sabato 1 gennaio 2022

Dividi et impera

Di Antonio Luongo 

Nel clamore delle feste natalizie, la Regione Campania porta in dono la sua strenna e prepara il terreno per minare Abc Napoli e l'acqua pubblica. 

Dopo aver istituito l'Ente Idrico, basato su 5 distretti, uno per provincia, all'improvviso si è avvertita la necessità di spacchettare l'area metropolitana di Napoli: la città di Napoli è stata isolata in un nuovo distretto e altri 31 comuni, una parte consistente della città metropolitana, non si sa in virtù di quale principio di razionalizzazione ne costituiranno un altro. 

Guarda caso la città di #Napoli era l'unica con un'azienda speciale pubblica strutturata con tecnologie, risorse umane di alto profilo e un know how nell'ambito della gestione idrica tale da poter competere con le multiutility private. 

 Dividendo il distretto si punta a tagliare il naturale collegamento tra i piccoli comuni dell'area metropolitana, già costretti per limiti di spesa e personale ad appaltare il servizio a privati, e il player partenopeo. 
È quella che sembra una subdola strategia di accerchiamento, puntando prima a indebolire i piccoli e indebitati comuni, e renderli facili prede del privato. Gori S.p.A e altri, giá presenti sul territorio avranno gioco facile ad infiltrarsi con sempre maggior insistenza. 

Ad una intrinseca debolezza economica, tecnologica e infrastrutturale, i comuni del nuovo distretto si troveranno ad aggiungere una debolezza politica, non potendo più fare fronte comune con Napoli. 

Ecco forse è il caso di chiarire un punto, anche ai tanti compagni impegnati nella difesa del Bene Comune: il referendum del 2011 non sancisce la gestione pubblica di Abc, ma la gestione pubblica dell'acqua in generale.

Prendo atto che l'azienda e la sua indipendenza sono costantemente minate, sia dall'interno che dall'esterno, ma ma attenti a non lasciarsi abbindolare da contentini apparenti che nascondono trappole infernali. 

Tenere la guardia alta sarà obiettivo mio e del Partito del Sud per difendere questo primato politico che è orgogliosamente meridionale, ma che in un paese piú rispettoso della volontà popolare sarebbe diventato nazionale.






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Di Antonio Luongo 

Nel clamore delle feste natalizie, la Regione Campania porta in dono la sua strenna e prepara il terreno per minare Abc Napoli e l'acqua pubblica. 

Dopo aver istituito l'Ente Idrico, basato su 5 distretti, uno per provincia, all'improvviso si è avvertita la necessità di spacchettare l'area metropolitana di Napoli: la città di Napoli è stata isolata in un nuovo distretto e altri 31 comuni, una parte consistente della città metropolitana, non si sa in virtù di quale principio di razionalizzazione ne costituiranno un altro. 

Guarda caso la città di #Napoli era l'unica con un'azienda speciale pubblica strutturata con tecnologie, risorse umane di alto profilo e un know how nell'ambito della gestione idrica tale da poter competere con le multiutility private. 

 Dividendo il distretto si punta a tagliare il naturale collegamento tra i piccoli comuni dell'area metropolitana, già costretti per limiti di spesa e personale ad appaltare il servizio a privati, e il player partenopeo. 
È quella che sembra una subdola strategia di accerchiamento, puntando prima a indebolire i piccoli e indebitati comuni, e renderli facili prede del privato. Gori S.p.A e altri, giá presenti sul territorio avranno gioco facile ad infiltrarsi con sempre maggior insistenza. 

Ad una intrinseca debolezza economica, tecnologica e infrastrutturale, i comuni del nuovo distretto si troveranno ad aggiungere una debolezza politica, non potendo più fare fronte comune con Napoli. 

Ecco forse è il caso di chiarire un punto, anche ai tanti compagni impegnati nella difesa del Bene Comune: il referendum del 2011 non sancisce la gestione pubblica di Abc, ma la gestione pubblica dell'acqua in generale.

Prendo atto che l'azienda e la sua indipendenza sono costantemente minate, sia dall'interno che dall'esterno, ma ma attenti a non lasciarsi abbindolare da contentini apparenti che nascondono trappole infernali. 

Tenere la guardia alta sarà obiettivo mio e del Partito del Sud per difendere questo primato politico che è orgogliosamente meridionale, ma che in un paese piú rispettoso della volontà popolare sarebbe diventato nazionale.






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