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martedì 4 settembre 2012
Meridione in Movimento aderisce all'appello a Pino Aprile
Meridione in Movimento, una nuova associazione politico-culturale con sede in Gioia Tauro aderisce all'appella a Pino Aprile.
Ringraziamo il segretario Antonio Romano e tutti gli aderenti
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Ringraziamo il segretario Antonio Romano e tutti gli aderenti
Meridione in Movimento, una nuova associazione politico-culturale con sede in Gioia Tauro aderisce all'appella a Pino Aprile.
Ringraziamo il segretario Antonio Romano e tutti gli aderenti
Ringraziamo il segretario Antonio Romano e tutti gli aderenti
lunedì 3 settembre 2012
Cosa chiedere a Pino Aprile e a noi stessi...
L'appello a Pino Aprile e l'incontro di Bari dell'8 settembre per molti meridionalisti come me è una tappa, importantissima ma sempre una tappa, di un lungo cammino di liberazione del Sud.
Molti ci chiedono cosa vogliamo fare e come ci organizzeremo dopo, a valle della decisione di Pino...ebbene per me ci sono alcune cose sicure ed altre che dovremmo discutere e verificare tra tutti quelli che parteciperanno al progetto.
Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD, insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida...noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte.
Non perdiamo più tempo in snervanti ed inutili polemiche su chi ha la strategia migliore, solo il tempo ci dirà la verità.
Altra cosa importante è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che "se non c'e' questa cosa non partecipo" oppure "partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado".
Ovviamente noi porteremo le nostre idee di meridionalismo identitario e progressista, agli antipodi dal razzismo leghista e lontani dalla trappola delle nostalgie reazionarie o di concetti e termini oramai vetusti come "tradizionalismo" o "legittimismo", con quattro pilastri programmatici da sviluppare:
1) autonomia del Sud, sia in termini di riassetto federale dei territori e/o di macro-regione;
2) lotta senza quartiere a tutte le mafie ed all'intreccio criminale tra le lobbies malavitose, politiche ed affaristiche;
3) incentivi all'occupazione per sviluppo hi tech ed economia sostenibile;
4) rivoluzione culturale meridionalista a partire dalla verità storica.
Come già si capisce dal messaggio dell'appello, i paletti sono per chi in passato ha governato con o ha strizzato l'occhiolino alla Lega Nord...non si può iniziare un percorso di liberazione insieme agli ascari del colonizzatore o con chi ha contribuito a dirottare i fondi FAS da Sud a Nord, vedi Micciché e molti politici meridionali che hanno fatto in passato i lacchè del governo Berlusconi-Bossi. Non solo per questo ma anche per un discorso di valori e idee, noi proporremo di allontanarci dalle destre finto-identitarie che ripropongono i valori razzisti della Lega in salsa meridionale...il meridionalismo che sogno e che voglio è quello che include diverse visioni e con il Sud che riprenda il suo ruolo di ponte tra le civiltà occidentali, orientali ed africane, quel ponte sul Mediterraneo visto non come frontiera, o posto di blocco da presidiare, ma come luogo di scambio di esperienze e culture....andare, andare, simm' tutt' eguale affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciun' è pirata e nisciun' è emigrante...simm' tutt' naviganti...come dice il grande Eugenio Bennato...che Mediterraneo sia!!!
Il meridionalismo che vogliamo come voglia e diritto all'uguaglianza, sia sui fatti di ieri che sulle scelte di oggi e di domani, quindi una politica progressista e sociale, critica rispetto all'appiattimento montiano di una certa sinistra ma di certo lontanissimo da derive nazionaliste con linguaggi violenti o da nostalgie fascio-cattoliche beceramente reazionarie.
Sulle nostre idee e sulle altre proposte siamo invece disposti a confrontarci, con regole chiare che stabiliremo insieme. Ci vorrà molta pazienza e tenacia, dovremmo tener conto anche del possibile cambio di scenario se cambia la legge elettorale, ma siamo pronti a dimostrare a noi stessi ed all'intero paese che siamo capaci di discutere ed organizzarci in modo democratico per costruire quel grande sogno di riscossa, di dignità e giustizia per la nostra terra.
E se Pino Aprile, con altri meridionalisti di provata fede e onestà, vorrà essere un leader di un movimento con questo caratteristiche, non potremmo che essere contenti e guardare alle prossime sfide con maggior fiducia.
Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
Fonte: Partito del Sud - Roma
.
L'appello a Pino Aprile e l'incontro di Bari dell'8 settembre per molti meridionalisti come me è una tappa, importantissima ma sempre una tappa, di un lungo cammino di liberazione del Sud.
Molti ci chiedono cosa vogliamo fare e come ci organizzeremo dopo, a valle della decisione di Pino...ebbene per me ci sono alcune cose sicure ed altre che dovremmo discutere e verificare tra tutti quelli che parteciperanno al progetto.
Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD, insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida...noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte.
Non perdiamo più tempo in snervanti ed inutili polemiche su chi ha la strategia migliore, solo il tempo ci dirà la verità.
Altra cosa importante è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che "se non c'e' questa cosa non partecipo" oppure "partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado".
Ovviamente noi porteremo le nostre idee di meridionalismo identitario e progressista, agli antipodi dal razzismo leghista e lontani dalla trappola delle nostalgie reazionarie o di concetti e termini oramai vetusti come "tradizionalismo" o "legittimismo", con quattro pilastri programmatici da sviluppare:
1) autonomia del Sud, sia in termini di riassetto federale dei territori e/o di macro-regione;
2) lotta senza quartiere a tutte le mafie ed all'intreccio criminale tra le lobbies malavitose, politiche ed affaristiche;
3) incentivi all'occupazione per sviluppo hi tech ed economia sostenibile;
4) rivoluzione culturale meridionalista a partire dalla verità storica.
Come già si capisce dal messaggio dell'appello, i paletti sono per chi in passato ha governato con o ha strizzato l'occhiolino alla Lega Nord...non si può iniziare un percorso di liberazione insieme agli ascari del colonizzatore o con chi ha contribuito a dirottare i fondi FAS da Sud a Nord, vedi Micciché e molti politici meridionali che hanno fatto in passato i lacchè del governo Berlusconi-Bossi. Non solo per questo ma anche per un discorso di valori e idee, noi proporremo di allontanarci dalle destre finto-identitarie che ripropongono i valori razzisti della Lega in salsa meridionale...il meridionalismo che sogno e che voglio è quello che include diverse visioni e con il Sud che riprenda il suo ruolo di ponte tra le civiltà occidentali, orientali ed africane, quel ponte sul Mediterraneo visto non come frontiera, o posto di blocco da presidiare, ma come luogo di scambio di esperienze e culture....andare, andare, simm' tutt' eguale affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciun' è pirata e nisciun' è emigrante...simm' tutt' naviganti...come dice il grande Eugenio Bennato...che Mediterraneo sia!!!
Il meridionalismo che vogliamo come voglia e diritto all'uguaglianza, sia sui fatti di ieri che sulle scelte di oggi e di domani, quindi una politica progressista e sociale, critica rispetto all'appiattimento montiano di una certa sinistra ma di certo lontanissimo da derive nazionaliste con linguaggi violenti o da nostalgie fascio-cattoliche beceramente reazionarie.
Sulle nostre idee e sulle altre proposte siamo invece disposti a confrontarci, con regole chiare che stabiliremo insieme. Ci vorrà molta pazienza e tenacia, dovremmo tener conto anche del possibile cambio di scenario se cambia la legge elettorale, ma siamo pronti a dimostrare a noi stessi ed all'intero paese che siamo capaci di discutere ed organizzarci in modo democratico per costruire quel grande sogno di riscossa, di dignità e giustizia per la nostra terra.
E se Pino Aprile, con altri meridionalisti di provata fede e onestà, vorrà essere un leader di un movimento con questo caratteristiche, non potremmo che essere contenti e guardare alle prossime sfide con maggior fiducia.
Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud
Fonte: Partito del Sud - Roma
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sabato 1 settembre 2012
COMUNICATO COMITATO APPELLO A PINO APRILE: Incontro con Pino Aprile e i sottoscrittori dell'appello a Bari l'8 settembre
Considerata l'importanza dell'evento e la proposta di ospitalità del Comune di Bari che ringraziamo, si annuncia che l'incontro dell'8 settembre, tra Pino Aprile e i sottoscrittori dell'appello presente su www.appelloaprile.tk, viene spostato da Margherita di Savoia a Bari, Sala Consiliare Comune, Corso Vittorio Emanuele II, n 84, sempre l'8 settembre a partire dalle 16.30 fino alle 19.30.
Ci scusiamo per lo spostamento a pochi giorni dalla data dell'incontro e dei possibili disguidi ma siamo sicuri che sia la maggiore raggiungibilità del capoluogo pugliese e sia soprattutto la possibilità di avere una maggiore visibilità, soprattutto mediatica, possa essere un motivo valido e comprensibile per tutti.
Comitato Organizzatore:
Marco Esposito, Andrea Balia, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo, Francesco Menna, Bruno Pappalardo, Ivan Esposito, Marcello Caronte, Duilio Marolda, Pino Lipari, Giuseppe Spadafora, Guglielmo Di Grezia, Francesco Massimino, Vincenzo Cesario, Filippo Romeo, Christian Fachechi, Renzo Martinelli, Domenico Iannantuoni, Cesare Stranges, Michele Di Cesare, Francesco Schiraldi, Giovanni De Crescenzo, Stefano Lo Passo, Luca Pepe, Antonio Gentile, Alessandro Citarella, Carlo Capezzuto, Antonio De Falco, Giulio Santangelo, Domenico Capobianco, Giuseppe Mazza.
Resp. Coordinamento: Francesco Blosio
Comitato Stampa e Comunicazione:
Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone.
Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo
Scaletta di massima:
---------------
ore 16.30 apertura dei lavori e ringraziamenti
ore 16.35 lettura dell'appello da parte di Emiddio de Franciscis
ore 16.40 saluto del decano dei meridionalisti Antonio Ciano
ore 16.50 parola a Pino Aprile per una breve introduzione
ore 17.00 apertura iscrizioni a parlare con il metodo dell'asta dei tempi: ci sono 40 minuti a disposizione e conquistano il diritto a intervenire per primi gli oratori che si offrono di parlare meno, con possibilità di rilancio
ore 17.00 -1 7.40 quattro interventi politici già programmati di 10 minuti dei big dei primi quattro movimenti fondatori
ore 17.40 chiusura iscrizioni a parlare
ore 17.40 intervento di Michele Emiliano
ore 17.50 avvio interventi con l'asta dei tempi: prima parla chi ha chiesto un minuto, poi 2 minuti e così via. Si segnala se ci sono persone che rischiano di non parlare e queste possono rilanciare tagliando i tempi del proprio intervento.
ore 18.30 parola a Pino Aprile per il discorso conclusivo a seguito degli spunti maturati nel dibattito
ore 19.30 chiusura lavori
----------
Per chi vuole pernottare a Bari, è possibile all'Hotel Barion (www.barionhotel.it).
Tariffe:
Pernottamento e prima colazione € 59,00 per la doppia a notte in convenzione,
Pernottamento e prima colazione € 74,00 in camera tripla a notte in convenzione
Caparra: 30% dell’importo dell’intero soggiorno all’atto della prenotazione
(Opzione al: 03 settembre 2012)
COMITATO APPELLO A PINO APRILE
Considerata l'importanza dell'evento e la proposta di ospitalità del Comune di Bari che ringraziamo, si annuncia che l'incontro dell'8 settembre, tra Pino Aprile e i sottoscrittori dell'appello presente su www.appelloaprile.tk, viene spostato da Margherita di Savoia a Bari, Sala Consiliare Comune, Corso Vittorio Emanuele II, n 84, sempre l'8 settembre a partire dalle 16.30 fino alle 19.30.
Ci scusiamo per lo spostamento a pochi giorni dalla data dell'incontro e dei possibili disguidi ma siamo sicuri che sia la maggiore raggiungibilità del capoluogo pugliese e sia soprattutto la possibilità di avere una maggiore visibilità, soprattutto mediatica, possa essere un motivo valido e comprensibile per tutti.
Comitato Organizzatore:
Marco Esposito, Andrea Balia, Natale Cuccurese, Giovanni Cutolo, Francesco Menna, Bruno Pappalardo, Ivan Esposito, Marcello Caronte, Duilio Marolda, Pino Lipari, Giuseppe Spadafora, Guglielmo Di Grezia, Francesco Massimino, Vincenzo Cesario, Filippo Romeo, Christian Fachechi, Renzo Martinelli, Domenico Iannantuoni, Cesare Stranges, Michele Di Cesare, Francesco Schiraldi, Giovanni De Crescenzo, Stefano Lo Passo, Luca Pepe, Antonio Gentile, Alessandro Citarella, Carlo Capezzuto, Antonio De Falco, Giulio Santangelo, Domenico Capobianco, Giuseppe Mazza.
