venerdì 15 luglio 2022

IL SINDACO CHE NON C’È

 


Di Antonio Luongo

283 giorni.
Cioè oltre 40 settimane.
Sono trascorsi mesi da quando a Palazzo San Giacomo si è insediata la nuova amministrazione con #Manfredi sindaco.
Normalmente per ogni nuovo corso politico le valutazioni partono dopo i famosi "primi 100 giorni".
È quello il periodo dove si traccia la rotta, l'indirizzo e si spinge sull'acceleratore, laddove possibile, per far percepire il cambio di marcia rispetto al passato. A #Napoli tutto questo, purtroppo, non è avvenuto, anzi. Laddove fosse possibile la città è peggiorata e non migliorata.

Dopo circa 10 mesi sindaco e giunta sono totalmente evanescenti, e la città non ha alcun tipo di guida nè politica nè amministrativa.
Faccio fatica a ricordare qualche segnale di vita proveniente da Palazzo San Giacomo.
Facendo uno sforzo di buona volontà abbiamo:
🔴 il tentativo maldestro di riaprire il lungomare al traffico veicolare (con un ritorno al passato di circa 40 anni)
🔴un attacco frontale ai panni stesi
🔴una goffa e imbarazzante ordinanza contro la movida che aveva come obiettivo scritto e dichiarato la "rieducazione", come fossimo sotto regime totalitari, che ha costretto addirittura #Saviano, che sappiamo non essere mai stato tenero sui problemi di Napoli, alla contestazione esplicita, talmente fosse surreale.

Nel mezzo l'unico provvedimento efficace che ricordiamo è la delibera per triplicare gli stipendi a sindaco, assessore e consiglieri (un buon trucco per narcotizzare ogni dibattito con il placet strumentale di #Draghi).
Il patto per Napoli è diventato il "pacco per Napoli", con prestiti erogati con logiche di strozzinaggio e il ricatto sulla privatizzazione di qualsiasi servizio in caso di mancata restituzione. L'attacco all'acqua pubblica è il picconamento di #Abc è solo il primo passo.
Il Manfredi che minacciava fuoco e fiamme in campagna elettorale se Napoli non avesse avuto lo stesso trattamento di #Roma, per salvarne i conti è solo un lontano ricordo. L'ennesima pantomima teatrale allestita sul corpo esanime di Napoli, sacrificata sull'altare degli equilibri di governo per la tavola imbandita dall'Europa con Next Generation EU.
Oggi il sindaco, molto semplicemente, non c'è. È un fantasma, dedito a tutto tranne che al governo della città.

Sullo sfondo abbiamo:
▶️Una metropolitana che viene ormai ricordata con nostalgia e che a distanza di un altro anno non vede in pista nemmeno uno dei treni acquistati nel precedente corso amministrativo,
▶️ i trasporti su gomma inesistenti,
▶️ i monumenti chiusi al pubblico durante i picchi turistici
▶️municipalità senza giunta per impossibilità a trovare la quadra politica nel carrozzone di liste e listarelle che ora battono cassa.
▶️per non farci mancare nulla, il crollo nel rendimento della Federico II, dell'Orientale e della #Partenope, i tre principali atenei napoletani con cui il nostro sindaco ha relazioni robuste e sin troppo intense, per coordinare i lavori sulla progettazione del #PNRR.

Ho aspettato a lungo per fare queste considerazioni. Sono un uomo cresciuto nelle istituzioni cittadine e ho anche sperato che Manfredi potesse scuotere il Parlamento. Ne avrei gioito per il bene di Napoli. So che nessuno ha la bacchetta magica.
I fatti però parlano. Siamo vittime di un grande bluff e ci troviamo a perdere probabilmente l'ultimo treno possibile per recuperare ritardi storici. Napoli ha bisogno di dedizione totale, mentre Manfredi è un "sindaco che non c'è"!



