lunedì 1 agosto 2011

Energia, a Catania la nuova Solar Valley - NASCE LA PIÙ GRANDE FABBRICA ITALIANA DI PANNELLI FOTOVOLTAICI

Punta sulla tecnologia dei pannelli sottili, più efficienti e meno invasivi. E su un futuro ormai prossimo: «Vicina la parità del prezzo tra rinnovabili e fonti convenzionali»


Robot di preparazione lastre di vetro che saranno inviate nella linea di lavorazione
Robot di preparazione lastre di vetro che saranno inviate nella linea di lavorazione
MILANO - Il mercato c’è ed è in fortissima crescita. Nei primi sei mesi di quest’anno, soltanto in Italia, sono stati installati 5000 megawatt di pannelli fotovoltaici, pari a un sesto di quanto installato in tutta Europa negli ultimi dieci anni (30.000 MW). E presto ai consumatori europei, da sempre in prima linea nello sfruttamento dell’energia solare, potrebbero aggiungersi i mercati mediorientali.

LA SCOMMESSA - Parte da qui la sfida di 3Sun, joint venture fra Enel GreenPower, Sharp e ST, che oggi ha inaugurato a Catania la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia con l’obbiettivo, più che ambizioso, di trasformare quest’angolo di Sicilia sotto le pendici dell’Etna in una futura Solar Valley del Mediterraneo, con know how giapponese - Sharp detiene un primato quasi assoluto nella tecnologia dei fotovoltaico a film sottile - e marchio “made in Italy”. «Il miglioramento tecnologico dei pannelli e la riduzione nei costi di produzione avvicinano sempre più il momento in cui il prezzo dell’energia da fotovoltaico sarà pari a quello dell’energia da fonti convenzionali», sostiene Francesco Starace, amministratore delegato di Enel Green Power.

Una panoramica della fabbrica di pannelli
Una panoramica della fabbrica di pannelli
LA GRID PARITY - La tanto agognata grid parity, che manderà in archivio i discussi incentivi alla rinnovabili, per il fotovoltaico in Italia arriverà già nel 2017, assicurano gli esperti. Fondamentale, per raggiungerla, sarà la produzione su scala sempre più ampia, per abbassare i costi ma anche per competere con l’industria della Cina, diventato il più grande produttori di pannelli. E’ il Paese asiatico, assieme alla Germania, il più diretto concorrente della nuova «Fabbrica del sole». Anche se a Catania sottolineano, con una punta polemica, alcune differenze. Innanzitutto la tecnologia del film sottile con silicio amorfo – attualmente la più promettente – che, paragonata ai pannelli in silicio cristallino prodotti in Cina, consente applicazioni meno invasive e maggiore efficienza. “Una tecnologia difficilmente imitabile ”, assicura Katsuhiko Machida, presidente di Sharp Corporation. Non solo, aggiunge: “La sfida con la Cina non è ad armi pari: è un dato di fatto, anche se pochi lo fanno osservare, che il governo di Pechino concede sovvenzioni e incentivi statali enormi all’industria del fotovoltaico. Nulla del genere avviene né in Giappone né in Italia”. A questo punto diventa cruciale lavorare in joint venture e puntare su mercati nuovi. Nella sua fase iniziale, la fabbrica di Catania avrà una capacità produttiva di 160 MW all’anno, che potrà essere incrementata nel corso dei prossimi anni a 480 MW/anno: il più grande stabilimento produttivo di pannelli fotovoltaici a livello nazionale ed uno dei più grandi in Europa, finanziato mediante una combinazione di capitale proprio, finanziamenti del CIPE (49 milioni di euro) e project financing.

Uno dei moduli sottili prodotti nell'impianto
Uno dei moduli sottili prodotti nell'impianto
LA JOINT-VENTURE - I tre partner, con un impegno di 70 milioni di euro ciascuno, coprono tutto il ciclo produttivo: Sharp porta in dote la tecnologia del film sottile multigiunzione, già in produzione nella fabbrica di Sakai, in Giappone (con un’efficienza che arriva al 10%); Enel Green Power lo sviluppo e la gestione dell’impianto oltre al canale commerciale su scala nazionale e internazionale; STMicroelectronics, infine, offre il suo personale altamente specializzato con un’esperienza decennale nel settore hi-tech. La produzione sarà principalmente destinata alla domanda dei mercati europei. Ma l’occhio va ben oltre, fino alle terre, ancora in buona parte “vergini” per quanto riguarda il fotovoltaico, del Medio Oriente e dell’Africa. A questo proposito è stata costituita una seconda joint venture, ESSE (Enel Green Power e Sharp Solar Energy) per sviluppare entro il 2016 impianti fotovoltaici megasolari, cioè oltre i 500 MW, utilizzando i pannelli prodotti dalla fabbrica. I dirigenti di Enel Green Power, con prudenza mista a ottimismo, parlano di un traguardo possibile: arrivare ad una produzione di 1 GW l’anno. “La fabbrica, in fondo, è posta nel cuore del Mediterraneo, in cui anche Omero poneva le tenute più amate dal Dio Sole”, ricorda Andrea Cuomo, presidente di 3Sun.

