venerdì 15 marzo 2013

In 10 anni 65 miliardi al Sud ! La Germania negli stessi anni 1500 miliardi all’Est.


svimez1Sono numeri impietosi quelli snocciolati nei giorni scorsi dallo SVIMEZ, numeri che inchiodano l’Italia e i suoi governi a una costatazione di fatto. Al Sud non si investe, al sud lo Stato italiano non investe. Sono 65 i miliardi spesi in 10 anni per il Sud italia.                                              Fonte:Sud24.it
Al momento dell’unificazione la Germania dell’Est contava circa 16 milioni di abitanti, molto più piccola della Germania Ovest, eppure i tedeschi hanno investito gran parte delle loro risorse proprio nell’Est perché avevano compreso benissimo che una nazione per essere competitiva deve essere messa tutta intera in grado di competere. Tutti devono partire da una condizione di uguaglianza per competere.
Il Sud Italia compreso la Sicilia ha quasi un terzo della popolazione italiana arriva, infatti, a quasi 21 milioni di abitanti. Per esso secondo lo SVIMEZ l’Italia investe lo 0,3% del PIL.
Così facendo non potrà mai essere uguale al resto d’Italia, non potrà mai competere e sarà sempre più area marginale se non depressa.
In altre nazioni, Germania in primis, si destinano più risorse alle aree depresse, in Italia si dice che si fa così, ma si fa tutt’altro. Anzi in Italia la regola del “cornuto è mazziato” è un dogma dal quale non ci si allontana.
Il Sud è penalizzato, ma per tutti i media è l’esempio dello spreco di risorse e dell’inefficienza. E’ il brutto anatroccolo.
Secondo i tedeschi “… una crescita economica regionale non adeguata può alla fine minacciare la stabilità di tutta l’economia”….
Il federalismo leghista invece prevede che le Regioni con maggior PIL mantengano gran parte delle proprie risorse e che ciascuna regione debba provvedere a sé stessa.
Peccato poi che in Italia le aziende che riescono ad avere parametri adeguati per intercettare fondi destinati al SUD sono quelle del nord (o straniere) che per decenni sono venute, hanno aperto, hanno usufruito dei fondi e poi sono o stanno scappando lasciando il deserto. Peccato che sempre le stesse aziende paghino le tasse nelle regioni dove hanno sede legale. Peccato che petrolio ed altre ricchezze del suolo vengano considerate proprietà dello Stato centrale e poi ai territori resti l’inquinamento e la ricchezza fugga altrove.
“I dati Svimez confermano del drammatico sottodimensionamento dei trasferimenti in conto capitale al Sud e nel contempo smontano i tanti luoghi comuni che descrivono il Mezzogiorno come una voragine senza fondo di denaro pubblico”. a dirlo è Sergio D’Antoni ex sindacalista e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico “Dati alla mano, negli ultimi 15 anni e’ stato indirizzato sugli investimenti produttivi solo lo 0,3% del Pil nazionale. Un dato distante dalla quantita’ di risorse destinate alle aree forti del centro-nord e lontano anni luce dal 5 per cento, pari a 1500 miliardi di euro, di Pil destinato dalla Germania alle aree deboli dell’Est nello stesso lasso di tempo. L’esempio tedesco dimostra come una seria politica di investimenti produttivi e di coesione sociale e territoriale sia l’unica in grado di rilanciare l’economia di tutto il paese. Non ci sono strategie migliori per crescere di piu’, e meglio, insieme”.
Sarebbe il caso, aggiungiamo noi, che di questo fosse cosciente anche l’intero Partito Democratico che evidentemente (visti i risultati elettorali) al Sud non è venuto a fare campagna elettorale raccontando queste cose e impegnandosi di conseguenza. Sugli altri partiti stendiamo un velo pietoso.
di Michele Dell’Edera
Fonte:Sud24.it

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svimez1Sono numeri impietosi quelli snocciolati nei giorni scorsi dallo SVIMEZ, numeri che inchiodano l’Italia e i suoi governi a una costatazione di fatto. Al Sud non si investe, al sud lo Stato italiano non investe. Sono 65 i miliardi spesi in 10 anni per il Sud italia.                                              Fonte:Sud24.it
Al momento dell’unificazione la Germania dell’Est contava circa 16 milioni di abitanti, molto più piccola della Germania Ovest, eppure i tedeschi hanno investito gran parte delle loro risorse proprio nell’Est perché avevano compreso benissimo che una nazione per essere competitiva deve essere messa tutta intera in grado di competere. Tutti devono partire da una condizione di uguaglianza per competere.
Il Sud Italia compreso la Sicilia ha quasi un terzo della popolazione italiana arriva, infatti, a quasi 21 milioni di abitanti. Per esso secondo lo SVIMEZ l’Italia investe lo 0,3% del PIL.
Così facendo non potrà mai essere uguale al resto d’Italia, non potrà mai competere e sarà sempre più area marginale se non depressa.
In altre nazioni, Germania in primis, si destinano più risorse alle aree depresse, in Italia si dice che si fa così, ma si fa tutt’altro. Anzi in Italia la regola del “cornuto è mazziato” è un dogma dal quale non ci si allontana.
Il Sud è penalizzato, ma per tutti i media è l’esempio dello spreco di risorse e dell’inefficienza. E’ il brutto anatroccolo.
Secondo i tedeschi “… una crescita economica regionale non adeguata può alla fine minacciare la stabilità di tutta l’economia”….
Il federalismo leghista invece prevede che le Regioni con maggior PIL mantengano gran parte delle proprie risorse e che ciascuna regione debba provvedere a sé stessa.
Peccato poi che in Italia le aziende che riescono ad avere parametri adeguati per intercettare fondi destinati al SUD sono quelle del nord (o straniere) che per decenni sono venute, hanno aperto, hanno usufruito dei fondi e poi sono o stanno scappando lasciando il deserto. Peccato che sempre le stesse aziende paghino le tasse nelle regioni dove hanno sede legale. Peccato che petrolio ed altre ricchezze del suolo vengano considerate proprietà dello Stato centrale e poi ai territori resti l’inquinamento e la ricchezza fugga altrove.
“I dati Svimez confermano del drammatico sottodimensionamento dei trasferimenti in conto capitale al Sud e nel contempo smontano i tanti luoghi comuni che descrivono il Mezzogiorno come una voragine senza fondo di denaro pubblico”. a dirlo è Sergio D’Antoni ex sindacalista e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico “Dati alla mano, negli ultimi 15 anni e’ stato indirizzato sugli investimenti produttivi solo lo 0,3% del Pil nazionale. Un dato distante dalla quantita’ di risorse destinate alle aree forti del centro-nord e lontano anni luce dal 5 per cento, pari a 1500 miliardi di euro, di Pil destinato dalla Germania alle aree deboli dell’Est nello stesso lasso di tempo. L’esempio tedesco dimostra come una seria politica di investimenti produttivi e di coesione sociale e territoriale sia l’unica in grado di rilanciare l’economia di tutto il paese. Non ci sono strategie migliori per crescere di piu’, e meglio, insieme”.
Sarebbe il caso, aggiungiamo noi, che di questo fosse cosciente anche l’intero Partito Democratico che evidentemente (visti i risultati elettorali) al Sud non è venuto a fare campagna elettorale raccontando queste cose e impegnandosi di conseguenza. Sugli altri partiti stendiamo un velo pietoso.
di Michele Dell’Edera
Fonte:Sud24.it

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