Resp. Coordinamento: Francesco Blosio
Comitato Stampa e Comunicazione:
Enzo Riccio, Rosanna Gadaleta, Michele Dell'Edera, Alessandro Greco, Emiddio De Franciscis, Tony Quattrone.
Resp. Coordinamento: Antonio Prigiobbo
Scaletta di massima:
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ore 16.30 apertura dei lavori e ringraziamenti
ore 16.35 lettura dell'appello da parte di Emiddio de Franciscis
ore 16.40 saluto del decano dei meridionalisti Antonio Ciano
ore 16.50 parola a Pino Aprile per una breve introduzione
ore 17.00 apertura iscrizioni a parlare con il metodo dell'asta dei tempi: ci sono 40 minuti a disposizione e conquistano il diritto a intervenire per primi gli oratori che si offrono di parlare meno, con possibilità di rilancio
ore 17.00 -1 7.40 quattro interventi politici già programmati di 10 minuti dei big dei primi quattro movimenti fondatori
ore 17.40 chiusura iscrizioni a parlare
ore 17.40 intervento di Michele Emiliano
ore 17.50 avvio interventi con l'asta dei tempi: prima parla chi ha chiesto un minuto, poi 2 minuti e così via. Si segnala se ci sono persone che rischiano di non parlare e queste possono rilanciare tagliando i tempi del proprio intervento.
ore 18.30 parola a Pino Aprile per il discorso conclusivo a seguito degli spunti maturati nel dibattito
ore 19.30 chiusura lavori
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Per chi vuole pernottare a Bari, è possibile all'Hotel Barion (www.barionhotel.it).
Tariffe:
Pernottamento e prima colazione € 59,00 per la doppia a notte in convenzione,
Pernottamento e prima colazione € 74,00 in camera tripla a notte in convenzione
Caparra: 30% dell’importo dell’intero soggiorno all’atto della prenotazione
(Opzione al: 03 settembre 2012)
COMITATO APPELLO A PINO APRILE
giovedì 30 agosto 2012
Antonio Cucco Fiore aderisce all'appello a Pino Aprile
Antonio Cucco Fiore, imprenditore pugliese, presidente di Murgiamadre e tra i protagonisti del libro di Pino Aprile, Giù al Sud, aderisce all'appello.
A 24 anni lavorava nella City. Selezionava personale per le più grandi banche d’affari del mondo (Merrill Lynch, assorbita dalla Bank of America, Goldman Sachs, Lehman Brothers, morta con il crollo di Wall Street, Barclays Capital, Bnp Paribas, Unicredit).
Leggi tutto »
A 24 anni lavorava nella City. Selezionava personale per le più grandi banche d’affari del mondo (Merrill Lynch, assorbita dalla Bank of America, Goldman Sachs, Lehman Brothers, morta con il crollo di Wall Street, Barclays Capital, Bnp Paribas, Unicredit).
Un giorno Antonio Cucco Fiore, nato nell’81, ha deciso di tirare un calcio alla vita londinese e cominciare a giocare in casa. Il pallone era bello e sistemato su un campo di Gravina in Puglia,
sua città natale, da un pezzo. Solo che nessuno ci aveva fatto mai
caso. Ma lui, che il fiuto ce l’ha e l’ha affinato all’estero, è
riuscito a prenderlo al volo e a farne una delle ricchezze della sua
città. Il discorso non ha niente di metaforico. E questa è la storia di
un ragazzo che, dopo aver fatto tante esperienze di lavoro e vita fuori
dai confini nazionali, ha sentito il richiamo della sua terra, il tacco
d’Italia, e lì ha cominciato a pensare di commercializzare in modo serio
il pallone, che è un formaggio di origine antichissime.
Ma come ha fatto Antonio, con una laurea
in Economia Aziendale all’Università di Bari, un Master of Busieness
Administration all’ University of Buckingham di Londra, a lasciare una
vita dinamica, una città ben organizzata per una cittadina come Gravina
in Puglia?
Leggi la sua intervista sul blog tipitosti.com
Antonio Cucco Fiore, imprenditore pugliese, presidente di Murgiamadre e tra i protagonisti del libro di Pino Aprile, Giù al Sud, aderisce all'appello.
A 24 anni lavorava nella City. Selezionava personale per le più grandi banche d’affari del mondo (Merrill Lynch, assorbita dalla Bank of America, Goldman Sachs, Lehman Brothers, morta con il crollo di Wall Street, Barclays Capital, Bnp Paribas, Unicredit).
A 24 anni lavorava nella City. Selezionava personale per le più grandi banche d’affari del mondo (Merrill Lynch, assorbita dalla Bank of America, Goldman Sachs, Lehman Brothers, morta con il crollo di Wall Street, Barclays Capital, Bnp Paribas, Unicredit).
Un giorno Antonio Cucco Fiore, nato nell’81, ha deciso di tirare un calcio alla vita londinese e cominciare a giocare in casa. Il pallone era bello e sistemato su un campo di Gravina in Puglia,
sua città natale, da un pezzo. Solo che nessuno ci aveva fatto mai
caso. Ma lui, che il fiuto ce l’ha e l’ha affinato all’estero, è
riuscito a prenderlo al volo e a farne una delle ricchezze della sua
città. Il discorso non ha niente di metaforico. E questa è la storia di
un ragazzo che, dopo aver fatto tante esperienze di lavoro e vita fuori
dai confini nazionali, ha sentito il richiamo della sua terra, il tacco
d’Italia, e lì ha cominciato a pensare di commercializzare in modo serio
il pallone, che è un formaggio di origine antichissime.
Ma come ha fatto Antonio, con una laurea
in Economia Aziendale all’Università di Bari, un Master of Busieness
Administration all’ University of Buckingham di Londra, a lasciare una
vita dinamica, una città ben organizzata per una cittadina come Gravina
in Puglia?
Leggi la sua intervista sul blog tipitosti.com
L'Associazione Sacco e Vanzetti aderisce all'appello a Pino Aprile
Matteo Merolla, Presidente Associazione Sacco e Vanzetti, ha aderito con entusiasmo all'appello a Pino Aprile.
Ringraziamo il dott. Merolla per l'adesione e gli diamo appuntamento l'otto settembre a Margherita di Savoia
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Ringraziamo il dott. Merolla per l'adesione e gli diamo appuntamento l'otto settembre a Margherita di Savoia
Matteo Merolla, Presidente Associazione Sacco e Vanzetti, ha aderito con entusiasmo all'appello a Pino Aprile.
Ringraziamo il dott. Merolla per l'adesione e gli diamo appuntamento l'otto settembre a Margherita di Savoia
Ringraziamo il dott. Merolla per l'adesione e gli diamo appuntamento l'otto settembre a Margherita di Savoia
lunedì 13 agosto 2012
Una bandiera per il Sud: Pino Aprile,autore di Terroni e Giù al Sud
Riceviamo e postiamo con condivisione:
Di Antonio Ciano
L'otto settembre del 1943 il re travicello,Vittorio Emanuele III, quarto erede della dinastia dei cosiddetti re d'Italia,fuggì da Roma. Abbandonò gli italiani al loro destino, La rabbia tedesca fu terribile.L'otto di settembre del 2012 potrebbe essere una data storica per la rinascita politica del Sud.A Margherita di Savoia,località termale e balneare pugliese, potrebbe essere posta una pietra miliare nella nascita di un movimento politico meridionalista che veda tra i suoi attori principali il giornalista Pino Aprile autore di “Terroni” e “Giù al Sud”. Lo scorso luglio, sempre in Puglia, questa volta a Monte sant’Angelo, era stata letta da Marco Esposito, assessore al Comune di Napoli e fervente meridionalista, una lettera/appello affinché Pino Aprile rompa gli indugi e passi dall’essere voce del Sud e coscienza critica di un’Unità d’Italia nata male e gestita peggio, all’essere guida di un movimento politico di riscatto e rinascita del sud.
Il prossimo 8 settembre, in effetti, in una data evocativa, l’8 settembre e in un luogo d’incontro che porta nel nome il marchio della storia i sottoscrittori dell’appello hanno chiamato Pino Aprile a un momento di verità per capire se c’è la possibilità di organizzare il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo di organizzare.L’autore di Terroni incontrerà al Moby Dick, un lido della città pugliese, grazie alla cortesia del proprietario Antonio Capacchione, i firmatari della lettera dal titolo “Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.All’incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.Per autofinanziarsi gli organizzatori dell’incontro prevede il pagamento di una quota simbolica individuale di 2 euro. Il titolare della struttura ha rinunciato a qualunque compenso.Nelle prossime settimane saranno studiate le modalità per consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti all’appello. L’iniziativa nasce, si fa sapere, senza una organizzazione professionale e senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo. Bisogna iscriversi entro il 5 settembre.L’appello può ancora essere firmato su www.appelloaprile.tk
Detto appello è stato firmato da molti esponenti di associazioni culturali, da personaggi importanti e meno importanti, ma sicuramente tutti di fede meridionalista.La possibilità di avere lo scrittore Pino Aprile come referente delle istanze meridionaliste desta grandissima attenzione. La cosa è temuta da molti, specie dalle forze insane che hanno fatto del Sud una colonia del Nord a tutti gli effetti e dai loro ascari meridionali. Questa nuova formazione politica ha radici profonde, ha radici nella storia, ha radici solide. Non è il solito movimento di protesta contro il regime, è qualcosa che fa paura. Al Nord c'è il Movimento 5 stelle si Beppe Grillo, che sta penetrando negli animi dei giovani disoccupati da una vita; sta entrando nella coscienza collettiva di chi subisce torti dal sistema politico imperante, quello, per intenderci, della cosiddetta Casta. L'Italia ha raggiunto i duemila miliardi di euro di debiti. In una nazione civile, avrebbero mandato a casa o in galera tutti i politici che hanno amministrato la cosa pubblica. In Italia questa genìa di malfattori viene premiata comunque,in elezioni politiche.Oggi, votare per la Destra, per iL centro o per la Sinistra non cambierebbe di molto l'andamento della politica nazionale. Tutti i partiti difendono gli interessi economici della Tosco-Padania. Parliamo di interessi commerciali, fondiari,assicurativi, telefonici, energetici,mediatici, finanziari, industriali, e soprattutto quelli bancari. Tutte queste branche economiche fanno capo al Nord. Quella che chiamano economia italiana, in realtà è solo tosco padana.Al Sud, non abbiamo economia. Lo Stato ha lasciato ingrossare senza soluzionedi continuità quella che hanno chiamato "PIOVRA" o "MANDRACA" ad indicare la Mafia, la N'drangheta e la Camorra. Una Multinazionale che governa miliardi di euro illegalmente. Al Sud vengono chiamati camorristi. Uno che fotte 40 mila miliardi di vecchie lire allo Stato, al nord, viene chiamato imprenditore. Comunque, la sostanza, non cambia. E' finito il tempo in cui il peso andava al passo con la bilancia.
E' dal 1860 che le finanze piemontesi (impropriamente chiamate italiane) sono un pozzo senza fondo. Un abisso.Dal 1860 al 1866 il popolo italiano pagò in tasse e balzelli oltre quattro miliardi di lire di allora,ma i ministri spesero otto miliardi. Un buco di 4 miliardi. Oggi lo Stato italiano ha duemila miliardi di euro di debiti. Ad un governo liberal- massonico, Napoilitano ha sostituito un altro governo liberal massonico, chiamato Tecnico per rimanere in Europa. State certi, i duemila miliardi di lire, come sempre, saranno pagati dal Sud, in un modo o nell'altro. L'emigrazione aumenterà, la fame pure. I partiti che siedono in parlamento fanno tutti capo alla economia tosco padana. Il Sud non è rappresentato. Da qualche anno il, Sud sta prendendo coscienza. Il Sud non era povero, anzi. Dal Sud non emigrava mai nessuno fino al 1860. Poi iniziò la diaspora. Milioni di meridionali furono fatti emgrare per mancanza di lavoro, per fame. I grandi patrimoni terrieri ecclesiasti e demaniali furono assegnati ai latifondisti del sud e del Nord. Le fabbriche del Sud costrette alla chiusura. Il Nord doveva industrializzarsi a spese del Meridione d'Italia. Così han fatto l'Italia, Milioni di morti nelle guerre volute dal sistema, milioni di emigranti, che con le loro rimesse, ai primi del 1900 portarono il bilancio della Nazione a pareggio. Quei soldi son serviti ad industrializzare quelle lande a spese del sud.Ciò è successo perchè il sud politicamente non è mai stato rappresentato da una sua espressione politica autoctona. I suoi politici sono, da sempre, ascari dei partiti del Nord. I meridionali sono i migliori servitori del sistema. Francesco Crispi, siciliano, in nome della monarchia sabauda,massacrò centinaia di siciliani nel 1893. I siciliani gli hanno intitolato strade, piazze e monumenti. Nessuno osa abbattere le lapidi a lui intestate. Questo vale per tutti gli uomini politici al servizio del capitale nordista, da Garibaldi a Cavour passando per tutta la genìa savoiarda. Viviamo in una repubblica nata sulle ceneri di una monarchia infame, e la republbica festeggia la monarchia, cosa unica nel mondo.
