lunedì 17 agosto 2009

Benigni a Onna: urlate se le promesse non saranno mantenute


L'Aquila, 16-08-2009

Con un applauditissimo spettacolo nell'auditorium della scuola della Guardia di finanza di Coppito, si e' appena chiusa la giornata di Roberto Benigni all'Aquila.
Accolto da piu' di mille persone, mentre altre ottocento lo seguivano su un maxischermo nella palestra adiacente, il premio Oscar e' entrato in sala da par suo, saltellando sulle poltrone della prima fila e lanciando fiori al pubblico: "Mi verrebbe voglia di saltarvi addosso - ha esordito -, di prendere il primo che capita e baciarlo sulla bocca. Anche le pietre di questa citta' bacerei".
Poi l'immancabile battuta sul premier Berlusconi: "E' come l'Italia: giusto o no che sia, e' il mio Paese. Sbagliato o sbagliato che sia, e' il mio presidente.
Ma non vi preoccupate, perche' manterra' le promesse: io e Bertolaso siamo andati a trovarlo, vestiti di nero e con poco trucco, come piace a lui, e glielo abbiamo raccomandato".
Per chiudere, Benigni ha recitato il monologo di Ulisse dal canto XXVI dell'Inferno della Divina Commedia: "Spero di tornare quando la ricostruzione sara' avvenuta, per gioire con voi e andare tutti insieme a riveder le stelle", ha concluso l'attore, citando l'ultimo verso del Purgatorio di Dante, quello che prelude al Paradiso.

Ma quella di Benigni è stata una lunga giornata con gli abitanti dell'Abruzzo colpiti dal terremoto, farcita di battute su Berlusconi e di inviti alla speranza.

"Ieri e' venuto Berlusconi, ma non mi hanno avvertito. Se venivo anch'io, c'era un altro terremoto, si verificavano delle scosse veramente... avremmo fatto Verdone, Berlusconi e Benigni: i tre piu' grandi comici italiani all'Aquila".

Era l'ora di pranzo quando Roberto Benigni è arrivato al campo tre di Paganica, sotto il tendone allestito dalla Protezione civile di Trento per accogliere una parte degli sfollati colpiti dal terremoto dello scorso 6 aprile in Abruzzo.
Appena arrivato, il premio Oscar si e' messo a scherzare con la gente: la prima battuta, un riferimento alla sua visita, il giorno dopo il ventesimo sopralluogo del premier e la visita dell'attore e regista Carlo Verdone.

Accolto con affetto dai terremotati, Benigni - che ha accettato l'invito del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e del capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali, Salvo Nastasi - ha pranzato nella tendopoli: prima, pero', e' sgusciato sotto i banchi delle cucine per provare a prendere in braccio la corpulenta cuoca Valeria e servire lui stesso alcuni pasti.
"Dovrei pagare io voi per la soddisfazione di essere qui", ha detto Benigni, giunto in tarda mattinata in Abruzzo con la sua auto privata.

Prima di fare tappa a Paganica ha fatto un breve giro nel centro storico dell'Aquila; poi a Onna, cittadina simbolo del sisma, e infine nella scuola della Guardia di finanza di Coppito.
"Controlleremo che le promesse vengano mantenute: se le cose non accadono, urlate e chiedete, non vi zittate mai": e' il messaggio di impegno e di speranza che Roberto Benigni ha portato nella tendopoli di Onna, che con i suoi 40 morti e' forse il paese simbolo del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile.
Accompagnato dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e dal capo di Gabinetto del ministero dei Beni Culturali, Salvo Nastasi, Benigni ha visitato i resti del paese martoriato dal sisma, ma anche i cantieri delle nuove costruzioni e i primi prefabbricati gia' allestiti.
Ad accoglierlo, con la moglie, Giustino Parisse, il vice caporedattore del Centro che nel terremoto ha perso due figli e il padre. Con Parisse, Benigni ha fatto una breve sosta davanti all"albero della memoria', il possente acero sotto il quale sono stati depositati i corpi delle quaranta vittime di Onna. Visibilmente provato, l'attore e' poi arrivato nella tendopoli, dove ha trovato la forza di scherzare: "Sono qui, con Nastasi e Bertolaso, che ci proteggono dalle calamita'.
Ci devono proteggere anche dallo straripamento di Berlusconi. Bertolaso, proteggici! Berlusconi sta straripando, e' in piena". Poi piu' serio, rivolto ai terremotati, ha detto:
"I comici devono far ridere, i politici devono fare i fatti. A loro i fatti e a noi le parole, ma talvolta una parola aiuta piu' di mille cose vere". E ancora: "Dante insegna che per andare in paradiso e' necessario passare dall'inferno. Voi avete vissuto l'inferno. Grazie per la gioia che mi avete dato e per la possibilita' di passare attraverso questa morsa di dolore. La scoperta piu' grande della vita e' capire che il dolore puo' essere trasformato in gioia: dobbiamo riuscire a portare il dolore sulle spalle con gioia".
Fonte:Rainews24
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L'Aquila, 16-08-2009

