio Luigi de Magistris per la nomina”, ha dichiarato Andrea Balia. “Questo incarico dimostra la sincera attenzione e considerazione che il Sindaco ha nei confronti del Partito del Sud, attenzione e considerazione da noi sempre ricambiata. Inutile rimarcare l’importanza che tale carica ricopre per il meridionalismo e per la città di Napoli, capitale del Sud.


Per ulteriori informazioni:
Iolanda Siracusano
Responsabile Ufficio Stampa
ufficiostampa.pdelsud@virgilio.it

mob. 3481640030


sabato 18 giugno 2016

111 ANNI FA, IL 18 Giugno 1905, MORIVA IL MIO AVO CARMINE CROCCO...

Ormai da un po’ di anni, in un misto d’orgoglio e tristezza, assolgo al dovere di ricordare che in data odierna di 111 anni fa lasciava la vita terrena nel carcere di Portoferraio il mio avo da ramo materno Carmine Crocco detto il “Donatelli” (e non l’inverso come erroneamente talvolta si dice), forse il capobrigante più famoso per le sue gesta passato alla storia come emblema del brigantaggio, fenomeno di resistenza postunitaria.

Catturato,processato,fu lasciato morire in carcere.
Da piccolo,in famiglia si raccontavano e ricordavano le sue imprese, sottraendole subito però alla curiosità di noi bambini, per un malinteso senso di minorità a parlare di cose tanto delicate, quasi da doverle sottacere. La verità può tardare, avere tempi lunghi, ma inevitabilmente arriva e reclama il conto.

Interessandomi di meridionalismo, da ormai 26 anni ho avuto modo di sapere, approfondire, avere informazioni da mio cugino Giovanni Crocco (stesso nome di mio nonno materno) che ne ha ricavate in quel di Rionero in Vulture (Pz), paesino della Basilicata natìo di Carmine Crocco, dove ricordo infatti mia madre Elisa Crocco con mio padre erano stati ”sfollati” in tempo di guerra, approfittando di residui di parentela.

E’ un’eredità di sicuro portatrice d’un suo peso ma anche di tanta fierezza per ciò che rappresenta : la resistenza indomita del popolo del Sud, all’occupazione, ai soprusi e ad un’unità, magari non discutibile nel suo fine ultimo, ma attuata in modo vessatorio e d’annessione con espropri e delitti e, cosa ancor più insopportabile, occultata nella sua verità storica.

Resta alto e fiero l’insegnamento di resistenza e lotta,quanto mai attuale, alle malefatte verso la nostra terra e la sua gente e l’anelito al riscatto, all’organizzazione, pur se con metodi democratici e pacifici, per la riappropriazione orgogliosa del senso di appartenenza territoriale.

Andrea Balìa
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud



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Ormai da un po’ di anni, in un misto d’orgoglio e tristezza, assolgo al dovere di ricordare che in data odierna di 111 anni fa lasciava la vita terrena nel carcere di Portoferraio il mio avo da ramo materno Carmine Crocco detto il “Donatelli” (e non l’inverso come erroneamente talvolta si dice), forse il capobrigante più famoso per le sue gesta passato alla storia come emblema del brigantaggio, fenomeno di resistenza postunitaria.

Catturato,processato,fu lasciato morire in carcere.
Da piccolo,in famiglia si raccontavano e ricordavano le sue imprese, sottraendole subito però alla curiosità di noi bambini, per un malinteso senso di minorità a parlare di cose tanto delicate, quasi da doverle sottacere. La verità può tardare, avere tempi lunghi, ma inevitabilmente arriva e reclama il conto.

Interessandomi di meridionalismo, da ormai 26 anni ho avuto modo di sapere, approfondire, avere informazioni da mio cugino Giovanni Crocco (stesso nome di mio nonno materno) che ne ha ricavate in quel di Rionero in Vulture (Pz), paesino della Basilicata natìo di Carmine Crocco, dove ricordo infatti mia madre Elisa Crocco con mio padre erano stati ”sfollati” in tempo di guerra, approfittando di residui di parentela.

E’ un’eredità di sicuro portatrice d’un suo peso ma anche di tanta fierezza per ciò che rappresenta : la resistenza indomita del popolo del Sud, all’occupazione, ai soprusi e ad un’unità, magari non discutibile nel suo fine ultimo, ma attuata in modo vessatorio e d’annessione con espropri e delitti e, cosa ancor più insopportabile, occultata nella sua verità storica.

Resta alto e fiero l’insegnamento di resistenza e lotta,quanto mai attuale, alle malefatte verso la nostra terra e la sua gente e l’anelito al riscatto, all’organizzazione, pur se con metodi democratici e pacifici, per la riappropriazione orgogliosa del senso di appartenenza territoriale.

Andrea Balìa
Vicepresidente Nazionale del Partito del Sud



domenica 27 dicembre 2015

Andrea Balia: A Napoli col Partito del Sud

https://www.youtube.com/watch?v=oDBTyBsqe_g

Video intervista su "Historia Regni" ad Andrea Balia, Vice Presidente nazionale del PdelSUD, sul Partito del Sud, le prossime elezioni e l'Amministrazione comunale...





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https://www.youtube.com/watch?v=oDBTyBsqe_g

Video intervista su "Historia Regni" ad Andrea Balia, Vice Presidente nazionale del PdelSUD, sul Partito del Sud, le prossime elezioni e l'Amministrazione comunale...





lunedì 4 agosto 2014

L'articolo di Agosto di Andrea Balìa su WebNapoli24.com - " La scelta di lasciare..."



La scelta di lasciare…

Scritto da  a
La scelta di lasciare…


Innanzitutto una premessa : nessun paragone che potrebbe sembrare eccessivo e fuori luogo, vista la popolarità e la risonanza mediatica di caratura mondiale del personaggio…
sarebbe come se nel calcio paragonassimo squadre di prima fascia da competizioni tipo Champions League con modeste formazioni da tornei amatoriali.

Ma l’esempio conta, e figure del genere servono con il loro comportamento quanto meno all’invito alla riflessione. Alto, incappucciato, col berretto e la pipa, quasi sempre a cavallo, comparve nel 1994 nel povero Chiapas dicendo : “questa è una rivoluzione, scusate il disturbo!”
Nemico giurato del neoliberismo, ironico, Gramsci e Che Guevara come suoi fari da lui dichiarati, amato dal Nobel Gabriel Garcia Marquez, generoso fino all’ultimo soldo in tasca per gli ultimi, i deboli e gli amici. Un intellettuale.

Dopo 20 anni lascia dichiarando : “ Sono solo un ologramma, e non sono più necessario, ma la lotta continua. Per ribellarsi e lottare non servono leader o capi, messìa o salvatori…c’è solo bisogno d’un po’ di vergogna, un tanto di dignità e molta organizzazione”. Orbene, nei tornei amatoriali di cui sopra del nostro “sudismo” ci sono altresì i presidentissimi vicini al trentennio, i capi o presunti leader sempre al loro posto, che il pensiero di lasciare non li sfiora nemmeno, pur essendo goderecciamente sempre intenti a disputare partite d’importanza molto ma molto relativa.

L’esempio del Sub Comandante Marcos non li sfiora. Sono anche loro degli ologrammi….ma d’un’altra specie….”ologrammi resistenti”.

Andrea Balìa


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La scelta di lasciare…

Scritto da  a
La scelta di lasciare…


Innanzitutto una premessa : nessun paragone che potrebbe sembrare eccessivo e fuori luogo, vista la popolarità e la risonanza mediatica di caratura mondiale del personaggio…
sarebbe come se nel calcio paragonassimo squadre di prima fascia da competizioni tipo Champions League con modeste formazioni da tornei amatoriali.

Ma l’esempio conta, e figure del genere servono con il loro comportamento quanto meno all’invito alla riflessione. Alto, incappucciato, col berretto e la pipa, quasi sempre a cavallo, comparve nel 1994 nel povero Chiapas dicendo : “questa è una rivoluzione, scusate il disturbo!”
Nemico giurato del neoliberismo, ironico, Gramsci e Che Guevara come suoi fari da lui dichiarati, amato dal Nobel Gabriel Garcia Marquez, generoso fino all’ultimo soldo in tasca per gli ultimi, i deboli e gli amici. Un intellettuale.

Dopo 20 anni lascia dichiarando : “ Sono solo un ologramma, e non sono più necessario, ma la lotta continua. Per ribellarsi e lottare non servono leader o capi, messìa o salvatori…c’è solo bisogno d’un po’ di vergogna, un tanto di dignità e molta organizzazione”. Orbene, nei tornei amatoriali di cui sopra del nostro “sudismo” ci sono altresì i presidentissimi vicini al trentennio, i capi o presunti leader sempre al loro posto, che il pensiero di lasciare non li sfiora nemmeno, pur essendo goderecciamente sempre intenti a disputare partite d’importanza molto ma molto relativa.

L’esempio del Sub Comandante Marcos non li sfiora. Sono anche loro degli ologrammi….ma d’un’altra specie….”ologrammi resistenti”.