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Di Antonio Luongo

283 giorni.
Cioè oltre 40 settimane.
Sono trascorsi mesi da quando a Palazzo San Giacomo si è insediata la nuova amministrazione con #Manfredi sindaco.
Normalmente per ogni nuovo corso politico le valutazioni partono dopo i famosi "primi 100 giorni".
È quello il periodo dove si traccia la rotta, l'indirizzo e si spinge sull'acceleratore, laddove possibile, per far percepire il cambio di marcia rispetto al passato. A #Napoli tutto questo, purtroppo, non è avvenuto, anzi. Laddove fosse possibile la città è peggiorata e non migliorata.

Dopo circa 10 mesi sindaco e giunta sono totalmente evanescenti, e la città non ha alcun tipo di guida nè politica nè amministrativa.
Faccio fatica a ricordare qualche segnale di vita proveniente da Palazzo San Giacomo.
Facendo uno sforzo di buona volontà abbiamo:
🔴 il tentativo maldestro di riaprire il lungomare al traffico veicolare (con un ritorno al passato di circa 40 anni)
🔴un attacco frontale ai panni stesi
🔴una goffa e imbarazzante ordinanza contro la movida che aveva come obiettivo scritto e dichiarato la "rieducazione", come fossimo sotto regime totalitari, che ha costretto addirittura #Saviano, che sappiamo non essere mai stato tenero sui problemi di Napoli, alla contestazione esplicita, talmente fosse surreale.

Nel mezzo l'unico provvedimento efficace che ricordiamo è la delibera per triplicare gli stipendi a sindaco, assessore e consiglieri (un buon trucco per narcotizzare ogni dibattito con il placet strumentale di #Draghi).
Il patto per Napoli è diventato il "pacco per Napoli", con prestiti erogati con logiche di strozzinaggio e il ricatto sulla privatizzazione di qualsiasi servizio in caso di mancata restituzione. L'attacco all'acqua pubblica è il picconamento di #Abc è solo il primo passo.
Il Manfredi che minacciava fuoco e fiamme in campagna elettorale se Napoli non avesse avuto lo stesso trattamento di #Roma, per salvarne i conti è solo un lontano ricordo. L'ennesima pantomima teatrale allestita sul corpo esanime di Napoli, sacrificata sull'altare degli equilibri di governo per la tavola imbandita dall'Europa con Next Generation EU.
Oggi il sindaco, molto semplicemente, non c'è. È un fantasma, dedito a tutto tranne che al governo della città.

Sullo sfondo abbiamo:
▶️Una metropolitana che viene ormai ricordata con nostalgia e che a distanza di un altro anno non vede in pista nemmeno uno dei treni acquistati nel precedente corso amministrativo,
▶️ i trasporti su gomma inesistenti,
▶️ i monumenti chiusi al pubblico durante i picchi turistici
▶️municipalità senza giunta per impossibilità a trovare la quadra politica nel carrozzone di liste e listarelle che ora battono cassa.
▶️per non farci mancare nulla, il crollo nel rendimento della Federico II, dell'Orientale e della #Partenope, i tre principali atenei napoletani con cui il nostro sindaco ha relazioni robuste e sin troppo intense, per coordinare i lavori sulla progettazione del #PNRR.

Ho aspettato a lungo per fare queste considerazioni. Sono un uomo cresciuto nelle istituzioni cittadine e ho anche sperato che Manfredi potesse scuotere il Parlamento. Ne avrei gioito per il bene di Napoli. So che nessuno ha la bacchetta magica.
I fatti però parlano. Siamo vittime di un grande bluff e ci troviamo a perdere probabilmente l'ultimo treno possibile per recuperare ritardi storici. Napoli ha bisogno di dedizione totale, mentre Manfredi è un "sindaco che non c'è"!



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lunedì 11 luglio 2022

VERSO L' UNIONE POPOLARE!

Di Antonio Luongo 

Sabato a Roma, insieme al Partito del Sud, per costruire una speranza per l'Italia. 
Ce la stiamo mettendo tutta! 

