martedì 17 febbraio 2009

Si chiama Scec e circola già in quasi tutta Italia. Chi la usa risparmia


Lo sapevate che in Italia circola da qualche tempo un'altra moneta oltre all'Euro? Una moneta coniata non dalla Banca centrale europea, ma da un'associazione di privati cittadini allo scopo di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e le realtà produttive e commerciali locali. Un'originale soluzione 'dal basso' per contrastare l'attuale crisi economica. PeaceReporter ha intervistato gli ideatori di questa iniziativa.

In pratica, un buono sconto. "Lo Scec, che sta per 'Solidarietà CHe Cammina' - spiega Pierluigi Paoletti, ex analista finanziario toscano e presidente dell'associazione 'Arcipelago Scec' - è nato a Napoli nel maggio 2007 su iniziativa dell'associazione 'Masaniello' e un anno dopo si è esteso a nove regioni italiane (Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Calabria, Sicilia, Veneto, Friuli e Lombardia), dove già erano in corso analoghi esperimenti di monete locali che quindi sono state 'assorbite' dallo Scec, ritenuto il sistema più comodo e funzionale. Attualmente lo Scec, coniato in tagli da 1/2, 1, 2, 5, 10 e 50, è utilizzato, assieme all'Euro, da quattromila persone e accettato, sempre assieme all'Euro, da millesettecento attività commerciali. Lo Scec non sostituisce l'Euro, anzi, può funzionare solo circolando assieme ad esso: con i soli Scec non è possibile comprare nessun bene o servizio. Tecnicamente funziona come un buono sconto, come quelli distribuiti dai supermercati, con la differenza che non valgono solo per acquistare determinati prodotti nei negozi della catena che li emette: gli Scec sono utilizzabili e riutilizzabili per acquistare beni e servizi presso tutte le attività commerciali che li accettano".

Ecco come funziona. Gianfranco Florio, impiegato romano e segretario dell'associazione 'Arcipelago Scec', spiega il funzionamento di questa moneta complementare. "Ci sono due modi per entrare nel circuito Scec: o come privato che vuole usare questa moneta per acquistare beni e servizi, o come commerciante che vuole accettarla come mezzo di pagamento. Ogni commerciante decide quale percentuale di Scec accettare, se il 10, il 20 o il 50 percento. Questo significa che il bene o il servizio che egli vede normalmente, per esempio, a 100 euro, potrà essere acquistato anche, rispettivamente, a 90 Euro e 10 Scec, a 80 Euro e 20 Scec o a 50 Euro e 50 Scec. Poiché che gli Scec vengono accreditati ai privati gratuitamente, il vantaggio di chi li usa per fare acquisti è che risparmia. Il vantaggio dei commercianti che li accettano è che vendono di più, come in una qualsiasi offerta promozionale (per questo a loro viene chiesta una simbolica quota associativa di 10 o 20 euro a seconda delle regioni); inoltre possono spendere gli Scec incassati presso altri eserciti commerciali risparmiando a loro volta".

Un progetto in espansione. "Gli Scec - spiega Gaetano Lalegname, imprenditore milanese e segretario dell'Isola Scec Lombardia, nata all'inizio di quest'anno - vengono coniati in una tipografia di Terni. Ne sono stati stampati oltre due milioni, al costo di circa seimila euro, pagati dall'associazione con i soldi delle quote associative e dalle donazioni dei soci sostenitori. Finora, in questi primi otto mesi di sperimentazione a livello nazionale, sono stati messi in circolazione 400 mila Scec con un'unica distribuzione da 100 Scec per ogni nuovo socio privato. Man mano che il circuito crescerà ci saranno nuove distribuzioni, che poi dovrebbero diventare mensili. Chi già oggi ha bisogno di più Scec da spendere, può riceverli come anticipo sulle prossime distribuzioni, per non contravvenire a un criterio di equa distribuzione. Per il futuro c'è in programma anche la creazione di un circuito Scec elettronico per transazioni on-line e di Scec Point Market dove poter acquistare diverse merci".

Nessuno sponsor politico. A Nello De Gennaro, imprenditore napoletano e presidente dell'associazione Masaniello, considerato l'inventore dello Scec, chiediamo dei risvolti politici di questo progetto. "L'idea iniziale è venuta fuori da una discussione in rete tra persone che frequentavano il Meetup napoletano di Beppe Grillo. Dietro questo progetto non c'è nessun interesse privato e nessun partito politico. Sarebbe assurdo voler dare a un simile progetto una connotazione di parte politica, di destra o di sinistra: la moneta è di tutti. E sarebbe anche controproducente: uno Scec 'di parte' attirerebbe qualcuno ma allontanerebbe qualcun altro, compromettendo la riuscita del progetto. Siamo aperti a collaborazioni e a sinergie con partiti, movimenti e associazioni di ogni colore politico se questo contribuisce a far crescere il progetto, ma non ci faremo mai usare e strumentalizzare da nessuno perché questo significherebbe la fine dello Scec".