Andrea Balìa


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martedì 17 giugno 2014

I profeti del giorno dopo

Scritto da   -

I profeti del giorno dopo
Interessarsi in modo serio di politica, fosse pur nel piccolo mondo sudista (non a caso bypassiamo il termine “meridionalista” che ci sembra inadeguato e altisonante per chi conosce l’etimologia della parola) prevede comunque doti di analisi, conoscenza di fatti e persone, e un minimo di capacità d’elaborare strategie e anche possibili previsioni. 
Analizzando ad esempio il fenomeno Lega è già da tempo, ma con un’accelerazione nella nuova linea dell’ultimo segretario Salvini, la volontà di questo soggetto di ampliare il proprio raggio d’azione anche al Sud, cercando sponde, accordi con formazioni territoriali meridionali. Il tutto con “incoraggiamenti” di vario tipo, non ultimo quello economico. 
La Lega, per sua matrice xenofoba ed alleanze vecchie ma in cantiere anche in questi giorni, ha il suo bacino di utenza e operatività nella destra. Conseguentemente in quest’area trova terreno fertile con associazioni e movimenti del Sud che hanno (al di là delle strumentali dichiarazioni d’equidistanza politica) il cuore battente da quella parte. Cadere dal pero oggi, per l’appunto come profeti di cose acclarate e già avvenute nei fatti, chiedendosi chi saranno gli infidi traditori, denota non conoscenza dell’area in cui ci si muove e l’inappropriatezza ed inopportunità di errate frequentazioni e l’inutilità di confronti, ipotesi collaborative e presunti dialoghi. 
Tra l’altro episodi similari d’accettazione di prebende e sostegni di vil pecunia fanno parte della storia di soggetti e formazioni avvezze a tale metodo, per cui chiedersi oggi chi a ciò dovesse prestarsi, o stupirsene quando poi sarà più palese dimostra la pochezza e la disattenzione del proprio operato. Altrettanto stupefacenti risultano le citazioni del pensiero di padri nobili del (quello sì) meridionalismo storico, usate solo per sminuire l’operato d’una parte politica e stranamente disattese come insegnamento per il proprio cammino in un’idea nobile, non separatista ma progettuale per un vero riscatto del Sud all’interno d’un paese realizzato veramente in una gestione equanime. Insomma, attori sapienti e attenti sono la medicina utile al meridione. Profeti del giorno dopo, stupidamente o in una non giustificata disinformazione, restano comparse strumentali solo a una inutile confusione.
Andrea Balìa
Fonte : www.webnapoli24.it

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Scritto da   -

I profeti del giorno dopo
Interessarsi in modo serio di politica, fosse pur nel piccolo mondo sudista (non a caso bypassiamo il termine “meridionalista” che ci sembra inadeguato e altisonante per chi conosce l’etimologia della parola) prevede comunque doti di analisi, conoscenza di fatti e persone, e un minimo di capacità d’elaborare strategie e anche possibili previsioni. 
Analizzando ad esempio il fenomeno Lega è già da tempo, ma con un’accelerazione nella nuova linea dell’ultimo segretario Salvini, la volontà di questo soggetto di ampliare il proprio raggio d’azione anche al Sud, cercando sponde, accordi con formazioni territoriali meridionali. Il tutto con “incoraggiamenti” di vario tipo, non ultimo quello economico. 
La Lega, per sua matrice xenofoba ed alleanze vecchie ma in cantiere anche in questi giorni, ha il suo bacino di utenza e operatività nella destra. Conseguentemente in quest’area trova terreno fertile con associazioni e movimenti del Sud che hanno (al di là delle strumentali dichiarazioni d’equidistanza politica) il cuore battente da quella parte. Cadere dal pero oggi, per l’appunto come profeti di cose acclarate e già avvenute nei fatti, chiedendosi chi saranno gli infidi traditori, denota non conoscenza dell’area in cui ci si muove e l’inappropriatezza ed inopportunità di errate frequentazioni e l’inutilità di confronti, ipotesi collaborative e presunti dialoghi. 
Tra l’altro episodi similari d’accettazione di prebende e sostegni di vil pecunia fanno parte della storia di soggetti e formazioni avvezze a tale metodo, per cui chiedersi oggi chi a ciò dovesse prestarsi, o stupirsene quando poi sarà più palese dimostra la pochezza e la disattenzione del proprio operato. Altrettanto stupefacenti risultano le citazioni del pensiero di padri nobili del (quello sì) meridionalismo storico, usate solo per sminuire l’operato d’una parte politica e stranamente disattese come insegnamento per il proprio cammino in un’idea nobile, non separatista ma progettuale per un vero riscatto del Sud all’interno d’un paese realizzato veramente in una gestione equanime. Insomma, attori sapienti e attenti sono la medicina utile al meridione. Profeti del giorno dopo, stupidamente o in una non giustificata disinformazione, restano comparse strumentali solo a una inutile confusione.
Andrea Balìa
Fonte : www.webnapoli24.it

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domenica 4 maggio 2014

Coppa Italia di calcio vinta meritatamente dal Napoli, in uno scenario vergognoso, tra episodi di grande gravità, con commenti di parte che, al solito, tendono a colpevolizzare solo i napoletani…


di  Andrea Balìa

Il Napoli calcio ha conquistato ieri sera a Roma la Coppa Italia in un incontro di grande qualità contro la Fiorentina. Serata macchiata da episodi di enorme gravità avvenuti fuori dello stadio prima della partita, dove tre tifosi napoletani sono stati colpiti da colpi di pistola d’un ultrà romano. Uno di loro, un ragazzo trentenne, è ancora in condizioni di pericolo per la sua vita e/o per le eventuali conseguenze. All’interno dello stadio s’è creato un clima di tensione che ha portato allo spostamento dell’orario d’inizio della gara di 45 minuti. Tutta la tifoseria azzurra aveva deciso di ammainare le proprie bandiere in attesa degli sviluppi. 

Una strana gestione dello svilupparsi degli eventi è stata messa in atto : nessun comunicato nello stadio che chiarisse un po’ l’accaduto o tendesse a tranquillizzare, strana attenzione data a un discutibile capo tifoso napoletano, e il tutto condito da discutibili commenti televisivi dove i tifosi napoletani sembravano passare da vittime a responsabili. Dalla curva viola i soliti beceri e razzisti cori anti Napoli inneggianti al Vesuvio, ma passati sotto traccia come un’abitudine cui rassegnarsi. Il Napoli calcisticamente ha poi vinto, ma l’unica preoccupazione dei commentatori televisivi è stata il sottolineare il presunto gran gioco della Fiorentina, che però guarda caso ha perso col risultato di 3 a 1! 

Nessuno ha detto che da giorni girava voce d’un eventuale attacco di ultrà della Roma contro i tifosi napoletani, cosa puntualmente accaduta e su cui in tanti oggi sembrano cadere dal pero….
Che poi l’immagine del truculento capo tifoso del Napoli sia negativa e preoccupante nessuno lo nega ( ma non tanto e non più di tanti tifosi d’altre squadre intravisti in video di altri incontri). 
Che l’invasione di campo finale sia sbagliata è altrettanto vero, ma è un modo di festeggiare errato ma vecchio quanto il mondo. 
Insomma : col capo tifoso ci hanno voluto parlare loro e da qua a far passare la tifoseria napoletana come frutto e preda della camorra, e il pistolero tifoso romano come un banale delinquente e i cori razzisti come cose ormai scontate, ce ne passa e non ci sembra un metodo equo e sereno d’affrontare i problemi che affliggono il calcio italiano. Quando dallo stadio milanese di San Siro volavano i motorini erano banali delinquenti, mentre tutta la tifoseria napoletana è assimilabile a quel capo tifoso e gli invasori di campo in cerca d’una scomposta euforia orde di barbari. 

Così andremo non tanto lontano e la nostra battaglia di meridionalisti risulta ancor più urgente e necessaria.

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di  Andrea Balìa

Il Napoli calcio ha conquistato ieri sera a Roma la Coppa Italia in un incontro di grande qualità contro la Fiorentina. Serata macchiata da episodi di enorme gravità avvenuti fuori dello stadio prima della partita, dove tre tifosi napoletani sono stati colpiti da colpi di pistola d’un ultrà romano. Uno di loro, un ragazzo trentenne, è ancora in condizioni di pericolo per la sua vita e/o per le eventuali conseguenze. All’interno dello stadio s’è creato un clima di tensione che ha portato allo spostamento dell’orario d’inizio della gara di 45 minuti. Tutta la tifoseria azzurra aveva deciso di ammainare le proprie bandiere in attesa degli sviluppi. 

Una strana gestione dello svilupparsi degli eventi è stata messa in atto : nessun comunicato nello stadio che chiarisse un po’ l’accaduto o tendesse a tranquillizzare, strana attenzione data a un discutibile capo tifoso napoletano, e il tutto condito da discutibili commenti televisivi dove i tifosi napoletani sembravano passare da vittime a responsabili. Dalla curva viola i soliti beceri e razzisti cori anti Napoli inneggianti al Vesuvio, ma passati sotto traccia come un’abitudine cui rassegnarsi. Il Napoli calcisticamente ha poi vinto, ma l’unica preoccupazione dei commentatori televisivi è stata il sottolineare il presunto gran gioco della Fiorentina, che però guarda caso ha perso col risultato di 3 a 1! 

Nessuno ha detto che da giorni girava voce d’un eventuale attacco di ultrà della Roma contro i tifosi napoletani, cosa puntualmente accaduta e su cui in tanti oggi sembrano cadere dal pero….
Che poi l’immagine del truculento capo tifoso del Napoli sia negativa e preoccupante nessuno lo nega ( ma non tanto e non più di tanti tifosi d’altre squadre intravisti in video di altri incontri). 
Che l’invasione di campo finale sia sbagliata è altrettanto vero, ma è un modo di festeggiare errato ma vecchio quanto il mondo. 
Insomma : col capo tifoso ci hanno voluto parlare loro e da qua a far passare la tifoseria napoletana come frutto e preda della camorra, e il pistolero tifoso romano come un banale delinquente e i cori razzisti come cose ormai scontate, ce ne passa e non ci sembra un metodo equo e sereno d’affrontare i problemi che affliggono il calcio italiano. Quando dallo stadio milanese di San Siro volavano i motorini erano banali delinquenti, mentre tutta la tifoseria napoletana è assimilabile a quel capo tifoso e gli invasori di campo in cerca d’una scomposta euforia orde di barbari. 

Così andremo non tanto lontano e la nostra battaglia di meridionalisti risulta ancor più urgente e necessaria.

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giovedì 13 settembre 2012

Dopo Bari : tra entusiasti, delusi, critiche sincere, corvi e altro…


Riceviamo e postiamo con condivisione questo bell'articolo di Andrea Balia....

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L’8 Settembre a Bari è stata, comunque la si veda, una data importante; per il Sud, i meridionali e i meridionalisti. Oseremmo dire uno spartiacque. L’occasione era la risposta di Pino Aprile ai movimenti e ai firmatari d’un appello che gli chiedeva di diventare il leader d’un movimento politico sintesi di varie espressioni meridionaliste : partiti, movimenti, associazioni e singole personalità e comuni cittadini. Tutti animati dall’esigenza d’avere una significativa rappresentatività politica per loro, per le loro organizzazioni, a difesa del Sud.
 Bisognava incontrarsi a Margherita di Savoia (Barletta) nella struttura balneare “Moby Dick” del proprietario Capacchione, anch’egli firmatario dell’appello. La cosa poi è virata sulla disponibilità del sindaco di Bari, Michele Emiliano, a concedere l’aula consiliare del comune capoluogo della Regione Puglia. La scelta ha avuto le sue ragioni : sito prestigioso e rappresentativo (quasi una prova di presenza ufficiale d’un Sud finalmente rappresentato politicamente), attenzione e visibilità mediatica decisamente superiore, la presenza assicurata di Michele Emiliano come politico importante e vicino al fervore meridionalista. E la cosa è andata proprio così : oltre 200 persone in sala e quelle più piccole attigue, giornalisti e Tv attenti a riprendere e intervistare Aprile, Emiliano, ecc…, collegamenti in Tv web streaming in diretta con picchi di circa 400 persone in collegamento per seguire l’evento.