Con Pino Aprile stiamo cercando di costruire questo partito meridionalista. Sappiamo che gli ascari sono già all'opera, stanno lavorando per far fallire questa iniziativa. Usano tutti i mezzi, da destra, da sinistra, dal centro. Conosciamo da 150 anni chi è il nemico da battere. Non conosciamo chi, dall'interno del fronte meridionalista si adopera o si adopererà a che questa iniziativa fallisca. Pensiamo che i servizi segreti deviati non siano cosi' pacifici nei nostri confronti. Useranno tutte le armi in loro possesso: infiltrati,soldi per infiltrati, per corrompere. Il Sistema ha già dalla sua parte coloro i quali, a destra come a sinistra si adoperano da anni all'uopo. Ne abbiamo viste di tutti i colori noi del Partito del Sud. A Destra vi sono movimenti come "Grande Sud", Mio Sud, Io sud ed altri, tutti al servizio del capitale padano, da sempre. Scotti, Iannaccone, Miccichè, Poli Bortone. Sono i migliori alleati del Partito Liberal massonico. I peggiori stanno nel PDL nazionale: siciliani entrambi. Dell'Utri e Alfano, il primo fondatore di Forza Italia e il secondo attuale segretario del PDL. Ascari politici del sistema nord. Hanno votato tutte le leggi volute da Bossi per togliere linfa al Sud. Proprio tutte.Questi personaggi sono conosciuti, e sappiamo chi sono. Non conosciamo ancora gli infiltrati dalla massoneria nei vari movimenti meridionalisti, che in modi e forme subdole cercheranno di affossare l'iniziativa di Marco Esposito.
Noi del Partito del Sud siamo da sempre contro la mandraca imperante nei nostri territori ,e appoggiamo i sindaci che lottano contro il malaffare. Lo abbiamo fatto a Gaeta e a Napoli. Nella città Partenopea abbiamo appoggiato il dott. Luigi De Magistris, che nella sua vita professionale ha combattuto massoneria e camorra. Altri movimenti meridionalisti hanno appoggiato personaggi da sempre schieratisi dall'altra parte. Abbiamo conosciuto movimenti meridionalisti provenienti da Destra,quella estrema, o movimenti provenienti da sinistra. Un tempo i primi cantavano l'inno di Mameli a squarciagola; i secondi cantavano bandiera rossa. Oggi, i primi odiano l'inno nazionale e il tricolore, quest'ultimo adottato anche dai Borbone dal giugno del 1860. I secondi cantano a squarciagola l'inno di Mameli in tutte le manifestazioni istituzionali. I ruoli si stanno scambiando, con l'idea meridionalista nel cuore.Però non sono capaci di staccare la spina dalle loro ideologie di fondo: fascismo e comunismo. Anche in Sicilia vi sono tanti movimenti, alcuni separatisti ed altri autonomisti.I siciliani hanno da sempre il senso della sicilianità.
Noi del continente,da poco stiamo trovando la nostra identità, ce l'avevano fatta perdere. Noi cantiamo "Brigante se more",,"sono meridionale"; Te Deum Gaeta";Ninco Nanco, Gloria Gloria. Balliamo la Pizzica, la Taranta, il Saltarello; cantiamo Matteo Salvatore, Federico Salvatore, I briganti elettrici, il grande Eddy Napoli; cantiamo Fiorella Mannoia, Teresa De Sio, i Kalafro, Capossela,Al Bano. Cantiamo le canzoni siciliane, napoletane, pugliesi, calabresi.
L'8 di settembre nascerà l'idea di un'aggregazione politica meridionalsta. Con noi ci saranno persone oneste, ci sarà il sindaco di Bari Michele Emiliano; speriamo ci sia anche De Magistris,Ci sarà Marco Esposito; Pino Aprile, il sottoscritto. Vorremmo ci fosse anche il dott Massimo Costa, grande esperto della Questione Meridionale, e speriamo arrivi tanta gente a sostenere l'Iniziativa di Marco Esposito e di varie associazioni del Sud. Chi vuole far fallire la speranza del Sud è sulla cattiva strada, li batteremo, perderanno la partita, perchè il Sud ha bisogno di un leader, il Sud ha bisogno di uomini che guidano la politica meridionalista. Siamo in tanti, il Nord comincia ad aver paura. Non a caso gli scrittori meridionalisti sono sempre criticati, dileggiati, a volte denunciati. Vorremmo che le varie anime del Sud si confrontassero in una democratica assemblea, dove ognuno portasse idee e progetti da sviluppare. Non vogliamo gli ipocriti, i delatori, gli ascari. I nemici di questa aggregazione possono essere tra noi, tra i nostri amici e compatrioti. Il direttivo del Partito del Sud, si sta spendendo per questa causa, come il sottoscritto, da anni e non permetteremo a nessuno di ostacolare il processo in atto. Se qualcuno ha idee diverse, può liberamente andare dove la loro ideologia è parte integrante. Destra e Sinistra li aspettano, da sempre.
Antonio Ciano, Presidente onorario del Partito del Sud.
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Di Antonio Ciano
L'otto settembre del 1943 il re travicello,Vittorio Emanuele III, quarto erede della dinastia dei cosiddetti re d'Italia,fuggì da Roma. Abbandonò gli italiani al loro destino, La rabbia tedesca fu terribile.L'otto di settembre del 2012 potrebbe essere una data storica per la rinascita politica del Sud.A Margherita di Savoia,località termale e balneare pugliese, potrebbe essere posta una pietra miliare nella nascita di un movimento politico meridionalista che veda tra i suoi attori principali il giornalista Pino Aprile autore di “Terroni” e “Giù al Sud”. Lo scorso luglio, sempre in Puglia, questa volta a Monte sant’Angelo, era stata letta da Marco Esposito, assessore al Comune di Napoli e fervente meridionalista, una lettera/appello affinché Pino Aprile rompa gli indugi e passi dall’essere voce del Sud e coscienza critica di un’Unità d’Italia nata male e gestita peggio, all’essere guida di un movimento politico di riscatto e rinascita del sud.
Il prossimo 8 settembre, in effetti, in una data evocativa, l’8 settembre e in un luogo d’incontro che porta nel nome il marchio della storia i sottoscrittori dell’appello hanno chiamato Pino Aprile a un momento di verità per capire se c’è la possibilità di organizzare il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo di organizzare.L’autore di Terroni incontrerà al Moby Dick, un lido della città pugliese, grazie alla cortesia del proprietario Antonio Capacchione, i firmatari della lettera dal titolo “Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.All’incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.Per autofinanziarsi gli organizzatori dell’incontro prevede il pagamento di una quota simbolica individuale di 2 euro. Il titolare della struttura ha rinunciato a qualunque compenso.Nelle prossime settimane saranno studiate le modalità per consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti all’appello. L’iniziativa nasce, si fa sapere, senza una organizzazione professionale e senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo. Bisogna iscriversi entro il 5 settembre.L’appello può ancora essere firmato su www.appelloaprile.tk
Detto appello è stato firmato da molti esponenti di associazioni culturali, da personaggi importanti e meno importanti, ma sicuramente tutti di fede meridionalista.La possibilità di avere lo scrittore Pino Aprile come referente delle istanze meridionaliste desta grandissima attenzione. La cosa è temuta da molti, specie dalle forze insane che hanno fatto del Sud una colonia del Nord a tutti gli effetti e dai loro ascari meridionali. Questa nuova formazione politica ha radici profonde, ha radici nella storia, ha radici solide. Non è il solito movimento di protesta contro il regime, è qualcosa che fa paura. Al Nord c'è il Movimento 5 stelle si Beppe Grillo, che sta penetrando negli animi dei giovani disoccupati da una vita; sta entrando nella coscienza collettiva di chi subisce torti dal sistema politico imperante, quello, per intenderci, della cosiddetta Casta. L'Italia ha raggiunto i duemila miliardi di euro di debiti. In una nazione civile, avrebbero mandato a casa o in galera tutti i politici che hanno amministrato la cosa pubblica. In Italia questa genìa di malfattori viene premiata comunque,in elezioni politiche.Oggi, votare per la Destra, per iL centro o per la Sinistra non cambierebbe di molto l'andamento della politica nazionale. Tutti i partiti difendono gli interessi economici della Tosco-Padania. Parliamo di interessi commerciali, fondiari,assicurativi, telefonici, energetici,mediatici, finanziari, industriali, e soprattutto quelli bancari. Tutte queste branche economiche fanno capo al Nord. Quella che chiamano economia italiana, in realtà è solo tosco padana.Al Sud, non abbiamo economia. Lo Stato ha lasciato ingrossare senza soluzionedi continuità quella che hanno chiamato "PIOVRA" o "MANDRACA" ad indicare la Mafia, la N'drangheta e la Camorra. Una Multinazionale che governa miliardi di euro illegalmente. Al Sud vengono chiamati camorristi. Uno che fotte 40 mila miliardi di vecchie lire allo Stato, al nord, viene chiamato imprenditore. Comunque, la sostanza, non cambia. E' finito il tempo in cui il peso andava al passo con la bilancia.
E' dal 1860 che le finanze piemontesi (impropriamente chiamate italiane) sono un pozzo senza fondo. Un abisso.Dal 1860 al 1866 il popolo italiano pagò in tasse e balzelli oltre quattro miliardi di lire di allora,ma i ministri spesero otto miliardi. Un buco di 4 miliardi. Oggi lo Stato italiano ha duemila miliardi di euro di debiti. Ad un governo liberal- massonico, Napoilitano ha sostituito un altro governo liberal massonico, chiamato Tecnico per rimanere in Europa. State certi, i duemila miliardi di lire, come sempre, saranno pagati dal Sud, in un modo o nell'altro. L'emigrazione aumenterà, la fame pure. I partiti che siedono in parlamento fanno tutti capo alla economia tosco padana. Il Sud non è rappresentato. Da qualche anno il, Sud sta prendendo coscienza. Il Sud non era povero, anzi. Dal Sud non emigrava mai nessuno fino al 1860. Poi iniziò la diaspora. Milioni di meridionali furono fatti emgrare per mancanza di lavoro, per fame. I grandi patrimoni terrieri ecclesiasti e demaniali furono assegnati ai latifondisti del sud e del Nord. Le fabbriche del Sud costrette alla chiusura. Il Nord doveva industrializzarsi a spese del Meridione d'Italia. Così han fatto l'Italia, Milioni di morti nelle guerre volute dal sistema, milioni di emigranti, che con le loro rimesse, ai primi del 1900 portarono il bilancio della Nazione a pareggio. Quei soldi son serviti ad industrializzare quelle lande a spese del sud.Ciò è successo perchè il sud politicamente non è mai stato rappresentato da una sua espressione politica autoctona. I suoi politici sono, da sempre, ascari dei partiti del Nord. I meridionali sono i migliori servitori del sistema. Francesco Crispi, siciliano, in nome della monarchia sabauda,massacrò centinaia di siciliani nel 1893. I siciliani gli hanno intitolato strade, piazze e monumenti. Nessuno osa abbattere le lapidi a lui intestate. Questo vale per tutti gli uomini politici al servizio del capitale nordista, da Garibaldi a Cavour passando per tutta la genìa savoiarda. Viviamo in una repubblica nata sulle ceneri di una monarchia infame, e la republbica festeggia la monarchia, cosa unica nel mondo.
Con Pino Aprile stiamo cercando di costruire questo partito meridionalista. Sappiamo che gli ascari sono già all'opera, stanno lavorando per far fallire questa iniziativa. Usano tutti i mezzi, da destra, da sinistra, dal centro. Conosciamo da 150 anni chi è il nemico da battere. Non conosciamo chi, dall'interno del fronte meridionalista si adopera o si adopererà a che questa iniziativa fallisca. Pensiamo che i servizi segreti deviati non siano cosi' pacifici nei nostri confronti. Useranno tutte le armi in loro possesso: infiltrati,soldi per infiltrati, per corrompere. Il Sistema ha già dalla sua parte coloro i quali, a destra come a sinistra si adoperano da anni all'uopo. Ne abbiamo viste di tutti i colori noi del Partito del Sud. A Destra vi sono movimenti come "Grande Sud", Mio Sud, Io sud ed altri, tutti al servizio del capitale padano, da sempre. Scotti, Iannaccone, Miccichè, Poli Bortone. Sono i migliori alleati del Partito Liberal massonico. I peggiori stanno nel PDL nazionale: siciliani entrambi. Dell'Utri e Alfano, il primo fondatore di Forza Italia e il secondo attuale segretario del PDL. Ascari politici del sistema nord. Hanno votato tutte le leggi volute da Bossi per togliere linfa al Sud. Proprio tutte.Questi personaggi sono conosciuti, e sappiamo chi sono. Non conosciamo ancora gli infiltrati dalla massoneria nei vari movimenti meridionalisti, che in modi e forme subdole cercheranno di affossare l'iniziativa di Marco Esposito.
