giovedì 24 febbraio 2011

Vittorio Emanuele replica: “Avete montato le immagini”. Ma non ha visto l’integrale




“Quanto pubblicato da Il Fatto Quotidiano in prima pagina relativo ad un video da cui emergerebbero fatti nuovi rispetto al tragico evento che portò alla dolorosa scomparsa del giovane Dirk Hamer risulta essere un maldestro tentativo di voler ancora una volta colpire un cittadino, strumentalizzando fatti già da anni chiariti. Fatti parte di un’inchiesta del 2006 promossa dal PM Woodcock risolta con la mia totale assoluzione perché il fatto non sussiste”. Il commento a caldo di Vittorio Emanuele di Savoia allo scoop del Fatto non tiene conto di una cosa fondamentale: il video che lo incastra è pubblicato sul nostro sito in due versioni. Una integrale e una tagliata per mostrare solo i punti salienti. Nella sua difesa, il principe tenta invece di discolparsi facendo riferimento al video “montato ad arte”. Evidentemente non si è rivisto nella versione integrale, che inseriamo anche in coda a questo articolo. Ma ecco le parole di Vittorio Emanuele: “Desidero far notare – si legge in una nota – come le frasi siano sconnesse tra loro con lunghe parti di parole incomprensibili o di pause che rendono impossibile il collegamento dei vari spezzoni con cui si vorrebbe accreditare la tesi dell’ammissione di colpa. E’ stato artificialmente montato con ben sette spezzoni diversi per tentare di dare senso compiuto alle frasi pronunciate. Tutto già più volte pubblicato nel 2006 da numerosi quotidiani e puntualmente chiarito anche negli atti processuali”. Secondo Vittorio Emanuele di Savoia, si tratta di “un metodo giornalistico ad orologeria che già da tempo viene utilizzato per infangare le persone che non sono, per così dire, in linea con i desideri di una certa stampa e che regolarmente si trasforma in una bolla di sapone con una scia pesante e dolora per la vittima di questa pratica oggi usata da “Il Fatto Quotidiano”.

Quanto al video diffuso oggi, Vittorio Emanuele sottolinea che “l“esame del testo delle conversazioni relative al video, riportate dai brogliacci della Polizia Giudiziaria, già da tempo a disposizione, non aggiungono una virgola a quanto già noto e da tempo rappresentato. Anzi, fanno emergere l’evidente stato di difficoltà in cui versavo a causa del mio traumatico arresto e per la situazione incomprensibile in cui mi trovavo. Aggiungo che mi erano state somministrate ingenti dosi di sedativi ,necessari per il mio stato di ansia, che mi hanno provocato uno stato di grave confusione, somministrazione provata dalle analisi mediche effettuate alla mia uscita dal carcere di Potenza”.

“Questo squallido tentativo di rinfocolare dolorose vicende umane, attraverso notizie giornalistiche che tentano di accreditare fatti non veri – afferma ancora Vittorio Emanuele nella nota – troverà la più ferma risposta in ogni sede giudiziaria. Peraltro sottolineo che il video in oggetto e le relative trascrizioni erano già state trasmesse da Woodcock al Ministero della Giustizia Francese nel 2006. Il Ministro della Giustizia inviò una secca e chiara risposta affermando che nessun procedimento poteva ne potrà mai essere riaperto a fronte di una sentenza della Corte d’Assise di Parigi fondata su inequivocabili prove oggettive di innocenza”. Vittorio Emanuele si chiede infine “qual è l’intento” del quotidiano, che “non si comprende” perchè “voglia rilanciare un fatto desueto e chiarito”. E annuncia di aver “già dato incarico all’avvocato Francesco Murgia di procedere in ogni sede rispetto a coloro che volessero accreditare fatti o versioni diverse, o insinuare che da parte mia mai si sia riconosciuta una colpa per l’evento”.