 E allora? E allora Aprile , dopo una serie d’interventi di Marco Esposito, Ciano, Lino Patruno, dei leader dei 4 movimenti firmatari dell’appello, e di brevi altri interventi di altri singoli partecipanti, ha concluso col suo intervento finale : fonderà, molto a breve, un quotidiano politico del Sud, con un finanziatore + buona parte del ricavato dei suoi successi editoriali + azionariato popolare. Così intende dare il suo contributo per dare una voce politica e quotidiana (che oggi non c’è) al Sud, e dare voce al movimento politico che andrà a costruirsi. Emozione in sala da tagliare a fette, ovazione all’annuncio (tutti in piedi per almeno 5 minuti d’applausi).

 Questo, a grandi linee, il resoconto, ma come sempre c’è un dopo, con reazioni tra le più disparate tanto per non allontanarsi dal dna individualista italiano e in particolare meridionale. Chi è restato soddisfatto ed emozionato, chi è deluso, chi fa dei distinguo articolando sincere critiche, chi persegue il suo squallido lavoro di falco appollaiato (ma gli farà mai male il culo sempre piazzato sulle poltrone dietro ad un Pc?) con patetiche ironie espresse spesso anche sotto falsi nickname su social network come facebook (alla faccia del coraggio!), e così via….

 Noi crediamo che sia successo qualcosa d’importante per le seguenti ragioni :

 1) Il luogo era splendido e con una presenza significativa di partecipanti, una reception a verifica delle adesioni già preregistrate dei partecipanti, quindi un’organizzazione efficiente effettuata con la cortese disponibilità di signore iscritte al Partito del Sud; il collegamento streaming efficiente che ha dato a chi non è potuto esserci la possibilità di seguire in diretta i lavori;

2) La presenza, interessata e partecipe di Michele Emiliano, per tutte le oltre 3 ore dell’incontro, con un suo eccellente intervento, e la concreta possibilità ad esserci nella costruzione del movimento politico;

3) Un evento gestito con una presenza attenta, partecipe, e corretta di tutti, senza inutili polemiche e discorsi fumosi, cosa mai successa in tanti anni e tante riunioni;

4) Come ha detto Marco Esposito : “siamo partiti con un obiettivo e torniamo con 2 risultati”. Il movimento politico si costruirà (e già stiamo lavorando) e in più ci sarà una voce quotidiana nazionale che lo supporterà;

5) Il giornale – e qui mi perdonerà l’amico Mino Errico – ci servirà, eccome. Paragonarlo a “Il Sud” del compianto Roberto Maria Selvaggi è semplicistico : quello era un foglio settimanale di 2 pagine con 4 frontespizi (quando usciva, distribuito solo al Sud e in poche edicole). Lavoro meritorio, ci mancherebbe, ma che parlava solo di storia e piccolissimi accenni all’attualità, e in un momento storico diverso dove non c’era l’humus di oggi. Qui parliamo d’un quotidiano politico nazionale, distribuito ovunque, sul pezzo di giornata degli eventi politici che riguardano il nostro territorio con giornalisti del calibro di Aprile, Patruno, Esposito e altri, e a sostegno e cassa di risonanza d’un movimento politico nuovo per il Sud. In Italia ne esistono solo 6, più testate locali di proprietà non meridionali, che fanno cronaca di territorio (il ladro, la strada, ecc..) tipo “il Mattino” o “la Gazzetta del Mezzogiorno”. Scherziamo? Il paragone e il diverso peso d’utilità strumentale è improponibile;

6) Si dirà : ma l’appello ad Aprile non era di chiedergli di diventare il leader politico? Vero, ma il fare un giornale politico e a sostegno è il suo lavoro ed è un ruolo fortemente politico, se si ha una visione non così semplicistica e bottegaia! Poi c’è da dire che l’appello era volutamente provocatorio per stanare (in senso buono) Aprile. Lui da sempre è con noi tutti ma facendo solo lo scrittore. Si voleva un suo impegno con un ruolo. E se l’è preso, caricato, mettendoci anche un contributo economico, altro che “Aprile poi non era fesso”, come ho letto dal solito illuminato critico e rivoluzionario da tastiera!

7) Il movimento politico è già in costruzione, con la regia di coordinatore di Marco Esposito. Il buon Marco oltre ad essere al momento Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli (tra i più stimati, fattivi e illuminati) è persona di provata esperienza e risultati : giornalista economico di “la Repubblica”, “il Giornale” (quello di Montanelli), “il Mattino”, scrittore (col Vice Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella) del libro “Federalismo avvelenato” (sulle magagne del progetto federale della Lega Nord), ha molto merito e positivo coinvolgimento nelle regie dei successi e dell’avvento (in momenti diversi) dei vari Marco Rossi Doria, De Magistris, della partecipazione del Partito del Sud alle ultime amministrative, oltre che meridionalista di fede provata e dichiarata, ecc… quindi …

8) Nel costruendo movimento politico, oltre a noi, agli altri movimenti e associazioni che ci saranno, non è escluso e così improbabile l’avvento di altre personalità … ma per ora è meglio non vendere il gatto se non lo si ha ancora nel sacco… In conclusione diremmo che Bari è stato, senza ombra di smentita, l’evento più significativo, importante, e organizzato, e foriero d’ottime cose per il Sud a memoria d’uomo. Poi quelli dei numeri dopo l’estrazione, delle critiche a posteriori ma prima in un silenzio non partecipativo, dello stare comodamente alla finestra per poi pontificare, de “l’avevo detto io”, di “quando il popolo tutto avrà capito”, del tutto e subito, di “Roma o morte”, di “ma il signoraggio?”, di “ma non siete troppo a sinistra?”, “ma le cozze di Emiliano?”, e così via…davvero non sappiamo cosa farcene, cosa più rispondere, cosa mai si possa fare di buono con loro! Noi siamo della scuola “del fare”.
Quindi abbiamo nel conto la possibilità di poter sbagliare. Loro no, ma manco quella di poter produrre qualcosa di fattivo o credibile.

Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud .

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L’8 Settembre a Bari è stata, comunque la si veda, una data importante; per il Sud, i meridionali e i meridionalisti. Oseremmo dire uno spartiacque. L’occasione era la risposta di Pino Aprile ai movimenti e ai firmatari d’un appello che gli chiedeva di diventare il leader d’un movimento politico sintesi di varie espressioni meridionaliste : partiti, movimenti, associazioni e singole personalità e comuni cittadini. Tutti animati dall’esigenza d’avere una significativa rappresentatività politica per loro, per le loro organizzazioni, a difesa del Sud.
 Bisognava incontrarsi a Margherita di Savoia (Barletta) nella struttura balneare “Moby Dick” del proprietario Capacchione, anch’egli firmatario dell’appello. La cosa poi è virata sulla disponibilità del sindaco di Bari, Michele Emiliano, a concedere l’aula consiliare del comune capoluogo della Regione Puglia. La scelta ha avuto le sue ragioni : sito prestigioso e rappresentativo (quasi una prova di presenza ufficiale d’un Sud finalmente rappresentato politicamente), attenzione e visibilità mediatica decisamente superiore, la presenza assicurata di Michele Emiliano come politico importante e vicino al fervore meridionalista. E la cosa è andata proprio così : oltre 200 persone in sala e quelle più piccole attigue, giornalisti e Tv attenti a riprendere e intervistare Aprile, Emiliano, ecc…, collegamenti in Tv web streaming in diretta con picchi di circa 400 persone in collegamento per seguire l’evento.

 E allora? E allora Aprile , dopo una serie d’interventi di Marco Esposito, Ciano, Lino Patruno, dei leader dei 4 movimenti firmatari dell’appello, e di brevi altri interventi di altri singoli partecipanti, ha concluso col suo intervento finale : fonderà, molto a breve, un quotidiano politico del Sud, con un finanziatore + buona parte del ricavato dei suoi successi editoriali + azionariato popolare. Così intende dare il suo contributo per dare una voce politica e quotidiana (che oggi non c’è) al Sud, e dare voce al movimento politico che andrà a costruirsi. Emozione in sala da tagliare a fette, ovazione all’annuncio (tutti in piedi per almeno 5 minuti d’applausi).

 Questo, a grandi linee, il resoconto, ma come sempre c’è un dopo, con reazioni tra le più disparate tanto per non allontanarsi dal dna individualista italiano e in particolare meridionale. Chi è restato soddisfatto ed emozionato, chi è deluso, chi fa dei distinguo articolando sincere critiche, chi persegue il suo squallido lavoro di falco appollaiato (ma gli farà mai male il culo sempre piazzato sulle poltrone dietro ad un Pc?) con patetiche ironie espresse spesso anche sotto falsi nickname su social network come facebook (alla faccia del coraggio!), e così via….