Non ci servono “carrieristi” ma sana militanza attiva. Occorrono persone che possono intercettare i tanti cittadini che non credono più nella politica, perché disincantati proprio dalla politica politicante fatta da trasformisti voltagabbana pronti a vendersi al miglior offerente, da qualche anno tanto di moda. 

Sono stati commessi molti errori nel passato recente, questo progetto deve camminare sulle gambe di persone coerenti e di indiscussa moralità politica per dare forza e sostanza alla UNIONE POPOLARE. Bisogna parlare con le donne e gli uomini in particolare nelle periferie dove la crisi morde di più, spiegare perché bisogna mandare a casa questo governo antipopolare. 
Insieme ce la faremo!







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Di Antonio Luongo 

Sabato a Roma, insieme al Partito del Sud, per costruire una speranza per l'Italia. 
Ce la stiamo mettendo tutta! 

Non ci servono “carrieristi” ma sana militanza attiva. Occorrono persone che possono intercettare i tanti cittadini che non credono più nella politica, perché disincantati proprio dalla politica politicante fatta da trasformisti voltagabbana pronti a vendersi al miglior offerente, da qualche anno tanto di moda. 

Sono stati commessi molti errori nel passato recente, questo progetto deve camminare sulle gambe di persone coerenti e di indiscussa moralità politica per dare forza e sostanza alla UNIONE POPOLARE. Bisogna parlare con le donne e gli uomini in particolare nelle periferie dove la crisi morde di più, spiegare perché bisogna mandare a casa questo governo antipopolare. 
Insieme ce la faremo!







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martedì 21 giugno 2022

NO AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

 



Di Antonio Luongo

Sembra ieri, quando ad ottobre scorso, chiedemmo invano che il neo sindaco di Napoli prendesse una posizione netta e chiara contro l'AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
Una posizione "politica", laddove l'impianto normativo caldeggiato dai leghisti e protoleghisti non fa altro che fotografare le differenze tra #Nord e #Sud e su quella base condanna i territori deboli a sprofondare, ma soprattutto territoriale perché un primo cittadino non può esimersi dal rappresentare i suoi concittadini. Non può evitare di difenderli se attaccati.
Eppure non è successo.
Napoli è rimasta alla finestra in attesa dell'elemosina governativa.
Un'elemosina con interessi altissimi, tra l'altro e
il "patto per Napoli" è diventato il "PACCO PER NAPOLI"
In questi mesi, nell'inerzia generale dei rappresentanti di comuni e regioni meridionali, la lobby del Nord non è stata a guardare. Ha lavorato dietro le quinte, facendo pressioni, richieste.
Così d'improvviso, ma non senza preavviso per chi come noi si rifiuta di fare lo struzzo e mettere la testa sotto ls sabbia, la Gelmini accelera il DDL per la SECESSIONE DEI RICCHI . Eppure al di là dei rischi intrinseci di un provvedimento che si tradurrà in tagli indiscriminati per il Sud, la manovra è un attacco mascherato all'unità di Italia. Se così non fosse, sapete dirmi dove sono i finiti i #LEP, livelli essenziali di prestazioni, ancora essenziale di equità sociale e territoriale in un sistema federalista, come quello proposto?
Tra federalismo è colonialismo la differenza è proprio nei lep, mai implementati e oggi addirittura spariti dal dibattito.
Noi come Partito del Sud diciamo NO all'autonomia differenziata e ci contrapporremo a questa legge criminale, anche andando contro all'intero arco parlamentare!
Ne va del futuro dei cittadini meridionali.
LA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE ESISTE E QUESTA NON È UNA STERILE RIVENDICAZIONE...come affermò Draghi il 30 marzo scorso.
Ora stanno passando dalle parole ai fatti. Fermiamoli!




