sabato 27 luglio 2013

“La Costituzione stravolta nel silenzio”. Il Partito del Sud aderisce all’appello e alla raccolta firme contro la riforma presidenziale lanciata dal Fatto Quotidiano

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Nei giorni scorsi avevamo già diffuso il nostro pensiero sull'operazione in corso in Parlamento per cambiare, in modo a dir poco irrituale, la Costituzione della Repubblica con due articoli a mia firma diffusi da questo blog il 10/7 ed il 25/7.

Per noi del Partito del Sud è inaccettabile quello che sta avvenendo in questi giorni, la deriva di questi accadimenti è preoccupante e foriera di possibili pericoli per la nostra democrazia, considerando anche che questo sconsiderato attacco alla Carta Costituzionale proviene da un Parlamento di soli nominati. Fortunatamente alcune forze politiche , a cui va il nostro incondizionato plauso in questa occasione, si stanno battendo democraticamente come possono per fermare questa  deriva pericolosa.

Ieri il giornale "Il Fatto Quotidiano"ha lanciato un appello , qui riportato in calce, che condividiamo nelle sue richieste. Invitiamo tutti a sostenere questa forma di resistenza pacifica ed a firmare e diffondere l'appello, io l'ho già fatto.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud





Costituzione

Fonte: Il Fatto Quotidiano
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Pubblichiamo l’appello contro il ddl di riforma costituzionale firmato da Alberto Lucarelli, Paolo Maddalena, Gianni Ferrara, Cesare Salvi, Massimo Villone, Silvio Gambino, Antonio Ingroia, Paolo Ferrero, Antonello Falomi, Domenico Gallo, Raffaele D’ Agata, Raniero La Valle, Beppe Giulietti, Antonio Di Pietro e Mario Serio.
Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, é ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale. In fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione la Camera dei Deputati ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione dall’articolo 138, che fa saltare la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione.
Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato sui binari della legalità costituzionale. Chiediamo, innanzitutto, che l’iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento. Chiudere, a ridosso delle ferie estive, la prima lettura del disegno di legge costituzionale, impedisce un vero e serio coinvolgimento dell’opinione pubblica nel dibattito che si sta svolgendo nelle aule parlamentari.
In secondo luogo vi chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale. L’aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall’articolo 72 della Costituzione per l’esame delle leggi costituzionali, l’aver attribuito al Governo un potere emendativo privilegiato, l’impossibilità per i singoli parlamentari di sub-emendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento.
Vi chiediamo ancora che i cittadini possano liberamente esprimere il loro voto su progetti di revisione chiari, ben definiti e omogenei nel loro contenuto. L’indicazione generica di sottoporre a revisione oltre 69 articoli della Costituzione, contrasta con questa esigenza e attribuisce all’istituendo Comitato parlamentare per le riforme costituzionali indebiti poteri “costituenti” che implicano il possibile stravolgimento dell’intero impianto costituzionale.
Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari. Chiediamo che nell’esprimere il vostro voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, consideriate che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese. Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138.
Vi chiediamo infine di escludere dalle materie di competenza del Comitato per le riforme costituzionali la riforma del sistema elettorale che proprio per il suo significato politico rilevantissimo ha un effetto distorsivo nell’ottica della revisione costituzionale. E’ in gioco il futuro della nostra democrazia.
Assumetevi la responsabilità di garantirlo.
Nota: Abbiamo cambiato il sistema di firma elettronica facendo ripartire il contatore da zero. Con il precedente modulo online sono state raccolte 7.500 firme, tutte certificate, che verranno sommate. Chiediamo a chi lo ha già fatto di non firmare di nuovo. In ogni caso, al termine della petizione gli elenchi verranno confrontati: le firme doppie e quelle non autentiche verranno eliminate.


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Nei giorni scorsi avevamo già diffuso il nostro pensiero sull'operazione in corso in Parlamento per cambiare, in modo a dir poco irrituale, la Costituzione della Repubblica con due articoli a mia firma diffusi da questo blog il 10/7 ed il 25/7.

Per noi del Partito del Sud è inaccettabile quello che sta avvenendo in questi giorni, la deriva di questi accadimenti è preoccupante e foriera di possibili pericoli per la nostra democrazia, considerando anche che questo sconsiderato attacco alla Carta Costituzionale proviene da un Parlamento di soli nominati. Fortunatamente alcune forze politiche , a cui va il nostro incondizionato plauso in questa occasione, si stanno battendo democraticamente come possono per fermare questa  deriva pericolosa.

