giovedì 24 febbraio 2011

La regione più povera e con il più alto grado di disoccupazione d’Italia,la Basilicata, fa guadagnare Miliardi di euro all’anno all’ENI

basilicata

di Mauro Miccolis

In realtà, capire bene quanti miliardi l’anno guadagna l’ENI, dai pozzi di petrolio della Basilicata, in base ai dati ufficiali forniti dal governo italiano, non è un’impresa molto facile per chi come me non è un addetto al settore.

Infatti, andando sul sito governativo, dello Sviluppo Economico, si troveranno i dati di produzione degli idrocarburi in Kg, mentre sappiamo benissimo che il costo del petrolio sulle borse mondiali lo si calcola al barile, e vi assicuro non è così semplice convertire i barili di greggio in kg, questo perché il petrolio è venduto in almeno una dozzina di qualità.

Infatti esiste sul greggio, un “differenziale di qualità”, si va dal ultra light&sweet (ultra leggero e dolce) al heavy&sour (pesante e acido) ( sour e sweet dipendono dalla % di zolfo – light e heavy dai gradi API). Ci sono petroli heavy&sweet (pesanti ma dolci) e petroli light&sour (leggeri ma acidi).

Tenete presente che per gradi API > 40 i petroli sono light, inferiore a 25 sono heavy, in mezzo sono medium (i gradi API, la cui scala va da 1 a 100, sono inversamente proporzionali alla densità).
E’ ovvio che i petroli light (cioè costituiti da miscele di idrocarburi leggeri) hanno una più alta resa in benzina + frazioni leggere e bassa in oli pesanti e bitumi, viceversa gli heavy.

Ad una scala API da 1 a 100, corrisponde un range di densità da 1,07 (heavy) a 0,61 (light) (numeri arrotondati). Per cui 1000 litri di petrolio pesano da 1,07 a 0,61 tonnellate.

Quindi a conti fatti un barile di greggio (circa 159 litri) pesa dai 170 ai 97 Kg. La relazione tra °API e densità è la seguente: °API = [ (141,5/d) - 131,5].

Sarebbe interessante avere i dati sulla qualità del greggio estratto per determinare il corretto valore; io non sono riuscito a trovarli.

Comunque,la produzione nel 2010 è stata di 2.843.935.610 kg il che equivale a 29 milioni di barili nel caso di petrolio light di altissima qualità o 17 milioni di barili nel caso di petrolio heavy di pessima qualità.

Considerando che oggi, 21 Dicembre 2010, il prezzo del basket Opec, composto da dodici tipi di crudi diversi, è a 88,78 usd (circa 67 euro) al barile significa un valore che oscilla da circa 2 miliari di euro a 1 miliardo e duecento milioni di euro.

Cerchiamo di calcolare quanto ha guadagnato l’ENI in base alle Royality emesse alla Regione Basilicata, che dovrebbero ammontare al 7%, (sono le Royality più basse del mondo, in tutti gli altri paesi si corrisponde non meno del 30%) sul sito del governo, ammontano per il 2010 a 65.311.112 euro; questo implicherebbe circa 933 milioni di euro guadagnati dall’ENI.

E lo so, i conti non tornano perfettamente. E non tornano neanche se a questi togliamo i costi di estrazione che ammontano a circa 6-7 euro a barile (abbastanza bassi,rapportati alle medie mondiali). E difficilmente tornano se si considera anche il Gas estratto oltre che il petrolio.

Risulta anche molto bizzarro il fatto che i contatori sulle risorse estratte siano della stessa ENI. Immaginate se io mi costruissi una casa, e decidessi di collegarmi alla fornitura di energia elettrica, con un mio contatore; e poi a fine mese comunicassi i miei consumi; bizzarro vero? Se lo fa ENI, evidentemente no.

E’ veramente difficile per me,con le informazioni trovate, capire bene quanti soldi ha guadagnato l’ENI, anche perché lo scarto tra il prezzo di mercato di un qualsiasi greggio e quello di un greggio di riferimento dipende dalla diversa qualità e dalle distanze tra i luoghi di produzione ed il luogo di consegna. Il “differenziale di qualità” tiene conto della densità e del tenore di zolfo dei due greggi. Il “differenziale di trasporto” è dato dalla differenza tra il costo di trasporto del greggio considerato e del greggio di riferimento allo stesso punto di consegna; date le particolari caratteristiche del mercato petrolifero internazionale, un greggio più lontano di quello di riferimento deve essere venduto ad un prezzo più basso e viceversa.

Si da il caso, che il greggio è estratto in Basilicata e raffinato a Taranto, quindi il valore del barile è molto più alto degli 88 dollari calcolati, e quindi per me il risultato che esce fuori dal pezzentissimo 7% rimane misterioso.

Malgrado questo grosso giro di denaro, in Basilicata il lavoro manca esattamente come prima, che si scoprisse il petrolio. Non sono state realizzate opere infrastrutturali, il costo della benzina non ha subìto sconti. La gente, soprattutto i più giovani, continua a emigrare: negli ultimi quindici anni a Grumento Nova, 2.500 abitanti, la popolazione è diminuita di un quarto, mentre da tutta la regione — che ha poco più di 570 mila abitanti — si continua a emigrare al ritmo di quattromila persone all’anno. E l’aria, l’acqua e persino il rinomato miele della Val d’Agri sono sempre più a rischio perché sempre più ‘ricchi’ di idrocarburi”.

