giovedì 12 marzo 2009

Lettera Napoletana n. 14 - marzo 2009

Ricevo da Editoriale Il Giglio e posto:


Numero 14 – marzo 2009




DUE SICILIE: MESSINA RICORDA I SUOI DIFENSORI IL 14 MARZO



(Lettera Napoletana) L’eroica difesa della cittadella di Messina sarà ricordata con una Messa, una commemorazione dei Caduti ed un convegno di studi, sabato 14 marzo.

Il programma della giornata prevede alle 10.30, la Messa celebrata da Mons. Mario Di Pietro, canonico Protometropolitano della Basilica Cattedrale, nella chiesa di S. Caterina di Alessandria.

Alle 11.30, sul Bastione Santo Stefano della Reale Cittadella sarà ricordato il valore degli ultimi difensori delle Due Sicilie e sarà deposta una corona di fiori.

Alle 12.30, un omaggio floreale sarà deposto alla statua di S.M. il Re Ferdinando II, una delle pochissime sopravvissute alla furia iconoclasta post-unitaria.

Nel pomeriggio, alle 17.00, nel Salone degli specchi di Palazzo dei Leoni, sede della Provincia, si svolgerà un convegno di studi sugli interventi del governo borbonico e di quello italiano in occasione dei terremoti del 1783 e del 1908.

Vi parteciperanno con relazioni il dott. Franz Riccobono, presidente dell’Associazione Amici dei Musei di Messina, la prof.ssa Maria Carmela Spadaro, dell’Università Federico II, il prof, Vincenzo Gulì, vice presidente del Movimento Neoborbonico, il prof. Dario Tomasello, dell’Università di Messina, ed il dott. Antonio Di Janni, vicedelegato per la Sicilia del Sacro Militare Ordine di San Giorgio.

La giornata è organizzata dall’Associazione culturale Generale Fergola, l’associazione Amici del Museo, la delegazione di Messina del Movimento Neoborbonico, guidata da Salvatore Serio, e dall’Istituto italiano dei Castelli (LN1/09).


CULTURA: VENEZIA ED IL FRIULI DIFENDONO LA PROPRIA IDENTITA’

(Lettera Napoletana) Dal 17 gennaio scorso ha ripreso le trasmissioni la “Radio Nazionale Veneta” (www.radionazionaleveneta.org), web radio espressione del “Veneto Serenissimo Governo”.

Le trasmissioni erano state interrotte il 9 maggio 1997, dopo una serie di interventi repressivi seguiti alla simbolica “presa”del campanile di San Marco, a Venezia, avvenuta tra l’8 ed il 9 maggio 1997. Con un’azione dimostrativa il segnale della radio, che si definisce “voce dei patrioti veneti”, si era sovrapposto a quello del TG1 il 17 marzo 1997 ed il gesto propagandistico era stato successivamente ripetuto una decine di volte. Tra gli obbiettivi del Veneto Serenissimo Governo – ha annunciato Luigi Faccia – uno dei “Serenissimi”che partecipò alla “presa” del Campanile di San Marco, c’è il rifacimento del plebiscito del 1866 sull’annessione del Veneto all’Italia. (cfr. Ansa, 25.12.08).

In Friuli-Venezia Giulia sono riprese dalla fine del 2008 e sono state ampliate le trasmissioni radiofoniche della Rai in lingua friulana sulle frequenze regionali di Radiouno.

La Regioni Friuli-Venezia Giulia ha stipulato un’apposita convenzione con la Tv di Stato per la diffusione della lingua friulana.. Due gli appuntamenti previsti, ciascuno di 10’ , nel corso della giornata, dal lunedì al venerdì, per l’intero 2009. La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato per il progetto 280mila euro. Di fronte a tali notizie non si può non ricordare che la lingua napoletana, che ha espresso una letteratura di livello europeo, basti ricordare il solo Giovan Battista Basile, non dispone né di un Istituto per la sua diffusione, né di cattedre per il suo insegnamento, e tanto meno di programmi televisivi e radiofonici. E non si può non ricordare che nessun politico, compresi quelli sedicenti meridionalisti, hanno promosso iniziative efficaci per la lingua napoletana. (LN1/09)


DIRITTO ALLA VITA: I CARTONCINI UNICEF FINANZIANO L’ABORTO


(Lettera Napoletana) L’Unicef, emanazione dell’Onu che enuncia l’obiettivo della “difesa dell’infanzia”, finanzia l’aborto con il ricavato dei propri cartoncini augurali, largamente diffusi in uffici pubblici e privati ed acquistati da ignari benefattori.

La denuncia è dell’associazione cilena “Muevetechile”(www.muevetechile.org).

