giovedì 31 ottobre 2013

LA DEMOCRAZIA , …IO CI CREDO!... credo però che mi farò un’altra grappa….

Di Bruno Pappalardo

Inutile sbirciare dizionari ma, … non so se questa è la giusta definizione, (assai sintetico) di democrazia: “governo del popolo, dei molti, o meglio, principio etico che si fonda sulla volontà popolare”.

Chiaro che significa molto altro ma è questo principio che ritengo il più interessante.
Inutile anche dire che da diversi anni, il popolo non esprime alcuna volontà perché il potere è stato esercitato da istituzioni non rappresentative, ovvero con deputati non scelti dagli elettori ma selezionati da un “dominus”.

Per diversi anni la nostra“democrazia” corrispondente al governo del Paese è stata amministrata da soggetti mai votati e sconosciuti ai votanti. Sono stati guidati da un singolo leader-padrone.
Ciò che mi interessano, sono proprio i princìpi, e solo secondo questi ho cercato di vivere nel consorzio umano.

Ho, tuttavia, capito da tempo, che questi, I PRINCIPI non servono! (politica, organizzazioni o associazioni)

Tutti credono d’averne almeno nel momento dell’ uso dell’urna nell’allucinazione di una elezione politica.

NON SERVONO PER ME PERCHE’, la democrazia è basata sul NUMERO di coloro che hanno espresso, conformemente ad altri, una idea di proposta politica e che assegnano, ai propri beniamini, la vittoria.

La sostanza della teorizzazione di “democrazia” è che proprio il valore ideologico” serve! In ragione di ciò, il popolo si muove per esprimerli e realizzarli. Ebbene, questi, puntualmente, si fermano davanti al NUMERO PIU’ ALTO che genera una MAGGIORANZA.

Questo vale in quel tal momento storico e sociale che attraversa in quel tal momento il Paese. Si ritiene, insomma che la “La Maggioranza detenga anche la certezza della RAGIONE” dicasi pure, una visione migliorativa per la comunità; pertanto, è per quello che resta giusto che governi.

E’ così vero che spesso assistiamo, in successivi suffragi, che i vincitori sono quelli che la volta prima avevano perso.

Certo è che la Maggioranza politica, generatasi da una elezione, prescinde dalla Ragione o Logica. Per meglio dire, queste potranno esserci oppure no! Stocasticamente potremmo dire che ne una maggioranza come qualsiasi minoranza politica, etnica, religiosa, di genere, ecc.,non possano vantare alcun monopolio sui valori di cui si appena detto.

Non si comprende, allora, come una minoranza (pure se avesse, indubitabilmente, ragione) potrà sempre essere soggiogata da una maggioranza acquisita o per alzata di mano o per votazione segreta. Non esiste sistema alternativo. Questo non esclude che un giorno si possa "dmocraticamente" trovarlo!

Il fatto è, che il valore da salvaguardare, viene surrogato dai propri dispositivi di protezione.
Nel Parlamento italiano, negli ultimi vent’anni, la minoranza politica del Paese, ha dovuto accettare l’annullamento delle più elementari norme del diritto, della socialità, sicurezza, servizi, equità.
In questo senso essendo un meridionalista, so, di appartenere ad una minoranza nonostante la passione inesauribile e i sentimenti di ingiustizie ricevute CERTE e l’indicibile numero di martiri. La teorizzazione della salvaguardia del Sud e dei suoi diritti, vengono da lontano! ( Filangieri, Salvemini, Cattaneo, Dorso

Francesco Saverio Nitti, Gramsci, Emilio Sereni, il cattolico Luigi Sturzo …et cetera) Significa che se in tanti anni e con quegl'uomini, la lotta non ha generato crescita o sistemi solutivi per il Sud, ebbene, questa non è dato dal valore delle idee ma dal NUMERO!