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Di Antonio Luongo

Sembra ieri, quando ad ottobre scorso, chiedemmo invano che il neo sindaco di Napoli prendesse una posizione netta e chiara contro l'AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
Una posizione "politica", laddove l'impianto normativo caldeggiato dai leghisti e protoleghisti non fa altro che fotografare le differenze tra #Nord e #Sud e su quella base condanna i territori deboli a sprofondare, ma soprattutto territoriale perché un primo cittadino non può esimersi dal rappresentare i suoi concittadini. Non può evitare di difenderli se attaccati.
Eppure non è successo.
Napoli è rimasta alla finestra in attesa dell'elemosina governativa.
Un'elemosina con interessi altissimi, tra l'altro e
il "patto per Napoli" è diventato il "PACCO PER NAPOLI"
In questi mesi, nell'inerzia generale dei rappresentanti di comuni e regioni meridionali, la lobby del Nord non è stata a guardare. Ha lavorato dietro le quinte, facendo pressioni, richieste.
Così d'improvviso, ma non senza preavviso per chi come noi si rifiuta di fare lo struzzo e mettere la testa sotto ls sabbia, la Gelmini accelera il DDL per la SECESSIONE DEI RICCHI . Eppure al di là dei rischi intrinseci di un provvedimento che si tradurrà in tagli indiscriminati per il Sud, la manovra è un attacco mascherato all'unità di Italia. Se così non fosse, sapete dirmi dove sono i finiti i #LEP, livelli essenziali di prestazioni, ancora essenziale di equità sociale e territoriale in un sistema federalista, come quello proposto?
Tra federalismo è colonialismo la differenza è proprio nei lep, mai implementati e oggi addirittura spariti dal dibattito.
Noi come Partito del Sud diciamo NO all'autonomia differenziata e ci contrapporremo a questa legge criminale, anche andando contro all'intero arco parlamentare!
Ne va del futuro dei cittadini meridionali.
LA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE ESISTE E QUESTA NON È UNA STERILE RIVENDICAZIONE...come affermò Draghi il 30 marzo scorso.
Ora stanno passando dalle parole ai fatti. Fermiamoli!




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sabato 18 giugno 2022

PACE E DIRITTI

Di Antonio Luongo

Nel nostro paese c'è assoluto bisogno di riscrivere i confini e i contenuti di un'identità progressista. La giornata nazionale del rifugiato è stata occasione per ribadirlo.

La manifestazione di ieri, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud , all'ex sindaco Luigi de Magistris, al Partito della Rifondazione Comunista ed altri movimenti, in quest'ottica ha un altissimo significato valoriale.
L'accoglienza è universale. Non si può ricordarsene solo per chi ha gli occhi azzurri e i capelli biondi!
L'accoglienza non può essere strumentalizzata alle esigenze partitiche del momento.
Esiste la possibilità di scrivere un'altra'Italia che ha nella solidarietà tra popoli e tra individui in una comunità la sua stella polare e non dà la priorità al dogma del mercato e alla santificazione della speculazione del profitto a qualunque costo.
Si possono riempire le piazze gridando NO alla Guerra, NO ai razzismi. Si può proporre una visione aperta e "mediterranea" della vita.
Le forze presenti oggi sia nel Parlamento nazionale che a livello locale stanno riuscendo abilmente ad addormentare la coscienza civica e a scardinare lentamente gli ultimi pilastri di welfare e stato sociale. Il governo tecnico di Draghi è il mandante occulto di un ritorno al passato che altro non faŕà che spianare la strada alle destre, a stretto giro.
Con lo spauracchio dei finanziamenti del PNRR si sta zavorrando il paese con scelte filo conservatrici e lobbystiche
A Napoli ne possiamo osservarne una declinazione plastica, con una giunta telecomandata, orientata a sviluppare una controrivoluzione sia culturale che economica, totalmente scollegata dalle esigenze delle persone.
Fermiamoli e cambiamo questo destino scritto dall'alto.









 




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Di Antonio Luongo

Nel nostro paese c'è assoluto bisogno di riscrivere i confini e i contenuti di un'identità progressista. La giornata nazionale del rifugiato è stata occasione per ribadirlo.

