venerdì 16 ottobre 2015

I fatti parlano sempre di più delle parole



Di Michele Dell'Edera
Fonte: Italiatoday



Si è fatto un gran parlare, soprattutto ad agosto, di questo famoso “piano per il sud” che il Governo con enfasi aveva annunciato per settembre. Diciamo che questa enfasi comunicativa era venuta fuori più perché, con le anticipazioni catastrofiche dello SVIMEZ, gli appelli di Saviano e i movimenti dei Governatori come Michele Emiliano e gli altri delle regioni del Sud, il Governo aveva bisogno di far vedere che la “partita sud” l’avrebbe giocata da protagonista non delegandola alla periferia.

Poi si è andati avanti con scaramucce e battaglie tra Governatori e Presidente del Consiglio che, dimostrando il suo grande attaccamento al mezzogiorno, preferì andare a vedere una partita di tennis (giocata da tenniste pugliesi, quindi del sud) piuttosto che aprire la Fiera del Levante e dare una risposta alle istituzioni locali meridionali là radunate.

Oggi forse si capisce di più di quella assenza. Il Presidente del Consiglio non venne a Bari perché sul sud allora come oggi non aveva nulla da dire. Le belle parole di ieri, quelle di agosto, sono state sostituite dai fatti di oggi e cioè l’assoluta assenza di qualsiasi “piano per il sud” e la presenza di tre slide, dico tre, nella presentazione della legge di stabilità presentata ancora con enfasi ieri.

Le famose tre slide cosa ci dicono: 1) che il Governo metterà ancora fondi sull’ILVA a Taranto (non si capisce dalle slide se per tutelare la produzione, la salute o tutte e due le cose). 2) Che si completerà la Salerno-Reggio Calabria, ma questo è un totem che da quasi mezzo secolo mettono in mostra tutti i Governi. 3) Che per la “terra dei fuochi” ci sono 450 milioni di euro diventati 150 in un Comunicato Stampa di Palazzo Chigi.

E’ chiaro che questo non è un piano per il Sud. E’ un “citare il sud” per liberarsi la coscienza. Ma il Governo non ha mente nulla di strategico per il sud. O meglio non ha proprio in mente il sud.
Oppure ci faccia capire.

Purtroppo ancora una volta le parole per la politica italiana sono una cosa i fatti un’altra. Renzi come gli altri sul Sud ha fatto parole… perché obbligato dalla sua voglia di comunicare sempre e comunque.

Il Sud dovrà fare da solo ripartendo da regioni e città.


Fonte: Italiatoday


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Di Michele Dell'Edera
Fonte: Italiatoday



Si è fatto un gran parlare, soprattutto ad agosto, di questo famoso “piano per il sud” che il Governo con enfasi aveva annunciato per settembre. Diciamo che questa enfasi comunicativa era venuta fuori più perché, con le anticipazioni catastrofiche dello SVIMEZ, gli appelli di Saviano e i movimenti dei Governatori come Michele Emiliano e gli altri delle regioni del Sud, il Governo aveva bisogno di far vedere che la “partita sud” l’avrebbe giocata da protagonista non delegandola alla periferia.

Poi si è andati avanti con scaramucce e battaglie tra Governatori e Presidente del Consiglio che, dimostrando il suo grande attaccamento al mezzogiorno, preferì andare a vedere una partita di tennis (giocata da tenniste pugliesi, quindi del sud) piuttosto che aprire la Fiera del Levante e dare una risposta alle istituzioni locali meridionali là radunate.

Oggi forse si capisce di più di quella assenza. Il Presidente del Consiglio non venne a Bari perché sul sud allora come oggi non aveva nulla da dire. Le belle parole di ieri, quelle di agosto, sono state sostituite dai fatti di oggi e cioè l’assoluta assenza di qualsiasi “piano per il sud” e la presenza di tre slide, dico tre, nella presentazione della legge di stabilità presentata ancora con enfasi ieri.

Le famose tre slide cosa ci dicono: 1) che il Governo metterà ancora fondi sull’ILVA a Taranto (non si capisce dalle slide se per tutelare la produzione, la salute o tutte e due le cose). 2) Che si completerà la Salerno-Reggio Calabria, ma questo è un totem che da quasi mezzo secolo mettono in mostra tutti i Governi. 3) Che per la “terra dei fuochi” ci sono 450 milioni di euro diventati 150 in un Comunicato Stampa di Palazzo Chigi.

E’ chiaro che questo non è un piano per il Sud. E’ un “citare il sud” per liberarsi la coscienza. Ma il Governo non ha mente nulla di strategico per il sud. O meglio non ha proprio in mente il sud.
Oppure ci faccia capire.

Purtroppo ancora una volta le parole per la politica italiana sono una cosa i fatti un’altra. Renzi come gli altri sul Sud ha fatto parole… perché obbligato dalla sua voglia di comunicare sempre e comunque.

Il Sud dovrà fare da solo ripartendo da regioni e città.


Fonte: Italiatoday


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