 Noi crediamo che sia successo qualcosa d’importante per le seguenti ragioni :

 1) Il luogo era splendido e con una presenza significativa di partecipanti, una reception a verifica delle adesioni già preregistrate dei partecipanti, quindi un’organizzazione efficiente effettuata con la cortese disponibilità di signore iscritte al Partito del Sud; il collegamento streaming efficiente che ha dato a chi non è potuto esserci la possibilità di seguire in diretta i lavori;

2) La presenza, interessata e partecipe di Michele Emiliano, per tutte le oltre 3 ore dell’incontro, con un suo eccellente intervento, e la concreta possibilità ad esserci nella costruzione del movimento politico;

3) Un evento gestito con una presenza attenta, partecipe, e corretta di tutti, senza inutili polemiche e discorsi fumosi, cosa mai successa in tanti anni e tante riunioni;

4) Come ha detto Marco Esposito : “siamo partiti con un obiettivo e torniamo con 2 risultati”. Il movimento politico si costruirà (e già stiamo lavorando) e in più ci sarà una voce quotidiana nazionale che lo supporterà;

5) Il giornale – e qui mi perdonerà l’amico Mino Errico – ci servirà, eccome. Paragonarlo a “Il Sud” del compianto Roberto Maria Selvaggi è semplicistico : quello era un foglio settimanale di 2 pagine con 4 frontespizi (quando usciva, distribuito solo al Sud e in poche edicole). Lavoro meritorio, ci mancherebbe, ma che parlava solo di storia e piccolissimi accenni all’attualità, e in un momento storico diverso dove non c’era l’humus di oggi. Qui parliamo d’un quotidiano politico nazionale, distribuito ovunque, sul pezzo di giornata degli eventi politici che riguardano il nostro territorio con giornalisti del calibro di Aprile, Patruno, Esposito e altri, e a sostegno e cassa di risonanza d’un movimento politico nuovo per il Sud. In Italia ne esistono solo 6, più testate locali di proprietà non meridionali, che fanno cronaca di territorio (il ladro, la strada, ecc..) tipo “il Mattino” o “la Gazzetta del Mezzogiorno”. Scherziamo? Il paragone e il diverso peso d’utilità strumentale è improponibile;

6) Si dirà : ma l’appello ad Aprile non era di chiedergli di diventare il leader politico? Vero, ma il fare un giornale politico e a sostegno è il suo lavoro ed è un ruolo fortemente politico, se si ha una visione non così semplicistica e bottegaia! Poi c’è da dire che l’appello era volutamente provocatorio per stanare (in senso buono) Aprile. Lui da sempre è con noi tutti ma facendo solo lo scrittore. Si voleva un suo impegno con un ruolo. E se l’è preso, caricato, mettendoci anche un contributo economico, altro che “Aprile poi non era fesso”, come ho letto dal solito illuminato critico e rivoluzionario da tastiera!

7) Il movimento politico è già in costruzione, con la regia di coordinatore di Marco Esposito. Il buon Marco oltre ad essere al momento Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli (tra i più stimati, fattivi e illuminati) è persona di provata esperienza e risultati : giornalista economico di “la Repubblica”, “il Giornale” (quello di Montanelli), “il Mattino”, scrittore (col Vice Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella) del libro “Federalismo avvelenato” (sulle magagne del progetto federale della Lega Nord), ha molto merito e positivo coinvolgimento nelle regie dei successi e dell’avvento (in momenti diversi) dei vari Marco Rossi Doria, De Magistris, della partecipazione del Partito del Sud alle ultime amministrative, oltre che meridionalista di fede provata e dichiarata, ecc… quindi …

8) Nel costruendo movimento politico, oltre a noi, agli altri movimenti e associazioni che ci saranno, non è escluso e così improbabile l’avvento di altre personalità … ma per ora è meglio non vendere il gatto se non lo si ha ancora nel sacco… In conclusione diremmo che Bari è stato, senza ombra di smentita, l’evento più significativo, importante, e organizzato, e foriero d’ottime cose per il Sud a memoria d’uomo. Poi quelli dei numeri dopo l’estrazione, delle critiche a posteriori ma prima in un silenzio non partecipativo, dello stare comodamente alla finestra per poi pontificare, de “l’avevo detto io”, di “quando il popolo tutto avrà capito”, del tutto e subito, di “Roma o morte”, di “ma il signoraggio?”, di “ma non siete troppo a sinistra?”, “ma le cozze di Emiliano?”, e così via…davvero non sappiamo cosa farcene, cosa più rispondere, cosa mai si possa fare di buono con loro! Noi siamo della scuola “del fare”.
Quindi abbiamo nel conto la possibilità di poter sbagliare. Loro no, ma manco quella di poter produrre qualcosa di fattivo o credibile.

Andrea Balìa co/segretario nazionale del Partito del Sud .

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venerdì 17 agosto 2012

Merlo del "Venerdì" di "la Repubblica" ci risponde. Il nostro commento...


due settimane fa sull'allegato "il Venerdì" de "la Repubblica", il giornalista Merlo scrisse un pezzo sui tatuaggi molto interessante, ma dove ci infilò un pò di solita retorica antimeridionale su d'una presunta volgarità napoletana che tenderebbe ad infettare l'Italia. Protestammo con un nostro scritto che inviammo alla redazione e ci fu scritto che oggi, in data 17 Agosto, egli ci avrebbe risposto. E infatti la risposta è giunta, così come la nostra controrisposta che gli abbiamo già inviato.
Pubblichiamo qui il tutto :




"NAPOLI E I TATATUAGGI RICORDANDO CROCE"

Caro Balìa, rispondo a lei, a tutti gli amici napoletani, e anche a quei quattro scalmanati con la coda di paglia che degradano il Campanile alla più bieca delle curve da stadio, non cittadini ma tifosi ultrà. Io sono siciliano, con la gioia d'essere figlio di una napoletana, e dunque non ho certo bisogno di fare retorica meridionalista e partenopea, e di ricordare che napoletana la sola aristocrazia europea d'Italia, che è meridionale la lingua italiana, per non parlare della buona cucina, del buon gusto, della cultura, sia raffinata e sia popolare, pernacchia compresa. Come si vede, io non sono neppure refrattario ad un sano campanilismo, forse perchè non ho la fortuna di vivere a Napoli e perciò di stancarmene. Ma la radicata idea che espressionismo creativo e volgarità siano molto meridionali e dunque napoletani non è solo pregiudizio, altrimenti Napoli non sarebbe la città delle esagerazioni : letterarie come Gomorra, artistiche come  Eduardo e come Garrone, politiche come Bassolino De Magistris, neomelodiche come Gigi D'Alessio, criminali come i Casalesi, comiche come Totò...Benedetto Croce diceva che Napoli è il "paradiso abitato da diavoli". Questo giudizio, che Croce deduceva da secoli di  storia e di vita artistica e letteraria, è un tatuaggio indelebile sul corpo di Napoli, falso e al tempo stesso vero come tutti i tatuaggi, anzi <>.
Francesco Merlo 


la nostra "controrisposta" :

Egregio Merlo,
apprezzo e ringrazio per la sua risposta.
La quale, pur volendo smarcarsi da una retorica antimeridionale, nei fatti la conferma. Lei cita Croce, monumento della nostra letteratura, ma il buon Don Benedetto scrisse il famoso "Regno di Napoli", dove preferì dedicare 2 terzi del libro a pallosissime spiegazioni d'intrecci dinastici e manco un rigo al brigantaggio e a quei morti (diverse migliaia) causate dal processo unitario. Liquidò tutto con l'ineluttabilità che quell'unità avvenisse, sorvolando su metodi e conseguenze. Quindi anche Croce non è la bibbia e il suo "paradiso abitato da diavoli" è pieno di pregiudizi e luoghi comuni. I napoletani sono quel che sono, forse eccessivi come Lei dice, ma niente di più e quel suo "volgari" mi conceda è gratuito e pressapochista. Anche Bocca era un grande, tranne quando parlava di Sud, dove ci sarebbero voluti gli scappellotti (come si fa con i bambini) ogni volta che dissertava (puro eufemismo!) di Meridione! Sono convinto che Lei essendo siciliano non è antimeridionale (altrimenti sarebbe molto preoccupante), ma ciò che dice è comunque in quel senso diffuso di pregiudizi gratuiti che poi determinano quel che Lei chiama "tifo da curva".
Fuor d'ogni intenzione trascinarLa in una diatriba epistolare, ma tant'è....
Cordialmente

Andrea Balìa


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due settimane fa sull'allegato "il Venerdì" de "la Repubblica", il giornalista Merlo scrisse un pezzo sui tatuaggi molto interessante, ma dove ci infilò un pò di solita retorica antimeridionale su d'una presunta volgarità napoletana che tenderebbe ad infettare l'Italia. Protestammo con un nostro scritto che inviammo alla redazione e ci fu scritto che oggi, in data 17 Agosto, egli ci avrebbe risposto. E infatti la risposta è giunta, così come la nostra controrisposta che gli abbiamo già inviato.
Pubblichiamo qui il tutto :




"NAPOLI E I TATATUAGGI RICORDANDO CROCE"

Caro Balìa, rispondo a lei, a tutti gli amici napoletani, e anche a quei quattro scalmanati con la coda di paglia che degradano il Campanile alla più bieca delle curve da stadio, non cittadini ma tifosi ultrà. Io sono siciliano, con la gioia d'essere figlio di una napoletana, e dunque non ho certo bisogno di fare retorica meridionalista e partenopea, e di ricordare che napoletana la sola aristocrazia europea d'Italia, che è meridionale la lingua italiana, per non parlare della buona cucina, del buon gusto, della cultura, sia raffinata e sia popolare, pernacchia compresa. Come si vede, io non sono neppure refrattario ad un sano campanilismo, forse perchè non ho la fortuna di vivere a Napoli e perciò di stancarmene. Ma la radicata idea che espressionismo creativo e volgarità siano molto meridionali e dunque napoletani non è solo pregiudizio, altrimenti Napoli non sarebbe la città delle esagerazioni : letterarie come Gomorra, artistiche come  Eduardo e come Garrone, politiche come Bassolino De Magistris, neomelodiche come Gigi D'Alessio, criminali come i Casalesi, comiche come Totò...Benedetto Croce diceva che Napoli è il "paradiso abitato da diavoli". Questo giudizio, che Croce deduceva da secoli di  storia e di vita artistica e letteraria, è un tatuaggio indelebile sul corpo di Napoli, falso e al tempo stesso vero come tutti i tatuaggi, anzi <>.
Francesco Merlo 


la nostra "controrisposta" :

Egregio Merlo,
apprezzo e ringrazio per la sua risposta.
La quale, pur volendo smarcarsi da una retorica antimeridionale, nei fatti la conferma. Lei cita Croce, monumento della nostra letteratura, ma il buon Don Benedetto scrisse il famoso "Regno di Napoli", dove preferì dedicare 2 terzi del libro a pallosissime spiegazioni d'intrecci dinastici e manco un rigo al brigantaggio e a quei morti (diverse migliaia) causate dal processo unitario. Liquidò tutto con l'ineluttabilità che quell'unità avvenisse, sorvolando su metodi e conseguenze. Quindi anche Croce non è la bibbia e il suo "paradiso abitato da diavoli" è pieno di pregiudizi e luoghi comuni. I napoletani sono quel che sono, forse eccessivi come Lei dice, ma niente di più e quel suo "volgari" mi conceda è gratuito e pressapochista. Anche Bocca era un grande, tranne quando parlava di Sud, dove ci sarebbero voluti gli scappellotti (come si fa con i bambini) ogni volta che dissertava (puro eufemismo!) di Meridione! Sono convinto che Lei essendo siciliano non è antimeridionale (altrimenti sarebbe molto preoccupante), ma ciò che dice è comunque in quel senso diffuso di pregiudizi gratuiti che poi determinano quel che Lei chiama "tifo da curva".
Fuor d'ogni intenzione trascinarLa in una diatriba epistolare, ma tant'è....
Cordialmente

Andrea Balìa


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domenica 5 giugno 2011

Il nostro punto di vista sulle diatribe post-elettorali

La scelta del Partito del Sud , accettando un invito, a schierarsi con la coalizione che ha sostenuto Luigi de Magistris nella sua vittoriosa battaglia che lo ha portato a conquistare la carica di Sindaco di Napoli, è determinata dalla consapevolezza - in attesa di eventuali, sfolgoranti e spendidi indipendentismi e separatismi - di dover entrare, esserci, condizionare, difenderci, prima che ci trovino "stecchiti" dalle politiche di questo governo (Lega + Centrodestra) che si è connotato come il più anti-meridionale dell'era repubblicana.