Noi del Partito del Sud siamo da sempre contro la mandraca imperante nei nostri territori ,e appoggiamo i sindaci che lottano contro il malaffare. Lo abbiamo fatto a Gaeta e a Napoli. Nella città Partenopea abbiamo appoggiato il dott. Luigi De Magistris, che nella sua vita professionale ha combattuto massoneria e camorra. Altri movimenti meridionalisti hanno appoggiato personaggi da sempre schieratisi dall'altra parte. Abbiamo conosciuto movimenti meridionalisti provenienti da Destra,quella estrema, o movimenti provenienti da sinistra. Un tempo i primi cantavano l'inno di Mameli a squarciagola; i secondi cantavano bandiera rossa. Oggi, i primi odiano l'inno nazionale e il tricolore, quest'ultimo adottato anche dai Borbone dal giugno del 1860. I secondi cantano a squarciagola l'inno di Mameli in tutte le manifestazioni istituzionali. I ruoli si stanno scambiando, con l'idea meridionalista nel cuore.Però non sono capaci di staccare la spina dalle loro ideologie di fondo: fascismo e comunismo. Anche in Sicilia vi sono tanti movimenti, alcuni separatisti ed altri autonomisti.I siciliani hanno da sempre il senso della sicilianità.
Noi del continente,da poco stiamo trovando la nostra identità, ce l'avevano fatta perdere. Noi cantiamo "Brigante se more",,"sono meridionale"; Te Deum Gaeta";Ninco Nanco, Gloria Gloria. Balliamo la Pizzica, la Taranta, il Saltarello; cantiamo Matteo Salvatore, Federico Salvatore, I briganti elettrici, il grande Eddy Napoli; cantiamo Fiorella Mannoia, Teresa De Sio, i Kalafro, Capossela,Al Bano. Cantiamo le canzoni siciliane, napoletane, pugliesi, calabresi.
L'8 di settembre nascerà l'idea di un'aggregazione politica meridionalsta. Con noi ci saranno persone oneste, ci sarà il sindaco di Bari Michele Emiliano; speriamo ci sia anche De Magistris,Ci sarà Marco Esposito; Pino Aprile, il sottoscritto. Vorremmo ci fosse anche il dott Massimo Costa, grande esperto della Questione Meridionale, e speriamo arrivi tanta gente a sostenere l'Iniziativa di Marco Esposito e di varie associazioni del Sud. Chi vuole far fallire la speranza del Sud è sulla cattiva strada, li batteremo, perderanno la partita, perchè il Sud ha bisogno di un leader, il Sud ha bisogno di uomini che guidano la politica meridionalista. Siamo in tanti, il Nord comincia ad aver paura. Non a caso gli scrittori meridionalisti sono sempre criticati, dileggiati, a volte denunciati. Vorremmo che le varie anime del Sud si confrontassero in una democratica assemblea, dove ognuno portasse idee e progetti da sviluppare. Non vogliamo gli ipocriti, i delatori, gli ascari. I nemici di questa aggregazione possono essere tra noi, tra i nostri amici e compatrioti. Il direttivo del Partito del Sud, si sta spendendo per questa causa, come il sottoscritto, da anni e non permetteremo a nessuno di ostacolare il processo in atto. Se qualcuno ha idee diverse, può liberamente andare dove la loro ideologia è parte integrante. Destra e Sinistra li aspettano, da sempre.
Antonio Ciano, Presidente onorario del Partito del Sud.
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Riceviamo e postiamo con condivisione:
Di Antonio Ciano
L'otto settembre del 1943 il re travicello,Vittorio Emanuele III, quarto erede della dinastia dei cosiddetti re d'Italia,fuggì da Roma. Abbandonò gli italiani al loro destino, La rabbia tedesca fu terribile.L'otto di settembre del 2012 potrebbe essere una data storica per la rinascita politica del Sud.A Margherita di Savoia,località termale e balneare pugliese, potrebbe essere posta una pietra miliare nella nascita di un movimento politico meridionalista che veda tra i suoi attori principali il giornalista Pino Aprile autore di “Terroni” e “Giù al Sud”. Lo scorso luglio, sempre in Puglia, questa volta a Monte sant’Angelo, era stata letta da Marco Esposito, assessore al Comune di Napoli e fervente meridionalista, una lettera/appello affinché Pino Aprile rompa gli indugi e passi dall’essere voce del Sud e coscienza critica di un’Unità d’Italia nata male e gestita peggio, all’essere guida di un movimento politico di riscatto e rinascita del sud.
Il prossimo 8 settembre, in effetti, in una data evocativa, l’8 settembre e in un luogo d’incontro che porta nel nome il marchio della storia i sottoscrittori dell’appello hanno chiamato Pino Aprile a un momento di verità per capire se c’è la possibilità di organizzare il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo di organizzare.L’autore di Terroni incontrerà al Moby Dick, un lido della città pugliese, grazie alla cortesia del proprietario Antonio Capacchione, i firmatari della lettera dal titolo “Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.All’incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.Per autofinanziarsi gli organizzatori dell’incontro prevede il pagamento di una quota simbolica individuale di 2 euro. Il titolare della struttura ha rinunciato a qualunque compenso.Nelle prossime settimane saranno studiate le modalità per consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti all’appello. L’iniziativa nasce, si fa sapere, senza una organizzazione professionale e senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo. Bisogna iscriversi entro il 5 settembre.L’appello può ancora essere firmato su www.appelloaprile.tk
Detto appello è stato firmato da molti esponenti di associazioni culturali, da personaggi importanti e meno importanti, ma sicuramente tutti di fede meridionalista.La possibilità di avere lo scrittore Pino Aprile come referente delle istanze meridionaliste desta grandissima attenzione. La cosa è temuta da molti, specie dalle forze insane che hanno fatto del Sud una colonia del Nord a tutti gli effetti e dai loro ascari meridionali. Questa nuova formazione politica ha radici profonde, ha radici nella storia, ha radici solide. Non è il solito movimento di protesta contro il regime, è qualcosa che fa paura. Al Nord c'è il Movimento 5 stelle si Beppe Grillo, che sta penetrando negli animi dei giovani disoccupati da una vita; sta entrando nella coscienza collettiva di chi subisce torti dal sistema politico imperante, quello, per intenderci, della cosiddetta Casta. L'Italia ha raggiunto i duemila miliardi di euro di debiti. In una nazione civile, avrebbero mandato a casa o in galera tutti i politici che hanno amministrato la cosa pubblica. In Italia questa genìa di malfattori viene premiata comunque,in elezioni politiche.Oggi, votare per la Destra, per iL centro o per la Sinistra non cambierebbe di molto l'andamento della politica nazionale. Tutti i partiti difendono gli interessi economici della Tosco-Padania. Parliamo di interessi commerciali, fondiari,assicurativi, telefonici, energetici,mediatici, finanziari, industriali, e soprattutto quelli bancari. Tutte queste branche economiche fanno capo al Nord. Quella che chiamano economia italiana, in realtà è solo tosco padana.Al Sud, non abbiamo economia. Lo Stato ha lasciato ingrossare senza soluzionedi continuità quella che hanno chiamato "PIOVRA" o "MANDRACA" ad indicare la Mafia, la N'drangheta e la Camorra. Una Multinazionale che governa miliardi di euro illegalmente. Al Sud vengono chiamati camorristi. Uno che fotte 40 mila miliardi di vecchie lire allo Stato, al nord, viene chiamato imprenditore. Comunque, la sostanza, non cambia. E' finito il tempo in cui il peso andava al passo con la bilancia.
E' dal 1860 che le finanze piemontesi (impropriamente chiamate italiane) sono un pozzo senza fondo. Un abisso.Dal 1860 al 1866 il popolo italiano pagò in tasse e balzelli oltre quattro miliardi di lire di allora,ma i ministri spesero otto miliardi. Un buco di 4 miliardi. Oggi lo Stato italiano ha duemila miliardi di euro di debiti. Ad un governo liberal- massonico, Napoilitano ha sostituito un altro governo liberal massonico, chiamato Tecnico per rimanere in Europa. State certi, i duemila miliardi di lire, come sempre, saranno pagati dal Sud, in un modo o nell'altro. L'emigrazione aumenterà, la fame pure. I partiti che siedono in parlamento fanno tutti capo alla economia tosco padana. Il Sud non è rappresentato. Da qualche anno il, Sud sta prendendo coscienza. Il Sud non era povero, anzi. Dal Sud non emigrava mai nessuno fino al 1860. Poi iniziò la diaspora. Milioni di meridionali furono fatti emgrare per mancanza di lavoro, per fame. I grandi patrimoni terrieri ecclesiasti e demaniali furono assegnati ai latifondisti del sud e del Nord. Le fabbriche del Sud costrette alla chiusura. Il Nord doveva industrializzarsi a spese del Meridione d'Italia. Così han fatto l'Italia, Milioni di morti nelle guerre volute dal sistema, milioni di emigranti, che con le loro rimesse, ai primi del 1900 portarono il bilancio della Nazione a pareggio. Quei soldi son serviti ad industrializzare quelle lande a spese del sud.Ciò è successo perchè il sud politicamente non è mai stato rappresentato da una sua espressione politica autoctona. I suoi politici sono, da sempre, ascari dei partiti del Nord. I meridionali sono i migliori servitori del sistema. Francesco Crispi, siciliano, in nome della monarchia sabauda,massacrò centinaia di siciliani nel 1893. I siciliani gli hanno intitolato strade, piazze e monumenti. Nessuno osa abbattere le lapidi a lui intestate. Questo vale per tutti gli uomini politici al servizio del capitale nordista, da Garibaldi a Cavour passando per tutta la genìa savoiarda. Viviamo in una repubblica nata sulle ceneri di una monarchia infame, e la republbica festeggia la monarchia, cosa unica nel mondo.
Con Pino Aprile stiamo cercando di costruire questo partito meridionalista. Sappiamo che gli ascari sono già all'opera, stanno lavorando per far fallire questa iniziativa. Usano tutti i mezzi, da destra, da sinistra, dal centro. Conosciamo da 150 anni chi è il nemico da battere. Non conosciamo chi, dall'interno del fronte meridionalista si adopera o si adopererà a che questa iniziativa fallisca. Pensiamo che i servizi segreti deviati non siano cosi' pacifici nei nostri confronti. Useranno tutte le armi in loro possesso: infiltrati,soldi per infiltrati, per corrompere. Il Sistema ha già dalla sua parte coloro i quali, a destra come a sinistra si adoperano da anni all'uopo. Ne abbiamo viste di tutti i colori noi del Partito del Sud. A Destra vi sono movimenti come "Grande Sud", Mio Sud, Io sud ed altri, tutti al servizio del capitale padano, da sempre. Scotti, Iannaccone, Miccichè, Poli Bortone. Sono i migliori alleati del Partito Liberal massonico. I peggiori stanno nel PDL nazionale: siciliani entrambi. Dell'Utri e Alfano, il primo fondatore di Forza Italia e il secondo attuale segretario del PDL. Ascari politici del sistema nord. Hanno votato tutte le leggi volute da Bossi per togliere linfa al Sud. Proprio tutte.Questi personaggi sono conosciuti, e sappiamo chi sono. Non conosciamo ancora gli infiltrati dalla massoneria nei vari movimenti meridionalisti, che in modi e forme subdole cercheranno di affossare l'iniziativa di Marco Esposito.
Noi del Partito del Sud siamo da sempre contro la mandraca imperante nei nostri territori ,e appoggiamo i sindaci che lottano contro il malaffare. Lo abbiamo fatto a Gaeta e a Napoli. Nella città Partenopea abbiamo appoggiato il dott. Luigi De Magistris, che nella sua vita professionale ha combattuto massoneria e camorra. Altri movimenti meridionalisti hanno appoggiato personaggi da sempre schieratisi dall'altra parte. Abbiamo conosciuto movimenti meridionalisti provenienti da Destra,quella estrema, o movimenti provenienti da sinistra. Un tempo i primi cantavano l'inno di Mameli a squarciagola; i secondi cantavano bandiera rossa. Oggi, i primi odiano l'inno nazionale e il tricolore, quest'ultimo adottato anche dai Borbone dal giugno del 1860. I secondi cantano a squarciagola l'inno di Mameli in tutte le manifestazioni istituzionali. I ruoli si stanno scambiando, con l'idea meridionalista nel cuore.Però non sono capaci di staccare la spina dalle loro ideologie di fondo: fascismo e comunismo. Anche in Sicilia vi sono tanti movimenti, alcuni separatisti ed altri autonomisti.I siciliani hanno da sempre il senso della sicilianità.