«Con il piano di investimenti ospedalieri dell’Unicef per il 2007 – denuncia l’associazione cilena pro-vita – sono stati acquistati migliaia di strumenti per praticare interventi abortivi, tra i quali 1500 apparecchi Braun per lo schiacciamento del cranio dei feti aborti, 1500 apparecchi della stessa ditta per la decapitazione dei feti, apparecchi per l’aspirazione», ed altri macabri strumenti di morte.

In un documento dell’Unicef presentato come “per la vita delle donne” viene illustrata tutta la strumentazione necessaria a praticare l’aborto con le relative tecniche di “craneotomia”, “evacuazione uterina” ed “aspirazione manuale”. (LN1/09).


DIRITTO ALLA VITA: 15 MILA IN PIAZZA A PARIGI, E IN ITALIA ?


(Lettera Napoletana) Circa 15 mila persone hanno sfilato il 25 gennaio a Parigi contro l’aborto ed in difesa del diritto alla vita rispondendo all’appello del coordinamento “En marche pour la vie”.

Alla marcia, da Place de la République a Place de la Bastille, nel cuore della capitale francese, hanno partecipato 17 Vescovi. Il giorno prima nella Cappella di Notre Dame du Bon Conseil si era svolta una veglia di preghiera con l’adesione della Diocesi di Parigi.

«Ciò che ci motiva si deve vedere, e se necessario bisogna gridarlo – ha detto nel suo intervento Jean-Bernard Grenouilleau , presidente del “Comité pour sauver l’Enfant à Naitre” – perché niente è peggio del silenzio quando tante vite umane innocenti vengono quotidianamente uccise nella indifferenza generale». Tra le parole d’ordine della manifestazione c’era “l’abolizione dell’aborto” dalla legislazione francese, senza ambiguità. (cfr Agenzia Zenith, 3.2.2009)

La marcia per la vita, cominciata con l’adesione di un migliaio di persone, si ripete in Francia da cinque anni. Analoghe manifestazioni si svolgono con successo in Portogallo (“Velada pela vida”) e Spagna, solo per parlare dell’Europa, mentre negli Usa il 20 gennaio di ogni anno sono molte centinaia di migliaia i pro-life che marciano sulla Casa Bianca.

Si tratta di esempi importanti per l’Italia, dove una leadership pro-vita debole ed a volte compromessa, non riesce a mobilitare le energie pur numerose presenti nel volontariato e nell’associazionismo in difesa del diritto alla vita, come si è purtroppo visto anche nella tragica vicenda di Eluana Englaro. (LN1/09).



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Ricevo da Editoriale Il Giglio e posto:


Numero 14 – marzo 2009




DUE SICILIE: MESSINA RICORDA I SUOI DIFENSORI IL 14 MARZO



(Lettera Napoletana) L’eroica difesa della cittadella di Messina sarà ricordata con una Messa, una commemorazione dei Caduti ed un convegno di studi, sabato 14 marzo.

Il programma della giornata prevede alle 10.30, la Messa celebrata da Mons. Mario Di Pietro, canonico Protometropolitano della Basilica Cattedrale, nella chiesa di S. Caterina di Alessandria.

Alle 11.30, sul Bastione Santo Stefano della Reale Cittadella sarà ricordato il valore degli ultimi difensori delle Due Sicilie e sarà deposta una corona di fiori.

Alle 12.30, un omaggio floreale sarà deposto alla statua di S.M. il Re Ferdinando II, una delle pochissime sopravvissute alla furia iconoclasta post-unitaria.

Nel pomeriggio, alle 17.00, nel Salone degli specchi di Palazzo dei Leoni, sede della Provincia, si svolgerà un convegno di studi sugli interventi del governo borbonico e di quello italiano in occasione dei terremoti del 1783 e del 1908.

Vi parteciperanno con relazioni il dott. Franz Riccobono, presidente dell’Associazione Amici dei Musei di Messina, la prof.ssa Maria Carmela Spadaro, dell’Università Federico II, il prof, Vincenzo Gulì, vice presidente del Movimento Neoborbonico, il prof. Dario Tomasello, dell’Università di Messina, ed il dott. Antonio Di Janni, vicedelegato per la Sicilia del Sacro Militare Ordine di San Giorgio.

La giornata è organizzata dall’Associazione culturale Generale Fergola, l’associazione Amici del Museo, la delegazione di Messina del Movimento Neoborbonico, guidata da Salvatore Serio, e dall’Istituto italiano dei Castelli (LN1/09).


CULTURA: VENEZIA ED IL FRIULI DIFENDONO LA PROPRIA IDENTITA’

(Lettera Napoletana) Dal 17 gennaio scorso ha ripreso le trasmissioni la “Radio Nazionale Veneta” (www.radionazionaleveneta.org), web radio espressione del “Veneto Serenissimo Governo”.