Conclusione: si tratta di capire riflessivamente come raggiungerlo, entrare in Parlamento e ghermire la nostra conclusiva legittima vittoria. AMEN…!
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Di Bruno Pappalardo

Inutile sbirciare dizionari ma, … non so se questa è la giusta definizione, (assai sintetico) di democrazia: “governo del popolo, dei molti, o meglio, principio etico che si fonda sulla volontà popolare”.

Chiaro che significa molto altro ma è questo principio che ritengo il più interessante.
Inutile anche dire che da diversi anni, il popolo non esprime alcuna volontà perché il potere è stato esercitato da istituzioni non rappresentative, ovvero con deputati non scelti dagli elettori ma selezionati da un “dominus”.

Per diversi anni la nostra“democrazia” corrispondente al governo del Paese è stata amministrata da soggetti mai votati e sconosciuti ai votanti. Sono stati guidati da un singolo leader-padrone.
Ciò che mi interessano, sono proprio i princìpi, e solo secondo questi ho cercato di vivere nel consorzio umano.

Ho, tuttavia, capito da tempo, che questi, I PRINCIPI non servono! (politica, organizzazioni o associazioni)

Tutti credono d’averne almeno nel momento dell’ uso dell’urna nell’allucinazione di una elezione politica.

NON SERVONO PER ME PERCHE’, la democrazia è basata sul NUMERO di coloro che hanno espresso, conformemente ad altri, una idea di proposta politica e che assegnano, ai propri beniamini, la vittoria.

La sostanza della teorizzazione di “democrazia” è che proprio il valore ideologico” serve! In ragione di ciò, il popolo si muove per esprimerli e realizzarli. Ebbene, questi, puntualmente, si fermano davanti al NUMERO PIU’ ALTO che genera una MAGGIORANZA.

Questo vale in quel tal momento storico e sociale che attraversa in quel tal momento il Paese. Si ritiene, insomma che la “La Maggioranza detenga anche la certezza della RAGIONE” dicasi pure, una visione migliorativa per la comunità; pertanto, è per quello che resta giusto che governi.

E’ così vero che spesso assistiamo, in successivi suffragi, che i vincitori sono quelli che la volta prima avevano perso.

Certo è che la Maggioranza politica, generatasi da una elezione, prescinde dalla Ragione o Logica. Per meglio dire, queste potranno esserci oppure no! Stocasticamente potremmo dire che ne una maggioranza come qualsiasi minoranza politica, etnica, religiosa, di genere, ecc.,non possano vantare alcun monopolio sui valori di cui si appena detto.

Non si comprende, allora, come una minoranza (pure se avesse, indubitabilmente, ragione) potrà sempre essere soggiogata da una maggioranza acquisita o per alzata di mano o per votazione segreta. Non esiste sistema alternativo. Questo non esclude che un giorno si possa "dmocraticamente" trovarlo!

Il fatto è, che il valore da salvaguardare, viene surrogato dai propri dispositivi di protezione.
Nel Parlamento italiano, negli ultimi vent’anni, la minoranza politica del Paese, ha dovuto accettare l’annullamento delle più elementari norme del diritto, della socialità, sicurezza, servizi, equità.
In questo senso essendo un meridionalista, so, di appartenere ad una minoranza nonostante la passione inesauribile e i sentimenti di ingiustizie ricevute CERTE e l’indicibile numero di martiri. La teorizzazione della salvaguardia del Sud e dei suoi diritti, vengono da lontano! ( Filangieri, Salvemini, Cattaneo, Dorso

Francesco Saverio Nitti, Gramsci, Emilio Sereni, il cattolico Luigi Sturzo …et cetera) Significa che se in tanti anni e con quegl'uomini, la lotta non ha generato crescita o sistemi solutivi per il Sud, ebbene, questa non è dato dal valore delle idee ma dal NUMERO!

Conclusione: si tratta di capire riflessivamente come raggiungerlo, entrare in Parlamento e ghermire la nostra conclusiva legittima vittoria. AMEN…!

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