DICIAMOLA TUTTA!

Come ha già scritto, con estrema serenità Zenone di Elea sul sito www..eleaml.org, continuano le diatribe sulla competizione elettorale da poco conclusa da parti diverse del meridionalismo. L’analisi, e mi tocca ripeterlo, è condotta con saggezza cercando d’evidenziare i vari punti di vista. Un’unica precisazione : manca la tempistica delle stesse. Mi spiego meglio : se uno dicesse una cosa ed uno un’altra non ci sarebbero problemi e le considerazioni tranquillamente critiche sarebbero inappuntabili. Purtroppo non è andata così :

1) ognuno ha fatto la sua scelta e, tranne piccoli e comprensibili reciproci malumori, all’inizio tutto o.k. a grandi linee;

2) le elezioni a Napoli hanno determinato un ballottaggio, qualcuno è rimasto fuori, ha perso qualche candidato (per problemi legali) e qualche partner, inizialmente duro e puro, s’è affrettato a schierarsi con uno dei due contendenti. Lo si sapeva da sempre dove batteva il suo cuore, ma solo chi è rimasto orfano è sembrato cadere dal pero, affrettandosi a dissociarsi. Qualcun altro, come noi del PdSud, ha raccolto quel che poteva (comunque di più) in soli 16 giorni di campagna elettorale (senza soldi e manifesti), ma s’è trovato con uno dei due al ballottaggio, e da lui trattato con invariata dignità e rispetto, nonostante il risultato esiguo. Qualcun altro ancora, da sempre senza vocazioni politiche, ha iniziato il suo attacco fatto d’ironie, delegittimazioni, e tutto il resto nei nostri confronti; la cecità, dettata forse da un po’ d’invidia, non fa leggere il peso politico di risultato, presenza, visibilità che abbiamo ottenuto, oltre alla opportunità che riceveremo di collaborare in termini che si stanno stabilendo con la nuova giunta di de Magistris; fare il solo calcoletto dei voti significa dare una valenza unicamente elettorale alla nostra scelta e partecipazione;

3) il buon senso consiglierebbe sempre il silenzio ed il motto “non ti curar di loro”, e invece – molto umanamente – uno s’incazza e risponde.

Quindi non è stato un normale e criticabile rintuzzarsi opinioni diverse, ma semplicemente un difendersi da attacchi violenti che t’aspetti frontalmente dal tuo nemico e non alle spalle da chi ritieni in gran parte amico e con molti punti in comune almeno dal punto di vista della rilettura storica. Il tempo dirà se il procedere del Partito del Sud sia quello esatto, ma desidereremmo esprimere un concetto : rispetto per le scelte di ognuno e non ci sentirete mai attaccare per primi. Certo, pur non volendolo, talvolta potrà scapparci di rispondere, ma sempre se attaccati. Una cosa ci conforta : mai ricevuta tanta attenzione che ci fa presumere che la nostra strategia evidentemente sta acquisendo un, pur se ancora limitato, peso.

Andrea Balìa

p.s. : la nostra posizione è sempre quella che tanto piace a Zenone, con una precisazione : noi abbiamo un sol paletto che è quello di non andare e volere niente a che fare con la Lega e con chi si allea con essa, come questo centrodestra. Là non ci troverete mai. Vi rassicuriamo in merito.

Fonte: Partito del Sud - Napoli


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La scelta del Partito del Sud , accettando un invito, a schierarsi con la coalizione che ha sostenuto Luigi de Magistris nella sua vittoriosa battaglia che lo ha portato a conquistare la carica di Sindaco di Napoli, è determinata dalla consapevolezza - in attesa di eventuali, sfolgoranti e spendidi indipendentismi e separatismi - di dover entrare, esserci, condizionare, difenderci, prima che ci trovino "stecchiti" dalle politiche di questo governo (Lega + Centrodestra) che si è connotato come il più anti-meridionale dell'era repubblicana.

DICIAMOLA TUTTA!

Come ha già scritto, con estrema serenità Zenone di Elea sul sito www..eleaml.org, continuano le diatribe sulla competizione elettorale da poco conclusa da parti diverse del meridionalismo. L’analisi, e mi tocca ripeterlo, è condotta con saggezza cercando d’evidenziare i vari punti di vista. Un’unica precisazione : manca la tempistica delle stesse. Mi spiego meglio : se uno dicesse una cosa ed uno un’altra non ci sarebbero problemi e le considerazioni tranquillamente critiche sarebbero inappuntabili. Purtroppo non è andata così :

1) ognuno ha fatto la sua scelta e, tranne piccoli e comprensibili reciproci malumori, all’inizio tutto o.k. a grandi linee;

2) le elezioni a Napoli hanno determinato un ballottaggio, qualcuno è rimasto fuori, ha perso qualche candidato (per problemi legali) e qualche partner, inizialmente duro e puro, s’è affrettato a schierarsi con uno dei due contendenti. Lo si sapeva da sempre dove batteva il suo cuore, ma solo chi è rimasto orfano è sembrato cadere dal pero, affrettandosi a dissociarsi. Qualcun altro, come noi del PdSud, ha raccolto quel che poteva (comunque di più) in soli 16 giorni di campagna elettorale (senza soldi e manifesti), ma s’è trovato con uno dei due al ballottaggio, e da lui trattato con invariata dignità e rispetto, nonostante il risultato esiguo. Qualcun altro ancora, da sempre senza vocazioni politiche, ha iniziato il suo attacco fatto d’ironie, delegittimazioni, e tutto il resto nei nostri confronti; la cecità, dettata forse da un po’ d’invidia, non fa leggere il peso politico di risultato, presenza, visibilità che abbiamo ottenuto, oltre alla opportunità che riceveremo di collaborare in termini che si stanno stabilendo con la nuova giunta di de Magistris; fare il solo calcoletto dei voti significa dare una valenza unicamente elettorale alla nostra scelta e partecipazione;

3) il buon senso consiglierebbe sempre il silenzio ed il motto “non ti curar di loro”, e invece – molto umanamente – uno s’incazza e risponde.

Quindi non è stato un normale e criticabile rintuzzarsi opinioni diverse, ma semplicemente un difendersi da attacchi violenti che t’aspetti frontalmente dal tuo nemico e non alle spalle da chi ritieni in gran parte amico e con molti punti in comune almeno dal punto di vista della rilettura storica. Il tempo dirà se il procedere del Partito del Sud sia quello esatto, ma desidereremmo esprimere un concetto : rispetto per le scelte di ognuno e non ci sentirete mai attaccare per primi. Certo, pur non volendolo, talvolta potrà scapparci di rispondere, ma sempre se attaccati. Una cosa ci conforta : mai ricevuta tanta attenzione che ci fa presumere che la nostra strategia evidentemente sta acquisendo un, pur se ancora limitato, peso.

Andrea Balìa

p.s. : la nostra posizione è sempre quella che tanto piace a Zenone, con una precisazione : noi abbiamo un sol paletto che è quello di non andare e volere niente a che fare con la Lega e con chi si allea con essa, come questo centrodestra. Là non ci troverete mai. Vi rassicuriamo in merito.

Fonte: Partito del Sud - Napoli


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sabato 2 aprile 2011

Comitato elettorale Comunali di Napoli



COMUNICATO COSTITUZIONE COMITATO ELETTORALE

Elezioni Comunali di Napoli


E' costituito il Comitato Elettorale del PARTITO DEL SUD per le elezioni comunali di Napoli.


Il Presidente Responsabile del Comitato è :

il dott. Emiddio De Franciscis di Casanova


il Comitato è costituito da :


- Emiddio De Franciscis di Casanova

tel. 335 6667952 e mail : emiddio.defranciscis@virgilio.it


- Francesco Menna

tel. 320 3813424 e mail : microbioprobe@fastwebnet.it


- Ivan Esposito

tel. 338 9045670 e mail : 1491974@gmail.com


E' possibile rivolgersi alle sopraindicate persone per informazioni, sostegno, collaborazione, iniziative, firme, candidati, ecc...per l'organizzazione della partecipazione del Partito del Sud alla competizione elettorale della nostra lista a sostegno della candidatura a Sindaco di Napoli di LUIGI DE MAGISTRIS.

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COMUNICATO COSTITUZIONE COMITATO ELETTORALE

Elezioni Comunali di Napoli


E' costituito il Comitato Elettorale del PARTITO DEL SUD per le elezioni comunali di Napoli.


Il Presidente Responsabile del Comitato è :

il dott. Emiddio De Franciscis di Casanova


il Comitato è costituito da :


- Emiddio De Franciscis di Casanova

tel. 335 6667952 e mail : emiddio.defranciscis@virgilio.it


- Francesco Menna

tel. 320 3813424 e mail : microbioprobe@fastwebnet.it


- Ivan Esposito

tel. 338 9045670 e mail : 1491974@gmail.com


E' possibile rivolgersi alle sopraindicate persone per informazioni, sostegno, collaborazione, iniziative, firme, candidati, ecc...per l'organizzazione della partecipazione del Partito del Sud alla competizione elettorale della nostra lista a sostegno della candidatura a Sindaco di Napoli di LUIGI DE MAGISTRIS.

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giovedì 31 marzo 2011

IL PARTITO DEL SUD ALLE COMUNALI DI NAPOLI


Il Partito del Sud sarà presente alla prossima competizione elettorale delle comunali di Napoli, per l’elezione del nuovo sindaco, con una propria lista, con propri candidati e col proprio simbolo a sostegno della candidatura di Luigi De Magistris.