Noi del continente,da poco stiamo trovando la nostra identità, ce l'avevano fatta perdere. Noi cantiamo "Brigante se more",,"sono meridionale"; Te Deum Gaeta";Ninco Nanco, Gloria Gloria. Balliamo la Pizzica, la Taranta, il Saltarello; cantiamo Matteo Salvatore, Federico Salvatore, I briganti elettrici, il grande Eddy Napoli; cantiamo Fiorella Mannoia, Teresa De Sio, i Kalafro, Capossela,Al Bano. Cantiamo le canzoni siciliane, napoletane, pugliesi, calabresi.
L'8 di settembre nascerà l'idea di un'aggregazione politica meridionalsta. Con noi ci saranno persone oneste, ci sarà il sindaco di Bari Michele Emiliano; speriamo ci sia anche De Magistris,Ci sarà Marco Esposito; Pino Aprile, il sottoscritto. Vorremmo ci fosse anche il dott Massimo Costa, grande esperto della Questione Meridionale, e speriamo arrivi tanta gente a sostenere l'Iniziativa di Marco Esposito e di varie associazioni del Sud. Chi vuole far fallire la speranza del Sud è sulla cattiva strada, li batteremo, perderanno la partita, perchè il Sud ha bisogno di un leader, il Sud ha bisogno di uomini che guidano la politica meridionalista. Siamo in tanti, il Nord comincia ad aver paura. Non a caso gli scrittori meridionalisti sono sempre criticati, dileggiati, a volte denunciati. Vorremmo che le varie anime del Sud si confrontassero in una democratica assemblea, dove ognuno portasse idee e progetti da sviluppare. Non vogliamo gli ipocriti, i delatori, gli ascari. I nemici di questa aggregazione possono essere tra noi, tra i nostri amici e compatrioti. Il direttivo del Partito del Sud, si sta spendendo per questa causa, come il sottoscritto, da anni e non permetteremo a nessuno di ostacolare il processo in atto. Se qualcuno ha idee diverse, può liberamente andare dove la loro ideologia è parte integrante. Destra e Sinistra li aspettano, da sempre.
Antonio Ciano, Presidente onorario del Partito del Sud.
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Di Antonio Ciano
L'otto settembre del 1943 il re travicello,Vittorio Emanuele III, quarto erede della dinastia dei cosiddetti re d'Italia,fuggì da Roma. Abbandonò gli italiani al loro destino, La rabbia tedesca fu terribile.L'otto di settembre del 2012 potrebbe essere una data storica per la rinascita politica del Sud.A Margherita di Savoia,località termale e balneare pugliese, potrebbe essere posta una pietra miliare nella nascita di un movimento politico meridionalista che veda tra i suoi attori principali il giornalista Pino Aprile autore di “Terroni” e “Giù al Sud”. Lo scorso luglio, sempre in Puglia, questa volta a Monte sant’Angelo, era stata letta da Marco Esposito, assessore al Comune di Napoli e fervente meridionalista, una lettera/appello affinché Pino Aprile rompa gli indugi e passi dall’essere voce del Sud e coscienza critica di un’Unità d’Italia nata male e gestita peggio, all’essere guida di un movimento politico di riscatto e rinascita del sud.
Il prossimo 8 settembre, in effetti, in una data evocativa, l’8 settembre e in un luogo d’incontro che porta nel nome il marchio della storia i sottoscrittori dell’appello hanno chiamato Pino Aprile a un momento di verità per capire se c’è la possibilità di organizzare il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo di organizzare.L’autore di Terroni incontrerà al Moby Dick, un lido della città pugliese, grazie alla cortesia del proprietario Antonio Capacchione, i firmatari della lettera dal titolo “Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.All’incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.Per autofinanziarsi gli organizzatori dell’incontro prevede il pagamento di una quota simbolica individuale di 2 euro. Il titolare della struttura ha rinunciato a qualunque compenso.Nelle prossime settimane saranno studiate le modalità per consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti all’appello. L’iniziativa nasce, si fa sapere, senza una organizzazione professionale e senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo. Bisogna iscriversi entro il 5 settembre.L’appello può ancora essere firmato su www.appelloaprile.tk
Detto appello è stato firmato da molti esponenti di associazioni culturali, da personaggi importanti e meno importanti, ma sicuramente tutti di fede meridionalista.La possibilità di avere lo scrittore Pino Aprile come referente delle istanze meridionaliste desta grandissima attenzione. La cosa è temuta da molti, specie dalle forze insane che hanno fatto del Sud una colonia del Nord a tutti gli effetti e dai loro ascari meridionali. Questa nuova formazione politica ha radici profonde, ha radici nella storia, ha radici solide. Non è il solito movimento di protesta contro il regime, è qualcosa che fa paura. Al Nord c'è il Movimento 5 stelle si Beppe Grillo, che sta penetrando negli animi dei giovani disoccupati da una vita; sta entrando nella coscienza collettiva di chi subisce torti dal sistema politico imperante, quello, per intenderci, della cosiddetta Casta. L'Italia ha raggiunto i duemila miliardi di euro di debiti. In una nazione civile, avrebbero mandato a casa o in galera tutti i politici che hanno amministrato la cosa pubblica. In Italia questa genìa di malfattori viene premiata comunque,in elezioni politiche.Oggi, votare per la Destra, per iL centro o per la Sinistra non cambierebbe di molto l'andamento della politica nazionale. Tutti i partiti difendono gli interessi economici della Tosco-Padania. Parliamo di interessi commerciali, fondiari,assicurativi, telefonici, energetici,mediatici, finanziari, industriali, e soprattutto quelli bancari. Tutte queste branche economiche fanno capo al Nord. Quella che chiamano economia italiana, in realtà è solo tosco padana.Al Sud, non abbiamo economia. Lo Stato ha lasciato ingrossare senza soluzionedi continuità quella che hanno chiamato "PIOVRA" o "MANDRACA" ad indicare la Mafia, la N'drangheta e la Camorra. Una Multinazionale che governa miliardi di euro illegalmente. Al Sud vengono chiamati camorristi. Uno che fotte 40 mila miliardi di vecchie lire allo Stato, al nord, viene chiamato imprenditore. Comunque, la sostanza, non cambia. E' finito il tempo in cui il peso andava al passo con la bilancia.
E' dal 1860 che le finanze piemontesi (impropriamente chiamate italiane) sono un pozzo senza fondo. Un abisso.Dal 1860 al 1866 il popolo italiano pagò in tasse e balzelli oltre quattro miliardi di lire di allora,ma i ministri spesero otto miliardi. Un buco di 4 miliardi. Oggi lo Stato italiano ha duemila miliardi di euro di debiti. Ad un governo liberal- massonico, Napoilitano ha sostituito un altro governo liberal massonico, chiamato Tecnico per rimanere in Europa. State certi, i duemila miliardi di lire, come sempre, saranno pagati dal Sud, in un modo o nell'altro. L'emigrazione aumenterà, la fame pure. I partiti che siedono in parlamento fanno tutti capo alla economia tosco padana. Il Sud non è rappresentato. Da qualche anno il, Sud sta prendendo coscienza. Il Sud non era povero, anzi. Dal Sud non emigrava mai nessuno fino al 1860. Poi iniziò la diaspora. Milioni di meridionali furono fatti emgrare per mancanza di lavoro, per fame. I grandi patrimoni terrieri ecclesiasti e demaniali furono assegnati ai latifondisti del sud e del Nord. Le fabbriche del Sud costrette alla chiusura. Il Nord doveva industrializzarsi a spese del Meridione d'Italia. Così han fatto l'Italia, Milioni di morti nelle guerre volute dal sistema, milioni di emigranti, che con le loro rimesse, ai primi del 1900 portarono il bilancio della Nazione a pareggio. Quei soldi son serviti ad industrializzare quelle lande a spese del sud.Ciò è successo perchè il sud politicamente non è mai stato rappresentato da una sua espressione politica autoctona. I suoi politici sono, da sempre, ascari dei partiti del Nord. I meridionali sono i migliori servitori del sistema. Francesco Crispi, siciliano, in nome della monarchia sabauda,massacrò centinaia di siciliani nel 1893. I siciliani gli hanno intitolato strade, piazze e monumenti. Nessuno osa abbattere le lapidi a lui intestate. Questo vale per tutti gli uomini politici al servizio del capitale nordista, da Garibaldi a Cavour passando per tutta la genìa savoiarda. Viviamo in una repubblica nata sulle ceneri di una monarchia infame, e la republbica festeggia la monarchia, cosa unica nel mondo.
Con Pino Aprile stiamo cercando di costruire questo partito meridionalista. Sappiamo che gli ascari sono già all'opera, stanno lavorando per far fallire questa iniziativa. Usano tutti i mezzi, da destra, da sinistra, dal centro. Conosciamo da 150 anni chi è il nemico da battere. Non conosciamo chi, dall'interno del fronte meridionalista si adopera o si adopererà a che questa iniziativa fallisca. Pensiamo che i servizi segreti deviati non siano cosi' pacifici nei nostri confronti. Useranno tutte le armi in loro possesso: infiltrati,soldi per infiltrati, per corrompere. Il Sistema ha già dalla sua parte coloro i quali, a destra come a sinistra si adoperano da anni all'uopo. Ne abbiamo viste di tutti i colori noi del Partito del Sud. A Destra vi sono movimenti come "Grande Sud", Mio Sud, Io sud ed altri, tutti al servizio del capitale padano, da sempre. Scotti, Iannaccone, Miccichè, Poli Bortone. Sono i migliori alleati del Partito Liberal massonico. I peggiori stanno nel PDL nazionale: siciliani entrambi. Dell'Utri e Alfano, il primo fondatore di Forza Italia e il secondo attuale segretario del PDL. Ascari politici del sistema nord. Hanno votato tutte le leggi volute da Bossi per togliere linfa al Sud. Proprio tutte.Questi personaggi sono conosciuti, e sappiamo chi sono. Non conosciamo ancora gli infiltrati dalla massoneria nei vari movimenti meridionalisti, che in modi e forme subdole cercheranno di affossare l'iniziativa di Marco Esposito.
Noi del Partito del Sud siamo da sempre contro la mandraca imperante nei nostri territori ,e appoggiamo i sindaci che lottano contro il malaffare. Lo abbiamo fatto a Gaeta e a Napoli. Nella città Partenopea abbiamo appoggiato il dott. Luigi De Magistris, che nella sua vita professionale ha combattuto massoneria e camorra. Altri movimenti meridionalisti hanno appoggiato personaggi da sempre schieratisi dall'altra parte. Abbiamo conosciuto movimenti meridionalisti provenienti da Destra,quella estrema, o movimenti provenienti da sinistra. Un tempo i primi cantavano l'inno di Mameli a squarciagola; i secondi cantavano bandiera rossa. Oggi, i primi odiano l'inno nazionale e il tricolore, quest'ultimo adottato anche dai Borbone dal giugno del 1860. I secondi cantano a squarciagola l'inno di Mameli in tutte le manifestazioni istituzionali. I ruoli si stanno scambiando, con l'idea meridionalista nel cuore.Però non sono capaci di staccare la spina dalle loro ideologie di fondo: fascismo e comunismo. Anche in Sicilia vi sono tanti movimenti, alcuni separatisti ed altri autonomisti.I siciliani hanno da sempre il senso della sicilianità.
Noi del continente,da poco stiamo trovando la nostra identità, ce l'avevano fatta perdere. Noi cantiamo "Brigante se more",,"sono meridionale"; Te Deum Gaeta";Ninco Nanco, Gloria Gloria. Balliamo la Pizzica, la Taranta, il Saltarello; cantiamo Matteo Salvatore, Federico Salvatore, I briganti elettrici, il grande Eddy Napoli; cantiamo Fiorella Mannoia, Teresa De Sio, i Kalafro, Capossela,Al Bano. Cantiamo le canzoni siciliane, napoletane, pugliesi, calabresi.
L'8 di settembre nascerà l'idea di un'aggregazione politica meridionalsta. Con noi ci saranno persone oneste, ci sarà il sindaco di Bari Michele Emiliano; speriamo ci sia anche De Magistris,Ci sarà Marco Esposito; Pino Aprile, il sottoscritto. Vorremmo ci fosse anche il dott Massimo Costa, grande esperto della Questione Meridionale, e speriamo arrivi tanta gente a sostenere l'Iniziativa di Marco Esposito e di varie associazioni del Sud. Chi vuole far fallire la speranza del Sud è sulla cattiva strada, li batteremo, perderanno la partita, perchè il Sud ha bisogno di un leader, il Sud ha bisogno di uomini che guidano la politica meridionalista. Siamo in tanti, il Nord comincia ad aver paura. Non a caso gli scrittori meridionalisti sono sempre criticati, dileggiati, a volte denunciati. Vorremmo che le varie anime del Sud si confrontassero in una democratica assemblea, dove ognuno portasse idee e progetti da sviluppare. Non vogliamo gli ipocriti, i delatori, gli ascari. I nemici di questa aggregazione possono essere tra noi, tra i nostri amici e compatrioti. Il direttivo del Partito del Sud, si sta spendendo per questa causa, come il sottoscritto, da anni e non permetteremo a nessuno di ostacolare il processo in atto. Se qualcuno ha idee diverse, può liberamente andare dove la loro ideologia è parte integrante. Destra e Sinistra li aspettano, da sempre.