La manifestazione di ieri, cui ho partecipato insieme al Partito del Sud , all'ex sindaco Luigi de Magistris, al Partito della Rifondazione Comunista ed altri movimenti, in quest'ottica ha un altissimo significato valoriale.
L'accoglienza è universale. Non si può ricordarsene solo per chi ha gli occhi azzurri e i capelli biondi!
L'accoglienza non può essere strumentalizzata alle esigenze partitiche del momento.
Esiste la possibilità di scrivere un'altra'Italia che ha nella solidarietà tra popoli e tra individui in una comunità la sua stella polare e non dà la priorità al dogma del mercato e alla santificazione della speculazione del profitto a qualunque costo.
Si possono riempire le piazze gridando NO alla Guerra, NO ai razzismi. Si può proporre una visione aperta e "mediterranea" della vita.
Le forze presenti oggi sia nel Parlamento nazionale che a livello locale stanno riuscendo abilmente ad addormentare la coscienza civica e a scardinare lentamente gli ultimi pilastri di welfare e stato sociale. Il governo tecnico di Draghi è il mandante occulto di un ritorno al passato che altro non faŕà che spianare la strada alle destre, a stretto giro.
Con lo spauracchio dei finanziamenti del PNRR si sta zavorrando il paese con scelte filo conservatrici e lobbystiche
A Napoli ne possiamo osservarne una declinazione plastica, con una giunta telecomandata, orientata a sviluppare una controrivoluzione sia culturale che economica, totalmente scollegata dalle esigenze delle persone.
Fermiamoli e cambiamo questo destino scritto dall'alto.









 




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domenica 12 giugno 2022

DE LUCA E MANFREDI: VI ABBIAMO SGAMATO!

Di Antonio Luongo

Ieri si sono tenuti gli stati generali dell'ambiente in Campania, con Bonavitacola, braccio destro di De Luca e deus ex macchina della legge regionale 15/2015 sul riordino del servizio idrico in Regione Campania.
1️⃣ Guarda caso tra gli ospiti con diritto di parola c'erano i rappresentanti della }#Gori e della #Suez.
2️⃣Guarda caso nessuno spazio è stato previsto per i comitati dell'acqua pubblica. In segno di dissenso sono stato in corteo, in rappresentanza del Partito del Sud, da piazza Municipio fino alla Stazione Marittima e solo dopo reiterate proteste siamo riusciti a far avere udienza ad una piccola delegazione guidata da padre Alex Zanotelli. Un evidente atteggiamento di disprezzo del governatore regionale e dei suoi sodali verso i cittadini...come se la gestione dell'acqua fosse "COSA LORO".
3️⃣Guarda caso per la prima volta nella storia del Comune di Napoli , sia in epoca Arin, che in epoca Abc Napoli , il direttore generale della municipalizzata per la gestione della rete idrica napoletana, non sarà scelto in house, tra le risorse umane disponibili.
La scelta spetta al sindaco Manfredi e stavolta avverrà tramite una selezione aperta agli esterni.
Nonostante la presenza di personale con un know how specifico, una conoscenza profonda dell'azienda e dei suoi problemi trasversalmente riconosciuta.
Nonostante la fase critica delle casse comunali.
Guarda caso tra i candidati papabili vi sono personaggi storicamente vicini alla Gori SpA e ACEA SpA
➡️Se tre indizi fanno una prova, cari De Luca, Bonavitacola e Manfredi, vi abbiamo sgamato!
Non si spiegherebbe altrimenti l'ansia di chiudersi nelle segrete stanze da mesi e il rifiuto categorico per qualsiasi forma di confronto con la cittadinanza, su una materia essenziale come la gestione dell'acqua.
A #Napoli la gestione dell'acqua è pubblica e tale deve restare, come stabilito dalla volontà popolare di 26 milioni di persone nei referendum del 2011. Basta giochini!
E ai consiglieri comunali che si sono riempiti la bocca di progresso e lotta alle disuguaglianze durante la campagna elettorale: sveglia!
Per scaldare le poltrone non c'è bisogno di sedere a Palazzo San Giacomo.