Le trasmissioni erano state interrotte il 9 maggio 1997, dopo una serie di interventi repressivi seguiti alla simbolica “presa”del campanile di San Marco, a Venezia, avvenuta tra l’8 ed il 9 maggio 1997. Con un’azione dimostrativa il segnale della radio, che si definisce “voce dei patrioti veneti”, si era sovrapposto a quello del TG1 il 17 marzo 1997 ed il gesto propagandistico era stato successivamente ripetuto una decine di volte. Tra gli obbiettivi del Veneto Serenissimo Governo – ha annunciato Luigi Faccia – uno dei “Serenissimi”che partecipò alla “presa” del Campanile di San Marco, c’è il rifacimento del plebiscito del 1866 sull’annessione del Veneto all’Italia. (cfr. Ansa, 25.12.08).

In Friuli-Venezia Giulia sono riprese dalla fine del 2008 e sono state ampliate le trasmissioni radiofoniche della Rai in lingua friulana sulle frequenze regionali di Radiouno.

La Regioni Friuli-Venezia Giulia ha stipulato un’apposita convenzione con la Tv di Stato per la diffusione della lingua friulana.. Due gli appuntamenti previsti, ciascuno di 10’ , nel corso della giornata, dal lunedì al venerdì, per l’intero 2009. La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato per il progetto 280mila euro. Di fronte a tali notizie non si può non ricordare che la lingua napoletana, che ha espresso una letteratura di livello europeo, basti ricordare il solo Giovan Battista Basile, non dispone né di un Istituto per la sua diffusione, né di cattedre per il suo insegnamento, e tanto meno di programmi televisivi e radiofonici. E non si può non ricordare che nessun politico, compresi quelli sedicenti meridionalisti, hanno promosso iniziative efficaci per la lingua napoletana. (LN1/09)


DIRITTO ALLA VITA: I CARTONCINI UNICEF FINANZIANO L’ABORTO


(Lettera Napoletana) L’Unicef, emanazione dell’Onu che enuncia l’obiettivo della “difesa dell’infanzia”, finanzia l’aborto con il ricavato dei propri cartoncini augurali, largamente diffusi in uffici pubblici e privati ed acquistati da ignari benefattori.

La denuncia è dell’associazione cilena “Muevetechile”(www.muevetechile.org).

«Con il piano di investimenti ospedalieri dell’Unicef per il 2007 – denuncia l’associazione cilena pro-vita – sono stati acquistati migliaia di strumenti per praticare interventi abortivi, tra i quali 1500 apparecchi Braun per lo schiacciamento del cranio dei feti aborti, 1500 apparecchi della stessa ditta per la decapitazione dei feti, apparecchi per l’aspirazione», ed altri macabri strumenti di morte.

In un documento dell’Unicef presentato come “per la vita delle donne” viene illustrata tutta la strumentazione necessaria a praticare l’aborto con le relative tecniche di “craneotomia”, “evacuazione uterina” ed “aspirazione manuale”. (LN1/09).


DIRITTO ALLA VITA: 15 MILA IN PIAZZA A PARIGI, E IN ITALIA ?


(Lettera Napoletana) Circa 15 mila persone hanno sfilato il 25 gennaio a Parigi contro l’aborto ed in difesa del diritto alla vita rispondendo all’appello del coordinamento “En marche pour la vie”.

Alla marcia, da Place de la République a Place de la Bastille, nel cuore della capitale francese, hanno partecipato 17 Vescovi. Il giorno prima nella Cappella di Notre Dame du Bon Conseil si era svolta una veglia di preghiera con l’adesione della Diocesi di Parigi.

«Ciò che ci motiva si deve vedere, e se necessario bisogna gridarlo – ha detto nel suo intervento Jean-Bernard Grenouilleau , presidente del “Comité pour sauver l’Enfant à Naitre” – perché niente è peggio del silenzio quando tante vite umane innocenti vengono quotidianamente uccise nella indifferenza generale». Tra le parole d’ordine della manifestazione c’era “l’abolizione dell’aborto” dalla legislazione francese, senza ambiguità. (cfr Agenzia Zenith, 3.2.2009)

La marcia per la vita, cominciata con l’adesione di un migliaio di persone, si ripete in Francia da cinque anni. Analoghe manifestazioni si svolgono con successo in Portogallo (“Velada pela vida”) e Spagna, solo per parlare dell’Europa, mentre negli Usa il 20 gennaio di ogni anno sono molte centinaia di migliaia i pro-life che marciano sulla Casa Bianca.

Si tratta di esempi importanti per l’Italia, dove una leadership pro-vita debole ed a volte compromessa, non riesce a mobilitare le energie pur numerose presenti nel volontariato e nell’associazionismo in difesa del diritto alla vita, come si è purtroppo visto anche nella tragica vicenda di Eluana Englaro. (LN1/09).



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