Giustamente gli studenti innanzitutto, ma anche movimenti meridionalisti e partiti politici hanno fatto presente con vibrate proteste questa stortura, diremmo questa aberrazione del sistema tecnocratico che guida il Paese per il quale la legge dei numeri e delle statistiche prevarica su qualsiasi cosa.
Il ministro Profumo ha fatto un passo indietro, è vero, ma il problema è che un modo di pensare discriminatorio non dovrebbe essere assunto neanche per sbaglio come ipotesi di una legge di uno stato che si vanta di essere unitario.
L’idea che si possa legiferare ipotizzando diritti differenziati geograficamente è sbagliata, è assurda e mette questa si in discussione l’unità di Italia.
Non si vogliono differenziare le politiche a seconda delle necessità e delle peculiarità dei territori e si differenziano i diritti dei cittadini che, fino a prova contraria sono tutti italiani…
O no ?
Michele Dell’Edera
Fonte: Sud24.it
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