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Di Antonio Luongo

Ieri si sono tenuti gli stati generali dell'ambiente in Campania, con Bonavitacola, braccio destro di De Luca e deus ex macchina della legge regionale 15/2015 sul riordino del servizio idrico in Regione Campania.
1️⃣ Guarda caso tra gli ospiti con diritto di parola c'erano i rappresentanti della }#Gori e della #Suez.
2️⃣Guarda caso nessuno spazio è stato previsto per i comitati dell'acqua pubblica. In segno di dissenso sono stato in corteo, in rappresentanza del Partito del Sud, da piazza Municipio fino alla Stazione Marittima e solo dopo reiterate proteste siamo riusciti a far avere udienza ad una piccola delegazione guidata da padre Alex Zanotelli. Un evidente atteggiamento di disprezzo del governatore regionale e dei suoi sodali verso i cittadini...come se la gestione dell'acqua fosse "COSA LORO".
3️⃣Guarda caso per la prima volta nella storia del Comune di Napoli , sia in epoca Arin, che in epoca Abc Napoli , il direttore generale della municipalizzata per la gestione della rete idrica napoletana, non sarà scelto in house, tra le risorse umane disponibili.
La scelta spetta al sindaco Manfredi e stavolta avverrà tramite una selezione aperta agli esterni.
Nonostante la presenza di personale con un know how specifico, una conoscenza profonda dell'azienda e dei suoi problemi trasversalmente riconosciuta.
Nonostante la fase critica delle casse comunali.
Guarda caso tra i candidati papabili vi sono personaggi storicamente vicini alla Gori SpA e ACEA SpA
➡️Se tre indizi fanno una prova, cari De Luca, Bonavitacola e Manfredi, vi abbiamo sgamato!
Non si spiegherebbe altrimenti l'ansia di chiudersi nelle segrete stanze da mesi e il rifiuto categorico per qualsiasi forma di confronto con la cittadinanza, su una materia essenziale come la gestione dell'acqua.
A #Napoli la gestione dell'acqua è pubblica e tale deve restare, come stabilito dalla volontà popolare di 26 milioni di persone nei referendum del 2011. Basta giochini!
E ai consiglieri comunali che si sono riempiti la bocca di progresso e lotta alle disuguaglianze durante la campagna elettorale: sveglia!
Per scaldare le poltrone non c'è bisogno di sedere a Palazzo San Giacomo.










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domenica 5 giugno 2022

MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

Di Antonio Luongo

Da sempre nella storia qualsiasi "crisi" non colpisce tutti in modo uguale. Meno reddito hai più sei esposto a rischi sociali perché il margine per cavartela e sopportare un qualsiasi aumento di prezzi è minore, anzi probabilmente inesistente.

1️⃣ Più sei povero, più paghi la crisi.
2️⃣ Più vivi in un territorio in difficoltà socio-economiche, più avresti bisogno di servizi pubblici, di Stato, per sopportare la crisi e non dover reperire sul mercato, pagando di tasca tua, i servizi essenziali (sanità, mobilità, assistenza agli anziani o agli infanti).
➡️ Sommate queste condizioni e vi renderete conto che chi vive al #Sud la crisi la paga tripla: perché ha meno reddito, perché ha meno servizi e perché in tempo di crisi queste condizioni impattano in modo direttamente proporzionale alle possibilità economiche e generano un circolo vizioso:
❗❗❗PIU' SEI POVERO, PIÙ POVERO DIVENTERAI
Eppure solo il Partito del Sud ha il coraggio di raccontare questo punto di vista scomodo. Anche la posizione di presunti partiti di sinistra è annacquata.
La risposta dello Stato è fingere di non vedere. La risposta di #Draghi è fottersene; ricordate le sue parole: quelle del Sud erano "sterili rivendicazioni".
Aspettiamo forse che il supporto alle famiglie in difficoltà arrivi dalla Camorra spa?
E così oggi con l'inflazione che galoppa al +7%, e il governo che regala qualche spicciolo, leggiamo dei primi provvedimenti collegati al "salva Napoli", che non per nulla qualche tempo fa ribattezzai strozza Napoli":

🔴Asili nido concessi in gestione ai privati
🔴Riscossione tributi concessa in gestione ai privati.
🔴Prestito statale non erogabile per la spesa corrente (quella che a un Comune serve a pagare personale e servizi.