Con un applauditissimo spettacolo nell'auditorium della scuola della Guardia di finanza di Coppito, si e' appena chiusa la giornata di Roberto Benigni all'Aquila.
Accolto da piu' di mille persone, mentre altre ottocento lo seguivano su un maxischermo nella palestra adiacente, il premio Oscar e' entrato in sala da par suo, saltellando sulle poltrone della prima fila e lanciando fiori al pubblico: "Mi verrebbe voglia di saltarvi addosso - ha esordito -, di prendere il primo che capita e baciarlo sulla bocca. Anche le pietre di questa citta' bacerei".
Poi l'immancabile battuta sul premier Berlusconi: "E' come l'Italia: giusto o no che sia, e' il mio Paese. Sbagliato o sbagliato che sia, e' il mio presidente.
Ma non vi preoccupate, perche' manterra' le promesse: io e Bertolaso siamo andati a trovarlo, vestiti di nero e con poco trucco, come piace a lui, e glielo abbiamo raccomandato".
Per chiudere, Benigni ha recitato il monologo di Ulisse dal canto XXVI dell'Inferno della Divina Commedia: "Spero di tornare quando la ricostruzione sara' avvenuta, per gioire con voi e andare tutti insieme a riveder le stelle", ha concluso l'attore, citando l'ultimo verso del Purgatorio di Dante, quello che prelude al Paradiso.

Ma quella di Benigni è stata una lunga giornata con gli abitanti dell'Abruzzo colpiti dal terremoto, farcita di battute su Berlusconi e di inviti alla speranza.

"Ieri e' venuto Berlusconi, ma non mi hanno avvertito. Se venivo anch'io, c'era un altro terremoto, si verificavano delle scosse veramente... avremmo fatto Verdone, Berlusconi e Benigni: i tre piu' grandi comici italiani all'Aquila".

Era l'ora di pranzo quando Roberto Benigni è arrivato al campo tre di Paganica, sotto il tendone allestito dalla Protezione civile di Trento per accogliere una parte degli sfollati colpiti dal terremoto dello scorso 6 aprile in Abruzzo.
Appena arrivato, il premio Oscar si e' messo a scherzare con la gente: la prima battuta, un riferimento alla sua visita, il giorno dopo il ventesimo sopralluogo del premier e la visita dell'attore e regista Carlo Verdone.

Accolto con affetto dai terremotati, Benigni - che ha accettato l'invito del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e del capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali, Salvo Nastasi - ha pranzato nella tendopoli: prima, pero', e' sgusciato sotto i banchi delle cucine per provare a prendere in braccio la corpulenta cuoca Valeria e servire lui stesso alcuni pasti.
"Dovrei pagare io voi per la soddisfazione di essere qui", ha detto Benigni, giunto in tarda mattinata in Abruzzo con la sua auto privata.

Prima di fare tappa a Paganica ha fatto un breve giro nel centro storico dell'Aquila; poi a Onna, cittadina simbolo del sisma, e infine nella scuola della Guardia di finanza di Coppito.
"Controlleremo che le promesse vengano mantenute: se le cose non accadono, urlate e chiedete, non vi zittate mai": e' il messaggio di impegno e di speranza che Roberto Benigni ha portato nella tendopoli di Onna, che con i suoi 40 morti e' forse il paese simbolo del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile.
Accompagnato dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e dal capo di Gabinetto del ministero dei Beni Culturali, Salvo Nastasi, Benigni ha visitato i resti del paese martoriato dal sisma, ma anche i cantieri delle nuove costruzioni e i primi prefabbricati gia' allestiti.
Ad accoglierlo, con la moglie, Giustino Parisse, il vice caporedattore del Centro che nel terremoto ha perso due figli e il padre. Con Parisse, Benigni ha fatto una breve sosta davanti all"albero della memoria', il possente acero sotto il quale sono stati depositati i corpi delle quaranta vittime di Onna. Visibilmente provato, l'attore e' poi arrivato nella tendopoli, dove ha trovato la forza di scherzare: "Sono qui, con Nastasi e Bertolaso, che ci proteggono dalle calamita'.
Ci devono proteggere anche dallo straripamento di Berlusconi. Bertolaso, proteggici! Berlusconi sta straripando, e' in piena". Poi piu' serio, rivolto ai terremotati, ha detto:
"I comici devono far ridere, i politici devono fare i fatti. A loro i fatti e a noi le parole, ma talvolta una parola aiuta piu' di mille cose vere". E ancora: "Dante insegna che per andare in paradiso e' necessario passare dall'inferno. Voi avete vissuto l'inferno. Grazie per la gioia che mi avete dato e per la possibilita' di passare attraverso questa morsa di dolore. La scoperta piu' grande della vita e' capire che il dolore puo' essere trasformato in gioia: dobbiamo riuscire a portare il dolore sulle spalle con gioia".
Fonte:Rainews24

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