domenica 31 gennaio 2010

Real Sito di Carditello, speranza di salvezza

di Angelo Forgione

La Camera di Commercio di Caserta lancia un salvagente alla bellissima ma semi-abbandonata Reggia di Carditello, e ne propone l’acquisto. La proposta è stata già ufficializzata dal Presidente Tommaso De Simone alla presenza del Governatore Bassolino e dell’Assessore regionale all’Agricoltura Gianfranco Nappi durante un convegno dal titolo “Un’idea per il futuro del Real Sito” tenutosi la settimana scorsa nella splendida struttura borbonica. Nove milioni di euro sono pronti per la transazione da concordare con il Consorzio di bonifica che è attualmente proprietario del sito. Oltre alla Reggia, la proposta comprende l’acquisizione dell’ex canapificio, destinato ad ospitare eventi fieristici e congressuali.

La residenza di caccia dei Re Borbone situata tra San Tammaro e Casal di Principe è una delle “Reali delizie” che versa da anni in un triste stato di abbandono, circondata da strade prive di segnaletica e discariche abusive nel cuore di un territorio con forte concentrazione malavitosa, ed è stata più volte depredata da ladri e delinquenti. Grande centro di produzione della mozzarella, di allevamento di cavalli, bufale e vacche e di coltivazione di cereali, foraggi, legumi, canape e lino, dopo l'unità d'Italia la tenuta passò ai Savoia e nel 1919 fu donata all'Opera Nazionale Combattenti che ne fece rifugio per i soldati in guerra; da qui parte una storia di incuria, vandalizzazioni e abbandono del complesso la cui cronaca è un susseguirsi di impegni mancati negli ultimi cinquanta anni. Negli anni cinquanta il sito fu affidato al Consorzio di Bonifica del Basso Volturno affinché vi localizzasse i suoi uffici amministrativi e di rappresentanza. L’ente doveva assolvere al suo ruolo di sviluppo economico del territorio, ma le cose sono andate in maniera ben diversa.
L’operazione di acquisto avanzata dalla CCIAA di Caserta ha dei tempi stretti e il Presidente De Simone attende una risposta immediata dalla SGA, l’agenzia che sta curando la vendita del sito. Dal canto suo, la Regione, per voce di Gianfranco Nappi, si è detta d’accordo e vogliosa di sostenere lo sforzo; lo stesso Bassolino ha individuato nella Camera di Commercio di Caserta il partner migliore per restituire antico splendore al Real Sito affinché diventi volano di recupero e sviluppo dell’intero comprensorio.

Se l’acquisto dovesse andare a buon fine, il rilancio della Reggia di Carditello, secondo le intenzioni di De Simone, terrà lontano speculatori e colate di cemento e consentirà la fruizione culturale per la comunità. La CCIAA pone una condizione inderogabile: "Occorre che tutti i soggetti pubblici interessati siano rigorosamente coinvolti, a cominciare dalla Regione e dalla Provincia per finire ai comuni limitrofi. L'Università, in particolare, dovrà avere un ruolo decisivo. I centri di ricerca universitari saranno chiamati a definire tempi e modi per il rilancio del territorio (circa 15 ettari) che circonda il sito con il recupero - ha spiegato De Simone - delle coltivazioni più tradizionali che hanno reso famosa e ricca questa area ai tempi dei Borbone. Dobbiamo insomma pensare al rinnovo del settore agroalimentare nel rispetto della destinazione originaria affidata a questa splendida reggia perché diventi, anche sotto questo profilo, un'attrazione culturale".

L’appoggio arriva anche dalla Sovrintendenza ai beni Architettonici, Artistici e Culturali di Caserta che spera così di poter avviare presto la richiesta di inserimento del Real Sito di Carditello mella lista dei patrimoni Unesco.

L’operazione si configura come un'occasione unica per ridare lustro e dignità ad una delle più grandi vergogne casertane, affinché si riconsegni il monumento al sua splendore e alla sua vocazione di grande attrattore turistico.