Ieri il giornale "Il Fatto Quotidiano"ha lanciato un appello , qui riportato in calce, che condividiamo nelle sue richieste. Invitiamo tutti a sostenere questa forma di resistenza pacifica ed a firmare e diffondere l'appello, io l'ho già fatto.

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale del Partito del Sud





Costituzione

Fonte: Il Fatto Quotidiano
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Pubblichiamo l’appello contro il ddl di riforma costituzionale firmato da Alberto Lucarelli, Paolo Maddalena, Gianni Ferrara, Cesare Salvi, Massimo Villone, Silvio Gambino, Antonio Ingroia, Paolo Ferrero, Antonello Falomi, Domenico Gallo, Raffaele D’ Agata, Raniero La Valle, Beppe Giulietti, Antonio Di Pietro e Mario Serio.
Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, é ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, rinviando di mesi la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale. In fretta e furia e nel pressoché unanime silenzio dei grandi mezzi d’informazione la Camera dei Deputati ha iniziato a esaminare il disegno di legge governativo, già approvato dal Senato, di revisione dall’articolo 138, che fa saltare la “valvola di sicurezza” pensata dai nostri Padri costituenti per impedire stravolgimenti della Costituzione.
Ci appelliamo a voi che avete il potere di decidere, perché il processo di revisione costituzionale in atto sia riportato sui binari della legalità costituzionale. Chiediamo, innanzitutto, che l’iter di discussione segua tempi rispettosi del dettato costituzionale, che garantiscano la necessaria ponderazione delle proposte di revisione, il dovuto approfondimento e anche la possibilità di ripensamento. Chiudere, a ridosso delle ferie estive, la prima lettura del disegno di legge costituzionale, impedisce un vero e serio coinvolgimento dell’opinione pubblica nel dibattito che si sta svolgendo nelle aule parlamentari.
In secondo luogo vi chiediamo di restituire al Parlamento e ai parlamentari il ruolo loro spettante nel processo di revisione della nostra Carta costituzionale. L’aver abbandonato la procedura normale di esame esplicitamente prevista dall’articolo 72 della Costituzione per l’esame delle leggi costituzionali, l’aver attribuito al Governo un potere emendativo privilegiato, l’impossibilità per i singoli parlamentari di sub-emendare le proposte del Governo o del Comitato, la proibizione per i parlamentari in dissenso con i propri gruppi di presentare propri emendamenti, le deroghe previste ai Regolamenti di Camera e Senato, costituiscono altrettante scelte che umiliano e comprimono l’autonomia e la libertà dei parlamentari e quindi il ruolo e la funzione del Parlamento.
Vi chiediamo ancora che i cittadini possano liberamente esprimere il loro voto su progetti di revisione chiari, ben definiti e omogenei nel loro contenuto. L’indicazione generica di sottoporre a revisione oltre 69 articoli della Costituzione, contrasta con questa esigenza e attribuisce all’istituendo Comitato parlamentare per le riforme costituzionali indebiti poteri “costituenti” che implicano il possibile stravolgimento dell’intero impianto costituzionale.
Non si tratta di un intervento di “manutenzione” ma di una riscrittura radicale della nostra Carta fondamentale non consentita dalla Costituzione, aperta all’arbitrio delle contingenti maggioranze parlamentari. Chiediamo che nell’esprimere il vostro voto in seconda lettura del provvedimento di modifica dell’articolo 138, consideriate che la maggioranza parlamentare dei due terzi dei componenti le Camere per evitare il referendum confermativo, in ragione di una legge elettorale che distorce gravemente e incostituzionalmente la rappresentanza popolare, non coincide con la realtà politica del corpo elettorale del nostro Paese. Rispettare questa realtà, vuol dire esprimere in Parlamento un voto che consenta l’indizione di un referendum confermativo sulla revisione dell’articolo 138.
Vi chiediamo infine di escludere dalle materie di competenza del Comitato per le riforme costituzionali la riforma del sistema elettorale che proprio per il suo significato politico rilevantissimo ha un effetto distorsivo nell’ottica della revisione costituzionale. E’ in gioco il futuro della nostra democrazia.
Assumetevi la responsabilità di garantirlo.
Nota: Abbiamo cambiato il sistema di firma elettronica facendo ripartire il contatore da zero. Con il precedente modulo online sono state raccolte 7.500 firme, tutte certificate, che verranno sommate. Chiediamo a chi lo ha già fatto di non firmare di nuovo. In ogni caso, al termine della petizione gli elenchi verranno confrontati: le firme doppie e quelle non autentiche verranno eliminate.


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