Dopo le giustificazioni, le accuse e le minacce, è il momento delle immagini. Ecco la versione integrale del video



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“Quanto pubblicato da Il Fatto Quotidiano in prima pagina relativo ad un video da cui emergerebbero fatti nuovi rispetto al tragico evento che portò alla dolorosa scomparsa del giovane Dirk Hamer risulta essere un maldestro tentativo di voler ancora una volta colpire un cittadino, strumentalizzando fatti già da anni chiariti. Fatti parte di un’inchiesta del 2006 promossa dal PM Woodcock risolta con la mia totale assoluzione perché il fatto non sussiste”. Il commento a caldo di Vittorio Emanuele di Savoia allo scoop del Fatto non tiene conto di una cosa fondamentale: il video che lo incastra è pubblicato sul nostro sito in due versioni. Una integrale e una tagliata per mostrare solo i punti salienti. Nella sua difesa, il principe tenta invece di discolparsi facendo riferimento al video “montato ad arte”. Evidentemente non si è rivisto nella versione integrale, che inseriamo anche in coda a questo articolo. Ma ecco le parole di Vittorio Emanuele: “Desidero far notare – si legge in una nota – come le frasi siano sconnesse tra loro con lunghe parti di parole incomprensibili o di pause che rendono impossibile il collegamento dei vari spezzoni con cui si vorrebbe accreditare la tesi dell’ammissione di colpa. E’ stato artificialmente montato con ben sette spezzoni diversi per tentare di dare senso compiuto alle frasi pronunciate. Tutto già più volte pubblicato nel 2006 da numerosi quotidiani e puntualmente chiarito anche negli atti processuali”. Secondo Vittorio Emanuele di Savoia, si tratta di “un metodo giornalistico ad orologeria che già da tempo viene utilizzato per infangare le persone che non sono, per così dire, in linea con i desideri di una certa stampa e che regolarmente si trasforma in una bolla di sapone con una scia pesante e dolora per la vittima di questa pratica oggi usata da “Il Fatto Quotidiano”.

Quanto al video diffuso oggi, Vittorio Emanuele sottolinea che “l“esame del testo delle conversazioni relative al video, riportate dai brogliacci della Polizia Giudiziaria, già da tempo a disposizione, non aggiungono una virgola a quanto già noto e da tempo rappresentato. Anzi, fanno emergere l’evidente stato di difficoltà in cui versavo a causa del mio traumatico arresto e per la situazione incomprensibile in cui mi trovavo. Aggiungo che mi erano state somministrate ingenti dosi di sedativi ,necessari per il mio stato di ansia, che mi hanno provocato uno stato di grave confusione, somministrazione provata dalle analisi mediche effettuate alla mia uscita dal carcere di Potenza”.

“Questo squallido tentativo di rinfocolare dolorose vicende umane, attraverso notizie giornalistiche che tentano di accreditare fatti non veri – afferma ancora Vittorio Emanuele nella nota – troverà la più ferma risposta in ogni sede giudiziaria. Peraltro sottolineo che il video in oggetto e le relative trascrizioni erano già state trasmesse da Woodcock al Ministero della Giustizia Francese nel 2006. Il Ministro della Giustizia inviò una secca e chiara risposta affermando che nessun procedimento poteva ne potrà mai essere riaperto a fronte di una sentenza della Corte d’Assise di Parigi fondata su inequivocabili prove oggettive di innocenza”. Vittorio Emanuele si chiede infine “qual è l’intento” del quotidiano, che “non si comprende” perchè “voglia rilanciare un fatto desueto e chiarito”. E annuncia di aver “già dato incarico all’avvocato Francesco Murgia di procedere in ogni sede rispetto a coloro che volessero accreditare fatti o versioni diverse, o insinuare che da parte mia mai si sia riconosciuta una colpa per l’evento”.

Dopo le giustificazioni, le accuse e le minacce, è il momento delle immagini. Ecco la versione integrale del video



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