mercoledì 14 settembre 2022

VOTO UTILE? MA UTILE A CHI? A CHI CONVIENE?



Di Antonio Luongo

Si parla tanto di voto utile; ma l'unico voto utile è per Unione Popolare


Riflettiamo: bisogna evitare che la destra vada al potere. Fin qui tutti d'accordo.
Ma in che modo? Qui c'è tutta la differenza del mondo.

Fare la guerra alla destra non serve a nulla, se non si segna una distanza significativa nei contenuti e nel futuro che si vuole dare al paese.
Sono troppi anni ormai che agli italiani viene chiesto il voto con i toni più accesi e gli argomenti più creativi, salvo poi cancellare tutti i buoni propositi qualche settimana dopo in Parlamento. Quanti governi di larghe intese avete visto? Tutti dentro, compresi quelli che si dichiaravano "alternativi". Questo è il vero male della nostra democrazia: il consociativismo. È cosi che si riesce a non cambiare nulla, e si continuano a fare gli interessi dei potenti a discapito della povera gente.

Se chi milita in un partito di centrosinistra accetta o addirittura propone azioni di destra, che senso ha votarlo?
E siamo così convinti che la coalizione che fino all'altro ieri avrebbe condiviso le stesse posizioni di Calenda, con l'abolizione del reddito di cittadinanza vi sia "utile"?
Siamo così convinti che un partito che vuole l'autonomia differenziata al pari della Lega Nord, sia utile? Utile per chi? Certamente solo per una certa élites benestante.

Diamo il voto a idee, contenuti, posizioni, non alle chiacchiere da talk show. E occorre coerenza e certezza che quello che si dice in campagna elettorale non venga svenduto e stravolto alla prima convenienza per accaparrare una poltrona in più.
Rappresentanti credibili, non banderuole.
Il vero rischio democratico è avere un Parlamento col pensiero unico sulle principali questioni strategiche, come energia, lavoro e pressione fiscale.
Oggi l'unica forza che si colloca fuori da questo sistema di compromessi e inciuci è unione popolare. Unione Popolare ha scelto di rappresentare i cittadini e non i poteri forti o le lobby. Anche se ci costa il doppio della fatica.
E soprattutto: non siamo soli come vogliono farvi credere e come l'appoggio incondizionato di Melanchon a Luigi de Magistris ha dimostrato. È l'Italia che deve svegliarsi e intraprendere una strada che in gran parte dei paesi europei è realtà!
Pensateci.





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Di Antonio Luongo

Si parla tanto di voto utile; ma l'unico voto utile è per Unione Popolare


Riflettiamo: bisogna evitare che la destra vada al potere. Fin qui tutti d'accordo.
Ma in che modo? Qui c'è tutta la differenza del mondo.

Fare la guerra alla destra non serve a nulla, se non si segna una distanza significativa nei contenuti e nel futuro che si vuole dare al paese.
Sono troppi anni ormai che agli italiani viene chiesto il voto con i toni più accesi e gli argomenti più creativi, salvo poi cancellare tutti i buoni propositi qualche settimana dopo in Parlamento. Quanti governi di larghe intese avete visto? Tutti dentro, compresi quelli che si dichiaravano "alternativi". Questo è il vero male della nostra democrazia: il consociativismo. È cosi che si riesce a non cambiare nulla, e si continuano a fare gli interessi dei potenti a discapito della povera gente.

Se chi milita in un partito di centrosinistra accetta o addirittura propone azioni di destra, che senso ha votarlo?
E siamo così convinti che la coalizione che fino all'altro ieri avrebbe condiviso le stesse posizioni di Calenda, con l'abolizione del reddito di cittadinanza vi sia "utile"?
Siamo così convinti che un partito che vuole l'autonomia differenziata al pari della Lega Nord, sia utile? Utile per chi? Certamente solo per una certa élites benestante.

Diamo il voto a idee, contenuti, posizioni, non alle chiacchiere da talk show. E occorre coerenza e certezza che quello che si dice in campagna elettorale non venga svenduto e stravolto alla prima convenienza per accaparrare una poltrona in più.
Rappresentanti credibili, non banderuole.
Il vero rischio democratico è avere un Parlamento col pensiero unico sulle principali questioni strategiche, come energia, lavoro e pressione fiscale.
Oggi l'unica forza che si colloca fuori da questo sistema di compromessi e inciuci è unione popolare. Unione Popolare ha scelto di rappresentare i cittadini e non i poteri forti o le lobby. Anche se ci costa il doppio della fatica.
E soprattutto: non siamo soli come vogliono farvi credere e come l'appoggio incondizionato di Melanchon a Luigi de Magistris ha dimostrato. È l'Italia che deve svegliarsi e intraprendere una strada che in gran parte dei paesi europei è realtà!
Pensateci.





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