giovedì 13 dicembre 2012

La differenza tra valori e partiti


Una breve risposta merita l'articolo dell'amico Mino Errico sul sito eleaml.org, da sempre il sito del pensiero di Nicola Zitara è uno dei punti di riferimento per me e per tanti meridionalisti.
Lo merita sia per alcune considerazioni interessanti sul metodo e sulla novità della nascita di Unione Mediterannea sia perché vengo citato direttamente e sia per il consueto garbo ed acume col quale vengono fatte alcune critiche.

Passando al merito delle questioni, posso essere d'accordo che come meridionali non ci appartiene ne' la retorica del fascismo ne' quella dell'antifascismo ma è indubbio che, retorica a parte, lo "spirito mediterraneo" non poteva e non può accettare ideologie violente, razziste e discriminatorie come quella fascista o come quella leghista.
Questo per un discorso di valori e non per andare contro una singola persona presente all'assemblea, tra l'altro un caro amico (e che non è certo lui con la sua onestà intellettuale ad essere il problema...), infatti serve per evitare tutta una melassa di finto-meridionalisti che sono fascisti camuffati o meglio ottusi reazionari, gente che finge di essere indipendente ma poi stranamente si accasa sempre in quelle liste e listarelle di centro-destra con casi perfino di presunti "indipendentisti" che poi si sono trovati vergognosamente in liste di centro o di centro-destra col tricolore nel simbolo! Alla faccia della coerenza!
Personalmente ho trovato sempre ipocrita o destinato al fallimento il discorso di "mettiamoci tutti insieme al di là delle idee e dei valori", basta che parliamo di verità storica sulla "malaunità" del 1861 e che gridiamo "Viva il Sud"! O meglio questo va bene per un'associazione solo culturale o per un gruppo di amici che ogni tanto si riunisce per una pizza. La politica è cosa diversa, non si può mettere insieme ad esempio chi vede negli immigrati un fattore positivo di scambio culturale ed un occasione di arricchimento con quelli che, scimmiottando i Borghezio e i Salvini, vorrebbero i respingimenti o che danno la colpa della crisi ai "cinesi". Sono due modi diversi di vedere il mondo e quindi anche di proporsi politicamente, secondo me inconciliabili. E secondo il mio modesto parere quello mediterraneo e anti-razzista è quello da adottare, tornando al tradizionale ruolo di ponte di civiltà che ha avuto il Sud multi-etnico nei suoi momenti migliori, basta pensare alla Magna Grecia o secoli dopo alla corte di Federico II a Palermo.
Riguardo lo slogan "destra e sinistra sono solo indicazioni stradali", utilizzato spesso in passato da noi del PdSUD e geniale intuizione del nostro maestro Antonio Ciano che l'ha coniato, era da intendere che i PARTITI di destra e di sinistra del belpaese sono stati tutti anti-meridionali.
I valori invece sono un'altra cosa, alla base dei programmi di ogni movimento politico, e io ho sempre detto che i valori da affermare per la rivoluzione meridionale sono quelli progressisti, basta con quella puzza di stantio da vecchi democristiani coi completi grigi e vecchie cravatte un po' sbiadite, col maccartismo e le idee reazionarie ed ultra-cattoliche che ci hanno sempre rinchiuso nel ghetto dei "nostalgici", da guardare come si guardano le manifestazioni "folkloristiche". Nessun appiattimento per i partiti di centro-sinistra di certo, ma stabiliamo da subito la lontananza dalle tentazioni di fare l'ennesimo movimento di ascari dell'asse del nord, quell'asse già annunciato da Berlusconi (della serie La mummia V - il ritorno...) e Maroni...il campo degli ascari per altro è già molto affollato dai vari Micciché, Iannaccone, Lombardo etc etc....non c'è né spazio né voglia di unirsi al coro dei servitori di più padroni.
Ed infine, caro Mino, l'ossessione per la legalità e la lotta alle mafie come valore fondamentale, non è una cosa da vedere con sospetto come se fosse un nostro atteggiamento di moda sinistrorsa, anche qui si tratta di valori e di scelta politica: se ci sono politici come Dell'Utri (degni erede della tradizione di Liborio Romano...) da una parte della barricata, noi saremo sicuramente dall'altra, quello della giustizia e della libertà.
Unione mediterranea farà le sue scelte sia in termini programmatici che di alleanze elettorali e noi del PdSUD dovremmo decidere se sono in linea con le nostre idee ed i nostri valori come speriamo, una cosa è chiara il tempo dei soli slogan e annunci sta finendo....la platea, crescente per fortuna, di meridionalisti si aspetta sempre più fatti e sempre meno chiacchiere.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud



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Una breve risposta merita l'articolo dell'amico Mino Errico sul sito eleaml.org, da sempre il sito del pensiero di Nicola Zitara è uno dei punti di riferimento per me e per tanti meridionalisti.
Lo merita sia per alcune considerazioni interessanti sul metodo e sulla novità della nascita di Unione Mediterannea sia perché vengo citato direttamente e sia per il consueto garbo ed acume col quale vengono fatte alcune critiche.