Definito l’accordo con il magistrato, al momento parlamentare europeo, fieri ed orgogliosi di rappresentare i valori del neo meridionalismo a fianco dell’unico candidato che rappresenta il nuovo e la credibilità di competenza, legalità, onestà ed efficienza in questa sfida.

Luigi De Magistris sarà presente con una sua lista civica dalla titolazione “Napoli è tua”, che vuole rompere con le esperienze negative d’un centrodestra legato a vecchie logiche di gestione di stampo “cosentiniano”, e con le negative e dannose esperienze perpetrate a lungo dal centrosinistra.

Il Partito del Sud darà inoltre il suo contributo anche alla definizione del programma economico della coalizione.

Invitiamo sin d’ora tutti i meridionali, fieri della loro appartenenza storica e fuori da velleitarismi d’improduttivo isolazionismo, a collaborare e sostenere la lista del Partito del Sud e Luigi De Magistris.

Partito del Sud - Napoli

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Il Partito del Sud sarà presente alla prossima competizione elettorale delle comunali di Napoli, per l’elezione del nuovo sindaco, con una propria lista, con propri candidati e col proprio simbolo a sostegno della candidatura di Luigi De Magistris.

Definito l’accordo con il magistrato, al momento parlamentare europeo, fieri ed orgogliosi di rappresentare i valori del neo meridionalismo a fianco dell’unico candidato che rappresenta il nuovo e la credibilità di competenza, legalità, onestà ed efficienza in questa sfida.

Luigi De Magistris sarà presente con una sua lista civica dalla titolazione “Napoli è tua”, che vuole rompere con le esperienze negative d’un centrodestra legato a vecchie logiche di gestione di stampo “cosentiniano”, e con le negative e dannose esperienze perpetrate a lungo dal centrosinistra.

Il Partito del Sud darà inoltre il suo contributo anche alla definizione del programma economico della coalizione.

Invitiamo sin d’ora tutti i meridionali, fieri della loro appartenenza storica e fuori da velleitarismi d’improduttivo isolazionismo, a collaborare e sostenere la lista del Partito del Sud e Luigi De Magistris.

Partito del Sud - Napoli

venerdì 4 marzo 2011

NAPOLI, A PALAZZO VENEZIA Aperitivo con i Briganti : falsi eroi o semplicemente vincitori?

CHIARA CURIONE

CHIARA CURIONE

Sabato 12 febbraio 2011 a Napoli, presso Palazzo Venezia si è tenuta la presentazione del libro “Un Eroe Dalla Parte Sbagliata”(Besa editrice – 130 p.p. – Euro 11,00) dell’autrice barese Chiara Curione.
L’evento, che ha aperto una serie di appuntamenti che la testata “Il Brigante” dedicherà ai temi che da oltre dieci anni difende e diffonde, è stato introdotto e moderato dal suo direttore e fondatore Gino Giammarino. Nel suo intervento introduttivo il moderatore ha colto la palla al balzo per far riflettere i presenti sul fatto che non sempre gli eroi sono coloro che vincono (come ci vorrebbe far credere chi continua ad avallare la storiella dell’unità e dei fratelli d’Italia), bensì coloro che decidono di lottare per un ideale o per riconquistare una libertà rubata e nascosta dalle menzogne, proprio come fecero allora i cosìddetti Briganti.

Il libro tratta la storia di un bambino conteso tra i nonni: la nonna materna, milanese, e quelli paterni, pugliesi; proprio questi ultimi raccontano al bambino la storia di un loro antenato che dopo aver combattuto come sergente a fianco dei Garibaldini, capita la truffa, abbandonò tutto per schierarsi con i borbonici tra le bande dei Briganti. Un riuscito espediente letterario per passare ai ragazzi nelle scuole la vera storia del Sergente Pasquale Romano, personaggio dalla grande dignità ed animato da ansia di riscatto oltre alle capacità militari che è facile immaginare.

_NAA1139 (1)_NAA1297Amovimentare il dibattito sono stati una serie di ospiti tanto brillanti quanto disomogenei: il preparatissimo scrittore Vincenzo Martongelli, capace di affascinare il pubblico con voli pindarici ed intuizioni geniali, Andrea Balìa esponente del “Partito Del Sud” e particolarmente toccato dal romanzo per la somiglianza con il suo passato in quanto discendente per parte di madre anche egli dalla famiglia di un noto Brigante, Carmine Crocco, e, infine, daAntonio Salvia in rappresentanza di“Insieme per la Rinascita”, movimento molto attivo e determinato a spronare particolarmente i giovani contro i soprusi del nord. In più, una serie di sollecitazioni, anche polemiche, dal pubblico hanno contribuito a rendere l’incontro vivace e stimolante.

_NAA1203Poi, tutti nello splendido cortile-terrazzo di Palazzo Venezia, ospiti diGennaro e Cristina Buccino, squisiti padroni di casa, per sorseggiare un aperitivo, acquistare il libro, farsi firmare la dedica come da rituale e stare un po’ insieme per un po’ di sane pub





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CHIARA CURIONE

CHIARA CURIONE

Sabato 12 febbraio 2011 a Napoli, presso Palazzo Venezia si è tenuta la presentazione del libro “Un Eroe Dalla Parte Sbagliata”(Besa editrice – 130 p.p. – Euro 11,00) dell’autrice barese Chiara Curione.
L’evento, che ha aperto una serie di appuntamenti che la testata “Il Brigante” dedicherà ai temi che da oltre dieci anni difende e diffonde, è stato introdotto e moderato dal suo direttore e fondatore Gino Giammarino. Nel suo intervento introduttivo il moderatore ha colto la palla al balzo per far riflettere i presenti sul fatto che non sempre gli eroi sono coloro che vincono (come ci vorrebbe far credere chi continua ad avallare la storiella dell’unità e dei fratelli d’Italia), bensì coloro che decidono di lottare per un ideale o per riconquistare una libertà rubata e nascosta dalle menzogne, proprio come fecero allora i cosìddetti Briganti.

Il libro tratta la storia di un bambino conteso tra i nonni: la nonna materna, milanese, e quelli paterni, pugliesi; proprio questi ultimi raccontano al bambino la storia di un loro antenato che dopo aver combattuto come sergente a fianco dei Garibaldini, capita la truffa, abbandonò tutto per schierarsi con i borbonici tra le bande dei Briganti. Un riuscito espediente letterario per passare ai ragazzi nelle scuole la vera storia del Sergente Pasquale Romano, personaggio dalla grande dignità ed animato da ansia di riscatto oltre alle capacità militari che è facile immaginare.

_NAA1139 (1)_NAA1297Amovimentare il dibattito sono stati una serie di ospiti tanto brillanti quanto disomogenei: il preparatissimo scrittore Vincenzo Martongelli, capace di affascinare il pubblico con voli pindarici ed intuizioni geniali, Andrea Balìa esponente del “Partito Del Sud” e particolarmente toccato dal romanzo per la somiglianza con il suo passato in quanto discendente per parte di madre anche egli dalla famiglia di un noto Brigante, Carmine Crocco, e, infine, daAntonio Salvia in rappresentanza di“Insieme per la Rinascita”, movimento molto attivo e determinato a spronare particolarmente i giovani contro i soprusi del nord. In più, una serie di sollecitazioni, anche polemiche, dal pubblico hanno contribuito a rendere l’incontro vivace e stimolante.

_NAA1203Poi, tutti nello splendido cortile-terrazzo di Palazzo Venezia, ospiti diGennaro e Cristina Buccino, squisiti padroni di casa, per sorseggiare un aperitivo, acquistare il libro, farsi firmare la dedica come da rituale e stare un po’ insieme per un po’ di sane pub





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lunedì 14 febbraio 2011

Intervista a Andrea Balìa su "la Discussione" di Domenica 13 /02/2011

domenica/lunedì
13/14 febbraio
2011
la Discussione
pag. 7

Utile raccontare ciò che accadde
Andrea Balia, vicepresidente del Partito
del Sud, “condannato” ad essere italiano



Per leggere fare click sull'immagine


La presa di Gaeta di cui quest’annoè il 150esimo anniversario è il ricordo di un giorno fausto o nefasto?

Il 13 febbraio del 1861 fu una giornata nefasta che decretò la fine del regno borbonico e l’inizio di una storia e di una storiografia che non fu onesta nel descrivere la realtà del Meridione. La fortezza quel giorno continuò ad essere bombardata dal generale Cialdini anche se Vittorio Emanuele II e Francesco II stavano firmando gli accordi di pace. I danni subiti da Gaeta furono tali che lo stesso re d’Italia si impegnò a risarcire la città. Nel 2008 l’attuale sindacodi Gaeta eletto con l’appoggio di una lista civica e del Partito del Sud, ha intentato una causa contro la dinastia dei Savoia per chiedere il risarcimentodei danni subiti durante l’assedio del 1861 come aveva promesso, ma non mantenuto, Vittorio Emanuele II.

Le Monde dedicò una pagina alla notizia. La stampa italiana la ridicolizzò o la ignorò. Perché secondo lei?

Devo risponderle con una frase fatta: la storia la scrivono i vincitori e i piemontesi la scrissero dimenticando per esempio che nel 1856, cinque anni primadell’annessione allo Stato sabaudo, il regno borbonico era al terzo posto nella classifica delle nazioni europee più sviluppate e che il generale Cialdini, per le sue cruente azioni militari, fu considerato dalla stampa europea dell’epoca un criminale di guerra. In molte città del Sud, tuttavia, ci sono strade a lui intitolate. È come se gli ebrei vivessero in città con viali dedicati a Hitler.

Il suo sembrerebbe un represso sentimento anti-italiano.

Non sono anti-italiano e non lo è il Partito del Sud. Noi però riconosciamo l’Italia del1946, non quella del 1861. Gramsci del resto scrisse che «lo stato italiano è una feroce e cruenta dittatura
che ha messo a ferro e fuoco il Meridione squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti». Anche riguardo alla storia del Sud latifondista va detto che il latifondo fu ripristinato dai Savoia.

Il suo partito sostiene che l’emigrazione è un fenomeno post-unitario, conseguenza dell’annessione al regno sabaudo.