Sara Gandolfi

Fonte:Corriere della Sera


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Punta sulla tecnologia dei pannelli sottili, più efficienti e meno invasivi. E su un futuro ormai prossimo: «Vicina la parità del prezzo tra rinnovabili e fonti convenzionali»


Robot di preparazione lastre di vetro che saranno inviate nella linea di lavorazione
Robot di preparazione lastre di vetro che saranno inviate nella linea di lavorazione
MILANO - Il mercato c’è ed è in fortissima crescita. Nei primi sei mesi di quest’anno, soltanto in Italia, sono stati installati 5000 megawatt di pannelli fotovoltaici, pari a un sesto di quanto installato in tutta Europa negli ultimi dieci anni (30.000 MW). E presto ai consumatori europei, da sempre in prima linea nello sfruttamento dell’energia solare, potrebbero aggiungersi i mercati mediorientali.

LA SCOMMESSA - Parte da qui la sfida di 3Sun, joint venture fra Enel GreenPower, Sharp e ST, che oggi ha inaugurato a Catania la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in Italia con l’obbiettivo, più che ambizioso, di trasformare quest’angolo di Sicilia sotto le pendici dell’Etna in una futura Solar Valley del Mediterraneo, con know how giapponese - Sharp detiene un primato quasi assoluto nella tecnologia dei fotovoltaico a film sottile - e marchio “made in Italy”. «Il miglioramento tecnologico dei pannelli e la riduzione nei costi di produzione avvicinano sempre più il momento in cui il prezzo dell’energia da fotovoltaico sarà pari a quello dell’energia da fonti convenzionali», sostiene Francesco Starace, amministratore delegato di Enel Green Power.

Una panoramica della fabbrica di pannelli
Una panoramica della fabbrica di pannelli
LA GRID PARITY - La tanto agognata grid parity, che manderà in archivio i discussi incentivi alla rinnovabili, per il fotovoltaico in Italia arriverà già nel 2017, assicurano gli esperti. Fondamentale, per raggiungerla, sarà la produzione su scala sempre più ampia, per abbassare i costi ma anche per competere con l’industria della Cina, diventato il più grande produttori di pannelli. E’ il Paese asiatico, assieme alla Germania, il più diretto concorrente della nuova «Fabbrica del sole». Anche se a Catania sottolineano, con una punta polemica, alcune differenze. Innanzitutto la tecnologia del film sottile con silicio amorfo – attualmente la più promettente – che, paragonata ai pannelli in silicio cristallino prodotti in Cina, consente applicazioni meno invasive e maggiore efficienza. “Una tecnologia difficilmente imitabile ”, assicura Katsuhiko Machida, presidente di Sharp Corporation. Non solo, aggiunge: “La sfida con la Cina non è ad armi pari: è un dato di fatto, anche se pochi lo fanno osservare, che il governo di Pechino concede sovvenzioni e incentivi statali enormi all’industria del fotovoltaico. Nulla del genere avviene né in Giappone né in Italia”. A questo punto diventa cruciale lavorare in joint venture e puntare su mercati nuovi. Nella sua fase iniziale, la fabbrica di Catania avrà una capacità produttiva di 160 MW all’anno, che potrà essere incrementata nel corso dei prossimi anni a 480 MW/anno: il più grande stabilimento produttivo di pannelli fotovoltaici a livello nazionale ed uno dei più grandi in Europa, finanziato mediante una combinazione di capitale proprio, finanziamenti del CIPE (49 milioni di euro) e project financing.

Uno dei moduli sottili prodotti nell'impianto
Uno dei moduli sottili prodotti nell'impianto
LA JOINT-VENTURE - I tre partner, con un impegno di 70 milioni di euro ciascuno, coprono tutto il ciclo produttivo: Sharp porta in dote la tecnologia del film sottile multigiunzione, già in produzione nella fabbrica di Sakai, in Giappone (con un’efficienza che arriva al 10%); Enel Green Power lo sviluppo e la gestione dell’impianto oltre al canale commerciale su scala nazionale e internazionale; STMicroelectronics, infine, offre il suo personale altamente specializzato con un’esperienza decennale nel settore hi-tech. La produzione sarà principalmente destinata alla domanda dei mercati europei. Ma l’occhio va ben oltre, fino alle terre, ancora in buona parte “vergini” per quanto riguarda il fotovoltaico, del Medio Oriente e dell’Africa. A questo proposito è stata costituita una seconda joint venture, ESSE (Enel Green Power e Sharp Solar Energy) per sviluppare entro il 2016 impianti fotovoltaici megasolari, cioè oltre i 500 MW, utilizzando i pannelli prodotti dalla fabbrica. I dirigenti di Enel Green Power, con prudenza mista a ottimismo, parlano di un traguardo possibile: arrivare ad una produzione di 1 GW l’anno. “La fabbrica, in fondo, è posta nel cuore del Mediterraneo, in cui anche Omero poneva le tenute più amate dal Dio Sole”, ricorda Andrea Cuomo, presidente di 3Sun.

Sara Gandolfi

Fonte:Corriere della Sera


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