Antonio Ciano, Presidente onorario del Partito del Sud.
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venerdì 10 agosto 2012
Il Prof. Raffaele Giamminelli aderisce all'appello a Pino Aprile
Il prof. Raffaele Giamminelli, docente di Disegno e Storia dell'Arte e autore di numerosi saggi di successo, su siti storici e archeologici di Pozzuoli, aderisce con entusiasmo all'appello a Pino Aprile
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Il prof. Raffaele Giamminelli, docente di Disegno e Storia dell'Arte e autore di numerosi saggi di successo, su siti storici e archeologici di Pozzuoli, aderisce con entusiasmo all'appello a Pino Aprile
Margherita di Savoia, l’8 settembre possibile capitale del Sud
Il prossimo 8 settembre, in effetti, in una data evocativa, l’8 settembre e in un luogo d’incontro che porta nel nome il marchio della storia i sottoscrittori dell’appello hanno chiamato Pino Aprile a un momento di verità per capire se c’è la possibilità di organizzare il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo di organizzare.
L’autore di Terroni incontrerà al Moby Dick, una lido della città pugliese, grazie alla cortesia del proprietario Antonio Capacchione, i firmatari della lettera dal titolo “Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.
All’incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.
Per autofinanziarsi gli organizzatori dell’incontro prevede il pagamento di una quota simbolica individuale di 2 euro. Il titolare della struttura ha rinunciato a qualunque compenso.
Nelle prossime settimane saranno studiate le modalità per consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti all’appello. L’iniziativa nasce, si fa sapere, senza una organizzazione professionale e senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo. Bisogna iscriversi entro il 5 settembre.
L’appello può ancora essere firmato su www.appelloaprile.tk
Fonte:Sud24.it
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Il prossimo 8 settembre, in effetti, in una data evocativa, l’8 settembre e in un luogo d’incontro che porta nel nome il marchio della storia i sottoscrittori dell’appello hanno chiamato Pino Aprile a un momento di verità per capire se c’è la possibilità di organizzare il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo di organizzare.
L’autore di Terroni incontrerà al Moby Dick, una lido della città pugliese, grazie alla cortesia del proprietario Antonio Capacchione, i firmatari della lettera dal titolo “Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.
All’incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.
Per autofinanziarsi gli organizzatori dell’incontro prevede il pagamento di una quota simbolica individuale di 2 euro. Il titolare della struttura ha rinunciato a qualunque compenso.
Nelle prossime settimane saranno studiate le modalità per consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti all’appello. L’iniziativa nasce, si fa sapere, senza una organizzazione professionale e senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo. Bisogna iscriversi entro il 5 settembre.
L’appello può ancora essere firmato su www.appelloaprile.tk
Fonte:Sud24.it
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mercoledì 8 agosto 2012
Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei Pino Aprile incontra i firmatari dell'appello - Sabato 8 settembre 2012

Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei
Pino Aprile incontra i firmatari dell'appello
Sabato 8
settembre 2012 – ore 16 (chiusura ore 18,30)
Lido Moby Dick
– Margherita di Savoia (Barletta)
Una data evocativa, l'8 settembre. Un luogo d'incontro
che porta nel nome il marchio della storia.
Si avvicina il momento della verità
per Pino Aprile e per il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo
di organizzare. L'autore di Terroni incontrerà al Moby Dick – grazie alla
cortesia di Antonio Capacchione – i firmatari della lettera dal titolo
“Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.
L'appello può ancora essere
firmato su www.appelloaprile.tk
All'incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e
i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.
In sede sarà richiesto il pagamento di una quota
simbolica individuale (2 euro) per spese organizzative. Capacchione ha
rinunciato a qualunque compenso per la sua struttura.
Saranno studiate nelle prossime settimane modalità per
consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti
all’appello. Ma l'iniziativa nasce senza una organizzazione professionale e
senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la
giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo.
n.b. : l’incontro
è riservato ai sottoscrittori ed aderenti all’appello che si registreranno
entro il 05 Settembre 2012.
Di seguito il testo
dell'appello
Caro
Pino,
la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una
crisi forse irreversibile eppure lo spirito antimeridionale della politica
italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l'indicazione degli scrittori
del Novecento da inserire nei programmi scolastici. Lo conferma l'applicazione
del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell'Imu al 2012 con
simultaneo taglio del fondo di riequilibrio, in modo da portare risorse dove ci
sono i ricchi. E, nello stesso tempo, silenzio sui diritti minimi da garantire
in tutto il territorio nazionale, e il silenzio in tempi di federalismo equivale
a diritti zero per i cittadini del Sud. Ma questo non può sorprenderti: la
legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni
e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto
a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio
Elettra.
Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un
merito: aver portato l'attenzione sulle statistiche, con la Banca d'Italia
costretta ad ammettere che l'area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla
media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per
responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6
agosto 1863. Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da
ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa
scegliere la propria strada, senza aspettare un placet.
E' il momento di osare. Va promosso un movimento che
abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo,
ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento
aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e
oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del
2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città
per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani
del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie
Terre.
Caro Pino,
nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo,
cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo
che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo
sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza
tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno
che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il
primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.

Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei
Pino Aprile incontra i firmatari dell'appello
Sabato 8
settembre 2012 – ore 16 (chiusura ore 18,30)
Lido Moby Dick
– Margherita di Savoia (Barletta)
Una data evocativa, l'8 settembre. Un luogo d'incontro
che porta nel nome il marchio della storia.
Si avvicina il momento della verità
per Pino Aprile e per il movimento politico che in tanti gli stanno chiedendo
di organizzare. L'autore di Terroni incontrerà al Moby Dick – grazie alla
cortesia di Antonio Capacchione – i firmatari della lettera dal titolo
“Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei”.
L'appello può ancora essere
firmato su www.appelloaprile.tk
All'incontro potranno partecipare tutti gli aderenti e
i sottoscrittori, in veste di singoli o di rappresentanti di associazioni.
In sede sarà richiesto il pagamento di una quota
simbolica individuale (2 euro) per spese organizzative. Capacchione ha
rinunciato a qualunque compenso per la sua struttura.
Saranno studiate nelle prossime settimane modalità per
consentire una partecipazione ampia dei sottoscrittori ed aderenti
all’appello. Ma l'iniziativa nasce senza una organizzazione professionale e
senza una regia precostituita. Sono quindi graditi i contributi perché la
giornata possa essere un vero e proprio incontro costruttivo.
n.b. : l’incontro
è riservato ai sottoscrittori ed aderenti all’appello che si registreranno
entro il 05 Settembre 2012.
Di seguito il testo
dell'appello
Caro
Pino,
la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una
crisi forse irreversibile eppure lo spirito antimeridionale della politica
italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l'indicazione degli scrittori
del Novecento da inserire nei programmi scolastici. Lo conferma l'applicazione
del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell'Imu al 2012 con
simultaneo taglio del fondo di riequilibrio, in modo da portare risorse dove ci
sono i ricchi. E, nello stesso tempo, silenzio sui diritti minimi da garantire
in tutto il territorio nazionale, e il silenzio in tempi di federalismo equivale
a diritti zero per i cittadini del Sud. Ma questo non può sorprenderti: la
legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni
e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto
a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio
Elettra.
Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un
merito: aver portato l'attenzione sulle statistiche, con la Banca d'Italia
costretta ad ammettere che l'area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla
media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per
responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6
agosto 1863. Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da
ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa
scegliere la propria strada, senza aspettare un placet.
E' il momento di osare. Va promosso un movimento che
abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo,
ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento
aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e
oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del
2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra città
per città una fase costituente sulla strada da intraprendere perché i giovani
del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie
Terre.
Caro Pino,
nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo,
cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo
che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo
sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza
tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno
che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il
primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
giovedì 2 agosto 2012
Anche il Prof. Massimo Costa aderisce all'appello a Pino Aprile!
Con grande piacere annunciamo l'adesione all'appello a Pino Aprile del Prof. Massimo Costa, docente di Economia Aziendale all'Università di Palermo, uno dei massimi esperti di autonomia siciliana che da tempo combatte la sua battaglia per l'applicazione integrale dello Statuto di autonomia siciliana.
Ecco un suo appello a favore proprio dell'applicazione integrale dello Statuto siciliano che, se applicato integralmente, consentirebbe ai siciliani oltre che un'autonomia tributaria ed economica, perfino una moneta complementare!
Ecco il suo messaggio:
La Sicilia ha bisogno di una propria forza politica. Perché è una Nazione. Ma molti di noi siciliani vedrebbero molto volentieri l'affermazione di una federazione tra una forza siciliana e una forza meridionale, per le tante questioni che ci affratellano. Specialmente se condotta da una persona della credibilità di Pino Aprile.
Fonte: Partito del Sud - Roma
.
Con grande piacere annunciamo l'adesione all'appello a Pino Aprile del Prof. Massimo Costa, docente di Economia Aziendale all'Università di Palermo, uno dei massimi esperti di autonomia siciliana che da tempo combatte la sua battaglia per l'applicazione integrale dello Statuto di autonomia siciliana.
Ecco un suo appello a favore proprio dell'applicazione integrale dello Statuto siciliano che, se applicato integralmente, consentirebbe ai siciliani oltre che un'autonomia tributaria ed economica, perfino una moneta complementare!
Ecco il suo messaggio:
La Sicilia ha bisogno di una propria forza politica. Perché è una Nazione. Ma molti di noi siciliani vedrebbero molto volentieri l'affermazione di una federazione tra una forza siciliana e una forza meridionale, per le tante questioni che ci affratellano. Specialmente se condotta da una persona della credibilità di Pino Aprile.
Fonte: Partito del Sud - Roma
.
mercoledì 1 agosto 2012
Due Sicilie Sviluppo aderisce all'appello
La nascente associazione, Due Sicilie Sviluppo, aderisce con entusiasmo alla lettera aperta a Pino Aprile, inviandoci il seguente messaggio:
"siamo con Pino e con Tutti coloro i quali vorranno aderire all'appello per un unico movimento meridionale attento alle sorti del territorio, per il SUD e non contro qualcuno!"
vai al sito web: http://www.duesiciliesviluppo.it
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"siamo con Pino e con Tutti coloro i quali vorranno aderire all'appello per un unico movimento meridionale attento alle sorti del territorio, per il SUD e non contro qualcuno!"
vai al sito web: http://www.duesiciliesviluppo.it
La nascente associazione, Due Sicilie Sviluppo, aderisce con entusiasmo alla lettera aperta a Pino Aprile, inviandoci il seguente messaggio:
"siamo con Pino e con Tutti coloro i quali vorranno aderire all'appello per un unico movimento meridionale attento alle sorti del territorio, per il SUD e non contro qualcuno!"
vai al sito web: http://www.duesiciliesviluppo.it
"siamo con Pino e con Tutti coloro i quali vorranno aderire all'appello per un unico movimento meridionale attento alle sorti del territorio, per il SUD e non contro qualcuno!"
vai al sito web: http://www.duesiciliesviluppo.it
L'associazione MDL aderisce all'appello per Pino Aprile
MDL è un’associazione di liberi professionisti napoletani che è nata con l’intento di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio di Napoli, inteso anche in relazione a quello nazionale, europeo ed extraeuropeo. Ha inoltre particolare interesse alla diffusione di aspetti poco noti della cultura napoletana.
Abbiamo accolto con interesse questa iniziativa e senz'altro la appoggiamo sia per stima verso Pino Aprile sia perchè riteniamo che una rappresentanza in Parlamento di forze realmente a favore del Sud, possa aprire la strada verso la rinascita del nostro territorio di appartenenza, valorizzando le sue numerose risorse ora purtroppo mortificate.
il Presidente
arch. prof.ssa Lorenza Lanzetta
MDL è un’associazione di liberi professionisti napoletani che è nata con l’intento di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, del territorio e del paesaggio di Napoli, inteso anche in relazione a quello nazionale, europeo ed extraeuropeo. Ha inoltre particolare interesse alla diffusione di aspetti poco noti della cultura napoletana.