Prima dell’unità, l’emigrazione non esisteva. L’inizio di tale fenomeno coincide con l’arrivo dei piemontesi e con l’impoverimento dei contadini del Sud a cui non restò che scegliere tra l’emigrazione o il brigantaggio. Fino ad allora avevano avuto le terre in uso civico e in tutto in regno esistevano solo cinque imposte, dopo l’arrivo dei Savoia divennero 41. Molte fabbriche del Sud poi furono chiuse per far lavorare di più quelle del Nord. È il caso ad esempio delle acciaierie di Napoli abbandonate in favore dell’Ansaldo di Genova.

A Gaeta quindi si celebrerà un’unità dal sapore molto amaro?

Sì, ma l’amarezza non sta nella sconfitta militare, l’amarezza sta nel fatto che non si vuol raccontare la storia così come è andata. A cominciare dal fatto che il Piemonte era molto indebitatomentre le casse borboniche erano ricchissime e che con l’unità, il Meridionefu espropriato di terre, fabbriche e soldi.


Fonte: La Discussione del 13 febbraio 2011

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domenica/lunedì
13/14 febbraio
2011
la Discussione
pag. 7

Utile raccontare ciò che accadde
Andrea Balia, vicepresidente del Partito
del Sud, “condannato” ad essere italiano



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La presa di Gaeta di cui quest’annoè il 150esimo anniversario è il ricordo di un giorno fausto o nefasto?

Il 13 febbraio del 1861 fu una giornata nefasta che decretò la fine del regno borbonico e l’inizio di una storia e di una storiografia che non fu onesta nel descrivere la realtà del Meridione. La fortezza quel giorno continuò ad essere bombardata dal generale Cialdini anche se Vittorio Emanuele II e Francesco II stavano firmando gli accordi di pace. I danni subiti da Gaeta furono tali che lo stesso re d’Italia si impegnò a risarcire la città. Nel 2008 l’attuale sindacodi Gaeta eletto con l’appoggio di una lista civica e del Partito del Sud, ha intentato una causa contro la dinastia dei Savoia per chiedere il risarcimentodei danni subiti durante l’assedio del 1861 come aveva promesso, ma non mantenuto, Vittorio Emanuele II.

Le Monde dedicò una pagina alla notizia. La stampa italiana la ridicolizzò o la ignorò. Perché secondo lei?

Devo risponderle con una frase fatta: la storia la scrivono i vincitori e i piemontesi la scrissero dimenticando per esempio che nel 1856, cinque anni primadell’annessione allo Stato sabaudo, il regno borbonico era al terzo posto nella classifica delle nazioni europee più sviluppate e che il generale Cialdini, per le sue cruente azioni militari, fu considerato dalla stampa europea dell’epoca un criminale di guerra. In molte città del Sud, tuttavia, ci sono strade a lui intitolate. È come se gli ebrei vivessero in città con viali dedicati a Hitler.

Il suo sembrerebbe un represso sentimento anti-italiano.

Non sono anti-italiano e non lo è il Partito del Sud. Noi però riconosciamo l’Italia del1946, non quella del 1861. Gramsci del resto scrisse che «lo stato italiano è una feroce e cruenta dittatura
che ha messo a ferro e fuoco il Meridione squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti». Anche riguardo alla storia del Sud latifondista va detto che il latifondo fu ripristinato dai Savoia.

Il suo partito sostiene che l’emigrazione è un fenomeno post-unitario, conseguenza dell’annessione al regno sabaudo.

Prima dell’unità, l’emigrazione non esisteva. L’inizio di tale fenomeno coincide con l’arrivo dei piemontesi e con l’impoverimento dei contadini del Sud a cui non restò che scegliere tra l’emigrazione o il brigantaggio. Fino ad allora avevano avuto le terre in uso civico e in tutto in regno esistevano solo cinque imposte, dopo l’arrivo dei Savoia divennero 41. Molte fabbriche del Sud poi furono chiuse per far lavorare di più quelle del Nord. È il caso ad esempio delle acciaierie di Napoli abbandonate in favore dell’Ansaldo di Genova.

A Gaeta quindi si celebrerà un’unità dal sapore molto amaro?

Sì, ma l’amarezza non sta nella sconfitta militare, l’amarezza sta nel fatto che non si vuol raccontare la storia così come è andata. A cominciare dal fatto che il Piemonte era molto indebitatomentre le casse borboniche erano ricchissime e che con l’unità, il Meridionefu espropriato di terre, fabbriche e soldi.


Fonte: La Discussione del 13 febbraio 2011

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venerdì 7 gennaio 2011

Napoli C'è - Speciale Elezioni Comunali - 22 dicembre 2010


http://www.youtube.com/watch?v=G0YmABxC-i8

Intervista ad Andrea Balìa, Vice Presidente Nazionale del Partito Del Sud durante la presentazione di Napoli C'è del 22 dicembre 2010 al Teatro Sannazzaro di Napoli
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http://www.youtube.com/watch?v=G0YmABxC-i8

Intervista ad Andrea Balìa, Vice Presidente Nazionale del Partito Del Sud durante la presentazione di Napoli C'è del 22 dicembre 2010 al Teatro Sannazzaro di Napoli
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Inaugurazione Sez. Aversa-Giugliano - 28 dicembre 2010

La sera del 28 dicembre ad Aversa, presso la libreria Reading sulla variante, si è tenuta l’inaugurazione della sezione di Aversa-Giugliano del Partito Del Sud “Michelina De Cesare”. Alla presenza di un nutrito pubblico di aficionados. Presente ovviamente il direttivo della sezione nelle persone di Giovanni Amarone, Bartolomeo La Ferola, Antonio Carrella, Salvatore Cutarelli e, ultimo in ordine di menzione, ma non di importanza l’avvocato Paolo Turco il quale, dopo i dovuti ringraziamenti di rito ha presentato ai presenti all’evento gli amici Ivan Esposito (Gruppo di acquisto meridionale “Mai Più Soli”), Carlo Capezzuto (Coordinatore Partito Del Sud - San Giorgio a Cremano), Ivan Famoso (Nato Brigante), Francesco Menna (Coordinatore Provinciale Napoli e Provincia - Tesoriere) e la guest star Andrea Balìa (Responsabile Regionale - Vice Presidente Nazionale). Ognuno di loro, dopo gli auguri di rito ha potuto raccontarsi, raccontare le proprie esperienze, esporre le proprie idee sul rilancio del meridione d’Italia. Degno di nota e di divulgazione è l’impegno di Ivan Esposito, fondatore del Gruppo di acquisto meridionale “Mai Più Soli”. Trattasi di un significativo progetto la cui finalità è acquistare in gruppo esclusivamente prodotti meridionali a prezzi più competitivi, competitività frutto innanzitutto della completa eliminazione di qualsiasi intermediario, e poi della collettività dell’acquisto poiché, come si sa, è legge di mercato che per quantità maggiori acquistate si riesce sempre ad arrotondare per difetto il prezzo unitario del prodotto. Da segnalarsi inoltre tra il pubblico Cataldo Godano docente universitario, Responsabile Scientifico e Ambiente Partito del Sud Napoli, la giornalista Iolanda Siracusano, il poeta e musicista Dario De Lucia, il direttore de “Il Brigante” Gino Giammarino, il giurista meridionalista Giuseppe Luxa ed Emanuela Rullo autrice libro Iocolibrì. La serata si è chiusa con una torta offerta dagli iscritti della sezione Michelina De Cesare innaffiata dai vini Aglianico e Greco di Tufo in una atmosfera di cordialità ed allegria.

Paolo Turco




http://www.youtube.com/watch?v=Gxg1iQFEhxs&feature=player_embedded

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La sera del 28 dicembre ad Aversa, presso la libreria Reading sulla variante, si è tenuta l’inaugurazione della sezione di Aversa-Giugliano del Partito Del Sud “Michelina De Cesare”. Alla presenza di un nutrito pubblico di aficionados. Presente ovviamente il direttivo della sezione nelle persone di Giovanni Amarone, Bartolomeo La Ferola, Antonio Carrella, Salvatore Cutarelli e, ultimo in ordine di menzione, ma non di importanza l’avvocato Paolo Turco il quale, dopo i dovuti ringraziamenti di rito ha presentato ai presenti all’evento gli amici Ivan Esposito (Gruppo di acquisto meridionale “Mai Più Soli”), Carlo Capezzuto (Coordinatore Partito Del Sud - San Giorgio a Cremano), Ivan Famoso (Nato Brigante), Francesco Menna (Coordinatore Provinciale Napoli e Provincia - Tesoriere) e la guest star Andrea Balìa (Responsabile Regionale - Vice Presidente Nazionale). Ognuno di loro, dopo gli auguri di rito ha potuto raccontarsi, raccontare le proprie esperienze, esporre le proprie idee sul rilancio del meridione d’Italia. Degno di nota e di divulgazione è l’impegno di Ivan Esposito, fondatore del Gruppo di acquisto meridionale “Mai Più Soli”. Trattasi di un significativo progetto la cui finalità è acquistare in gruppo esclusivamente prodotti meridionali a prezzi più competitivi, competitività frutto innanzitutto della completa eliminazione di qualsiasi intermediario, e poi della collettività dell’acquisto poiché, come si sa, è legge di mercato che per quantità maggiori acquistate si riesce sempre ad arrotondare per difetto il prezzo unitario del prodotto. Da segnalarsi inoltre tra il pubblico Cataldo Godano docente universitario, Responsabile Scientifico e Ambiente Partito del Sud Napoli, la giornalista Iolanda Siracusano, il poeta e musicista Dario De Lucia, il direttore de “Il Brigante” Gino Giammarino, il giurista meridionalista Giuseppe Luxa ed Emanuela Rullo autrice libro Iocolibrì. La serata si è chiusa con una torta offerta dagli iscritti della sezione Michelina De Cesare innaffiata dai vini Aglianico e Greco di Tufo in una atmosfera di cordialità ed allegria.

Paolo Turco




http://www.youtube.com/watch?v=Gxg1iQFEhxs&feature=player_embedded

domenica 12 dicembre 2010

Un grande evento per Napoli in vista delle elezioni comunali !