Ma sulla devastazione del territorio lucano vi racconterò nei prossimi post.

Fonte:Miccolismauro

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basilicata

di Mauro Miccolis

In realtà, capire bene quanti miliardi l’anno guadagna l’ENI, dai pozzi di petrolio della Basilicata, in base ai dati ufficiali forniti dal governo italiano, non è un’impresa molto facile per chi come me non è un addetto al settore.

Infatti, andando sul sito governativo, dello Sviluppo Economico, si troveranno i dati di produzione degli idrocarburi in Kg, mentre sappiamo benissimo che il costo del petrolio sulle borse mondiali lo si calcola al barile, e vi assicuro non è così semplice convertire i barili di greggio in kg, questo perché il petrolio è venduto in almeno una dozzina di qualità.

Infatti esiste sul greggio, un “differenziale di qualità”, si va dal ultra light&sweet (ultra leggero e dolce) al heavy&sour (pesante e acido) ( sour e sweet dipendono dalla % di zolfo – light e heavy dai gradi API). Ci sono petroli heavy&sweet (pesanti ma dolci) e petroli light&sour (leggeri ma acidi).

Tenete presente che per gradi API > 40 i petroli sono light, inferiore a 25 sono heavy, in mezzo sono medium (i gradi API, la cui scala va da 1 a 100, sono inversamente proporzionali alla densità).
E’ ovvio che i petroli light (cioè costituiti da miscele di idrocarburi leggeri) hanno una più alta resa in benzina + frazioni leggere e bassa in oli pesanti e bitumi, viceversa gli heavy.

Ad una scala API da 1 a 100, corrisponde un range di densità da 1,07 (heavy) a 0,61 (light) (numeri arrotondati). Per cui 1000 litri di petrolio pesano da 1,07 a 0,61 tonnellate.

Quindi a conti fatti un barile di greggio (circa 159 litri) pesa dai 170 ai 97 Kg. La relazione tra °API e densità è la seguente: °API = [ (141,5/d) - 131,5].

Sarebbe interessante avere i dati sulla qualità del greggio estratto per determinare il corretto valore; io non sono riuscito a trovarli.

Comunque,la produzione nel 2010 è stata di 2.843.935.610 kg il che equivale a 29 milioni di barili nel caso di petrolio light di altissima qualità o 17 milioni di barili nel caso di petrolio heavy di pessima qualità.

Considerando che oggi, 21 Dicembre 2010, il prezzo del basket Opec, composto da dodici tipi di crudi diversi, è a 88,78 usd (circa 67 euro) al barile significa un valore che oscilla da circa 2 miliari di euro a 1 miliardo e duecento milioni di euro.

Cerchiamo di calcolare quanto ha guadagnato l’ENI in base alle Royality emesse alla Regione Basilicata, che dovrebbero ammontare al 7%, (sono le Royality più basse del mondo, in tutti gli altri paesi si corrisponde non meno del 30%) sul sito del governo, ammontano per il 2010 a 65.311.112 euro; questo implicherebbe circa 933 milioni di euro guadagnati dall’ENI.

E lo so, i conti non tornano perfettamente. E non tornano neanche se a questi togliamo i costi di estrazione che ammontano a circa 6-7 euro a barile (abbastanza bassi,rapportati alle medie mondiali). E difficilmente tornano se si considera anche il Gas estratto oltre che il petrolio.

Risulta anche molto bizzarro il fatto che i contatori sulle risorse estratte siano della stessa ENI. Immaginate se io mi costruissi una casa, e decidessi di collegarmi alla fornitura di energia elettrica, con un mio contatore; e poi a fine mese comunicassi i miei consumi; bizzarro vero? Se lo fa ENI, evidentemente no.

E’ veramente difficile per me,con le informazioni trovate, capire bene quanti soldi ha guadagnato l’ENI, anche perché lo scarto tra il prezzo di mercato di un qualsiasi greggio e quello di un greggio di riferimento dipende dalla diversa qualità e dalle distanze tra i luoghi di produzione ed il luogo di consegna. Il “differenziale di qualità” tiene conto della densità e del tenore di zolfo dei due greggi. Il “differenziale di trasporto” è dato dalla differenza tra il costo di trasporto del greggio considerato e del greggio di riferimento allo stesso punto di consegna; date le particolari caratteristiche del mercato petrolifero internazionale, un greggio più lontano di quello di riferimento deve essere venduto ad un prezzo più basso e viceversa.

Si da il caso, che il greggio è estratto in Basilicata e raffinato a Taranto, quindi il valore del barile è molto più alto degli 88 dollari calcolati, e quindi per me il risultato che esce fuori dal pezzentissimo 7% rimane misterioso.

Malgrado questo grosso giro di denaro, in Basilicata il lavoro manca esattamente come prima, che si scoprisse il petrolio. Non sono state realizzate opere infrastrutturali, il costo della benzina non ha subìto sconti. La gente, soprattutto i più giovani, continua a emigrare: negli ultimi quindici anni a Grumento Nova, 2.500 abitanti, la popolazione è diminuita di un quarto, mentre da tutta la regione — che ha poco più di 570 mila abitanti — si continua a emigrare al ritmo di quattromila persone all’anno. E l’aria, l’acqua e persino il rinomato miele della Val d’Agri sono sempre più a rischio perché sempre più ‘ricchi’ di idrocarburi”.

Ma sulla devastazione del territorio lucano vi racconterò nei prossimi post.

Fonte:Miccolismauro

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