martedì 3 febbraio 2009

Sapere la verità - I familiari delle vittime di mafia contestano Mancino

Di Pietro Orsatti



Salvatore Borsellino e Sonia Alfano portano fiori listati a lutto al Csm per protestare sui silenzi dell’organo di auto-governo della magistratura.

Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, e Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato nella strage di via D’Amelio, al termine di una manifestazione a Roma organizzata dall’Associazione dei familiari delle vittime di mafia mercoledì 29, si sono recati al Csm con dei mazzi di crisantemi listati a lutto da consegnare al vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura, Nicola Mancino.

Assieme ai fiori una richiesta: la verità sulla trattativa fra Stato e Cosa nostra all’epoca in cui al vertice del Viminale sedeva, appunto, lo stesso Mancino, succeduto a Vincenzo Scotti dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone. Alfano e Borsellino, però, non sono riusciti a consegnare personalmente il messaggio. Sono stati bloccati dai carabinieri e identificati. La vicenda relativa all’agenda grigia di Paolo Borsellino e alle trattative fra mafia e istituzioni (left, n.3/2009) ha creato forte imbarazzo all’ex ministro, che ha ripetutamente negato (nonostante sia riportato nell’agenda in possesso alla famiglia) di aver incontrato il primo luglio 1992 Borsellino al Viminale.

Nonostante la gravità delle dichiarazioni di Salvatore Borsellino delle ultime settimane, Mancino però non lo ha querelato. Mentre ha querelato alcuni militanti di Azione giovani (presidente l’attuale ministro Giorgia Meloni) per un manifesto scritto a mano in cui si chiedevano le sue dimissioni proprio in relazione alla vicenda.

Foto di Fabrizio Incorvaia


Fonte:Agoravox
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Di Pietro Orsatti



Salvatore Borsellino e Sonia Alfano portano fiori listati a lutto al Csm per protestare sui silenzi dell’organo di auto-governo della magistratura.

Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, e Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato nella strage di via D’Amelio, al termine di una manifestazione a Roma organizzata dall’Associazione dei familiari delle vittime di mafia mercoledì 29, si sono recati al Csm con dei mazzi di crisantemi listati a lutto da consegnare al vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura, Nicola Mancino.

Assieme ai fiori una richiesta: la verità sulla trattativa fra Stato e Cosa nostra all’epoca in cui al vertice del Viminale sedeva, appunto, lo stesso Mancino, succeduto a Vincenzo Scotti dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone. Alfano e Borsellino, però, non sono riusciti a consegnare personalmente il messaggio. Sono stati bloccati dai carabinieri e identificati. La vicenda relativa all’agenda grigia di Paolo Borsellino e alle trattative fra mafia e istituzioni (left, n.3/2009) ha creato forte imbarazzo all’ex ministro, che ha ripetutamente negato (nonostante sia riportato nell’agenda in possesso alla famiglia) di aver incontrato il primo luglio 1992 Borsellino al Viminale.

Nonostante la gravità delle dichiarazioni di Salvatore Borsellino delle ultime settimane, Mancino però non lo ha querelato. Mentre ha querelato alcuni militanti di Azione giovani (presidente l’attuale ministro Giorgia Meloni) per un manifesto scritto a mano in cui si chiedevano le sue dimissioni proprio in relazione alla vicenda.

Foto di Fabrizio Incorvaia


Fonte:Agoravox

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