Abbiamo accolto con interesse questa iniziativa e senz'altro la appoggiamo sia per stima verso Pino Aprile sia perchè riteniamo che una rappresentanza in Parlamento di forze realmente a favore del Sud, possa aprire la strada verso la rinascita del nostro territorio di appartenenza, valorizzando le sue numerose risorse ora purtroppo mortificate.
il Presidente
arch. prof.ssa Lorenza Lanzetta
Aderite e diffondete l'appello a Pino Aprile! Siamo già in tantissimi!!!
Cresce l'entusiasmo ed aumentano le adesioni per l'appello a Pino Aprile e ora c'e' anche un indirizzo molto più facile da ricordare e da diffondere....
Gruppo Facebook:
https://www.facebook.com/groups/334147533335561/
Cresce l'entusiasmo ed aumentano le adesioni per l'appello a Pino Aprile e ora c'e' anche un indirizzo molto più facile da ricordare e da diffondere....
Gruppo Facebook:
https://www.facebook.com/groups/334147533335561/
lunedì 30 luglio 2012
TrinacriaNews » Articoli » Appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile
Appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile
Da Partito del Sud- Napoli:
Pubblichiamo quanto di seguito ricevuto da un nostro lettore
Salve,
vi invio un mio contributo riguardo l’appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile.
Cordiali saluti,
Giovanni De Grazia
vi invio un mio contributo riguardo l’appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile.
Cordiali saluti,
Giovanni De Grazia
Da diversi anni si sta assistendo al rifiorire di un movimento meridionalista che sembrava assopito, tranne che negli obbiettivi dei molti partiti meridionalisti che però fino adesso non erano mai riusciti a fare fronte comune. Una nuova generazione di giornalisti, scrittori ed economisti però, sembra aver dato nuova linfa al movimento. Pensiamo ad esempio a Lino Patruno, con i suoi “Fuoco del Sud” e “Ricomincio da Sud”, Gianfranco Viesti con “Mezzogiorno a Tradimento” e “Abolire il Mezzogiorno”; ma la vera novità dirompente, quella che ha saputo portare il messaggio di un sud che vuole rinascere e che non ci sta più ad essere sempre additato come la radice di tutti i mali della nazione, è probabilmente quella di Pino Aprile, autore di “Terroni” (bestseller con più di 500.000 copie) e “Giù al Sud”, nei quali analizza i perchè del divario che si è creato nel sud dall”unità d’Italia fino ai nostri giorni e accende un faro su tutte quelle nuove realtà che indicano un mezzogiorno pieno di fermento e iniziative, sia economiche che sociali. Aprile ha iniziato a girare l’Italia, promuovendo i suoi libri e diffondendo queste tematiche, anche a chi non ne aveva mai sentito parlare o non era particolarmente attento a questi problemi. Per questo, i vari movimenti meridionalisti hanno pensato che possa essere la persona giusta per catalizzare l’attenzione di tutti quelli che vogliono cambiare il mezzogiorno, e lo hanno invitato a candidarsi come rappresentante di tutto il sud alle prossime elezioni politiche. Su internet sono presenti un gruppo facebook che raccoglie quanti invitano Aprile a fare il grande passo, e una pagina che raccoglie le firme per sottoscrivere la lettera d’appello che qui riportiamo:
segue l'appello.....
Fonte : Giovanni De Grazia Fb
Appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile
Da Partito del Sud- Napoli:
Pubblichiamo quanto di seguito ricevuto da un nostro lettore
Salve,
vi invio un mio contributo riguardo l’appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile.
Cordiali saluti,
Giovanni De Grazia
vi invio un mio contributo riguardo l’appello dei meridionalisti al giornalista Pino Aprile.
Cordiali saluti,
Giovanni De Grazia
Da diversi anni si sta assistendo al rifiorire di un movimento meridionalista che sembrava assopito, tranne che negli obbiettivi dei molti partiti meridionalisti che però fino adesso non erano mai riusciti a fare fronte comune. Una nuova generazione di giornalisti, scrittori ed economisti però, sembra aver dato nuova linfa al movimento. Pensiamo ad esempio a Lino Patruno, con i suoi “Fuoco del Sud” e “Ricomincio da Sud”, Gianfranco Viesti con “Mezzogiorno a Tradimento” e “Abolire il Mezzogiorno”; ma la vera novità dirompente, quella che ha saputo portare il messaggio di un sud che vuole rinascere e che non ci sta più ad essere sempre additato come la radice di tutti i mali della nazione, è probabilmente quella di Pino Aprile, autore di “Terroni” (bestseller con più di 500.000 copie) e “Giù al Sud”, nei quali analizza i perchè del divario che si è creato nel sud dall”unità d’Italia fino ai nostri giorni e accende un faro su tutte quelle nuove realtà che indicano un mezzogiorno pieno di fermento e iniziative, sia economiche che sociali. Aprile ha iniziato a girare l’Italia, promuovendo i suoi libri e diffondendo queste tematiche, anche a chi non ne aveva mai sentito parlare o non era particolarmente attento a questi problemi. Per questo, i vari movimenti meridionalisti hanno pensato che possa essere la persona giusta per catalizzare l’attenzione di tutti quelli che vogliono cambiare il mezzogiorno, e lo hanno invitato a candidarsi come rappresentante di tutto il sud alle prossime elezioni politiche. Su internet sono presenti un gruppo facebook che raccoglie quanti invitano Aprile a fare il grande passo, e una pagina che raccoglie le firme per sottoscrivere la lettera d’appello che qui riportiamo:
segue l'appello.....
Fonte : Giovanni De Grazia Fb
domenica 29 luglio 2012
La rivista "LucidaMente" di Bologna pubblica l'appello: "PINO APRILE, ENTRA IN PARLAMENTO"
Grazie all'interessamento di Fabrizio Bensai, attivissimo Coord. Provinciale Bologna del PdSUD ,a cui vanno i nostri complimenti, l' "appello" fa breccia, dopo Vicenza Più, anche su di un altro giornale del nord..
Ma questo non può sorprenderti: la legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra. Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un merito: aver portato l’attenzione sulle statistiche, con la Banca d’Italia costretta ad ammettere che l’area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6 agosto 1863.
Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa scegliere la propria strada, senza aspettare un placet. È il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.
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Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera aperta stilata da alcuni partiti meridionalisti al noto scrittore affinché si candidi alle prossime elezioni
Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera aperta stilata da alcuni partiti meridionalisti al noto scrittore affinché si candidi alle prossime elezioni
Caro Pino, la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una crisi forse irreversibile, eppure lo spirito antimeridionale della politica italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l’esclusione degli scrittori meridionali del Novecento dai programmi scolastici. Lo conferma l’applicazione del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell’Imu al 2012 con simultaneo taglio dei fondi per i Comuni poveri, in modo da portare risorse dove già ci sono i soldi. E, nello stesso tempo, il governo ha dimenticato di elencare i diritti minimi da garantire in tutto il territorio nazionale: un silenzio che equivale a diritti zero per i cittadini del Sud.
C
aro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre terre. Ma l’impegno che chiediamo a noi stessi e l’invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
Partito del Sud, L’Altro Sud, Per il Sud, Insieme per la Rinascita
.
Grazie all'interessamento di Fabrizio Bensai, attivissimo Coord. Provinciale Bologna del PdSUD ,a cui vanno i nostri complimenti, l' "appello" fa breccia, dopo Vicenza Più, anche su di un altro giornale del nord..
Ma questo non può sorprenderti: la legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra. Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un merito: aver portato l’attenzione sulle statistiche, con la Banca d’Italia costretta ad ammettere che l’area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6 agosto 1863.
Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa scegliere la propria strada, senza aspettare un placet. È il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.
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Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera aperta stilata da alcuni partiti meridionalisti al noto scrittore affinché si candidi alle prossime elezioni
Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera aperta stilata da alcuni partiti meridionalisti al noto scrittore affinché si candidi alle prossime elezioni
Caro Pino, la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una crisi forse irreversibile, eppure lo spirito antimeridionale della politica italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l’esclusione degli scrittori meridionali del Novecento dai programmi scolastici. Lo conferma l’applicazione del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell’Imu al 2012 con simultaneo taglio dei fondi per i Comuni poveri, in modo da portare risorse dove già ci sono i soldi. E, nello stesso tempo, il governo ha dimenticato di elencare i diritti minimi da garantire in tutto il territorio nazionale: un silenzio che equivale a diritti zero per i cittadini del Sud.
C
aro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre terre. Ma l’impegno che chiediamo a noi stessi e l’invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
Partito del Sud, L’Altro Sud, Per il Sud, Insieme per la Rinascita
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APPELLO per PINO APRILE - INSIEME SOTTO UN'UNICA BANDIERA ( restauriamo la nostra dignità)
Di Bruno Pappalardo
Fonte: Nota Profilo Facebook
condividiamo per gruppi di amici e per firmare l'appello
Firmate l'appello
https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dFZlZmJoVl8yeU84anR6dy1jWXJqN0E6MQ#gid=0
Cari amici non ci sono trucchi o talune bizzarre volontà separatiste o rinunzie europeiste. Non c'è la voglia e ne programmi di genere leghista. Nessuno balordo recinto verrà messo intorno al nostro giardino, ovverosia appropriazione del territorio per farne un isola senza approdi. Solo la convinzione di non restare soli per non essere schiacciati da corruttori, prosseneti e grassatori, lasciandoci senza lavoro per i nostri giovani, per i precari, per la gente adulta ma abbandonati sulla strada, ma anche illusi di una pensione che dovrà, chissà quando, giugere un giorno mentre andrà avanti la frammentazione del Sud con la svendita del nostro patrimonio. Da oggi non elemosinerà per i propri figli ma lotterà per una certissima crescita, per il sostegno a universitari e ricercatori, per l'assistenza sanitaria efficiente e vicina ai nostri malati e l'evoluzione di un nuovo turismo; la difesa del nostro patrimonio materiale e immateriale dei nostri beni artistici, per la perenne attenzione di quella sottrazione di territorio da parte dalle mafie e il loro totale, pieno annientamento e, soprattutto il nostro riscatto. Vogliamo camminare sulle nostre gambe e che non certo con i soliti interventi illuministici o evangelici assistenziali provenienti dall'alto rispolverando sistemi come la Cassa del Mezzogiorno con LOSCHI interventi speciali e, ... forse cadrà ancora effettivamente del denaro a pioggia purchè sotto siano loro a raccoglierne l'acqua per riportarla su nelle loro banche. Dovremo, con autonomia, sostenibilità e solidarietà territoriale, cercarci i nostri mercati e premere sulle nostre vocazioni. Vogliamo ritrovare, tutte le mattine, le nostre strade pulite, come sono e dovranno essere le mani dei nostri amministratori.
AIUTATIAMO PINO APRILE, FATE CHE SI CONVINCA, AIUTATE IL SUD!
cliccate e aderite:
Firmate l'appello https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dFZlZmJoVl8yeU84anR6dy1jWXJqN0E6MQ#gid=0
Bruno Papplardo, SUDVOX
NB: condividete questo o anche l'appello a Pino Aprile lanciato dai partiti e movimenti meridionalisti perchè ci aiuti pel nostro riscatto.
Caro Pino,la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una crisi forse irreversibile eppure lo spirito antimeridionale della politica italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l'esclusione degli scrittori meridionali del Novecento dai programmi scolastici. Lo conferma l'applicazione del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell'Imu al 2012 con simultaneo taglio dei fondi per i Comuni poveri, in modo da portare risorse dove già ci sono i soldi. E, nello stesso tempo, il governo ha dimenticato di elencare i diritti minimi da garantire in tutto il territorio nazionale, un silenzio che equivale a diritti zero per i cittadini del Sud. Ma questo non può sorprenderti: la legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra.Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un merito: aver portato l'attenzione sulle statistiche, con la Banca d'Italia costretta ad ammettere che l'area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6 agosto 1863. Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa scegliere la propria strada, senza aspettare un placet.E' il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.Caro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
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Fonte: Nota Profilo Facebook
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Perdonatemi, abbiate pazienza, sono più noioso del solito ma questa cosa potrebbe essere fondamentale per il Sud. Non partiti ma un uomo solo per noi al Parlamento.