Sindaco e giunta approvano e non battono ciglio.
IN PAROLE POVERE MANFREDI, VOTATO PER FARE IL SINDACO, ALTRO NON FA CHE IL COMMISSARIO DI DRAGHI, al solo scopo di evitare tirate d'orecchi europee sul #PNRR. Ad un anno dell'elezione voi avete notizia di qualche iniziativa per provare a risollevare la città?
Di che morte moriranno i concittadini evidentemente non è affar suo.
Ma ora che la crisi inizia ad attanagliare tutt'Italia, possiamo permettere che al governo della terza città di Italia ci sia un passacarte, tra l'altro pagato bene con circa 12.500 euro mensile?
MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

immagine @ilgiorno




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Di Antonio Luongo

Da sempre nella storia qualsiasi "crisi" non colpisce tutti in modo uguale. Meno reddito hai più sei esposto a rischi sociali perché il margine per cavartela e sopportare un qualsiasi aumento di prezzi è minore, anzi probabilmente inesistente.

1️⃣ Più sei povero, più paghi la crisi.
2️⃣ Più vivi in un territorio in difficoltà socio-economiche, più avresti bisogno di servizi pubblici, di Stato, per sopportare la crisi e non dover reperire sul mercato, pagando di tasca tua, i servizi essenziali (sanità, mobilità, assistenza agli anziani o agli infanti).
➡️ Sommate queste condizioni e vi renderete conto che chi vive al #Sud la crisi la paga tripla: perché ha meno reddito, perché ha meno servizi e perché in tempo di crisi queste condizioni impattano in modo direttamente proporzionale alle possibilità economiche e generano un circolo vizioso:
❗❗❗PIU' SEI POVERO, PIÙ POVERO DIVENTERAI
Eppure solo il Partito del Sud ha il coraggio di raccontare questo punto di vista scomodo. Anche la posizione di presunti partiti di sinistra è annacquata.
La risposta dello Stato è fingere di non vedere. La risposta di #Draghi è fottersene; ricordate le sue parole: quelle del Sud erano "sterili rivendicazioni".
Aspettiamo forse che il supporto alle famiglie in difficoltà arrivi dalla Camorra spa?
E così oggi con l'inflazione che galoppa al +7%, e il governo che regala qualche spicciolo, leggiamo dei primi provvedimenti collegati al "salva Napoli", che non per nulla qualche tempo fa ribattezzai strozza Napoli":

🔴Asili nido concessi in gestione ai privati
🔴Riscossione tributi concessa in gestione ai privati.
🔴Prestito statale non erogabile per la spesa corrente (quella che a un Comune serve a pagare personale e servizi.

Sindaco e giunta approvano e non battono ciglio.
IN PAROLE POVERE MANFREDI, VOTATO PER FARE IL SINDACO, ALTRO NON FA CHE IL COMMISSARIO DI DRAGHI, al solo scopo di evitare tirate d'orecchi europee sul #PNRR. Ad un anno dell'elezione voi avete notizia di qualche iniziativa per provare a risollevare la città?
Di che morte moriranno i concittadini evidentemente non è affar suo.
Ma ora che la crisi inizia ad attanagliare tutt'Italia, possiamo permettere che al governo della terza città di Italia ci sia un passacarte, tra l'altro pagato bene con circa 12.500 euro mensile?
MANFREDI SVEGLIA, NAPOLI NON PUÒ ASPETTARE!

immagine @ilgiorno




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giovedì 26 maggio 2022

FUORI DALLA GUERRA. AUMENTARE SALARI E SPESA SOCIALE


Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









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Di Antonio Luongo

Sono mesi che l'Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull'adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L'aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L'ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all'anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L'elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l'Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l'Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!









lunedì 16 maggio 2022

L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!

 Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.

Come sapete la battaglia per l’Acqua Pubblica è uno degli impegni che porto avanti da oltre 15 anni, una di quelle battaglie che mi ripagano di energie e fatiche profuse grazie ai risultati raggiunti per la comunità: referendum vinto, ripubblicizzazione della gestione idrica a Napoli con la trasformazione di Abc in Azienda Speciale, 11 anni fa.
Mai avrei pensato di ritrovarmi nuovamente in piazza a lottare, dopo conquiste democratiche ottenute grazie al coinvolgimento di milioni di cittadini.
L'Italia è un paese strano, dove anche quando un referendum, quello del 2011, coinvolge davvero il popolo e dà alla classe dirigente un segnale chiaro in difesa dei propri diritti, in questo caso dell'acqua pubblica, si trova sempre il modo per fregarsene.
In un paese serio il Ddl Concorrenza di Draghi non avrebbe mai visto la luce e sarebbe stato fermato innanzitutto dal Parlamento.

DRAGHI CON LA SCUSA DI SOCCORRERE GLI ENTI LOCALI, PUNTA A METTERE SUL MERCATO SERVIZI ESSENZIALI E A SOTTRARLI DAL CONTROLLO STATALE O DEI COMUNI.
Tutto questo è uno sfregio alle famiglie italiane, soprattutto in una fase storica in cui i costi dei servizi stanno lievitando.
É chiaro che se nessun partito dell'arco parlamentare inserisce la questione tra le sue priorità siamo di fronte anche a un problema di rappresentanza. Il Parlamento sembra farsi portavoce solo dei suoi personali interessi.

Non possiamo permetterlo. Ripartiamo dal basso come sempre. Insieme al Partito del Sud sarò sempre in prima linea a difesa dei diritti: L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!



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 Di Antonio Luongo

Ieri pomeriggio ho partecipato alla manifestazione a Napoli in Largo Berlinguer indetta dal Coordinamento Campano per la gestione dell'acqua pubblica e dai comitati per l'acqua pubblica di Napoli, area Nord Napoli, Avellino e Benevento.

Come sapete la battaglia per l’Acqua Pubblica è uno degli impegni che porto avanti da oltre 15 anni, una di quelle battaglie che mi ripagano di energie e fatiche profuse grazie ai risultati raggiunti per la comunità: referendum vinto, ripubblicizzazione della gestione idrica a Napoli con la trasformazione di Abc in Azienda Speciale, 11 anni fa.
Mai avrei pensato di ritrovarmi nuovamente in piazza a lottare, dopo conquiste democratiche ottenute grazie al coinvolgimento di milioni di cittadini.
L'Italia è un paese strano, dove anche quando un referendum, quello del 2011, coinvolge davvero il popolo e dà alla classe dirigente un segnale chiaro in difesa dei propri diritti, in questo caso dell'acqua pubblica, si trova sempre il modo per fregarsene.
In un paese serio il Ddl Concorrenza di Draghi non avrebbe mai visto la luce e sarebbe stato fermato innanzitutto dal Parlamento.

DRAGHI CON LA SCUSA DI SOCCORRERE GLI ENTI LOCALI, PUNTA A METTERE SUL MERCATO SERVIZI ESSENZIALI E A SOTTRARLI DAL CONTROLLO STATALE O DEI COMUNI.
Tutto questo è uno sfregio alle famiglie italiane, soprattutto in una fase storica in cui i costi dei servizi stanno lievitando.
É chiaro che se nessun partito dell'arco parlamentare inserisce la questione tra le sue priorità siamo di fronte anche a un problema di rappresentanza. Il Parlamento sembra farsi portavoce solo dei suoi personali interessi.

Non possiamo permetterlo. Ripartiamo dal basso come sempre. Insieme al Partito del Sud sarò sempre in prima linea a difesa dei diritti: L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA!



 
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