Passando al merito delle questioni, posso essere d'accordo che come meridionali non ci appartiene ne' la retorica del fascismo ne' quella dell'antifascismo ma è indubbio che, retorica a parte, lo "spirito mediterraneo" non poteva e non può accettare ideologie violente, razziste e discriminatorie come quella fascista o come quella leghista.
Questo per un discorso di valori e non per andare contro una singola persona presente all'assemblea, tra l'altro un caro amico (e che non è certo lui con la sua onestà intellettuale ad essere il problema...), infatti serve per evitare tutta una melassa di finto-meridionalisti che sono fascisti camuffati o meglio ottusi reazionari, gente che finge di essere indipendente ma poi stranamente si accasa sempre in quelle liste e listarelle di centro-destra con casi perfino di presunti "indipendentisti" che poi si sono trovati vergognosamente in liste di centro o di centro-destra col tricolore nel simbolo! Alla faccia della coerenza!
Personalmente ho trovato sempre ipocrita o destinato al fallimento il discorso di "mettiamoci tutti insieme al di là delle idee e dei valori", basta che parliamo di verità storica sulla "malaunità" del 1861 e che gridiamo "Viva il Sud"! O meglio questo va bene per un'associazione solo culturale o per un gruppo di amici che ogni tanto si riunisce per una pizza. La politica è cosa diversa, non si può mettere insieme ad esempio chi vede negli immigrati un fattore positivo di scambio culturale ed un occasione di arricchimento con quelli che, scimmiottando i Borghezio e i Salvini, vorrebbero i respingimenti o che danno la colpa della crisi ai "cinesi". Sono due modi diversi di vedere il mondo e quindi anche di proporsi politicamente, secondo me inconciliabili. E secondo il mio modesto parere quello mediterraneo e anti-razzista è quello da adottare, tornando al tradizionale ruolo di ponte di civiltà che ha avuto il Sud multi-etnico nei suoi momenti migliori, basta pensare alla Magna Grecia o secoli dopo alla corte di Federico II a Palermo.
Riguardo lo slogan "destra e sinistra sono solo indicazioni stradali", utilizzato spesso in passato da noi del PdSUD e geniale intuizione del nostro maestro Antonio Ciano che l'ha coniato, era da intendere che i PARTITI di destra e di sinistra del belpaese sono stati tutti anti-meridionali.
I valori invece sono un'altra cosa, alla base dei programmi di ogni movimento politico, e io ho sempre detto che i valori da affermare per la rivoluzione meridionale sono quelli progressisti, basta con quella puzza di stantio da vecchi democristiani coi completi grigi e vecchie cravatte un po' sbiadite, col maccartismo e le idee reazionarie ed ultra-cattoliche che ci hanno sempre rinchiuso nel ghetto dei "nostalgici", da guardare come si guardano le manifestazioni "folkloristiche". Nessun appiattimento per i partiti di centro-sinistra di certo, ma stabiliamo da subito la lontananza dalle tentazioni di fare l'ennesimo movimento di ascari dell'asse del nord, quell'asse già annunciato da Berlusconi (della serie La mummia V - il ritorno...) e Maroni...il campo degli ascari per altro è già molto affollato dai vari Micciché, Iannaccone, Lombardo etc etc....non c'è né spazio né voglia di unirsi al coro dei servitori di più padroni.
Ed infine, caro Mino, l'ossessione per la legalità e la lotta alle mafie come valore fondamentale, non è una cosa da vedere con sospetto come se fosse un nostro atteggiamento di moda sinistrorsa, anche qui si tratta di valori e di scelta politica: se ci sono politici come Dell'Utri (degni erede della tradizione di Liborio Romano...) da una parte della barricata, noi saremo sicuramente dall'altra, quello della giustizia e della libertà.
Unione mediterranea farà le sue scelte sia in termini programmatici che di alleanze elettorali e noi del PdSUD dovremmo decidere se sono in linea con le nostre idee ed i nostri valori come speriamo, una cosa è chiara il tempo dei soli slogan e annunci sta finendo....la platea, crescente per fortuna, di meridionalisti si aspetta sempre più fatti e sempre meno chiacchiere.


Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud



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