IL 22 DICEMBRE 2010
ALLE 18,30

AL TEATRO SANNAZARO DI NAPOLI




P R E S E N T A N O :



" PER VIVERE I PROPRI SOGNI BISOGNA SVEGLIARSI "

"Ripristino della legalità e della sicurezza dei cittadini : controllo del territorio e strategie di contrasto alla criminalità"

Francesco Forzati - " CAMBIAMO NAPOLI "

"La Questione Meridionale : eredi di una grande storia, ma anche d'una vessazione che dura da 150 anni"

Andrea Balìa - " PARTITO DEL SUD "

"Idee e progetti per lo sviluppo del turismo e la valorizzazione dei beni culturali "

Alessandro Amitrano - " INSIEME PER LA RINASCITA "

"Dall'attuale disastro ad un ambiente ideale "

Marco Savarese - " MOVIMENTO 5 STELLE "

"Lavoro e cultura del lavoro, per guarire i mali di Napoli"

Francesco Floro Flores


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IL 22 DICEMBRE 2010
ALLE 18,30

AL TEATRO SANNAZARO DI NAPOLI




P R E S E N T A N O :



" PER VIVERE I PROPRI SOGNI BISOGNA SVEGLIARSI "

"Ripristino della legalità e della sicurezza dei cittadini : controllo del territorio e strategie di contrasto alla criminalità"

Francesco Forzati - " CAMBIAMO NAPOLI "

"La Questione Meridionale : eredi di una grande storia, ma anche d'una vessazione che dura da 150 anni"

Andrea Balìa - " PARTITO DEL SUD "

"Idee e progetti per lo sviluppo del turismo e la valorizzazione dei beni culturali "

Alessandro Amitrano - " INSIEME PER LA RINASCITA "

"Dall'attuale disastro ad un ambiente ideale "

Marco Savarese - " MOVIMENTO 5 STELLE "

"Lavoro e cultura del lavoro, per guarire i mali di Napoli"

Francesco Floro Flores


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mercoledì 8 dicembre 2010

I miei auguri


Ricevo e posto:


di Andrea Balìa


Non sono ancora due anni che sono nel Partito del Sud. Nei fatti è come ci fossi sempre stato…lo sapevo, lo percepivo che la mia casa era questa. Conoscevo Ciano da anni, ci scrivevamo ed erano già trascorsi circa 18 anni che m’interessavo di meridionalismo, ma continuavo a fare il “battitore libero”. Poi tre anni fa accettai di far parte d’un altro movimento perché pressato da amici, ma non ero a mio agio : troppo elitarismo, solo dibattiti, poca combattività e quasi una paura a parlare della nostra storia, troppa spocchia nei confronti degli altri…insomma non andava. Avevo conosciuto Riccio e Cuccurese, ero andato a Gaeta per lo storico consiglio comunale contro i Savoia : Ciano mi aveva abbracciato dicendomi “Andrea, anche tu qui, sei venuto…”, Connie Castellano mi accolse come un vecchio amico dicendomi “il famoso (esagerata!) Balìa” e mi mise subito una fascia a lutto al braccio che avevano preparato per quell’evento che rivangava i lutti subiti a Gaeta, Enzo Riccio e Natale Cuccurese anche loro mi abbracciarono mentre erano fasciati nelle bandiere del partito.
Insomma non ero un iscritto e mi trattavano come fossi da sempre uno di loro.
Poi, tutto è volato come in un attimo, ho individuato la mia casa, ho trovato dei fratelli che mi hanno chiesto di organizzare il partito a Napoli. In un anno è successo di tutto e di più : abbiamo inaugurato la sede di Napoli, fatto un direttivo con altri amici fantastici : Emiddio, Francesco, Bruno, Ivan, Alessandro, Cataldo, iscritto decine e decine di persone, aperte altre sezioni provinciali, eventi, volantinaggi, conferenze, dibattiti, il Congresso Nazionale a Napoli, ecc…Ho avuto l’onore di entrare a far parte del Direttivo Nazionale assieme a Enzo, Natale, e ovviamente il grande brigante Antonio. Da qualche mese abbiamo eletto Beppe De Santis come Segretario/Presidente ed è stata un’altra conoscenza d’un personaggio incredibile, vulcanico, fascinoso, dalla dialettica dirompente ma anche poetica, uno sballo..
Credo che l’esperienza del Partito del Sud è un sogno che si realizza, a cui avevo timore di ormai non più giungere, che reputo fantastica politicamente ma innanzitutto eccezionale dal punto di vista umano!
Come non potrei fare gli auguri più grandi, vivi, sentiti al mio partito?

AUGURONI GRANDE PARTITO DEL SUD PER I PRIMI TUOI TRE ANNI!
un bambino ormai già adulto


Grazie a tutti

Andrea Balìa

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Ricevo e posto:


di Andrea Balìa


Non sono ancora due anni che sono nel Partito del Sud. Nei fatti è come ci fossi sempre stato…lo sapevo, lo percepivo che la mia casa era questa. Conoscevo Ciano da anni, ci scrivevamo ed erano già trascorsi circa 18 anni che m’interessavo di meridionalismo, ma continuavo a fare il “battitore libero”. Poi tre anni fa accettai di far parte d’un altro movimento perché pressato da amici, ma non ero a mio agio : troppo elitarismo, solo dibattiti, poca combattività e quasi una paura a parlare della nostra storia, troppa spocchia nei confronti degli altri…insomma non andava. Avevo conosciuto Riccio e Cuccurese, ero andato a Gaeta per lo storico consiglio comunale contro i Savoia : Ciano mi aveva abbracciato dicendomi “Andrea, anche tu qui, sei venuto…”, Connie Castellano mi accolse come un vecchio amico dicendomi “il famoso (esagerata!) Balìa” e mi mise subito una fascia a lutto al braccio che avevano preparato per quell’evento che rivangava i lutti subiti a Gaeta, Enzo Riccio e Natale Cuccurese anche loro mi abbracciarono mentre erano fasciati nelle bandiere del partito.
Insomma non ero un iscritto e mi trattavano come fossi da sempre uno di loro.
Poi, tutto è volato come in un attimo, ho individuato la mia casa, ho trovato dei fratelli che mi hanno chiesto di organizzare il partito a Napoli. In un anno è successo di tutto e di più : abbiamo inaugurato la sede di Napoli, fatto un direttivo con altri amici fantastici : Emiddio, Francesco, Bruno, Ivan, Alessandro, Cataldo, iscritto decine e decine di persone, aperte altre sezioni provinciali, eventi, volantinaggi, conferenze, dibattiti, il Congresso Nazionale a Napoli, ecc…Ho avuto l’onore di entrare a far parte del Direttivo Nazionale assieme a Enzo, Natale, e ovviamente il grande brigante Antonio. Da qualche mese abbiamo eletto Beppe De Santis come Segretario/Presidente ed è stata un’altra conoscenza d’un personaggio incredibile, vulcanico, fascinoso, dalla dialettica dirompente ma anche poetica, uno sballo..
Credo che l’esperienza del Partito del Sud è un sogno che si realizza, a cui avevo timore di ormai non più giungere, che reputo fantastica politicamente ma innanzitutto eccezionale dal punto di vista umano!
Come non potrei fare gli auguri più grandi, vivi, sentiti al mio partito?

AUGURONI GRANDE PARTITO DEL SUD PER I PRIMI TUOI TRE ANNI!
un bambino ormai già adulto


Grazie a tutti

Andrea Balìa

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sabato 2 ottobre 2010

La Scomparsa del Prof. Nicola Zitara - Il ricordo di Andrea Balìa




ieri, Venerdì 01/10/2010

ci ha lasciato
un signore, un maestro, uno studioso, uno scrittore,
ma innanzitutto un vero e grande meridionalista d.o.c.,
sicuramente tra i più importanti dagli anni 60/70 ad oggi

nei fatti è ancora qui
ci restano i suoi scritti, le sue lucide analisi, le sue riflessioni,
i suoi libri e le sue straordinarie frasi,
senza cui
molti di noi (almeno quelli della non ultim'ora)
non ci saremmo.
Così come la nostra passione, gli ideali, la conoscenza della verità storica, la voglia e il sogno d'un Sud redento non sarebbero gli stessi.

Qualche anno fa m'inviò una lettera personale, dove, in considerazione di personaggi che si ritrovano nel nostro mondo mi scriveva :
"Caro Balìa, con chi ci tocca avere a che fare per dover portare avanti le nostre idee.."
Noi del Partito del Sud, alcuni mesi fa abbiamo sentito l'esigenza di testimoniargli la nostra riconoscenza, avendo l'onore di consegnargli la tessera onoraria del partito.
Le nostre bandiere sono listate a lutto.

Caro maestro,
sarà sempre con noi, nelle nostre menti e nei nostri cuori,
e se noi o i nostri figli avremo la possibilità di vedere l'alba del riscatto del nostro Sud, Lei sarà sempre accanto a noi,
al posto d'onore che Le spetta!

Giù il cappello, signori
onore a un mito.

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ieri, Venerdì 01/10/2010

ci ha lasciato
un signore, un maestro, uno studioso, uno scrittore,
ma innanzitutto un vero e grande meridionalista d.o.c.,
sicuramente tra i più importanti dagli anni 60/70 ad oggi

nei fatti è ancora qui
ci restano i suoi scritti, le sue lucide analisi, le sue riflessioni,
i suoi libri e le sue straordinarie frasi,
senza cui
molti di noi (almeno quelli della non ultim'ora)
non ci saremmo.
Così come la nostra passione, gli ideali, la conoscenza della verità storica, la voglia e il sogno d'un Sud redento non sarebbero gli stessi.

Qualche anno fa m'inviò una lettera personale, dove, in considerazione di personaggi che si ritrovano nel nostro mondo mi scriveva :
"Caro Balìa, con chi ci tocca avere a che fare per dover portare avanti le nostre idee.."
Noi del Partito del Sud, alcuni mesi fa abbiamo sentito l'esigenza di testimoniargli la nostra riconoscenza, avendo l'onore di consegnargli la tessera onoraria del partito.
Le nostre bandiere sono listate a lutto.

Caro maestro,
sarà sempre con noi, nelle nostre menti e nei nostri cuori,
e se noi o i nostri figli avremo la possibilità di vedere l'alba del riscatto del nostro Sud, Lei sarà sempre accanto a noi,
al posto d'onore che Le spetta!

Giù il cappello, signori
onore a un mito.

giovedì 9 settembre 2010

SUL QUOTIDIANO LA DISCUSSIONE, OGGI IN EDICOLA, INTERVISTA CON ANDREA BALIA : "LA PENETRAZIONE DEI LUMBARD NON CI FA PAURA"



Fonte: "La Discussione", quotidiano fondato da Alcide de Gasperi, del 09/09/2010 pag. 5

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Fonte: "La Discussione", quotidiano fondato da Alcide de Gasperi, del 09/09/2010 pag. 5

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