lunedì 18 gennaio 2010

Contaminazione da uranio nel Niger. Colpa di AREVA!


Roma, Italia — A novembre una nostra spedizione aveva rilevato alti livelli di radioattività nel villaggio di Akokan nel Niger. Oggi la compagnia nucleare francese AREVA - che dovrebbe avviare la "rinascita nucleare" in Italia - ammette le sue colpe. Il villaggio, infatti, sorge presso due miniere di Uranio gestite da affiliate di AREVA.

Già dal 2003 erano emersi indizi di contaminazione ad Akokan e nel 2007 si sono riscontrati livelli di radioattività fino a cento volte oltre il livello di fondo. Nel 2008 AREVA aveva affermato di aver bonificato la zona, sotto il controllo delle autorità locali.

Lo scorso novembre 2009 la nostra spedizione - con la collaborazione del laboratorio francese CRIIRAD e della rete di associazioni locali ROTAB - ha visitato sia le miniere sia i villaggi vicini. Risultato: livelli di contaminazione fino a cinquecento volte oltre il livello di fondo, anche negli stessi punti che AREVA sosteneva di aver bonificato.

Non possiamo fidarci di AREVA, né nel Niger né in Italia: quali garanzie possono dare con questo approccio fantasioso alla sicurezza nucleare?

La contaminazione per le strade di Akokan, e presumibilmente in altre zone del circondario, è causata dalla folle idea di AREVA di "riciclare" gli scarti delle miniere di uranio per la costruzione delle strade: un modo comodo e poco costoso per smaltire scorie radioattive. Ai livelli di radioattività da noi rilevati basta stare fermi un'ora al giorno in queste strade per assorbire il massimo della dose annua ammessa dalla Commissione Internazionale per la Radioprotezione (International Commission on Radiological Protection, ICRP).

Adesso AREVA ha ricominciato a pulire i siti che abbiamo segnalato ma ovviamente l'affidabilità dei padroni del nucleare francese è ai minimi storici: quelle strade erano state già bonificate due anni fa, e con tanto di conferma del Niger Department of Mines (Ministero delle Miniere del Niger).

Solo una valutazione estesa, trasparente e indipendente dello stato dell'ambiente della zona colpita potrà mettere al sicuro le popolazioni del Niger dalla radioattività. E solo la chiusura del capitolo 'nucleare' potrà metterci tutti al sicuro dalla follia di chi continua a fare soldi sulla nostra pelle.


Fonte: Greenpeace.org
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Roma, Italia — A novembre una nostra spedizione aveva rilevato alti livelli di radioattività nel villaggio di Akokan nel Niger. Oggi la compagnia nucleare francese AREVA - che dovrebbe avviare la "rinascita nucleare" in Italia - ammette le sue colpe. Il villaggio, infatti, sorge presso due miniere di Uranio gestite da affiliate di AREVA.

Già dal 2003 erano emersi indizi di contaminazione ad Akokan e nel 2007 si sono riscontrati livelli di radioattività fino a cento volte oltre il livello di fondo. Nel 2008 AREVA aveva affermato di aver bonificato la zona, sotto il controllo delle autorità locali.

Lo scorso novembre 2009 la nostra spedizione - con la collaborazione del laboratorio francese CRIIRAD e della rete di associazioni locali ROTAB - ha visitato sia le miniere sia i villaggi vicini. Risultato: livelli di contaminazione fino a cinquecento volte oltre il livello di fondo, anche negli stessi punti che AREVA sosteneva di aver bonificato.

Non possiamo fidarci di AREVA, né nel Niger né in Italia: quali garanzie possono dare con questo approccio fantasioso alla sicurezza nucleare?

La contaminazione per le strade di Akokan, e presumibilmente in altre zone del circondario, è causata dalla folle idea di AREVA di "riciclare" gli scarti delle miniere di uranio per la costruzione delle strade: un modo comodo e poco costoso per smaltire scorie radioattive. Ai livelli di radioattività da noi rilevati basta stare fermi un'ora al giorno in queste strade per assorbire il massimo della dose annua ammessa dalla Commissione Internazionale per la Radioprotezione (International Commission on Radiological Protection, ICRP).

Adesso AREVA ha ricominciato a pulire i siti che abbiamo segnalato ma ovviamente l'affidabilità dei padroni del nucleare francese è ai minimi storici: quelle strade erano state già bonificate due anni fa, e con tanto di conferma del Niger Department of Mines (Ministero delle Miniere del Niger).

Solo una valutazione estesa, trasparente e indipendente dello stato dell'ambiente della zona colpita potrà mettere al sicuro le popolazioni del Niger dalla radioattività. E solo la chiusura del capitolo 'nucleare' potrà metterci tutti al sicuro dalla follia di chi continua a fare soldi sulla nostra pelle.


Fonte: Greenpeace.org
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