sabato 6 marzo 2021

Natale Cuccurese: “Recovery Plan scritto da multinazionali? Una grave emergenza democratica. Draghi riferisca subito in Parlamento”



L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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L’Articolo 1 della nostra carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E tra le “forme” ed i “limiti” all’esercizio della sovranità popolare previsti dalla Costituzione non è assolutamente contemplata la delega a società multinazionali che dia loro il potere di redigere e valutare piani economici che riguardano l’intera collettività. Anzi, l’esatto opposto!

La contraddizione tra quanto prevede la Costituzione e quanto sembra stia facendo, invece, il Governo Draghi per la stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Nazionale è grande quanto una trave nell’occhio. Contraddizione che non fa altro che confermare l’attualità della lettura engelo-marxiana dello Stato liberale come comitato d’affari della borghesia capitalista.

A lanciare l’allarme sul pericolo di un vero e proprio colpo di Stato bianco a tutto uso e consumo dei biechi e miopi interessi dei poteri forti nazionali ed internazionali, che, sia detto per inciso, sulla base dell’effetto agglomerazione, cancellerebbero definitivamente il Mezzogiorno dall’agenda dei vari Governi sedicenti nazionali, è il Presidente del Partito del Sud, Natale Cuccurese, il quale, attraverso la sua pagina facebook, ha denunciato: “Draghi ingaggia come ‘consulenti’ le multinazionali che così potranno governare direttamente loro e spremerci meglio. Il tutto scritto nelle segrete stanze insieme ai suoi consiglieri leghisti, protoleghisti e bocconiani. Senza informare il Parlamento e i cittadini, senza nessun parere, senza nessuna discussione. Una grave emergenza democratica”.

È invece indispensabile – ha proseguito – un grande dibattito pubblico, Draghi deve capire che non è l’amministratore unico di una azienda privata. Non è possibile presentarsi in Parlamento a cose fatte solo per una ratifica o addirittura a piano già inviato alla commissione europea”.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi – ha concluso Cuccurese – può riferire immediatamente al Parlamento o pensa di essere l’amministratore unico di una Srl?!


Fonte: VesuvianoNews - articolo Salvatore Lucchese




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