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Lo sapevate che in Italia circola da qualche tempo un'altra moneta oltre all'Euro? Una moneta coniata non dalla Banca centrale europea, ma da un'associazione di privati cittadini allo scopo di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e le realtà produttive e commerciali locali. Un'originale soluzione 'dal basso' per contrastare l'attuale crisi economica. PeaceReporter ha intervistato gli ideatori di questa iniziativa.

In pratica, un buono sconto. "Lo Scec, che sta per 'Solidarietà CHe Cammina' - spiega Pierluigi Paoletti, ex analista finanziario toscano e presidente dell'associazione 'Arcipelago Scec' - è nato a Napoli nel maggio 2007 su iniziativa dell'associazione 'Masaniello' e un anno dopo si è esteso a nove regioni italiane (Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Calabria, Sicilia, Veneto, Friuli e Lombardia), dove già erano in corso analoghi esperimenti di monete locali che quindi sono state 'assorbite' dallo Scec, ritenuto il sistema più comodo e funzionale. Attualmente lo Scec, coniato in tagli da 1/2, 1, 2, 5, 10 e 50, è utilizzato, assieme all'Euro, da quattromila persone e accettato, sempre assieme all'Euro, da millesettecento attività commerciali. Lo Scec non sostituisce l'Euro, anzi, può funzionare solo circolando assieme ad esso: con i soli Scec non è possibile comprare nessun bene o servizio. Tecnicamente funziona come un buono sconto, come quelli distribuiti dai supermercati, con la differenza che non valgono solo per acquistare determinati prodotti nei negozi della catena che li emette: gli Scec sono utilizzabili e riutilizzabili per acquistare beni e servizi presso tutte le attività commerciali che li accettano".

Ecco come funziona. Gianfranco Florio, impiegato romano e segretario dell'associazione 'Arcipelago Scec', spiega il funzionamento di questa moneta complementare. "Ci sono due modi per entrare nel circuito Scec: o come privato che vuole usare questa moneta per acquistare beni e servizi, o come commerciante che vuole accettarla come mezzo di pagamento. Ogni commerciante decide quale percentuale di Scec accettare, se il 10, il 20 o il 50 percento. Questo significa che il bene o il servizio che egli vede normalmente, per esempio, a 100 euro, potrà essere acquistato anche, rispettivamente, a 90 Euro e 10 Scec, a 80 Euro e 20 Scec o a 50 Euro e 50 Scec. Poiché che gli Scec vengono accreditati ai privati gratuitamente, il vantaggio di chi li usa per fare acquisti è che risparmia. Il vantaggio dei commercianti che li accettano è che vendono di più, come in una qualsiasi offerta promozionale (per questo a loro viene chiesta una simbolica quota associativa di 10 o 20 euro a seconda delle regioni); inoltre possono spendere gli Scec incassati presso altri eserciti commerciali risparmiando a loro volta".

Un progetto in espansione. "Gli Scec - spiega Gaetano Lalegname, imprenditore milanese e segretario dell'Isola Scec Lombardia, nata all'inizio di quest'anno - vengono coniati in una tipografia di Terni. Ne sono stati stampati oltre due milioni, al costo di circa seimila euro, pagati dall'associazione con i soldi delle quote associative e dalle donazioni dei soci sostenitori. Finora, in questi primi otto mesi di sperimentazione a livello nazionale, sono stati messi in circolazione 400 mila Scec con un'unica distribuzione da 100 Scec per ogni nuovo socio privato. Man mano che il circuito crescerà ci saranno nuove distribuzioni, che poi dovrebbero diventare mensili. Chi già oggi ha bisogno di più Scec da spendere, può riceverli come anticipo sulle prossime distribuzioni, per non contravvenire a un criterio di equa distribuzione. Per il futuro c'è in programma anche la creazione di un circuito Scec elettronico per transazioni on-line e di Scec Point Market dove poter acquistare diverse merci".

Nessuno sponsor politico. A Nello De Gennaro, imprenditore napoletano e presidente dell'associazione Masaniello, considerato l'inventore dello Scec, chiediamo dei risvolti politici di questo progetto. "L'idea iniziale è venuta fuori da una discussione in rete tra persone che frequentavano il Meetup napoletano di Beppe Grillo. Dietro questo progetto non c'è nessun interesse privato e nessun partito politico. Sarebbe assurdo voler dare a un simile progetto una connotazione di parte politica, di destra o di sinistra: la moneta è di tutti. E sarebbe anche controproducente: uno Scec 'di parte' attirerebbe qualcuno ma allontanerebbe qualcun altro, compromettendo la riuscita del progetto. Siamo aperti a collaborazioni e a sinergie con partiti, movimenti e associazioni di ogni colore politico se questo contribuisce a far crescere il progetto, ma non ci faremo mai usare e strumentalizzare da nessuno perché questo significherebbe la fine dello Scec".


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