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A tutti i miei gli amici di FB., che hanno diviso con me, (... non certo l'appartenenza al Partito del Sud di cui sono un modestissimo consigliere) ma invece le condivise incursioni nella memoria del nostro passato e le bellezze d'oggi ma anche le stroppiature di una realtà dell'esistenza in questa città come per l'intero Meridione da recuperare e cambiare. Per tutti quei sostenitore del meridionalismo puro, per tutti quegl'altri che mi hanno dimostrato l'entusiasmo e le loro emozioni dinanzi ai nostri paesaggi, alle nostre architetture, alle incommensurabile e irraggiungibile arti minori o quelle dei grandi artisti e tutte le altre cose che vivono ancora nascoste tra la gente ma che hanno reso grande la nostra storia e cultura. Per quelli che hanno partecipato com me a quel chiaro disegno di alimentare il convincimento negli italiani, ...e in noi stessi, di non essere persone ma "luogo comune" incapaci e fannulloni, criminali e corrotti, ebbene, aggiungetevi all'appello che il Partito del Sud e altre compagini meridionaliste di intellettuali e giovani stanno propalando perché lo scrittore Pino Aprile (autore di "Terroni" e altri lucide esamine sulle problematiche del sud e la perpetua malevolenza di un Nord impaurito e ancora spudoratamente pronto a rastellare i fondi a noi assegnati) venga convinto dalla nostra e vostra meditata volontà e entusiasmo, postilla dell'amore per questa terra dolente, di portarlo al Parlamento italiano come deputato per tutti noi, noi ripeto, non il Partito del Sud ma di tutte le associazioni, movimenti meridionalisti, centri e associazioni di volontariato e centri di formazione per giovani i disabili noprofit ma dissanguati dai tagli e che stanno aderendo
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per l' identica passione per il nostro ideale pantheon di tradizioni, favole, miti, leggende, misteri, luoghi di storia e arte e pregno di un animo, come il nostro, pronto al mutamento.
Sarà il vertice di una straordinaria piramide trasparente, una curiosa scatola di nuove idee che dovranno mutuare le nostre ferite, il nostro orgoglio offeso, il nostro mondo depauperato dalle loro lorde mani.
Aprile, sarà come libero studioso e intellettuale che lavorerà per noi.
Cari amici non ci sono trucchi o talune bizzarre volontà separatiste o rinunzie europeiste. Non c'è la voglia e ne programmi di genere leghista. Nessuno balordo recinto verrà messo intorno al nostro giardino, ovverosia appropriazione del territorio per farne un isola senza approdi. Solo la convinzione di non restare soli per non essere schiacciati da corruttori, prosseneti e grassatori, lasciandoci senza lavoro per i nostri giovani, per i precari, per la gente adulta ma abbandonati sulla strada, ma anche illusi di una pensione che dovrà, chissà quando, giugere un giorno mentre andrà avanti la frammentazione del Sud con la svendita del nostro patrimonio. Da oggi non elemosinerà per i propri figli ma lotterà per una certissima crescita, per il sostegno a universitari e ricercatori, per l'assistenza sanitaria efficiente e vicina ai nostri malati e l'evoluzione di un nuovo turismo; la difesa del nostro patrimonio materiale e immateriale dei nostri beni artistici, per la perenne attenzione di quella sottrazione di territorio da parte dalle mafie e il loro totale, pieno annientamento e, soprattutto il nostro riscatto. Vogliamo camminare sulle nostre gambe e che non certo con i soliti interventi illuministici o evangelici assistenziali provenienti dall'alto rispolverando sistemi come la Cassa del Mezzogiorno con LOSCHI interventi speciali e, ... forse cadrà ancora effettivamente del denaro a pioggia purchè sotto siano loro a raccoglierne l'acqua per riportarla su nelle loro banche. Dovremo, con autonomia, sostenibilità e solidarietà territoriale, cercarci i nostri mercati e premere sulle nostre vocazioni. Vogliamo ritrovare, tutte le mattine, le nostre strade pulite, come sono e dovranno essere le mani dei nostri amministratori.
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Bruno Papplardo, SUDVOX
NB: condividete questo o anche l'appello a Pino Aprile lanciato dai partiti e movimenti meridionalisti perchè ci aiuti pel nostro riscatto.
Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei Lettera aperta a Pino Aprile
Caro Pino,la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una crisi forse irreversibile eppure lo spirito antimeridionale della politica italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l'esclusione degli scrittori meridionali del Novecento dai programmi scolastici. Lo conferma l'applicazione del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell'Imu al 2012 con simultaneo taglio dei fondi per i Comuni poveri, in modo da portare risorse dove già ci sono i soldi. E, nello stesso tempo, il governo ha dimenticato di elencare i diritti minimi da garantire in tutto il territorio nazionale, un silenzio che equivale a diritti zero per i cittadini del Sud. Ma questo non può sorprenderti: la legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra.Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un merito: aver portato l'attenzione sulle statistiche, con la Banca d'Italia costretta ad ammettere che l'area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6 agosto 1863. Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa scegliere la propria strada, senza aspettare un placet.E' il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.Caro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
Di Bruno Pappalardo
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Cari amici non ci sono trucchi o talune bizzarre volontà separatiste o rinunzie europeiste. Non c'è la voglia e ne programmi di genere leghista. Nessuno balordo recinto verrà messo intorno al nostro giardino, ovverosia appropriazione del territorio per farne un isola senza approdi. Solo la convinzione di non restare soli per non essere schiacciati da corruttori, prosseneti e grassatori, lasciandoci senza lavoro per i nostri giovani, per i precari, per la gente adulta ma abbandonati sulla strada, ma anche illusi di una pensione che dovrà, chissà quando, giugere un giorno mentre andrà avanti la frammentazione del Sud con la svendita del nostro patrimonio. Da oggi non elemosinerà per i propri figli ma lotterà per una certissima crescita, per il sostegno a universitari e ricercatori, per l'assistenza sanitaria efficiente e vicina ai nostri malati e l'evoluzione di un nuovo turismo; la difesa del nostro patrimonio materiale e immateriale dei nostri beni artistici, per la perenne attenzione di quella sottrazione di territorio da parte dalle mafie e il loro totale, pieno annientamento e, soprattutto il nostro riscatto. Vogliamo camminare sulle nostre gambe e che non certo con i soliti interventi illuministici o evangelici assistenziali provenienti dall'alto rispolverando sistemi come la Cassa del Mezzogiorno con LOSCHI interventi speciali e, ... forse cadrà ancora effettivamente del denaro a pioggia purchè sotto siano loro a raccoglierne l'acqua per riportarla su nelle loro banche. Dovremo, con autonomia, sostenibilità e solidarietà territoriale, cercarci i nostri mercati e premere sulle nostre vocazioni. Vogliamo ritrovare, tutte le mattine, le nostre strade pulite, come sono e dovranno essere le mani dei nostri amministratori.
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NB: condividete questo o anche l'appello a Pino Aprile lanciato dai partiti e movimenti meridionalisti perchè ci aiuti pel nostro riscatto.
Caro Pino,la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una crisi forse irreversibile eppure lo spirito antimeridionale della politica italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l'esclusione degli scrittori meridionali del Novecento dai programmi scolastici. Lo conferma l'applicazione del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell'Imu al 2012 con simultaneo taglio dei fondi per i Comuni poveri, in modo da portare risorse dove già ci sono i soldi. E, nello stesso tempo, il governo ha dimenticato di elencare i diritti minimi da garantire in tutto il territorio nazionale, un silenzio che equivale a diritti zero per i cittadini del Sud. Ma questo non può sorprenderti: la legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra.Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un merito: aver portato l'attenzione sulle statistiche, con la Banca d'Italia costretta ad ammettere che l'area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6 agosto 1863. Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa scegliere la propria strada, senza aspettare un placet.E' il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.Caro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
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Perdonatemi, abbiate pazienza, sono più noioso del solito ma questa cosa potrebbe essere fondamentale per il Sud. Non partiti ma un uomo solo per noi al Parlamento.
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A tutti i miei gli amici di FB., che hanno diviso con me, (... non certo l'appartenenza al Partito del Sud di cui sono un modestissimo consigliere) ma invece le condivise incursioni nella memoria del nostro passato e le bellezze d'oggi ma anche le stroppiature di una realtà dell'esistenza in questa città come per l'intero Meridione da recuperare e cambiare. Per tutti quei sostenitore del meridionalismo puro, per tutti quegl'altri che mi hanno dimostrato l'entusiasmo e le loro emozioni dinanzi ai nostri paesaggi, alle nostre architetture, alle incommensurabile e irraggiungibile arti minori o quelle dei grandi artisti e tutte le altre cose che vivono ancora nascoste tra la gente ma che hanno reso grande la nostra storia e cultura. Per quelli che hanno partecipato com me a quel chiaro disegno di alimentare il convincimento negli italiani, ...e in noi stessi, di non essere persone ma "luogo comune" incapaci e fannulloni, criminali e corrotti, ebbene, aggiungetevi all'appello che il Partito del Sud e altre compagini meridionaliste di intellettuali e giovani stanno propalando perché lo scrittore Pino Aprile (autore di "Terroni" e altri lucide esamine sulle problematiche del sud e la perpetua malevolenza di un Nord impaurito e ancora spudoratamente pronto a rastellare i fondi a noi assegnati) venga convinto dalla nostra e vostra meditata volontà e entusiasmo, postilla dell'amore per questa terra dolente, di portarlo al Parlamento italiano come deputato per tutti noi, noi ripeto, non il Partito del Sud ma di tutte le associazioni, movimenti meridionalisti, centri e associazioni di volontariato e centri di formazione per giovani i disabili noprofit ma dissanguati dai tagli e che stanno aderendo
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Sarà il vertice di una straordinaria piramide trasparente, una curiosa scatola di nuove idee che dovranno mutuare le nostre ferite, il nostro orgoglio offeso, il nostro mondo depauperato dalle loro lorde mani.
Aprile, sarà come libero studioso e intellettuale che lavorerà per noi.
Cari amici non ci sono trucchi o talune bizzarre volontà separatiste o rinunzie europeiste. Non c'è la voglia e ne programmi di genere leghista. Nessuno balordo recinto verrà messo intorno al nostro giardino, ovverosia appropriazione del territorio per farne un isola senza approdi. Solo la convinzione di non restare soli per non essere schiacciati da corruttori, prosseneti e grassatori, lasciandoci senza lavoro per i nostri giovani, per i precari, per la gente adulta ma abbandonati sulla strada, ma anche illusi di una pensione che dovrà, chissà quando, giugere un giorno mentre andrà avanti la frammentazione del Sud con la svendita del nostro patrimonio. Da oggi non elemosinerà per i propri figli ma lotterà per una certissima crescita, per il sostegno a universitari e ricercatori, per l'assistenza sanitaria efficiente e vicina ai nostri malati e l'evoluzione di un nuovo turismo; la difesa del nostro patrimonio materiale e immateriale dei nostri beni artistici, per la perenne attenzione di quella sottrazione di territorio da parte dalle mafie e il loro totale, pieno annientamento e, soprattutto il nostro riscatto. Vogliamo camminare sulle nostre gambe e che non certo con i soliti interventi illuministici o evangelici assistenziali provenienti dall'alto rispolverando sistemi come la Cassa del Mezzogiorno con LOSCHI interventi speciali e, ... forse cadrà ancora effettivamente del denaro a pioggia purchè sotto siano loro a raccoglierne l'acqua per riportarla su nelle loro banche. Dovremo, con autonomia, sostenibilità e solidarietà territoriale, cercarci i nostri mercati e premere sulle nostre vocazioni. Vogliamo ritrovare, tutte le mattine, le nostre strade pulite, come sono e dovranno essere le mani dei nostri amministratori.
AIUTATIAMO PINO APRILE, FATE CHE SI CONVINCA, AIUTATE IL SUD!
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NB: condividete questo o anche l'appello a Pino Aprile lanciato dai partiti e movimenti meridionalisti perchè ci aiuti pel nostro riscatto.
Schietti, orgogliosi, allegri, mediterranei Lettera aperta a Pino Aprile
Caro Pino,la Lega Nord è fuori dal governo e si è avvitata in una crisi forse irreversibile eppure lo spirito antimeridionale della politica italiana non si è affatto attenuato. Lo dimostra l'esclusione degli scrittori meridionali del Novecento dai programmi scolastici. Lo conferma l'applicazione del federalismo voluta dal governo Monti: anticipo dell'Imu al 2012 con simultaneo taglio dei fondi per i Comuni poveri, in modo da portare risorse dove già ci sono i soldi. E, nello stesso tempo, il governo ha dimenticato di elencare i diritti minimi da garantire in tutto il territorio nazionale, un silenzio che equivale a diritti zero per i cittadini del Sud. Ma questo non può sorprenderti: la legge si applica al Nord e si interpreta per i meridionali; va così da 151 anni e il razzismo dotto di chi ha studiato alla Bocconi cambia solo i toni rispetto a quello becero di chi si è diplomato per corrispondenza alla scuola Radio Elettra.Le celebrazioni organizzate per i 150 anni hanno un merito: aver portato l'attenzione sulle statistiche, con la Banca d'Italia costretta ad ammettere che l'area di Napoli aveva un Pil del 40% superiore alla media nazionale. E se da +40% scivoli fino a -40% non può essere per responsabilità interne: è perché hai ceduto alla forza. Come a Pietrarsa il 6 agosto 1863. Ma il vento sta cambiando e dopo Gaeta oggi Napoli è libera da ceti politici eterodiretti. Ciò incoraggia chi crede che ogni comunità possa scegliere la propria strada, senza aspettare un placet.E' il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre.Caro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi.
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