Fonte:Napoli.com
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di Angelo Forgione

La Camera di Commercio di Caserta lancia un salvagente alla bellissima ma semi-abbandonata Reggia di Carditello, e ne propone l’acquisto. La proposta è stata già ufficializzata dal Presidente Tommaso De Simone alla presenza del Governatore Bassolino e dell’Assessore regionale all’Agricoltura Gianfranco Nappi durante un convegno dal titolo “Un’idea per il futuro del Real Sito” tenutosi la settimana scorsa nella splendida struttura borbonica. Nove milioni di euro sono pronti per la transazione da concordare con il Consorzio di bonifica che è attualmente proprietario del sito. Oltre alla Reggia, la proposta comprende l’acquisizione dell’ex canapificio, destinato ad ospitare eventi fieristici e congressuali.

La residenza di caccia dei Re Borbone situata tra San Tammaro e Casal di Principe è una delle “Reali delizie” che versa da anni in un triste stato di abbandono, circondata da strade prive di segnaletica e discariche abusive nel cuore di un territorio con forte concentrazione malavitosa, ed è stata più volte depredata da ladri e delinquenti. Grande centro di produzione della mozzarella, di allevamento di cavalli, bufale e vacche e di coltivazione di cereali, foraggi, legumi, canape e lino, dopo l'unità d'Italia la tenuta passò ai Savoia e nel 1919 fu donata all'Opera Nazionale Combattenti che ne fece rifugio per i soldati in guerra; da qui parte una storia di incuria, vandalizzazioni e abbandono del complesso la cui cronaca è un susseguirsi di impegni mancati negli ultimi cinquanta anni. Negli anni cinquanta il sito fu affidato al Consorzio di Bonifica del Basso Volturno affinché vi localizzasse i suoi uffici amministrativi e di rappresentanza. L’ente doveva assolvere al suo ruolo di sviluppo economico del territorio, ma le cose sono andate in maniera ben diversa.
L’operazione di acquisto avanzata dalla CCIAA di Caserta ha dei tempi stretti e il Presidente De Simone attende una risposta immediata dalla SGA, l’agenzia che sta curando la vendita del sito. Dal canto suo, la Regione, per voce di Gianfranco Nappi, si è detta d’accordo e vogliosa di sostenere lo sforzo; lo stesso Bassolino ha individuato nella Camera di Commercio di Caserta il partner migliore per restituire antico splendore al Real Sito affinché diventi volano di recupero e sviluppo dell’intero comprensorio.

Se l’acquisto dovesse andare a buon fine, il rilancio della Reggia di Carditello, secondo le intenzioni di De Simone, terrà lontano speculatori e colate di cemento e consentirà la fruizione culturale per la comunità. La CCIAA pone una condizione inderogabile: "Occorre che tutti i soggetti pubblici interessati siano rigorosamente coinvolti, a cominciare dalla Regione e dalla Provincia per finire ai comuni limitrofi. L'Università, in particolare, dovrà avere un ruolo decisivo. I centri di ricerca universitari saranno chiamati a definire tempi e modi per il rilancio del territorio (circa 15 ettari) che circonda il sito con il recupero - ha spiegato De Simone - delle coltivazioni più tradizionali che hanno reso famosa e ricca questa area ai tempi dei Borbone. Dobbiamo insomma pensare al rinnovo del settore agroalimentare nel rispetto della destinazione originaria affidata a questa splendida reggia perché diventi, anche sotto questo profilo, un'attrazione culturale".

L’appoggio arriva anche dalla Sovrintendenza ai beni Architettonici, Artistici e Culturali di Caserta che spera così di poter avviare presto la richiesta di inserimento del Real Sito di Carditello mella lista dei patrimoni Unesco.

L’operazione si configura come un'occasione unica per ridare lustro e dignità ad una delle più grandi vergogne casertane, affinché si riconsegni il monumento al sua splendore e alla sua vocazione di grande attrattore turistico.

Fonte:Napoli.com
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